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Archeologia greca classica, Appunti di Archeologia

Appunti sull'archeologia greca

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 08/06/2021

valeria-bruzzese-3
valeria-bruzzese-3 🇮🇹

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Archeologia greca mod 1
13-02-18
Età geometrica 900-700 a.c.
Ceramica geometrica:
stile proto geometrico antico 1050-900 a.c.
stile geometrico antico 900-850 a.c.
stile geometrico medio 850-760 a.c.
stile geometrico tardo 760 – 700 a.c.
Anfora metà VIII secolo, periodo a cui assistiamo ad un aumento demografico, situazione che denota
una migliore qualità della vita
ultima fase del tardo geometrico è la produzione di anfore, in particolare quella trovata ad Atene.
anfora 804
dimensioni notevoli, scena funebre nel corpo dell’anfora. Da notare come vengono
realizzate le figure umane, stilizzazione delle parti del corpo e nel contempo una evidenziazione delle
articolazioni in particolari quelle inferiori che appaiono in quelle maschili più robuste e vigorose,
invece nelle figure femminili le gambe sono coperte da una lunga gonna. Composizione semplice e
chiara improntata su una simmetria che viene interrotta da una figura ridotta che raffigura un
fanciullo probabilmente il figlio della defunta. Vasi così vengono usati per scopi funebri cratere
catalogato con il n.ro 990
doppia scena raffigurata in due registri, raccontano due momenti collegati alla cerimonia funebre di
un personaggio che si caratterizza come un guerriero per il possesso dei cavalli, dei carri che
vengono esibiti a proposito degli astanti che assistono. Vasi prodotti da una bottega attiva ad Atene,
chiamata dal dipylon
Vasi destinati alla casa e a quei momenti di convivialità come i banchetti, ecc.
vaso di forma aperta con scena di rapimento legato a qualche racconto mitologico. Questi vasi sono
destinati a famiglie aristocratiche. Formazione di edifici e strutture sacre seconda metà del VIII
secolo dei quali abbiamo conoscenza.
sito di Eretria in Eubea: santuario di apollo daphnephoros (apollo rapitore di dafne), forma
rettangolare e absidata, con tetto leggero, di frasche, ingresso con due sostegni che danno l’idea di
un portico. Verso la fine dell’VIII secolo, fine dell’epoca geometrica. Ecatompedon struttura di
misura circa 30 metri in lunghezza, edifici sacri destinati al culto della divinità.
documento importante dedicato ad una divinità ci viene dal tempio Mazaraki dedicato ad Artemide.
Struttura absidata da entrambi i lati, e intorno all’edificio presenza di buchi di sostegni che
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Archeologia greca mod 1 13-02- Età geometrica 900-700 a.c. Ceramica geometrica: stile proto geometrico antico 1050-900 a.c. stile geometrico antico 900-850 a.c. stile geometrico medio 850-760 a.c. stile geometrico tardo 760 – 700 a.c. Anfora metà VIII secolo, periodo a cui assistiamo ad un aumento demografico, situazione che denota una migliore qualità della vita ultima fase del tardo geometrico è la produzione di anfore, in particolare quella trovata ad Atene. anfora 804 dimensioni notevoli, scena funebre nel corpo dell’anfora. Da notare come vengono realizzate le figure umane, stilizzazione delle parti del corpo e nel contempo una evidenziazione delle articolazioni in particolari quelle inferiori che appaiono in quelle maschili più robuste e vigorose, invece nelle figure femminili le gambe sono coperte da una lunga gonna. Composizione semplice e chiara improntata su una simmetria che viene interrotta da una figura ridotta che raffigura un fanciullo probabilmente il figlio della defunta. Vasi così vengono usati per scopi funebri cratere catalogato con il n.ro 990 doppia scena raffigurata in due registri, raccontano due momenti collegati alla cerimonia funebre di un personaggio che si caratterizza come un guerriero per il possesso dei cavalli, dei carri che vengono esibiti a proposito degli astanti che assistono. Vasi prodotti da una bottega attiva ad Atene, chiamata dal dipylon Vasi destinati alla casa e a quei momenti di convivialità come i banchetti, ecc. vaso di forma aperta con scena di rapimento legato a qualche racconto mitologico. Questi vasi sono destinati a famiglie aristocratiche. Formazione di edifici e strutture sacre seconda metà del VIII secolo dei quali abbiamo conoscenza. sito di Eretria in Eubea: santuario di apollo daphnephoros (apollo rapitore di dafne), forma rettangolare e absidata, con tetto leggero, di frasche, ingresso con due sostegni che danno l’idea di un portico. Verso la fine dell’VIII secolo, fine dell’epoca geometrica. Ecatompedon struttura di misura circa 30 metri in lunghezza, edifici sacri destinati al culto della divinità. documento importante dedicato ad una divinità ci viene dal tempio Mazaraki dedicato ad Artemide. Struttura absidata da entrambi i lati, e intorno all’edificio presenza di buchi di sostegni che

proteggeva la struttura. Edifici sacri di piccole dimensioni e la loro presenza ci viene suggerita tramite sculture in terracotta, modello fittile dall’Heraion di Argo, che riproduce un edificio sacro caratterizzato da un tetto pendente, sensibilità e gusto geometrico che sono paragonabili a quelli visualizzati sulle ceramiche periodo importante per i futuri sviluppi politici, economici e artistici della Grecia. Il rapporto tra uomo e divinità può essere mediato dal capo famiglia. Alla divinità si porta un dono con la quale si stabilisce un dialogo. Doni con valori concreti come il tripode bronzeo. Non esistono oggetti di monumentale grandezza ma di importanza materiale. Tripode: tre piedi che sorreggono un grande bacillo di forma emisferica, dentro le quali venivano cotte le carni e dotato di maniglie circolari. Un cavallino posto sulla cima della maniglia caratterizzato dalla geometrizzazione e stilizzazione delle parti raccordate le une alle altre. Guerriero: proveniente dal tempio di olimpia. Stessi criteri di raffigurazione della figura umana in chiave geometrico e schematico. Rafforzo della raffigurazione dei glutei e delle articolazioni inferiori, elementi perduti come lo scudo e la lancia museo di olimpia, selezione di bronzetti di cavalli Bronzetto di Apollo dedicato da Mantiklos da Tebe con dedica sugli arti inferiori, tra la fine dell’VIII e l’inizio del secolo successivo. Espressione caratterizzata; muscolatura accentuata. Calderone bronzeo, vengono inseriti dei protomi raffiguranti animali fantastici, fanno la comparsa in Grecia grazie al vicino oriente. Testimone della trasformazione del patrimonio greco e del suo arricchimento che ha come fonte il vicino Oriente: dall’oriente proviene la figura di una sirena con le

conservata fino alla fine dell’800 conservata al museo di Auxerre e proveniente da Creta, figura femminile non si sa se si tratta di una divinità o un offerente, propensa seconda ipotesi perché’ il gesto allude alla devozione nei confronti della divinità. Figura statica con una dichiarata visibilità frontale. Statua concepita sommando le parti le une alle altre, impostazione robusta e solida e forte sensibilità dei volumi, veste il peplo con cintura in vita e indossa sulla testa una parrucca che risulta pesante che riconduce alle parrucche egiziane, caratterizzata da grosse trecce ed una frangia ed una serie di riccioli. Gusto decorazione evidente e forte gusto per la simmetria. Il volto della figura caratterizzato da una forma appuntita verso il basso, mento pronunciato, gote lisce e bocca tirata verso l’alto per raccordare i piani facciali e per renderla visibile non solo da una prospettiva frontale ma a tutto tondo definito “sorriso arcaico”, occhi con notevoli dimensioni, figura ideale, meticolosa decorazione tramite incisione del peplo. Opere antiche colorate e purtroppo il colore è scomparso o non visibile ad occhio nudo. Sculture dal tempio di Prinias, due statue femminili che decoravano l’architrave di un edificio. Particolare dell’architrave e la decorazione che rappresenta animali esotici. Affinità tra la dama di auxerre e le statue di prinias che si inseriscono nello stile dedalico caratteristico di Creta. Raccordo delle parti corporee secondo un asse. A creta sono state rinvenute delle statue in pietra monumentali. Utilizzo del marmo per le sculture di grandi dimensioni, marmo cavato da naxos

Kore di nikandre da Delo, realizzata in marmo, reca una dedica alla dea Artemide, notevoli dimensioni. Rilievo con busto femminile da Micene, figura femminile, parrucca diversa realizzata a strati orizzontali Bronzetto da Delfi raffigurazioni maschili, di età orientalizzante che dimostra le novità orientalizzanti sulla figura maschile. Figura nuda, con una cintura che raccorda il busto con le articolazioni; rappresentazione frontale e sensibilità dei volumi dei corpi, la capigliatura realizzata a più strati Ceramica protoattica produzione degli atelier di Atene stile protoattico antico: 710-680 a. C. stile protoattico medio 680-630 a.C. stile protoattico tardo 630-600 a.C. Anfora del pittore di Analatos dei primi decenni del vii secolo prima fase protoattica

Olpe Chigi sulla spalla del vaso scena raffigurante due schiere di opliti al suono del doppio flauto suonato perizia del disegno; composizione dinamica e ben studiata altra scena: giudizio di Paride, mal conservato oggi. 19-02- età orientalizzante seconda metà del VII secolo, vede la nascita di una scultura monumentale con materiale durevole. figura maschile stante e quella femminile stante, entrambe giovanili che chiamiamo kuros e kore. Kuros, ragazzo, giovane ragazzo. Plurale korai kore: giovane ragazza kuroi Bronzetto da Delfi, kuros stante, caratteristiche che si mantengono nel corso del tempo. Caratteri ben precisi: nudità, presentazione stante, lieve accenno al movimento data dalla posizione sfalsata dei piedi. Il volto della figura è frontale dimensioni superiore: kore di Nikandre, versione femminile del bronzetto di Delfi figura stante, posizione eretta e frontale con il volto frontale e le braccia portate al corpo, senza accenno al movimento, rappresentata vestita. in eta’ orientalizzante, nelle isole cicladi si affermano statue di grandi dimensioni, come le cave di marmo a Naxos. Statua colossale donata dalla città dell’isola di Naxos al santuario di Delo Apollo. Raffigurazione dello stesso dio apollo con le frecce e l’arco. Frammenti di questa scultura, il busto. L’eta’ orientalizzante sperimenta statue di dimensioni colossali di materiale durevole come la pietra. ETA’ ARCAICA 600-480 A. C. 480, anno della vittoria ateniese a Salamina. Periodo di grande splendore, in cui si affermano le poleis (citta’-stato) Kouros da capo Sounion, attica, venerato Poseidone, VI secolo immagine ideale di bellezza che il dedicante vuole donare alla divinita’, proprietaria del santuario. statua imponente. immagine che incarna la bellezza e i valori. Prestanza fisica del corpo, bontà dell’animo. Ricca definizione della capigliatura, oggetto di attenzione da parte dell’artigiano che li rende ordinati e ben composti per manifestare la posizione sociale del dedicante. Divaricazione degli arti inferiori che ne suggeriscono il movimento, le braccia lungo il corpo con il pugni stretti. Volto frontale. Figura impostata su un asse verticale. Maggiore sensibilita’ nella resa anatomica della figura. Opera fluida. Confronto con statuaria coeva con statue egizie. Kouros dall’attica, conservato al metropolitan museum a New York. Testa di Kouros del Dipylon, atene museo archeologico nazionale. Elaborata acconciatura.

decenni iniziali del VI secolo kuroi restituiti dal territorio greco. Kleobis e Biton, coppia di Kuroi , provengono dal santuario di Delfi, un santuario panellenico. 1942 scansione cronologica e stilistica delle korai e dei kuroi. Forma naturalistica a quella del corpo umano, in una dimensione ideale. Viene meno la schematizzazione, attenzione verso i volumi e le superfici del corpo. A queste due statue attribuite delle dediche, realizzate dallo scultore Polimedes di Argo. Erodoto narra la storia di due fratelli Kleobis e Biton Kouros da Tenea, sito vicino di Corinto riproposizione della figura assiale, frontale e le braccia lungo il corpo; fluida definizione delle parti del corpo, nelle rotondita’ dei pettorali. Il viso e’ arricchito dii particolar piu’ naturalistici , con l’aggiunta della caruncola lacrimale, riccioli morbidi. Statua di Kroisos da, Anavyssos (Attica) epigrafe inciso sul corpo. Statua di visione sia frontale sia il retro, definizione plastica del corpo volto della scultura. 590 a. c. – 580 a. c. – 550 a.c. – 530 a. c.. Moscophoros, portatore di animale vitello giovane uomo che reca sulle spalle un’offerta per la divinita’. Elementi del kouros presente in quest’oepra. Privilegio della nudita’, per mostrare il fisico prestante. Sapiente composizione. Scultura in marmo, vivacemente colorata. Cavaliere Rampin, proveniente da Atene. Rampin dal collezionista. attenzione dello sculture molto meticolosa, in particolare verso il volto. Sulla testa e’ presente una corona di foglie di quercia, simbolo di vittoria dei giochi istmici.

Acropoli di Atene Kore n.ro 682 abito particolare: kitone e un mantello corto che cade di sbieco sul corpo, che viene fissato su una delle spalle, di solito quella destra, lasciando scoperta la spalla opposta. Il mantello si chiama imakion ed e’ l’abbinamento tra il kitone con il mantello, e’ tipico delle regioni dell’asia minore, in particolare delle regioni ioniche. Particolari della decorazione dell’abito e la ricostruzione. Particolare dei sandali ricercati ed eleganti figure maschili colore della pelle piu’ scuro e quello femminile piu’ chiaro. Abbigliamento peplo: pesante, allacciato sulle spalle e stretto da una cintura in vita chitone e mantello Kore n.ro 674 vista sia frontalmente sia di profilo parte inferiore del volto piu’ dolce

Kore n.ro 675 Kore di Antenore autore dell’opera e’ Antenore panneggio si dispone su un corpo solido e robusto e costruito con dei volumi notevoli. Antenore scultore famoso dell’età arcaica. La statua e’ accompagnata da una base scritta sulla quale compare il nome dello scultore e del dedicante Ionia Kore di Cheramyes (nome del dedicante) che provengono dal santuario di Era.

legno e parte in pietra delle colonne della peristasi e della cella. Restituzione grafica del tetto del tempio e una ricostruzione verosimile dell’edificio che dimostra il colonnato e le strutture murarie in pietra della cella Termos: Tempio di Apollo, seconda meta’ del VII secolo uso di blocchi lapidei che costituivano le mura. Fase di sperimentazione che prevede la fila di colonne che divide la cella in due navate, finalizzate a sostenere il tetto. edificio periptero. La cella e’ priva di pronao ma e’ dotata sul lato opposto di un opistodomo. Edificio che ha restituito parte della decorazione. metope con decorazione figurata in terracotta. Perseo che porta la testa di medusa entro quella sacca, ed e’ raffigurato in corsa nell’altra forse Eracle. un’altra metopa: Procne e Filomena, trasformate in una rondine e in un usignolo Peloponneso: Olimpia Santuario di Hera, costruito tra la fine del VII e del VI secolo a. c., era un tempio periptero descritto da uno “scrittore” greco Pausania. Le colonne deteriorate sono state sostituite da quelle in pietra. I capitelli sono diversi i quali corrispondono ad epoche diverse. Tempio periptero con sei colonne nei lati corti. asse colonnata della cella scompare per dar spazio a due colonnati che corrono lungo il perimetro della cella. I muri della cella sono chiamate “ante”. formazione del tetto templare: tra una tegola e l’altra ci sono i coppi, alla sommita’ elemento di copertura. Da un punto di estetico, per colmare i vuoti dei coppi del tetto, venivano create delle lastre di terracotta che sono portatrici di elementi. Italia: Sicilia, Siracusa, colonia di Corinto, ben presto acquisisce i mezzi per poter realizzare un edificio templare; Santuario di Apollo, inizio del VI secolo a. c. per il quale viene usata la pietra locale sia per le fondazioni sia per le strutture murarie sia per le colonne. Uno dei primi peripteri monumentali, con assetto della grecia d’occidente.

realizzata la pianta del tempio. Sei colonne sulla fronte e 17 sul lato lungo: seconda serie di colonne sul lato frontale, che da’ una precisa e voluta e maggiore frontalita’ del tempio. La cella si conclude con l’aditon, ambiente destinato alla statua di culto. Alta crepidine, le colonne sono realizzate in pietra. Restituzione della facciata dell’edificio. epigrafe che corre sul lato est dello stilobate: Kleomenes, figlio di knidieidas che fece il tempio per Apollo e innalzo’ i colonnati, opere belle. Capitelli con forma espansa e rotonda. Architrave in pietra, fregio. Frontone decorato con elementi figurativi: frammenti di una maschera in terracotta, con funzione apotropaica: volta a proteggere l’edificio, ad allontanare le figure negative e pericolose, ulteriore lettura: avvicinamento dei fedeli tramite la paura che incutesse la maschera; entrambe le letture sono possibili Lastra terracotta da Siracusa, conservata al museo di Siracusa. policromia vivace. Corfu’, colonia di Corinto, 580 a. c. Tempio lapideo fino al gheison. Tempio di Artemide. Decorazione plastica del frontone 26-02- La litizzazione del tempio e la scultura architettonica Tempio di Corfu’ realizzato in pietra. Forma della parte sommitale dell’edificio: tetto a due spioventi offre sulla facciata un assetto triangolare (membrature orizzontali + membrature oblique). Triangolo frontale vuoto all’interno. Nell’Apollion il timpano e’ occupato da una lastra in terracotta che rappresenta il volto di Medusa. In altri edifici templari, il triangolo frontonale e’ occupato da una serie di figure in pietra. Tempio di Corfu’ realizzato in pietra fino alla cornice sommitale e si caratterizza per la ricca decorazione scultorea che interessa entrambi i frontoni. Figure ad alto rilievo o a tutto tondo decorano il tempio. Tempio di Corfu’  580  decorazione ad alto rilievo in calcare nel frontone, restano molti elementi del frontone occidentale, che ospita al centro un’ immagine di notevoli dimensioni ad alto rilievo, una gorgone, affiancata da due pantere, agli estremi sono presenti scene mitiche. Forma del frontone pone delle difficolta’ nella raffigurazione (al centro c’e’ piu’ spazio e agli estremi spazio

Nel frontone, un gruppo centrale costituito da due leoni che atterrano un toro, che conserva ricche tracce di policromia (blu e rosso, per le ferite inferte dai due leoni). Agli estremi del frontone  due scene tratte dal mito. A dx  figura di essere mostruoso che per le tracce di policromia e’ nota come barbablu’, caratterizzato da 3 corpi che si uniscono in uno, 3 volti barbati di blu (da qui ne deriva il nome). Il mostro e’ alato e di fronte ha un panneggio che allude ad una figura, probabilmente quella di un eroe. 3 volti  profilo, ¾ e frontale. A sx del frontone  soggetto e composizione analoghi, il corpo dell’eroe e’ sufficientemente conservato e affronta un mostro per meta’ umano e per meta’ pesce. Interpretazione complessa: una fra le tante riconosce in entrambe le figure di eroe, Eracle che combatte contro Tritone e Nereo = esaltazione di Eracle = eroe positivo che incarna i valori sui quali si fonda la civilta’ greca. Altra interpretazione  interpretazione politica  Eracle si collegherebbe alla figura del tiranno Pisistrato L’edificio al quale appartiene il frontone rivela un certo impegno costruttivo (16 cm di larghezza), databile alla prima meta’ del VI secolo. Dove si trovava? Non possiamo saperlo con sicurezza perche’ le vicende successive sull’Acropoli e la distruzione da parte dei persiani hanno cancellato buona parte delle tracce. 2 soluzioni proposte: 1  area settentrionale, dove gia’ si trovava il piu’ antico edificio di culto (eta’ geometrica); 2  fascia piu’ meridionale, dove sarebbe stato costruito il Prepartenone e il Partenone per intero. La seconda ipotesi e’ la piu’ privilegiata, a causa di una serie di tagli sulla roccia che farebbero pensare alla collocazione, nella medesima area, di un edificio precedente. Tempio Barbablu’ = antenato del Partenone. Da dove provengono i resti dei frammenti dell’Acropoli? Da due aree (riempimenti antichi, colmate artificiali fatte dagli stessi antichi):

  1. Colmata tirannica, realizzata alla fine del VI secolo;
  2. I doni votivi provengono da un’altra colmata, quella settentrionale, detta colmata persiana perche’ e’ stata realizzata all’indomani della distruzione fatta dai persiani. Questi oggetti vengono seppelliti perche’ non possono lasciare l’area sacra al quale sono destinati. Per questa colmata abbiamo una data precisa: prima del 480, abbinando il dato allo stile si e’ potuta costruire una scala cronologica che noi usiamo ancora oggi. Frontone con Eracle e l’Idra: proviene dalla colmata tirannica. Vi erano altri edifici di eta’ arcaica sull’Acropoli, edifici di dimensioni inferiori. Tra questi edifici troviamo quelli ai quali apparteneva una serie di piccoli frontoni. Il frontone con Eracle e l’Idra, presenta, in un’unica scena, la raffigurazione di una delle imprese piu’ famose di Eracle, quella nella quale affronta l’Idra. Eracle, aiutato da Iolao, viene affiancato dall’Idra che occupa la maggior parte dello spazio del frontone. Secondo quarto del VI secolo. Frontone dell’ulivo: edificio sacro al centro della scena che si staglia contro un muro di recinzione di un’area sacra, probabilmente di un piccolo santuario. Incisione sul muro dell’albero di ulivo ( presente nell’Acropoli di Atene e che, secondo la leggenda, era stato fatto nascere da Atena, quando aveva gareggiato con Poseidone per il possesso dell’Attica. Atena aveva vinto. Ulivo custodito all’interno di un giardino, curato dalle figlie del re dell’Attica, Cetrope. Giardino sacro = pandroseidon. Le figure rappresentate sono probabilmente le figlie del re dell’Attica, la figura nel

mezzo e’ ancora intera e frontale, mentre le altre due di profilo ci sono pervenute per meta’ (solo gli arti inferiori). Frontone con l’apoteosi di Eracle: porzione sinistra del frontone conservata, Zeus in trono accanto ad Eva, verso il quale si dirige Eracle, accompagnato da Atena. Leonte’= pelle del leone (abbigliamento tipico di Eracle, lo riconosciamo nel frammento proprio per questo motivo). Confronto volto di Zeus con il volto del Cavaliere Rampin. Sono opere contemporanee. Tutti i frontoni sono realizzati in calcare locale. L’ultimo dei frontoni arcaici dell’Acropoli di Atene e’ realizzato in marmo. Parte settentrionale dell’Acropoli, nell’area prossima all’edificio successivo. Fondazioni Dorpfeld (colui che se ne occupo’ per primo). E’ chiaro che siano fondazioni di un edificio templare. Due datazioni: 520 ( piu’ probabile)  fatto costruire dai figli di Pisistrato; 510 (proposta recentemente). Pianta singolare: due celle articolate (una si apre ad est e l’altra ad ovest della struttura), pronao in 3 navate, dalla cella ad ovest si apre ad un altro spazio poi suddiviso in due spazi diversi. Culto di piu’ divinita’, venerate insieme ad Atena (Poseidon, Efesto, Atena). Il tempio di Atena Polias con frontone realizzato in marmo, con figure a tutto tondo che raffigura un unico tema: gigantomachia. Proporzioni uniformi. Al centro, carro trainato da quattro cavalli (quadriga di Zeus), vicino al quale combatte Atena che incede velocemente verso la figura di un avversario, un gigante caduto del quale rimane soltanto una parte, e procedendo verso destra vediamo altri giganti caduti. Figure di medesime proporzioni anche dove il frontone si restringe. Figure dei giganti, in parte frontali, in parte di profilo. Figura di Atena leggermente piegata verso l’avversario, movimento del panneggio accompagna il movimento della figura, cosi che l’himation si apre per enfatizzare il suo spostarsi veloce. Panneggio lascia intravedere le forme del corpo degli arti inferiori. Elmo presenta una serie di fori, era in metallo come anche le armi, sue e dei giganti. Figure dipinte e completate con degli inserti e degli elementi metallici. Frontone molto importante per la storia di queste strutture. Dimostra che la scelta della gigantomachia trasmette i valori positivi alla base della civilta’ greca. Lettura politica: divinita’= coloro che reggono le sorti di Atene. 27-02- Conflitto angolare dorico: da vedere sul manuale origine dell’ordine dorico, il particolare assetto derivi da un’originaria realizzazione lignea della parte superiore dell’edificio. Fregio costituito da metope e triglifi. la raffigurazione del mito e’ un aspetto fondamentale del mondo antico greco. Il prestigio della citta’ non viene rappresentato attraverso nella dimensione della storia ma attraverso gli eroi e le divinita’ che proteggono le citta’. Una vittoria non viene mai rappresentata storicamente ma mitologicamente come la gigantomachia. Ulisse e Polifemo, polifemo non conosce le norme dell’ospitalita’. Ulisse celebrazione della virtu’. Scelta decorativa di un edificio sacro e’ profondamente motivato. Santuario Apollo panellenico di Delfi, nella regione della Focide il santuario di Apollo di Delfi si sviluppa alle pendici del monte Parnaso. Si colloca su una serie di

Pianta dell’edificio canonica, dimensioni compatte con sei per 12 colonne. Frontone ovest, conservato a Monaco di Baviera dopo un acquisto da parte del Re Ludwig nel 1800 circa. Piu’ antico. Soggetto dei frontoni: raffigurazione di due spedizioni, una contro troia che vede come protagonista egineta Telamone. L’altro rappresenta la spedizione contro troia raccontata da Omero. OVEST Frontone piu’ antico: spedizione piu’ recente quella alla quale prende parte Aiace EST Frontone piu’ recente: spedizione piu’ antica protagonista Telamone. Composizione complessa, la disposizione delle figure dei guerrieri La dea Aphaia alpeggia al centro. I guerrieri si dispongono simmetricamente rispetto alla dea. 6 da un lato e 6 dall’altro. Athena, statica compare su entrambi i frontoni. 28-02- L’architettura in marmo delle cicladi e i grandi dipteri ionici L’ordine ionico, differenze strutturali e formali la colonna assume forme e proporzioni diverse: sottili e slanciate. Raccordo tra la base e lo stilobate che si chiama plinto. Sormontata da un capitello con volute che arricchiscono lo stile dal punto di vista decorativo. Le basi delle colonne variano in base alle aree:

  • area attica
  • base asiatica Capitello ionico: aspetto piu’ visibile della colonna. Applicazione degli elementi vegetali tipici dell’aspetto orientali Trabeazione ionica: si presenta piu’ chiaroscurata e vibrante rispetto allo stile dorico sagoma tripartita in tre fasce che hanno varie sporgenze. il fregio si presenta come un’unica fascia continua, senza interruzioni come nello stile dorico. Decorazione in basso rilievo modanatura con elementi decorativi vegetali che raccordano il fregio con l’architrave e rafforzano la decorazione. membrature canoniche del gocciolatoio il sima. accentuazione l’apparato decorativo e ornamentale Isole Cicladi: edifici architettonici Utilizzo del marmo Naxos: TEMPIO DI DIONISO in Yria Forma di edificio: ha la fronte colonnata con 4 colonne  prostilo tetrastilo. Suddivisione in tre navate da due file di colonne. Capitello molto simile a quello della colonna di Delfi ( Nassii) realizzato in parte in marmo e in parte in pietra locale

Facciata della tesoriera di Syphnos colonne con capitello decorato Samos : edifici di grandissime dimensioni e ricchi di materiali, decorazioni Santuario di Heraion: edifici distrutti per costruirne uno piu’ grande che i Sami affidano alla progettazione di Rhoikos (?) al quale si affianca un collaboratore Teodoros. al di sotto dell’edificio ci sono resti di edifici di eta’ geometrica e di eta’ orientalizzante Samo: Tempio di Hera III soluzione interessante e innovativa: tempio diptero  raddoppiamento del colonnato, due anelli di colonne su tutti 4 i lati. Capitelli lignei e trabeazione in legno. Il progetto adotta membrature lignee. Planimetria : la cella ha una proporzionata e notevole ampiezza, preceduta da un pronao profondo ed e’ divisa in 3 navate su due file di colonne. Colonne allineate alle colonne della facciata che rivela il metodo di progettazione. Base della colonna: forma tondeggiante: toro scanalature che danno il chiaroscuro e l’effetto vibrante Progetto ambizioso che non avra’ vita lunga a causa dei cedimenti strutturali. L’altare di Rhoikos di dimensioni comparabile al tempio. gradinate e posto davanti al tempio. Modello per altre citta’. Efeso nella regione Ionia: Tempio di Artemide tra l’VIII e VII secolo. aumento del numero delle colonne sui lati lunghi diptero che aggiunge un ulteriore fila di colonne sulla facciata divinita’ conservata in un baldacchino a cielo aperto, posta al centro della cella realizzato completamente in pietra e viene utilizzato il marmo per le colonne, che sono particolarmente notevoli per le proporzioni, le forme e le decorazioni. colonna con fregio decorato e sima decorata. Colonne hanno capitelli diversi, che al posto delle volute presentano dei fiori. Fusto decorato con fregio decorato con figure ad alto rilievo che compongono una processione che allude a quella che facevano al santuario. base decorata con dettagli vegetali. testa femminile in parte danneggiata che illustra i tratti salienti della scultura arcaica come gli occhi di forma allungata Dydima presso Mileto: Tempio di Apollo Grande pronao doppio colonnato grandi dimensioni presenta una ricchissima decorazione scultorea su tutto l’alzato realizzati in marmo Frammenti della colonna dal Didymaion, Tempio (?) appunti mancanti