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Archeologia greca 23/24, Sintesi del corso di Archeologia

Riassunti relativi al corso di Archeologia e storia dell'arte greca fino all'età arcaica (23/24).

Tipologia: Sintesi del corso

2023/2024

Caricato il 06/05/2026

elisa-da-via
elisa-da-via 🇮🇹

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ARCHEOLOGIA GRECA
Passaggio tra II e I millennio a.C. (età del Bronzo – età del Ferro) = “Dark Ages” (secoli
bui): fine XI secolo a.C. - metà VIII secolo a.C. > numerose scoperte archeologiche
Documentazione archeologica: fine secolo XIII a.C. - metà secolo successivo > mondo
miceneo in declino: distruzione palazzi micenei; scomparsa organizzazione palaziale;
scomparsa uso scrittura sillabica “Lineare B”; scomparsa architettura in pietra, affreschi
delle pareti minoiche e micenee, gli oggetti ricavati dall'oro, dalle pietre dure e dall'avorio.
Impoverimento della cultura materiale, analfabetismo
Distruzione palazzi: disastri naturali, terremoti e incendi, fenomeni di ribellione sociale
nelle strutture palaziali.
Fine II millennio a.C. > spedizione contro Troia (1194 – 1184 a.C.); secondo l'epica =
vittoria Achei/Micenei su Troia. Ritorni in patria accompagnati da lutti, esili e dissidi.
Epoca guerra di Troia, regni micenei in profonda crisi.
Tradizione eratostenica sulla spedizione contro Ilio coincide con il collasso dei palazzi
micenei (fine XIII secolo a.C. - primi decenni del successivo).
Documentazione archeologica non chiarisce il legame tra la scomparsa del mondo miceneo
e l' “invasione dorica” (datata, secondo le fonti, 1104 a.C., 80 anni dopo la guerra di Troia).
Nuovi popoli si insediano come conquistatori: cercano di riempire il vuoto lasciato
dall'esaurimento della civiltà micenea, danno vita a forme di convivenza e fusione con
popoli precedenti.
Arrivo Dori in Grecia: modificano gli assetti politici e gli equilibri di potere. > fonti antiche
“Popoli del mare” lungo le coste del Mediterraneo orientale.
Altro fenomeno: spostamento di genti durante la metà del XI secolo a.C. = “colonizzazione
ionica” > trasferimento e occupazione stabile delle coste occidentali della penisola anatolica
da alcuni gruppi di Greci = fenomeno sistematico programmato che anticipa la
colonizzazione arcaica dell'Occidente mediterraneo.
Obiettivo: ricerca spazi vuoti per creare nuovi insediamenti e sfruttare territori ampi e di
facile conquista.
In questo momento si definisce l'assetto territoriale della presenza greca sulle coste
anatoliche, precisando i limiti e l'estensione del mondo “greco-orientale”.
Hanno origine la dodecapoli eolica e quella ionica.
L'elemento più attivo e meglio organizzato sarà quello ionico.
ETA' DI OMERO ED ESIODO
Difficoltà di riconoscimento di tratti “dorici” in monumenti o manufatti risalenti alla fine
del II millennio e all'inizio di quello successivo.
II – I millennio a.C., mutamento significativo = uso dei metalli.
Passaggio da bronzo a ferro accelerato da crisi nei rapporti col Vicino Oriente.
= trasformazioni economiche e socio-politiche.
Cambiamenti culturali importanti nel rito funebre, passaggio da inumazione a cremazione;
cambiamento nella tipologia di fibule, nella forma e nell'ornato dei vasi.
Dalle caratteristiche formali dell'ornato dei vasi, incentrate su articolazione e variazione di
motivi geometrici, possiamo suddividere il periodo in:
1. stile/periodo “protogeometrico” (secoli metà XI – X a.C.)
2. stile/periodo “geometrico” (secoli IX – VIII a.C.)
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ARCHEOLOGIA GRECA

  • Passaggio tra II e I millennio a.C. (età del Bronzo – età del Ferro) = “ Dark Ages ” (secoli bui): fine XI secolo a.C. - metà VIII secolo a.C. > numerose scoperte archeologiche
  • Documentazione archeologica: fine secolo XIII a.C. - metà secolo successivo > mondo miceneo in declino: distruzione palazzi micenei; scomparsa organizzazione palaziale; scomparsa uso scrittura sillabica “Lineare B”; scomparsa architettura in pietra, affreschi delle pareti minoiche e micenee, gli oggetti ricavati dall'oro, dalle pietre dure e dall'avorio.
  • Impoverimento della cultura materiale, analfabetismo
  • Distruzione palazzi: disastri naturali, terremoti e incendi, fenomeni di ribellione sociale nelle strutture palaziali.
  • Fine II millennio a.C. > spedizione contro Troia (1194 – 1184 a.C.); secondo l'epica = vittoria Achei/Micenei su Troia. Ritorni in patria accompagnati da lutti, esili e dissidi.
  • Epoca guerra di Troia, regni micenei in profonda crisi.
  • Tradizione eratostenica sulla spedizione contro Ilio coincide con il collasso dei palazzi micenei (fine XIII secolo a.C. - primi decenni del successivo).
  • Documentazione archeologica non chiarisce il legame tra la scomparsa del mondo miceneo e l' “invasione dorica” (datata, secondo le fonti, 1104 a.C., 80 anni dopo la guerra di Troia).
  • Nuovi popoli si insediano come conquistatori : cercano di riempire il vuoto lasciato dall'esaurimento della civiltà micenea, danno vita a forme di convivenza e fusione con popoli precedenti.
  • Arrivo Dori in Grecia: modificano gli assetti politici e gli equilibri di potere. > fonti antiche “Popoli del mare” lungo le coste del Mediterraneo orientale.
  • Altro fenomeno: spostamento di genti durante la metà del XI secolo a.C. = “colonizzazione ionica” > trasferimento e occupazione stabile delle coste occidentali della penisola anatolica da alcuni gruppi di Greci = fenomeno sistematico programmato che anticipa la colonizzazione arcaica dell'Occidente mediterraneo.
  • Obiettivo: ricerca spazi vuoti per creare nuovi insediamenti e sfruttare territori ampi e di facile conquista.
  • In questo momento si definisce l'assetto territoriale della presenza greca sulle coste anatoliche, precisando i limiti e l'estensione del mondo “greco-orientale”.
  • Hanno origine la dodecapoli eolica e quella ionica.
  • L'elemento più attivo e meglio organizzato sarà quello ionico. ETA' DI OMERO ED ESIODO
  • Difficoltà di riconoscimento di tratti “dorici” in monumenti o manufatti risalenti alla fine del II millennio e all'inizio di quello successivo.
  • II – I millennio a.C., mutamento significativo = uso dei metalli.
  • Passaggio da bronzo a ferro accelerato da crisi nei rapporti col Vicino Oriente.
  • = trasformazioni economiche e socio-politiche.
  • Cambiamenti culturali importanti nel rito funebre, passaggio da inumazione a cremazione; cambiamento nella tipologia di fibule, nella forma e nell'ornato dei vasi.
  • Dalle caratteristiche formali dell'ornato dei vasi, incentrate su articolazione e variazione di motivi geometrici, possiamo suddividere il periodo in:
  1. stile/periodo “ protogeometrico ” (secoli metà XI – X a.C.)
  2. stile/periodo “ geometrico ” (secoli IX – VIII a.C.)
  • Nascita realtà sociale e istituzionale nuova: la polis , “città”.
  • Polis di età storica, realtà più complessa:
    1. acropoli : centro politico e sacrale, vive del legame che la collega all' asty e alla chora ;
    2. asty : città abitata;
    3. chora : territorio da cui vengono drenate le risorse.
  • Polis dei secoli XI-VIII a.C. = città aristocratica di matrice oplitico-contadina , guidata quindi da un gruppo di aristoi (nobili), la cui ricchezza e le cui prerogative derivano dalla proprietà terriera e dalla possibilità di procurarsi un'armatura e dei cavalli.
  • Tratti tipici aristocratici di eroi/re dell'epos omerico: ➔ origine potere basileis omerici = valore militare, esercizio della forza e della virtù e nella manifestazione di un'eccellenza.
  • Attività economiche più adatte a uomini di rango elevato: agricoltura e allevamento + commercio che sfocia spesso in pirateria.
  • Mobilità Greci su mari elevata > interlocutori privilegiati: mercanti sirolevantini e fenici (importanti poiché trasmettono uso dell'alfabeto.
  • Prime iscrizioni greche risalgono all'VIII secolo a.C. > più antico documento di scrittura alfabetica = “Coppa di Nestore”. Coppa di Nestore : vaso tardogeometrico proveniente da Rodi, rinvenuto in una sepoltura dell'emporio di Pithecusa (Ischia); l'iscrizione allude all'eroe omerico Nestore, ribadendo la natura dei valori etici e morali dell'élite aristocratica di età geometrica.
  • I Greci videro nel mare la soluzione ai loro problemi (proprio come Esiodo) = fenomeno di spostamento di gruppi organizzati e strutturati verso occidente (quindi verso terre promettenti dell'Italia meridionale e della Sicilia) e verso nord, nell'Egeo settentrionale. Poi ancora verso est, lungo le coste del Mar Nero e verso sud, in Egitto e in Cirenaica. = “ COLONIZZAZIONE ARCAICA
  • Arte Magna Grecia e Sicilia = disciplina a sé stante. PRIME MANIFESTAZIONI DELL'ARTE DI COSTRUIRE
  • Quadro architettonico XI-VIII secolo a.C. aggiornato in maniera incisiva.
  • Tenere in considerazione: difficoltà di rinvenimento e povertà delle testimonianze dei primi secoli dovute alle modeste dimensioni degli edifici e del carattere effimero dei materiali utilizzati e della dispersione di competenze tecniche acquisite dai Micenei.

Heroon di Lefkandi

  1. Importante è anche la tipologia dell' Heroon , rinvenuto a Lefkandi (Eubea), nell'ambito della necropoli più antica dl vicino abitato di Xeropolis: è un edificio monumentale risalente alla prima metà del X secolo a.C. , di pianta rettangolare allungata che termina con un abside e accessibile dal lato corto tramite un'anticamera; interno scandito da ambienti accostati fra loro e comunicanti. L'edificio venne costruito su una fondazione in pietre, con alzato in mattoni crudi e un tetto a doppio spiovente in canne e paglia; il peso del tetto è sostenuto da una fila di pali lungo l'asse centrale e un recinto di oltre 60 pali intorno alla struttura. Edificio eretto probabilmente come abitazione di un re locale, diventando poi la sua sepoltura: rinvenuta tomba, scavata nel pavimento e suddivisa in due comparti, uno con le ceneri e uno con gli scheletri di quattro cavalli. L' Heroon venne chiuso, le rampe addossate ai muri formando una sorta di tumulo. Ipotizzato come edificio monumentale nel quale alla funzione funebre si sovrappone e accosta quella di un culto di matrice eroica. Daphnephorion di Eretria
  • Daphnephorion : funzione religiosa, edificio absidato, risalente la prima metà dell'VIII secolo a.C. , con pareti sostenute da pali disposti a tenaglia, fatte di rami di alloro (albero sacro ad Apollo) = destinazione a EDIFICIO DI CULTO.
  • Fine secolo VIII a.C.: affiancata altra costruzione, absidata lunga fino a 100 piedi = hekatompedon. Santuario Apollo a Thermos , piante dei megara e tempio periptero, fine secolo VII a.C.
  • Continuità culto di Apollo = edificazione tempio periptero.
  • Cronologia dei megara nel santuario di Apollo a Thermos in Etolia datati a età micenea. Mazaraki (Patrasso).
  • Mazaraki (Patrasso): zona montagnosa, rinvenuta struttura della seconda metà dell'VIII secolo a.C. , forma allungata biabsidata, dedicata ad Artemide Aontia (“che soffia”) > forti venti della zona; perimetro circondato da pilastri/colonne in legno.
  • Forma templare più diffusa fino al VII secolo a.C. = oikos , con eventuale vestibolo ad ante > piccolo “tempio di villaggio”, il naiskos , in legno e argilla, meno pretenzioso e meno elaborato.
  • Rinvenuti modellini di naiskoi in terracotta e in pietra > doni votivi nei santuari.
  • Terrecotte votive area sacra di Perachora di fronte a Corinto = modelli di naiskoi sia rettangolari che absidati, tetto a falde dritte o ricurve.

Heraion di Samo ;in alto, Hekatompedon di secolo VIII a.C.;sotto, Hekatompedon di secolo VIIa.C.

  • Heraion di Samo : recinto assume forme di un edificio rettangolare allungato con copertura piana.
  • Pressi delta dell'Imbrasos (prima metà dell'VIII secolo a.C.): hekatompedon rettangolare di mattoni crudi su muri in piccole pietre squadrate; tetto sostenuto da una fila centrale di pilastri lignei. Accesso da lato corto aperto, tristilo in antis (con tre colonne tra le ante); statua di culto della dea, in legno, collocata sul fondo su base fuori asse.
  • Assenza coerente sviluppo architettonico = esigenza di delimitare area in cui la presenza della divinità si espliciti concretamente tramite la statua di culto.
  • Segni premonitori ricerca sistematica, di forme idee confacenti all'edificio di culto = esperimenti architettonici verso la formulazione di un'idea definita “una delle idee più efficaci e grandiose dell'architettura sacra” > il tempio greco.
  • Due differenti logiche progettuali: costruttive ed estetiche > prendono forma in aree geografiche più coinvolte negli spostamenti coloniali verso occidente.
  • Si definiscono sempre più le aree santuariali dei Greci.
  • Olimpia : prime offerte votive > figurine in terracotta e bronzo (da X secolo a.C.).
  • Delfi : storia sequenza mitica di templi, narrata nell' Inno a Apollo > con probabile fondamento storico in edifici di secoli VIII-VII a.C.

SVILUPPI NELLA IONIA

  • Sviluppi dell'architettura sacra ionica > documentazione età orientalizzante da grandi centri di Samo ed Efeso.
  • Santuario extraurbano di Samo: sostituzione hekatompedon geometrico (metà VII secolo a.C.) con nuovo edificio > hekatompedon II.
  • Hekatompedon II:
    • sorge vicino al fiume
    • altare di fronte
    • cella con muri costruiti in blocchi squadrati di calcare, circondata da peristasi di colonne o pali su basi rotonde (forse legno)
    • facciata con pronao tetrastilo (con 4 colonne), enfatizza lo spazio di ingresso al tempio- interno: colonnato centrale abolito = serie di pali sulle pareti del naòs (sostegno tetto con travi trasversali + piena visibilità statua di culto su fondo)
    • decorazione esuberante > importanti elementi vegetali di ispirazione orientale + fregi figurati continui
    • edificazione grande portico ( stoà ), diviso in due navate > accoglienza pellegrini + esposizione degli ex voto
  • Artemision di Efeso: poche informazioni
    • distruzione recinto periptero tardogeometrico da pt. dei Cimmeri = costruzione nuovo sekòs (recinto) monumentale intorno alla base cultuale restaurata
    • struttura incompiuta anche durante la costruzione di un diptero monumentale (VI sec. a.C.)

NASCITA SCULTURA MONUMENTALE

  • 700 a.C.: Mantiklos dedica all'Apollo di Tebe una statuetta di bronzo Bronzetto di Apollo, da Tebe
  • Bronzetto di Apollo :
  • presenza di un'iscrizione con riminiscenze omeriche (ricorda Omero)
  • rappresentazione di Apollo con arco nella mano sinistra e forse frecce nella destra (perduta ad oggi)
  • bronzo di piccole dimensioni (h20cm)
  • abbandono della forma del nucleo piatto ritagliato dallo spazio intorno
  • potenziamento delle singole masse dei pettorali, addome, glutei e cosce = volume solido e potente
  • solco verticale che attraversa la figura > importante per l'assemblaggio delle cosce muscolose con ginocchia marcate, torace asciutto dai pettorali e collo molto lungo
  • linea centrale spartisce anche i dettagli del volto triangolare > fissa posizione della bocca, del naso e della scriminatura centrale dell'acconciatura a lunghe trecce
  • parti del corpo comprese e riprodotte (riproduzione più naturalistica del corpo umano)
  • composizione figura esistente articolata in ogni sua componente
  • Espressione forma dell'essere come addizione assiale di volumi = base della scultura del VII e VI secolo a.C. > punto di partenza per costruzione di figure a grandezza naturale = per nascita e sviluppo della scultura monumentale greca.

DEDALO E IL RIVELARSI DELL'ARTISTA

  • Origine scultura monumentale in pietra, legno e altri materiali = Dedalo di Creta.
  • Nome parlante = “lavorare ad arte”
  • Nome che compare in Omero per la prima volta > colui che fece creazione per Arianna, figlia di Minosse (re).
  • = Dedalo già noto al pubblico di Omero.
  • Architetto, ideatore del labirinto e costruttore di templi.
  • Scultore di statue cui conferisce sguardo e movimento con vitalità che rese necessario “incatenare” le sue figure per “impedirne la fuga”.
  • Inventore della sega, ascia, filo a piombo, trapano e mastice.
  • Costruisce la vacca di legno = consente a Pasifae l'amplesso con il toro, dal quale nascerà poi il Minotauro + ideazione delle ali artificiali con le quali progettò la fuga da Creta col figlio Icaro.
  • Dedalo storico mai esistito secondo archeologi e filologi.
  • Figura che riassume il valore esemplare di un prototipo di artista e di un'arte plastica che conoscerà manifestazioni monumentali a tutto tondo (VII secolo a.C.)
  • Scultura di età geometrica espressa in piccole dimensioni e con opere figurate che non sono elementi a sé stanti, ma come decorative di utensili e strumenti.
  • Compaiono le firme.
  • Orgoglio maestro + ammirazione = riconoscimento dell'abilità tecnica del marmo scolpito, legno intagliato e metallo foggiato.
  • È un artigiano che che si forma in un patrimonio di tradizioni tecniche e iconografiche che fa proprie, per poi innovarle con varianti.
  • Persistenza iconografica = riproposizione di soggetti e schemi figurativi > elemento centrale
  • Importante percorso apprendistato in bottega + stretto legame tra artigiano e committenza = artigiano e società in cui vive, che rappresenta le sue idee efficacemente e in modo immediatamente comprensibile.
  • coesistenza focolare ( eschara ), altare e base su cui erano esposte le tre figurine - presenza pali di sostegno del tetto a falde inclinate (ipotesi copertura piana)
  • Stile dedalico ”:
  • VII secolo a.C.
  • si presenta con vigorose espressioni in pietra, terracotta e avorio
  • “dedalico” = con forti analogie tra le componenti stilistiche e l'arte di Dedalo Dama di Auxerre
  • La Dama di Auxerre :
  • una delle più riuscite manifestazioni dello stile dedalico
  • statua femminile
  • in pietra calcarea tenera
  • a tutto tondo
  • dimensioni notevoli, ma inferiori al vero (65 cm)
  • Maxime Collignon (archeologo) lo trova nei depositi del Museo di Auxerre, trasferendo poi la figura al Louvre
  • esatto luogo di provenienza ignoto > probabilmente si tratta di una plastica cretese di pienaetà orientalizzante, ipotesi avanzata osservando il tipo di pietra e lo stile della figura
  • Scoperta frammenti scultorei nella necropoli di Orthi Petra a Eleutherna:
  • ipotesi piccola statua proveniente da una bottega di Eleutherna
  • rappresentazione fanciulla
  • forme solide e compatte
  • cinta in peplo aderente
  • forte policromia > presenza di solchi sulla superficie dell'abito = scansione decorazione
  • quadrati concentrici sulla gonna
  • motivo a squame sul petto
  • alta cintura (forse in metallo) chiude la veste alla vita
  • spalle avvolte in mantellina
  • capelli, paiono calcati come una parrucca pesante di foggia orientale > trecce spartite in modo simmetrico ai lati del volto, corta frangia a riccioli
  • corpo costruito secondo il principio di addizione assiale e simmetrico delle masse
  • non presenta una struttura a silhouette ritagliata
  • espressione di vigore e potenza
  • rotondità plastica del seno e delle braccia contrastano con le sproporzioni delle mani e dei piedi
  • volto trapezoidale, arrotondato sul mento
  • grandi occhi ipnotici e larga bocca atteggiata a sorriso= accrescimento mobilità e intensità dell'espressione
  • frontalità + gesto del braccio dx piegato sul petto = statua votiva - stile uguale a quello della dea lignea di Samo - datata 640/630 a.C. Aryballos protocorinzio
  • Aryballos protocorinzio:
  • imboccatura con terminazione plastica a volto muliebre
  • ricorda testa di Dama di Auxerre
  • presenti elementi tipici dello stile dedalico
  • impostazione della figura frontale
  • sistema compositivo per volumi geometrici giustapposti rispetto a un asse centrale - dettagli incisi

LO STILE DEDALICO NEL PELOPONNESO

  • Testimonianze dello stile dedalico nel Peloponneso: provengono specialmente dall'acropoli di Micene.
  • Acropoli di Micene :
    • rilievi in calcare (640/630 a.C.) Rilievo busto femminile, da Micene
      • Rilievo busto di donna con peplo e mantello :
      • volto di forma squadrata
      • occhi grandi
      • sopracciglia forti
      • bocca larga
      • narici dilatate
      • pettinatura con foggia di pesante parrucca a ripiani orizzontali
    • sulla fronte: diadema a rosette
  • Altri frammenti > scene di combattimento.
  • Su rilievo > probabile ricostruzione di una coppia di sfingi nell'atto di sollevare il corpo.
  • Le lastre decoravano forse un edificio dell'acropoli.
  • VI secolo a.C.: colossale testa di Hera
    • h 52 cm
    • in pietra locale
    • rinvenuta nell'Heraion di Olimpia
    • testa con aspetto di potente solido geometrico
    • occhi grandi con iride e pupilla incisi
    • bocca tagliente
    • naso largo
    • capigliatura: presenti ciocche movimentate da solchi incisi sotto il polos

LE CICLADI: KOLOSSOS E MARMO

  • Isole Cicladi = ruolo di primo piano nello sviluppo della scultura monumentale.
  • Inizio sfruttamento delle cave di marmo.
  • Marmo di Nasso:
    • grana grossa e brillante
  • Marmo di Paro:
    • tessitura più zuccherosa - aspetto traslucido
  • Nascita di botteghe di artigiani esperti di lavorazione dei blocchi marmorei. Ne scolpiscono le forme, ne levigano le superfici, con perizia tecnica e scelta appropriata degli strumenti. Testa di Hera
  • Impeto per innovazione tecnica e stilistica = dal Vicino Oriente.
  • Importante influenza dall'Egitto > Greci presenti già come mercanti e mercenari.
  • I Greci vengono quindi a contatto con la statuaria a tutto tondo di dimensioni colossali; moduli e tipi riproposti nella plastica cicladica di età orientalizzante.
  • Tipo kouros forse di origine egiziana > figura maschile nuda, posizione eretta, braccia dritte o appena piegate lungo i fianchi, pugni chiusi, gamba (solitamente sx) leggermente avanzata
  • Bronzetto di kouros di Delfi : - metà VII secolo a.C.
    • capolavoro di piccola plastica in bronzo
    • rinvenuto a Delfi
    • h 19 cm
    • figura interamente nuda (tranne alta cintura)
    • eretta
    • gamba sx avanzata
    • pettinatura a parrucca > richiama i canoni dedalici
    • struttura solida e compatta organizzata intorno ad asse centrale non più chiaramente tracciato > immaginario = punto di partenza per la costruzione di solidi
    • scarto gamba sx: libera il blocco dalla relazione passiva con lo spazio circostante = risulta più stante e non in movimento
    • posizione incedente = energia e potenza > non movimento reale = esprime possibilità di movimento - bacino resta fermo
    • torace fermo
    • spalle fisse, ancorate ad assi orizzontali Kouros di Delfi
  • Il kouros trova fortuna presso gli scultori cicladici > riproposto in dimensioni colossali.
  • Statua di Apollo in marmo : - primi anni VI secolo a.C.
    • frammenti torso
    • figura maschile nuda
    • cintura alta alla vita
    • anatomia risalta nel rilievo plastico dei pettorali, nei dettagli incisi dell'arcata epigastrica e del collo
    • frammento di bacino = colosso raffigurato incedente- i Nassii lo dedicarono al dio di Delo
  • Prima figura di kore in marmo : - con funzione votiva
    • presenza di iscrizione in esametri
    • h 2m
    • in marmo di Nasso
    • rinvenuta a Delo > area di Artemision arcaico
    • dedica ad Artemide da parte di una fanciulla di Nasso, Nikandre, forse di famiglia aristocratica, per le sue nozze = passaggio a vita adulta
    • donna eretta
    • braccia aderenti al corpo
    • peplo cinto alla vita
    • capelli in trecce simmetriche ai lati del volto
    • lineamenti rovinati
    • cronologia: metà VII secolo a.C.- struttura più piatta e squadrata = potenza volumetrica
    • risalta la policromia Kore di Nikandre

Kore di Sellada

  • Kore di Sellada :
    • da Thera (Santorini)
    • meglio conservata
    • forse di bottega nassia
    • rinvenuta nella necropoli arcaica di Sellada (Thera, Santorini) - h 2,30 m
    • rappresentazione fanciulla con braccio sx teso lungo il fianco
    • mano dx piegata al petto
    • assenza levigatura in superficie = statua mai stata terminata - abbandonata senza essere issata sulla tomba > rottura

OREFICERIE, BRONZI E AVORI

  • Influsso orientale arte greca del VII secolo a.C. : manufatti in bronzo, terracotta e avorio.
  • Tripodi geometrici sostituiti da calderoni.
  • Calderoni su supporti troncoconici in lamina:
    • bocca decorata da terrifiche protomi di grifoni e leoni
    • appliques di sfingi e sirene
  • Depositi sacri dei santuari greci > armi, scudi, elmi, corazze con ricche decorazioni a sbalzo.
  • Scudi rinvenuti nell'antro di Zeus sul monte Ida > opera di artigiani orientali, trasferiti dalla Siria settentrionale.
  • Lamina in bronzo Clitemnestra vs. Cassandra :
    • manufatto in legno con appliques in lamina
    • forse parte di una placca bronzea dall' Heraion di Argo - h 46 cm ca.