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Appunti sull'architettura in ferro e vetro
Tipologia: Appunti
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venerdì 29 marzo 2019 09: Il primo materiale artificiale che compare nella storia dell'architettura è il ferro.
Un'altra grande trasformazione che si verifica nel XX secolo è la crescente importanza delle decorazioni interne. L'arredo del salone privato diventa un altro tema con cui ci si confronta in questo periodo. Gli interni privati si combinano agli uffici pubblici, che rappresentano l'altra realtà di cui si deve occupare l'architettura.
[2] Equilibrio è una parola che deriva dal latino, equos e libra : quest'ultima, in particolare, significa bilancia. L'architettura gotica rinnovata di Viollet-le-Duc punta ad un'architettura dell'equilibrio, approfittando delle potenzialità mai viste del nuovo materiale. Questa architettura permette di realizzare immense aule (ad esempio, per auditorium) che richiamano le nervature proprie dell'architettura gotica originaria.
Ferro, ghisa e acciaio Il primo impiego della ghisa è associato a forme tradizionali (basi e capitelli, trafori e così via).
Già a inizio '600, si parla di un pons ferreus sostenuto da cavi. [22] Questo è un ponte famoso perché rappresenta una delle prime costruzioni di questo tipo. È costituito dalla ripetizione di cinque costole (archi). [24] Le costruzioni diventano sempre più complesse. Se il primo ponte era lungo solo 29 m, siamo di fronte ad una lunghezza di 71 m. [27] Un ribaltamento di prospettiva, nello schema con cui si costruiscono i ponti, prende luogo a inizio '800. Questo prevede l'utilizzo di una catena metallica, legata ad una serie di piloni, sulla quale viene appesa la struttura del ponte. Rimanendo legati allo schema del ponte con cavi metallici, si può considerare il ponte di Brooklyn, realizzato a metà degli anni '60 dell'800.
Dal momento che le esigenze sono estreme, il ferro, l'acciaio e la ghisa vengono impiegate anche in città. A Milano, ad esempio, la ghisa viene utilizzata principalmente per la costruzione degli elementi verticali. Gli elementi orizzontali vengono ancora, tendenzialmente, costruiti in legno.
SERRE Quando ferro e vetro incominciano ad essere impiegati in edifici destinati alla presenza temporanea di un grande pubblico, i modelli a cui si fa riferimento sono le grandi serre realizzate in precedenza. [33] La copertura di queste serre è un sistema di cupole che si compenetrano. Per la loro realizzazione, sono stati impiegati pannelli di piccole dimensioni, per assecondarne la geometria. [34] La serra di Joseph Paxton è stato uno dei grandi esempi a cui si è guardato nel momento in cui si scelse, nel 1848, una soluzione per l'Esposizione di Londra. L'edificio è caratterizzato da una serie di pannelli che si dispongono realizzando una superficie nervata. Il loro andamento a V, in virtù della geometria degli elementi, accentua la resistenza della struttura. La struttura primaria è in ghisa, quella secondaria è in legno. I progetti di queste serre rivelano una grande attenzione dal punto di vista costruttivo. [35] Un altro esempio che viene tenuto in conto nel momento in cui si deve definire la morfologia del grande padiglione per l'Esposizione del 1851 è la grande serra delle palme nei giardini botanici reali.
LE ESPOSIZIONI UNIVERSALI Londra, Grande esposizione delle opere dell'industria di tutte le nazioni, 1851 Inizialmente, la soluzione pensata è quella di una grande architettura in pietra, monumentale. Questo progetto, però, si rivela ben presto irrealizzabile. Pertanto, a fronte
della possibilità di dover cancellare l'evento, si torna a pensare a qualcosa di alternativo. In questo compito, il botanico Joseph Paxton è stato affiancato dall'ingegnere Charles Fox. Vi è un ricorso ad una tipologia, tutto sommato, tradizionale. La pianta del Crystal Palace ricorda quella di una chiesa: infatti, il corpo longitudinale è attraversato, al centro, da un elemento trasversale, di poco aggettante. Al suo interno, sono presenti elementi aventi funzioni differenti: i pilastri sono realizzati con un colore più chiaro, il vetro è di un azzurro dominante, mentre le travi di copertura sono caratterizzate da un colore rosso. Inoltre, troviamo i più svariati oggetti, tra cui una capanna smontata e trasferita dalla campagna caraibica. I dettagli sono rivelatori della complessità ma anche dell'intelligente standardizzazione dei componenti che rivelano il funzionamento della composizione.
Parigi, Esposizione universale delle arti e dell'industria, 1867 L'arco a tre cerniere è lo schema adottato nel primo progetto di ponte, visto in precedenza. Due metà di un'arcata, incernierata ai due punti di appoggio, alla base, vengono fatte combaciare e legate da un perno all'estremità. Questa è la tipologia adotta anche nella Galerie des Machines.
Chicago, Esposizione internazionale colombiana, 1893 All'Esposizione di Chicago, del 1893, percepiamo un effetto di brusco ritorno al passato. Uno dei protagonisti della scuola di Chicago, nel momento in cui viene chiamato ad idearne il masterplan, si rivela sensibile ad un classicismo di maniera, quasi hollywoodiano, in cui gli edifici richiamano una monumentalità imperiale. [102] Si può notare un quartiere, collegato al grande bacino principale, chiamato White City. La soluzione adottata ha previsto l'utilizzo di un sistema a spruzzo ad aria compressa, con la quale si irrorarono le superfici con una vernice, conferendo loro un effetto particolarmente luminoso. [104] La statua in primo piano sembra essere recuperata dalla Domus Aurea. Vi è un effetto di stordimento, per noi italiani, nel momento in cui vediamo comparire le gondole. Si caratterizza, dunque, da un carattere falso, dalla simulazione di contesti e di angoli remoti.
Parigi, Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne, 1925 Il padiglione di Le Corbusier è stato progettato per la rivista, rivisitando il tema dell'architettura contemporanea, associandolo al tipo specifico della casa unifamiliare. Qui troviamo annunciati i cinque punti dell'architettura, cogliendo alcuni aspetti di quelle che saranno le sue future teorizzazioni.
Gustave Eiffel, da ingegnere, si confronta con diversi temi.
Parigi, Tour Eiffel, 1889 [184] Progetto di una torre cilindrica, non realizzata, in occasione del centenario dell'indipendenza degli Stati Uniti. [186] Prima della torre di Eiffel, ci fu un'altra ipotesi: la torre-faro, progettata da un ingegnere elettrico, che si rivolse a Jules Bourdais per gli aspetti architettonici. È un faro da posizionare nel cuore della città, in grado di illuminarla interamente. La parte sommitale, infatti, è un vero e proprio apparecchio luminoso. Alla sommità, una statua alata con il genio della scienza, in grado di ospitare un gran numero di persone. Eiffel affida ad un suo collaboratore il compito di rendere più gradevole la struttura. Egli realizza un arco che ricorda soluzioni già viste e riduce a due le piattaforme, evitando di spezzettare il flusso delle forze, costituite da mensole che le trasformano in veri e propri cornicioni. Il concorso, da lui vinto, viene bandito l'1 maggio del 1866. Eiffel garantì la fine della costruzione entro un anno, ma quest'ultima, in realtà, richiese due anni. Inoltre, Eiffel si era proposto al sindaco di Barcellona per l'Esposizione del 1888.
[193] Anche la città di Londra pensa di dotarsi di una grande torre. Molte delle soluzioni proposte non fanno altro che replicare più o meno maldestramente la torre parigina.