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Arendt e popper schemi, Schemi e mappe concettuali di Filosofia

Appunti di filosofia su Arendt e Popper

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 19/06/2024

simona-antonia-giannuzzi
simona-antonia-giannuzzi 🇮🇹

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KARL POPPER E HANNAH ARENDT
ED.CIVICA
KARL POPPER: sostenitore della democrazia opera di riferimento “la società aperta e i suoi
nemici” (1945). Ha lo stesso approccio per la problematica dell’epistemologia, che per la
democrazia (contrario a qualsiasi assolutismo, considerato un pericolo politico e scientifico)
bisogna aprirsi alle varie opinioni, migliorando sempre le istituzioni.
Per quanto riguarda la POLITICA, è contrario a:
Violenza: non è possibile, tramite essa, credere in un cambiamento repentino delle
istituzioni
Rivoluzioni (RIVOLUZIONE=IDEALE UTOPISTICO)
Storicismo: la storia deve essere aperta, non si deve chiudere in un’unica visione, come
per esempio Marx che pensava che la storia procedesse tramite la lotta di classe
Per lui non esiste uno stato ideale. Lo stato in quanto territorialmente definito, rappresenta
limitazione della libertà. Bisogna, quindi, scegliere il male minore, che lui ritiene sia la
Democrazia, la quale si basa sulla partecipazione degli individui alla vita politica e del loro
controllo sui rappresentanti politici, in quanto questi possono sbagliare. Attraverso le libere
elezioni, gli individui possono mandare a casa individui inadempienti (possibilità di scegliere i
propri rappresentanti).
Altro concetto importante è la TECNOLOGIA SOCIALE A SPIZZICO: il miglioramento delle
istituzioni avviene tramite le riforme, Politica riformista che procede passo dopo passo,
nessuna promessa salvifica, solo discorsi fattibili e realistici ( sostenitore del
moderatismo/realismo politico).
2 tipi di riformisti:
1. Riformisti
2. Riformisti approssimati
Sono politici ambiziosi che si ritrovano a doversi adattare alle proprie circostanze, si parla di
POLITICA IMPACCIATA, procedendo tramite concezioni non legittime/trasparenti.
Letture Lenin p.280/ p.291
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KARL POPPER E HANNAH ARENDT

ED.CIVICA

KARL POPPER: sostenitore della democrazia opera di riferimento “la società aperta e i suoi nemici” (1945). Ha lo stesso approccio per la problematica dell’epistemologia, che per la democrazia (contrario a qualsiasi assolutismo, considerato un pericolo politico e scientifico) bisogna aprirsi alle varie opinioni, migliorando sempre le istituzioni. Per quanto riguarda la POLITICA, è contrario a:  Violenza: non è possibile, tramite essa, credere in un cambiamento repentino delle istituzioni  Rivoluzioni (RIVOLUZIONE=IDEALE UTOPISTICO)  Storicismo: la storia deve essere aperta, non si deve chiudere in un’unica visione, come per esempio Marx che pensava che la storia procedesse tramite la lotta di classe Per lui non esiste uno stato ideale. Lo stato in quanto territorialmente definito, rappresenta limitazione della libertà. Bisogna, quindi, scegliere il male minore, che lui ritiene sia la Democrazia, la quale si basa sulla partecipazione degli individui alla vita politica e del loro controllo sui rappresentanti politici, in quanto questi possono sbagliare. Attraverso le libere elezioni, gli individui possono mandare a casa individui inadempienti (possibilità di scegliere i propri rappresentanti). Altro concetto importante è la TECNOLOGIA SOCIALE A SPIZZICO: il miglioramento delle istituzioni avviene tramite le riforme, Politica riformista che procede passo dopo passo, nessuna promessa salvifica, solo discorsi fattibili e realistici ( sostenitore del moderatismo/realismo politico). 2 tipi di riformisti:

  1. Riformisti
  2. Riformisti approssimati Sono politici ambiziosi che si ritrovano a doversi adattare alle proprie circostanze, si parla di POLITICA IMPACCIATA, procedendo tramite concezioni non legittime/trasparenti. Letture Lenin p.280/ p.

HANNAH ARENDT: opere : “le origini del totalitarismo” e “la banalità del male: Eichmann a Gerusalemme” Letture dal libro 440 LE ORIGINI DEL TOTALITARISMO: opera scritta subito dopo la seconda guerra mondiale. E’ impossibile registrare in maniera obiettiva la catastrofe, perché ci sono sentimenti forti che ci caratterizzano ma con l’andare del tempo si affievoliscono. Perché è successo? Come? La visione della Arendt non trova la possibilità di capire il senso della guerra che ritiene assurda. Un'altra domanda molto accattivante che la filosofa ci chiede di porci è: potrebbe succedere ancora? Parliamo di una sopravvivenza della società di massa delle caratteristiche legate al capitalismo e all’imperialismo. Lei cerca in quest’opera di analizzare le condizioni e le caratteristiche del totalitarismo dal punto di vista storico-politico e anche da quello filosofico-politico. Quando parla di totalitarismo lei ha in mente: il nazismo, lo stalinismo e per certi versi il fascismo (considerato da lei un totalitarismo imperfetto, perché in Italia non c’è quel ricorso sistematico alla violenza legata a campi di concentramento e alle persecuzioni razziali; la popolazione italiana, infatti non si riconoscerà nelle leggi raziali, continuerà a tollerare gli ebrei e in alcuni casi ad aiutarli, generalmente questo non succederà in Germania e in Russia, salvo alcune eccezioni). Il fascismo ha lasciato sopravvivere la MONARCHIA , si è basato su una convivenza di poteri: quello del duce e quello del re. Il fascismo pone una relazione strettissima con la Chiesa, per cui non abbiamo una gestione assolutamente totalitaria. Per la Russia e la Germania parliamo di AUTOCRAZIA : potere esercitato da uno solo (Stalin e il Führer, Hitler). Caratteristiche al livello storico e origini del totalitarismo :  antisemitismo (l’impoverimento della massa, fomenta la ricerca dei responsabili (considerati gli ebrei, perché molto ricchi). Popolo ebraico accusato di complotto ai danni dell’intero pianeta).  Crisi dell’imperialismo (tendenza da parte degli stati di influenzare a livello economico e politico i paesi più deboli, con finalità di creare grande impero). Secondo la Arendt, trova il suo massimo apice alla fine dell’800 e negli anni che anticipano la prima guerra mondiale. La guerra mondiale costituisce il fallimento dell’imperialismo stesso, perché la guerra non garantisce benessere e progresso, ma solo crisi.

 Binomio ideologia-terrore: ideologia collettiva, negli stati totalitari si lega al terrore,

che viene esercitata dalla SS e dai campi di concentramento (alienazione). Si afferma più di tutti il sospetto/terrore che un mio amico/famigliare possa denunciarmi alle autorità ( atomizzazione dell’individuo, situazione disumana). Questa ideologia è logica/razionale ma poggia su premesse irrazionali/assurde. Fare esempio (Ebreo mette a repentaglio la mia vita). Non possiamo parlare di follia, perché non solo Hitler ma tutto un popolo ha acconsentito (se si parlasse di pochi si potrebbe definire follia, perché più rassicurante) La Arendt si è chiesta, perché gli ebrei non si sono ribellati? Questo perché erano già moralmente e umanamente cadaveri, abituandosi a quelle condizioni e rassegnandosi del proprio destino, infatti si parla di società di morenti.