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Arendt e Popper: pensiero filosofico, Schemi e mappe concettuali di Filosofia

Materia: filosofia in liceo scienze umane.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 14/07/2024

User12333777
User12333777 🇮🇹

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POPPER
Propone un'idea di «società aperta» fondata sul dialogo e sul rispetto delle opinioni di tutti.
Implica un'idea di ragione fondata sulla libera discussione e
sul riconoscimento dei propri limiti. È alla base della sua filosofia politica che propugna
unidea di società edificata sul dialogo, capace di ammettere gli errori commessi e
di darsi regole per evitare posizioni autoritarie. Nessuno detiene una verità assoluta.
Tale argomento è trattato nellopera La società aperta e i suoi nemici scritta nel periodo dei
totalitarismo. Questo testo contiene una polemica verso lo storicismo, in cui include
pensatori come Platone, Hegel e Marx. Ciò che attraversa la loro riflessione è lidea secondo
la quale possiamo cogliere una volta per tutte lo sviluppo storico-sociale, il percorso
dellevoluzione dellumanità verso il bene e la felicità.
Se si ritiene che è la verità possa essere posseduta integralmente, si tendono a soffocare il
dissenso e il libero pensiero. Tale modello corrisponde alla forma di una SOCIETÀ CHIUSA,
organizzata secondo norme rigide di comportamento e fondata sulla sottomissione
dellindividuo. Contrappone a essa la SOCIETÀ APERTA, caratterizzata dalla libera
discussione critica.
Lo Stato appare come un pericolo costante per la libertà dei cittadini: esso è dunque un
male, ma allo stesso tempo necessario.
Per Popper la democrazia non è un sistema perfetto: essa rappresenta una procedura,
imperfetta eppure efficace, per garantire il funzionamento del sistema di rappresentanza
politica. Questo tipo di governo permette di evitare un governo dispotico.
Se per platone era importante chi deve stabilire il potere, invece per popper come deve
essere gestito il potere e per quanto tempo.
Per definire uno stato realmente democratico, non deve rinunciare a determinate
caratteristiche:
- non si può pensare che la democrazia assicuri la felicità del singolo, ma quella collettiva,
perché non è detto che la felicità del singolo coincida con quella degli altri;
- non deve essere intesa come un sistema infallibile, ma come lorganizzazione politica che
nel corso della storia è stata la migliore rispetto alle altre;
- di crede più nell evoluzione che nella rivoluzione;
- senso di giustizia e onestà ,ovvero il grado di sensibilità morale da esso raggiunto.
Tutto questo si fonda sul dialogo e sul confronto
Lui dice che, anche se ci troviamo in un sistema democratico con qualcuno che governa
male, può essere sostituito, ma limportante è il come governa e se si basa sugli interessi del
popolo. A differenza di un sistema totalitario, invece, chi governa non può essere cambiato.
le istituzioni democratiche devono essere sottoposte e al controllo anche se democratiche, il
potere è diviso in legislativo, esecutivo e giudiziario. Questi tre poteri non appartengono alla
stessa persona, ma è in mano a più persone e questo permette di avere sotto controllo il
governo.
si domanda se in una società multiculturale la discussione critica possa essere applicata ed
è convinto che sono proprio nelle società multietniche in cui dovrebbe esserci il dialogo,
soprattutto tra coloro che non per forza hanno le stesse idee e valori.
popper parla della tv riferendosi alla propaganda e ai media proponendo una patente per
fare tv.
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Scarica Arendt e Popper: pensiero filosofico e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Filosofia solo su Docsity!

POPPER

Propone un'idea di «società aperta» fondata sul dialogo e sul rispetto delle opinioni di tutti. Implica un'idea di ragione fondata sulla libera discussione e sul riconoscimento dei propri limiti. È alla base della sua filosofia politica che propugna un’idea di società edificata sul dialogo, capace di ammettere gli errori commessi e di darsi regole per evitare posizioni autoritarie. Nessuno detiene una verità assoluta. Tale argomento è trattato nell’opera ‘La società aperta e i suoi nemici’ scritta nel periodo dei totalitarismo. Questo testo contiene una polemica verso lo storicismo, in cui include pensatori come Platone, Hegel e Marx. Ciò che attraversa la loro riflessione è l’idea secondo la quale possiamo cogliere una volta per tutte lo sviluppo storico-sociale, il percorso dell’evoluzione dell’umanità verso il bene e la felicità. Se si ritiene che è la verità possa essere posseduta integralmente, si tendono a soffocare il dissenso e il libero pensiero. Tale modello corrisponde alla forma di una SOCIETÀ CHIUSA, organizzata secondo norme rigide di comportamento e fondata sulla sottomissione dell’individuo. Contrappone a essa la SOCIETÀ APERTA, caratterizzata dalla libera discussione critica. Lo Stato appare come un pericolo costante per la libertà dei cittadini: esso è dunque un ‘male’, ma allo stesso tempo necessario. Per Popper la democrazia non è un sistema perfetto: essa rappresenta una procedura, imperfetta eppure efficace, per garantire il funzionamento del sistema di rappresentanza politica. Questo tipo di governo permette di evitare un governo dispotico. Se per platone era importante chi deve stabilire il potere, invece per popper come deve essere gestito il potere e per quanto tempo. Per definire uno stato realmente democratico, non deve rinunciare a determinate caratteristiche:

  • non si può pensare che la democrazia assicuri la felicità del singolo, ma quella collettiva, perché non è detto che la felicità del singolo coincida con quella degli altri;
  • non deve essere intesa come un sistema infallibile, ma come l’organizzazione politica che nel corso della storia è stata la migliore rispetto alle altre;
  • di crede più nell’ evoluzione che nella rivoluzione;
  • senso di giustizia e onestà ,ovvero il grado di sensibilità morale da esso raggiunto. Tutto questo si fonda sul dialogo e sul confronto Lui dice che, anche se ci troviamo in un sistema democratico con qualcuno che governa male, può essere sostituito, ma l’importante è il come governa e se si basa sugli interessi del popolo. A differenza di un sistema totalitario, invece, chi governa non può essere cambiato. le istituzioni democratiche devono essere sottoposte e al controllo anche se democratiche, il potere è diviso in legislativo, esecutivo e giudiziario. Questi tre poteri non appartengono alla stessa persona, ma è in mano a più persone e questo permette di avere sotto controllo il governo. si domanda se in una società multiculturale la discussione critica possa essere applicata ed è convinto che sono proprio nelle società multietniche in cui dovrebbe esserci il dialogo, soprattutto tra coloro che non per forza hanno le stesse idee e valori. popper parla della tv riferendosi alla propaganda e ai media proponendo una patente per fare tv.

Alcuni hanno accusato Popper di porre una censura alla libertà di espressione con questa patente, ma in realtà vuole tutelare la società dal conformismo sociale, ma soprattutto i bambini per non influenzare ad atti di violenza. Lo stesso discorso vale anche per gli adulti. ————————————————————————————————————— HANNAH ARENDT Di famiglia ebrea, è stata politologa, filosofa e storica tedesca, costretta a scappare in America a causa delle persecuzioni razziali. Ha studiato il pensiero filosofico degli antichi per poi rendersi autonoma formulando le sue idee riguardo il 900. Con l’opera ‘ Le origini del totalitarismo ’ Fa un’analisi storico-politica della società europea nell'ultimo ventennio dell’800 fino alla fine della seconda guerra mondiale. Analizza quindi il totalitarismo, facendo riferimento allo stalinismo e al nazismo, e su ciò che l’ha causato. Scrive quest’opera per riflette su ciò che è accaduto, come e perché, ma soprattutto come è possibile che sia potuto accadere. Come è strutturata quest’opera? È divisa in tre parti:

  • Parte 1, si occupa di STUDIARE L’ANTISEMITISMO, ovvero, vuole cercare le cause della persecuzione ebraica e come è potuto accadere;
  • Parte 2, riflette sul tema dell’IMPERIALISMO: questo aspetto è legato al protagonismo che la borghesia ha aspirato all’espansione economica;
  • Parte 3, riflette sulla società dell’epoca, una società di massa: l’avvento della società di massa ha favorito la nascita del totalitarismo tendendo a reprimere le opinioni della minoranza cercando di uniformare un grande gruppo a un unico pensiero attraverso la violenza. Questo intreccio tra ideologia e terrore veniva garantito grazie l’SS (polizia segreta), controlla la società e la persona umana fin nella sua intima, e i campi di concentramento, ha una funzione di annientare gli oppositori politici e non. La società non è più coesa perché non c’è più fiducia reciproca. Quindi, Il totalitarismo nasce dal tramonto della società classista che si basa sull’ideologia che rende gli uomini superflui e che esalta la sua potenza attraverso il terrore. La volontà del capo è l’unica legge del partito. Come base del totalitarismo ci deve essere l’isolamento di ogni singolo e il conformismo sociale. Il potere viene distribuito in modo gerarchico. Quindi coloro che stanno più vicini al capo ha più potere e il loro compito è quello di far rispettare le volontà del partito unico. In uno stato di questo tipo, gli individui si sentono isolati e violati sia nella sfera privata che sociale. Vivono in uno stato di continuo sospetto e sfiducia. Questo comportamento porta inevitabilmente al conformismo sociale.

A questo proposito sono rimasti diversi interrogativi:

  • esiste veramente il male e le persone malvagie?
  • se le persone banali possono commettere crimini molto più gravi e come si può evitare ciò?
  • cosa possiamo fare noi per non essere persone banali? Questo male viene definito BANALE perché annulla la natura umana con la complicità di uomini banali che hanno eseguito gli ordini senza averli messi prima in discussione. Per questo motivo fa riferimento adesso alla frase iconica BANALITÀ DEL MALE. Il male che emerge nei regimi totalitari è un male radicale che si distingue dal male banale. Il male radicale, quindi, è impunibile e imperdonabile che vuole fabbricare una nuova natura umana. Infatti, annulla l’essenza della natura umana attraverso la complicità di uomini banali che adempiono i loro compiti in modo diligente e senza pensare. Il male radicale è assoluto, impunibile e imperdonabile, infatti, lei non con la sua frase non vuole sminuire ciò che è successo, ma vuole specificare che questa banalità è causata dalla non messa in discussione delle persone banali Altra opera è ‘ La vita attiva ’ Si propone di esaminare il modo in cui, nel corso della storia, è stata pensata la relazione tra diverse attività umane fondamentali. Sono:
  • Attività lavorativa: è tipica dell’uomo che lavora. Si riferisce a tutto il lavoro che si fa per la sopravvivenza;
  • L’operare (ovvero, l’uomo visto come homo faber): è l’uomo che è artefice di ciò che produce. È quindi presente in tutto ciò che realizza;
  • L’agire (ovvero, l’uomo visto come zoon politikon): è l’uomo inteso come colui che dialoga a livello politico con gli altri uomini. Rappresenta l'agire comunicativo. Fa riferimento a queste tre attività e individua come nel corso della storia si sono sviluppate. Parte, infatti, dell’antica Grecia: il dialogo era importante che avveniva nell’ agorà; Nel cristianesimo: l’uomo ha iniziata contemplare una entità esterna; Nell’età moderna mette al centro di tutto l’uomo e le sue capacità ma viene meno la comunicazione BISOGNA RECUPERARE IL DIALOGO, ANCHE A LIVELLO POLITICO, PERCHÉ SE NON C’È, È CHIARO CHE SI ARRIVA A COMPIERE QUESTE ATROCITÀ.