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ARISTOFANEARISTOFANE
Opere, temi e stileOpere, temi e stile
ARISTOFANEARISTOFANE
Aristofane nacque nel
demo attico di Cidatene
intorno al 450 a.C. e morì
intorno al 385 a.C.
Ci sono giunte 11
commedie complete,
oltre un migliaio di
frammenti
Aristofane nacque nel
demo attico di Cidatene
intorno al 450 a.C. e morì
intorno al 385 a.C.
Ci sono giunte 11
commedie complete,
oltre un migliaio di
frammenti
- Acarnesi : paradossale stipula di una ‘pace separata’ fra l’ateniese Diceòpoli e gli Spartani: nonostante l’opposizione dei vecchi di Acarne (che costituiscono il coro), Diceopoli ha la meglio anche sullo stratego Làmaco, emblema del bellicismo democratico, e si gode serenamente l’opulenza determinata dalla pace.
- Cavalieri : Demo («il Popolo») diviene succube del suo schiavo Paflàgone (maschera di Cleone); ma il coro dei nobili cavalieri sostiene contro di lui un nuovo politico, il Salsicciaio, che alla fine ottiene il sommo potere e denuncia il malaffare di Paflagone, mentre Demo può godersela con una ragazza simbolo della pace.
- Nuvole : il contadino Strepsíade, per sfuggire ai creditori, vuole che il figlio Fidíppide sia educato alla scuola di Socrate (rappresentato nel sorprendente ruolo di ‘sofista’), che insegna come prevalere in ogni scontro dialettico, anche partendo dal torto piú manifesto; dopo aver assistito alla vittoria del Discorso Ingiusto (personificazione della nuova filosofia) sul Discorso Giusto (personificazione dei valori tradizionali), Fidippide impara sin troppo bene la lezione: e il primo a subirne le conseguenze è proprio il padre. Esasperato, Strepsiade decide di dare alle fiamme il phrontistérion («pensatoio») di Socrate.
- Vespe : perché il padre Filocleòne («fan di Cleone») non soccomba ancora alla mania giudiziaria che impera in Atene, il figlio Bdelicleòne («colui che ha in odio Cleone») lo segrega in casa; nonostante l’aiuto portatogli dai giurati popolari ateniesi (le vespe del coro, con allusione
- Acarnesi : paradossale stipula di una ‘pace separata’ fra l’ateniese Diceòpoli e gli Spartani: nonostante l’opposizione dei vecchi di Acarne (che costituiscono il coro), Diceopoli ha la meglio anche sullo stratego Làmaco, emblema del bellicismo democratico, e si gode serenamente l’opulenza determinata dalla pace.
- Cavalieri : Demo («il Popolo») diviene succube del suo schiavo Paflàgone (maschera di Cleone); ma il coro dei nobili cavalieri sostiene contro di lui un nuovo politico, il Salsicciaio, che alla fine ottiene il sommo potere e denuncia il malaffare di Paflagone, mentre Demo può godersela con una ragazza simbolo della pace.
- Nuvole : il contadino Strepsíade, per sfuggire ai creditori, vuole che il figlio Fidíppide sia educato alla scuola di Socrate (rappresentato nel sorprendente ruolo di ‘sofista’), che insegna come prevalere in ogni scontro dialettico, anche partendo dal torto piú manifesto; dopo aver assistito alla vittoria del Discorso Ingiusto (personificazione della nuova filosofia) sul Discorso Giusto (personificazione dei valori tradizionali), Fidippide impara sin troppo bene la lezione: e il primo a subirne le conseguenze è proprio il padre. Esasperato, Strepsiade decide di dare alle fiamme il phrontistérion («pensatoio») di Socrate.
- Vespe : perché il padre Filocleòne («fan di Cleone») non soccomba ancora alla mania giudiziaria che impera in Atene, il figlio Bdelicleòne («colui che ha in odio Cleone») lo segrega in casa; nonostante l’aiuto portatogli dai giurati popolari ateniesi (le vespe del coro, con allusione
- Pace : il contadino Trigèo decide di raggiungere il cielo a cavallo di uno scarabeo stercorario, per ottenere da Zeus la pace; ma scopre che gli dèi sono stati scacciati da Pòlemos (il dio della guerra) che tiene prigioniera Irene (la dea della pace); Trigeo la libererà con uno stratagemma e la riporterà sulla terra.
- Uccelli : la creazione di un’utopica città celeste (Nefelococcugia) da parte di Pistetèro ed Euèlpide, disgustati da Atene e dal suo malcostume; ottenuto l’aiuto degli uccelli, i due protagonisti vengono a patti con gli stessi dèi e ottengono la completa sovranità sul nuovo, felice regno.
- Lisistrata : uno stuolo di donne provenienti da tutta la Grecia e guidate da Lisístrata costringe Ateniesi e Spartani a stipulare la pace, ricorrendo allo ‘sciopero sessuale’ come arma di ricatto politico e fornendo un’inedita visione ‘femminile’ (ma tutt’altro che femminista) della gestione economico-politica della città.
- Le donne alle Tesmoforie : condannato a morte per la sua misoginia dalle donne riunite per la festa delle Tesmofòrie, Euripide fa infiltrare un suo Parente nel consesso femminile; ma l’uomo, pur travestito, si tradisce e viene incarcerato: solo il diretto intervento di Euripide – che dà luogo a una diffusa parodia dei suoi stessi drammi – riesce a trarlo in salvo.
ARISTOFA
NE
LISISTRATALISISTRATA
Trama, personaggi, temi e stile
SPAZI TEMPORALI Spazio della narrazione Tempo della storia e del racconto
La vicenda si svolge
quasi interamente ad
Atene, precisamente
nell’Acropoli
La vicenda è
ambientata durante la
guerra dei trent’anni. Il
racconto è lineare.
TramaTrama
Lisistrata, donna ateniese, convoca numerose
donne di Atene e altre città per discutere un
importante problema. A causa della guerra del
Peloponneso, infatti, gli uomini delle póleis greche
sono perennemente impegnati nell'esercito e non
hanno più il tempo di stare con le loro famiglie.
Lisistrata propone allora alle altre donne di fare
uno sciopero del sesso: finché gli uomini non
firmeranno la pace, esse si rifiuteranno di avere
rapporti sessuali con loro. Dopo un momento di
sbigottimento e di rifiuto, le donne si dicono
favorevoli al piano e fanno un giuramento. A quel
punto, le donne occupano l'acropoli ateniese, allo
scopo di privare gli uomini dei mezzi finanziari per
Lisistrata, donna ateniese, convoca numerose
donne di Atene e altre città per discutere un
importante problema. A causa della guerra del
Peloponneso, infatti, gli uomini delle póleis greche
sono perennemente impegnati nell'esercito e non
hanno più il tempo di stare con le loro famiglie.
Lisistrata propone allora alle altre donne di fare
uno sciopero del sesso: finché gli uomini non
firmeranno la pace, esse si rifiuteranno di avere
rapporti sessuali con loro. Dopo un momento di
sbigottimento e di rifiuto, le donne si dicono
favorevoli al piano e fanno un giuramento. A quel
punto, le donne occupano l'acropoli ateniese, allo
scopo di privare gli uomini dei mezzi finanziari per
Le donne hanno molta difficoltà a mantenere il
patto e inventano varie scuse per tornare a casa
dai mariti; Lisistrata deve penare non poco per
impedir loro di lasciare l'acropoli. Concede solo a
Mirrina la possibilità di incontrare il marito
Cinesia, ma lo scopo è solo quello di stimolare le
voglie dell'uomo, per poi lasciarlo con un palmo di
naso. Arriva un araldo da Sparta per trattare la
pace, col fallo palesemente arretto, ed incontra
Cinesia, le cui voglie sono altrettanto evidenti. I
due si mettono d'accordo: Sparta manderà
ambasciatori pronti a firmare la pace, mentre
Cinesia informerà le istituzioni ateniesi. Riescono
a riconciliarsi con Lisistrata.
Le donne hanno molta difficoltà a mantenere il
patto e inventano varie scuse per tornare a casa
dai mariti; Lisistrata deve penare non poco per
impedir loro di lasciare l'acropoli. Concede solo a
Mirrina la possibilità di incontrare il marito
Cinesia, ma lo scopo è solo quello di stimolare le
voglie dell'uomo, per poi lasciarlo con un palmo di
naso. Arriva un araldo da Sparta per trattare la
pace, col fallo palesemente arretto, ed incontra
Cinesia, le cui voglie sono altrettanto evidenti. I
due si mettono d'accordo: Sparta manderà
ambasciatori pronti a firmare la pace, mentre
Cinesia informerà le istituzioni ateniesi. Riescono
a riconciliarsi con Lisistrata.
« Se cediamo, se gli diamo il minimo appiglio,
non ci sarà più un mestiere che queste, con la
loro ostinazione, non riusciranno a fare.
Costruiranno navi, vorranno combattere per
mare […]. Se poi si mettono a cavalcare, è la fine
dei cavalieri. »
(vv. 671-676)
Il pacifismoIl pacifismo
La Lisistrata venne rappresentata nel 411 a.C., durante la guerra del Peloponneso, in un clima di pessimismo causato dal fallimento della spedizione Ateniese in Sicilia. Il pacifismo dell’opera è assai evidente, tuttavia c’è un aspetto che merita di essere approfondito. Ad Atene nel 411 a.C. la sacerdotessa del tempio di Atena Poliade si chiamava Lisimaca (ovvero “Colei che scioglie le guerre”, pressoché identico nel suo significato, a Lisistrata) mentre quella del tempio di Atena Nike si chiamava Mirrina. Tali nomi sono simili o uguali a quelli di due personaggi della commedia. Secondo alcuni studiosi, ciò non è casuale; le due sacerdotesse, infatti, dovevano senz’altro appartenere a famiglie nobili, e quindi conservatrici.
Nella Atene del V secolo a.C. la vita sociale delle donne libere era fortemente limitata: esse non avevano accesso alle cariche pubbliche, né ad un'istruzione adeguata. I loro compiti principali erano in effetti quello di procreare (funzione estremamente importante in un tempo in cui le guerre con le città nemiche erano molto frequenti) e badare alle questioni domestiche, con o senza l'ausilio di schiavi. Passavano quindi la quasi totalità del loro tempo in casa e non erano mai presenti nei luoghi pubblici ateniesi, come l'agorà ed il ginnasio. Non è chiaro, invece, se potessero assistere alle rappresentazioni teatrali. Le donne delle famiglie meno abbienti avevano spesso la necessità di trovarsi un lavoro esterno (ad esempio lavandaia, tessitrice, nutrice); questo, se costituiva senz'altro un aggravio di fatica per la donna, poteva però essere un'occasione di maggiori relazioni sociali. Il compito di scegliere il marito spettava di solito alla famiglia. Una ragazza era considerata in età da marito dai 14 anni circa, e veniva data in sposa, in genere, a uomini sulla trentina, insieme ad una dote per il suo mantenimento. La moglie non poteva amministrare la propria dote (tale compito spettava al marito), ma se essa era abbastanza consistente, poteva permettere alla donna di non avere problemi economici per tutta la propria vita. Atene, che pure fu all'avanguardia tra le poleis greche sotto molti aspetti, non era probabilmente tra le città che garantivano maggiore libertà alle donne: a Sparta esse potevano disporre liberamente dei La condizione della donna^ La condizione della donna
STILE DI ARISTOFANE
Alla varietà dei contenuti e dei temi della
poesia di Aristofane corrisponde la
stupefacente ampiezza del suo registro
linguistico e stilistico. Nella flessibile duttilità
del dialetto attico, il poeta sa alternare alle
feroci punte del sarcasmo e alla crudezza del
termine allegramente osceno la leggerezza
dell'evasione lirica e della creazione
fantastica. Frequente è il ricorso al lessico
popolaresco e addirittura all'utilizzo di
vocaboli di pura invenzione. Aristofane non
crea mai personaggi comici, ma affida tutto
alla straordinaria ricchezza dell'espressione.