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Caratteri generali della Lisistrata di Aristofane
Tipologia: Appunti
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1 Lisistrata, caratteri generali
La commedia “Lisistrata”,Λυσιστράτη fu messa in scena per la prima volta nel 411 a.C. in occasione delle Lenee o Dionisie ( feste in onore del dio Dioniso). Come il resto delle commedie di Aristofane, anche la Lisistrata presenta il tipico schema triadico: -situazione problematica: guerra incessante tra Sparta e Atene; -idea ingegnosa e surreale dell’eroina comica: sciopero sessuale proposto da Lisistrata come incentivo alla pace nella sfera privata; nell’ambito pubblico l’occupazione dell’acropoli da parte delle donne anziane per porre rimedio all’incapacità maschile -conseguenze e lieto fine:la pace viene restaurata tra le due città, segue una festa celebrativa dell’obiettivo raggiunto. Contesto storico : Nel corso del V secolo a.C assistiamo all’affermazione di Atene in tutto il suo splendore e potere, per poi decadere alla fine della guerra del Peloponneso. Sin dalla fine delle guerre persiane, questa semplice polis acquisisce maggiore consapevolezza della propria potenza, capace anche di sconfiggere il grande regno persiano. Tuttavia, in poco tempo Atene si trasformerà in una potenza imperialista, così come lo era stata la Persia, autodistruggendosi proprio come quest’ultima. La prima parte del secolo vede fiorire in ogni ambito l’Atene periclea, che si era fatta promotrice della Lega delio-attica, un tesoro comune a tutte le poleis, le quali versavano un tributo annuo, da essere usato in caso di pericolo nemico. Una volta conclusasi la guerra contro i persiani con la pace di Callia nel 449, la lega delio-attica risulta inutile. Sorprendentemente, la stessa Atene che si era mostrata come sostenitrice di questa lega, e dunque di valori quali alleanza e solidarietà, decise di snaturare la funzione di questo tesoro, che venne usato per scopi individualistici: le compagne colonialiste e la costruzione di opere pubbliche ad Atene. Nasce un clima di tensione tra Sparta ed Atene, che si contendono la supremazia sul Peloponneso. La rivalità culmina nella guerra del Peloponneso, una guerra fratricida scoppiata nel 431 a.C. e conclusasi nel 404 a.C., con la sconfitta e il declino di Atene. I valori che avevano fatto grande questa polis si dissolvono per fare spazio alla superbia e all’arroganza, qualità che si evidenziano anche nella scelta da parte degli ateniesi di intraprendere una campagna in Sicilia nel mezzo della guerra contro Sparta. I coloni avevano richiesto l’aiuto della madrepatria contro i Cartaginesi e Alcibiade, generale e politico ateniese, indusse l’assemblea a combattere in Sicilia, credendo che si trattasse di una vittoria facile ed immediata. La spedizione si rivelò disastrosa e fallimentare, provocando anche numerose perdite economiche e umane che si aggiungevano a quelle della guerra in madrepatria e aggravano la posizione di Atene. E’ appunto un momento critico per la democrazia ateniese. La dura sconfitta subita in Sicilia ha provocato il sopravvento del partito oligarchico che ha sospeso la costituzione democratica e messo lo Stato sotto la tutela di una giunta di trenta probuli, ossia commissari: ad Aristofane non preme appoggiare il golpe oligarchico, ma che la guerra contro Sparta abbia fine con un equo
2 Lisistrata, caratteri generali compromesso e che Atene rinunci alla politica aggressiva propugnata dai democratici radicali. In questi anni una delle sacerdotesse di Atena, la dea protettrice della città, si chiamava Lisimaca, colei che scioglie le guerre. Sarà stato il nome di questa alta figura delle istituzioni religiose ateniesi a fornire al genio di Aristofane lo spunto per la creazione del personaggio di Lisistrata, la donna che scioglie gli eserciti? Non lo sappiamo. Tuttavia, se il fine che Lisistrata si prefigge, la pace duratura fra gli stati greci per un fronte comune panellenico contro l’impero persiano, ossia il programma del moderatismo patriottico greco, è in qualche modo un fine politicamente ‘sacro’, tale certamente non è il mezzo che escogita per costringere gli uomini ad attuarlo: il brillante espediente dell’astensione di tutte le donne della Grecia dal…sesso! La Lisistrata è famosa per questa trovata estrosa e disinvolta dello ‘sciopero sessuale’ e per il seguito di battute e situazioni spinte, talvolta oscene, cui essa da luogo. Ma questo è solo un aspetto della commedia, costituisce la sua vis comica. Se riflettiamo che, come la tragedia, anche la commedia è teatro ‘impegnato’, non saremo sorpresi di trovare nella Lisistrata, un messaggio serio condito con i sales comici. PERSONAGGI Lisistrata: è una donna intelligente, passionale e determinata a ottenere ciò che desidera, ma più che altro è una figura energica in grado di convincere le sue alleate a combattere una grande e faticosa battaglia. Le armi sono diverse, non uccidono ma costringono a una riflessione. La forza di Lisistrata, infatti, è la combinazione di pazienza e strategia, abilità che le donne quotidianamente sperimentano; soltanto in questo modo l’aggrovigliato gomitolo della guerra potrà essere sciolto, tessendo la trama di una pace duratura; Cleonice: nella commedia interpreta inizialmente la ‘maschera’ della ciarlatana che butta sempre sul ridere le nobili proposte della protagonista ma successivamente verrà anch’ella travolta dal progetto di Lisistrata esordendo con “La guerra sarà cura delle donne” ribaltando in maniera eversiva il ruolo delle donne nella società greca; Lampitò: donna spartana e pragmatica che comprende l’esigenza di eseguire il piano di Lisistrata per arrivare alla pace. Infatti, sarà la prima a sostenere la proposta di Lisistrata Mirrina con il marito Cinesia sono i protagonisti di uno dei passaggi più comici e importanti della commedia. Coro maschile e coro femminile: composto da anziani signori e signore, non è chiaro se i due cori fossero contemporaneamente sulla scena o se all’entrata dell’uno, uscisse l’altro.
➔ Emancipazione femminile: La Lisistrata venne rappresentata nel 411 a.C., durante la guerra del Peloponneso, in un clima di pessimismo causato dal fallimento della spedizione ateniese in Sicilia. Il pacifismo dell'opera è assai evidente, tuttavia c'è un aspetto che merita di essere approfondito. Ad Atene nel 411 a.C. la sacerdotessa del tempio di Atena Poliade si chiamava Lisimaca (ovvero “Colei che scioglie le guerre”, pressoché identico, nel suo significato, a Lisistrata), mentre quella del tempio di Atena Nike si chiamava Mirrina. Tali nomi sono simili o uguali a quelli di due personaggi della commedia.Secondo alcuni studiosi, ciò non è casuale; le due sacerdotesse, infatti, dovevano senz'altro appartenere a famiglie nobili, e quindi conservatrici. Ebbene, si ritiene che Aristofane, facendo smascherare proprio a Lisistrata e a
4 Lisistrata, caratteri generali potuto permettere alla donna di non avere problemi economici per tutta la propria vita. Atene, che pure fu all'avanguardia tra le poleis greche sotto molti aspetti, non era probabilmente tra le città che garantivano maggiore libertà alle donne: a Sparta esse potevano disporre liberamente dei propri averi; inoltre, proprio come gli uomini, si allenavano facendo ginnastica. Questo fa supporre che avessero anche una maggiore vita sociale. ➔ Dominazione ateniese fra le isole sottomesse, come uomo e donna nella società greca. Attualità ● ruoli di genere; ● famiglia come riflesso dello Stato; ● sessualità femminile; ● strumentalizzazione del corpo delle donne.