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La nascita e le caratteristiche di quattro importanti costruzioni simbolo del progresso tecnologico e architettonico della fine del 1800: crystal palace a londra, tour eiffel a parigi, galleria vittorio emanuele ii a milano e la mole antonelliana a torino. Le costruzioni, realizzate in ferro e vetro, sono state concepite per ospitare le prime esposizioni universali e sono state pionieristiche per la loro grandezza, la loro modularità e la loro funzionalità. In dettaglio la genesi di queste strutture, le difficoltà incontrate nella loro realizzazione, le loro dimensioni e le loro caratteristiche architettoniche. Inoltre, il testo illustra come queste costruzioni hanno rappresentato simboli nazionali e hanno influenzato il panorama architettonico dei loro rispettivi paesi.
Tipologia: Appunti
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E’ l’edifico simbolo del progresso e dell’architettura del ferro che ha caratterizzato il panorama artistico a partire dalla metà dell’800, ed è un edificio costruito a Londra nel 1851 per la prima esposizione universale. Erano già state realizzate delle esposizioni nazionali ed internazionali. Attualmente non esiste più il Crystal Palace ma ci pervengono delle foto e dei disegni del tempo. Dopo un bando per un concorso, viene incaricato Joseph Paxton (1803-1865), un costruttore serre. In questo caso la realizzazione non è affidata a un ingegnere, la figura chiave di questo periodo di architettura. Paxton progetta un edificio enorme, che viene ribattezzato ‘Palazzo di Cristallo’ per la sua luminosità e per il fatto che fosse in vetro. La superficie era circa 4 volte quella di San Pietro. Tutti coloro che entravano rimanevano stupiti dalla sua grandezza e immensità: non si poteva abbracciare tutta la sua grandezza da un unico punto di vista. Fu il più vasto spazio mai coperto in tutta la storia dell’umanità. La forma era quella di una basilica, c’era una grandissima navata lunga più di 0,5 km coperta a gradoni che veniva intersecata da un transetto coperto da una grande volta a botte. Tutto fatto esclusivamente con lastre di vetro tenute insieme da telai di metallo e legno. Tutto questo grazie all’industrializzazione, fu scelta Londra per rendere omaggio al paese dal quale è nata l’industrializzazione. Fu il principe Alberto che volle fortemente questo edificio. Fu fatto con lastre di 2,20 m l’una tenute insieme da travi a traliccio di ferro oppure da cornici di legno curvate o pilastri in ghisa. Le industrie che producevano questi materiali erano quasi tutte di x. La nata era lunga 1851 piedi, proprio come la data di realizzazione (quella era l’unità di misura del tempo, 1 piede=30 cm). Doveva contenere il meglio della produzione industriale di ogni paese. C’erano vaporiere, vagoni ferroviari. La novità era soprattutto il fatto che fosse stato montato in pochi mesi ed era destinato ad essere montato, smontato e rimontato da qualche altra parte (prefabbricato). L’anno successivo fu montato in un altro parco nella periferia di londra, questo si trovava nel Aid park di Londra. Verso il 1936 ci fu un grande incendio dove fu montato e venne distrutto completamente. Quella che viene introdotta è la costruzione per moduli con elementi tutti uguali, contabili e smontabili. C’era una novità secondaria, forse derivante dal fatto che P. Fosse un costruttore di serre, ovvero questa struttura è stata concepita in funzione del fatto che non si volessero abbattere alberi secolari presenti. Il progettista ha calcolato le altezze in modo da poter contenere esattamente tutti gli alberi presenti, tenendo conto anche dell’effetto serra, servendosi di un sistema di ventilazione assicurato dal fatto che alcune di queste lastre fossero regolarmente apribili. La struttura, oltre che per l’esposizione, fu adibita anche ad altre funzioni come manifestazioni sportive- il club inglese di calcio assunse il Crystal palace come simbolo del football club e tutt’oggi la squadra ha come stemma un’aquila e l’immagine stilizzata del c. p. Fu anche sede di una delle prime esposizioni di dinosauri, durante la grande guerra fu adibito come luogo per le esercitazioni della marina, studio televisivo e altro.
Simbolo dell’architettura del ferro. Fatta come esempio di progresso tecnologico e ingegneristico, fatta per fungere da ingresso al parco dove c’era la esposizione universale. Anche per festeggiare i 100 anni della rivoluzione francese. Fatta dall’ingegnere Gustav Eiffel, molto noto perché fece ponti in ferro. Inizialmente molte difficoltà per la realizzazione soprattutto per il costo, ottenne che fosse stabile per due anni per riprendere le spese della realizzazione perché fu affittata a diverse attività e per i guadagni dal biglietto di accesso. Poi diventò il simbolo della città de non fu più smontata. Ci vollero 20 anni per essere costruita. Doveva fare i conti con l’azione del vento per questo ha una forma arcuata. Fatta esclusivamente con i tralicci con il sistema delle travi reticolari, che contengono alcuni elementi in ferro chiamati puntoni che dovevano lavorare a compressione e altri chiamati tiranti perché dovevano lavorare a trazione, combinate insieme riuscivano a scaricare il peso sui 4 pilastri. Sono 4 piloni arcuati che si uniscono sopra nel vertice. Nei 4 p. Ci sono alcuni che contengono scale altri ascensori, sono collegati da 4 grandi archi che non hanno funzione statica ma soltanto decorativa. La prima piattaforma ha un ristorante, un cinema con pareti e pavimento in cristallo. La seconda piattaforma ha bar, ristorante, postazioni per vedere il panorama. La terza p. è la più piccola dove sia arriva solo con ascensore, scale vietate al pubblico. Si arriva a più di 300 metri di altezza con il montaggio dell’antenna. Per 40 anni era l’edificio più alto sulla terra ma poi fu costruito un grattacielo a Manhattan. Lui ricevette tante critiche anche per l’estetica. Fu molto innovativo anche perché aveva inserito delle reti metalliche per la sicurezza. Per la costruzione ci fu soltanto un morto, un operaio italiano che cadde dal ponteggio. Sotto la prima piattaforma fece iscrivere il nome di 72 scienziati francesi perché volle fare un’invocazione alla scienza contro le proteste. Tutte dipinte in oro. Appena inaugurato fu subito un successo. La difficoltà nel montare gli ascensori fu perché dovevano seguire una traiettoria inclinata, una ditta americana li costruì, ancora oggi è molto famosa, avevano una filiera a parigi. Dopo 100 anni furono cambiati dalla stessa ditta. Fu montata anche una stazione radiofonica, molto utile durante la grande guerra. Durante la seconda guerra Hitler volle salire sulla torre ma i parigini vollero mettere gli ascensori fuori uso e lui rinunciò a salire i 1600 gradini.
Una delle prime costruite in Italia nella seconda metà dell’800. Unisce architettura e urbanistica perché si volevano collegare due poli importanti di Milano: piazza del duomo e piazza della scala dove vi era il teatro. Prende il nome di architettura eclettica, perché non c’è più un vero stile, cominciano ad affermarsi nuove tecniche ma specialmente in Italia in cui l’evoluzione industriale è arrivata tardi e persisteva una solida tradizione architettonica rinascimentale, classica e neoclassica tarda ad arrivare e si crea un miscuglio tra la vecchia tradizione architettonica e le nuove tecnologie. Questo eclettismo da noi si chiamerà ARCHITETTURA UMBERTINA perché come in ogni nazione prenderà il nome dal re, in Italia vi era il re Umberto I di Savoia. Vinse il concorso Giuseppe Mengoni tuttavia questo intervento di riqualificazione riguardava la zona centrale di Milano fino al castello.
sormontata da 10 terrazzini, di dimensioni via via minori, fino alla punta. La guglia è a base ottagonale e alla fine, inizialmente, x un genio alato, simbolo di casa Savoia. All’inizio del ‘900, il genio alato rischiò di crollare a causa di un nubifragio. Decisero quindi di toglierlo e porlo all’interno, dov’è ancora visibile. Il genio alato fu sostituito da una stella più bassa meno pesante, e questa scelta fu positiva in quanto, a metà del ‘900 ci fu un secondo naufragio, talmente violento da spezzare la guglia, che fu ricostruita leggermente più bassa e con all’interno dei materiali di rinforzo in ferro. La guglia fu terminata dal figlio di Alessandro Antonelli, quando morì a circa 90 anni. L’importanza di questo edificio consiste nell’essere diventato un simbolo della città di Torino, oltre al fatto che nei primi anni ebbe il primato di edificio più alto al mondo, con un’altezza che supera i 167m.