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ARTE PER CRESCERE - Paola Ciarcià e Marco Dallari, Sintesi del corso di Pedagogia dell'infanzia e pratiche narrative

Sintesi de "Arte per Crescere - Idee, immagini, laboratori" di Paola Ciarcià e Marco Dallari, 2016

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 07/07/2021

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ARTE PER CRESCERE

Nel nostro Sistema scolastico l’Arte è una delle MATERIE insegnate e se non viene spiegata bene può portare a noia e disinteresse, quindi non si dovrebbe insegnare chi sono gli artisti e cosa hanno fatto ma cercare di immettere le idee, le metafore e le esperienze dei vari artisti, anche attraverso laboratori e progetti. Bisogna far sì che l’incontro con l’artista diventi esperienza. L’ Arte è un linguaggio veicolare per eccellenza. Grazie ai media e le risorse di rete è incrementata la collaborazione tra: LINGUAGGIO DELLE IMMAGINI e LINGUAGGIO DELLE PAROLE. HOMO SYMBOLICUM L’essere umano è un animale che basa tutta la sua esistenza e il suo pensiero sullo scambio simbolico e la vocazione simbolica umana è ambivalente: -­‐da un lato i linguaggi tendono ad organizzarsi secondo REGOLE e CANONI, creando le condizioni perché si possa riconoscere il loro uso GIUSTO o SBAGLIATO. -­‐dall’altro lato i LINGUAGGI si rinnovano continuamente attraverso esperienze di TRASGRESSIONE, CONTAMINAZIONE e RIFONDAZIONE. La crescita di competenze e conoscenze sul linguaggio avviene correttamente se l’equilibrio tra Soggettività (NATURA) e Collettività (CULTURA) si mantiene anche in età adulta mediante le qualità di flessibilità e di eccedenza , che caratterizzano gli apparati simbolici utilizzati nell’Arte, facendo diventare quest’ultima un modello di riferimento della relazione educativa capace di introdurre nei processi di apprendimento dei bambini la consapevolezza che i linguaggi non vanno solo imparati ma possono essere trasformati e trasgrediti rispetto alle regole e ai canoni tradizionali. Secondo la filosofa De Monticelli gli essere umani sono “SOGGETTI DI LIBERTA” in cui la libertà è la capacità di pensare, inventare e condividere anche ciò che non è strettamente reale, anche quello che non è per noi QUI e ORA. Tutto questo attraverso la sapienza, il progetto, il racconto, l’arte, il gioco e ogni situazione in cui la creatività umana crea mondi differenti da quello contingente. LOGICA= dal greco LOGOS (discorso), è l’insieme delle regole che organizzano il pensiero attraverso una connessione di giudizi che garantiscono la validità dell’argomentazione. Secondo molti studiosi il LOGOS era una legge universale, insieme di **ragione** e **necessità** , caratteristiche della realtà. Per **Hegel,** CIO CHE ERAZIONALE E REALE. Il processo logico è lineare, sequenziale, ha direzione obbligata ed è formalmente predefinito. Lo usiamo per calcolare in matematica, per fare discorsi di tipo deduttivo o induttivo, ma anche per comprendere o creare un racconto collegando fra loro le varie parti della narrazione in termini di successione temporale e rapporto casusa-­‐effetto. Il pensiero logico ha funzioni pragmatiche e organizzative. I processi analogici invece, sono trasversali, discontinui, pluriversali e casuali e l’essere umano non ne ha il pieno controllo, come accade nei sogni. I pensieri analogici sono generativi: suggeriscono e avviano processi d’invenzione, creazione e di cambiamento di cui i procedimenti logici, da soli, sono del tutto incapaci. Il pensiero analogico permette di produrre e comprendere metafore. Il termine METAFORA indica una figura retorica consistente nell’uso di un vocabolo o un’espressione per intendere un concetto diverso da quello che di solito si esprime. Le metafore sono utili per facilitare la comprensione di ciò che si vuol dire semplificando il discorso, eliminando un gran numero di parole che occorrerebbero per illustrare lo stesso concetto attraverso strategie esclusivamente denotative. METAFORA ≠ SIMILITUDINE (X “ come ” Y) LA METAFORA NON E` UN ARTIFICIO RETORICO ma una CARATTERISTICA PROPRIA DEL LINGUAGGIO in quanto tale, per sua natura metaforico e aperto al traslato, all’analogia, all’invenzione. Il linguaggio è la facoltà che ciascuno di noi ha fin dalla nascita e permette di intraprendere il cammino dello scambio simbolico. La lingua è un sistema di segni e la metafora è un elemento di

disordine linguistico; anche se PAUL RICOEUR sostiene che è LA CAPACITACREATIVA DEL LINGUAGGIO. I concetti di errore, trasgressione e invenzione si confondono spesso in modo stimolante. Molti insegnanti ed educatori sono convinti che sia meglio imporre prima le regole e il canone e che solo la maturità e una già consolidata cultura consentano invenzioni e trasgressioni metaforiche. Alcuni studiosi infantili riconoscono che il pensiero infantile sia naturalmente metaforico. Non assecondare questa tendenza naturale significa non solo bloccare una preziosa risorsa della mente in formazione ma anche inibire la curiosità e l’interesse nei confronti delle manifestazioni anticanoniche dalle quali i bambini, non a caso, sono attratti. **QUANDO LE IMMAGINI SI STRINGONO ALLE PAROLE** Il filosofo Maurice Marleu-­‐Ponty, attento osservatore e studioso dei processi percettivi, introduce nel lessico proprio di questo tipo di studi il termine **SURRIFLESSIONE** ovvero un LIVELLO SUPERIORE della costituzione delle conoscenze e delle rappresentazioni del mondo che si serve della collaborazione del linguaggio delle immagini e di quello delle parole, una tensione costitutiva tra il mondo della percezione e del linguaggio. Il filosofo nota come una persona tende a trasformare la sua percezione in coscienza attraverso la ricostruzione simbolica del percepito cercando e/o creando le parole che possono **nominare e descrivere** l’oggetto della percezione. **ARTE** L’ Arte è la capacità di agire e di produrre basata su un particolare complesso di regole e di esperienze conoscitive e tecniche, e quindi anche l’insieme delle regole e dei procedimenti per svolgere un’attività umana in vista di determinati risultati. Le arti vengono distinte in: -­‐Professioni (oggetti utili) e arti liberali (arti visive) -­‐Professioni meccaniche (pittura, scultura, disegno e architettura -­‐Artigiani belle arti -­‐Arti alte e Arti basse Queste arti liberali contribuiscono alla dignità dell’uomo libero, producendo oggetti che non hanno fine di utilità ma hanno senso in sé. Per il filosofo del ‘900 Luigi Pareyson, l’arte è intesa come abilità tecnica, quindi FARE trasformazione della materia, non o per costruire qualcosa di praticamente utile ma per raccontare, provocare emozione. Per Pareyson l’arte ha la caratteristica della FORMATIVITA, cioè che l’arte oltre a “fare” inventa anche il “modo di fare”. Il fare del bambino è artistico per lui poiché lo vive presumibilmente come fine a sé stesso; lo è meno per noi che osserviamo questa sua attività come occasione della sua formazione e della costruzione della propria identità personale. Francesco Poli, critico d’arte, diceva che nel PASSATO erano i committenti a scegliere gli artisti e a pagare oltre le loro opere la loro formazione. Oppure erano le accademie come quella di Cosmo I De Medici a dettare canoni che venivano riconosciuti come meritevoli. Nell’ ‘800 il sistema cambia poiché i critici e i mercanti erano spesso in conflitto con l’idea degli artisti. Poli sottolinea come gallerie, case d’asta, fiere, musei, artisti e critici sostituiscano nel ‘900 un sistema che fa emergere o rimanere nell’oblio opere ed autori. Il sistema dell’arte contemporanea è articolato in strutture e circuiti di produzioni, valorizzazione culturale di complessi internazionali; è altrettanto evidente come l’emergere di queste tendenze non dipenda solamente dalla creatività degli artisti ma dalla creatività di tutte le categorie che danno vita al sistema

volontà di perdere il controllo razionale dell’esecuzione. Non bastano svolazzi decorativi a fare astrattismo. Questo presuppone una intenzionalità specifica. -­‐> A piccoli passi nel cuore – ondeggiando con il dripping Il colore è una sensazione che rimanda ad un mondo variegato di emozioni. L’approccio ai colori deve coinvolgere le mani, il fare, il creare. Utilizzare l’arte non significa prendere il lavoro di altri artisti per farlo rifare ai bambini ma guardarlo come fonte di ispirazione. Giocare con il colore, con le forme e con di linee serve anche per reinventare partendo dall’utilizzo di materiali poveri e considerati di scarto.

  1. Prendere delle scatole vuote di cartoncino.
  2. Inserire all’interno un foglio di carta bianca.
  3. Preparare dei piattini, ciascuno con un colore primario più il bianco e il nero.
  4. Abbinare ad ogni piattino una pallina di ping pong.
  5. Intingere nel colore la pallina, facendo in modo che si copra uniformemente di colore
  6. Farla cadere nella scatola e cominciare a muovere questa a destra e a sinistra in modo che la pallina rotoli e lasci strisce di colore
  7. Quando sarà finito il colore, prendere un altro colore e un’altra pallina e così via. BELLEZZA La prima cosa che valutiamo delle cose che ci circondano riguarda la bruttezza o la bellezza, tuttavia definire quest’ultima è impossibile. In passato era diffusa una concezione della bellezza riferita alle cose in sé e alle loro caratteristiche oggettive. Nel ‘700 Winckleman era un grande sostenitore di una concezione formale e razionalmente oggettivabile della bellezza. Questa è possibile definirla canonica in quanto indica un insieme di regole e di caratteristiche delle quali il prodotto di un artista risulta bello. Dal ‘900 gli artisti a partire dagli impressionisti, contraddicono le regole canoniche e creano nuovi modelli e nuove forme di bellezza. Si riconosce che la bellezza non è nelle cose/opere, ma nell’emozione determinata dall’incontro di qualcuno con qualcosa che viene riconosciuto come bello. Hillman riflette sul perché la categoria del bello sia stata eliminata nel corso del ‘900 e propone di recuperare il valore della bellezza. Lui osserva la modernità soprattutto dal punto di vista della cultura industriale. Per questa l’UTILE e il FUNZIONALE sembrava avere molta pi`¨importanza del bello (es. urbanisti che progettano piazze pensando alla funzionalità e non alla bellezza). Gli artisti avanguardisti volevano intenzionalmente sfidare e distruggere lo stereotipo di un’idea di bellezza dietro la quale si nascondeva l’ostilità verso il nuovo e la differenza nei confronti della possibilità di rifondare i linguaggi dell’arte. Gli artisti DADA interpretarono la volontà di infrangere uno stereotipo anti-­‐bello creando immagini di volti e corpi volutamente sproporzionati e aberranti. Dopo il ‘900 i movimenti delle avanguardie artistiche si sono preoccupate del pensiero e delle idee che le loro opere volevano esprimere, facendo retrocedere l’idea di bellezza in secondo piano. Oggi possiamo considerare storicamente conclusa la funzione provocatoria dell’antibello. L’idea di bellezza con la quale ancora non abbiamo regolato i conti è la concezione apollinea, ovvero quella che l’osservatore constata quando guarda qualcosa riconoscendone la Bellezza per la qualità proprie di ciò che vede. Anche se l’idea di bellezza è associata all’arte e alle sue manifestazioni essa è rintracciabile nel corpo umano perché la capacità dei corpi di piacersi e attrarsi, garantisce la continuità della specie. L’universo delle immagini ci presenta anche modelli bellissimi di bruttezza. Opere d’arte dalle ottime intenzioni simboliche dall’esito visuale disastroso.

L’arte contemporanea è concetto, è saggio quindi non ha una funzione meramente contemplativa o/e rappresentativa, ma vuole innescare ragionamenti ed esprimere concetti. L’esperienza della bellezza è anche una gratificazione intellettuale, che provoca meraviglia. Oggi alcune tendenze artistiche sembrano cercare un nuovo contatto con la dimensione della bellezza (Es. arte ambientale) Parlare di bellezza quindi non significa parlare delle qualità di un oggetto in sé: possiamo riconoscere l’oggetto bello dall’oggetto brutto solamente nella relazione e nel contesto in cui ci troviamo riconoscere l’oggetto bello dall’oggetto brutto solamente nella relazione e nel contesto in cui ci troviamo con esso. L’oggetto, l’opera, il testo, la scena sono vissuti come bello o brutti nel momento in cui vengono percepiti. Sarebbe falso dire che la bellezza è un fatto del tutto soggettivo. La nostra idea di bellezza deriva dall’influenza della cultura della quale facciamo parte quindi ci piace ciò che ci è stato insegnato ad apprezzare. Il giudizio di bellezza consiste in un’unione che rende comunicabile un giudizio insieme al processo intellettuale e culturale che lo determina. Prima dell’avvenire della bellezza c’è quasi sempre lo STUPORE, ovvero il senso di piacere che succede al trauma della scoperta della meraviglia. Quando il trauma dello stupore non trova soluzione e redenzione nel sentimento del bello la psiche elabora l’emozione dell’orrore o il giudizio estetico. Il riconoscimento di qualche caratteristica che rassicura l’emozione dello stupore è l’incontro di influenze culturale, sensibilità, gusto personale e la qualità oggettiva dell’oggetto percepito. EDUCARE ALLA BELLEZZA EEDUCAZIONE ALLA CONSAPEVOLEZZA EMOTIVA E ALLA SENSIBILITA. Il contrario della bellezza non è la bruttezza ma la rozzezza e l’ignoranza emozionale. -­‐> I MOSAICI Il collage è una tecnica utilizzata fin dalla scuola d’infanzia ma molto spesso come semplice procedimento senza la consapevolezza dei suoi potenziali. I colori, i materiali plastici e quelli naturali diventano strumenti che sollecitano la scoperta e la costruzione di nuove e diverse modalità espressive e di conoscenza del mondo, un metodo rappresentazione simbolica e metaforica. Si tratta di un viaggio nelle infinite forme, nelle misure e nei colori degli oggetti di plastica. La composizione di oggetti da riciclo è molto importante. Riappropriarsi degli oggetti e dei materiali considerati non soltanto come mediazione ma anche come traccia di percorsi di esplorazione e gioco significa espandere l’immaginario infantile. Le infinite possibili trasformazioni di un materiale povero o di oggetti poco strutturati e facilmente manipolabili possono dar vita a esperienze ad alta tecnologia educativa. ARTE CONCETTUALE Corrente artistica internazionale che si afferma negli anni ’60 del XX sec. Per questa corrente il valore e il senso dell’arte non risiede nell’aspetto dell’opera realizzata ma nell’idea, nella parola e nel pensiero utilizzato per la realizzazione dell’opera. Non è quindi l’opera prodotta ad essere artistica ma è la riflessione linguistica e concettuale che si sostituisce attorno ad essa a renderla tale. Si assiste ad una accentuazione del valore della dimensione mentale rispetto al manufatto. I concetti e il linguaggio sono protagonisti nell’arte del passato in cui però il senso e il significato dell’opera erano spesso impliciti o dettati dal contesto. Nelle opere concettuali occorre che qualcuno suggerisca a chi si trova davanti, per esempio al taglio di Fontana, di guardare il taglio come una metafora del tentativo di superare il limite della tela, di accedere ad un Altrove rispetto al tradizionale spazio assegnato al pittore. L’ arte può procedere non soltanto per addizione ma anche per sottrazione. -­‐> LO SPAZIO IN SCENA

Le parole sono irrinunciabili e necessarie perché un’esperienza non ha valore educativo se non è accompagnata dalle parole che ne evidenziano il senso. È soltanto il pensiero, supportato o meno da uno scritto, a dare la garanzia che un’opera sia astata compresa e le cui osservazioni sono autentiche. -­‐> EKPHARASIS consiste nella descrizione dell’opera d’arte visuale attraverso il linguaggio delle parole. È IL DISCORSO CIO` CHE LEGITTIMA UN OGGETTO e si basa su 3 PASSAGGI FONDAMENTALI: -­‐ Osservazione dell’opera e descrizione dettagliata senza giudizio o commento -­‐ Attivazione dei processi associativi e formulazione di ipotesi interpretative senza paura del giudizio. -­‐ Rivelazione del Titolo dell’opera, dell’autore, della sua vita e della sua interpretazione. I soggetti a questo punto, dovrebbero essere in grado di produrre qualcosa che dimostri congruenza concettuale con l’opera vista all’inizio del laboratorio. ESPERIENZA I disegni e tutto l’universo delle produzioni visuali infantili diventano attività privilegiate della spontaneità. Questo è proposto come apparato accessorio della scrittura, in funzione decorativa o come strumento di libera espressione. Non è mai considerato come il risultato di processi d’inculturazione o apprendimento ma come dote più o meno presente. Nelle scuole superiori, l’attività grafica e pittorica sparisce perché con la crescita è necessario dedicarsi alla costruzione delle nozioni e dei concetti numerici, e delle parole che veicolano il bagaglio culturale. È l’interazione dei vari linguaggi che viene definita come risorsa cognitiva capace di costruire conoscenze e rappresentazioni Il pensiero nasce dall’esperienza intesa come ESPERIENZA SOCIALE. L’educazione deve aprire la via a nuove sperimentazioni e al potenziamento di tutte le opportunità per uno sviluppo ulteriore. Per Dewey c’è esperienza solo quando fattori esterni ed interni interagiscono. L’esperienza è attività intelligente che va considerata soprattutto come una attività simbolica di ricerca e di indagine secondo un proprio metodo fatto di sperimentazioni. Dewey identifica l’arte nel suo essere esperienza. Il laboratorio è quindi un luogo fisico e uno strumento per orientare l’impostazione metodologica della nostra pratica educativa. È importante che dopo l’esperienza educativa vi sia qualcosa che venga avvertita come significativa e che lasci una traccia cognitiva e identitaria. -­‐> Il BLU, RACCONTO DI UN’ESPERIENZA Il progetto BLU ha seminato tracce di questo prezioso colore consentendo ai bambini di iniziare un viaggio di ricerca. “Cosa mi fa venire in mente il blu?” I bambini hanno fatto, disegnato e creato in seguito a questa domanda e attraverso le loro opere hanno potuto sperimentare tecniche espressive approfondendo i linguaggi dell’illustrazione, e hanno trasformato le opere d’arte in racconti da narrare. ESTETICA È caratterizzata dallo sforzo di legittimare rendere universale la soggettività. Quest’ultima è una categoria che porta con sé la dimensione dell’affettività e dell’irrazionalità. LA conoscenza estetica è il sapere di ciascuno, è il saper fare, il saper stare nel mondo, il saper formulare giudizi e compiere delle scelte. L’ Estetica non è solo scienza della bellezza ma riguarda anche l’intera dimensione sensibile del rapporto tra sé e il fuori di sé. L’educazione è trasmissione ed elaborazione di conoscenze, rappresentazione del mondo e strutturazione della identità personale. L’influenza del’ estetica nei processi educativi riguarda la possibilità e l’opportunità di individuare come oggetto fondamentale della formazione l’universo sensibile soggettivo e collettivo e di assegnare un’importanza fondamentale a quelle risorse culturali che possono favorire questa scelta pedagogica. Un’emozione estetica è sempre un dono. Nel 1995 lo psicologo americano Goleman

pubblica il libro Intelligenza emotiva. Nasce così il concetto di competenza emotiva cioè l’insieme di abilità pratiche necessarie per l’autoefficacia dell’individuo nelle transizioni sociali che suscitano emozioni. Presuppone conoscenza delle emozioni proprie e altrui per affrontare diverse situazioni relazionali. La competenza emotiva è un obiettivo pedagogico e un requisito indispensabile di ogni educatore. Significa riconoscere, nominare, accettare e gestire le caratteristiche emozionali proprie e altrui e possedere capacità empatiche. -­‐> EMOZION’ARTI Proporre una prima alfabetizzazione delle emozioni vuol dire prendersi cura di un buon sviluppo dell’intelligenza emotiva. La favola dei Caldomorbidi è una metafora del bisogno umano di contatto e riconoscimento. Scritta nel 1969 è un utile strumento per una prima alfabetizzazione sulle emozioni e sulla comunicazione. Racconta di un luogo in cui per le persone vivevano felici. I bambini protagonisti della storia, potevano cantare fin dalla nascita sul tepore creato dal contatto con i Caldomorbidi e potevano averne e darne a volontà. Una strega malefica arriva e modifica questa situazione in quanto trasforma i Caldomorbidi in freddiruvidi che tengono a distanza e che sono alimentati da isolamento e paura. Grazie ad una donna la situazione si ripristina come all’inizio. Con l’aiuto di lane, stoffe e piccoli oggetti si possono costruire personali Caldomorbidi e avviare riflessioni e dialoghi sul sentire le emozioni FOTOGRAFIA Porta l’immagine e l’immaginario nella vita quotidiana: non sono solo più i pittori a creare le immagini dell’esistenza personale e collettiva ma può farlo chiunque. Alla fine dell’ ‘800 e soprattutto nel ‘900 nascono la fotografia-­‐documento e il fotoreportage. La nuova tecnica registra un’ampia diffusione non solo tra gli artisti ma nei vari campi della cultura contribuendo ad un cambio radicale grazie alla possibilità di riprodurre immagini universalmente oggettive. La fotografia è considerata una forma d’arte autonoma. Sono molti gli artisti che hanno usato foto o ritagli di foto per dare vita a opere costruite con la tecnica del collage. Oggi, viene utilizzata sempre meno nella sua riduzione cartacea ma in forma di slide proiettata su schermo o altre superfici. Ha invaso la rete dei social fino ad arrivare alla dischiusa forma del selfie. Il suo ruolo è fondamentale all’interno della ricerca dell’arte digitale. -­‐>RAYOGRAMMI RADIOGRAFIE di oggetti catturati nel mondo visibile

  1. Procurarsi elementi naturali o oggetti di recupero
  2. Provare su un foglio di carta a realizzare la nostra composizione
  3. Allestire la camera oscura (totalmente buia con bacinelle di liquido di sviluppo e di fissaggio + bacinella con aceto)
  4. Estrarre un foglio di carta sensibile
  5. Appoggiare il foglio sul tavolo rivolgendo verso di noi la parte liscia e adagiarci sopra gli elementi naturali
  6. Avvicinare il faretto con la lampadina a luce bianca e esporlo per il tempo di un secondo
  7. Prendere il foglio e immergerlo nel liquido di sviluppo e poi in quello di fissaggio
  8. Accendere la luce e sciacquare nella bacinella con l’aceto per togliere l’acido READYMADE Il pensiero poetico non è pensare e basta, è sempre pensiero di qualcosa. È pensiero di oggetti osservati. Un oggetto è ciò che si soffre alla percezione e alla coscienza con caratteri di stabilità e di permanenza. L’aggettivo è oggettivo cioè, reale, concreto e uguale per tutti. La funzione di un oggetto è dunque solitamente relativa alla relazione che ha con gli altri oggetti. Ci sono poi gli oggetti di valore (Che possono essere definiti inutili per il loro scopo) e gli oggetti che ci stanno a cuore per il ricordo o il legame che rappresentano. Per gli psicoanalisti l’oggetto è ciò su cui si orientano e si

In questo modo i libri illustrati hanno acquistato qualità e sono divenuti anche economicamente più accessibili. Prerogativa dell’illustratore a differenza del normale artista visivo è una competenza di sceneggiatura. Questa competenza appare particolarmente preziosa nei silent book: libri che raccontano una storia senza parole utilizzando solo le immagini e che hanno la capacità di educare e incrementare non soltanto il pensiero visivo ma anche quello linguistico. Il libro illustrato è un testo particolare costruito grazie alla collaborazione di cinque codici:

  1. CODICE ICONICO
  2. CODICE VERBALE
  3. CODICE GRAFICO
  4. CODICE DELLA CONFEZIONE
  5. CODICE DEL MEDIATORE e della MEDIALITÀ con cui avviene la lettura (soprattutto ai più piccoli) Tutti questi codici danno vita al LIBRO ILLUSTRATO e contribuiscono alla costruzione del testo: nessuno è autonomo ma se il libro è di qualità ciascuno di questi codici esprimere una sua autonomia e ha caratteristiche di stile. Un laboratorio dell’illustrazione deve allenare alla capacità di sceneggiare cioè progettare la successione delle immagini e il contenuto visuale di ciascuna come se si dovesse fare un film. -­‐> KAMISHIBAI: LA VALIGIA DEI RACCONTI KAMI= materiale cartaceo + SHIBAI: storia drammatizzata. Creare una successione di ascolto e comprensione del testo per bambini. Originale ed efficace strumento per l’animazione alla lettura. Una valigetta in legno nella quale vengono inserite delle illustrazioni di cartone stampate sia davanti che dietro: una parte il disegno e dall’altra il testo. Lo spettatore vede l’immagine mentre il narratore legge la storia. Invita a raccontare e fare teatro. Il gruppo attuerà una collaborazione stretta per decidere quali parti sono necessarie allo svolgimento della trama, quali i personaggi e come rappresentarli. IMPERTINENZA Pertinente è ciò che appartiene a… La pertinenza riguarda due ambiti: quello dell’ UTILITA` e quello del SENSO COMUNE. Qualcosa può essere più o meno pertinente, cioè utile, adeguato a risolvere un problema, a svolgere un compito. Il concetto di pertinenza non riguarda però solo un problema, a svolgere un compito. Il concetto di pertinenza non riguarda però solo il fare ma anche il pensare e dire il proprio pensiero. La coppia pertinente-­‐impertinente corrisponde a quella giusto-­‐sbagliato. Da questo consegue l’idea di errore. Ciò che per qualcuno è errore per altri può essere provocazione, trasgressione. L’errante è colui che sbaglia ma anche vaga, cerca, viaggia. Per la personalità trasgressiva individuare il confine è necessario. L’importanza non è soltanto sinonimo di provocazione ma può essere impertinente ogni volta che tradisce la normalità intesa come applicazione delle consuetudini e delle norme o come assunzione di comportamenti che esco o dalla prevedibilità (dadaisti con collage). -­‐> OGGETTI DALL’ALTRO MONDO Trasformare, trasgredire, cambiare punti di vista. Un laboratorio dell’impertinenza può consistere nel prendere oggi di uso quotidiano e proporre ai partecipanti e renderli impertinenti dando loro nuova forma funzione e norme. INSTELLAZIONE Nasce nella seconda metà nel 900. Questo tipo di opera d’arte non prevede una posizione fissa per l’osservatore ma un coinvolgimento diretto. L’installazione è costruita dal suo autore in un luogo particolare che ne determina la forma, la collocazione e spesso anche la scelta dei materiali con cui viene realizzata. È anche conosciuta attraverso la denominazione site specifica (specifico di un

luogo) in quanto è un intervento progettato e collocato in un preciso spazio. L’installazione è la più diffusa forma artistica attraverso la quale si esprime l’arte ambientale (es. la giostra delle meraviglie: una vera e propria giostra su cui salire per visitarla e farci un giro. Tutti i giocattoli che ci sono, sono realizzati a mano con materiali di recupero. Nel cuore centrale c’è una biblioteca con libri artigianali che ospitano storie. È anche una giostra museo e una giostra narrativa nella quale si possono raccontare e ascoltare storie. KITSCH Con questo termine si definiscono oggetti, mobili capi d’abbigliamento di bassa qualità ma con pretese estetiche. Sono prodotti eleganti, sia pure in modo grossolano e simili ai modelli nobili dell’antichità. Da secondo dopo guerra il termine è diventato sinonimo di cattivo gusto accompagnato dai caratteri dell’eccesso, dalla vistosità, dalla pacchianeria. Ciò che distingue il kitsch è la pretesa di autenticità e validità a fronte di imitazione approssimativa a modelli canonici quando non di grossolana contraffazione. L’ oggetto comunemente definito kitsch è caratterizzato da un eccesso di stimoli visivi dove l’eccedenza formale cerca di compensare la totale assenza di significato e di senso. I bambini sono molto attratti dal luccichio e dalla facile seduzione che questo oggetto provoca. -­‐> CASETTE GOLOSE Si progetta una semplice casa su un cartoncino robusto e lo si abbellisce con confetti, zuccheri etc. MAIL ART Genere artistico inaugurato ufficialmente da futuristi, dadaisti e surrealisti. Il supporto dell’opera è solitamente una cartolina postale che viene spedita a un destinatario. Non è infrequente che il destinatario risponda così da creare scambi di opere che alla fine testimoniano un dialogo verbo-­‐ visuale. Può anche succedere che l’artista invii una serie di opere postali a sé stesso creando un diario di viaggio o un’opera autobiografia. -­‐>CARTOLINE D’ARTE Si piò creare un laboratorio di mail art realizzando cartoline tramite la tecnica del collage. POESIA VISIVA Movimento di ricerca artistica, attivo soprattutto negli anni 60 e 70, basato sulla produzione di opere in cui coesistono parole e immagini. L’intento è quello di costruire opere basate sulla collaborazione tra il linguaggio visivo e verbale non limitandosi a produrre opere-­‐oggetto ma coinvolgendo l’installazione. Con il termine “poesia-­‐visiva” si intendono dunque tutte le forme di contaminazione fra immagine e parola praticate nella seconda metà del ‘900 dal movimento dei Lettristi Francesi. Anche il termine artista viene messo in discussione in quanto i partecipanti a questo movimento preferiscono essere definiti con il termine “lirico”. I poeti visivi vogliono riscoprire il valore poetico della parola associata all’immagine liberando entrambi i linguaggi (visivo e letterario) delle caratteristiche di stereotipia che la tradizione culturale ha loro assegnato e di subordinazione dell’uno all’altro. Dal punto di vista educativo questo modello è molto importante in quanto i bambini aderiscono quasi spontaneamente appena riescono a scarabocchiare le prime parole in stampatello sopra e accanto ai loro disegno. -­‐> TRAME CALLIGRAFICHE Maneggiare la scrittura esplorando il suo lato estetico, a fin che l’immagine che se ne darà di essa possa prevalere sul testo. Non bisogna preoccuparsi di cosa scrivere ma con cosa e su cosa. POETICA

esplica nella capacità delle immagini di rivelare concezioni e credenze proprie della cultura dell’epoca e del luogo in cui l’immagine è prodotta. -­‐>ALBERO SIMBOLICO Fin dall’antichità l’albero è un simbolo che assume significati diversi a seconda dell’epoca o del luogo. Rappresenta un collegamento tra cielo e terra. L’insegnante sollecita gli alunni a costruire un albero simbolico con una corda facendo delle frange alle estremità incollandola su un foglio. SPAESAMENTO Il linguaggio artistico non rappresenta soltanto la realtà ma permette all’osservatore di oltrepassarla per raggiungere il confine che separa la realtà dalla fantasia. In questo modo l’osservatore si sente spaesato poiché si osserva un’immagine realistica ma posta in un contesto incongruo. Questo fa comprendere che oltre a ciò che vediamo ci sial altro, quacosa di nascosto e misterioso. Quello che si trova oltre la realtà possiamo vederlo soltanto se apriamo la mente e abbandoniamo l’osservazione oggettiva. -­‐>INCONTRI IM-­‐PROBABILI L’insegnante può sottoporre gli allestimenti di Bombardieri a Ferrara. L’artista ha portato per le vie della città tanti allestimenti di animali enormi ponendo elementi realistici in un contesto incongruo. Anche i bambini a scuola possono creare dei micro-­‐mondi al confine tra il reale e il fantastico. prendendo delle fotografie della loro città e inserendo, attraverso il collage, immagini di animali etc. Ciò che crea spaesamento, oltre al micro-­‐mondo creato deriva dal contrasto cromatico e scalare tra le foto e quelle dei soggetti inseriti.