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Riassunto libro "arte per crescere"
Tipologia: Prove d'esame
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Nel nostro sistema scolastico l' ARTE è una delle MATERIE insegnate e se non viene spiegata bene può portare noia e disinteresse, quindi non si dovrebbe insegnare chi sono gli artisti e cosa fanno ma cercare di immettere le idee, le metafore e le esperienze dei vari artisti, anche attraverso laboratori e progetti. Bisogna far si che l'incontro con l'arte sia esperienza. L'arte visiva è un linguaggio veicolare per eccellenza. Grazie ai media e le risorse di rete è incrementata la collaborazione tra: linguaggio delle immagini e linguaggio delle parole. Homo Symbolicum L'essere umano è un animale che basa tutta la sua esistenza e il suo pensiero sullo scambio simbolico , la vocazione simbolica umana è ambivalente: -da un lato i linguaggi tendono ad organizzarsi secondo REGOLE e CANONI, creando le condizioni perché si possa riconoscere il loro uso GIUSTO o SBAGLIATO; -dall'altro lato, i linguaggi si rinnovano continuamente attraverso esperienze di TRASGRESSIONE, CONTAMINAZIONE e RIFONDAZIONE. Equilibrio fra NATURA(soggettività) e CULTURA(collettività), porta l'incremento di conoscenze e competenze relative alla sfera dei linguaggi(delle parole, dell'immagine, dei suoni, del corpo...), e si mantiene in età adulta attraverso la qualità di flessibilità e di eccedenza. L'arte, in tutte le sie manifestazioni, diviene così modello di riferimento della relazione educativa , spiegando che i linguaggi non vanno solo imparati ma possono essere trasgrediti e re-inventati rispetto alle regole e ai canoni tradizionali. L'incremento di conoscenze e competenze relative alla sfera dei linguaggi avviene in maniera corretta quando l'equilibrio fra natura e cultura si mantiene anche in età adulta attraverso le qualità di flessibilità e di eccedenza , che caratterizzano gli apparati simbolici utilizzati nell'arte e nelle arti. L'arte diviene così modello di riferimento della relazione educativa capace di introdurre nei processi d'incultazione di bambine e bambini, di ragazze e ragazii, la consapevolezza che i linguaggi non vanno solo imparati ma possono essere anche trasgrediti e re-inventati rispetto alle regole e ai canoni tradizionali. Secondo la filosofa De Monticelli gli esseri umani sono irriducibili,capaci di pensare e rappresentare anche altro rispetto alla dimensione concreta e pratica delle cose.Noi esseri umani siamo costituzionalmente liberi, perchè libertà è possibilità e capacità di pensare,inventare e condividere anche ciò che non è strettamente reale, anche quello che non è per noi qui e ora. Gli esseri umani sono condizionati e limitati dal contesto in cui vivono, dalla storia, dalla loro stessa natura ma sono anche "soggetti di libertà"perchè capaci di pensare anche ciò che non c'è. Tutto questo avviene attraverso la sapienza, il progetto, il racconto, l'arte, il gioco e ogni situazione in cui la creatività umana crea mondi differenti da quello contingente in cui si trova. Secondo De Monticelli, gli uomini sono “soggetti di libertà”. Logica ---> dal greco Logos = è l'insieme delle regole che organizzano il pensiero attraverso una connessione di giudizi che garantiscono la validità dell'argomentazione. ---> è la teoria che organizza condizioni per un ragionamento che risulti corretto. ---> distingue il vero dal falso.
Secondo molti studiosi la dottrina del logos era una legge universale, insieme di ragione e necessità. Sono caratteristiche della realtà. Per Hegel, “ciò che è razionale è reale”. Il processo logico è lineare, sequenziale, ha direzione obbligata, è formalmente predefinito. Lo usiamo per calcolare, in algebra, per fare discorsi di tipo deduttivo o induttivo, ma anche per comprendere o creare un racconto collegando fra loro le varie parti della narrazione in termini di successione temporale e rapporto di causa-effetto. Il pensiero logico ha funzioni pragmatiche e organizzative. I processi analogici sono invece, trasversali, discontinui, pluriversi, casuali. L'essere umano non ha il pieno controllo, come accade nei sogni. I pensieri analogici sono generativ i: suggeriscono e avviano, cioè, processi d'invenzione, di creazione, di cambiamento di cui i procedimenti logici, da soli, sono del tutto incapaci. Il pensiero ANALOGICO crea intuizioni, il pensiero LOGICO permette di trasformale in qualcosa di compiuto e condivisibile. L'uso del linguaggio in chiave logica, quando un significante(una praola, un'immagine...) corrisponde univocamente a un solo significato, viene definito denotativo .(1 significato) Quando i repertori dei linguaggi vengono usati in direzione analogica e metaforica e il rapporto fra significante e significato non richiede soltanto riconoscimento ma necessita di un'interpretazione, viene definito connotativo. (più significati). I linguaggi e gli apparati simbolici utilizzati in ambito educativo e formativo dovrebbero assecondare sia la dimensione logica che quella analogica, stimolando il funzionamento sia dell'emisfero destro che quello sinistro del cervello. Il pensiero analogico permette di produrre e comprendere metafore. Il termine metafora, indica una figura retorica consistente nell'uso di un vocabolo o un'espressione per intendere un concetto diverso da quello che di solito esprime. Stesso significato in modi diversi. Le metafore sono utili per facilitare la comprensione di ciò che si vuol dire e semplificando il discorso, eliminando un gran numerodi parole che occorrerebbero per illustrare lo stesso concetto attraverso strategie esclusivamente denotative. Metafora è diverso da similitudine. Es. metafora: “il bandolo della matassa”, “il filo del discorso”, “Il nocciolo della questione”. Per metaforica , cioè con le caratteristiche simboliche e generative della metafora, ogni forma di espressione analogica e allusiva: il paragone, l'esempio, l'allegoria, l'analogia, il paradosso... La metafora, dunque, non è solo un artificio retorico ma una caratteristica propria del linguaggio in quanto tale, per sua natura metaforico e aperto al traslato, all'analogia, all'invenzione. Il linguaggio è la facoltà che ciascuno di noi ha fin dalla nascita e permette di intraprendere il cammino dello scambio simbolico. La lingua è un sistema di segni e la metafora è un elemento di disordine linguistico; anche se per Paul Ricoeur è “la capacità creativa del linguaggio”.
non hanno fine di utilità ma hanno senso in sé. Per il filosofo del '900 Luigi Pareyson, l'arte è intesa come abilità tecnica, è dunque FARE trasformazione della materia, non per costruire qualcosa di praticamente utile ma per raccontare, provocare emozione. Per Pareyson l'arte ha la caratteristica della FORMATIVITA', cioè che l'arte oltre a “fare” inventa anche il “modo di fare”. Il fare del bambino è artistico per lui poiché lo vive presumibilmente come fine a se stesso; lo è meno per noi che osserviamo questa sua attività come occasione della sua formazione e sua costruzione identità personale. Francesco poli, critico d'arte, diceva che nel passato erano i committenti a scegliere gli artisti e a pagare oltre le loro opere la loro formazione. Oppure erano le accademie come quella di Cosmo I De Medici a dettare canoni dell'arte, avendo funzione di formazione degli artisti e di selezione di coloro che, in riferimento a questi canoni, venivano riconosciuti come meritevoli. Nell' 800 il sistema cambia perché i critici e i mercanti erano spesso in conflitto con l'idea degli artisti. Poli sottolinea come gallerie, case d'asta, fiere, musei, artisti e critici sostituiscano nel ' 900 un sistema che fa emergere o rimanere nell'oblio opere ed autori. Il sistema dell'arte contemporanea è articolato in strutture e circuiti di produzioni, valorizzazione culturale di complessi internazionali; è altrettanto evidente come l'emergere di queste tendenze non dipenda solamente dalla creatività degli artisti ma dalla creatività di tutte le categorie che danno vita al sistema. Il LABORATORIO è inteso come una palestra di incontri, come luogo privilegiato per una scoperta attività. Le arti sono esperienza allo stato pure e coinvolgono la mente, il corpo e il cuore, convivono con la bellezza e la passione. AMBIENTE Nel 1967/68, negli Stati Uniti d'America, soprattutto a New York, nasce la LAND ART , quindi un gruppo di artisti vicini alle tematiche ambientali, intervengono nei territori naturali, negli spazi incontaminati come deserti, laghi salati, praterie per sottolineare le contraddizioni dell'epoca contemporanea in maniera estetico-artistica e ecologico- ambientale. Hal Foster, critico d'arte statunitense, definisci le opere d'arte ambientale come progetti che utilizzano materiale tratto dall'ambiente al fine di creare nuove forme o per reindirizzare le nostre percezioni del contesto. Spesso le opere di questi artisti provocarono danni ecologici. INSTALLAZIONE = MONUMENTO Nelle istallazioni i visitatori sono invitati a entrare nell'opera, a interagire con essa. In Inghilterra nasce l' ESTETICA AMBIENTALE che mette al centro il tema della bellezza naturale e della sua valorizzazione. L'uomo interagisce con l'opera.
ES. il parco di Artesella nel Trentino, uno dei parchi più suggestivi dell'arte ambientale; è un luogo magico nel quale le meraviglie naturali e i lavori di donne e uomini che hanno portato lì la loro arte convivono in un equilibrio suggestivo. ARTE ASTRATTA L'ASTRATTO è tutto ciò che non è contatto con la realtà. L'arte astratta è dunque quella che vuole prescindere dalla visibilità del reale e da ogni tentazione mimetica di vero somiglianza, di realismo. Un ES. di Klee che illustra la nascita dell'astrattismo; la sua arte si libera dal modo tradizionale di rappresentare le cose reali e diventa espressione del rapporto fra soggetto e oggetto. L'artista è più interessato a dare forma a ciò che avviene nella sua mente e nel suo pensiero piuttosto che preoccuparsi di rendere riconoscibile la realtà stessa. Robert Delaunay si concentra sulla rappresentazione del movimento, non rappresenta l'oggetto reale ma il movimento che compie. Dal 1945 l'astrattismo scopre altre vie come gli sgocciolamenti (dripping) di Jackson Pollok, la cui action painting da più importanza al gesto che al risultato: protagonista è l'artista, che lascia traccia di se stesso sulla tela. Gli astrattisti informali si affidano alla loro sensibilità gestuale e motoria per realizzare i loro prodotti, volevano perdere il controllo razionale dell'esecuzione; si abbandonano al piacere dei gesti e delle azioni compiuti per realizzare l'opera. È possibile trovare una propria via, semplice e ingenua, purché consapevole e intenzionale, per un'invenzione astratta. Il COLORE è una sensazione che rimanda a un mondo di emozioni, di ricordi, di messaggi, di codici e di espressioni. I colori possono essere l'inizio di un percorso di ricerca; possono essere l'inizio di un percorso di ricerca, un esercizio di creatività, uno stimolo al pensiero. Attraverso il colore si rende stimolante l'incontro tra bambini e realtà, tra bambini e le immagini, tra i bambini e le forme e tra i bambini e i segni, per un rapporto sempre più immediato. BELLEZZA Non esiste la definizione vera e propria di bellezza, però il primo aspetto che di solito notiamo è quello che riguarda la bellezza o la bruttezza. Il filosofo Baumgarten, fondatore nel '700 dell'estetica, ci dice che il compito di questa nuova disciplina filosofica è occuparsi “del bello e delle arti liberali”. Definire la bellezza è tuttavia impossibile, Franco Rella la definisce un enigma, riconoscendo tuttavia che fare i conti con essa è necessario e inevitabile. Winckelmann, studioso del '700 ??? Dal '900 gli artisti a partire dagli impressionisti, contraddicono le regole canoniche e creano nuovi modelli e nuove forme di bellezza, vogliono fare opere d'arte intenzionalmente brutte. Si riconosce come la bellezza non sia tanto nella cosa, nell'opera, nelle caratteristiche
come bello. Prima di capire la bellezza c'è quasi sempre uno STUPORE : la psiche del sentimento della bellezza consiste nel senso di pace e rassicurazione che succede al trauma della sorpresa, alla scoperta sorprendente della meraviglia. Quando il trauma dello stupore non trova soluzione spesso la psiche elabora l'emozione dell'orrore o il giudizio di brutto. BELLEZZA-->PSICHE---> La BRUTTEZZA è il contrario della bellezza, l'una non potrebbe essere pensata e riconosciuta senza l'estetica dell'altra e ci sono non pochi casi in cui il bello e il brutto coincidono. Alla base di ogni espressione di bellezza o di bruttezza, c'è comunque un'esperienza di STUPORE, che regoli i valori e le norme definite come GIUDIZIO ESTETICO. L'emozione dello stupore è l'incontro di influenze culturali, sensibilità e gusto personali, qualità dell'oggetto percepito. Educare alla bellezza è educazione della competenza emotiva e della sensibilità, è formare quella “delicatezza dell'immaginazione” di cui parla Hume. Perché il contrario della bellezza non è la bruttezza ma l'ignoranza emozionale. Il sentimento della bellezza deve necessariamente passare attraverso l'esperienza dell'emozione estetica, dello stupore. Per questo la figura del mediatore sono fondamentali. COLLAGE Il COLLAGE è una tecnica artistica consistente nell'incollare su una superficie ritagli di carte, di giornali, fotografie. Quando i materiali sono oggetti tridimensionali il prodotto viene definito ASSEMBLAGE. La tecnica del collage è stata utilizzata dai: cubisti, dadaisti, futuristi, pop art e nouveau realisme. Il collage dadaista si collega alla tecnica del: OBJECT TROUVÈ e al principio dello spaesamento, anche se al posto dell'oggetto abbiamo un'immagine su carta. MOSAICI Il collage è una tecnica utilizzata fin dalla scuola dell'infanzia, senza la consapevolezza dei suoi potenziali poetici e simbolici, legati soprattutto al gioco dello spaesamento. ARTE CONCETTUALE è una corrente artistica internazionale che si afferma negli anni '60 del '900, un decennio caratterizzato in ambito artistico da grandi tensioni sperimentali. Il titolo arte concettuale appare per la prima volta riferito alla ricerca del gruppo angloamericano art & language e grazie al lavoro dell'artista Joseph Kosuth. Gli artisti di questa corrente sostengono che il valore e il senso dell'arte non risiede nell'aspetto dell'opera realizzata ma nell'idea, nella parola o nel pensiero utilizzato per realizzare tale opera. Le scintille di questa tendenza sono presenti in molta arte moderna e contemporanea: ne sono uno esempio il “guernica” di Picasso e il “tradimento delle immagini”(Ceci
c'est pas une pipe” di Magritte. Essere convinti che l'arte e il suo portato estetico e pedagogico si esauriscano in ciò che possiamo vedere in un museo o in una galleria, ascoltare dentro una cuffia o leggere in un libro equivale a sostenere che la matematica è fatta di numeri. In realtà è fatta di pensieri che, attraverso i numeri, possono esistere e trovare forma. CREATIVITÀ Lo psicologo americano Guilford si inserisce nella ricerca di processi mentali e cognitivi considerando la creatività una facoltà mentale a se stante, un tipo di intelligenza definibile PENSIERO DIVERGENTE in quanto differente dall'abilità di risolvere problemi standardizzati, questa idea di intelligenza egli la definì PENSIERO CONVERGENTE. Per Guilford il pensiero DIVERGENTE, a differeza di quello di CONVERGENTE, è caratterizzato da fluidità concettuale e capacità di organizzare in maniera originale gli elementi intellettuali a disposizione del soggetto, che appare così capace di produrre diverse risposte allo stesso quesito. Alberto Munari e Donata Fabbri, sviluppando la convinzione di Jean Piaget, secondo il quale creatività e intelligenza sono la stessa cosa, affermano che essere creatici non significa possedere una particolare tipologia di pensiero, ma è soprattutto una questione di stile, di atteggiamento, di carattere. Può essere considerato CREATIVO anche uno stile di ricezione, dove con questo termine si indica il processo attraverso il quale ciò che viene percepito attraverso i sensi è interpretato, riconosciuto, nominato, e su di esso viene più o meno formulato un giudizio. Il neuroscienziato Edward De Bono, relativo al pensiero laterale, esamina che il cervello umano sia propenso a vedere ciò che è già preparato ad accogliere. Praticare la via della discontinuità, della differenza, della sorpresa e dello stupore, accresce e aumenta i dati e i modelli a disposizione del soggetto che percepisce e allarga l'orizzonte potenziale delle scoperte. Non solo i più piccoli “liberi di scegliere” un libro o un giocattolo tendono a ripetere e confermare scelte precedenti, dimostrando di farsi influenzare e rassicurare dall'ambiente. Questo atteggiamento non riguarda solo scelte impegnative, come libri e giocattoli, ma viene praticata anche per i sapori, i gusti musicali, l'abbigliamento, contraddicendo vistosamente il mito romantico della curiosità e della creatività infantile. De Bono rivela come problema sia anche percettologico: il nuovo non viene scelto perché non viene recepito; l'individuo quindi tende a risolvere problemi o a progettare qualcosa secondo uno schema conosciuto, considerato non solo rassicurante, ma giusto o addirittura il solo, il vero, l'assoluto. [Albert Einstein dice “è creativa, fantasiosa ma davanti a una formula non riesce ad applicarsi”. Arte e scienza, apparentemente lontani e incompatibili, nascono da radici comuni, si confrontano da secoli, si cercano da sempre. Tutte e 2 ”scoprono” il mondo con i sensi, sembrano mosse dalle stesse passioni, dagli stessi bisogni e desideri. Gli scienziati vogliono cercare, esplorare, vedere, toccare, confrontare. Gli artisti vogliono sentire, immergersi, andare oltre l'apparente, immaginare. Spesso si accumolano scienziati e artisti alle stravaganze dei bambini: curiosi e infaticabili, disturbatori del quieto vivere, sovvertitori delle regole, schietti e diretti nel dire la verità, indomabili nei loro perché. Arte e scienza sono 2 sorelle eccentriche e monelle di cui non possiamo fare a meno.] Il comportamento mentale viene definito da De Bono PENSIERO VERTICALE (o pensiero naturale); consiste nel classificare le informazioni secondo precisi cliché che
Calvino ci fa notare come la scrittura e la lettura di parole siano processi che dialogano con l'immagine visiva anche quando essa non è visibile nel testo: un racconto è spesso concepito a partire da un'immagine o da una serie di immagini nate nella mente dell'autore e genera immagini nella mente del lettore. Il disegno come linguaggio è la capacità di inventare creativamente e si incrementa con la conoscenza e la varietà; le vie della rappresentazione, aperte e vanno in infinite direzioni. Il RITRATTO non tiene conto del tempo che trascorre, non ha segni di un proprio passato ne di un futuro: il ritratto è e basta! (ritratto di Dorian Grey)., EKPHRASIS (LA SCRITTURA DELL'ARTE) Qualunque simbolo visivo per essere analizzato, e compreso ha sempre bisogno della collaborazione delle parole. Quando entriamo in relazione con qualsiasi testo visivo, se esso è capace di attrarci e stupirci lo riconosciamo come interesse,i nostri sensi esplorano l'opera mentre la nostra mente pensa parole. Può capitare che queste parole siano troppo invadenti perché impediscono all'osservatore di concentrarsi sull'opera perché incuriositi dalle parole scritte. Le parole sono comunque irrinunciabili e necessarie. Michele Cometa, professore di lettere comparate spiega che l'opera d'arte esiste come tale non solo perché c'è come oggetto, ma per come esso viene riconosciuto, nominato e descritto. È sempre un discorso ciò che legittima un oggetto, un'immagine, un'azione visibile. È piuttosto diffusa la convinzione che il linguaggio delle immagini sia più naturale e spontaneo di quello delle parole ma questa è solo una convinzione. I linguaggi sono dunque i media culturali che consentono ai sensi, gli effetti e all'intelletto di collaborare nell'esercizio dell'intelligenza. Il linguaggio verbale e quello delle immagini sono definibili come media in quanto non si limitano a trascrivere i prodotti del pensiero, ma sono essi stessi pensiero e lavoro del pensiero. ESPERIENZA Lo psicologo John Dewey pensa che gli scienziati e i filosofi pensino, mentre i poeti e i pittori seguono i loro sentimenti. Lucia Pizzo Russo pensa che noi dobbiamo accettare l'idea che alla fine dell'infanzia i bambini smettono di disegnare e di dipingere per naturali ragioni di carattere evolutivo. È evidente come cultura ed educazione rinforzino questo fenomeno nella convinzione che il sapere VERO appartenga alla sfera della scienza, delle parole e dei numeri, mentre il linguaggio delle IMMAGINI sia propria dell'infanzia e di quei pochi adulti(artisti) che mantengono spirito e carattere dell'infanzia. I disegni e tutto l'universo delle produzioni visuali infantili divengono così attività privilegiate della spontaneità. La convinzione che attraverso il disegno, il bambino esprime i propri sentimenti non è solo degli psicologi che aderiscono al paradigma psicanalitico ma anche degli psicologi lontani. Lucia Pizza Russo propone di sfatare la convinzione che il linguaggio delle immagini sia attinente, in quanto spontaneo, alla sfera della natura, e quello delle parole, che serve ragione e conoscenza a quello della cultura. Non è dunque il
linguaggio delle parole ma l'interazione e la collaborazione dei vari linguaggi che bambini e adulti hanno a disposizione a costruirsi come risorsa cognitiva e a rivelarsi capace di costruire conoscenze attraverso una dimensione effettiva ed estetica. I bambini scoprono che con i linguaggi si può giocare, scoprire e inventare, acquisteranno interesse e passione per un oggetto perché incuriositi perché provano piacere. Ogni opera d'arte è un media capace di contenere e sostituire almeno un frammento di storia perché il suo linguaggio è quello simbolico, metaforico della letteratura e della poesia. Secondo John Dewey l'esperienza è il fondamento della pratica pedagogica e ciò che permette di educare alla responsabilità e alla partecipazione, in una società fondata sull'integrazione e non sull'esclusione. L'educazione deve aprire la via a nuove esperienze. Per Dewey c'è esperienza soltanto quando fattori esterni e interni interagiscono. Quindi per Dewey e Francesco Cappa l'esperienza è un'attività intelligente che va considerata soprattutto come un'attività simbolica di ricerca e immagine. I bambini durante una visita scolastica in un museo sono spesso annoiati perché la visita non può essere considerata un'esperienza educativa: non c'è alcun controllo, conoscenza e previsione da parte dell'adulto del livello di interesse dei bambini, quindi il laboratorio è l'emblema stesso di un'esperienza educativa. Possiamo dire che per un bambino l'incontro con l'arte è riconoscibile come esperienza se ne viene prodotta una elaborazione simbolica, se e quando viene formulata in forma di racconto. Dal punto di vista pedagogico possiamo dire che un'esperienza educativa è qualcosa che lascia una traccia cognitiva, affettiva, identitaria in chi la compie. ESTETICA-arte per costruire una competenza emotiva L'estetica è una disciplina che studia la soggettività, che è una categoria che porta con sé la dimensione della affettività, delle ragioni del cuore. La conoscenza estetica è il sapere di ciascuno, è il saper fare, il saper di star al mondo, il saper formulare giudizi e compiere delle scelte. Alexander Baumgarten dimostra come accanto alla verità scientifica, logica e matematica ci sia posto per una verità storica e poetica. Dal punto di vista educativo l'estetica è considerata pericolosa perché legittima la dimensione del desiderio, e quindi induce a comportamenti differenti dalla norma portando anche a trasgressione. L'estetica non è soltanto la scienza del bello: riguarda invece l'intera dimensione “sensibile” del rapporto con il mondo e con il sé. L'educazione è trasmissione ed elaborazione di conoscenze e di rappresentazioni del mondo e strutturazioni dell'identità personale. Un'emozione estetica è sempre un dono, a volte inatteso che può accadere in occasione di un evento naturale (come una nevicata improvvisa). Ma a volte può accadere che qualcuno abbia preparato per noi questa sorpresa (un concerto, una poesia emozionante..). Il termine “ragioni del cuore” è del filosofo Blaise Pascal, che già nel '600 sosteneva come per costruire coscienza e conoscenza non bastano scienza e ragione ma occorre l'apporto della dimensione effettiva. Il filosofo estetico Elio Franzini corregge Pascal e ci ricorda come quelle del cuore non siano ragioni ma forze.
Eadweard Muybridge, compie ricerche sul movimento di uomini e animali scomponendolo nelle diverse fasi. Questa tecnica contribuiva a un radicale cambiamento della percezione e della cognizione del reali grazie alla rivoluzionaria possibilità di riprodurre immagine considerate oggettive. La fotografia si associa così alla scrittura giornalistica, storia, geografica e politica. La fotografia è considerata una forma d'arte autonoma, e sono molti i fotografi artisti che hanno prodotto opere molto significative; essi usavano queste foto o ritagli di foto, per dar vita a opere costruite con la tecnica del collage. (Man Ray) Oggi la fotografia, nella sua evoluzione digitale viene utilizzata sempre meno nella sua riduzione cartacea ma in forma di slide proiettata su schermo o su altre superfici, ha invaso la rete e i social network, fino ad arrivare alla forma più diffusa i selfie. Il suo ruolo è fondamentale all'interno della ricerca della cosiddetta arte digitale. RAYOGRAMMI Man Ray, artista poliedrico, nel 1921 che dichiarava di confondere spesso la fotografia con la pittura, si mise a sviluppare alcune fotografia in camera oscura. Un giorno gli cadde un foglio di carta accidentalmente in altri fogli da sviluppare e poggiò una serie di oggetti di vetro sul foglio che gli era caduto e accese la luce e ottenne così immagini deformate. Queste radiografie le chiamò RAYOGRAPHS. GIA' PRONTO (Object trouvè, ready-made) Il pensiero poetico non è pensare e basta, è sempre pensiero di qualcosa. È pensiero di cose concrete, di situazioni, di oggetti osservati, pensati e nominati in modo non convenzionale. La funzione di un oggetto è solitamente relativa alla relazione che ha con altri oggetti: la chiave inglese con i bulloni. Ci sono anche oggetti “inutile” che vengono però definiti di valore, come le pietre preziose e i lingotti d'oro, che costano molto denaro ma non sono tanto importanti in sé, piuttosto per il valore in denaro che viene loro assegnato. È diversa l'accezione che assume la parola “oggetto”; per gli psicoanalisti l'oggetto è ciò su cui si orientano e si indirizzano gli investimenti affettivi: si parla allora di oggetto d'amore, d'oggetto d'odio. L'aggettivo che corrisponde all'oggetto inteso in questa seconda accezione non è più oggettivo ma oggettuale (Es. l'oggetto di una mia fobia può essere il buio è la stanza, cioè un luogo ma non è un oggetto.) Per il filosofo Jean Baudrillard, oggetto è una parola chiave utile a comprendere la nostra epoca. Oggi non ci interessano secondo il filosofo le caratteristiche dell'oggetto, la procedura della sua creazione e produzione, il materiale con cui è fatto ma la relazione che esso intrattiene con gli altri oggetti nella sfera del linguaggio. In un mondo popolato, gli oggetti finiscono per entrare in gioco fra loro, per corrispondersi e dare luogo a un orizzonte valoriale, il cui segno li nomina, li connota e ne crea un'immagine (come il marchio o lo slogan pubblicitario). L'oggetto diviene occasione e pretesto per inventare nuovi gesti, per costruire nuove trame simboliche, che lo ridefiniscono. I dadaisti, artisti della Pop Art interrompono la tradizione secondo la quale l'artista costruisce e produce la sua opera, scegliendo e presentando un oggetto già pronto come opera d'arte. Questo oggetto già pronto, fu definito OBJECT TROUVE' dai francesi, e READY-MADE dagli americani. Si tratta di un comune manufatto che diviene un'opera d'arte una volta scelto dall'artista, tolto dal contesto in cui abitualmente si trova. (Marcel Duchamp- l'orinatoio).
I ready-made degli artisti Pop avevano un'intenzione poetica differente da quella violentemente ironica dei Dadaisti europei. La Pop Art vuole farci notare come gli stimoli estetico-visivi che oggi formano gusto e senso del bello e del brutto sono negli universi dei mass media, nei cartelli stradali più che nei musei. OGGETTI RIBELLI Il ready-made consiste nell'appropriazione da parte dell'artista di un oggetto qualunque della realtà quotidiana che viene portato come se fosse un'opera d'arte attraverso la scelta dell'artista di collocarlo in un determinato contesto o di valorizzarlo con un titolo, senza essere modificato. Se riusciamo ad osservare con occhi diversi, non c'è più confine tra arte e quotidianità, tra arte e vita, la vita stessa diventa arte. L'ideatore del termine ready- made è Marcel Duchamp, che chiamava le sue opere semplicemente “le cose”. GIOCO Nel passato, e secondo Kant, un filosofo, il gioco era considerato un'attività fine a se stessa, distinta dagli altri comportamenti umani, il gioco è tale perché inutile, mentre ciò che non è gioco è finalizzato, ha uno scopo. Mentre oggi secondo Erik Erikson, il gioco è inteso come caratteristica di un insieme di caratteristiche umane e animali che possono far parte di molte attività e comportamenti. Si può cioè utilizzare lo spirito del gioco nelle attività di sopravvivenza o di relazioni all'interno del gruppo di appartenenza: “il gioco è una linea di frontiera che divide una serie di attività umane e cerca di sfuggire a una definizione”. La teoria dei giochi formulata da Nash è una particolare applicazione della scienza matematica che studia e analizza le decisioni individuali dei soggetti in situazioni di conflitto con altri soggetti attraverso un modello di relazione. Il filosofo Eugen Fink vede il gioco come un simbolo del mondo. L'esistenza funziona come un gioco di cui occorre accettare le regole o cercare di cambiarle o inventarne altre contrattando e negoziando con gli altri giocatori, senza barare. Da 2 anni in poi i bambini diventano capaci di praticare il gioco simbolico, o gioco di funzione. Cominciano a rappresentare il mondo e se stessi attraverso l'uso di simboli in cui gli oggetti possono trasformarsi in qualcos'altro ed essi stessi assumere ruoli di personaggi differenti dalla loro identità. Lo studioso d'arte Ernst H. Combridge riflette sul rapporto tra arte e gioco : l'oggetto è un cavallino di legno. L'analogia originaria tra arte, simbolo e gioco per chi si occupa di educazione, l'insostituibile importanza del giocare, del far giocare e del prendere molto sul serio il gioco mentre si collega al pensiero di tutti quelli che hanno visto nel gioco un modello di riferimento della relazione tra essere umano e oggetto, cioè fra realtà interna alla dimensione psichica ed esterna rispetto ad essa. Per giocare con qualcosa, ovvero per instaurare un rapporto creativo e libero da vincoli convenzionali con la realtà sono dunque necessarie 3 condizioni: quella soggettiva , riferita alla capacità, alla voglia e al desiderio di giocare, quella culturale e contestuale , relativa alla disponibilità dell'ambiente e dei suoi eventuali occupanti, e quella dell' oggetto , che deve avere caratteristiche tali da prestarsi ad essere usato come giocattolo. GIOCARE PER CRESCERE
La pertinenza riguarda 2 ambiti, quello dell' UTILITA' e quello del SENSO COMUNE. Il concetto di pertinenza non riguarda però solo il fare ma anche il pensare e dire il proprio pensiero. Spesso la coppia pertinente-impertinente non corrisponde a quella tipica del pensiero razionalista e molto diffusa nell'ambiente scolastico, consiste nella contrapposizione dei termini giusti o sbagliati. Viene ritenuto giusto e pertinente non solo il termine, la frase o l'idea che, rispetto ad un ipotesi, a un cognome risulta adeguata, ma anche quella che sembra giusta soltanto perché è scontata. Michel Foucault valorizza il concetto di limite: non c'è limite al di fuori del gesto che l'attraversa, non c'è gesto se non nell'attraversamento del limite. La trasgressione non sta dunque al limite, come il bianco sta al nero, come il permesso al proibito; ciò verso cui la trasgressione si scatena é il limite che incatena la trasgressione è la glorificazione del limite. FINIREE PAG 196 INSTALLAZIONE-SITE SPECIFIC Nella seconda metà del '900 nasce l'illustrazione, questo tipo di opera d'arte non prevede una posizione fissa per l'osservatore, ma un suo coinvolgimento diretto. Il fruitore di un installazione diventa parte dell'opera. L'installazione è costituita dal suo autore in un luogo particolare che ne determina la forma, la collocazione, spesso la scelta dei materiali con cui viene realizzato. L'installazione è conosciuta anche attraverso la definizione inglese site specific (in un luogo specifico), indica un intervento progettato e collocato in un preciso spazio in sintonia con esso. Installazione è la più diffusa forma artistica attraverso la quale si esprime l'arte ambientale. Es. fotografo Spencer in Germania che ha creato un'installazione vivente con volontari, dai corpi nudi dipinti in rosso e oro. Es. Giostra dedicata a Gianni Rodari , è una giostra museo nella quale si possono raccontare e ascoltare le storie. La giostra gira in silenzio. L'idea nasce dalla voglia di raccontare storie in un modo inusuale nel quale gli spettatori insieme al narratore possono scegliere le storie da leggere e da ascoltare. KITSCH La parola Kitsch nasce nella lingua tedesca con il significato di RIFIUTO, SCARTO. All'inizio era usata per definire oggetti, mobili, capi d'abbigliamento di bassa qualità ma con pretese estetiche. Tra le prime 2 guerre il termine conteneva una critica dal tono un po snob, nei confronti della cultura nascente, della tecnologia del desiderio benessere, della piccola borghesia. Dal secondo dopo guerra in poi kitsch è diventato un sinonimo di cattivo gusto, accompagnato dai caratteri dell'eccesso, della vistosità, della pacchianeria. Hermann Broch scrive un saggio in cui conia la definizione di uomo kitsch, che è a suo avviso il prodotto di una società in cui alla mancanza di valori etici ed estetici di base si tenta di sopperire con l'esaltazione di valori pseudo-estetici facili, superficiali e falsi. Ciò che distingue il kitsch è la pretesa autenticità e validità di fronte, viceversa, d'imitazione approssimativa di modelli canonici non di grossolana contraffazione. -Qual è allora la differenza fra il kitsch inconsapevole dell'uomo kitsch di Broch e il colto esperto d'arte che nella sua casa, fra mobili e oggetti di raffinata eleganza dedica un tavolino o una teca a una collezione di bocce di vetro, contenete paesaggi con neve? -La consapevolezza e l'ironia. Un conto è giocare e scherza col kitsch, un conto è scambiarlo con convinzione per il massimo paradigma della bellezza. I bambini sono attratti dal kitsch perché spesso
sono oggetti che luccicano. Es. i bambini sono attratti dagli addobbi natalizi o il sapore di un dolce. MAIL ART La mail art(arte postale) è un genere artistico inaugurato dai futuristi, dadaisti e surrealisti. La mail art ha ospitato e fatto viaggiare testimonianze di tutte le sperimentazioni artistiche e letterarie a partire dagli anni '60. Quindi la definizione di mail arte si riferisce alle esperienze del gruppo fluxus e degli artisti concettuali degli anni '60 e '70. In Italia è stata praticata in particolare da artisti vicini alla sperimentazione della poesia visiva, caratterizzata dall'intento di creare opere in cui parole e immagini collaborano a costruire l'opera. POESIA VISIVA La pesia visiva è un movimento di ricerca artistica, attivo negli anni 60/70, basato sulla produzione di opere in cui coesistono parole e immagini. L'intento dei poeti visivi è quello di costruire opere basate sulla collaborazione tra linguaggio visivo e verbale, non limitandosi a produrre opere-oggetto ma coinvolgono il teatro, la performance ,l'installazione. Con il termine poesia visiva si intendono dunque tutte le forme di contaminazione fra immagine e parola praticamente nella seconda metà dell'900 dagli autori della poesia concreti,nata negli ambienti brasiliani.Anche il termine artista è messo in discussione dai partecipanti a questo movimento, che preferiscono la definizione lirico. I poeti visivi vogliono riscoprire il valore poetico della parola associata all'immagine liberando entrambi i linguaggi dalle caratteristiche di stereotipia che la tradizione culturale ha loro assegnato e di subordinazione dell'uno all'altro, subordinazione dell'immagine quando si fa illustrazione,subordinazione della parola quando è didascalia. Il modello della poesia visiva, al quale i bambini aderiscono quasi spontanemante fin da piccoli, appena riescono scarabocchiare le prime parole in stampatello sopra e accanto ai loro disegni, permette di far collaborare pensiero visivo e competenze linguistiche. POETICA L' affettività viene riconosciuta come capace di influenzare in maniera positiva o negativa non solole relazioni con le personee con le cose ma anche l'acquisizione e la costruzione degli universi cognitivi. Martin Heiddegger sosteneva che senza l'analisi della dimensione affettiva, emozionale del pensiero umano, non riusciremmo a capire come e perchè ciascuno si apre al mondo. Un progetto educativo sensibile alla dimensione estetica ed emozionale della personalità umana e della vita culturale può e deve allora riconoscere e coltivare la dimensione poetica non soltanto negli artisti e nei poeti, ma in tutti gli esseri umani.Quando adulti e bambini utilizzano il loro universo emozionale e le loro competenze linguistiche per formulare giudizi, compiere scelte, pensare, descrivere e descriversi stanno utilizzando una loro concezione poetica. Le emozioni, i sentimenti e
specie di lungo viaggio attraverso l'America. Iperrealismo : gli appartenenti a questa corrente artistica producono opere pittoriche nelle quali l'imitazione della realtà va oltre il realismo fotografico perché tutti i piani sono messi a fuoco e sono ben visibili anche nei minimi dettagli. Questa corrente artistica si afferma nella seconda metà del '900 soprattutto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Spesso il procedimento della realizzazione di questi lavori parte proprio da una fotografia, aumentando con gli strumenti della pittura, della scultura, il livello di definizione, ottenendo così un effetto di distanza e spaesamento: anche le figure umane sembrano immobili oggetti inanimati. RITRATTO Con il termine ritratto si intende di solito una pittura, scultura o fotografia che ri- trae, cioè “tira fuori”, rappresentando la figura o la fisionomia di una o più persone. Secondo Cassirer l'essere umano ha sempre sentito il bisogno di rappresentarsi visivamente...ma la storia del ritratto è tutt'altro che uniforme e oscilla fra la volontà di rappresentarsi in forma tipologica (cioè cercando la rappresentazione dell'essenza umana) e il cercare di rappresentare l' identità della singola persona con tratti fisici e anche psicologici ben riconoscibili. Le origini: -L'arte egizia cura i tratti dei volti e le espressioni fisionomiche. -Nell'arte greca la rappresentazione umana è centrale, si ricerca soprattutto il “tipo” e non l'individuo. -Nell'arte romana c'è la caratteristica dell'arte greca ma con maggior accento veristico, fino ad arrivare alla scultura. -Durante il medioevo prevale l'immagine di Cristo di martiri e santi, la rappresentazione dei personaggi viventi era solo per chi occupava certi ruoli (imperatori, pontefici..) Nel 15° secolo nasce il ritratto nel senso moderno del termine. La vicinanza al vero , cioè la verosimiglianza, è la caratteristica principale del ritratto umanistico e rinascimentale. Si diffonde l'immagine di profilo , tipica del ritratto celebrativo. L'arte fiamminga ha una grande importanza per l'evoluzione del ritratto realistico. L'attenzione ai dettagli e la presenza di oggetti si aggiunge alla cura della verosimiglianza per descrivere con il maggior realismo possibile la vita e la quotidianità dei personaggi ritratti. Verso la fine del 18° secolo comincia a consolidarsi la tendenza realistica anche in Europa meridionale. Il concetto di realismo inizia a essere riferibile non solo alla verosimiglianza ma alla volontà di descrivere la società e le sue contraddizioni. Pitocchietto(Giacomo Ceruti) fu soprannominato così per la sua scelta di non dipingere i ricchi, nobili ma i pitocchi: gli umili, i poveri... Nel 19° secolo accanto al realismo idealizzato e celebrativo di David c'è quello di Gustave Courbet. A metà del secolo, con la nascita della fotografia , con Nadar, il ritratto pittorico perde la scena artistica, facendo entrare le fotografie raffinate e di gran moda in concorrenza coi ritratti dei pittori; favorisce l'affermarsi dell' impressionismo, nel 1874, con artisti
come Monet, Manet, Pissarro, Sisley, Morisot, Degas, Cezanne e Renoir. Il ritratto cambia completamente identità, Degas, Manet e Renoir ritraggono l'attimo in movimento, mentre Van Gogh e James Ensor curano la profondità psicologica dei ritratti. Con l' Espressionismo , il Cubismo e il Futurismo comincia l'avventura delle AVANGUARDIE. Da questo momento in poi il ritratto è semplicemente ciò che rimanda al soggetto cui si riferisce, ma può farlo in maniera simbolica, metaforica, concettuale; non c'è l'obbligo della verosimiglianza. Un ritratto può essere anche l'esibizione di una parte di sé o di una traccia. (Es. Guillaume Apollinaire con la propria scrittura realizza un autoritratto in forma di calligramma.) Il ritratto ne è un esempio: il nostro volto e la nostra espressione raccontano di noi, sono il nostro “biglietto da visita”. SIMBOLO Nel '900 nasce la psicoanalisi una scienza della psiche umana centrata sul primato dell'Io cosciente e della scoperta dell' inconscio. È un'attività mentale che si manifesta attraverso lapsus, sogni e sintomi senza che il soggetto ne sia pienamente consapevole sul piano della coscienza. È una dimensione nascosta, misteriosa e con l'ordine simbolico. L'individuo si trova ad attraversare una trama di simboli e di significati che lo costituiscono. Il SIMBOLO, nel lessico psicanalitico, è un significante il cui significato non è deciso dalla convenzione culturale, sfugge alle tradizioni e alle convenzioni, allude attraverso i processi analogici. Nel medioevo si pensava che ogni oggetto e ogni animale abbiano un significato di carattere morale e uno mistico. E nel medioevo anche i COLORI assumono particolari significati simbolici. Girolamo De Michele nota che l'attribuzione di significati simbolici ai colori dipende da 2 cause, e nel medioevo una cosa può avere anche 2 significati opposti a seconda del contesto in cui viene(Es. Il leone può simboleggiare sia Cristo che il demonio). L'epoca medioevale dura quasi 10 secoli, quindi un periodo lungo nel quale si sono verificati diversi cambiamenti nel significato dei colori: nei primi secoli il BLU è considerato con il VERDE un colore di scarso pregio; ma dal 12° secolo il BLU diventa un colore pregiato. Altri colori: il nero è il colore regale ma anche dei cavalieri misteriosi che celano la loro identità. I capelli rossi dei cavalieri rappresentano i vili, traditori e crudeli oppure che i capelli più belli fossero biondi e rossi. Allo stesso modo i giustacuori e le gualdrappe rosse esprimono coraggio e nobiltà, nonostante si anche colore dei boia e delle prostituite. Il giallo è il colore della codardia ma è anche celebrato come il colore dell'oro, inteso come il più solare, il più prezioso dei metalli. Per Jung , un simbolo è tale ed è vivo finché il suo significato è almeno in parte inespresso e segreto. Quando il simbolo ha dato alla luce il suo contenuto segreto, quando ciò è stata trovata l'espressione che svela definitivamente il suo significato, il simbolo muore. I simboli sono storici e possono assumere significati differenti; è dinamico. Il simbolismo è una corrente artistica che si affermò in Francia a partire dal 1885 circa, come reazione del Realismo e all'Impressionismo. (In Italia: Gaetano Previati e