Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Arthur Schopenhauer: Volontà, Maya e Ascesi - Dispense, Dispense di Filosofia

Arthur Schopenhauer: princìpi di individuazione, velo di Maya, volontà e le sue caratteristiche, cosa vuole la volontà, come liberarsi della volontà, ascesi, nolontà

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 10/06/2023

allieva__
allieva__ 🇮🇹

4.7

(8)

19 documenti

1 / 5

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Arur Schopenhauer
-Dopo la morte del padre, Schopenhauer vive di rendita > non lavora
-Si dedica quindi alla filosofia > Upanishad (sapienza indù, visione del mondo religiosa indù);
Platone; Kant. Con queste filosofie arricchisce le sue opere
•Nel 1813 scrive “Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente“, che è una
dissertazione su Kant
•Nel 1819 scrive “Il mondo come volontà e rappresentazione“ > con questo scritto Schopenauer
ottiene la libera docenza. Lo scrive nel 1819 ma non ebbe successo: la prima edizione dell’opera
va al macero (vende poco, e bisogna far spazio ad altri libri perciò viene distrutta)
-Egli tiene corsi di libera docenza e li mette negli stessi orari di Hegel. Il risultato è che tutti
vanno da Hegel e quasi nessuno va ai corsi di Schopenauer
-La sua filosofia è agli antipodi di quella di Hegel > Schopenhauer provava un tremendo livore
contro Hegel, era invidioso di lui, infatti nei suoi scritti troviamo diverse frasi citazioni contro
Hegel
-Schopenauer è un “hater“: nelle sue frasi e citazioni troviamo molti insulti contro Hegel. Frasi
pubblicate sui giornali, prefazioni di libri, saggi o riviste
-Es: “Hegel è un sicario della verità che rende la filosofia serve dello Stato” (sicario da parte del
governo prussiano)
-Hegel se lo capisci ha un suo senso, se non lo capisci sembra stia dicendo sciocchezze, ma questo
solo perché non lo si riesce a capire > Schopenauer non capisce
-La filosofia di Schopenhauer è l’opposto di quella di Hegel
-Schopenhauer dice che Kant ha ragione: IL MONDO È UNA MIA RAPPRESENTAZIONE
-Tutto ciò che conosco e nella mia conoscenza, e conosco con la rappresentazione
-Noi non conosciamo mai le cose, ma conosciamo la produzione mentale che abbiamo delle cose,
non posso conoscere una cosa senza trasformarla in un concetto pensato o sentito. Se non lo
rappresento, se non rendo una cosa presente alla mia consapevolezza, non posso sapere nulla su
quella cosa
-Il mondo è quindi una rappresentazione
-Il soggetto è costantemente in relazione con l’oggetto
-Il soggetto > esiste perché c’è un oggetto da conoscere
-L’oggetto > esiste perché c’è un soggetto che lo conosce
-Soggetto e oggetto sono inseparabili e peritetici, sono alla pari
-Schopenhauer dice che Fichte e gli altri filosofi idealisti rendono il loro ego l’aspetto centrale (è
l’io che pone il mondo) > bisogna superare idealismo, il soggetto si determina grazie all’oggetto
-Bisogna superare anche il materialismo (es. Hobbes) perché non è importante solo l’oggetto, ma
anche il soggetto. L’oggetto è tale perché esiste anche il soggetto, la sola materia assume senso
solo se ce un oggetto, sennò non ha senso
-Schopenhauer dice di restare con i piedi per terra: l’uomo è inserito in un mondo che conosce
come rappresentazione. Bisogna fare filosofia restando legati alla gnoseologia e a Kant
-Schopenhauer quindi riprende Kant ed il processo conoscitivo kantiano:
pf3
pf4
pf5

Anteprima parziale del testo

Scarica Arthur Schopenhauer: Volontà, Maya e Ascesi - Dispense e più Dispense in PDF di Filosofia solo su Docsity!

Arur Schopenhauer

-Dopo la morte del padre, Schopenhauer vive di rendita > non lavora -Si dedica quindi alla filosofia > Upanishad (sapienza indù, visione del mondo religiosa indù); Platone; Kant. Con queste filosofie arricchisce le sue opere •Nel 1813 scrive “ Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente “, che è una dissertazione su Kant •Nel 1819 scrive “ Il mondo come volontà e rappresentazione “ > con questo scritto Schopenauer ottiene la libera docenza. Lo scrive nel 1819 ma non ebbe successo: la prima edizione dell’opera va al macero (vende poco, e bisogna far spazio ad altri libri perciò viene distrutta) -Egli tiene corsi di libera docenza e li mette negli stessi orari di Hegel. Il risultato è che tutti vanno da Hegel e quasi nessuno va ai corsi di Schopenauer -La sua filosofia è agli antipodi di quella di Hegel > Schopenhauer provava un tremendo livore contro Hegel , era invidioso di lui, infatti nei suoi scritti troviamo diverse frasi citazioni contro Hegel -Schopenauer è un “hater“: nelle sue frasi e citazioni troviamo molti insulti contro Hegel. Frasi pubblicate sui giornali, prefazioni di libri, saggi o riviste -Es: “Hegel è un sicario della verità che rende la filosofia serve dello Stato” (sicario da parte del governo prussiano) -Hegel se lo capisci ha un suo senso, se non lo capisci sembra stia dicendo sciocchezze, ma questo solo perché non lo si riesce a capire > Schopenauer non capisce -La filosofia di Schopenhauer è l’opposto di quella di Hegel -Schopenhauer dice che Kant ha ragione: IL MONDO È UNA MIA RAPPRESENTAZIONE -Tutto ciò che conosco e nella mia conoscenza, e conosco con la rappresentazione -Noi non conosciamo mai le cose, ma conosciamo la produzione mentale che abbiamo delle cose, non posso conoscere una cosa senza trasformarla in un concetto pensato o sentito. Se non lo rappresento, se non rendo una cosa presente alla mia consapevolezza, non posso sapere nulla su quella cosa -Il mondo è quindi una rappresentazione

  • Il soggetto è costantemente in relazione con l’oggetto -Il soggetto > esiste perché c’è un oggetto da conoscere -L’oggetto > esiste perché c’è un soggetto che lo conosce -Soggetto e oggetto sono inseparabili e peritetici, sono alla pari -Schopenhauer dice che Fichte e gli altri filosofi idealisti rendono il loro ego l’aspetto centrale (è l’io che pone il mondo) > bisogna superare idealismo, il soggetto si determina grazie all’oggetto -Bisogna superare anche il materialismo (es. Hobbes) perché non è importante solo l’oggetto, ma anche il soggetto. L’oggetto è tale perché esiste anche il soggetto, la sola materia assume senso solo se ce un oggetto, sennò non ha senso -Schopenhauer dice di restare con i piedi per terra: l’uomo è inserito in un mondo che conosce come rappresentazione. Bisogna fare filosofia restando legati alla gnoseologia e a Kant -Schopenhauer quindi riprende Kant ed il processo conoscitivo kantiano:

1. io vedo un oggetto, tramite le forme a priori della sensibilità (spazio e tempo) lo colloco in uno spazio e tempo rispetto a me, e la cosa in se diventa una cosa percepita, diventa fenomeno e intuizione empirica 2. dopodiché, tramite le forme a priori dell’intelletto, unifico i vari fenomeni e le varie rappresentazioni creando il concetto empirico -Ciò che io conosco dipende a seconda di cosa il mio cervello unifica -Schopenhauer non si limita a ripetere ciò che dice Kant > aggiunge 2 elementi fondamentali: le forme a priori della sensibilità lui le chiama PRINCIPI DI INDIVIDUAZIONE. Ad es. un banco è del tutto analogo a un altro, come faccio a distinguerli? li distinguo perché li colloco in uno spazio e in un tempo

  • SPAZIO e TEMPO MI PERMETTONO DI DISTINGUERE DUE COSE SIMILI > se due cose non divergono nello spazio e nel tempo (come dice Leibniz) allora sono la stessa cosa. Ciò è fondamentale nella teoria di Schopenhauer -Nell’opera che Schopenhauer scrive per ottenere la libera docenza, egli dice che Kant ha sbagliato a creare le 12 categorie, queste categorie si possono ridurre a una sola, ovvero ad una CAUSALITÀ > mettiamo insieme gli oggetti secondo cause -Schopenhauer dice che le categorie sono forme diverse di causalità, sono modi diversi con cui unisco degli elementi per un qualche fine, una qualche causa -I principi di individuazione permettono di creare i fenomeni, questi fenomeni vengono raccolti dalla causalità e ottengo delle rappresentazioni > il mondo è fatto di rappresentazioni -Schopenhauer che ha letto Upanishad dice che la dea della verità nella cultura indiana è nascosta da un velo , bisogna squarciare quel velo, andare a cercare di capire che cos’è il noumeno, se si può risalire al noumeno, la cosa in sè, ovvero l’oggetto prima di essere conosciuto -Il mondo, quindi l’insieme dei fenomeni che ci appaiono è RAPPRESENTAZIONE -Noi abbiamo del mondo una ricostruzione mentale > quando consideriamo agli oggetti intorno a noi, e ci relazioniamo con il mondo esterno, ci relazioniamo sempre con una rappresentazione mentale del mondo -Dato che si è tornati al criticismo kantiano, ecco che riemerge il problema che Kant aveva posto e non risolto, che aveva segnalato ma che dal punto di vista razionale aveva aggirato > è un problema irrisolvibile quindi razionalmente non ha senso cercare di risolverlo, tanto vale accontentarsi e lavorare sui fenomeni -Il problema di cui si parla è quello del NOUMENO > che cos’è davvero la cosa in se? -Se si tolgono tutte le esperienze estetiche e concettuali riguardo un soggetto, non resta più niente > teoricamente dovrebbe restare un qualcosa, quel qualcosa che alimenta le mie sensazioni e le mie concettualizzazioni -Nel momento in cui ci affidiamo al criticismo kantiano, il mondo è un qualcosa che non possiamo conoscere, dato che conosciamo soltanto la proiezione mentale della cosa, la rappresentazione che noi ne facciamo, e non la cosa in se > non abbiamo una conoscenza noumenica. A Kant ciò stava bene, ma i filosofi successivi vogliono risolvere il problema del noumeno e capire cosa sia -Il problema quindi si ripresenta: se il mondo è fenomeno, allora la verità delle cose è nascosta > noi conosciamo solo parvenze e apparenze -In tutto ciò vi è un ritorno al platonismo. Schopenhauer infatti riprende il criticismo, Platone e la cultura indiana -Ripreso il mito della caverna di Platone: il mondo è ombra di un mondo ideale più alto, che è l’iperuranio -La stessa cosa dicono le sacre scritture indù > nell’induismo si parla della dea della verità che è Maya , e Maya è sempre rappresentata nella cultura indiana come velata , coperta da un velo > “velo di Maya” -Non è possibile contemplare in faccia la verità, perché questo velo ci impedisce di vederla in faccia > Schopenhauer vuole invece attingere alla verità, vuole toglierle il velo e vedere il viso di Maya -Muoversi in un mondo di illusioni è poco soddisfacente, magari queste illusioni sono false -La verità delle cose è nascosta -Quindi BISOGNA TRAVALICARE IL FENOMENO > bisogna andare a di là del fenomeno, in termini di Schopenhauer bisogna “ SQUARCIARE IL VELO DI MAYA ” -La nostra mente ci permette di conoscere le cose ma non basta, bisogna arrivare alla verità, vedere cos’è la realtà nel suo profondo, comprendere la verità -Ciò che dice Schopenhauer è che fin qua l’umanità si è sempre considerata unicamente testa, l’uomo ha dato la massima rilevanza all’aspetto che lo caratterizza di più, ovvero la ragione, la razionalità (es Aristotele dice che l’uomo è un animale razionale) > TESTA

-Il mondo è oggettivazione della volontà -La volontà è il noumeno, la verità soggiacente -Si va verso forme di volontà sempre più complesse: 1.CIECHE FORZE DELLA NATURA > es un sasso vuole restar sasso, ha solo la volontà di esistere 2.VEGETALI > cercare la luce, riprodursi. Volontà di esistere e anche di nutrirsi 3.ANIMALI > istinto. La volontà gli fa fare certe azioni senza che loro si facciano domande 4.UOMO > ragione -Ogni volontà lotta per imporsi sugli altri e si va verso una volontà sempre più determinata -Dietro ogni fenomeno c’è quindi una volontà cieca che spiega quel fenomeno > CHE COSA VUOLE LA VOLONTÀ? ❌ non vuole la nostra felicità ❌ non vuole questo o quello (materialismo. Ma la volontà non vuole un oggetto piuttosto che un altro) ❌ non vuole il nostro piacere -Progressivamente Schopenhauer è sempre più realista e arriva alla conclusione che la volontà VUOLE E BASTA -La volontà, attraverso il nostro corpo, indica un qualcosa che vuole. Per raggiungere quel qualcosa si fa uno sforzo -È inoltre radicalmente scontenta del proprio stato -La volontà non ha obiettivi, infatti, ottenuto quel qualcosa, vuole qualcos’altro > propone sempre altro da volere -Con il possesso sparisce ogni attrattiva -LA VOLONTÀ È COSTITUTIVAMENTE INSAZIABILE

  • L’uomo è il più infelice perché riesce a pensare a un sacco di cose da volere (al contrario di vegetali, animali ecc) -La vita è un costante cercare di raggiungere obiettivi e una volta raggiunti, porsi nuovi obiettivi -Occorre quindi un nuovo sforzo per raggiungere la nuova cosa che la volontà vuole -La volontà vuole che l’essere voglia (essere=uomo,animale ecc) -L’uomo quindi è il più infelice rispetto agli altri essere poiché riesce a pensare ad altre cose da volere -Quando si è raggiunto un qualcosa, si vuole qualcos’altro, e ciò può avere 2 esiti:
  1. Nuovo sforzo per raggiungere la nuova cosa
  2. Se non c’è nulla da volere > NOIA > condizione pure peggiore! ‼ COLLEGAMENTO: Schopenhauer legge Leopardi, ed è d’accordo con il suo pessimismo > filosofia pessimista -Quello che noi chiamiamo “felicità” secondo Schopenhauer è in realtà la semplice e momentanea cessazione del dolore -Schopenhauer con diversi aforismi descrive tale condizione (vedi slides 12) -Volere= essere in tensione verso un obiettivo, ma non è significante per noi

-Schopenhauer dice che l’intelligenza è un problema: chi è intelligente si propone obiettivi ricchi, mentre chi non è intelligente si accontenta -Bisogna quindi liberarsi da questa catena di bisogni e soddisfazioni che ci creano solo dolore. Schopenhauer propone 3 vie per liberarci dalla volontà:

  1. un primo modo è l’ARTE > CONTEMPLAZIONE DISINTERESSATA

se io contemplo un’opera d’arte, e lo faccio in maniera disinteressata, ovvero senza secondi fini, finché sono immerso nella contemplazione mi dimentico di me, dei miei bisogni, della mia volontà e quindi del mio dolore (es leggendo un bel libro o ascoltando della musica io riesco a immergermi talmente tanto nell’ascolto o nella lettura che mi dimentico di me, non mi accorgo del tempo che passa, non bado ai miei bisogni, perché sono troppo preso dalla contemplazione) si tratta però di una soluzione TEMPORANEA, non posso restare in contemplazione per un tempo indefinito, prima o poi i miei bisogni e la volontà torneranno ad assillarmi. I bisogni sono più importanti (es fame, sete, sonno) qui Schopenhauer riprende Kant (critica del giudizio) → ESPERIENZA ESTETICA

  1. c’è però un’altra via, che è quella dell’ ETICA

l’uomo è dotato di ragione, e la ragione gli permette di riconoscere la giustizia (riconoscere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato) con la giustizia riconosco che l’altro è uguale a me, quindi non faccio ciò che io ritengo nocivo; se una cosa da fastidio a me, può dare fastidio anche al prossimo. Come molte religioni dicono “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te“ agire secondo giustizia tiene a freno la mia volontà perché mi porta a escludere tutta una serie di cose che potrei volere ma poiché sono ingiuste decido di non perseguire la mia volontà in questo modo, con la giustizia quindi riduco il campo di cose che posso volere es un ladro è più infelice di una persona onesta perché non vuole solo le cose che si può permettere, che può comprare ma vuole anche ciò che potrebbe rubare, quindi è sotto una volontà più ampia che gli propone più bisogni → ESPERIENZA ETICA -Poi, se io vivo secondo giustizia, essa può trasformarsi in COMPASSIONE: questo perché la giustizia mi porta a vedere che l’altro è simile a me -Se quindi capisco che l’altro è simile a me se io sono caratterizzato da una vita di dolore, anche la sua vita è così -Se le cose stanno così allora io provo per lui pietà, compassione, E io sono portato a cercare di aiutarlo, cercare di sollevarlo dai suoi bisogni e dargli ciò che gli serve per liberarsi dei suoi bisogni tutto ciò è positivo per me, non per l’altro, perché i suoi bisogni risorgeranno, ma io che mi sono occupato dei suoi bisogni, mi sono dimenticato dei miei, non ho assecondato la mia volontà e così facendo non ho provato dolore (sono felice, dato che la felicità coincide con la temporanea cessazione del dolore) -Anche l’etica però non dà una soluzione definitiva al problema della volontà

  1. ce però una terza via, ovvero la via dell’ ASCESI

se il problema è la volontà l’unica vera soluzione sarà liberarci dalla volontà stessa dobbiamo abituarci a rinunciare a tutto ciò che la volontà ci propone es asceti cristiani, fachiri indù Che praticano digiuno, astinenza, mortificazione della carne, castità perfetta, povertà volontaria. Queste persone quindi negano la volontà ogni volta che si presenta chi riesce a fare ciò arriva alla NOLONTÀ , ovvero la NEGAZIONE DELLA VOLONTÀ, che quindi è assenza di dolore e di conseguenza il massimo stato di beatitudine a cui l’uomo può ambire → ESPERIENZA ASCETICA -Schopenhauer fa un’analisi molto pessimistica della natura umana, trovando diverse soluzioni per cercare di vivere facendosi meno male possibile -Una critica che si fa a Schopenauer è il fatto che non sia stato coerente: non ha praticato l’ascetismo, diceva di non essere in grado