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I cinque assiomi della comunicazione: un'analisi critica, Sintesi del corso di Psicologia Dinamica

Riassunto Assiomi comunicazione e comunicazione patologica

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 24/03/2021

antonio-adamo-1
antonio-adamo-1 🇮🇹

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Proprietà/assiomi della comunicazione:
PRIMO ASSIOMA: non si può non comunicare: il comportamento non ha un suo opposto, cioè non è
possibile non avere un comportamento e siccome l’intero comportamento in una situazione di interazione
ha valore di messaggio (è comunicazione) non si può non comunicare.
L’attività o l’inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri
non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro.
-Una singola unità di comunicazione è chiamata messaggio/una comunicazione.
-Una serie di messaggi scambiati tra persone sarà definita interazione.
-Comunicazione patologica: esempio: una situazione tipica è l’incontro tra due estranei di cui uno vuol
conversare (B), mentre l’altro no (A), (due passeggeri d’aereo che siedono uno accanto all’altro). A non può
andarsene e non può non comunicare: le reazioni possibili: ‘Rifiuto della comunicazione’: con maniere più o
meno brusche. ‘Accettazione della comunicazione’. ‘Squalificazione della comunicazione’: può comunicare
in modo da invalidare le proprie comunicazioni o quelle dell’altro: contraddirsi, cambiare argomento, dire
frasi incoerenti ecc.
La comunicazione (comportamento) ‘folle’ non è, quindi, necessariamente la manifestazione di una
mente malata, ma può essere l’unica reazione possibile a un contesto di comunicazione assurdo e
insostenibile
Infine c’è una quarta possibilità, il sintomo come comunicazione: il passeggero A può far finta di avere
sonno, di non conoscere la lingua o può simulare qualunque altro stato di incapacità o qualunque difetto
che giustifichino l’impossibilità di comunicare. È un modo di confessare che ha un sintomo (psiconevrotico,
psicosomatico, psicotico). Un sintomo serve a comunicare: si basa su un’ ipotesi: il soggetto riesce a
convincere se stesso di essere alla mercé di forze che non controlla.
5/10/18
Secondo assioma: ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione di modo che il secondo
classifica il primo ed è quindi Metacomunicazione.
Una comunicazione non soltanto trasmette informazione, ma al tempo stesso impone un comportamento.
Ogni comunicazione ha:
-contenuto
-comportamento di comando che si riferisce alla relazione tra i comunicanti: es. i messaggi: “è
importante togliere la frizione gradatamente e dolcemente” e “Togli di colpo la frizione, rovinerai la
trasmissione in un momento” recano più o meno lo stesso contenuto di informazione, ma definiscono
relazioni molto diverse.
Quindi l’aspetto di ‘notizia’ trasmette i dati della comunicazione, mentre quello di ‘comando’ il modo con
cui si deve assumere tale comunicazione.
-L’aspetto relazionale della comunicazione (che è comunicazione sulla comunicazione) è identico al
concetto di metacomunicazione.
-Comunicazione patologica: i disturbi di comunicazione sono provocati dalla confusione tra contenuto e
relazione. Il disaccordo può manifestarsi a livello di contenuto o a livello di relazione (le due forme
dipendono l’una dall’altra).
Per risolvere un problema di relazione gli individui devono parlare di se stessi e della loro relazione e quindi
definirla simmetrica o complementare. Es. chi aveva torto, a livello di contenuto, può ammirare la
superiorità che l’altro ha dimostrato, oppure può legarsela al dito e meditare di assumere una posizione
one-up.
-Definizioni di sé e dell’altro:
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Scarica I cinque assiomi della comunicazione: un'analisi critica e più Sintesi del corso in PDF di Psicologia Dinamica solo su Docsity!

Proprietà/assiomi della comunicazione: PRIMO ASSIOMA : non si può non comunicare : il comportamento non ha un suo opposto, cioè non è possibile non avere un comportamento e siccome l’intero comportamento in una situazione di interazione ha valore di messaggio ( è comunicazione ) non si può non comunicare. L’attività o l’inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro. -Una singola unità di comunicazione è chiamata messaggio/una comunicazione. -Una serie di messaggi scambiati tra persone sarà definita interazione.

  • Comunicazione patologica : esempio: una situazione tipica è l’incontro tra due estranei di cui uno vuol conversare (B), mentre l’altro no (A), (due passeggeri d’aereo che siedono uno accanto all’altro). A non può andarsene e non può non comunicare: le reazioni possibili: ‘Rifiuto della comunicazione’: con maniere più o meno brusche. ‘Accettazione della comunicazione’. ‘Squalificazione della comunicazione’: può comunicare in modo da invalidare le proprie comunicazioni o quelle dell’altro: contraddirsi, cambiare argomento, dire frasi incoerenti ecc. La comunicazione (comportamento) ‘folle’ non è, quindi, necessariamente la manifestazione di una mente malata, ma può essere l’unica reazione possibile a un contesto di comunicazione assurdo e insostenibile Infine c’è una quarta possibilità, il sintomo come comunicazione: il passeggero A può far finta di avere sonno, di non conoscere la lingua o può simulare qualunque altro stato di incapacità o qualunque difetto che giustifichino l’impossibilità di comunicare. È un modo di confessare che ha un sintomo (psiconevrotico, psicosomatico, psicotico). Un sintomo serve a comunicare: si basa su un’ ipotesi: il soggetto riesce a convincere se stesso di essere alla mercé di forze che non controlla. 5/10/ Secondo assioma : ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione di modo che il secondo classifica il primo ed è quindi Metacomunicazione. Una comunicazione non soltanto trasmette informazione, ma al tempo stesso impone un comportamento. Ogni comunicazione ha: -contenuto -comportamento di comando che si riferisce alla relazione tra i comunicanti: es. i messaggi: “è importante togliere la frizione gradatamente e dolcemente” e “Togli di colpo la frizione, rovinerai la trasmissione in un momento” recano più o meno lo stesso contenuto di informazione, ma definiscono relazioni molto diverse. Quindi l’aspetto di ‘notizia’ trasmette i dati della comunicazione, mentre quello di ‘comando’ il modo con cui si deve assumere tale comunicazione. -L’aspetto relazionale della comunicazione (che è comunicazione sulla comunicazione) è identico al concetto di metacomunicazione.
  • Comunicazione patologica : i disturbi di comunicazione sono provocati dalla confusione tra contenuto e relazione. Il disaccordo può manifestarsi a livello di contenuto o a livello di relazione (le due forme dipendono l’una dall’altra). Per risolvere un problema di relazione gli individui devono parlare di se stessi e della loro relazione e quindi definirla simmetrica o complementare. Es. chi aveva torto, a livello di contenuto, può ammirare la superiorità che l’altro ha dimostrato, oppure può legarsela al dito e meditare di assumere una posizione one-up.
  • Definizioni di sé e dell’altro:

Es. la persona P dà la definizione di sé ad O: “eccome mi vedo”. Tre possibili reazioni da parte di O:

  • conferma la conferma del giudizio che P ha dato di sé da parte di O è il fattore più grande che garantisce lo sviluppo e la stabilità mentale. L’uomo deve comunicare con gli altri per avere la consapevolezza del sé. (O accetta la definizione che P ha dato di sé)
  • rifiuto il rifiuto presuppone il riconoscimento di quanto si rifiuta e esso non nega la realtà del giudizio di P su di sé. (certe forme di rifiuto possono essere costruttive). Equivale al messaggio “Hai torto”, non sono d’accordo su come tu ti vedi. non è un modello interattivo patogeno ma può esserlo se diventa la modalità interattiva prevalente.
  • disconferma questa non si occupa più della falsità/verità della definizione che P ha dato di sé, ma nega la realtà di P come emittente di tale definizione. Equivale al messaggio “Tu non esisti”. Viene osservata nella comunicazione patologica. Porta alla perdita del sé. Es. Si ricava dallo studio di famiglie di schizofrenici un modello caratteristico: il figlio non è stato molto trascurato né ha subito un forte trauma; è la sua autenticità che è stata mutilata senza tregua anche se in modo indefinibile e spesso del tutto involontario. Si compie l’atto quando: trascurando completamente come il soggetto agisce, cosa prova, che senso dà alla sua situazione, si denudano di ogni valore i suoi sentimenti, si spogliano i suoi atti delle motivazioni, intenzioni e conseguenze, si sottrae alla situazione il significato che ha per lui, e così egli è totalmente mistificato e alienato: interazione della disconferma. La disconferma del sé da parte dell’altro è la conseguenza del non accorgersi del punto di vista dell’altro (consapevolezza che Lee chiama ‘impenetrabilità’). 9/10/ Terzo assioma : la natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti. -La relazione è una sequenza ininterrotta di scambi. Punteggiare: considerare il proprio comportamento come conseguenza dell’altro. Il mio comportamento è la reazione al tuo: io ho ragione, tu hai torto, mi comporto così perché ti comporti così. La punteggiatura: è un modo per organizzare la comunicazione: per uscirne è necessario metacomunicare, questa permette di capire: io sono sia effetto che stimolo. Non è possibile una punteggiatura se c’è solo una persona, ci deve essere un incastro disfunzionale. Alla radice di conflitti di relazione c’è un disaccordo su come punteggiare la sequenza di eventi. Si parla di una comunicazione circolare, è un circolo che non ha inizio e fine, stabilire questi significa punteggiarla e questo è arbitrario, io sono giusto tu sbagli: Es. lei brontola, lui si chiude di più in sé stesso  e questo è uno stimolo per lui per chiudersi in sé stesso ma questo è anche un rinforzo che lo fa chiudere sempre di più (dal punto di vista del marito): la moglie la vede al contrario cioè proprio perché lui si chiude, io brontolo. Ognuno vede come stimolo il comportamento dell’altro. Ma ognuno fa da stimolo e da risposta per il comportamento del partner. Quindi la comunicazione non è lineare ma un circolo che si rinforza da solo: la relazione è un sistema dove i comportamenti sono circolari: ciò rende le cose complicate perché è come se non ci fosse un responsabile, a volte è evidente la disparità nelle responsabilità es. abuso minore, il bambino non ha colpe oppure nelle aggressioni non si può attribuire alla vittima una responsabilità (l’unica è quella di mantenere la relazione in quelle condizioni). Es. individuare chi influenza chi è difficile infatti a seconda del punto di vista le cose possono cambiare: addestrare la cavia a pigiare un tasto offrendogli un rinforzo però potrebbe essere la cavia ad addestrare il ricercatore cioè ogni volta che premo la leva mi da da mangiare:

che cosa ha bisogno). Es. fare un regalo è una comunicazione analogica, che va interpretata, potrebbe essere un ricatto se fatto in un contesto lavorativo. Manca di negazione e di concetto o,o. Questo assioma ci dice anche chela comunicazione non verbale è più determinante di quella verbale in caso di incongruenza tra le due (attenzione dello psicologo): il linguaggio analogico ci dice quasi sempre la verità, comunica le reali intezioni dell’emittente

  • La comunicazione patologica : Errori nella traduzione del materiale analogico in numerico: quando traduce messaggi analogici in numerici, il traduttore deve necessariamente aggiungere e inserire gli elementi mancanti. Il materiale del messaggio analogico ha molti aspetti contraddittori; si presta a interpretazioni numeriche molto diverse e spesso incompatibili. Es. portare un dono è una comunicazione analogica: chi riceve il dono lo giudica secondo la relazione che ha con il donatore, potrebbe sembrargli un segno d’affetto, un tentativo per corromperlo, un modo per contraccambiare una cortesia o un dono che ha fatto. -Obiettivi psicoterapia: dare una numerizzazione corretta e correttiva del messaggio analogico. -Il linguaggio numerico ha una sintassi logica che lo rende adatto per comunicare a livello del contenuto. Ma nel tradurre il materiale analogico in quello numerico, bisogna introdurre funzioni di verità logiche che mancano al modulo analogico. QUINTO ASSIOMA: tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari, a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza. -Simmetrico quando gli interlocutori si considerano sullo stesso piano. Relazione complementare: si hanno due diverse posizioni. Un partner assume la posizione superiore, primaria o one-up, l’altro tiene la posizione corrispondente: inferiore, secondaria o one-down. Può essere anche il contesto sociale e culturale a stabilire relazioni di questo tipo: Esempi: -medico-paziente -Capoufficio-segretaria -genitore-figlio -Insegnante-allievo -Counselor-cliente. Natura interdipendente della relazione: in cui comportamenti dissimili, si sono adattati ai rispettivi ruoli e si rispecchiano a vicenda. Ciascuno si comporta in un modo che presuppone il comportamento dell’altro. Es. se un ragazzo in una classe si comporta da bullo comporta la sottomissione degli altri e questo porta ad un ulteriore rinforzo di atteggiamenti violenti del bullo e un ulteriore sottomissione dei compagni una posizione è rinforzata da quella dell’altro ed entrambe sono rafforzate da quella dell’altro. Relazione simmetrica: è caratterizzata dall’uguaglianza, stesso piano per: potere, ruolo comunicativo, autorità sociale, interessi. In questi casi è possibile che si verifichi una situazione di conflitto: es. gelosie relazionali; due concorrenti per lo stesso ruolo; opposizione tra tifoserie di due squadre avversarie; la corsa agli armamenti. Es. tifosi incitano la propria squadra può comportare una risposta simmetrica da parte dei tifosi dell’altra squadra.

-Le caratteristiche della simmetria e della complementarietà non hanno connotazioni di per sé buone o cattive ma assolvono a determinate funzioni, sono quelle che in un certo momento sono più funzionali ad un contesto ma la patologia ci sta quando non c’è scambio tra le posizioni che avviene invece in una relazione funzionale. Es. moglie si occupa di relazioni e marito della gestione economica. -Le richieste per l’attuazione dei compiti della coppia sono la complementarietà ed il reciproco adattamento, la coppia deve sviluppare modelli in cui ciascun coniuge sostiene il modo di agire dell’altro in molti campi, devono sviluppare modelli di complementarietà che permettono a ciascun coniuge di cedere senza pensare di essere in conflitto. -È stata avanzata l’ipotesi di un terzo tipo di relazione metacomplementare cin cui A consente a B di assumere la direzione del proprio comportamento (di A) Es. se mi sento poco capace costringo l’altro a condurmi. Si potrebbe anche aggiungere una relazione pseudosimmetrica in cui analogamente A consente a B di adottare un comportamento simmetrico.

  • Patologie: è necessario per i due partner mettersi in relazione in modo simmetrico in certe situazioni e in modo complementare in altre. In una relazione simmetrica sana i partner sono in grado di accettarsi a vicenda come sono. Quando i partner arrivano alla rottura (escalation simmetrica, patologia per la simmetria) si osserva che l’altro rifiuta, piuttosto che disconfermare, il sé dell’altro. La patologia della interazione simmetrica è quindi caratterizzata da uno stato di guerra (sfida). La patologia: io up (conduce) non posso mai occupare una posizione down (si affida) e viceversa: complementarietà rigida. Le patologie delle relazioni complementari equivalgono a disconferme. -Su un continuum abbiamo: Complementarietà rigida (patologia) disconferma dell’altro (non esisti) Di mezzo ci sono:
  • la relazione complementareequilibrio -Relazione simmetrica competizione Escalation simmetrica (patologia) rifiuto dell’altro (non hai ragione). *domanda esame: Squalifica dell’altro= tu non hai ragione (livello del contenuto) Disconferma= tu non esisti (livello di relazione) Flessibilità=sanità mentale Fissità=patologia