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Argomento quinta superiore, liceo delle scienze applicate
Tipologia: Appunti
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Innanzitutto, l’atmosfera può essere suddivisa in due grandi porzioni: basta atmosfera e alta atmosfera. La bassa atmosfera è la zona a contatto con la crosta terrestre ed é spessa circa 100 km. In questa zona il gas più abbondante è l’azoto, seguito dall’ossigeno, sono presenti in minima parte gas come l’argon, il diossido di carbonio.. Fanno parte della bassa atmosfera:
La nebbia si forma per contatto di una massa d’aria calda con una superficie fredda. A causa del contatto, l’aria calda raffredda e il suo abbassamento di temperatura crea ulteriore vapore acqueo. Questo vapore acqueo condensa in goccioline sospese nell’aria. Per le nuvole, il processo è più complicato, infatti si formano a seguito di una trasformazione adiabatica ( abbassamento della temperatura di un gas a causa della variazione di pressione ). Una massa d’aria, se è compressa acquista energia e si riscalda; se si espande perde energia e si raffredda, questo in natura avviene a causa dei movimenti di discesa e di salita. Le nuvole si formano a causa di una massa d’aria che si sposta verso l’alto. Salendo, questa massa si espande e si raffredda. ( gradiente adiabatico secco: la diminuzione di temperatura di una massa d’aria in relazione alla quota, generalmente il raffreddamento è di 1 ° ogni 100 m ). Quando la temperatura della massa d’aria scende al di sotto del punto di rugiada, si crea vapore acqueo che condensa in piccole goccioline sospese nell’aria, formando le nuvole. La massa d’aria continua la sua risalita, ma a causa del vapore acqueo il raffreddamento è più lento. ( gradiente adiabatico umido: la diminuzione di temperatura in relazione alla quota, dopo la condensazione, solitamente 0 , 6 ° ogni 100 m ) Le nuvole generalmente si formano tra i 100 e i 1000 / 3000 m di quota. Si possono distinguere due grandi categorie di nuvole:
condensa che fa aumentare di dimensione le gocce. Quando il loro diametro arriva ad essere di circa 5 mm, le gocce precipitano verso il suolo. La grandine differisce dalla pioggia per il fatto che ciò che precipita verso il suolo è ghiaccio compatto. L’origine della grandine è legata alle nuvole temporalesche, all’interno delle quali ci sono vari moti ascendenti e discendenti di aria. L’aria viene spostata verso la parte alta della nuvola, dove congela, congelando ovviamente aumenta la massa e quindi queste particelle precipitano verso la parte bassa della nuvola, dove ancora una volta vengono riportate verso l’alto e subiscono una seconda glaciazione, che aggiunge uno strato. Le particelle di ghiaccio possono effettuare questi moti molte volte prima di precipitare verso il suolo. La neve si forma quando cristalli di ghiaccio si aggregano in fiocchi. Nevica solamente quando la temperatura che deve percorrere la neve, non supera gli 0 °. La rugiada e la brina sono gli stessi fenomeni che si verificano sul suolo: se la rugiada quando l’acqua condensa su foglie/ su superfici solide; la brina si ha quando la temperatura dell’aria scende bruscamente e di conseguenza non si ha un passaggio dallo stato liquido, passa direttamente a quello solido. I temporali sono precipitazioni che si verificano soprattutto a causa di instabilità atmosferica e umidità. I temporali si verificano a causa di una massa d’aria calda che si sposta verso l’alto, che si trova circondata da aria più fredda e più densa questo genera instabilità e porta l’aria calda a salire finché si trova circondata da aria sempre più fredda. Quando avviene un contatto tra più nuvole di questo tipo si ha il temporale. Le nubi generalmente sono molto sviluppate in altezza e devono essere caratterizzate da un’umidità relativa del 40 / 50 %. Associati ai temporali ci sono fulmini e tuoni. I fulmini sono la manifestazione delle scariche elettriche che si generano nell’atmosfera durante i temporali. Generalmente l’aria funge da isolante, e blocca il contatto tra cariche di segno opposto. Se le cariche però diventano troppo grandi, barriera dell’aria e si scaricano sul suolo. La differenza di cariche si può trovare all’interno di una stessa nuvola, dove la parte alta rappresenta la carica positiva e la parte inferiore quella negativa; tra due nuvole oppure tra la nuvola e il suolo, che è carico positivamente. I tuoni, infine, si generano a causa delle onde di compressione generate dall’esplosione che si crea quando un fulmine si scarica a terra. ( l’aria si riscalda in tempi brevissimi questo genera un’esplosione ). Il territorio può essere suddiviso in zone aride e zone umide in base al bilancio idrologico.
fronte caldo: l’aria calda scorre sopra l’aria fredda, si formano nubi stratiformi con precipitazioni leggere I cicloni solitamente non sono isolati, ma se ne formano 4 / 5 in successione e per questo motivo si definiscono famiglie di cicloni. I cicloni si spostano da ovest verso est ad una velocità di 40 , 50 km/h. In Europa, durante l’estate, l’anticiclone delle Azzorre si sposta a nord e di conseguenza anche le perturbazioni, d’inverno si sposta verso il Mediterraneo così anche le precipitazioni si riversano sul Mediterraneo. I fenomeni metereologici più violenti sono i cicloni tropicali, aree di bassa pressione con alto gradiente barrico, che determina venti che possono arrivare 500 km/h. All’interno dei cicloni tropicali, si trova l’occhio del ciclone, una zona di convergenza dei venti dove l’aria è calma. Questi cicloni si originano nell’oceano e oltre alla rotazione c’è anche un moto traslato da est verso ovest. La traiettoria è influenzata dall’effetto Coriolis che tende a spostarli verso il settentrione, dove successivamente si trasformano in normali perturbazioni.. ( le zone più colpite dai cicloni sono il Pacifico occidentale, Atlantico settentrionale, le coste dell’Australia…) I tornado sono fenomeni altrettanto violenti, ma con un’estensione più limitata. Se si verificano sulla terra ferma, sono detti trombe d’aria mentre in mezzo al mare prendono il nome di trombe d’acqua. Si formano a partire da nubi temporaleschi e la velocità dei venti all’interno è probabilmente maggiore rispetto a quella dei cicloni tropicali.