


Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Spiegazione di che cosa è un attacco di panico, le conseguenze e possibile cura
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 4
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!



-Disturbi del cuore, come palpitazioni e tachicardia, per cui il soggetto avverte un’accelerazione del battito cardiaco, oppure ha la sensazione di “avere il cuore in gola”, oppure avverte che il battito è irregolare; -Dolore toracico; -Sensazione di soffocamento, come se l’aria non riuscisse ad arrivare nei polmoni, oppure come se si fosse formato un “nodo alla gola”; -Sensazione di capogiro, di non riuscire a mantenere la stazione eretta, oppure di sbandamento, fino alla netta impressione di stare per svenire; -Intensa sudorazione; -Tremore, sia alle mani che interno; -Nausea; -Dolore addominale, diarrea; -Sensazione di formicolio e torpore, alle mani e agli arti inferiori; -Brividi o vampate di calore; -Cefalea; -Aumento della frequenza del respiro.
In genere l’attacco ha una durata breve, circa 20 minuti, in cui il soggetto ha l’impressione di impazzire o di morire da un momento all’altro, viene letteralmente “preso dal panico”. Si trova in balia del suo comportamento, sente di essere di fronte ad una situazione di imminente pericolo alla quale non sa reagire e
1 Tabella di pag 9 del libro di G. Albanesi, “In preda al panico ”, Firenze, Rosini editrice,1998, p.9.
comprendere. A causa dei forti sintomi fisici che prova si convince che soffre di una malattia grave o che sia in corso al momento della crisi un infarto o un ictus. Tra i disturbi psichici possono essere presenti alterazioni del tempo e dello spazio, modificazioni percettive delle distanza, intolleranza agli stimoli acustici. Altri invece presentano sentimenti di irrealtà di estraneità: la persona avverte l’ambiente di casa ed i familiari come diversi dall’usuale, estranei, innaturali. In altri casi, è il proprio corpo che l’individuo avverte come estraneo, diverso dal solito. Non tutti i sintomi sono necessari perché si parli di un attacco di panico, infatti alcuni attacchi presentano solo alcuni dei sintomi descritti.
2.1.^ Cause
Per comprendere il perché si presentano questi sintomi nelle persone affette da ADP, dobbiamo prendere in considerazione le caratteristiche del sistema nervoso. Quest’ultimo infatti è connesso con gli altri organi tramite il Sistema Nervoso Vegetativo, il cui compito è quello di controllare: lo stomaco, l’intestino, le ghiandole salivari, il fegato, le ghiandole sudoripare, il cuore, i bronchi, i vasi sanguigni, le ghiandole surrenali e le vie urinarie. Infatti, il meccanismo che lega un evento psicologico, come l’emozione, ad una modificazione fisica, è, costituito dal Sistema nervoso Vegetativo. Per capire meglio l’origine delle paure collegate al panico, dobbiamo rivolgere l’attenzione ad alcuni lobi cerebrali, quali il lobo limbico, il lobo frontale e il lobo temporale. Il lobo limbico è situato nella parte centrale del cervello, ed la sede di molte reazioni emotive. Il lobo frontale, localizzato nella parte anteriore del cervello, invece è legato alla capacità di prestare attenzione, di parlare e di approfondire il pensiero. Infine, il lobo temporale, localizzato nella parte inferiore della faccia laterale dell’emisfero cerebrale, ha funzioni di memoria e orientamento nello spazio. Nel corso della crisi d’ansia si ha uno stimolo di alcune strutture del lobo limbico, con ripercussioni sugli altri lobi celebrali. Non esiste una vera e propria causa del disturbo da attacchi di panico, ma una serie di contesti e situazioni che contribuiscono ad esso e generalmente vengono considerati elementi come la vulnerabilità biologica, i tratti della personalità e le relazioni interpersonali. Si considera anche il carattere ereditario del Disturbo di Panico in quanto attraverso delle testimonianze che pazienti affetti dal disturbo hanno fatto, è emerso che altri componenti della famiglia presentavano disturbi d’ansia.
Ancora fra le possibili cause dell’attacco si possono collocare:
recuperare l’autostima e l’autonomia e per rivedere alcune convinzioni come la rivalutazione del ruolo nella famiglia e nel lavoro poiché dopo l’attacco queste erano diventati irrecuperabili. Mentre secondo la teoria comportamentista, il comportamento della persona deriva dall’apprendimento di modelli, con uno schema stimolo-risposta. Quindi i disturbi psicopatologici avrebbero all’origine un apprendimento sbagliato. L’ansia, in generale di fatti corrisponderebbe all’affiorare in maniera visibile una situazione di conflitto interiore. Per quanto riguarda l’uso dei farmaci, questi devono avere la capacità di:
-Interrompere l’attacco di panico in breve tempo,
-impedire l’insorgenza di nuovi attacchi,
-limitare le sensazioni di paura che il soggetto prova,
-ridurre i sintomi somatici
-non presentare effetti collaterali disturbanti.
“Il trattamento farmacologico del Disturbo da Attacchi di Panico prevede in genere l’utilizzo di un antidepressivo con specifico effetto antipanico eventualmente associato a un ansiolitico, a dosi variabili in rapporto alle caratteristiche individuali e cliniche del paziente”.
3 G. Albanesi “In preda al panico”, Firenze, Rosini, 1998, p.104.