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L'evoluzione del cinema attraverso le avanguardie artistiche, dalla modernità futurista all'impressionismo, dall'astrattismo al dadaismo e al surrealismo. Il testo illustra come queste correnti hanno messo in discussione il concetto di arte attraverso il cinema, sperimentando nuovi linguaggi e stili. Vengono presentate le caratteristiche dei movimenti principali in Europa negli anni Venti, come l'espressionismo tedesco, l'impressionismo francese e il cinema sovietico.
Tipologia: Sintesi del corso
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Avanguardie -> un gruppo di persone appartenenti al mondo dell'arte, letteratura e della cultura che sono avanti rispetto alla tradizione, spinti da una ricerca dell'originalità. Si ha un abbattimento delle frontiere tra le arti e la società. Avanguardie storiche : le avanguardie storiche sono correnti letterarie, artistiche che si sviluppano nei primi anni del 1900. Le principali avanguardie storiche sono il futurismo, il dadaismo, il surrealismo e l’espressionismo. la guerra porterà poi alla conclusione della fase creativa e propulsiva, fatta eccezione per il surrealismo. Albera definisce avanguardia tutti quei film che hanno come obiettivo la messa in discussione del concetto di arte attraverso il cinema, si interessano al cinema in quanto mezzo espressivo non ancora legittimato, quelli che hanno una manifestazione di modernità. Futurismo : Il futurismo è il primo movimento dell’avanguardia storica e offre il modello a tutti gli altri movimenti delle avanguardie del XX secolo. Nel 1909 Marinetti pubblica “il manifesto futurista”, manifesto che elenca i principi del movimento. Uno dei punti chiave è l’esaltazione del moderno. I soggetti preferiti sono le auto, le industrie, le folle, cose che fanno rendere l’idea dinamismo e del movimento. Con il manifesto della cinematografia futurista, si ha l’intento di riportare il cinema ad una prospettiva futurista, un’arte priva di passato, tradizioni e quindi rivolto al futuro. I futuristi si dedicano alla produzione cinematografica con caratteristiche: aspetto metaforico dei soggetti, oggetti moderni, dinamismo delle figure. Espressionismo : tendenza a favorire il lato emotivo della realtà, deformazione del reale e rappresentazione dei viaggi interiori. Esasperare il lato emotivo, uso nuovo della prospettiva, tratti figurativi distorti, uso del colore, primitivismo nelle figure. Impressionismo: affermazione del cinema come evento culturale, come arte e sua promozione (cineclub, mostre, riviste), lotta per far diventare il registra autore dei film e diventare produttore di se stesso. Astrattismo : rappresentazione astratta della realtà in cui le figure geometriche hanno il predominio sulle figure umane. Nel cinema troviamo le poesie pittoriche. Caratteristiche principali: arte come mezzo d’espressione. Es. Duchamp e Richter. Cubismo : gli oggetti non sono visti dagli occhi ma dalla mente, nella loro essenza e nel loro rapporto con lo spazio e il tempo, fuori dalla logica realistica. Oggetti rappresentati da diversi angoli visuali simultaneamente. Viene dipinto il tempo, decostruzione prospettiva, gamma di colori, scomposizione delle forme, studio delle arti del passato. Es. balletto meccanico, Leger. Dadaismo : negazione dei codici, dell’arte, dell’espressione e della comunicazione. Anarchia e libertà delle arti tradizionali. Negazione di tutti i valori razionali e sull’esaltazione di quelli istintivi. Cinema dadaista -> produce film dove ritroviamo immagini di oggetti impressionati sulla pellicola per semplice esposizione. Es. “il ritorno della ragione”, Man Ray e “Intermezzo”, Clair e Picabia. Surrealismo : evoluzione del dadaismo si rivolge al funzionamento psichico dell’individuo, assenza da parte della ragione. Vuole dimostrare una realtà superiore, fatta di irrazionale e di sogno e vuole rappresentare gli aspetti profondi della psiche. Luisi Bunuel e Salvador Dalì inaugurarono la stagione del cinema surrealista, maggiormente interessato al figurativo rispetto alle correnti precedenti. Nel cinema troviamo storie anomale, allusioni sessuali e psicanalisi.
Avanguardie cinematografiche : film che mettono in discussione il concetto di arte attraverso il cinema. Cinema come mezzo espressivo e manifestazione di modernità. Il cinema risalta le caratteristiche: dimensione meccanica, collettività nella produzione, si rivolge ad un destinatario di massa. Prime sperimentazioni per un cinema autonomo: Griffith (strumenti linguistici adeguati alle nuove esigenze narrative), Canudo e Delluc (ricerca dello specifico cinematografico volta a definire ciò che è cinema e ciò che non lo è). Albera distingue due tipi di avanguardie cinematografiche: narrative e non narrative. Narrative -> sperimentano nuove potenzialità riguardanti lo stile e il linguaggio mantenendo intatta la narratività del racconto. Si cerca di unire la dimensione del cinema come spettacolo popolare a quella artistica. Qui troviamo i film dell’avanguardismo, film che cercano di elevare il cinema a forma d’arte. sperimentano nuove potenzialità del linguaggio cinematografico e adottano nuove soluzioni stilistiche che mantengono però la dimensione del racconto motivandole narrativamente. Tre i movimenti principali negli anni Venti in Europa: L’espressionismo in Germania; «L’impressionismo» in Francia; Il cinema sovietico o la scuola del montaggio; l’unico che non rifiuta l’ipotesi di una distruzione del cinema come istituzione. Gli altri due sono accumunati da: Ricerca di riconoscimenti istituzionali (tramite riviste, cineclub, mostre..); Lotta per imporre il regista come autore, desiderio di indipendenza creativa; Motivazione delle sperimentazioni estetiche (es. Malessere del protagonista= montaggio indiavolato con fotogrammi capovolti, lenti deformanti..); Non narrative -> rifiutano le regole filmiche a scapito di un cinema puro. Esaltano la dimensione artigianale. Troviamo i film d’avanguardia, piccolo gruppo di opere che hanno come fine quello di porsi contro l’istituzione cinema, messa in discussione dal concetto di arte. Il cinema s’inserisce all’interno di quei movimenti come dadaismo e surrealismo che attaccano il concetto tradizionale di arte; Rifiuto del linguaggio cinematografico codificato, un cinema puro, astratto, onirico. Rompe il legame tra reale e prodotto filmico. Avanguardie non narrative, 3 film simbolo : “il ritorno alla ragione” di Man Ray, 1923. Rifiuta i paramentri tradizionali della rappresentazione dello spazio, anche quelli del tempo. Non c’è un legame tra gli elementi e le inquadrature. Ray procede impressionando il negativo per contatto, sparpagliando chiodi e spilli (mostrati dopo le immagini di Kikki nuda) direttamente sulla pellicola esposta brevemente alla luce e poi sviluppata. Il Film, di 3 minuti, capovolge i parametri di spazio (tramite le alterazioni delle proporzioni delle immagini) e di tempo (tramite le ripetizioni). realizzato rapidamente e in modo casuale per essere presentato in una serata dadaista organizzata da Tzara a Parigi. Il film provoca uno scontro violento tra il pubblico e gli organizzatori dello spettacolo e tra i gruppi di avanguardia con cui nasce una rissa. “Balletto meccanico” Leger, 1924. Sperimenta la resistenza del pubblico alla ripetizione e alla frammentazione. Ripropone un numero insopportabile di volte l’inquadratura di una lavandaia che si inerpica sulle scalinate di Montmatre. La sagoma disarticolata di Charlot presenta e praticamente chiude il film; Rompe con il racconto e ogni forma drammaturgica per avere un cinema puro; assenza di movimenti di macchina e di nessi logici. Pone in discussione perfino lo spazio prospettico. Il film è un esempio di film cubista in quanto manipolazione della ripresa e del montaggio.
Film: “il gabinetto del dottor Caligari” di Robert Wiene, 1920. Trama: l’illusionista Caligari domina Cesare a cui fa commettere omicidi. Si scoprirà che Caligari è il direttore di un manicomio e il narratore un suo paziente paranoico. Può essere visto come critica e metafora di guerra dove l’uomo comune è costretto ad uccidere dalle autorità. Le riprese in studio danno modo di sostituire gli scenari reali con scenografie dipinte (deformazioni in stile espressionista), si vogliono mettere in luce le emozioni più profonde e le inquadrature sovraccariche sembrano minacciare i personaggi, il trucco denaturalizza i personaggi in quanto l’espressività e molto limitata e il finale lascia lo spettatore in uno stato di incertezza. Quindi scenografie deformate, inquadrature come opere pittoriche, ritmo lento, temi misteriosi e soprannaturali. “L’ultima risata” di Murnau, 1924. È un film di passaggio, realismo ed espressionismo insieme. Trama: un uomo a causa della sua età avanzata viene degradato sul lavoro, da portiere dall’albergo a custode dei bagni. Per lui questa perdita di ruolo, è una perdita di identità che lo porterà all’alcolismo (metafora della situazione della Germania dopo la 1° guerra mondiale). Incrocio tra ricerca stilistica ed estetica, deformazioni e distorsioni che trasformano gli scenari in qualcosa di incerto e pauroso. “Nosferatu” di Marnau, 1922. Trama: un giovane, si reca in Transilvania per concludere un affare con un conte, lasciando a casa la giovane sposa. Il conte si scopre essere un vampiro, che avendo visto una foto della giovane ne rimane affascinato e si imbarca per raggiungerla, moriranno poi sia la ragazza che il ragazzo. È un film girato sia in studio che in esterno, non ci sono deformazioni cinematografiche ma non troviamo realismo in quanto domina la dimensione della paura, il paesaggio animato dalle luci contrastanti che creano ombre inquietanti, importanza del colore. “metropolis” di Lang, 1927. Trama: film di genere fantascientifico, anni 2000. Esistono due città, uno sottoterra ed una all’esterno. Quella esterna è piena di grattacieli e tecnologia, abitata da gente ricca e sfaccendata, quella sottoterra è il motore di tutto ed è abitata da operai. Nella città sottoterra abita una donna, che cerca di sopportare le pene del lavoro. Questa figura viene notata e il padrone della città ne riproduce dei robot. Dopo diversi eventi, il figlio del padrone insieme alla donna farà capire al padre che è solo con la comprensione e l’amore che le due città potranno cooperare in maniera libera e giusta. Caratteristiche: contrasto tra lavoro e tecnologia, tra padroni e operai, spazio complesso e spettacolarizzato da effetti speciali, simboli complessi, effetti espressionistici. Molti riferimenti all’ideologia cristiana, magia, esoterismo e mitologia. Impressionismo francese -> cinema francese degli anni 20, chiamato impressionista per contrapporlo a quello tedesco. Si cerca di inserirlo nel panorama dell’arte e degli eventi culturali, di conseguenza diventa importante la sua promozione. Ampia riflessione teorica sul cinema di autori come Luis Delluc, Marcel L’Herbier, Germaine Dulac e dei rapporti con le altre arti guardando soprattutto alla vicinanza con la musica (il concetto di ritmo) e alla pittura. Dulac definisce impressionismo come: caratteristica propria di uno stile cinematografico che pone l’accento sulla rappresentazione psicologica. Caratteristiche: struttura narrativa, attenzione all’emotività e psicologia dei personaggi, fotogenia (per esaltate la potenzialità del primo piano), il regista diventa autore, cinema come esperienza popolare. Film: “Eldorado” di Herbier, 1921. Trama: una ballerina di flamenco, sedotta da un ricco dongiovanni, che l’ha poi abbandonata incinta. Di fronte al figlio malato che non può curare, torna a chiedere aiuto all’uomo, ma quando l’uomo, durante il ricevimento per le nozze combinate della figlia, rifiuta di riceverla, lei decide di vendicarsi rovinando il matrimonio. Farà in modo che la figlia
non si presenti al matrimonio e che si sappia del suo amore verso un altro uomo, affidato a loro il proprio figlio, la donna si toglierà la vita. Presenza di inquadrature oggettive e simboliche per evidenziare la psicologia e gli stati d’animo. Montaggio alternato: pause narrative contraddistinte da rappresentazione dei paesaggi. Uso del filtro: sfocatura delle immagini della donna rispetto agli altri personaggi per evidenziare il suo stato di angoscia per il figlio malato. Uso di lenti deformati. Il film è composto da 5 macro sequenze corrispondenti agli atti di un melodramma a struttura circolare. “la ruota” di Grace, 19 di Grance. Trama: un uomo salva un’orfana di nome Norma da un incidente ferroviario e la cresce insieme al figlio. L’uomo si innamora della ragazza ormai grande e si confessa con un amico, il quale se ne approfitta per ricattarlo e chiedergli la figlia in sposa. Costretto ad accettare porta la figlia da lui in treno rischiando un deragliamento, a causa di ciò andrà a lavorare nella funicolare di monte bianco. Il marito scoprirà che anche il fratello era innamorato di lei, duellano e moriranno entrambi. Il padre incolpa la figlia della morte del fratello e l’allontana. Norma riesce a riprendere i rapporti. Il film termina con la morte del padre mentre lei è fuori casa. Caratteristiche: ritmo visivo e dinamismo dato dalle riprese e dal montaggio. Il montaggio accelerato accompagna la tensione dell’evento. I colori e i giochi di luce accentuano gli effetti drammatici. Dedica alla moglie scomparsa. “Napoleon vu” di Grance, 1927. Trama: narra la prima parte della vita di Napoleone B. dal 1781 quando dodicenne frequenta il collegio militare, a quando partecipa alla presa della bastiglia, quando diventa quasi colonnello, fino a quando nel 1796 diventò generale e fece la campagna d’Italia. Vertiginosi movimenti di macchina, montaggio accelerato. Sperimentazione della polivisione o triplo schermo, simile al futuro cinerama del ’50, scene girate con 3 macchine da presa sincronizzate, al fine di ottenere 3 immagini giustapposte e poi proiettate Scuola del montaggio sovietico : nasce in Russia dopo la rivoluzione di ottobre (1927), il governo vede nel cinema un mezzo utile per diffondere il pensiero comunista e si pensa che la reazione dello spettatore sia innescata dall’aspetto del montaggio e non dall’inquadratura. La scuola pone al centro delle sue riflessioni il montaggio come forma di rappresentazione, basata sull’impiego di frammenti diversi. Il cinema sovietico incarna i nuovi ideali rivoluzionari di libertà, modernità e rinnovamentoverso la vita e l'arte. Vertov farà poi nascere il “cine-occhio”, ovvero l'occhio della cinepresa che ci permette di vedere le cose come in un modo diverso, mai visto. Montaggio: strumento attraverso il quale il regista obbliga il pubblico a guardare gli eventi rappresentati secondo il suo posto di vista, è l’unico responsabile del film e del montaggio. Ejzenstejn : teoria del montaggio dell’attrazione. Attrazione come momento aggressivo che esercita sullo spettatore un effetto sensoriale o psicologico. “sciopero” 1925. Trama: film incentrato sullo sciopero dove abbiamo una parte iniziale dove gli operai incrociano le braccia e gli ingranaggi si fermano e una parte finale in cui gli operai vengono uccisi. Caratteristiche: montaggio espressivo, nel finale viene messo in scena il massacro di chi sta scioperando tra le inquadrature degli spari dei militari sugli operai in fuga e le riprese della macellazione di un bue, una didascalia mostra il senso di ciò che sta per succedere: una carneficina. Una mano impugna un coltello da macellaio e colpisce con violenza dall’alto verso il basso. Seguono 4 inquadrature di operai in fuga inseguiti dai militari. Tra queste immagini il regista