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Riassunto corso di Banche e intermediari finanziari con accenno alle ultime classi interattive Uninettuno gennaio 2020.
Tipologia: Appunti
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Sistema finanziario Il Sistema Economico è un insieme di soggetti, strumenti, attività e regole strettamente legati tra loro per la produzione, lo scambio e il consumo di beni e servizi nel tempo e nello spazio. Le principali categorie nelle quali tutti i soggetti vengono classificato sono: le famiglie, le imprese, il Governo, la Pubblica Amministrazione e le Autorità di Vigilanza. Il sistema finanziario è un insieme organizzato di diversi elementi che interagiscono tra loro con rapporti dinamici di tipo finanziario. Il sistema finanziario è quindi costituito da soggetti che scambiano tra loro strumenti finanziari nei mercati finanziari. Indichiamo come strumenti finanziari qualsiasi tipo di contratto stipulato fra due parti che ha ad oggetto prestazioni di natura finanziaria, ad esempio, titoli di debito come obbligazioni, titoli di partecipazione come le azioni, polizze assicurative e strumenti derivati (contratti a termine, futures, swaps). I mercati finanziari sono luoghi fisici o virtuali dove avviene lo scambio di strumenti finanziari, possono essere più o meno organizzati. I soggetti che partecipano allo scambio sono principalmente divisi in due gruppi, le unità in surplus, ossia soggetti che dispongono di risorse finanziarie in eccedenza e unità in deficit cioè soggetti che non hanno risorse finanziarie sufficienti a coprire consumo e progetti di investimento. Gli scambi possono essere di diversa natura:
Fattori di imperfezione del mercato finanziario
Intermediazione mobiliare e servizi d’investimento Insieme dei servizi prestati dagli intermediari finanziari a supporto dell’impiego del risparmio. SERVIZI D’INVESTIMENTO: il TUF ne individua 8, possono avere come oggetto solo strumenti finanziari, ossia azioni, titoli di Stato, obbligazioni, quote di fondi comuni di investimento, azioni di società d’investimento a capitale variabile (SICAV) e strumenti derivati.
L’intermediario finanziario deve comportarsi in maniera diligente (adempiere a quanto previsto all’interno del contratto), corretta (rispetto dell’interesse della controparte) e trasparente (fornire alla controparte tutte le informazioni necessarie). È prevista una valutazione di appropriatezza, ossia di controllo se lo strumento è adeguato al cliente, alla sua conoscenza e alla sua esperienza. L’intermediario è tenuto semplicemente a comunicare se il servizio è appropriato o no. Più profonda è la valutazione di adeguatezza nella quale viene preso in considerazione anche la rischiosità e la compatibilità con gli obiettivi. Nel caso in cui l’investimento risultasse inadeguato l’intermediario è tenuto dall’astenersi dal prestare il servizio. PROCESSO D’INVESTIMENTO: serie di fasi che deve svolgere chi è interessato ad impiegare i propri risparmi
Personalizzazione Più personalizzata Rapporto uno a uno Meno personalizzata Rapporto uno a molti Diversificazione: possibilità di ridurre la volatilità di un ptf, riduzione del rischio Minor diversificazione a causa della minor disponibilità di fondi Grandi patrimoni aumentano la possibilità di diversificazione Discrezionalità: possibilità dell’intermediario finanziario di poter decidere discrezionalmente Minore discrezionalità Possibilità del cliente di intervenire nelle politiche di investimento Maggior discrezionalità Intermediari abilitati Banche Impresa d’investimento SGR
Successivamente si procede con la raccolta del patrimonio attraverso l’emissione di quote, un collocamento iniziale, è la SGR che decide il valore di ogni quota. Chiuso il collocamento, una banca depositaria si occupa della custodia del fondo e la SGR gestisce le disponibilità, dispone e amministra le risorse raccolte disponendo l’acquisto o la vendita di strumenti finanziari o eventuali altri beni. A carico del sottoscrittore troviamo:
Fondi speculativi: più rischiosi, non sono indirizzati ai piccoli risparmiatori ma a soggetti istituzionali o professionali (alte quote di adesione). Questi fondi non hanno alcun vincolo previsto dal legislatore, le regole vengono fatte dai quotisti stessi, possono quindi intraprendere liberamente politiche d’investimento anche molto rischiose. Fondi garantiti: garantiscono il valore iniziale di sottoscrizione della quota o un patrimonio minimo. NAV: nave asset value, patrimonio netto, differenza tra valore dell’attivo e del passivo. PRINCIPIO DI DIVERSIFICAZIONE: si hanno benefici in termini di rischio dell’investimento se il patrimonio viene frazionato investendo in strumenti finanziari con caratteristiche diverse e/o emittenti diversi. Offerta e collocamento strumenti finanziari Tipi di offerta:
Per offerte importanti possono essere previsti più consorzi diretti da un global conrdinator, tra i diversi global cordinator viene stipulata una lettera d’impegno. I soggetti coinvolti sono banche, broker e dealer (ruolo di garanzia). La soluzione consortile:
Equity linked bond: strumenti finanziari che prevedono una specifica indicizzazione finanziaria (andamento di un basket). Unit linked bond: il parametro di riferimento non è l’andamento dei prezzi di un gruppo di titoli ma è l’andamento dei prezzi di uno o più fondi comuni d’investimento. Obbligazioni drop-lock: prevedono un trigger rate, qualora il tasso cedolare vada al di sotto del trigger rate, allora l’obbligazione passa da cedola variabile a cedola fissa. Obbligazioni con cap: dove il cap è un ammontare massimo del tasso cedolare. Obbligazioni con floor: obbligazioni che prevedono un ammontare minimo del tasso cedolare. C’è possibilità di trovare obbligazioni con cape e floor contemporaneamente. Obbligazioni bull e bear: obbligazioni a tasso fisso, in cui il rimborso del capitale dipende dall’andamento di un parametro in modo direttamente o inversamente proporzionale. Covered bond: obbligazione bancaria dove la banca ha accantonato per garantire più efficacemente la capacità di rimborso (rischio molto basso). Obbligazioni convertibili: strumenti ibridi, concedono la facoltà ai titolari dell’obbligazione di trasformare il proprio status con la conversione del capitale in titoli azionari (da titolare di diritto di credito a socio). Obbligazioni cum warrant: titolo di debito complesso formato da un’obbligazione ordinaria e da un diritto d’opzione su azioni collegate all’emittente che possono circolare in maniera indipendente. Titoli di Stato In Italia emessi dal dipartimento del Tesoro. TITOLI DI STATO INTERNI: vengono emessi internamente non tramite il supporto di consorzi di collocamento ma tramite le procedure d’asta, hanno valore nominale di 100 euro, taglio minimo di sottoscrizione è pari a 1.000 euro e sono tutti al portatore.
cui l’asta viene comunicata al mercato, inoltre il titolo può essere emesso sotto la pari, alla pari o sopra la pari, ciò dipende dal risultato d’asta. Qualora il titolo venga emesso sotto la pari oltre la cedola fissa semestrale verrà remunerato anche dallo scarto d’emissione. Qualora il titolo venga emesso sopra la pari la remunerazione sarà data dalla cedola ma verrà decurtato il premio d’emissione, ossia la differenza fra il prezzo d’emissione e il valore nominale del titolo.
I titoli azionari possono essere offerti al pubblico attraverso servizio di collocamento e underwriting affidato ad intermediari finanziari organizzati in uno o più consorzi. DIRITTI PATRIMONIALI:
Per quotazione intendiamo l’inserimento di uno strumento finanziario in un listino di un mercato regolamentato. Diversi sono i motivi che spingono alla quotazione:
(Asset Backed Security). L’originator pone in essere tali operazioni per diversificare le fonti di finanziamento, per liquidare parte dell’attivo e per effettuare un trasferimento dei rischi. I soggetti coinvolti sono:
SPIN OFF e SPIT OFF Uno spin-off può essere definito come un tipo di dismissione in cui la parte di un'azienda è dissociata e si crea una società separata, emettendo nuove azioni che vengono distribuite come dividendo all'attuale azionista nella proporzione delle loro partecipazioni, con l'obiettivo di compensare la perdita di capitale nelle azioni iniziali. Le aziende cercano uno spin-off per gestire la divisione che ha un buon potenziale, soprattutto a lungo termine. Lo split off, invece, è un processo di ristrutturazione aziendale nel quale ad alcuni azionisti è data la possibilità di convertire le proprie azioni nella capogruppo in azioni di una nuova società appositamente creata, solitamente da una divisione dalla quale il gruppo vuole disinvestire, in base ad un rapporto di cambio prestabilito. Formazione del reddito ed equilibrio Il fine istituzionale di un’impresa è la realizzazione del profitto che porta vantaggio sia a shareholders che a shakeholders. Per perseguire questo obiettivo, l’impresa deve mantenere contemporaneamente tre profili d’equilibrio: equilibrio reddituale, equilibrio finanziario e equilibrio patrimoniale. L’equilibrio reddituale è la capacità dell’impresa di remunerare adeguatamente i diversi fattori produttivi nel medio lungo termine. Per equilibrio finanziario s’intende la capacità di bilanciare i flussi di cassa in entrata con flussi di cassa in uscita. L’equilibrio patrimoniale, invece, è la capacità di garantire un’eccedenza del valore dell’attivo rispetto al passivo. All’equilibrio reddituale sono associati i modelli di economicità ossia la struttura delle componenti positive e negative di reddito che portano alla generazione del margine economico da parte dell’intermediario finanziario.