Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Basic Design - appunti, Sbobinature di Storia del Design

Corso di Basic Design tenuto dalla Professoressa Patti al corso di laurea in Design, Tessile e Moda.

Tipologia: Sbobinature

2022/2023
In offerta
30 Punti
Discount

Offerta a tempo limitato


Caricato il 04/10/2023

JJonni
JJonni 🇮🇹

5

(3)

3 documenti

1 / 37

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
BASIC DESIGN - LEZIONE 1 6/03/2023
Cos’è il design?
Il designer è una figura che si occupa della realizzazione di progetti al fine di trovare una
soluzione ai problemi. Il designer viene considerato come un problem seeker, ovvero colui
che è capace di riscontrare i problemi che la vita quotidiana ci mette davanti.!
Il designer è colui che “fa cose belle” (poiché progetta mantenendo una correlazione
con l’arte) e che funzionano bene. !
Il design è innovazione!
La caettiera del masochista - gli oggetti inutili (Katerina Kampriani).!
Il design è come un pipistrello, mezzo topo e mezzo uccello = Il design è qualcosa che sta
in mezzo tra arte e tecnica. !
Cooperativa sociale Quid!
Treadless!
Testi di riferimento
Kandisky. Punto, linea e superficie.!
Itten. Teoria della forma e della ragurazione.!
Alle origini del basic design!
Il basic design nasce praticamente nella Bauhaus ed è stato un momento in cui tutte le
tecniche coperte in precedenza vennero trasformate in una teoria, in modo che potesse
essere trasmissibile e su cui gli studenti potessero riferirsi.!
Definizione di basic design
Quando si parla di basic design si parla dei fondamenti delle arti applicate = arte diversa
dalle arti pure (pittura, scultura e architettura) che produce manufatti. !
Il basic design nasce come una metodologia di insegnamento che permette di fissare i
fondamenti teorici della progettazione, finalizzati al dare forma agli oggetti. !
Possiamo considerare questa disciplina come una sorta di grammatica di competenze
fondamentali acquisite tramite la pratica. !
Il basic design nasce fondamentalmente alla Bauhaus, dove Kandinsky e Itter
compresero la necessità di stabilire delle teorie che potessero essere insegnate e
trasmesse. !
Il basic design ha comunque origine precedenti alla Bauhaus, nel passaggio tra:!
educazione indiretta - alla forma tramite la teoria:!
Enzo Mari
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
Discount

In offerta

Anteprima parziale del testo

Scarica Basic Design - appunti e più Sbobinature in PDF di Storia del Design solo su Docsity!

BASIC DESIGN - LEZIONE 1 6/03/

Cos’è il design? Il designer è una figura che si occupa della realizzazione di progetti al fine di trovare una soluzione ai problemi. Il designer viene considerato come un problem seeker, ovvero colui che è capace di riscontrare i problemi che la vita quotidiana ci mette davanti. Il designer è colui che “fa cose belle” (poiché progetta mantenendo una correlazione con l’arte) e che funzionano bene. Il design è innovazione La caffettiera del masochista - gli oggetti inutili (Katerina Kampriani). Il design è come un pipistrello, mezzo topo e mezzo uccello = Il design è qualcosa che sta in mezzo tra arte e tecnica. Cooperativa sociale Quid Treadless Testi di riferimento Kandisky. Punto, linea e superficie. Itten. Teoria della forma e della raffigurazione.

Alle origini del basic design

Il basic design nasce praticamente nella Bauhaus ed è stato un momento in cui tutte le tecniche coperte in precedenza vennero trasformate in una teoria, in modo che potesse essere trasmissibile e su cui gli studenti potessero riferirsi. Definizione di basic design Quando si parla di basic design si parla dei fondamenti delle arti applicate = arte diversa dalle arti pure (pittura, scultura e architettura) che produce manufatti. Il basic design nasce come una metodologia di insegnamento che permette di fissare i fondamenti teorici della progettazione, finalizzati al dare forma agli oggetti. Possiamo considerare questa disciplina come una sorta di grammatica di competenze fondamentali acquisite tramite la pratica. Il basic design nasce fondamentalmente alla Bauhaus, dove Kandinsky e Itter compresero la necessità di stabilire delle teorie che potessero essere insegnate e trasmesse. Il basic design ha comunque origine precedenti alla Bauhaus, nel passaggio tra:

• educazione indiretta - alla forma tramite la teoria:

Enzo Mari

  • (^) Insegnamento basato su manuali e insegnamenti dei maestri;
  • (^) Copia dell’antico e da modelli.
  • educazione diretta - alla forma tramite la partita del disegno:
  • (^) Grundkurs (grund = base);
  • (^) Oggettivazione di un metodo trasmissibile. Alla Bauhaus si riesce a dimostrare come poter passare da una oggettivazione e formulazione della forma individuale (quella di un’artista) a una forma trasmissibile, quindi oggettiva, un metodo (quello del design). Grazie ad un’ampia conoscenza delle teorie pittoriche e del colore Kandinsky fu il primo a dire che il colore ha un movimento e un suono, ovvero che ad esempio un blu è in grado di inghiottire lo spettatore. Inoltre, Kandinsky fu uno dei primi ad affermare che attraverso le forme e il colore riusciamo a trasmettere un certo tipo di emozione. Tutte le grandi avanguardie degli inizi del 900 nascono principalmente riprendendo l’idea di Kandinsky di raffigurare non tanto quello che vediamo, quanto quello che plasmiamo nella nostra testa. Keywords Forma - dare forma a qualcosa vuol dire costruire una forma che sia più o meno complessa e che abbia un certo tipo di significato. Composizione - le forme realizzano delle composizioni Teoria della configurazione Nel Basic Design si intrecciano la propedeutica (insegnamento) e la fondazione disciplinare (teoria): quindi in esso coesistono l’insegnamento, la ricerca formale ed espressiva ed il progetto. I precedenti La Bauhaus fu una scuola di design che nacque nel 1919 in Germania, a Weimar, e fu fondata da Walter Gropius, grande architetto moderno. Gropius chiamò ad insegnare Kandinsky, grande artista e pittore dell’epoca; Itten, Klee, artista svizzero riconosciuto come un grande pittore dell’arte astratta; Alberts, inizialmente studente della Bauhaus dove poi diventerà maestro, scappò a Chicago prima della WWII dove diventò insegnate al Black Mountain College. Tutti questi artisti furono fondamentali nel passaggio da educazione indiretta ad educazione diretta. A partire dal Medioevo si assiste ad una distinzione tra arti maggiori e arti minori (arti che richiedono fatica e permettono la produzione di manufatti destinati al commercio), fino a tutto il novecento. Uno dei primi a comprendere l’importanza delle arti applicate fu Henry Cole che fondò nell’Ottocento a Londra la School of Design. Henry Cole fu colui che organizzò la Great Exhibition ad Hyde Park nel 1851, considerata la prima esibizione di design.

Il circolo di Henry Cole Nel circolo di Henry Cole furono presenti diversi collaboratori che lo aiutarono nei suoi progetti. Owen Jones Architetto e designer che pubblicò il primo atlante mondiale di tutte le decorazioni tipiche di varie parti del mondo: La grammatica dell’ornamento. O.J. raffigurò diverse illustrazioni di decorazioni appartenenti a diverse culture che ebbe la possibilità di osservare dal vivo nei suoi viaggi e diede la possibilità a diversi artisti e studenti di confrontarsi con stili che non avrebbero potuto conoscere. Jones fece una serie di selezioni bidimensionali dei moduli e dei colori utilizzati negli ornamenti trattati, la maggior parte degli schemi che lui riporta saranno utilizzati negli anni successivi nella realizzazione di diversi ornamenti come la carta da parati. Con questo suo lavoro si avvicinò anche all’idea di Kandinsky che il colore non trasmette solo una sensazione visiva, ma anche emotiva e sensoriale diversa. Nella grammatica dell’ornamenti, Owen illustra fondamentalmente i patter tipici di culture diverse, arrivando a progettare dei pattern diversi rispetto a quelli osservati, seppure mantenendo comunque delle connotazioni di stili pre-esistenti. Jones si rifece molto all’arte Liberty, sfruttando l’idea del movimento ondulatorio ed elementi appartenenti al mondo vegetale. Il tipo di astrazione tipico del Liberty lo portò alla realizzazione di ornamenti in prodotti manifatturieri, sfruttò alcune forme e richiami degli ornamenti nella realizzazione di elementi costitutivi di prodotti come lo schienale di una sedia. Christopher Dresser Christopher Dresser realizzò degli oggetti dove possiamo notare un pensiero pionieristico rispetto all’epoca: riprese elementi geometrici semplici, tendenza che diventerà uno dei temi principali della Bauhaus. Dresser pubblicò uno scritto intitolato Principles of Decorative Design (design inteso più come disegno, rispetto a progettazione):

  • Riprese forme geometriche naturali per bilanciare geometricamente forme ed oggetti;
  • Si ispira molto all’arte giapponese, al gothic revival e a Pugin;
  • Disegna oggetti di linee forti, moderni, geometrici, spesso con superfici decorate e rivetti esposti. Sugar Bowl - Dresser Zuccheriera a forma di cono con i manici che diventano elementi decorativi e funzionali, permetto il sostegno e l’equilibrio dell’oggetto. Richard Redgrave

Anche lui scrisse un manuale di design ( A Manual of Design ), studiò alla Royal College dove diventò più tardi insegnante di botanica. Lo studio della botanica permetterà a Redgrave di definire uno stile personale basato su leggi e principi geometrici, cercati nello studio della simmetria, in relazione alla morfologia della natura. Redgrave studiò botanica, infatti sarà possibile individuare elementi vegetali nella sua produzione. Al Royal College Richard Redgrave sarà uno dei promotori della classe di Elementary design. William Morris Morris fu un socialista. Morris fondò l’ Arts and Craft , un’associazione di professionisti. L’idea di Morris era quella di fondare un associazione che producesse artefatti di qualità ed esteticamente belli. Red House Nel 1859 Morris, insieme all’architetto Philip Webb, progettò la Red House, un’abitazione che successivamente diventerà la sua dimora. Per Morris era importante che tutte le produzioni apparteniti all’ambiente domestico fossero correlate tra loro e che fossero in grado di elevare la figura del proprietario. Tutti gli elementi della casa e dell’ambiente dovevano essere progettati mantenendo un continuum tra gli oggetti e l’edificio, mantenendo una coerenza ed un equilibrio stilistico. Nel 1861Morris fondò la Morris, Marshall & Co, tutt’ora esistente, che si specializzò soprattutto nella realizzazione di carta da parati e tessuti. Realizzò, inoltre, anche mattonelle di ceramica con motivi decorativi particolari. Alla Great Exhibition ebbe alcune difficoltà nel trovare dei punti di connessione tra ciò che lui realizzava e l’idea della figura del professionista che era stata promossa all’esibizione. Nella realizzazione dell’arredo della camera da letto che decise di esporre durante la Great Exhibition, Morris riprese lo stile gotico e cercò di renderlo moderno, sintetizzo gli elementi fondamentali del gotico e gli applicò nell’arredo e nella produzione di vari artefatti (tappezzeria, la struttura del letto …). Morris riuscì a dare una sua versione moderna ad uno stile antico. Tessuto Trellis Morris riportò una serie di colori e rappresentò elementi bidimensionali riconducibili alla natura nella realizzazione di un modulo che potesse ripetersi. Arts and Craft Movement L'Arts and Crafts ("arti e mestieri") è stato un movimento artistico per la riforma delle arti applicate, una sorta di reazione colta di artisti e intellettuali all'industrializzazione galoppante del tardo Ottocento. Questo movimento artistico nacque in Gran Bretagna a fine Ottocento, grazie a William Morris e si espanse rapidamente in tutti i campi dell'arte

IL COLORE Kandinsky alla Bauhaus afferma che il colore non ha un significato solo pittorico ma anche psicologico. Viene riconosciuto che il colore ha una grande forza psicologica, ovvero che riesce a trasmettere delle emozioni. I colori che noi vediamo sono i colori che il nostro occhio ci permette vedere in base alla luce, riesce a riconoscere solo una serie di onde magnetiche che fanno parte dello spettro visivo. Queste sono radiazioni semplici elettromagnetiche e il loro totale compone il bianco, infatti Newton definisce la luce come una sorgente di colore bianco poiché contiene tutte le radiazioni magnetiche. Il colore è la percezione visiva generata dai segnali nervosi che i fotorecettori della retina mandano al cervello quando assorbono radiazioni elettromagnetiche di determinate lunghezze d’onda e intensità. I colori spettrali (Newton):

  • tinte spettrali (radiazioni semplici monocromatiche)
  • tinte non spettrali (radiazioni sovrapposte quindi generate da più lunghezze d’onda). Esistono due teorie alla base della teoria dei colori: la teoria additiva e la teoria sottrattiva. La teoria scientifica di Newton viene ritenuta una teoria additiva perché prevede che la somma di tutte le tonalità, a partire dai primari, arriva al bianco. Il nero viene considerato come assenza di luce. Le tinte primarie (SATURE o assolute tra gli spettrali sono il rosso, il verde e il blu (RGB) e mescolando queste tra loro si ottiene il BIANCO. Teoria sottrattiva → parte dal contrario, definisce come colori primari il rosso magenta, il blu ciano e il giallo. È una teoria sottrattiva in quanto prevede che all’aggiunta di nuovo colori viene sottratta luce e tende al nero. A partire dai colori primari, possiamo creare i colori secondari mescolando i colori primari in quantità identiche (verde, viola, arancione). In aggiunta ci sono i cosiddetti colori terziari che sono composti dalla mescolanza dei colori primari e del colore secondario che gli sta accanto nel cerchio cromatico. Primari : ROSSO, BLU, GIALLO. Non possono essere formati mescolando un’altra combinazione di colori. Tutti gli altri colori derivano da questi tre. Secondari : VERDE, VIOLA, ARANCIONE. Sono formati mescolando insieme quantità uguali di due colori primari. Sulla ruota, sono posizionati tra le tonalità primarie. Terziari : GIALLO-VERDE, BLU-VERDE, BLU-VIOLA, ROSSO-VIOLA, ROSSO-ARANCIO, GIALLO-ARANCIO. Sono formati combinando i colori primari con quelli secondari. Vengono sempre indicati dalle due tonalità di combinazione, come il blu-verde). Psicologicamente : se l'occhio percepisce un colore, viene subito messo in attività ed è costretto per sua natura, in modo tanto inconscio che necessario, a produrne subito un altro che insieme al dato includa la totalità della gamma cromatica. Ogni singolo colore stimola nell'occhio, mediante una sensazione specifica, l'aspirazione alla totalità.

Per conseguire questa totalità, per appagarsi, l'occhio cerca accanto a ogni zona di colore una zona incolore, sulla quale produrre il colore richiamato dalla prima. Questa è la legge fondamentale di ogni armonia cromatica. Teoria dei colori opponenti Il passaggio alla parte psicologica del colore lo dobbiamo a Goethe, studia la funzione dell’o occhio umano nel riconoscere i colori e studia il fenomeno psicologico che innesca. Fu uno dei primi che iniziarono a parlare di colori opponenti, ovvero di colori che si associano ad altri colori più facilmente rispetto ad altri. Inizia a studiare questo effetto psicologico che permetterà la scoperta dei colori complementari: dice che quando guardiamo il rosso, il nostro occhio cerca un colore opposto e parallelo a questo (verde). Tra Newton e Geothe si crea una grande differenza: N dice che la luce bianca è composta da tutte le onde elettromagnetiche che compongono il colore e per Goethe la luce bianca è l’entità più semplice. La ricostruzione della ruota dei colori di Geothe sono disposti in base alla loro complementarietà. Cerchio Cromatico di Goethe costruito sulla base della dialettica dei colori:

  • i colori complementari sono disposti uno di fronte all'altro, collocando il porpora in cima;
  • ognuno dei tre colori primari, PORPORA GIALLO BLU, ha il proprio complementare nella somma degli altri due. Si ottengono così due tipi di accoppiamenti:
  • 3 coppie armoniche: costituite dai colori complementari, cioè il porpora-verde, il giallo- violetto, il blu-arancione.
  • 6 coppie caratteristiche: il porpora-blu, il violetto-verde, il blu-giallo, il verde-arancione, il giallo-porpora e l'arancione-violetto. La prima teoria che cercò di elencare i colori risale al ‘700 ca e venne fatta da un francese. Arrivò a circa 14.400 colori e si interruppe. Oggi nello studio dei colori vengono presi in considerazione più parametri:
  • TINTA (hue) = tipo di colore (corrisponde alla lunghezza d’onda), si misura in gradi da un minimo do 0° a un massimo di 359°
  • CHIAREZZA (lightness, value) = quantità di luce (brillanza) percepita rispetto alla brillanza di un oggetto perfettamente bianco. Il suo intervallo varia d scurissimo 0% a chiarissimo 100%
  • (^) PIENEZZA (colorfulness) = grado di differenza tra un colore e il grigio. I colori acromatici (bianco, nero, grigio) hanno intensità 0: man mano che aumenta la quantità di tinta, aumenta la pienezza.
  • LUMINOSITÀ (brightness) = quantità di luce che appare emettere o appare riflettere dalla superficie

Gropius ha una formazione molto importante: studiò architettura a Monaco e a Berlino e nel 191 iniziò a lavorare nello studio di Peter Behrens, architetto e designer che lavorava alla AEG. Gropius si avvicinò ed aderì alla Werkbund, associazione di professionisti di diversi tipi (architetti, ingegneri, pittori, scultura, fabbri) che condividevano l’idea di produrre oggetti in modo da arredare le case. Nuova estetica ed etica progettuale:

  • architettura come sintesi di tutte le arti (cultura progettuale totalizzante)
  • artigianato come “fonte prima della figurazione creativa”: bellezza insufflata nella forma
  • artigianato come mediatore tra arte e industria: superare la divisione tra progettazione e produzione
  • scuola come progettazione, produzione-vendita (brevetti) e consumo. Officine Fagus Nel 1911 progetta con Mayer la fabbrica delle officine Fagus, Meyer e Gropius rimettono mano su questo fabbrica seguendo il concetto di Gropius della modernità. I due architetti erano consapevoli che il lavoro avesse una difesa sia a livello sociale ma anche a livello di ambiente, si occuparono di realizzare un ambiente di lavoro che piacesse e che rallegrasse per quanto possibile gli operai. Gropius decise di alleggerire la facciata, fece un opera di “ammorbidimento” della facciata, aprendola e alleggerendola molto per architettura industriale. Inserisce molti elemento in vetro in modo da rendere l’ambiente di lavoro trasparente.
  • Edificio progettato per ottimizzare il processo industriale
  • Struttura arretrata permette al vetro di ricoprire l’intera facciata
  • Ribaltamento della concezione tradizionale di stabilità
  • Corporeità compatta e trasparente • Grande luminosità
  • La struttura appare sospesa Padiglione Werkbund Gropius è stato un punto centrale di riferimento di questo tipo di atteggiamento in generale, architettonico e di design. Influenzato da artisti come Klee e Kandinsky, a sua volta influenzò molto la generazione dopo di lui, permettendo la definizione dello stile americano del … Bauhaus Gropius progetta la scuola della Bauhaus, non si occupa solo dell’architettura ma interverrà anche nella progettazione dell’arredo. La scuola della Bauhaus venne arredata soprattutto con oggetti realizzati dagli studenti o dai docenti. Vennero chiamati molti artisti, pittori, scultori e architetti di calibro importante in modo che la Bauhaus si potesse affermare come scuole di eccellenza nel campo della progettazione e dell’arte. La Bauhaus è la prima scuola di progettazione che affronta l’insegnamento di una grammatica visiva e formale sia pratica che teorica finalizzata al progetto.

Post della scuola = cattedrale → simbolo di architettura (arte maestra), opera ‘arte totale e di unità sociale. Il programma redatto da Gropius aveva lo scopo di preparare architetti, pittori e scultori a un buon artigianato o a un’attività creativa autonoma, fondare una comunità di lavoro di abili artisti-artigiani che lavoreranno in perfetta unità di intenti e comunanza di concezione artistica alla realizzazione di opere architettoniche in tutta la loro complessità di aspetti (costruzione, finiture, decorazione, arredamento). L’obiettivo è quello dell’opera d’arte unitaria identificata nella grande architettura, in cui non c’è linea di demarcazione tra l’arte monumentale e l’arte decorativa. L’idea della Bauhaus di Gropius si avvicinò molto alle idee socialiste. La scuola era divisa in due grandi semestri: Semestre preliminare ( Vorkurs , in seguito Grundkurs )- l’insegnamento era fondato su un immediatezza espressiva di matrice espressionista prima e costruttiva-funzionalista poi. Gli studenti venivano educati alla forma e al colore, alla fine era previsto un test che scaglionava gli studenti e permetteva a quelli più preparati di passare ai laboratori dove avrebbero potuto applicare le teorie studiate. Questo semestre venne tenuto soprattutto da Itten - lui cercava di dare una regola e di veicolare la creatività, cercò di dare degli strumenti che permettessero di realizzare le idee degli studenti. Triennio - i laboratori diretti da un maestro della forma (un artista) e un maestro artigiano. Gli insegnanti Itten. Itten introduce il cosiddetto addestramento sensoriale come elemento fondamentale di una scuola di Design: le sue lezioni iniziavano con veri e propri esercizi di respirazione e di rilassamento al fine di liberare le energie creative dell’allievo. Accanto a questa ginnastica senso-motoria introduttiva, Itten affrontava il tema delle qualità tattilo- visive dei materiali. Verrà poi allontanato dalla scuola poiché i suoi metodi di insegnamento erano ritenuti troppo eccentrici. Una delle sue esercitazioni più famose “Materiali in contrasto” testimonierà

Moholy-Nagy diede molta importanza alla luce come mezzo espressivo paragonabile al colore in pittura: nelle sue esercitazioni venivano esplorate per la prima volta le potenzialità del fotomontaggio e del fotogramma (la fotografia ottenuta anche senza la macchina fotografica). Altre esercitazioni erano le costruzioni tridimensionali nello spazio che evidenziavano i rapporti tra il volume e i materiali (ricerche sulle forze gravitazionali: ex uno o più oggetti, composti da legni di peso diverso, poggiano su un unico punto di equilibrio. Joseph Alberts. Arriva alla Bauhaus nel 1928, le sue esercitazioni erano basate su carte colorate tagliate, incollate e piegate in modo da ingannare l’occhio. Le sue esercitazioni avevano l’obiettivo di sviluppare il pensiero costruttivo attraverso il percorso di apprendimento a prove ed errori. A differenza di Itten e Moholy-Nagy, Albers parte dalle esercitazioni tridimensionali, persuaso dall’idea che il pensiero dell’uomo percepisca con maggior facilità questo tipo di forme. A partire da queste considerazioni utilizza materiali semplici come la carta, al fine di sviluppare nell’allievo capacità di economia dei mezzi. Esercizi che indagano, attraverso semplici azioni manuali (piegatura), le caratteristiche fisiche (ex capacità di trazione), meccaniche (ex pressione e taglio) e morfostrutturali dei materiali. Sulla scia delle sperimentazioni delle texture di Moholy-Nagy e di Itten, Albers affronta il tema delle qualità tattilo-visive dei materiali. In particolare, il suo interesse si focalizza sugli aspetti percettivi e strutturali della configurazione. Lucia Moholy-Nagy. Inizialmente studentessa, sposerà Laszlo Moholy-Nagy. Grande fotografa che capisce la necessità di tirar fuori dalla foto un significato.

La scuola nel 1928 si spostò a Berlino e Gropius venne succeduto da Meyer (fino al 1931). Chiuderà nel 1933, sotto van Der Rohe, poiché l’ideologia della Bauhaus non era in armonia con le idee di Hitler. Vassily Kandinsky e lo spirituale nell’arte Kandinsky scrive due testi fondamentali: Punto, linea e superficie e Lo spirituale nell’arte. Lo spirituale nell’arte venne pubblicato nel 1912. Racconta dell’importanza intellettiva e spirituale dell’arte in se, ma anche dell’artista e sottolinea la capacità comunicativa dell’artista. Kandinsky era chiamato “la voce della ragione della Bauhaus” e il "Buddha della Bauhaus”. Quando scrisse lo spirituale nell’arte fa una sorta di introduzione dove si domanda quale strada stesse seguendo l’arte dell’epoca. Siamo nel periodo di grande crisi e apertura dell’accademismo, in Francia soprattutto. L’idea che l’artista accademico fosse un cantore, un grande esperto di arte, decade a favore dell’idea dell’artista moderno, a favore dell’ avanguardista = colui che propone realtà e tematiche nuove. Quello che succede è che alla fine dell’700 nasce l’istituzione Esposizione pubblica di’arte. Nel 1791 nasce il Salon di Parigi. Nel 1792 nasce il primo museo d’arte, il Louvre (seppur fosse già nato un piccolo museo a Firenze). Finisce l’idea che per rappresentare qualcosa bisognasse rappresentarlo sotto il principio mimetico ( mimesi = farsi specchio di qualcosa) e della prospettiva. Kandinsky sarà un grande promotore dell’abolizione dell’idea di mimesi, fu uno dei primi ad interrogarsi sullo scopo dell’arte e cercò di rappresentare la pittura attraverso più sensi (non solo la vista). Il crollo del principio mimetico dell’arte vede una tendenza verso la ricerca dell’io, dello sguardo interiore dell’artista e dell’individuo nelle forme della natura: ogni artista può e deve costruirsi il proprio linguaggio e non deve seguire nessuna forma di linguaggio precostituito. Le avanguardie si sostituiscono all’accdemismo: l’arte viene vista come un mezzo per la scoperta della verità, non ci si domanda più come è ma cosa è e a cosa serve l’arte. Kandinsky nasce a Mosca nel 1866 dove si laurerà in legge. Ha vissuto eventi importanti che gli hanno fatto capire la carriera di avvocato non fosse la sua strada:

  • mostra d’Arte Francese a Mosca dove scopre l'espressione non figurativa di uno dei Meules di Claude Monet
  • esecuzione del Lohengrin di Wagner al Teatro Bolshoi dove conosce l'idea di arte totale cara al compositore. Fino a prima di questo momento il pittore idealizzava qualsiasi immagine vedesse.

Lezione 3 IL LINGUAGGIO dei COLORI Osservando una tavolozza coperta di colori si hanno due risultati:

  • (^) Un effetto fisico (superficiale, momentaneo, esterno: l’occhio è affascinato dalla bellezza e dalla qualità dei colori.
  • (^) Un effetto psichico , interno: emerge la forza psichica del colore che fa emozionare l’anima. L’effetto del colore Il colore non ha una sua autonomia. Se un colore deve essere reso materialmente deve:
  • avere una certa tonalità (essere caratterizzato)
  • essere delimitato da altri colori che sono necessari e inevitabili. L’inevitabile relazione tra colore e forma ci fa notare gli effetti della forma sul colore. Se un colore viene associato alla sua forma privilegiata gli effetti e le emozioni che scaturiscono dai colori e dalla forma vengono potenziati:
  • Il giallo ha un rapporto privilegiato con il triangolo e gli angoli acuti.
  • Il blu con il cerchio e gli angoli gravi.
  • Il rosso con il quadrato e gli angoli retti. Il movimento dei colori Il movimento (linguaggio) dei colori si basa su 4 contrasti essenziali:
  1. Caldo/freddo
  2. Chiaro/scuro Ogni colore ha, quindi, 4 suoni principali:
  • caldo/chiaro – caldo/scuro
  • freddo/chiaro – freddo/scuro Generalmente il punto di riferimento dei colori caldi è il giallo, di quelli freddi il blu. Su una superficie il colore caldo si muove in modo dinamico (centripeto, centrifugo) verso lo spettatore, quello freddo se ne allontana. Il contrasto chiaro/scuro muove i colori nella stessa maniera ma in modo anti-dinamico (resistenza, non resistenza) ed è rigido, statico.

Il movimento giallo-blu : in base alle prime due opposizioni, il colore ha due movimenti:

  • allontanamento dalla spettatore
  • avvicinamento al centro I colori primari si allontanano o avvicinano in base alla loro gradazione di bianco (schiarire) e di nero (scurire). Il suono del giallo : il giallo è il colore tipico della terra. Non può avere troppa profondità. Se raffreddato dal blu acquista un accenno malato. Il giallo si può paragonare all’estate morente che dilapida assurdamente le sue energie nell’incendio delle foglie autunnali, di quelle foglie di cui ormai è scomparsa la quiete dell’azzurro, che è salito in cielo. Nascono così colori folli di energia, ma incapaci di profondità. Wassily Kandinsky, 1912 Il bianco è quasi il simbolo di un mondo in cui tutti i colori, come principi e sostanze fisiche, sono scomparsi. È un mondo così alto rispetto a noi che non ne avvertiamo il suono. Sentiamo solo un immenso silenzio che, tradotto in immagine fisica, ci appare come un muro freddo, invalicabile, indistruttibile, infinito. Per questo il bianco ci colpisce come un grande silenzio. È un silenzio che non è morto ma è ricco di potenzialità. È la giovinezza del nulla, o meglio un nulla prima dell’origine, prima della nascita. Forse la terra risuonava così nel tempo bianco dell’era glaciale. Sul bianco quasi tutti i colori affievoliscono di suono e a volte si dissolvono, lasciando solo una debole eco. Wassily Kandinsky, 1912 Il suono del nero: Il nero , è qualcosa di spento, come un rogo arso completamente. È qualcosa di immobile, come un cadavere che non conosce più gli eventi e lascia che tutto gli scivoli via da sé. È come il silenzio del corpo dopo la morte, dopo il congedo dalla vita. Esteriormente è il colore del minor suono: su uno sfondo nero qualsiasi colore, anche se ha un suono flebile, sembra forte e preciso. Wassily Kandinsky, 1912 Le potenzialità del nero risultano emergere più significativamente da una linea retta orizzontale. Mentre quelle del bianco sono rafforzate da una linea retta verticale. Il rosso è un colore dilagante, tipicamente caldo, vitalissimo, vivace, irrequieto. Senza avere la superficialità del giallo, che si disperde in tutte le direzioni, dimostra una energia immensa e quasi consapevole. In questa agitazione e in questo fervore introversi, poco rivolti all’esterno, c’è per così dire una maturità virile. Wassily Kandinsky, 1912 Il movimento (linguaggio) dei colori si basa su 4 contrasti essenziali:
  • Rosso/verde
  • Viola/arancione Fisicamente i colori dei due diversi contrasti hanno lo stesso tipo di rapporto, cioè sono complementari.

ARANCIONE = MOVIMENTO = CAMPANA

esprime energia, movimento; più è vicino alle tonalità del giallo più è superficiale. MARRONE = si ottiene mischiando il rosso e il nero e, quindi, «sorvegliando» la forte energia del rosso attraverso la morte del nero. Ne consegue che il marrone risulta duro, poco dinamico, ottuso.

Lezione 4 - 28/03/ Due teorie che hanno posto le fondamenta del corso di basic design alla Bauhaus. Sia Itten che Kandinsky insegnano insieme al corso base, un corso che gli studenti sono tenuti a seguire appena entrano alla Bauhaus. La Bauhaus era famosa per presentarsi come una comunità, idea molto innovativa per l’epoca. Professori e alunni vivevano tutti all’interno della struttura. Venne fondata in una cittadella in periferia, a Weimar, una città molto giovanile, eclettica ed industriale. Qui Walter Gropius crea una comunità di lavoro, dove venivano riunite gran parte di tutte le discipline artistiche. G. riunisce sotto la stessa struttura diverse discipline artistiche quali scultura, pittura, architettura, arredamento e artigianato; G. Voleva fondare una comunità di lavoro che comprendesse tutte le discipline artistiche e che sia finalmente in grado di produrre con le proprie forze tutto ciò che appartiene all’arte delle costruzioni. Il programma di Gropius era quello di preparare diverse figure professionali:

  • (^) Auspicava ad una perfezione tecnica ed estetica ad ogni livello, dai bicchieri agli edifici pubblici;
  • (^) Istruiva gli studenti sul bisogno di superare «l’isolamento esplosivo dei singoli» = Gropius andò contro al concetto dell’individualità del progettista, non riteneva di dover tirare fuori l’individualità del progettista quanto quella di creare una collettività, un rapporto solido tra vari professionisti di vari ambiti.
  • (^) Il programma della Bauhaus era dimostrare che «per noi artisti l’ artigianato rappresenta un’ancora di salvezza»;
  • (^) Cercò incessantemente di creare un legame tra i laboratori della scuola e l’industria tedesca - tanto’è che chiesero spesso di realizzare dei progetti che poi sarebbero stati messi in produzione. Oltre a Kandinsky e Itten Gropius chiamò molte altre figure importanti come Feininger. All’epoca era molto importante essere chiamati per insegnare alla Bauhaus: Gropius garantiva un alloggio per l’insegnante ma anche per la famiglia, oltre ad un atelier e uno stipendio (epoca di grande crisi in seguito alla prima guerra mondiale). Semestre/trimestre La scuola aveva un programma molto definito. Innanzitutto aveva un semestre preliminare in cui si frequentava:
  • studio elementare della forma (tenuto da Kandinsky e Itten).
  • studio dei materiali nelle officine. Il corso preliminare ( Vorkus o Grundkurs ) era fondato su un immediatezza espressiva di matrice espressionista prima e costruttiva-funzionalista poi. Superato il trimestre preliminare, si accedeva al triennio che era costituito da laboratori diretti da un maestro della forma (un artista) e un maestro artigiano, qui si studiava:
  • studio della natura;
  • studio della tessitura dei materiali studio dello spazio, del colore, della composizione;
  • studio delle strutture e rappresentazione;
  • studio dei materiali e degli strumenti: legno, metallo, tessuto, colore, vetro, creta, pietra
  • architettura e cantiere;
  • sperimentazione e progetto, scienza delle costruzioni, ingegneria.