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BLS lezione 1 24/11/
Il primo soccorso è l’aiuto dato al soggetto infortunato o malato, da personale non sanitario, in attesa dell’intervento specializzato. L’organizzazione del primo soccorso Obiettivi:
- attivazione in modo corretto del 118
- protezione della persona coinvolta e gestire eventuali rischi
- controllo dell’incidente
- evitare o contenere i danni ambientali
- realizzazione di un primo soccorso in attesa dell’arrivo di personale qualificato EMERGENZA Condizione statisticamente poco frequente che coinvolge uno o più individui vittime di eventi che necessitano di immediato ed adeguato intervento terapeutico o ricorso a mezzi speciali di trattamento URGENZA Condizione statisticamente ordinaria che riguarda uno o pochi individui colpiti da processi patologici per i quali, pur non esistendo immediato pericolo di vita, è tuttavia, necessario adottare entro breve tempo l’opportuno intervento terapeutico SISTEMA 118 INTEGRATO NUMERO UNICO DI SOCCORSO SANITARIO RETE TELEFONICA RISERVATA ALLA SANITA’ PUNTI DI 1° INTERVENTO, tipo il pronto soccorso ma non solo PRONTI SOCCORSO – OSPEDALI DI I° E II° LIVELLO IN RETE OBIETTIVI RIDURRE LE MORTI EVITABILI DIMINUIRE I TASSI DI INVALIDITÀ RIDURRE LA RIDURRE LA MORBILITÀ’ ATTIVAZIONE DELLA CENTRALE OPERATIVA cosa deve sapere l’operatore del 118 quando telefoniamo Nome Località: Via, numero civico e numero di telefono Ha visto l’accaduto, per capire la gravità della situazione Vede l’infortunato, per capire la gravità della situazione ATTIVAZIONE DELLA CENTRALE OPERATIVA-Paziente internistico Cosciente – respira Dolore: addome, torace, altro. Chiamata al 118 più diffusa: infarto Da quanto tempo il paziente sta male Età del paziente, età incide in maniera importante sulla gravità dell’intervento
ATTIVAZIONE DELLA CENTRALE OPERATIVA-Paziente traumatico Numero di pazienti coinvolti e numero mezzi coinvolti Cosciente – respira Incastrati, caduta da altezza x, se superiore a 3 metri il paziente può riportare lesioni che lo mettono in pericolo anche se respira ed è cosciente. Ferita penetrante, paziente sbalzato, sostanza infiammabile CONTESTO OPERATIVO L’organizzazione di ogni ospedale, struttura sanitaria, ULSS è estremamente variabile. Dipende dalla popolosità della zona. Una parte di ambulanze sono gestite direttamente dalle aziende USL. Nelle ambulanze sono presenti, prima della chiamata, un autista soccorritore, generalmente OSS con un corso di guida veloce e un infermiere. Ci sono un sacco di postazioni associazioni, ci sono delle ONLUS che fanno lavorare infermieri e soccorritori e mettono a disposizione delle ambulanze per i trasporti secondari o di farle intervenire in situazioni di urgenza o semi urgenza. Un esempio di queste ambulanze può essere quelle della croce rossa italiana LIVELLI DI SOCCORSO
- Ambulanze volontariato
- Ambulanza con infermiere professionale
- Ambulanza co medico di emergenza territoriale
- Auto medica, attrezzata con presidi medici molto avanzati compreso respiratore, con anestesista e-o medico di emergenza territoriale più infermiere professionale
- Eliambulanza con anestesista e due infermieri professionali. PROBLEMI LEGALI NEL SOCCORSO Quando intervenite per soccorrere una persona colpita da malore o un ferito, dal punto di vista legale avete iniziato l’assistenza. Se noi parliamo o tocchiamo la persona, il soccorso è già iniziato OMISSIONE DI SOCCORSO ART. 593 C.P. Il reato è consumato da chiunque” ...trovando abbandonato...persona incapace di provvedere a sé stessa omette di darne avviso all’Autorità. Alla stessa pena soggiace chi, trovando un corpo inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso alle Autorità.” STATO DI NECESSITÀ ART. 54 CODICE PENALE Non è punibile chi abbia commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo non da lui volontariamente causato né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionale al pericolo. IL SOCCORRITORE E LE MANOVRE SANITARIE Manovre eseguibili da un soccorritore:
- valutazione parametri vitali e principali alterazioni
- massaggio cardiaco esterno e ventilazione artificiale
- immobilizzazione rachide e arti
ANELLO D
è il tempo di contatto e di colloquio con la Centrale Operativa ANELLO E è il tempo che impiega la Centrale Operativa ad individuare il mezzo idoneo più vicino ANELLO F è il tempo che impiega il mezzo di soccorso individuato a giungere sul posto ANELLO G è il tempo che utilizza l’equipe di soccorso per le prime cure e il successivo trasporto in ospedale, se necessario PROTEGGERE – AVVERTIRE – SOCCORRERE P.A.S. Proteggere Proteggere sé stessi, la persona a cui si presta soccorso, eventuali astanti Proteggersi e proteggere è la prima cosa da fare È necessario:
- mantenere la calma
- osservare bene se la situazione e l’ambiente sono sicuri
- se vi sono rischi adottare misure idonee per rimuoverli o evitarli AVVERTIRE Il numero telefonico unico per l’emergenza sanitaria è il 118 attivo su tutto il territorio regionale SOCCORRERE IN CASO DI INFORTUNIO agire con calma e determinazione Attivare i soccorsi (118) iniziare i primi soccorsi salvaguardando la sicurezza dei soccorritori RICORDA L’operatore telefonico che lavora in Centrale Operativa 118 è un Infermiere professionale esperto: quando risponde alla chiamata ha già iniziato ad aiutarti, rispondi alle sue domande con calma e precisione: NON IRRITARTI, NON STA PERDENDO TEMPO! CENNI DI ANATOMIA E FISIOLOGIA Il cuore è un muscolo, miocardio, delle dimensioni di un pugno, posizionato al centro della cavità toracica, in un’area denominata mediastino; è circondato da un sacco che si chiama pericardio ed è diviso in una sezione destra ed una sinistra, separate da un setto. Ognuna delle due parti si compone di due cavità, una
superiore atrio ed una inferiore ventricolo: l’atrio è in comunicazione con il rispettivo ventricolo tramite una valvola che consente il flusso unidirezionale del sangue; quindi, il sangue passa dal ventricolo alla rispettiva arteria.La contrazione cardiaca è un processo involontario e automatico determinato da un regolatore di ritmo, nodo del seno, posto nel tessuto cardiaco. MALATTIA CORONARICA Le pareti del cuore sono irrorate dalle arterie coronarie che nascono dal primo tratto dell’aorta, appena fuori dal ventricolo sinistro. Tra le principali cause di patologie a danno delle coronarie vi è l’aterosclerosi, vale a dire una degenerazione della parete delle arterie, legata al progressivo deposito di grassi presenti in eccesso nel sangue (placca aterosclerotica). La placca determina ispessimento delle pareti e perdita di elasticità dell’arteria, con ostacolo del flusso di sangue e riduzione dell’ossigenazione dei tessuti. A livello coronarico allora insorgono patologie quali l’angina, l’infarto miocardico e aritmie anche fatali. Gì infarti sono generalmente al ventricolo sinistro, quello che deve fare più sforzo LA CIRCOLAZIONE DEL SANGUE NEL CUORE
LEZIONE 2 1/12/2023 APPARATO RESPIRATORIO
È un complesso sistema deputato allo scambio dei gas: l’O2 viene assimilato, mentre la CO2 viene eliminata. L’ingresso dell’aria avviene dal naso e dalla bocca che si raccordano posteriormente nella faringe; la faringe a sua volta si sdoppia anteriormente nella laringe e posteriormente nell’esofago. La laringe a sua volta continua nella trachea, che si suddivide nei due bronchi destro e sinistro che penetrano nei polmoni, dove si suddividono in bronchi di minor calibro (bronchioli) e terminano in formazioni sacciformi, gli alveoli. Queste strutture sono avvolte da una fitta rete di capillari sanguigni dove avviene la diffusione dei gas: così il sangue venoso si trasforma in sangue arterioso che raggiunge il cuore (vene polmonari) e quindi i tessuti. I polmoni sono contenuti all’interno della gabbia toracica (costituita da coste, sterno, vertebre e tessuto muscolare e di sostegno) e sono avvolti da una membrana chiamata pleura. Il ciclo inspirazione/espirazione è regolato da alcuni centri nervosi situati nel bulbo e da chemorecettori periferici posti sull’arteria carotide e aorta. Frequenza respiratoria normale 12,16 atti respiratori al minuto.
DISPNEA
Si intende la respirazione faticosa o difficoltosa a cui corrisponde un aumento del lavoro respiratorio. Questo sintomo può essere associato a numerose patologie:
- corpi estranei, edema della glottide
- asma, broncopneumopatie croniche ostruttive
- flogosi delle vie aere
- edema ed embolia polmonare
- infarto miocardico acuto, angina
- crisi epilettica, coma diabetico FREQUENZA RESPIRATORIA NELL’ADULTO La frequenza respiratoria normale è di 12-20 atti/min (eupnea) In pazienti in coma con lesioni cerebrali o intossicazioni possono comparire disturbi, anche gravi, del ritmo respiratorio, quali:
- respiro rapido, boccheggiante e superficiale
- respiro in cui si instaurano periodi più o meno prolungati di assenza di respiro
- diminuzione della frequenza respiratoria (<9 atti/min.) LE OSSA E LO SCHELETRO Lo scheletro è l’insieme delle ossa e ha la funzione di sostegno del corpo. Le ossa del corpo sono 208; di norma si possono dividere in lunghe (femore, tibia, perone,omero....), brevi (vertebre, falangi e tutte quelle di piccole dimensioni) e piatte (scapola, ossa del cranio...). Le ossa sono avvolte da una robusta membrana, il periostio, che in caso di fratture interviene per la rigenerazione ossea.
VALUTAZIONE DELLE FUNZIONI VITALI
- funzione cerebrale
- funzione respiratoria
- funzione cardiaca DISTURBO DELA COSCIENZA La coscienza è la consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante Principali alterazioni della coscienza: lipotimia (presincope): malessere passeggero con ronzii auricolari, appannamento della vista, sudorazione, senso di freddo, sensazione angosciata di imminente perdita dei sensi sincope: perdita di coscienza improvvisa, di breve durata, a risoluzione spontanea. Il soggetto ha una debolezza muscolare generalizzata ed è incapace di mantenere la posizione eretta COME RICONOSCERE LA LIPOTIMIA E LA SINCOPE? Il soggetto presenta: malessere con capogiro e/o sensazione che gli oggetti si muovano, percezione confusa, nausea e vomito, pallore, sudorazione fredda, ronzii o fischi alle orecchie COSA FARE non è un paziente traumatizzato
- posizionare il paziente sdraiato e con le gambe innalzate per favorire il massimo apporto di sangue al cervello
- liberare il paziente dagli indumenti stretti
- cominciare la rianimazione di base (BLS- valutazioni, tipo e il paziente risponde)
- mettere il paziente in posizione laterale di sicurezza, se non vi è trauma, in caso di vomito
- mantenere l’osservazione del paziente
- chiamare il 118 se non è stato fatto al momento del BLS IL COMA Totale e prolungata perdita della coscienza con mancata risposta a stimoli verbali, tattili, dolorifici. CAUSE
- trauma cranico
- emorragia o ischemia cerebrale
- disturbi metabolici ed endocrini, tipo il diabete
- infezioni, tipo meningiti
- intossicazioni, alcool, farmaci o di tipo suicidario COSA FARE
- allertare immediatamente il 118
- verificare e monitorare le funzioni vitali
- controllare se vi sono stati traumi o se vi sono emorragie in atto, girare il paziente di lato se c’è vomito Il pericolo più grosso per un paziente in coma è l’arresto respiratorio.
ACCIDENTI CEREBROVASCOLARI ACUTI
Deficit della vascolarizzazione che comporta una sofferenza anossica delle cellule cerebrali coinvolte, esempi ostruzioni a livello della carotide o dei vasi che portano sangue al cuore o rotture di vasi arteriosi. Può esserci lo stato di coma. ATTACCO ISCHEMICO TRANSITORIO TIA Temporanea e limitata disfunzione cerebrale di origine vascolare a rapida instaurazione e altrettanto rapida risoluzione. Il paziente perde per un attimo conoscenza. Vediamo segni di lato. ICTUS CEREBRALE Grave alterazione acuta ed improvvisa, sempre su base vascolare, delle funzioni cerebrali causa di morte o di deficit neurologici perduranti e a volte permanenti. Segni di lato ovvero un danno motorio a metà parte del corpo CAUSE La formazione di un trombo o la presenza di un embolo determina un’ostruzione improvvisa di un vaso cerebrale con arresto del flusso sanguigno verso un’area del cervello. Se tale ostruzione si risolve spontaneamente entro pochi minuti non si ha morte cellulare (TIA), che si verifica invece in caso di infarto cerebrale. La rottura improvvisa di un’arteria cerebrale o di un aneurisma, oltre a far mancare l’apporto di ossigeno, causa una lesione diretta del cervello a causa della compressione del sangue sulle strutture cerebrali, alterandone il funzionamento (ictus emorragico) FATTORI DI RISCHIO
- aterosclerosi
- età avanzata
- ipertensione arteriosa
- diabete mellito
- fumo SEGNI E SINTOMI NEUROLOGICI GENERALI
- cefalea improvvisa importante
- lipotimia e sincope
- alterazioni dello stato di coscienza
- convulsioni
- alterazioni del respiro
- amnesia, sudorazione algida
- perdita controllo sfinteri SEGNI E SINTOMI NEUROLOGICI FOCALI
- alterazioni della motilità a carico di un distretto corporeo più o meno vasto
- alterazioni della sensibilità a carico di un distretto corporeo più o meno vasto
- disturbi visivi e del linguaggio
- disturbi dell’equilibrio
- ronzii auricolari
- difficoltà alla deglutizione
DIFFICOLTÀ RESPIRATORIE
cause mediche: malattie polmonari, bronchiali, cardiache e delle prime vie aeree, asma cause traumatiche: corpi estranei inalati, traumi del torace, annegamento, folgorazione cause tossiche: intossicazioni da gas ambientali, da fumo, farmaci o droghe, anche il coma etilico può portare ad arresto respiratorio INSUFFICIENZA RESPIRATORIA Nel soggetto con insufficienza respiratoria da inalazione e cosciente, il paziente deve essere messo in posizione semiseduta, perché questa posizione ha il vantaggio che i visceri addominali non spingono sul diaframma, in attesa del 118. Se è in coma va messo in posizione supina Nel soggetto vittima di insufficienza respiratoria da inalazione ed incosciente:
- assicurare la pervietà delle vie aeree
- controllare le funzioni vitali
- chiamare il 118 ATTACCO ASMATICO L’asma è una malattia caratterizzata da una infiammazione delle vie aeree e da una iperreattività della muscolatura bronchiale a diversi stimoli. L’attacco asmatico si caratterizza per un diverso grado di ostruzione delle vie aeree e può portare all’arresto respiratorio. Problema di ostruzione LEZIONE 3 5/12/ ATTACCO ASMATICO COSA PUÒ SCATENARE L’ATTACCO ASMATICO Reazioni allergiche Inalazioni di sostanze irritanti come vapori, solventi fumi Stress, esercizio fisico, emotività COS’È è una difficoltà respiratoria improvvisa, causata da spasmo della muscolatura bronchiale, con conseguente riduzione del calibro dei bronchi. Il paziente produce un fischio, un sibilio. COME RICONOSCERLO
- difficoltà prevalentemente espiratoria
- rumori espiratori, fischi, udibili anche da chi sta vicino al paziente
- tosse secca, sforzo dei muscoli respiratori del torace Il paziente è agitato, tende a mantenere la posizione seduta COSA FARE? attivare i soccorsi rassicurare la persona porla in posizione seduta
allentare abiti troppo stretti sul torace coprirla per mantenere il calore corporeo sorvegliarla e assisterla nell’attesa dei soccorsi IL DOLORE TORACICO CARDIACO È provocato da una riduzione dell’apporto di ossigeno, che è assicurato al cuore dalle arterie coronariche. Se si riduce la pervietà di queste arterie si riduce l’apporto di ossigeno. CARATTERISTICHE DEL DOLORE TORACICO CARDIACO sede del dolore: retrosternale, stomaco, a volte è presente solo a livello dello stomaco, tipico degli infarti destri. Torace sinistro, spalla irradiazione: gola, mandibola, spalla sinistra, braccio sinistro, mano sinistra Quando l’infarto è così grave da essere accompagnato da ipotensione, i sintomi sono legati alla mancanza di sangue a livello periferico Questa situazione può iniziare così e finire in arresto cardiocircolatorio. accompagnato da: sudorazione profusa, nausea, vomito, angoscia, agitazione ANGINA L’angina pectoris è un dolore toracico dovuto ad un restringimento temporaneo dei vasi coronarici: le coronarie restringendosi provocano una diminuizione dell’apporto di sangue al cuore (ischemia). È una sorta di pre infarto. Sintomi
- dolore sternale irradiato spalla, braccio, collo a sinistra.
- pallore
- sudorazione algida
- ansia
- difficoltà respiratorie Cosa fare?
•molte vittime contemporaneamente possono subire lesioni di diversa tipologia
- anche persone apparentemente illese possono peggiorare successivamente
- i rischi connessi all’incendio possono danneggiare gli stessi soccorritori Inalazioni di fumi Incendi di dimensioni limitate possono possono generare grandi quantità di fumo. Il fumo impedisce la visibilità e rende difficoltosa la respirazione. I fumi possono danneggiare le vie aeree a tre livelli:
- glottide: infiammazione ed edema con conseguente grave compromissione respiratoria
- trachea e bronchi:corrosione della mucosa, deposizione di fuliggine; la sintomatologia può insorgere anche dopo 48 h
- parenchima polmonare: edema polmonare acuto Come sospettare e valutare l’intossicazione da fumo
- circostanza, tosse
- irritazione di occhi e gola
- fuliggine: presenza nelle secrezioni
- ustioni:colorazione nerastra intorno alle labbra, al naso e alla bocca
- disfonia (voce rauca)
- disturbi respiratori:sensazione di soffocamento, dispnea, polipnea, sibili e rantoli
- stato di coscienza:alterazioni anche transitorie o stato confusionale, Cosa fare?
- spostare rapidamente il paziente in un’area non contaminata da fumo, mantenendo l’allineamento del rachide durante lo spostamento
- chiamare il 118
- garantire la pervietà delle vie aeree COSA È UNA USTIONE? Un'ustione è un danno della cute o dei tessuti sottostanti causato dal contatto con una fonte di calore o da una corrente elettrica e rappresenta una delle esperienze più dolorose che una persona possa provare. Le ustioni sono lesioni acute da calore provocate direttamente dalla fiamma oda contatto con solidi, liquidi e vapori ad alta temperatura. Sono ustioni anche le lesioni da causticazione chimica da acidi e basi forti e le lesioni da corrente elettrica. l’origine può essere TERMICA- da fiamme, radiazioni, liquidi bollenti ed oggetti roventi CHIMICA- da vari acidi, basi e sostanze caustiche ELETTRICA- da corrente elettrica LUCE- da intensa e prolungata esposizione alla luce solare RADIAZIONI- da una fonte di tipo nucleare Possono essere classificate in tre gradi in base alla profondità della lesione I° grado:ustione superficiale, si presenta come un arrossamento cutaneo (eritema) pelle arrossata
2° grado:compaiono bolle o/e vescicole e dolore, la pelle si stacca, da sotto viene secreto una grande quantità di liquido 3° grado:distruzione di tutti gli strati della cute ed anche dei tessuti sottostanti (cute carbonizzata) La gravità dell’ustione dipende dalla estensione dell’ustione. Se è inferiore al 9% della superficie corporea, il paziente non ha grossi danni. Laddove le ustioni sono estese il paziente può essere a rischio di vita perché la sua superficie ustionata è ampia e attraverso la superficie ustionata si formano le bolle e il paziente perde un’enorme quantità di liquidi. Il paziente deve essere messo in terapia intensiva con delle flebo per recuperare i liquidi. LA REGOLA DEL 9 È il modo in cui si può suddividere la nostra superficie corporea in parti da 9% Il viso è 9% La parte anteriore del torace è 9% La parte posteriore del torace è 9% Le braccia 4.5% Parte anteriore e posteriore della gamba sono 9% Ecc… Il tronco costituisce il 36% della superficie totale del corpo Testa e collo 9 % Arti inferiori 18% ciascuno Arti superiori il 9% ciascuno l’ustione che occupa una superficie > al 10% negli adulti e al 5% nei bambini, comporta squilibri di carattere non generale Sono considerate gravi:
- le ustioni che interessano il tratto respiratorio, i tessuti molli e le ossa
- le ustioni di 2° e 3° al viso, inguine, mani, piedi e articolazioni principali
- le ustioni in persone di età > 60 anni ed < a 8 anni Nelle ustioni esiste il pericolo di:
- infezioni
- shock
- disidratazione Cosa fare? Ustioni di 1°: bagnare con acqua fredda, asciugare senza strofinare ed impolverare con talco Tutte le altre: medicare asetticamente, usare garze mai cotone
- soffocare eventuali fiamme presenti sul corpo
- verificare se il paziente è cosciente
- attivare tempestivamente il 118
- non rimuovere abiti che aderiscono alle ustioni, non applicare pomate o sostanze grasse o ghiaccio
- dare da bere, posizione antishock nelle ustioni di 3 grado
- se è il caso, valutazioni come da BLS In caso di ustioni da corrente elettrica cercare sia l’ustione d’entrata che d’uscita della corrente e trattarle entrambe come ustioni di 3. In caso di ustioni chimiche lavare con acqua corrente in abbondanza.
- attenzione alla propria sicurezza
- considerare sempre possibile una lesione spinale silente
- verificare se la cavità orale è libera da corpi estranei
- comprimere manualmente sulla sede di sanguinamento in caso di emorragia esterna LE FERITE Le ferite sono lesioni di continuo della cute, più o meno profonde, che possono interessare anche i muscoli e i vasi:
- abrasioni, escoriazioni
- ferita da taglio, a margini quasi rettilinei
- ferita da punta, lesione di diametro piccolo, ma profonda
- ferita lacero- contusa, la cute ed i tessuti sottostanti, per strappi o sfregamenti, si rompono dando luogo a lesioni molto irregolari I pericoli delle ferite vanno dall’infezione all’emorragia. In caso di ferite profonde si possono avere lesioni di organi interni, gravi emorragie, shock. I sintomi: - cute lesa
- fuoriuscita di sangue
- dolore LE FERITE L’abrasione può essere provocata da una lama che, con un movimento radente, asporta gli strati più superficiali della cute o da una caduta. Sintomi: dolore, striature sanguinanti, cute arrossata, gonfiore. Lavare con acqua e disinfettare L’escoriazione è una ferita dove la cute viene lacerata a causa della sua compressione e strofinamento tra una superficie ruvida e l’osso. La zona interessata si presenta sanguinante e tumefatta. Lavare, disinfettare e tamponare con garza Le ferite da punta, da taglio e da punta e taglio possono essere provocate da corpi appuntiti e filiformi, da corpi taglienti e da corpi affilati e con punta. La ferita può presentarsi di grosse dimensioni con notevole perdita di sangue, dolore, shock fino alla morte. COSA FARE?
- utilizzare i guanti
- lavaggio e disinfezione
- se c’è emorragia, fare una compressione sul punto di sanguinamento
- non comprimere se vi sono corpi estranei conficcati
- non rimuovere il corpo estraneo (pericolo di emorragia)
- nel caso di ferite estese e/o profonde o in sedi particolari chiamare tempestivamente il 118 GRAVITÀ DELLE FERITE La gravità delle ferite si giudica da:
- estensione
- profondità
- presenza di corpi estranei FERITE Sono sempre gravi e richiedono terapie ospedaliere le ferite:
- al viso
- agli orifizi naturali del corpo
- al torace
- all’addome COMPLICANZA DELLR FERITE
- emorragie
- shock
- infezioni (tetano)
- lesioni organi interni LE EMORRAGIE Fuoriuscita di sangue dai vasi sangugni:
- emorragia esterna, il sangue fuoriesce direttamente all’esterno (arteriose, venose, capillari)
- emorragia interna, con raccolta di sangue nelle cavità corporee (cranio, torace, addome)
- emorragia interna esteriorizzata, con raccolta di sangue all’interno di organi che sono in comunicazione con l’esterno (orecchio, naso...) La gravità dipende dalla quantità di sangue perduto COSA FARE? Emorragia esterna
- tamponare l’emorragia con una pressione diretta o sui punti di compressione
- sdraiare l’infortunato senza rialzare il capo
- chiamare tempestivamente i soccorsi, 118
- solo in situazioni di rischio per la vita, applicare un laccio (striscia di tessuto, cintura...)
- non rimuovere i corpi conficcati
- coprire per evitare perdite di calore LESIONI PENETRANTI SE A CARICO DEL TORACE, DELL’ADDOME O DELLA RADICE DEGLI ARTI, COSTITUISCONO EMERGENZE ASSOLUTE E INDIFFERIBILI Le emorragie esterne devono essere tamponate Nel caso di emorragie esterne da amputazione completa o parziale di un arto si può applicare un laccio a monte della lesione (anche un pezzo di stoffa può fare da laccio e consente il passaggio di un po’ di sangue e una parziale ossigenazione) Una volta messo il laccio non va rimosso