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BLS
Susanna Rimondi, TeRP 1° anno
PRIMO SOCCORSO: aiuto dato al soggetto infortunato o malato, da personale non sanitario, in attesa dell’intervento specializzato. ORGANIZZAZIONE DEL PRIMO SOCCORSO, molto variabile poiché cambia in base alla struttura sanitaria:
- attivazione in modo corretto del 118 → 112 numero unico di emergenza (giudiziaria, incendio, violenza, soccorso sanitario);
- protezione della persona coinvolta e gestione eventuali rischi;
- controllo dell’incidente;
- evitare o contenere i danni ambientali;
- realizzazione di un primo soccorso in attesa dell’arrivo di personale qualificato; EMERGENZA e URGENZA sono due cose completamente diverse ( quiz ) EMERGENZA → condizione statisticamente poco frequente che coinvolge uno o più individui vittime di eventi che necessitano di immediato ed adeguato intervento terapeutico o ricorso a mezzi speciali di trattamento → PERICOLO DI VITA URGENZA → condizione statisticamente ordinaria che riguarda uno o pochi individui colpiti da processi patologici per i quali, pur non esistendo immediato pericolo di vita, è tuttavia necessario adottare entro breve tempo l’opportuno intervento terapeutico → NO pericolo di vita
SISTEMA 118 INTEGRATO:
- numero unico di soccorso sanitario,
- linea telefonica riservata alla sanità, parallela a quella normale, via cavo SUPER PROTETTA, (in caso di grande emergenza per restare il più possibile in contatto).
- punto di primo intervento → pronti soccorso (dislocati sul territorio) – ospedali di I e II livello in rete. Garantiscono un primo soccorso sanitario tempestivo. OSPEDALI SATELLITI → indirizzano agli ospedali più grandi nel caso in cui certe patologie non vengano trattate.
- in america il numero è 911 (operatori rimangano in contatto con la persona → migliorano l’efficacia del soccorso).
- dev’essere un numero sempre libero OBIETTIVI: Ridurre le morti evitabili perché di fronte a situazioni gravi se ne salvano tanti (es. 40% di arresti cardiocircolatorio vengono salvati );
- automedica con anestesista e/o medico di emergenza territoriale + infermiere professionale (interviene sui codici più gravi per stabilizzare, ma ce ne sono pochi + veloce dell’ambulanza)
- eliambulanza con anestesista e due infermieri professionali (incidenti gravi gravi) Non appena l’operatore riceve la chiamata deve capire:
- il codice di gravità.
- che mezzo mandare.
- che cos’ha da mandare.
- i tempi di intervento del 118 sono oggetto di monitoraggio regionale. Problematiche legali nel soccorso Quando si interviene per soccorrere una persona colpita da malore o un ferito, dal punto di vista legale ha inizio l’assistenza. Quando inizia il soccorso sanitario: quando TOCCO o PARLO alla persona che necessità soccorso. Omissione di soccorso (art. 593 C.P.) → non possiamo sottrarci a questo tipo di attività → REATO PUNIBILE CON UN PROCESSO. Il reato è consumato da chiunque “... trovando abbandonato … persona incapace di provvedere a sé stessa omette di darne avviso all’Autorità. Alla stessa pena soggiace chi, trovando un corpo inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso alle Autorità.” E se causo dei danni? In america “LEGGE DEL BUON SAMARITANO” IO, PROFESSIONISTA SANITARIO, A QUALI OBBLIGHI DEVO ADEMPIERE RISPETTO AD UNA PERSONA COMUNE?
- Obbligo di intervenire.
- Cercare di impegnarti. Una delle cose che si dà per scontato → se arriva un defibrillatore e noi non lo usiamo, siamo penalmente responsabili. Stato di necessità – Articolo 54 Codice Penale Non è punibile chi abbia commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo non da lui volontariamente causato né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionale al pericolo. Il soccorritore e le manovre sanitarie (quiz) Manovre eseguibili da un soccorritore:
- valutazione parametri vitali e principali alterazioni → frequenza cardiaca, respiratoria, temperatura.
- massaggio cardiaco esterno e ventilazione artificiale → rianimazione cardiopolmonare.
- immobilizzazione rachide e arti per infortunio traumatico
- emostasi, protezione e medicazione ferite
- sottrazione di un ferito o di un malato da situazioni di immediato pericolo
- mobilizzare un paziente che non sta bene Consenso informato → non si può non tenere conto del parere della vittima. Nelle decisioni prese nei confronti di una persona cosciente e maggiorenne bisogna tenere conto anche del parere della vittima. Es. chiamare un’ambulanza o un medico o un familiare OPPORTUNO avere un testimone → se qualcuno non vuole essere curato/ricoverato nonostante le necessità. Consenso implicito → incapace di intendere e di volere temporaneamente. Se la persona non è cosciente o non può esprimere il suo consenso per altre ragioni, si decide in modo autonomo per salvaguardare la salute della persona. Responsabilità per i beni altrui Se la vittima non è perfettamente cosciente, consegnare eventuali oggetti personali ai parenti o al personale sanitario a cui la si affida, alla presenza di un testimone. L'oggetto più rubato in ospedale, DENTIERA. Diritto alla discrezione Ogni persona ha diritto alla discrezione e quindi è poco corretto raccontare ad altri eventi o situazioni di cui si è stati testimoni o partecipanti attivi. Sequenza delle operazioni di soccorso – CATENA DEL SOCCORSO SANITARIO
- tempo che intercorre dall’incidente al momento in cui il soccorritore vede l’accaduto (tendenzialmente questo è il momento in cui viene perso più tempo).
- tempo soggettivo necessario al soccorritore per:
- dominare l’ansia, la paura, l’agitazione → importante aspetto psicologico in situazioni di emergenza.
- osservare bene quanto successo.
- proteggere l’infortunato per evitare un peggioramento della situazione (es. muratore che cade di faccia dal primo piano di un impalcatura, morto perché nessuno l’ha girato per respirare).
- tempo necessario per raggiungere un telefono → perché la chiamata viene adesso? per permetterci di comprendere la situazione e dare le opportune informazioni all’operatore, cosicché si abbia un miglior intervento.
- tempo di contatto e di colloquio con la Centrale Operativa.
- tempo che impiega la Centrale Operativa ad individuare il mezzo idoneo più vicino.
- tempo che impiega il mezzo di soccorso individuato a giungere sul posto.
- tempo che utilizza l’equipe di soccorso per le prime cure e il successivo trasporto in ospedale, se necessario. _ uno dei quiz più sbagliati_** : assisti ad un annegamento in mare e sei da solo, cosa fai? PRIMA bisogna chiamare il 118, e solo dopo si soccorre la vittima.
Proteggere - Avvertire - Soccorrere – P.A.S.
PROTEGGERE → Proteggere sé stessi, la persona a cui si presta soccorso, eventuali astanti. Proteggersi e proteggere è la prima cosa da fare.
trasportano la corrente elettrica che nasce in punto preciso del cuore verso tutto il muscolo in modo che la rivoluzione cardiaca avvenga in maniera determinata e precisa → far girare il sangue all’esterno del cuore. Il cuore per funzionare deve ricevere il sangue → ci sono delle arterie (coronarie), dei vasi, che portano sangue ben ossigenato per farlo funzionare. Danneggiate se: fumiamo, cattiva alimentazione, età avanzata → conseguenze anche mortali perché si formano ostruzioni dette placche aterosclerotiche, tendenzialmente improvvisa → causa infarto del miocardio. MALATTIA CORONARICA Le pareti del cuore sono irrorate dalle arterie coronarie che nascono dal primo tratto dell’aorta, appena fuori dal ventricolo sinistro. Tra le principali cause di patologie a danno delle coronarie vi è l’aterosclerosi, vale a dire una degenerazione della parete delle arterie, legata al progressivo deposito di grassi presenti in eccesso nel sangue (placca aterosclerotica). La placca determina ispessimento delle pareti e perdita di elasticità dell’arteria, con ostacolo del flusso di sangue e riduzione dell’ossigenazione dei tessuti. A livello coronarico allora insorgono patologie quali l’angina, l’infarto miocardico e aritmie anche fatali. LA CIRCOLAZIONE DEL SANGUE NEL CUORE SEZIONE DESTRA (circolare sistematica venosa)
SEZIONE SINISTRA
(circolare polmonare) PROVENIENZA DEL SANGUE Sangue ossigenato Vene polmonari CUORE DESTINAZIONE DEL SANGUE Piccola circolazione (circolazione polmonare): quella delle sezioni destre che ricevono sangue dalla periferia, sangue poco ossigenato; lo mandano verso i polmoni per ossigenarsi e dopo che ciò è avvenuto torna alle sezioni sinistre e da lì il sangue, ben ossigenato, va verso tutti i nostri organi per portare l’ossigeno per farlo funzionare. Orecchietta : apice della parte più esterna dell’atrio. Grande circolazione ** in blu sono le vene grosse che portano sangue al cuore destro (vena cava superiore, vena cava inferiore), convoglio di sangue nell’atrio, dall’atrio arriva nel ventricolo destro poi il sangue esce attraverso
l’arteria polmonare, si ossigena e poi torna indietro verso le vene polmonari sinistre (sono quattro). ** in rosso sono le arterie coronarie → partono dala parte tra atrio e ventricolo e poi si diramano ad irrorare e portare sangue verso tutto il ventricolo. Se noi sezioniamo il cuore, ci appare in questa maniera: Da un punto di vista della quantità di tessuto, l’atrio è molto sottile perché deve spingere il sangue dall’atrio, avanza poco, di mezzo centimetro, al ventricolo. I ventricoli hanno più muscolo perché devono spingere il sangue più lontano: l’atrio destro deve far arrivare il sangue fino ai polmoni, l’atrio sinistro lo deve far arrivare fino ??, quindi compie molto più sforzio. Gli infarti più grandi colpiscono il ventricolo sinistro. Il sangue refluo ritorna verso il cuore destro, sangue scuro perché poco ricco di ossigeno (sangue venoso, indica il senso di circolazione.) Sangue VERSO il cuore → sangue venoso (normalmente scarsamente ossigenato) Sangue LONTANO dal cuore → sangue arterioso. COMPITO DEL SANGUE → portare zucchero e ossigeno agli organi, crea la combustione zucchero-grasso in modo che le nostre cellule sopravvivano. VASI SANGUIGNI:
- arteriosi → polmonari e della grande circolazione: a parità di calibro le vene hanno una tonaca muscolare molto grossa → contribuiscono con la contrazione di questa struttura muscolare a spingere il sangue, struttura elastica. Funzione fisiologica ben più importante legata al contrasto di avversioni. Cosa succede quando abbiamo freddo? Vasodilatazione/ vasocostrizion e + Non disperdere eccessivi liquidi o temperatura, ma anche disperdere calore e tossine quando si ha la febbre. CENTRALIZZAZIONE DEL CIRCOLO
- venosi → piccola struttura muscolare → lavora il sangue a pressione bassa.
- capillari → struttura completamente prive di muscolo (solo funzione di scambio cellule-circolazione)
- L’aria viene aspirata attraverso il naso.
- Il diaframma si rilascia e risale facendo comprimere i polmoni. Il ricambio di ossigeno: l’ossigeno passa dagli alveoli al sangue; l’anidride carbonica passa dal sangue agli alveoli. L’ossigeno viene rilasciato dal sangue ai tessuti, l'anidride carbonica viene rilasciata dai tessuti al sangue. DISPNEA Si intende la respirazione faticosa o difficoltosa a cui corrisponde un aumento del lavoro respiratorio. Questo sintomo può essere associato a numerose patologie:
- corpi estranei, edema della glottide
- asma, broncopneumopatie croniche ostruttive
- flogosi delle vie aeree
- edema ed embolia polmonare
- infarto miocardico acuto, angina
- crisi epilettica, coma diabetico FREQUENZA RESPIRATORIA NELL’ADULTO La frequenza respiratoria normale è di 12-20 atti/min (eupnea) In pazienti in coma con lesioni cerebrali o intossicazioni possono comparire disturbi, anche gravi, del ritmo respiratorio, quali:
- respiro rapido, boccheggiante e superficiale
- respiro in cui si instaurano periodi più o meno prolungati di assenza di respiro
- diminuzione della frequenza respiratoria (<9 atti/min.) SCHELETRO E OSSA Lo scheletro è l’insieme delle ossa e ha la funzione di sostegno del corpo. Le ossa del corpo sono 208 ; di norma si possono dividere in
- lunghe (femore, tibia, perone, omero …)
- brevi (vertebre, falangi e tutte quelle di piccole dimensioni)
- piatte (scapola, ossa del cranio ...). Le ossa sono avvolte da una robusta membrana, il periostio, che in caso di fratture interviene per la rigenerazione ossea. ALLEGARE FOTO DEL CRANIO
La coscienza è la consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante Principali alterazioni della coscienza:
- lipotimia (presincope):
- malessere passeggero con ronzii auricolari
- appannamento della vista
- sudorazione
- senso di freddo
- sensazione angosciata di imminente perdita dei sensi
- sincope: perdita di coscienza improvvisa, di breve durata, a risoluzione spontanea. Il soggetto ha una debolezza muscolare generalizzata ed è incapace di mantenere la posizione eretta. COME RICONOSCERE LIPOTIMIA e SINCOPE? Il soggetto presenta malessere con capogiro e/o sensazione che gli oggetti si muovano, percezione confusa, nausea e vomito, pallore, sudorazione fredda, ronzii o fischi alle orecchie COSA FARE?
- posizionare il paziente sdraiato e con le gambe innalzate per favorire il massimo apporto di sangue al cervello
- liberare il paziente dagli indumenti stretti
- cominciare la rianimazione di base (BLS-valutazioni)
- mettere il paziente in posizione laterale di sicurezza, se non vi è trauma
- mantenere l’osservazione del paziente
- chiamare il 118 se non è stato fatto al momento del BLS COMA : Totale e prolungata perdita della coscienza con mancata risposta a stimoli verbali, tattili, dolorifici. CAUSE:
- trauma cranico
- emorragia o ischemia cerebrale
- disturbi metabolici ed endocrini
- infezioni
- intossicazioni COSA FARE?
- allertare immediatamente il 118
- verificare e monitorare le funzioni vitali
- controllare se vi sono stati traumi o se vi sono emorragie in atto ACCIDENTI CEREBROVASCOLARI ACUTI Deficit della vascolarizzazione che comporta una sofferenza anossica delle cellule cerebrali coinvolte. ATTACCO ISCHEMICO TRANSITORIO Temporanea e limitata disfunzione cerebrale di origine vascolare a rapida instaurazione e altrettanto rapida risoluzione
ICTUS CEREBRALE
Grave alterazione acuta ed improvvisa, sempre su base vascolare, delle funzioni cerebrali causa di morte o di deficit neurologici perduranti e a volte permanenti. CAUSE La formazione di un trombo o la presenza di un embolo determina un’ostruzione improvvisa di un vaso cerebrale con arresto del flusso sanguigno verso un’area del cervello. Se tale ostruzione si risolve spontaneamente entro pochi minuti non si ha morte cellulare (TIA), che si verifica invece in caso di infarto cerebrale. La rottura improvvisa di un’arteria cerebrale o di un aneurisma, oltre a far mancare l’apporto di ossigeno, causa una lesione diretta del cervello a causa della compressione del sangue sulle strutture cerebrali, alterandone il funzionamento (ictus emorragico). FATTORI DI RISCHIO
- aterosclerosi
- età avanzata
- ipertensione arteriosa
- diabete mellito
- fumo SINTOMI
- cefalea improvvisa importante
- lipotimia e sincope
- alterazioni dello stato di coscienza
- convulsioni
- alterazioni del respiro
- amnesia, sudorazione algida
- perdita controllo sfinteri
- alterazioni della motilità a carico di un distretto corporeo più o meno vasto
- alterazioni della sensibilità a carico di un distretto corporeo più o meno vasto
- disturbi visivi e del linguaggio
- disturbi dell’equilibrio
- ronzii auricolari
- difficoltà alla deglutizione CONVULSIONI Clinicamente la crisi convulsiva può manifestarsi in molti modi, ma l’evenienza più frequente è quella di una forma cosiddetta generalizzata (grande male) in cui possono riconoscersi tre fasi in successione temporale:
- FASE TONICA → improvvisa perdita di coscienza e caduta a terra rigidità, talora apnea anche prolungata (durata circa 30”)
- FASE CLONICA → contrazioni violente e ritmiche, bava alla bocca, cianosi, perdita di feci e urine (durata da 1-2 sino a 5 minuti).
- FASE POST-CRITICA → periodo d’incoscienza definito post-critico stato confusionale, cefalea (durata da pochi minuti sino a 30-60 minuti).
ATTACCO ASMATICO
L’asma è una malattia caratterizzata da un'infiammazione delle vie aeree e da una iperattività della muscolatura bronchiale a diversi stimoli. L’attacco asmatico si caratterizza per un diverso grado di ostruzione delle vie aeree e può portare all’arresto respiratorio. Cosa può scatenare l’attacco asmatico
- reazioni allergiche, infezioni
- inalazioni di sostanze irritanti (vapori, solventi, fumi)
- stress, esercizio fisico, emotività Cos’è : è una difficoltà respiratoria improvvisa, causata dallo spasmo della muscolatura bronchiale, con conseguente riduzione del calibro dei bronchi. Come riconoscerlo:
- difficoltà prevalentemente espiratoria
- rumori respiratori, fischi, udibili anche da chi sta vicino al paziente
- tosse secca, sforzo dei muscoli respiratori del torace Il paziente è agitato, tende a mantenere la posizione seduta COSA FARE
- attivare i soccorsi
- rassicurare la persona
- porla in posizione seduta
- allentare abiti troppo stretti sul torace
- coprirla per mantenere il calore corporeo
- sorvegliarla e assisterla nell’attesa dei soccorsi DOLORE TORACICO CARDIACO E’ provocato da una riduzione dell’apporto di ossigeno, che è assicurato al cuore dalle arterie coronariche. Se si riduce la pervietà di queste arterie si riduce l’apporto di ossigeno. Caratteristiche del dolore toracico cardiaco
- sede del dolore : retrosternale, stomaco
- irradiazione : gola, mandibola, spalla sinistra, braccio sinistro, mano sinistra
- accompagnato da : sudorazione profusa, nausea, vomito, angoscia, agitazione ANGINA L’angina pectoris è un dolore toracico dovuto ad un restringimento temporaneo dei vasi coronarici: le coronarie restringendosi provocano una diminuzione dell’apporto di sangue al cuore (ischemia). SINTOMI
- dolore sternale irradiato spalla, braccio, collo a sinistra
- pallore
- sudorazione algida
- ansia e difficoltà respiratorie COSA FARE:
- tranquillizzare il paziente
- impedire sforzi o movimenti
- adagiarlo in posizione semiseduta
- controllare polso e respiro
- chiedere se ha già manifestato in passato episodi analoghi e se assume farmaci per il cuore
- se sì, aiutarlo ad assumere i suoi farmaci abituali INFARTO DEL MIOCARDIO E’ una condizione clinica in cui si verifica uno squilibrio acuto tra le richieste di sangue del miocardio (muscolo cardiaco) e la capacità delle coronarie (vasi che conducono il sangue per la nutrizione del cuore) di assicurare tale apporto. COSA FARE?
- tranquillizzare il soggetto
- fargli assumere la posizione semiseduta con gli arti inferiori declivi
- allentare eventuali indumenti stretti sul torace
- se al chiuso, aerare adeguatamente l’ambiente
- nel soggetto incosciente, valutazioni BLS L’infarto può evolvere nell’arresto cardiaco. PATOLOGIA DA INCENDIO Ustioni → contatto con fonti di calore molto forti, fumi tossici ( → respirazione fumi, traumi → VITTIMA). La vittima di un incendio può essere intossicata senza essere ustionata, al contrario ustioni gravi sono sempre concomitanti con una intossicazione da fumo. USTIONATO = INTOSSICATO Principali cause di morte relative ad incendi
- Contatto diretto con le fiamme temperature troppo elevate 32.4%
- Deficit di O 2 , CO,altri gas tossici fumi ad alte temperature 57.6% L’intossicazione da fumi si può manifestare anche dopo un’ora 1 vittima ogni 2 intossicati Panico, effetti meccanici 10% Nel soccorrere chi è stato coinvolto in un incendio bisogna considerare che:
- molte vittime contemporaneamente possono subire lesioni di diversa tipologia
- anche persone apparentemente illese possono peggiorare successivamente
- i rischi connessi all’incendio possono danneggiare gli stessi soccorritori Inalazioni di fumi Incendi di dimensioni limitate possono possono generare grandi quantità di fumo. Il fumo impedisce la visibilità e rende difficoltosa la respirazione.
La gravità dell’ustione dipende dall'estensione dell’ustione. Se è inferiore al 9% della superficie corporea, il paziente non ha grossi danni. Laddove le ustioni sono estese il paziente può essere a rischio di vita perché la sua superficie ustionata è ampia e attraverso la superficie ustionata si formano le bolle e il paziente perde un’enorme quantità di liquidi. Il paziente deve essere messo in terapia intensiva con delle flebo per recuperare i liquidi. LA REGOLA DEL 9 È il modo in cui si può suddividere la nostra superficie corporea in parti da 9%
- viso → 9%
- parte anteriore del torace → 9%
- parte posteriore del torace → 9%
- braccia → 4.5%
- Parte anteriore e posteriore della gamba → 9%
- Il tronco costituisce il 36% della superficie totale del corpo
- Testa e collo → 9 %
- Arti inferiori → 18% ciascuno
- Arti superiori → 9% ciascuno L’ustione che occupa una superficie > al 10% negli adulti e al 5% nei bambini, comporta squilibri di carattere non generale. Sono considerate gravi:
- le ustioni che interessano il tratto respiratorio, i tessuti molli e le ossa
- le ustioni di 2° e 3° al viso, inguine, mani, piedi e articolazioni principali
- le ustioni in persone di età > 60 anni ed < a 8 anni Nelle ustioni esiste il pericolo di:
- infezioni
- shock
- disidratazione COSA FARE
- Ustioni di 1°: bagnare con acqua fredda, asciugare senza strofinare ed impolverare con talco.
- Tutte le altre: medicare asetticamente, usare garze mai cotone
- soffocare eventuali fiamme presenti sul corpo
- verificare se il paziente è cosciente
- attivare tempestivamente il 118
- non rimuovere abiti che aderiscono alle ustioni, non applicare pomate o sostanze grasse o ghiaccio
- dare da bere, posizione antishock nelle ustioni di 3 grado
- se è il caso, valutazioni come da BLS In caso di ustioni da corrente elettrica cercare sia l’ustione d’entrata che d’uscita della corrente e trattarle entrambe come ustioni di 3°. In caso di ustioni chimiche lavare con acqua corrente in abbondanza. Ricordare che l’ac. solforico e la calce viva reagiscono con l’acqua producendo calore: il lavaggio va proseguito per almeno 10’.
TRAUMI DA ELETTRICITA’
sono dovuti di frequente a:
- ignoranza
- negligenza
- imprudenza
- incoscienza Cosa può accadere?
- una semplice scossa non grave
- importanti contrazioni muscolari con rischio di ferite o fratture se la vittima è proiettata
- ustioni
- compromissione delle funzioni vitali fino all’arresto cardio-respiratorio Elettrocuzione Per elettrocuzione si intende una scarica accidentale di una corrente elettrica sia naturale che artificiale attraverso l’organismo umano. Questo può provocare effetti nocivi e/o letali sull’organismo a seconda dell’intensità della corrente e del tempo di esposizione, cioè della quantità di elettricità che attraversa l’organismo. La scarica può provocare infatti ustioni e addirittura, folgorazione. Essa agisce sulla muscolatura provocando crampi e sul sistema nervoso provocando paralisi. Le tensioni maggiori sono le più pericolose, tuttavia sono a rischio anche le cosiddette “basse tensioni”. L’alta tensione “respinge” e quindi il contatto avviene per breve tempo e l’infortunato può essere salvato mediante idonee manovre rianimatorie; le basse tensioni invece provocano crampi alle mani, che impediscono il distacco dalla fonte della scarica, ed alla gola, che non consentono di chiamare soccorso. FOLGORAZIONE Gli effetti del passaggio di corrente variano a seconda che si tratti di corrente continua o alternata. A parità di tensione (volt) la c.a. è 4-5 volte più pericolosa della c.c. Anche per intensità di c.a. relativamente deboli, si può avere una fibrillazione ventricolare se la c. a. attraversa il torace (il contenuto ematico del cuore è un buon conduttore). Per tensioni > a 5000 volt la scarica elettrica può avvenire senza contatto, a distanza di 5-20 cm dal conduttore. COSA FARE
- essere prudenti, eliminare la causa prevenire i rischi: non intervenire senza. certezza che la corrente sia interrotta
- posizione laterale di sicurezza se la vittima è incosciente
- ventilazione/massaggio cardiaco se è in arresto cardiorespiratorio (BLS)
- allertare o far allertare il 118 TRAUMA Durante un incendio è possibile che, contemporaneamente ai danni da inalazione di fumi e alle ustioni, si possano verificare traumi.