Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Bianco e nero Bertolucci, Sintesi del corso di Teoria Del Cinema

Riassunto della rivista bianco e nero su Bernardo Bertolucci

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 07/04/2020

giulia4999
giulia4999 🇮🇹

4.4

(35)

12 documenti

1 / 3

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Semiologia del cinema e degli audiovisivi
Testi: è importante studiare anche sui testi oltre che sugli appunti, in modo da citare le fonti.
24/09/19
Semiologia: interpretazione del testo. La semiologia del cinema è andare oltre ciò che appare.
L’interpretazione del testo non richiede autorizzazioni
Bernardo Bertolucci, figlio di Attilio Bertolucci che era amico di Paolini.
L’ultimo film di Bertolucci è “io e te” tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti, dove possiamo
notare una continuità stilistica, fin dal primo fil dell’autore.
C’è stata un’epoca in cui i film erano pieni di citazioni, e ora ci stiamo ritornando. Stranger Things
non è un film, ma un magazzino di tante cose, pieno di riferimenti, che a loro volta si riferiscono ad
altre cose, così Bernardo Bertolucci.
PRIMA DELLA RIVOLUZIONE (40 minuti)
La sensazione iniziare è che si viene bombardati di parole, questo perché il film vuole creare una
barriera con lo spettatore e ci vuole avvisare che è un film e non la realtà. Infatti, un film che
subito ci viene incontro e ci abbraccia in realtà non ci vuole molto bene.
Bertolucci questo effetto lo crea con un effetto di citazioni (es. poesia di Pasolini) e una
sovrabbondanza di parole, tanto che si ha l’impressione di non riuscirsi a concentrare sulle
immagini per seguire le parole, infatti, l’70% del film lo percepiamo con la vista e il 30% con
l’audio. La prima impressione che un film dovrebbe darci è quello che stiamo vedendo un film che
è distante dalla realtà, che ci dica “sono un film, devi interpretarmi, non puoi prendermi per quello
che sono”. Tutto quello che vediamo sullo schermo ha un preciso significato, per esempio gli
occhiali designano un uomo medio borghese, oppure i colori con cui sono vestiti i protagonisti.
Negli anni ’60-’70 gli stessi film ponevano al centro un problema che era attuale, ovvero che senso
aveva vedere un film, fare un’attività così del tutto passiva, invece di fare altro.
I nomi dei personaggi, Fabrizio, Clelia e Gina, sono i nomi della certosa di Parma, famoso romanzo.
Lui racconta spesso storie, anche personali come ne “l’ultimo imperatore”, dove racconta la sua
storia, ma lo fa in modo da non farlo capire subito, vanno decodificati. Ci sono molti segnali
citazionali, ad esempio viene detto più volte “vai a vedere il Fiume Rosso”, famoso film che parla di
conflitto generazionale tra padre e figlio, così come ne parla “prima della rivoluzione” e in generale
ogni film di Bertolucci. Il non capire i livelli di lettura di un film è un dato positivo, perché ha
vantaggio sullo spettatore, infatti un film è noioso quando si capisce. Ci si affeziona ad un film che
non si è riusciti a capire, magari non subito ma dopo anni.
Nel Paradiso della Divina Commedia c’è uno dei principi fondamentali della semiotica: quando
Dante incontra Dio l’immagine di questo cambia in continuazione, ma non è lui che cambia, bensì
l’interpretazione che Dante gli dà.
Il film è pieno di jump cutting, ovvero salti da una scena all’altra, senza particolare continuità, così
da ricordare allo spettatore in via visiva il divieto all’ingresso, oltre che staccarsi dalle tradizionali
regole cinematografiche.
Il segno rivendica il suo diritto ad essere segno e non realtà, il segno è significante e non significato
e per questo è sempre al di sopra della quantità di significati che possiamo individuare.
pf3

Anteprima parziale del testo

Scarica Bianco e nero Bertolucci e più Sintesi del corso in PDF di Teoria Del Cinema solo su Docsity!

Semiologia del cinema e degli audiovisivi Testi: è importante studiare anche sui testi oltre che sugli appunti, in modo da citare le fonti. 24/09/ Semiologia: interpretazione del testo. La semiologia del cinema è andare oltre ciò che appare. L’interpretazione del testo non richiede autorizzazioni Bernardo Bertolucci, figlio di Attilio Bertolucci che era amico di Paolini. L’ultimo film di Bertolucci è “io e te” tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti, dove possiamo notare una continuità stilistica, fin dal primo fil dell’autore. C’è stata un’epoca in cui i film erano pieni di citazioni, e ora ci stiamo ritornando. Stranger Things non è un film, ma un magazzino di tante cose, pieno di riferimenti, che a loro volta si riferiscono ad altre cose, così Bernardo Bertolucci. PRIMA DELLA RIVOLUZIONE (40 minuti) La sensazione iniziare è che si viene bombardati di parole, questo perché il film vuole creare una barriera con lo spettatore e ci vuole avvisare che è un film e non la realtà. Infatti, un film che subito ci viene incontro e ci abbraccia in realtà non ci vuole molto bene. Bertolucci questo effetto lo crea con un effetto di citazioni (es. poesia di Pasolini) e una sovrabbondanza di parole, tanto che si ha l’impressione di non riuscirsi a concentrare sulle immagini per seguire le parole, infatti, l’70% del film lo percepiamo con la vista e il 30% con l’audio. La prima impressione che un film dovrebbe darci è quello che stiamo vedendo un film che è distante dalla realtà, che ci dica “sono un film, devi interpretarmi, non puoi prendermi per quello che sono”. Tutto quello che vediamo sullo schermo ha un preciso significato, per esempio gli occhiali designano un uomo medio borghese, oppure i colori con cui sono vestiti i protagonisti. Negli anni ’60-’70 gli stessi film ponevano al centro un problema che era attuale, ovvero che senso aveva vedere un film, fare un’attività così del tutto passiva, invece di fare altro. I nomi dei personaggi, Fabrizio, Clelia e Gina, sono i nomi della certosa di Parma, famoso romanzo. Lui racconta spesso storie, anche personali come ne “l’ultimo imperatore”, dove racconta la sua storia, ma lo fa in modo da non farlo capire subito, vanno decodificati. Ci sono molti segnali citazionali, ad esempio viene detto più volte “vai a vedere il Fiume Rosso”, famoso film che parla di conflitto generazionale tra padre e figlio, così come ne parla “prima della rivoluzione” e in generale ogni film di Bertolucci. Il non capire i livelli di lettura di un film è un dato positivo, perché ha vantaggio sullo spettatore, infatti un film è noioso quando si capisce. Ci si affeziona ad un film che non si è riusciti a capire, magari non subito ma dopo anni. Nel Paradiso della Divina Commedia c’è uno dei principi fondamentali della semiotica: quando Dante incontra Dio l’immagine di questo cambia in continuazione, ma non è lui che cambia, bensì l’interpretazione che Dante gli dà. Il film è pieno di jump cutting , ovvero salti da una scena all’altra, senza particolare continuità, così da ricordare allo spettatore in via visiva il divieto all’ingresso, oltre che staccarsi dalle tradizionali regole cinematografiche. Il segno rivendica il suo diritto ad essere segno e non realtà, il segno è significante e non significato e per questo è sempre al di sopra della quantità di significati che possiamo individuare.

Il protagonista è giovane, insicuro, cerca di aggrapparsi a qualcosa, e questo è dato da tanti momenti scollegati, da inquadrature che non legano e manifestano lo stato d’animo del protagonista, Fabrizio e dell’amico, Agostino. Bertolucci era iscritto al partito comunista e quando Fabrizio dice all’amico di iscriversi al partito è per trovare sicurezza, dove anche se si sbaglia si è sempre protetti da quello che si ha attorno. La scena più famosa è quella della bicicletta, che potrebbe sembrare inutile, ma l’inutilità in un film di quegli anni è la centralità, infatti sono costellati da scene di questo tipo. Il perdere tempo significa di più dell’azione principale. Il primo impatto della scena della bicicletta p che sia inutile, poi però c’è qualcosa dentro questa inutilità, infatti il momento della caduta è sempre cancellato, magari si sente il rumore, ma la scena sembra filmata senza prendere le cose essenziali, proprio perché l’inessenziale è sempre più essenziale. L’importante è sintonizzarsi con quello che si sta vedendo, non valutarlo secondo le aspettative che si hanno, come spesso fanno le persone adulte, senza andare oltre, creando un ostacolo. 25/09/ IO E TE Quando confrontiamo un testo letterario con uno cinematografico il 100% delle volte quest’ultimo non si riesce a leggere e spesso si arriva ad affermare “era meglio il libro”. Il film tratto da un libro o da cui è liberamente ispirato è una cosa, il libro è un’altra, sono due cose diverse, come confrontare una mela e una pera. Nel caso di “io e te” a maggior ragione, dato che è un film di Bertolucci. Questo è l’ultimo film di Bertolucci. La traccia per capire questo film la troviamo in “Prima della Rivoluzione”, anche se non sapeva che cinquant’anni dopo avrebbe fatto questo film, ma sapeva già che tipo di cambiamento stava portando. La battuta è “fuggiamo di casa” “si può fuggire restando a casa”, questa battuta è emblematica per capire come intende la fuga Bertolucci. Questa battuta viene detta dalla ragazza, ma riguarda anche Fabrizio e l’amico, che si sta impegnando ad entrare nel partito, per stare al sicuro e fare la rivoluzione. La rabbia e il gesto rivoltoso sono sempre protagonisti in Bertolucci. In semiologia deve essere possibile prendere un pezzo di opera e risalire a tutto, in questo caso l’opera è l’intera filmografia. Tutti accusarono Bertolucci di fare cinema “borghese”, quindi solo per soldi, ma la linea che Bertolucci seguirà è quella di sapere che non può simulare un’appartenenza sociale che non c’è, lui è borghese e non può ignorare questa cosa. Bertolucci cresce in un ambiente familiare preciso, in una classe precisa e lui concepirà sempre un tipo di film in cui i protagonisti si dibattono sempre stando dentro, non si collocano mai fuori. Ogni suo film ha rimesso in discussione tutto il sistema, perché si è sempre posto in maniera nuova, ma sempre sottolineando la sua appartenenza ad una certa classe sociale. Dolly : movimento della macchina da presa dolce, “bamboleggiante”. Fare un dolly anziché uno zoom è molto più classico ed elegante. Il regista rozzo fa la zoomata, il regista elegante fa una carrellata. Bertolucci ama questi movimenti della macchina. L’analista di Lorenzo, il protagonista di io e te è sulla sedia a rotelle, infatti Bertolucci ha passato i suoi ultimi anni così. Bertolucci sta sia con l’analista che con il ragazzo, con il suo spirito giovanile. Il primo tema che viene fuori è che cosa voglia dire essere normali, quindi pieno tema bertolucciano. Nella scena c’è un pianoforte, che non sta li per caso, non serviva occupare spazio,