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Bilancio d'esercizio, Sintesi del corso di Analisi Di Bilancio E Principi Contabili

Principi, struttura e criteri di valutazione del Bilancio d'esercizio

Tipologia: Sintesi del corso

2025/2026

Caricato il 23/06/2026

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Principi, Struttura e Criteri di Valutazione
del Bilancio d'Esercizio
1.0 Introduzione al Bilancio d'Esercizio: Funzioni e
Destinatari
1.1 Analisi delle Finalità Strategiche del Bilancio
Il bilancio d'esercizio rappresenta molto più di un semplice adempimento normativo.
Sebbene la sua redazione sia un obbligo legale per la maggior parte delle imprese, la sua
funzione primaria è quella di essere uno strumento informativo di cruciale importanza,
capace di orientare le decisioni del management e di comunicare in modo trasparente la
performance e la situazione aziendale a una pluralità di interlocutori. Esso costituisce il
documento di sintesi per eccellenza, attraverso il quale l'azienda dialoga con l'esterno,
rendiconta la propria gestione e pone le basi per la pianificazione futura.
1.2 Distinzione Concettuale
Per comprendere appieno la sua portata, è utile analizzare il bilancio secondo una duplice
accezione:
Sintesi contabile: In questa prima prospettiva, il bilancio è il prodotto finale del
processo di rilevazione contabile che si svolge durante tutto l'anno amministrativo.
Esso aggrega e classifica gli effetti delle operazioni di gestione, fornendo un quadro
riassuntivo del risultato economico e della composizione del capitale di
funzionamento.
Pacchetto informativo: In una seconda accezione, il bilancio è un complesso
strumento di comunicazione destinato a soddisfare le esigenze informative di
stakeholder sia interni che esterni all'azienda. Questa funzione, tuttavia, incontra un
limite intrinseco nella sua rappresentazione puramente monetaria, che offre una
visione necessariamente parziale della complessa realtà aziendale.
1.3 Valutazione delle Funzioni Chiave
Le funzioni strategiche del bilancio possono essere sintetizzate come segue,
evidenziandone l'impatto concreto per l'azienda e i suoi portatori d'interesse.
Funzione Chiave Impatto Pratico e Analisi
Evidenziare il
reddito e il
patrimonio
Fornisce una misurazione sintetica della capacità dell'azienda di
generare ricchezza (reddito d'esercizio) e della sua solidità
strutturale (situazione patrimoniale e finanziaria). Questi dati sono
fondamentali per valutare la performance e la sostenibilità del
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Principi, Struttura e Criteri di Valutazione

del Bilancio d'Esercizio

1.0 Introduzione al Bilancio d'Esercizio: Funzioni e

Destinatari

1.1 Analisi delle Finalità Strategiche del Bilancio

Il bilancio d'esercizio rappresenta molto più di un semplice adempimento normativo. Sebbene la sua redazione sia un obbligo legale per la maggior parte delle imprese, la sua funzione primaria è quella di essere uno strumento informativo di cruciale importanza, capace di orientare le decisioni del management e di comunicare in modo trasparente la performance e la situazione aziendale a una pluralità di interlocutori. Esso costituisce il documento di sintesi per eccellenza, attraverso il quale l'azienda dialoga con l'esterno, rendiconta la propria gestione e pone le basi per la pianificazione futura.

1.2 Distinzione Concettuale

Per comprendere appieno la sua portata, è utile analizzare il bilancio secondo una duplice accezione: ● Sintesi contabile: In questa prima prospettiva, il bilancio è il prodotto finale del processo di rilevazione contabile che si svolge durante tutto l'anno amministrativo. Esso aggrega e classifica gli effetti delle operazioni di gestione, fornendo un quadro riassuntivo del risultato economico e della composizione del capitale di funzionamento. ● Pacchetto informativo: In una seconda accezione, il bilancio è un complesso strumento di comunicazione destinato a soddisfare le esigenze informative di stakeholder sia interni che esterni all'azienda. Questa funzione, tuttavia, incontra un limite intrinseco nella sua rappresentazione puramente monetaria, che offre una visione necessariamente parziale della complessa realtà aziendale.

1.3 Valutazione delle Funzioni Chiave

Le funzioni strategiche del bilancio possono essere sintetizzate come segue, evidenziandone l'impatto concreto per l'azienda e i suoi portatori d'interesse. Funzione Chiave Impatto Pratico e Analisi Evidenziare il reddito e il patrimonio Fornisce una misurazione sintetica della capacità dell'azienda di generare ricchezza (reddito d'esercizio) e della sua solidità strutturale (situazione patrimoniale e finanziaria). Questi dati sono fondamentali per valutare la performance e la sostenibilità del

modello di business. Rendiconto (Stewardship) Adempie alla funzione di rendicontazione da parte degli amministratori nei confronti dei proprietari (soci o azionisti). Attraverso il bilancio, il management dimostra come ha utilizzato le risorse affidategli, consentendo alla proprietà di esercitare un controllo informato sull'operato gestorio. Strumento decisionale Per il management, il bilancio è una base informativa essenziale per il controllo di gestione e la pianificazione strategica. L'analisi dei dati di bilancio permette di identificare aree di forza e di debolezza, orientando le decisioni operative, di investimento e di finanziamento.

1.4 Mappatura degli Stakeholder

I destinatari delle informazioni contenute nel bilancio sono molteplici e presentano esigenze informative differenti. Essi possono essere suddivisi in due macro-categorie. Stakeholder interniProprietari (Soci/Azionisti): Interessati a valutare la redditività del capitale investito e l'operato degli amministratori. ● Amministratori e Management: Utilizzano il bilancio per il controllo della gestione, la pianificazione strategica e la rendicontazione dei risultati ottenuti. Stakeholder esterniInvestitori potenziali: Valutano la convenienza di un investimento nell'azienda analizzando la sua capacità di generare reddito e flussi di cassa futuri. ● Finanziatori (Banche): Analizzano la solidità patrimoniale e la capacità di rimborso dei finanziamenti concessi. ● Creditori e Fornitori: Valutano l'affidabilità commerciale dell'azienda e la sua capacità di onorare i debiti di fornitura. ● Dipendenti: Interessati alla stabilità e alla solidità dell'azienda come garanzia per il proprio posto di lavoro. ● Clienti: Possono essere interessati alla continuità aziendale, specialmente in caso di contratti a lungo termine o di assistenza post-vendita. ● Enti Pubblici (Amministrazione Finanziaria): Utilizzano il bilancio come base per la determinazione del reddito imponibile e la verifica della corretta applicazione delle norme fiscali.

1.5 Frase di Transizione

costituiscono il fondamento logico e metodologico che deve guidare ogni fase della redazione del bilancio. 3.0 I Postulati Fondamentali del Bilancio

3.1 L'Importanza dei Principi Generali

I postulati di bilancio sono i principi concettuali che guidano il redattore nelle valutazioni e nella presentazione dei dati, assicurando che il documento finale raggiunga la sua finalità ultima: fornire una rappresentazione chiara, veritiera e corretta della situazione aziendale. Essi non sono semplici norme da applicare meccanicamente, ma criteri di giudizio che orientano le scelte discrezionali e le stime inevitabilmente presenti nel processo di formazione del bilancio.

3.2 La Clausola Generale: Chiarezza, Veridicità e Correttezza

L'articolo 2423, comma 2, del Codice Civile enuncia la cosiddetta "clausola generale", che rappresenta il principio cardine e la finalità stessa del bilancio: «il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio» L'analisi dei tre concetti chiave rivela la profondità di questo principio: ● Chiarezza: Si riferisce alla comprensibilità del bilancio da parte di un utente esterno dotato di una normale conoscenza in materia contabile. La chiarezza si ottiene attraverso il rispetto degli schemi obbligatori, la separata indicazione delle voci e l'ausilio delle informazioni fornite in Nota Integrativa. ● Rappresentazione Veritiera: Questo concetto non implica una "esattezza matematica", impossibile da raggiungere in un documento che si basa su stime e congetture (es. ammortamenti, svalutazioni). Significa piuttosto attendibilità , ossia che il processo di valutazione è stato condotto con criteri ragionevoli e oggettivi. ● Rappresentazione Corretta: Questo termine fa appello all' onestà professionale e alla lealtà degli amministratori. La correttezza impone di applicare le norme e i principi tecnico-contabili in modo imparziale, senza distorcere i dati per perseguire interessi di parte. Questo principio fondamentale deriva direttamente dal concetto di " true and fair view " del mondo anglosassone (introdotto dal Companies Act britannico del 1947) ed è stato recepito nell'ordinamento italiano con il D.Lgs. 127/1991, in attuazione delle direttive comunitarie. Tale evoluzione ha sostituito le precedenti formule del Codice Civile del 1942 ("chiarezza e precisione") e del Codice Commerciale del 1882 ("evidenza e verità"), arricchendo il quadro concettuale di riferimento.

3.3 Analisi Dettagliata dei Principi di Redazione (Art. 2423-bis)

L'articolo 2423-bis del Codice Civile elenca una serie di principi di redazione che specificano e rafforzano la clausola generale.

Principio Descrizione e Riferimento Normativo Implicazioni Pratiche Prudenza Impone di non sopravvalutare il capitale e il reddito. Prevede di iscrivere esclusivamente gli utili realizzati e di tener conto di tutti i rischi e le perdite di competenza, anche se conosciuti dopo la chiusura dell'esercizio (art. 2423-bis, nn. 1, 2, 4). Comporta un'asimmetria nel trattamento di utili e perdite: i primi sono contabilizzati solo se realizzati, le seconde anche se solo probabili. In condizioni di incertezza, si sceglie la stima più conservativa, senza però generare sottovalutazioni arbitrarie. Prospettiva della Continuità Aziendale (Going Concern) Le valutazioni devono essere effettuate nella prospettiva della continuazione dell'attività aziendale per almeno i 12 mesi successivi alla data di bilancio. È considerato un "proto- postulato" perché se viene a mancare, cambiano tutti i criteri di valutazione (art. 2423-bis, n. 1). Le attività vengono valutate al loro valore funzionale (es. costo) e non al valore di liquidazione. Se la continuità è compromessa, si devono adottare criteri liquidatori e fornire adeguata informativa in Nota Integrativa. Prevalenza della Sostanza sulla Forma La rilevazione e la presentazione delle voci devono tener conto della sostanza economica dell'operazione o del contratto, al di là della sua forma giuridica (art. 2423-bis, n. 1-bis). Questo principio, di derivazione IAS/IFRS, impone di rappresentare la realtà economica. L'esempio classico è il leasing finanziario, che viene contabilizzato come un acquisto di un bene finanziato, anche se giuridicamente la proprietà resta alla società di leasing.

Rilevanza Non è necessario rispettare gli obblighi di rilevazione, valutazione e informativa quando la loro osservanza ha effetti irrilevanti ai fini della rappresentazione veritiera e corretta (art. 2423, c. 4). L'OIC 11 specifica che un'informazione è rilevante se la sua omissione o errata indicazione può influenzare le decisioni degli utilizzatori. Permette di semplificare la redazione del bilancio, evitando un eccesso di dettaglio su informazioni di scarsa importanza, concentrando l'attenzione sugli aspetti significativi.

3.4 Gerarchia dei Postulati

I postulati non hanno tutti la stessa importanza. Esiste una gerarchia concettuale che ne guida l'applicazione:

  1. Proto-postulato della Continuità Aziendale: È il presupposto fondamentale. Se manca, l'intero impianto valutativo cambia.
  2. Clausola Generale (Rappresentazione Veritiera e Corretta): È la finalità ultima del bilancio. Tutti gli altri principi sono funzionali al suo raggiungimento. In casi eccezionali, per rispettare la clausola generale, è persino possibile derogare a specifiche norme di legge.
  3. Principi Qualitativi: I principi di redazione (prudenza, competenza, ecc.) forniscono le regole operative per applicare correttamente la clausola generale, garantendo la qualità dell'informazione contabile. Tra questi, il principio di Rilevanza agisce come un filtro, permettendo di tralasciare ciò che non è significativo.

3.5 Frase di Transizione

Oltre a questi principi fondamentali, che guidano il "cosa" e il "come" valutare, il legislatore definisce anche una struttura rigida per i documenti che compongono il bilancio, al fine di assicurare la massima chiarezza e comparabilità informativa. 4.0 La Struttura e i Documenti del Bilancio Civilistico

4.1 Composizione del Bilancio

Il bilancio d'esercizio, secondo la disciplina introdotta dal D.Lgs. 139/2015, è un documento complesso composto da un insieme coordinato di prospetti contabili e documenti esplicativi. Nello specifico, esso è costituito da quattro documenti obbligatori: lo Stato Patrimoniale , il Conto Economico , il Rendiconto Finanziario e la Nota Integrativa. A questi si affianca, con funzione di corredo informativo, la Relazione sulla Gestione.

4.2 Stato Patrimoniale (SP): Struttura e Criteri di Classificazione

Lo Stato Patrimoniale (art. 2424 C.C.) ha lo scopo di rappresentare la situazione patrimoniale e finanziaria dell'azienda a una data specifica (la chiusura dell'esercizio). La sua struttura è a sezioni contrapposte (Attivo a sinistra, Passivo e Patrimonio Netto a destra) e le voci sono organizzate secondo una classificazione gerarchica rigida (macroclassi, classi, voci, sottovoci). ● Criterio di Classificazione dell'Attivo: Le attività sono classificate in base al criterio della destinazione , che distingue gli impieghi in base al loro ciclo di utilizzo e liquidità. Si hanno quindi due macro-aree: ○ B) Immobilizzazioni: Elementi destinati a essere utilizzati durevolmente nel processo produttivo (es. impianti, brevetti). ○ C) Attivo Circolante: Elementi destinati a essere realizzati o consumati nel breve periodo (generalmente entro 12 mesi), come rimanenze, crediti commerciali e disponibilità liquide. ● Criterio di Classificazione del Passivo: La classificazione si basa sulla natura delle fonti di finanziamento, operando una distinzione primaria tra: ○ Mezzi propri (Patrimonio Netto): Rappresentano il capitale investito dai proprietari e gli utili reinvestiti, costituendo il capitale di rischio. ○ Mezzi di terzi (Debiti e Fondi): Indicano le obbligazioni verso soggetti esterni, ossia il capitale di debito (es. debiti verso banche, fornitori) e le passività di natura stimata (fondi rischi e oneri).

4.3 Conto Economico (CE): Struttura e Criteri di Classificazione

Il Conto Economico (art. 2425 C.C.) espone il risultato economico dell'esercizio, mostrando come si è formato l'utile o la perdita attraverso la contrapposizione di costi e ricavi di competenza. ● Struttura: La forma prescritta è quella "a scalare" , che permette di calcolare risultati intermedi progressivi, offrendo una visione più chiara delle diverse aree di gestione. ● Criterio di Classificazione: I costi sono classificati "per natura" , ovvero in base alla loro causa economica (es. costi per materie prime, per servizi, per il personale). ● Macroclassi Principali: La struttura evidenzia risultati gestionali significativi: ○ A) Valore della produzioneB) Costi della produzioneDifferenza tra A e B (Risultato della gestione operativa): È il primo e più importante risultato intermedio, che esprime la redditività del core business aziendale, prima di considerare gli effetti della gestione finanziaria e fiscale. ○ C) Proventi e oneri finanziariD) Rettifiche di valore di attività finanziarieRisultato prima delle imposte

4.4 Gli Altri Documenti Fondamentali

Rendiconto Finanziario: Introdotto come documento obbligatorio dal D.Lgs. 139/2015, il suo scopo (art. 2425-ter C.C.) è illustrare la composizione e le variazioni delle disponibilità liquide avvenute durante l'esercizio. I flussi finanziari sono classificati in base all'attività che li ha generati: operativa, di investimento e di finanziamento. ● Nota Integrativa: Svolge una triplice funzione essenziale per la comprensione del bilancio:

4.6 Frase di Transizione

Dopo aver esaminato la struttura generale del bilancio, le sezioni successive analizzeranno in modo approfondito le principali voci che lo compongono e i relativi criteri di valutazione, partendo dagli impieghi di capitale, ovvero le voci dell'Attivo dello Stato Patrimoniale. 5.0 Analisi delle Voci dell'Attivo dello Stato Patrimoniale

5.1 Le Immobilizzazioni: Definizione e Classificazione

Secondo l'art. 2424-bis C.C., le immobilizzazioni sono "gli elementi patrimoniali destinati a essere utilizzati durevolmente" nell'attività d'impresa. Esse rappresentano gli investimenti strutturali e si suddividono in tre categorie principali: immateriali , materiali e finanziarie. 5.1.1 Immobilizzazioni Immateriali Le immobilizzazioni immateriali sono beni privi di consistenza fisica, ma capaci di generare benefici economici futuri. Si distinguono in: ● Oneri pluriennali: Costi che non esauriscono la loro utilità in un solo esercizio (es. costi di impianto e ampliamento, costi di sviluppo). ● Immobilizzazioni vere e proprie: Beni non monetari, identificabili e rappresentati da diritti giuridicamente tutelati (es. brevetti, marchi, concessioni, avviamento). I criteri di valutazione, disciplinati dall'art. 2426 C.C., sono i seguenti: ● Rilevazione Iniziale: Le immobilizzazioni immateriali sono iscritte al costo , inteso come costo d'acquisto (comprensivo degli oneri accessori) o costo di produzione (costi diretti e quota di costi indiretti ragionevolmente imputabile). Il processo di iscrivere un costo tra le attività anziché a Conto Economico è definito capitalizzazione. ● Ammortamento: Il costo deve essere ripartito sistematicamente lungo la residua possibilità di utilizzazione del bene. Questo processo, chiamato ammortamento, riflette il consumo economico del bene. Per alcune voci, il Codice Civile prevede limiti massimi prudenziali: i costi di sviluppo devono essere ammortizzati entro 5 anni; l'avviamento è ammortizzato secondo la sua vita utile; se questa non è stimabile attendibilmente, il periodo di ammortamento non può superare i 10 anni. ● Svalutazione (Impairment): Se, alla chiusura dell'esercizio, il valore di un'immobilizzazione risulta durevolmente inferiore al suo valore netto contabile, essa deve essere svalutata e iscritta a tale minor valore, detto valore recuperabile. Quest'ultimo è definito come il maggiore tra il fair value (valore di mercato al netto dei costi di vendita) e il valore d'uso (valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi dal bene). 5.1.2 Immobilizzazioni Materiali Questa categoria include i beni tangibili (dotati di consistenza fisica) di uso durevole, come terreni, fabbricati, impianti e macchinari. I criteri di rilevazione iniziale (costo), ammortamento sistematico e svalutazione per perdite durevoli di valore sono del tutto analoghi a quelli visti

per le immobilizzazioni immateriali. Una peculiarità riguarda i terreni , che, avendo una vita utile illimitata, generalmente non sono soggetti ad ammortamento. 5.1.3 Immobilizzazioni Finanziarie (Partecipazioni) Le partecipazioni immobilizzate sono investimenti nel capitale di altre imprese (azioni o quote) detenuti con l'intenzione di stabilire un legame strategico e durevole. I due principali metodi di valutazione sono: ● Metodo del Costo: La partecipazione è iscritta al suo costo d'acquisto. Tale valore viene mantenuto costante nel tempo, a meno che non si verifichi una perdita durevole di valore, che impone una svalutazione. Gli utili della partecipata vengono rilevati solo al momento della loro distribuzione come dividendi. ● Metodo del Patrimonio Netto: Applicabile alle partecipazioni in imprese controllate e collegate, questo criterio adegua il valore della partecipazione alle variazioni che intervengono nel patrimonio netto della società partecipata. In pratica, la quota di utile o perdita della partecipata viene riflessa direttamente nel bilancio della partecipante, modificando il valore dell'investimento. Il confronto tra i due metodi evidenzia approcci informativi differenti: Aspetto Metodo del Costo Metodo del Patrimonio Netto Valore in bilancio Costo storico, rettificato solo per perdite durevoli. Varia in funzione dei risultati e delle variazioni del patrimonio netto della partecipata. Rilevazione Utile/Perdita della partecipata L'utile viene rilevato solo quando distribuito come dividendo. La perdita è rilevata solo se durevole. La quota di utile/perdita è rilevata per competenza, nell'esercizio in cui la partecipata la realizza. Fedeltà della rappresentazione Più prudente e oggettivo, ma meno informativo sulla performance reale dell'investimento. Fornisce una rappresentazione più aderente alla situazione economica del gruppo, riflettendo tempestivamente la performance della partecipata. Esempio Pratico di Confronto Per rendere tangibile la differenza, si consideri il seguente scenario: la società Alfa S.p.A. acquista il 60% della società Beta S.r.l. per € 100.000. Nel corso dell'esercizio, Beta realizza un utile di € 40.000, che non viene distribuito.

5.3 Frase di Transizione

Dopo aver analizzato l'attivo, che rappresenta gli impieghi di capitale, è necessario esaminare le fonti di finanziamento che hanno reso possibili tali impieghi, ossia il passivo dello Stato Patrimoniale e il patrimonio netto. 6.0 Analisi delle Voci del Passivo e del Patrimonio Netto

6.1 Il Patrimonio Netto: Composizione e Analisi

Il Patrimonio Netto (o capitale proprio) rappresenta la principale fonte di finanziamento interna, costituita dal valore dei conferimenti effettuati dai soci e dagli utili conseguiti e non distribuiti. È una misura della ricchezza di pertinenza della proprietà e funge da garanzia per i creditori. Le sue componenti principali sono: ● Capitale Sociale: È il valore nominale dei conferimenti (in denaro o in natura) sottoscritti dai soci al momento della costituzione della società o in occasione di successivi aumenti. ● Riserve: Costituiscono quote di patrimonio netto generate da diverse fonti e con finalità specifiche. Le principali tipologie sono: ○ Riserva da sovrapprezzo azioni: Accoglie l'eccedenza del prezzo di emissione delle azioni rispetto al loro valore nominale. ○ Riserve di rivalutazione: Derivano da rivalutazioni di attività consentite da leggi speciali. ○ Riserva legale: È un accantonamento obbligatorio per legge, pari ad almeno il 5% degli utili netti annui, fino a quando la riserva non abbia raggiunto il 20% del capitale sociale. ○ Riserve statutarie: La loro costituzione è prevista dallo statuto della società. ○ Altre riserve: Categoria residuale che include riserve con origini diverse. ● Utili/Perdite portati a nuovo e dell'esercizio: Includono i risultati di esercizi precedenti non ancora distribuiti o coperti e il risultato netto (utile o perdita) dell'esercizio in chiusura.

6.2 Fondi per Rischi e Oneri

Questa voce (art. 2424-bis C.C.) accoglie passività di natura determinata, con esistenza certa o probabile, ma che alla data di bilancio sono indeterminate nell'ammontare o nella data di sopravvenienza. ● Fondi rischi: Coprono passività la cui esistenza è solo probabile (es. un fondo per una causa legale in corso il cui esito è incerto ma probabile). ● Fondi oneri: Coprono passività la cui esistenza è certa , ma di cui non si conosce con precisione l'ammontare o la scadenza (es. un fondo per garanzie su prodotti venduti). La rilevazione di un fondo è subordinata alla presenza di tre condizioni: l'esistenza di un'obbligazione attuale (legale o implicita), la probabilità di un futuro esborso di risorse e la possibilità di stimare attendibilmente l'importo dell'onere.

6.3 Trattamento di Fine Rapporto (TFR)

Il Trattamento di Fine Rapporto di lavoro subordinato rappresenta un debito dell'azienda nei confronti dei propri dipendenti, la cui liquidazione avverrà al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Data la sua natura e l'incertezza sulla scadenza, il legislatore lo colloca in una macroclasse autonoma dello Stato Patrimoniale.

6.4 I Debiti

I debiti rappresentano obbligazioni dell'azienda a pagare determinati importi a terzi a scadenze definite. ● Classificazione: Il criterio principale di classificazione è la scadenza. Per ogni voce di debito, il Codice Civile richiede di indicare separatamente la parte esigibile entro i 12 mesi e quella esigibile oltre tale termine. ● Valutazione: Analogamente a quanto visto per i crediti, il criterio di valutazione di riferimento è il costo ammortizzato. Tale criterio si applica obbligatoriamente ai bilanci ordinari per i debiti a medio-lungo termine e quando gli effetti sono rilevanti. Per i debiti a breve termine o nei casi di irrilevanza, si utilizza il valore nominale.

6.5 Frase di Transizione

La redazione del bilancio non è un'attività statica. Le valutazioni possono cambiare, possono essere commessi errori e possono verificarsi eventi imprevisti. Per governare queste dinamiche, esistono principi specifici, come l'OIC 29, che assicurano coerenza e correttezza nel tempo, come analizzato nell'ultima sezione di questo report. 7.0 Dinamiche di Bilancio: Cambiamenti, Errori e Fatti Successivi (OIC 29)

7.1 L'Importanza della Coerenza e della Correzione

L'OIC 29 è il principio contabile che disciplina come trattare le modifiche ai criteri di valutazione, la correzione di errori e gli eventi che si manifestano dopo la chiusura dell'esercizio. Il suo obiettivo è garantire la coerenza temporale e la correttezza informativa del bilancio, fornendo un quadro di riferimento per gestire le dinamiche che ne influenzano la redazione e la comparabilità.

7.2 Gestione dei Cambiamenti Contabili

L'OIC 29 distingue nettamente tra cambiamenti di principi e cambiamenti di stime. Tipologia Causa Metodo di Applicazione Esempio Pratico

Fatti che richiedono una rettifica dei valori di bilancio: Sono eventi che confermano condizioni che già esistevano alla data del 31/12, anche se le loro conseguenze si manifestano solo successivamente. Un esempio tipico è il fallimento di un cliente avvenuto a gennaio, che conferma una situazione di insolvenza già in essere alla fine dell'esercizio precedente e richiede una svalutazione del relativo credito. ● Fatti che non richiedono una rettifica ma un'informativa in Nota Integrativa: Si tratta di eventi le cui condizioni si sono manifestate interamente dopo il 31/. Sebbene non modifichino i valori di bilancio, devono essere descritti in Nota Integrativa se la loro conoscenza è rilevante per le decisioni degli stakeholder. Un esempio è un incendio che distrugge uno stabilimento produttivo nel mese di febbraio. In conclusione, il bilancio d'esercizio si rivela un documento di straordinaria complessità e importanza. La sua redazione non è un mero esercizio contabile, ma un processo intellettuale che richiede una profonda comprensione del quadro normativo, dei postulati fondamentali, della struttura degli schemi e dei criteri di valutazione. Solo attraverso un'applicazione rigorosa e consapevole di questi elementi è possibile adempiere alla finalità ultima del bilancio: fornire una rappresentazione veritiera e corretta della realtà aziendale, che sia di reale utilità per tutti i suoi portatori di interesse. 🧾 RELAZIONE SULLA GESTIONE La relazione sulla gestione è un documento redatto dagli amministratori e allegato al bilancio d’esercizio. Ha la funzione di fornire una visione complessiva e commentata dell’andamento economico, finanziario e patrimoniale dell’impresa nell’ultimo esercizio, spiegando le principali dinamiche gestionali, i risultati ottenuti e le prospettive future. A differenza della nota integrativa , che ha un carattere tecnico-contabile, la relazione sulla gestione è più discorsiva e interpretativa : descrive la situazione dell’azienda in modo qualitativo, sottolineando le strategie, i risultati e i fattori di rischio che hanno inciso sulla gestione. Oltre agli indicatori finanziari (come redditività, liquidità, indebitamento e margini), la relazione contiene anche indicatori non finanziari , cioè informazioni che non possono essere espresse in termini monetari ma che sono fondamentali per capire la salute e la capacità di sviluppo dell’impresa. Esempi di indicatori non finanziari sono: ● la quota di mercato , ● il livello di soddisfazione dei clienti , ● i rischi ambientali o reputazionali , ● il numero e la composizione dei dipendenti (età media, qualifiche, ecc.). Queste informazioni non compaiono nei prospetti contabili (dove i lavoratori sono rappresentati solo come costo del personale), ma nella relazione sulla gestione trovano spazio in quanto elementi chiave per comprendere la gestione aziendale nel suo complesso. Dal punto di vista procedurale, la relazione sulla gestione è l’ultimo documento redatto nel processo di formazione del bilancio. Dopo la predisposizione dei prospetti contabili e della

nota integrativa, gli amministratori la completano nei giorni immediatamente precedenti l’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea. Negli ultimi anni, la relazione sulla gestione si è arricchita di nuovi contenuti , in particolare legati alla sostenibilità. Le direttive europee più recenti hanno introdotto l’obbligo, per certe categorie di imprese (come le società quotate e di grandi dimensioni), di includere nella relazione una sezione chiamata “Dichiarazione di sostenibilità”. Questa parte illustra le performance dell’azienda in ambito ambientale, sociale e di governance (ESG) , con l’obiettivo di mostrare come l’impresa crei valore non solo economico, ma anche sociale e ambientale. La relazione sulla gestione è quindi oggi un documento narrativo e strategico , che integra la dimensione economica con quella sociale e ambientale, offrendo un quadro più completo dell’identità e della direzione dell’impresa. 🧾 REPORT INTEGRATO Il report integrato (Integrated Report) è un documento relativamente recente, nato nel 2010 in seguito alla crisi finanziaria del 2008-2009. Durante quella crisi emerse che i bilanci tradizionali erano troppo tecnici, lunghi e difficili da interpretare , e non riuscivano a rappresentare in modo sintetico la reale capacità di un’impresa di creare valore nel tempo. Per rispondere a questa esigenza, venne creato l’ International Integrated Reporting Council (IIRC) , sotto l’iniziativa del Principe Carlo d’Inghilterra , con la collaborazione di organismi contabili internazionali, società di revisione e istituzioni finanziarie. Nel 2013 l’IIRC pubblicò il primo Framework del report integrato , poi aggiornato nel 2021.

➤ Scopo del report integrato

Il report integrato ha lo scopo di spiegare in modo chiaro e sintetico : ● come l’azienda ha creato valore nel passato , ● e come intende continuare a crearlo nel breve, medio e lungo periodo. Non sostituisce il bilancio d’esercizio o la relazione di sostenibilità, ma funge da documento di sintesi (“umbrella report”) , che collega e integra le informazioni economiche, finanziarie e non finanziarie. È il “first read” per gli investitori, ossia il primo documento consultato per comprendere modello di business, strategia e capacità di generare valore.

➤ Creazione di valore per tutti gli stakeholder

Un aspetto fondamentale del report integrato è che il concetto di creazione di valore non riguarda solo gli azionisti o gli investitori , ma tutti gli stakeholder : fornitori, clienti, lavoratori, comunità locali e ambiente. Come ha sottolineato la professoressa nell’esempio, un’azienda che inquina un fiume accanto al proprio stabilimento può trarre un vantaggio economico nel breve periodo, ma nel lungo termine subirà danni reputazionali , sanzioni e perdita di fiducia da parte della comunità e dei clienti.

  1. Materialità – devono essere incluse solo le informazioni realmente rilevanti per capire la capacità dell’azienda di creare valore.
  2. Relazioni con gli stakeholder – occorre spiegare come l’azienda dialoga e risponde alle esigenze dei propri stakeholder.
  3. Sinteticità – il documento deve essere chiaro e leggibile, evitando ridondanze e dettagli eccessivi.
  4. Affidabilità e completezza – le informazioni devono essere attendibili e verificabili.
  5. Coerenza e comparabilità – le aziende devono mantenere criteri costanti per consentire confronti nel tempo. 📌 Il concetto di materialità , in particolare, è interpretato in modo diverso rispetto al bilancio economico-finanziario: nel bilancio tradizionale, è “materiale” un’informazione che può influire sulle decisioni degli investitori; nel report integrato, invece, è “materiale” ciò che incide sulla capacità dell’azienda di creare valore nel tempo , anche sotto il profilo ambientale, sociale o relazionale.

➤ Gli elementi di contenuto

Oltre ai principi guida, il framework indica anche gli elementi di contenuto che devono comparire nel report integrato. Tra i più importanti troviamo: ● la descrizione del contesto operativo e del settore in cui l’azienda agisce; ● l’analisi di rischi e opportunità , sia economici che ambientali e sociali; ● la spiegazione di come i capitali (risorse) vengono allocati e trasformati per creare valore; ● la valutazione delle performance aziendali, non solo finanziarie ma anche relative ai sei capitali; ● le informazioni su governance e modello di business. La parte sulla governance illustra non solo la composizione degli organi amministrativi, ma anche come gli amministratori perseguono la creazione di valore sostenibile. Il modello di business , invece, descrive il processo con cui l’azienda trasforma gli input (i capitali) nelle proprie attività in output (prodotti e servizi) e in outcome , cioè gli impatti economici, sociali e ambientali generati. In molti report integrati, accanto ai sei capitali, si trovano anche i KPI (Key Performance Indicators) , ossia indicatori chiave che misurano i risultati ottenuti (es. ore di formazione, tasso di soddisfazione, impatto ambientale, ecc.).

Lezione del 27/10/

Il report integrato nasce a seguito della crisi finanziaria del 2009 , con l’obiettivo di

cambiare radicalmente la modalità di comunicazione delle imprese verso gli

investitori. Dopo la crisi, infatti, si è compreso che i tradizionali bilanci economico-

finanziari, pieni di parole e dati poco utili, non fornivano una visione completa del

reale stato di salute di un’azienda né della sua capacità di creare valore nel tempo.

L’intento del report integrato è quindi quello di fornire un documento capace di

spiegare su quali risorse l’impresa si basa per creare valore e come intenda

mantenerlo nel breve, medio e lungo periodo, includendo non solo risorse

economico-finanziarie ma anche risorse intangibili , come capitale umano,

relazionale e naturale, che non trovano spazio nel bilancio tradizionale.

Il framework del report integrato è un documento internazionale di riferimento che

stabilisce i principi guida e gli elementi di contenuto del report. È un documento

volontario , tranne in alcuni Paesi come il Sudafrica , dove è obbligatorio per le

società quotate. Il primo framework ufficiale è stato pubblicato nel 2013 , e da allora è

stato adottato da circa 2.500-3.000 aziende nel mondo , di cui circa 800-1.000 in

Giappone , dove è molto diffuso. In Europa, invece, la diffusione è più contenuta.

Un esempio interessante di applicazione del report integrato in Italia è quello di

ASPIAG (Despar). Questa impresa, in origine, redigeva soltanto il bilancio

economico-finanziario, senza alcun documento riguardante la sostenibilità o il

capitale intellettuale. Dopo un lavoro di preparazione iniziato nel 2011 , ASPIAG

pubblicò il suo primo report integrato nel 2012. La struttura del documento

riprendeva gli elementi previsti dal framework internazionale, comprendendo sezioni

dedicate alla governance, al modello di business, alle performance, alle opportunità,

alla sostenibilità e infine ai financial statements , ossia il bilancio economico-

finanziario vero e proprio.

Nel report ASPIAG definì sei obiettivi strategici principali : aumentare la quota di

mercato, generare risorse finanziarie, aprire nuovi punti vendita e rinnovare quelli

esistenti, migliorare la soddisfazione del cliente, valorizzare i dipendenti e tutelare

l’ambiente e il territorio. Per ogni obiettivo strategico vennero individuati indicatori di

performance (KPI) , utili per misurare i risultati conseguiti.

Il modello di business descritto nel report illustrava le risorse su cui l’impresa si

basa per creare valore, le attività operative svolte, i beni e servizi prodotti e i relativi

impatti. Poiché ASPIAG non produce direttamente, ma commercializza prodotti di

terzi, la sua attività si fonda su una combinazione di capitali tangibili e intangibili.

Una caratteristica innovativa del report di ASPIAG fu la connessione esplicita tra

capitali utilizzati , obiettivi strategici e indicatori di performance. In questo

modo, l’impresa mostrava come il raggiungimento dei propri risultati finanziari

dipendesse anche da fattori non economici, come le relazioni con i clienti, il

benessere dei dipendenti o la tutela delle risorse naturali. Tale approccio riflette il

principio di connettività , secondo cui la performance economica è il risultato

integrato di diversi tipi di capitale, non solo finanziario.

Nel 2016 , ASPIAG pubblicò un nuovo report integrato, premiato a livello europeo. La

struttura prevedeva una prima parte dedicata alla rendicontazione integrata e una

seconda parte contenente il bilancio economico-finanziario, seguita da una tabella di

riepilogo e dalla relazione della società di revisione. Le società di revisione , nel

verificare tali report, si basano su standard di sostenibilità , poiché per i report

integrati non esistono indicatori universalmente accettati.

Un’innovazione importante introdotta da ASPIAG fu la distinzione tra due tipi di

materialità : quella del report integrato e quella definita dagli standard GRI (Global

Reporting Initiative). Nel primo caso, la materialità dipende dalla rilevanza