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Bioetica - Pessina, Sintesi del corso di Bioetica

Bioetica come scienza che coniuga conoscenze biologiche e valori umani

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 05/09/2019

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BIOETICA – PESSINA
BIOETICA E BIOLOGIA
Il termine bioetica viene introdotto dall’oncologo americano Potter ed è intesa come scienza della
sopravvivenza che sappia coniugare conoscenze biologiche e valori umani. Tematiche:
Anche un uso buono dei risultati delle ricerche in campo biologico contiene possibilità
autodistruttive perché contribuisce a modificare le condizioni di vita dell’intero pianeta
Uso bellico delle ricerche in campo bio-chimico
La richiesta di coniugare scienza della vita con etica della vita per garantire la sopravvivenza è dettata dal
convincimento che il quadro dei valori diffusi non sia capace di fornire criteri sufficienti per affrontare una
situazione che appare incommensurabile rispetto alle epoche passate. Per la prima volta nella storia
dell’umanità l’uomo diventa responsabile diretto della stessa sopravvivenza dell’intero pianeta. Entrando in
possesso delle basi biochimiche della vita è necessario che proprio l’uomo debba salvaguardare sia la natura-
ambiente che può essere messa in pericolo, sia la sua stessa struttura biologica che sembra offrirsi alle sue
possibilità di progettazione. L’uomo ha una nuova forma di responsabilità nei confronti dell’intera umanità.
La cultura che può dominare sempre di più la natura deve tener conto della normativa della natura biologica,
favorendone le potenzialità ma limitando i propri interventi quando dovessero modificarla in modo
permanente.
BIOETICA E MEDICINA
Secondo Reich tre sono statele aree che hanno contribuito alla formazione delle bioetica
Sperimentazione su soggetti umani – NEWYORK (anni 50-70) in una scuola di bambini
gravemente ritardati si è verificata l’efficacia della profilassi contro l’epatite venendo infettati di
proposito. Nel 64 vennero iniettate cellule vive di cancro a 22 anziani a loro insaputa. Dagli anni
30 agli anni 70 studio di come evolve la sifilide senza cura in 600 mezzadri e braccianti neri. Lo
studio viene poi bloccato grazie al NY TIMES.
Uso sociale della medicina – basato sul darwinismo sociale che stabiliva delle pesanti
discriminazioni tra gli esseri umani e che porta alla tentazione utilitaristica di una promozione
del futuro presunto benessere di molti a discapito del danno certo di alcuni.
Impiego dell’alta tecnologia nella pratica medica – anni 60 - il paziente Meyers viene scelto per
essere sottoposto a dialisi attraverso una commissione di selezione per permettere una terapia
BIOETICA QUOTIDIANA E DI FRONTIERA
L’attenzione viene concentrata sui casi di frontiera trascurando spesso i problemi che coinvolgono miliardi di
persone nella vita quotidiana. È proprio all’interno dei casi limite che si mettono alla prova alcune categorie
che poi serviranno nei casi ordinari.
ES. CASO BABY DOE – bambino down con complicazioni all’esofago a cui a causa della sua sindrome che
non gli permette un “alta qualità della vita” non vengono garantite le cure e viene lasciato morire.
L’infanticidio medico selettivo è una scelta accetta dalla moderna pratica medica. Per questo SINGER ritiene
che occorre eliminare la distinzione tra infanticidio e aborto legalizzando anche quest’ultimo 8 passaggio da
caso limite a quotidianità).
DEFINIZIONE DI BIOETICA
1. I SISTEMATICI - per dare una definizione di una disciplina bisogna definire
L’oggetto materiale = ciò di cui si occupa - comportamento umano nel campo delle scienze della
vita e della salute
Il metodo = studio sistematico
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BIOETICA – PESSINA

BIOETICA E BIOLOGIA

Il termine bioetica viene introdotto dall’oncologo americano Potter ed è intesa come scienza della sopravvivenza che sappia coniugare conoscenze biologiche e valori umani. Tematiche:

  • Anche un uso buono dei risultati delle ricerche in campo biologico contiene possibilità autodistruttive perché contribuisce a modificare le condizioni di vita dell’intero pianeta
  • Uso bellico delle ricerche in campo bio-chimico

La richiesta di coniugare scienza della vita con etica della vita per garantire la sopravvivenza è dettata dal convincimento che il quadro dei valori diffusi non sia capace di fornire criteri sufficienti per affrontare una situazione che appare incommensurabile rispetto alle epoche passate. Per la prima volta nella storia dell’umanità l’uomo diventa responsabile diretto della stessa sopravvivenza dell’intero pianeta. Entrando in possesso delle basi biochimiche della vita è necessario che proprio l’uomo debba salvaguardare sia la natura- ambiente che può essere messa in pericolo, sia la sua stessa struttura biologica che sembra offrirsi alle sue possibilità di progettazione. L’uomo ha una nuova forma di responsabilità nei confronti dell’intera umanità. La cultura che può dominare sempre di più la natura deve tener conto della normativa della natura biologica, favorendone le potenzialità ma limitando i propri interventi quando dovessero modificarla in modo permanente.

BIOETICA E MEDICINA

Secondo Reich tre sono statele aree che hanno contribuito alla formazione delle bioetica

  • Sperimentazione su soggetti umani – NEWYORK (anni 50-70) in una scuola di bambini gravemente ritardati si è verificata l’efficacia della profilassi contro l’epatite venendo infettati di proposito. Nel 64 vennero iniettate cellule vive di cancro a 22 anziani a loro insaputa. Dagli anni 30 agli anni 70 studio di come evolve la sifilide senza cura in 600 mezzadri e braccianti neri. Lo studio viene poi bloccato grazie al NY TIMES.
  • Uso sociale della medicina – basato sul darwinismo sociale che stabiliva delle pesanti discriminazioni tra gli esseri umani e che porta alla tentazione utilitaristica di una promozione del futuro presunto benessere di molti a discapito del danno certo di alcuni.
  • Impiego dell’alta tecnologia nella pratica medica – anni 60 - il paziente Meyers viene scelto per essere sottoposto a dialisi attraverso una commissione di selezione per permettere una terapia

BIOETICA QUOTIDIANA E DI FRONTIERA

L’attenzione viene concentrata sui casi di frontiera trascurando spesso i problemi che coinvolgono miliardi di persone nella vita quotidiana. È proprio all’interno dei casi limite che si mettono alla prova alcune categorie che poi serviranno nei casi ordinari.

ES. CASO BABY DOE – bambino down con complicazioni all’esofago a cui a causa della sua sindrome che non gli permette un “alta qualità della vita” non vengono garantite le cure e viene lasciato morire. L’infanticidio medico selettivo è una scelta accetta dalla moderna pratica medica. Per questo SINGER ritiene che occorre eliminare la distinzione tra infanticidio e aborto legalizzando anche quest’ultimo 8 passaggio da caso limite a quotidianità).

DEFINIZIONE DI BIOETICA

  1. I SISTEMATICI - per dare una definizione di una disciplina bisogna definire
    • L’oggetto materiale = ciò di cui si occupa - comportamento umano nel campo delle scienze della vita e della salute
    • Il metodo = studio sistematico
  • L’oggetto formale = rete teorica, come studia ciò di cui si occupa – valori e principi morali

Definizione di Potter che può essere accettata chiariti due equivoci

A. Lo studio sistematico riguarda come di fatto operano gli uomini oppure come dovrebbero operare?

B. I “principi e valori morali” è un indicazione generica per esprimere la problematica etica oppure vincola la bioetica a una precisa impostazione etica (principismo)?

2. GLI INSODDISFATTI –

A. Chi non condivide che la bioetica possa inserirsi nel filone dell’etica. Rivendicazione della novità della bioetica rispetto all’etica che manca di insufficienza teorica non occupandosi della tecnica (Jonas) e per i numerosi fallimenti dell’etica tradizionale.

B. Chi è contro la bioetica come nuova disciplina perché elemento di confusione dato che esistono già delle discipline che si occupano dello stesso oggetto di studio (deontologia e medicina legale). La medicina troverebbe più ostacoli che benefici dalle speculazioni filosofiche che introdurrebbero nuovi elementi conflittuali impedendo l’esercizio della concreta pratica medica.

C. Contesto teologico- maggiore insoddisfazione – denuncia l’incapacità delle bioetiche razionalistiche di cogliere il significato della vita.

PROPOSTE

  1. Etica applicata – non occorre nuovo sforzo interpretativo perché esistono consolidate basi etiche che aspettano soltanto di essere tradotte nella situazione attuale
  2. Nuova etica – identifica il nuovo con il buono e si fa ancilla tecnologiae, deve porsi come coscienza critica della civiltà tecnologica

LE DUE CULTURE

La cultura umanistica e quella scientifica sono incapaci di comunicare. L’unica vera forma di conoscenza è quella attuta dalla scienza. Si esclude dal contesto del vero e del falso tutto ciò che non rientra nei canoni delle scienze sperimentali.

La scienza contemporanea è inoltre strutturalmente legata alla tecnica, essa è il mediatore tra l’uomo e la realtà. Lo strumento tecnico è neutro soltanto come ammasso di materiali ma cessa di esserlo quando rientra nel progetto con cui lo uso. Della civiltà tecnologica occorre rifiutare quella cultura autoreferenziale che la governa, inibendo quella caratteristica umanistica che ne è il fondamento e il significato.

IL DISINCANTAMENTO DEL MONDO

WEBER – la progressiva intellettualizzazione e razionalizzazione hanno portato alla fede che basta soltanto VOLERE per POTERE ogni cosa, ogni cosa può essere dominata con la ragione. Il selvaggio è così ingenuo da credere che la realtà che lo circonda non sia così a portata di mano e che il significato dell’esistenza trascenda le sue capacità operative per questo egli cerca nella realtà dei simboli. La cultura tecnologica nega proprio questa dimensione della realtà. Finché questa negazione è solo metodologica il problema non esiste, sorge quando si inizia a pensare che tutto è domabile on i mezzi della tecnica. Le tecnoscienze pongono ogni limite come un ostacolo, nella visione morale però esistono ostacoli che sono riconosciuti come limiti. Pensar all’esistenza di limiti significa introdurre il concetto di FINITEZZA e RINUNCIA, ma la ricerca si pensa come infinita e non conosce alcuna rinuncia.

correremmo il rischio di temere mali non curabili o che non si manifestano affatto. In risposta a questo problema c’è il diritto di non sapere, ma una volta istituita questa carta d’identità genetica la pressione sociale renderebbe difficile ogni rinuncia.

EUGENETICA PREVENTIVA

Dovrebbe scoraggiare soggetti affetti da malattie ereditarie dal non procreare. È legata a sotterranee concezioni evoluzionistiche e utilitaristiche. È una medicina preventiva che si appella alla coscienza degli eventuali genitori, ma può diventare un vero arbitrio quando diventa un mezzo di coercizione della libertà di procreare. Le diagnosi prenatali si trasformano in una sollecitazione all’aborto.

Soprattutto nella fecondazione in vitro l’eugenetica preventiva si associa a quella selettiva e creativa. Qui avviene una vera e propria selezione scartando gli embrioni non adeguati. Gli orizzonti prospettati sono quelli di correggere i difetti genetici e di modificare alcuni geni per migliorare la connotazione biologica del proprio figlio.

Si passa dal dovere di curare al diritto di progettare la salute altrui quando si ritiene che la fonte dei diritti sia nella volontà di chi li può esprimere, cioè nei desideri degli adulti, di alcuni adulti.

FIVET (fertilizzazione in vitro con embryo transfer) – fecondazione in vitro dell’ovulo con successivo trasferimento dell’embrione nell’utero.

C’è il 10-15% di possibilità di successi reali. Altissima è invece la percentuale di esseri umani allo stato embrionale che vengono sacrificati. Assistiamo a un limbo biologico che permette di trattare i nostri simili come se fossero soltanto materiale biologico.

Il ricorso alla FIVET nasce dall’incapacità della coppia di assumere l’ostacolo della loro non generazione fisiologica. Il figlio diventa così un oggetto del desiderio, un prodotto che compensa la solitudine. La componente morale e affettiva non basta per sentirsi una famiglia se no si sarebbe ricorsi all’adozione. Il figlio non è più l’ospite gradito della propria intimità, ma come il significato e lo scopo dell’unione tra l’uomo e la donna trasformandolo così in oggetto del desiderio. Porre il figlio come bisogno significa tornare a una visione antropologica che l’occidente ha cercato di superare, istituendo altre categorie che hanno impedito di considerare gli altri soltanto sotto l’aspetto dell’utilità. C’è un involuzione biologica, culturale e antropologica. È ovvio che se il figlio non si presenta come una soddisfazione di questo desiderio ma come un intralcio ai propri bisogni non è facile il passaggio dal diritto di avere un figlio al DOVERE DI CRESCERLO. Chi non sa accogliere e rispettare i propri limiti la propria fragilità umana e biologica rischia di non saper poi accogliere rispettare e amare i propri figli anche e malgrado le possibili condizioni di infermità.

Il giusto desiderio di avere figli sani si modifica quando elimino volontariamente quelli che sani non sono.

Inoltre le percentuali di successo sono bassissime, la donna si è sottoposta a un intervento invasivo, l’uomo ha subito una condizione di marginalità e entrambi hanno costruito la loro identità relazionale su un progetto che riorna a presentarsi come irrealizzabile.

Ancora più complicato è quando c’è un donatore e un terzo soggetto entra nel processo di procreazione. Uno dei genitori non ha accettato la sterilità altrui imponendogli una sostituzione biologica. Qui si lede un diritto costitutivo del figlio, quello di conoscerei genitori biologici.

LA CLONAZIONE UMANA

La prima clonazione è avvenuta nel 1997 con la pecora Dolly. Da subito è scaturito l’interesse per la clonazione umana affinché fosse possibile:

  • (^) Ampliare le prospettive della fecondazione in vitro - Dare figli a chi non potesse, clonare il figlio morto, impedire trasmissione di malattie ereditarie, determinare il sesso
  • Come reperimento di cellule e tessuti da trapianto. Clone terapeutico che si ha a disposizione per il suo materiale biologico.

Il clone avrà lo stesso patrimonio genetico di chi ha fornito il nucleo ma non sarà identico ad esso ne somaticamente né psicologicamente né esistenzialmente poiché gli elementi biologici sono solo alcuni dei fattori che costituiscono l’individualità.

ACCANIMENTO TERAPEUTICO

La trasformazione della medicina contemporanea ha permesso la cronicizzazione di malattie un tempo mortali. Provocare la morte è differente dal permettere che questa subentri per cause naturali. L’idratazione e l’alimentazione non sono atti terapeutici e spesso sono funzionali all’accompagnamento del morente. La sospensione di essi è lecita solo in pazienti prossimi al decesso e se non causa la morte del paziente ma eviti soltanto un prolungamento del morire.

Living will – testamento di vita – carta sottoscritta da una persona nl pieno possesso delle proprie facoltà che afferma di non essere sottoposto a tecniche di mantenimento in vita e manovre di rianimazione. Se da una parte ostacola qualsiasi forma di paternalismo medico dall’altra rischia di depotenziare la prassi del pronto soccorso impedendo al medico di agire tempestivamente che ha il dovere di salvare la vita al paziente. L’autonomia del paziente deve trovare un’armonia con l’autonomia del medico (paternalismo moderato – alleanza terapeutica).

EUTANASIA

Il processo di razionalizzazione della vita porta a considerare la natura come qualcosa che deve essere dominato. Così come si domina la nascita, si domina anche la morte. Il rifiuto di riconoscere i limiti biologici sempre più pensati come ostacoli porta all’incapacità di accettare il nostro essere mortali. L’eutanasia è l’autonoma decisione di smettere di soffrire, risponde al diritto di morire. Il DIRITTO DI MORIRE implica che dall’altra parte ci sia un DOVERE DI UCCIDERE.

L’attenzione alle componenti fisiologiche e biologiche del dolore ha offuscato l’aspetto del VISSUTO DEL DOLORE. L’uomo contemporaneo coltiva la speranza di redimere l’uomo dalla sofferenza preservandolo dal dolore, ma è una speranza illusoria.

La sofferenza indica una richiesta di senso e laddove la vita sia privata di senso si è condotti verso la malattia mortale, la disperazione. Nella richiesta di morte si manifesta la solitudine esistenziale dell’uomo contemporaneo che soffre per tutto ciò che non può essere superato.

In un contesto in cui ciò che vale non è l’uomo ma la presenza di alcune sue qualità, l’eutanasia è indotta da aspettative sociali che giudicano inutile e costosa la vita di chi non soddisfa più certi parametri socio- economici. Oggi si sta estendendo anche a soggetti non consenzienti. La disabilità rende le sue vittime indifese e dipendenti dagli altri, i disabili vengono derubati della loro dignità e stima sociale subendo una vera e propria morte sociale. Lo spostamento del riconoscimento della dignità intrinseca dell’uomo alle sue condizioni estrinseche, porta a una progressiva discriminazione.

MORTE CEREBRALE

I difensori della qualità della vita hanno una concezione antropologica che identifica l’uomo con le sue attività conoscitive e relazionali. il rischio è che si sviluppi una specie di mistica del cervello che lo rende sede della personalità dell’uomo. L’uomo non esisterebbe quando esiste come organismo umano ( stadio embrionale) e non cesserebbe di esistere quando cessa di esistere come organismo umano (stadio cadaverico), ma diventerebbe uomo e cesserebbe di esserlo quando si sviluppa e quando cessa i funzionare il suo cervello. Si attribuisce centralità a un organo che esiste soltanto come parte e come esito di sviluppo di un organismo che è la condizione stessa della vitalità e della funzionalità di quell’organo.

Finché il corpo in coma ancora respira e funziona dal punto di vista organico, deve essere sempre considerato come residuo del soggetto che ha amato e che è stato amato, e come tale ha ancora diritto all’inviolabilità e che non se ne faccia uso come di un semplice mezzo.

LA MORTE