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Biologia di cnidari, vermi, molluschi, pesci, anfibi, artropodi mammiferi ecc
Tipologia: Sbobinature
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Phylum composto da circa 9000 specie, costituiscono gli animali radiati caratterizzati da una simmetria radiale, condizione che si ritiene ancestrale per tutti gli eumrtazoi. La simmetria radiale è infatti vantaggiosa per gli animali sessili o liberamente galleggianti, in quanto consente loro di ricevere gli stimoli ambientali da tutti i lati del corpo in maniera uniforme. Gli Cnidari non sono andati oltre un livello di organizzazione tissutale. Sono per la maggior parte marini, ma alcuni vivono anche in acqua dolce. Alcuni gruppi presentano un esoscheletro mentre altri un endoscheletro chitinoso, calcareo o proteico. Il corpo è formato da due foglietti, epidermide e gastrodermide, fra questi c’è la mesoglea (sostanza gelatinosa che spesso contiene cellule e tessuto connettivo). La cavità gastrovascolare (spesso ramificata o divisa da setti) con una singola apertura che funziona sia da bocca sia da ano; in genere tentacoli estensibili circondano la bocca o la regione orale. Presenza di organelli urticanti denominati nematocisti specialmente abbondanti sui tentacoli. Presentano due forme basilari: POLIPO e MEDUSA Il polpo è adattato a una vita sessile o sedentaria. Hanno il corpo tubulare, una bocca circondata da tentacoli individua l’estremità orale del corpo. La bocca conduce ad un intestino a fondo cieco detto cavità gastrovascolare. Medusa è liberamente natante. Ha il corpo a forma di capanna simmetrica. la bocca si trova all’estremità del manubrio che è una struttura cilindrica situata in posizione centrale sul lato concavo del corpo. I Cnidari presentano una rete nervosa ramificante; alcuni organi sensoriali. Sistema muscolare (epitelio muscolare) composto da uno strato di fibre longitudinali alla base dell’epidermide e da uno strato più interno di fibre circolari alla base della gastrodermide. Riproduzione asessuale per gemmazione (nei polipi) o riproduzione sessuale mediante formazione di gameti (in tutte le meduse e in alcuni polipi); forme sessuate monoiche o dioiche; larva planula. Assenza di sistema escretore o respiratorio e assenza di cavità celomatica. Gli Cnidari sono animali diblastici essendo provvisti di due soli tessuti l’ectoderma e l’endoderma.
I membri del phylum sono muniti di cellule urticanti ( cnidociti ) che possono emettere filamenti o tossine paralizzanti. Alimentazione Processo di alimentazione: i tentacoli colpiscono la preda con la nematocisti, i tentacoli afferrano la preda che viene portata alla bocca, disposta nella cavità gastrovascolare dove sono prodotti enzimi per la digestione extracellulare. Il cibo non digerito è espulso dalla bocca. Idre e corali consumano plancton mentre gli anemoni di mare prendano piccoli pesci. Sistema nervoso Il sistema nervoso presenta caratteristiche primitive. I neuroni formano reti nervose alla base dell’epidermide della gastrodermide. La presenza di un cervello avrebbe scarso valore adattivo per un animale a simmetria radiale. Infatti questi animali si relazionano con l’ambiente nello stesso modo da qualunque parte del corpo e non vi è controllo sulla direzione di avvicinamento ad una preda. Le meduse posseggono sistemi nervosi e organi di senso più sofisticati di quelli dei polipo sessili. Possono essere presenti cellule sensorie, statocisti, ocelli e occhi. Sono presenti delle reti di nervi attorno alla bocca. I sistemi sensoriali sono: ● chemocettori ● recettori da contatto ● fotorecettori (luce) e Ocelli (occhio semplice o primitivo) ● statocisti (bilanciamento) RIPRODUZIONE gli cnidari si riproducono sia asessualmente (per gemmazione) che sessualmente. I sessi sono separati e i gameti si sviluppano da cellula totipotenti.
1. asessualmente: i polipi a. gemmazione: un nodulo di tessuto si forma lateralmente sul corpo del polipo e sviluppa in seguito una bocca funzionale corredata da tentacoli. Una gemma che si stacca dal corpo di un polipo che l’ha generata costituisce un clone. b. scissione: possono generarsi cloni quando metà del polipo si stacca dall’altra metà. c. lacerazione del piede: si genera una clone quando il tessuto strappato dal disco pedale si sviluppa in nuovi piccoli polipi. 2. sessualmente: in particolare le meduse che rilasciano spermi e uova, alcune monoiche altre dioiche, in seguito le larve sono liberamente natanti.
esclusivamente marini, con meduse di forma cuboidale (per lo più di 1-5cm) e piccoli polpi larvali. Alcune specie sono estremamente velenose, infatti le punture di tali specie possono essere fatali per l’uomo. Sono nuotatori attivi e predatori voraci, si nutrono di pesci nelle aree vicino alla riva. CLASSE ANTHOZOA circa 6000 specie marine di anemoni di mare, coralli, attinie e piume di mare. Polipi presentano 8 o più tentacoli. Questi ultimi comprendono le specie responsabili della costruzione delle scogliere coralline. Manca la forma medusoide. La cavità gastrodermica è suddivisa da mesenteri che rappresentano estensioni della parete corporea verso la cavità gastrovascolare. Variano di molte dimensioni e possono essere sia solitari che coloniali. Gli anemoni di mare sono i polipi più grandi e robusti rispetto agli idrazoi. Questi animali hanno il corpo cilindrico con una corona di tentacoli disposta su uno o più cerchi intorno alla bocca che si apre al centro di un disco orale.
In zoologia sistematica si era dato il nome di Vermi (detti anche Vermidii, Elminti ), a un grande numero di forme animali a cui si attribuivano come caratteri distintivi comuni: ➢ la simmetria bilaterale ➢ la mancanza costante di appendici articolate ➢ corpo molliccio, più o meno allungato che può risultare: ■ appiattito → Platelminti ■ filiforme o cilindrico → Nematelminti o Nematodi ■ diviso in segmenti → anellidi Per un certo tempo gli zoologi consideravano i vermi come un preciso raggruppamento tassonomico. Lo studio più approfondito della struttura e della embriogenesi ha dimostrato che non è possibile ricondurre l’organizzazione del taxon ad un unico piano strutturale comune. A questo gruppo appartenevano forme molto differenti tra loro che poi furono smembrate in diversi phyla distinti. Per questo motivo non si parla di phylum dei Vermi ma di superphylum e i gruppi che prima erano ascritti a diverse classi (platelminti, nematodi, anellidi…) sono state elevate a phyla.
Il corpo è compresso dorso-ventralmente e nella maggior parte dei casi le aperture orali e genitali sono poste sulla superficie. Le dimensioni sono variabili da pochi millimetri a vari metri. I Platelminti sono gli animali più semplici con una simmetria bilaterale. Questi animali hanno un canale digerente con lo spazio tra ectoderma ed endoderma riempito da mesoderma (composto da fibre muscolari) e mesenchima; dal momento che possiedono 3 foglietti embrionali ben differenziati sono definiti triblastici. Mancano di un celoma sono definiti acelomati. Gli acelomati hanno raggiunto un livello di organizzazione tessuto-organo. Appartengono alla divisione dei protostomi. Il corpo può essere suddiviso in segmenti detti proglottidi. Hanno un sistema digerente composto da bocca, faringe, esofago, intestino (ramificato, suddiviso in 20 o più rami principali) a fondo cieco (non c’è ano). Sono ermafroditi con 1 o più testicoli ed 1 o più ovari. Il sistema nervoso è formato da cordoni nervosi longitudinali ed organi di senso. Il phylum dei Platelminti è suddiviso in 4 classi: ● Turbellari → liberi, comprende specie per la massima parte non parassite: ○ Platelminti ciliati a vita libera d’acqua dolce, marini e terrestri
Il sistema nervoso dei turbellari è il più primitivo ed è rappresentato da un plesso nervoso simile alle rete nervosa dei cnidari. Altre specie possiedono 5 paia di cordoni nervosi longitudinali. Sulla superficie del corpo sono presenti abbondanti cellule tattili miorecettive, che nelle planarie formano veri organi sulle auricole (sono lobi allargati a forma di orecchio ai lati del capo). Alcune specie possiedono statocisti per l’equilibrio e reorecettori per captare la direzione della corrente d’acqua. Sono inoltre presenti degli ocelli o macchie oculari che sono sensibili alla luce e sono comuni tra i turbellari. Generalmente l’epidermide contiene delle cellule bastoncellari chiamate rabditi. Tali cellule possono liberare il loro contenuto gelatinoso all’esterno della superficie animale a scopo di difesa o per catturare le prede. Riproduzione: ➢ grazie alla loro capacità rigenerativa, molto turbellari sono in grado di riprodursi asessualmente , prevalentemente per scissione trasversale multipla. Si riproducono asessualmente all’interno dell’ospite intermedio, che di solito è un gasteropode. ➢ Altre specie possono riprodursi sessualmente infatti la maggior parte dei turbellari è monoica (ermafrodita) ma con fecondazione incrociata. In alcuni turbellari il tuorlo che fornisce nutrimento all’embrione è racchiuso all’interno dell’uovo stesso. Le cellule del tuorlo sono guidate verso una zona di connessione con l’ovidotto per mezzo dei dotti vitellini, l’insieme del tuorlo e zigote viene rilasciato attraverso un poro genitale. I platelminti parassiti comprendono circa 16000 specie suddivise in tre classi: ● trematodi ● monogeni ● cestodi CLASSE TREMATODA descritte circa 13000 specie molte delle quali di grande importanza economica e sanitaria. Gli adulti vivono di solito nel corpo di vertebrati (ospiti definitivi). Dimensioni solitamente sono ridotte a pochi millimetri. Si nutrono di tessuti, liquidi tissutali e sangue. Il loro sviluppo richiede almeno un ospite intermedio. Contrariamente ai turbellari i trematodi possiedono un rivestimento esterno chiamato tegumento costituito da estensioni citoplasmatiche di grandi cellule presenti nel mesenchima. Un’altra caratteristica tipica del tegumento dei trematodi è rappresentata dalla presenza di spine di natura proteica, utilizzate dal verme per i suoi spostamenti nei tessuti dell’ospite. Sono evidenti alcuni adattamenti strutturali al parassitismo:
anni all’interno di un organismo umano e le loro uova possono causare gravi danni al cervello oltre che a ingrossamento del fegato e infiammazioni della vescica. CLASSE MONOGENEA I Monogenea comprendono 1100 specie di piccole dimensioni ectoparassite di vertebrati acquatici, soprattutto pesci. Possiedono due organi adesivi caratteristici, il prohaptor e l’ opisthaptor. Il loro ciclo vitale comprende una sola generazione (manca l’ospite intermedio). Dalle uova esce una larva natante , chiamata oncomiracidio , che cerca un nuovo ospite. Infatti il ciclo vitale del monogeni è semplice dato che ha un singolo ospite. CLASSE CESTODA circa 4000 specie di parassiti di vertebrati. Gli adulti sono adattati a vivere nell’intestino dell’ospite. Non hanno un sistema digerente e quindi si nutrono per osmosi. Il corpo è segmentato ( strobila ) composto da scolice (o capo), collo e una successione di segmenti chiamate proglottidi. Possono possedere migliaia di proglottidi, raggiungere i 25m ed avere organi detti ventose per aderire alle pareti dell’ospite. Alcuni possiedono una forma munita di uncini chiamata rostrello. Uno o più invertebrati o vertebrati sono usati come ospiti intermedi nel ciclo vitale. Phylum minore degli ELMINTE ACELOMATI ● Phylum Nemertea (Nemertini) ● Phylum Acoelomorpha ● Phylum Gnathostomulida NEMERTEA I Nemertini (o Rincoceli) sono animali vermiformi diffusi negli ambienti marini intertidali, ossia nelle zone costiere al limite tra la bassa e l’alta marea, ad eccezione di alcune specie d’acqua dolce o tipiche dei terreni umidi. Le dimensioni variano da qualche mm fino a specie lunghe più di due metri, per lo più bentoniche sedentarie, che vivono arrotolate negli interstizi dei fondali acquatici nutrendosi di piccoli invertebrati. Posizione dei phyla di pseudocelomati nel regno animale: nei phyla trattati, il blastocele embrionale è presente anche nell'adulto sotto forma di una cavità corporea ( pseudocele ) e gli animali che ne sono dotati sono detti pseudocelomati dal momento che manca loro il rivestimento peritoneale presente nei veri celomati. Gli pseudocelomati appartengono alla divisione dei protostomi degli animali bilateri. Lo pseudoceloma presenta alcune potenzialità adattative:
hanno una frattura ( opercolo ) che consente l’uscita della larva ciliata ( miracidio ) in acqua. La larva evolve in sporocisti → redia → cercaria → metacercaria L’uomo si infesta ingerendo ortaggi contaminati da metacercarie. I giovani migrano per più di un mese nel parenchima epatico, gli adulti vivono nella cistifellea e nei dotti biliari, si nutrono di sangue e detriti cellulari. Clonorchis sinensis: la clonorchiasi è una distomatosi epatica, una parassitosi delle vie biliari di cani, gatti e ratti, che, accidentalmente può colpire l’uomo. Schistosoma mansoni: è uno dei pochi platelminti a sessi separati. Adulti da 7 a 17mm di lunghezza, vivono nei vasi attorno all’intestino o alla vescica urinaria. Le femmine mature vivono nel canale ginecoforo del maschio. I vermi si mimetizzano assorbendo sul loro tegumento gli antigeni dell’ospite per sfuggire al suo sistema immunitario. Le femmine depongono fino a 300 uova al giorno, non opercolate, sono provviste di uncino. Ogni miracidio può originare migliaia di cercarie. Diffuso in Arabia, Africa, Venezuela e Brasile. Schistosoma japonicum: questi trematodi differiscono dagli altri perché sono dioici. I maschi sono più larghi e grossi delle femmine e possiedono un ampio canale ginecoforo ventrale, che accoglie la femmina. L’uomo si infesta bagnandosi in acque infestate da cercarie. TENIASI Infestazione dell’uomo da parte di forme adulte di Taenia solium o Taenia saginata (Platelminti). Entrambe hanno come ospite definitivo l’uomo. Taenia solium è una tenia armata (con rostello), Taenia saginata è una tenia inerme (senza rostello). Entrambe dotate di ventose. Verme adulto: testa o scolice e corpo o strobila (segmentato in proglottidi). Ogni proglottide è ermafrodita con apparato genitale maschile e femminile. Le uova sono accumulate nella proglottide, si liberano nell’ambiente esterno per rottura della parete della proglottide (nelle feci).
Sintomi: variabili in funzione al numero e alla localizzazione dei cisticerchi.
Il celoma è la cavità del corpo rivestita da mesoderma. Si forma per schizocelia nei protostomi e per enterocelia nei deuterostomi. Tranne che nei platelminti e nei nemertini, il celoma si forma probabilmente in tutti gli animali che presentano mesoderma, anche se può andare incontro a riduzioni di vario grado, fino alla scomparsa quasi totale.
Gli anellidi appartengono alla divisione dei protostomi e presentano una segmentazione a spirale e sviluppo a mosaico, caratteri condivisi con i molluschi che indicano una relazione evolutiva tra i due gruppi. Gli anellidi presentano una metameria caratterizzata da poche differenze tra le diverse parti ( somiti ). I caratteri condivisi con gli artropodi comprendono una cuticola esterna ed un’organizzazione simile del sistema nervoso. Cuticola → il rivestimento superficiale è di nauta acellulare. Si tratta di un piano formato principalmente da sali di calcio, proteine e da un polisaccaride azotate definito chitina. Svolge la funzione di barriera che media gli scambi con l’ambiente e garantisce protezione all’individuo. Segmentazione → soltanto il tegumento presenta delle pieghe anulari. Sia i derivati ectodermici che quelli mesodermici sono disposti metamericamente, e il celoma è suddiviso in concamerazioni metamerica in senso antero-posteriore. La parte anteriore è chiamata prostomio e quella posteriore pigidio entrambi non segmentati. Il corpo è diviso in serie lineari di parti simili o segmenti e ciascun segmento è chiamato metamero. Il pattern di segmentazione ripetuta è chiamato metamerismo. Ciascun metamero è separato da quello successivo da un setto; ciascun metamero funge da scheletro idrostatico. Ciascun segmento possiede una o più setole chitinose chiamate setae che aiutano nell’ancoraggio del segmento. La metameria rappresenta la grande innovazione di questo phylum. La simmetria è bilaterale. È molto sviluppata una vera cavità celomatica (eucelomati). La parete del corpo con strati di muscolatura esterna circolare (accorciamento) ed una interna longitudinale (allungamento) con cuticola esterna umida e trasparente secreta dall’epitelio. La specializzazione del capo in organi diversi quali tentacoli, palpi e macchie oculari dei policheti, raggiunge in questo phylum un livello superiore rispetto agli altri invertebrati. Movimento → il celoma (ad eccezione delle sanguisughe) è pieno di fluido e agisce da scheletro idrostatico. Poiché il volume del fluido è costante, la contrazione della muscolatura longitudinale causa accorciamento e un contemporaneo allargamento del corpo. La suddivisione dello scheletro idrostatico in una serie metamerica di cavità celomatica separate da setti, ne aumenta l’efficienza, in quanto la forza generata da una contrazione muscolare locale non è trasmessa per l’intera lunghezza del corpo. Presentano setole chitinose (assenti negli irudinei) spesso presenti su appendici carnose dette parapodi. Il sistema nervoso presenta un cervello connesso ad un paio di cordoni nervosi ventrali longitudinali e veri gangli con ramificazioni in ciascun segmento o metamero. Il sistema nervoso degli anellidi presenta anche cellule sensoriali del tatto, del gusto, fotosensibili ed in grado di rilevare il grado di umidità.
Il sistema circolatorio è molto più complesso rispetto a quelli visti in precedenza. È chiuso dove il sangue è racchiuso in vasi dotati di muscolatura che corrono e si ramificano in ogni segmento o metamero. Sono presenti diversi cuori usati per la propulsione del sangue. Pigmenti respiratori (emoglobina, emoeritrina ed altri) spesso presenti. Manca l’apparato respiratorio perché la respirazione è cutanea. Il sistema digerente completo e NON metamerico. Si estende per la lunghezza del corpo ed è differenziato lungo il percorso. L’apparato digerente presenta una bocca connessa con una faringe muscolare tramite cui l’animale aspira le particelle alimentari, in genere materiale in decomposizione. In seguito il cibo arriva nel ventriglio dove viene ridotto in poltiglia e successivamente passa nell’intestino dove viene digerito ed avviene l’assorbimento delle sostanze nutritive. Gli anellidi sono gli animali più complessi capaci di rigenerazione completa. Tuttavia questa abilità varia molto da gruppo a gruppo. Il sistema escretore consiste un copie di metanefridi ben sviluppati in ciascun metamero. I tubi escretori presentano porzioni ciliate a forma d’imbuto che rimuovono le sostanze di rifiuto dal fluido celomatico: aperti verso l’esterno attraverso pori escretori. I prodotti di rifiuto sono riversati nel nefrostoma ciliato di un segmento e passano le ansa del nefridio per essere infine espulsi attraverso il nefridioporo del segmento seguente. La riproduzione di solito avviene attraverso fecondazione incrociata anche se molti anellidi sono ermafroditi. Lombrichi e sanguisughe formano coppie che si fecondano reciprocamente. Alcuni anellidi (per esempio i vermi marini) sono dioici e rilasciano uova e spermi nell’ambiente marino dove i gameti si uniscono a formare una larva trocofora. Riproduzione gamica: ● dioici (organi maschili e femminili in individui separati): policheti ● monoici (presenza nello stesso organismo di gonadi maschili e femminili, ermafroditi) ○ oligocheti, irudinei ed alcune specie di policheti Riproduzione agamica: ● frammentazione ● gemmazione Fecondazione ● esterna → Policheti ● interna → Oligocheti e Irudinei Sviluppo ● indiretto →Policheti ● diretto → Oligocheti e Irudinei
Arenicola marina: policheti fossori tipici di substrato molle. Sono depositori nutrendosi del materiale organico ingerito con il sedimento. Si muovono con movimenti peristaltici dovuti alla contrazione alternata della muscolatura longitudinale e circolare. SERPULIDAE I serpulidi costruiscono tubi di carbonato di calcio e materiale organico, che vengono cementati su rocce, conchiglie di molluschi o altri substrati duri. EUNICIDAE Tipico polichete bentonico errante. Il movimento avviene secondo onde di contrazione caudo-cefaliche per l’azione alternata dei muscoli longitudinali. Presenta il tipico parapodio biramoso con aciculi e chete. TEREBELLIDAE Sono deposivori nutrendosi di particolato organico raccolto tramite i lunghi tentacoli distesi sul substrato. AMPHINOMIDAE Hermodice carunculata: questo polichete è anche detto vermocane o verme di fuoco a causa delle chete affilate che si proiettano dai parapodi e che tendono a penetrare nella pelle di chi lo manipola provocando un intenso dolore e talvolta infezione CLASSE OLIGOCHAETA Comprende circa 4.000 specie d’acqua dolce e terrestri (poche marine, alcune parassite). Predatori o detritivori, provvisti di poche setole e di clitello. Il capo in genere è poco sviluppato. Presentano fenomeni di rigenerazione. Le contrazioni dei muscoli circolari sul celoma che funge da idroscheletro, determinano un movimento peristaltico dell’animale. Le contrazioni dei muscoli longitudinali permettono invece i movimenti laterali. I LOMBRICI presentano tipicamente da 4 a 8 chete (setole) per segmento, ampio celoma e segmenti in numero variabile separati da setti. Durante la locomozione e lo scavo le chete ancorano le diverse parti del corpo per prevenire lo scivolamento. I lombrichi si muovono grazie a movimenti peristaltici. La bocca è contenuta in un prostomio carnoso situato all'estremità anteriore Sono ermafroditi, dopo l’accoppiamento presentano un clitello che secerne attorno ad esso dapprima un tubo di muco e poi una fascia dura e chitinosa formando una capsula protettiva per le uova. Quando il bozzolo si sposta in avanti le uova provenienti dagli ovidotti e gli spermatozoi ricevuti con l’accoppiamento vengono riversati nel bozzolo stesso. La
fecondazione delle uova ha luogo nel bozzolo. Quando il bozzolo si stacca dal corpo le sue estremità si chiudono. Il clitello si sviluppa solo al raggiungimento della maturità sessuale. CLASSE HIRUDINEA circa 1.000 specie descritte d’acqua dolce, marine e terrestri. Parassiti ematofagi di invertebrati e vertebrati o predatori a vita libera. Appaiono appiattiti dorso ventralmente con celoma ridotto, spesso provvisti di organi adesivi (ventose), segmentazione esterna non corrispondente ai metameri interni. Non presentano rigenerazione. Le sanguisughe tipicamente non presentano setole, il celoma è ridotto e il numero di segmenti, non separati da setti, è fisso. Ermafroditi con clitello che secerne una capsula protettiva per le uova. La riduzione del celoma (che può fondersi con il sistema circolatorio) e l’appiattimento del corpo determinano una condizione simile a quella dei platelminti. I muscoli fanno forza sul parenchima interno e grazie all’azione combinata delle ventose, permettono all’animale di spostarsi a compassi. Gli Irudinei sono ermafroditi ma praticano la fecondazione incrociata.
corneo (predatori). Non presente nei bivalvi che si nutrono per filtrazione e per tanto sono dotati di sifoni inalanti (da cui entra l’acqua col particolato organico) ed esalanti (da cui esce l’acqua filtrata). Gli animali marini appartenenti a questo gruppo sono isotonici con l’acqua di mare, quindi in teoria non hanno bisogno di regolare il contenuto in sali dei propri liquidi corporei. Alcuni cefalopodi come i calamari essendo predatori molto veloci hanno bisogno di controllare il peso corporeo: essi eliminano i sali più pesanti (come gli ioni solfato e magnesio) e tengono i più leggeri (ione ammonio, che conferisce il tipico sapore alle loro carni). Riproduzione: può essere fecondazione interna (cefalopodi, alcuni gasteropodi) o esterna (tutti gli altri). Alcuni sono sessi separati (cefalopodi) altri ermafroditi non autosufficienti (gasteropodi). Le modalità di accoppiamento e riproduzione sono molto varie e in alcuni casi anche complesse. Nel caso delle seppie per esempio sono previsti rituali d’accoppiamento veri e propri. Generalmente lo sviluppo è indiretto, con più stadi larvali planctonici fra cui la larva detta tracofora (= portatrice di corona) a cui segue lo stadio veliger. Conchiglia: protezione calcarea secreta dal mantello. é fatta di 3 strati: ● Periostraco: organico. Strato più esterno costituito da un sottile strato di una proteina corneificata detta conchiolina. ● Ostraco: inorganico. Strato intermedio costituito da prismi di calcite strettamente addossati l’uno all’altro e perpendicolari rispetto la superficie del mantello ● Ipostraco: misto. Strato più interno costituito da lamelle di aragonite parallele al mantello e immerse in una sottile matrice proteica. L’iridescenza tipica della superficie interna delle conchiglie dei bivalvi e dei gasteropodi (detta comunemente madreperla) è appunto dovuta all’aragonite che ha un elevato indice di rifrazione. Questa organizzazione è tipica solamente di bivalvi e gasteropodi. L’animale non si separa mai dalla sua conchiglia, ma cresce con essa: mano a mano che il corpo si ingrandisce, il mantello secerne nuovi strati di conchiglia. Questo è ben evidente nei bivalvi in cui sono visibili ad occhio nudo le linee di accrescimento e nei gasteropodi in cui si vedono i giri di accrescimento. Classificazione e filogenesi Il phylum dei molluschi è suddiviso in sette classi di cui tre sole sono le più importanti ecologicamente ed economicamente, e sono gasteropodi, bivalvi e cefalopodi. Il taxon si è evoluto a partire da un archeomollusco raschiatore con corpo depresso dorso-ventralmente, estesa superficie ventrale secernente muco per agevolare la locomozione, superficie dorsale ricoperta di pellicola chitinosa, simile a quella dei vermi. Molto probabilmente questo protomollusco reagiva alle aggressione appallottolandosi grazie alla presenza di due fasci muscolari ventro-laterali.
Molluschi: stadi larvali ←TROCOFORA VELIGER → CLASSE GASTROPODA Tra i molluschi sono i più numerosi e diversificati. Sono presenti 25.000 specie fossili, da 500 milioni di anni fa ad oggi. 40.000 specie viventi marine, d’acqua dolce e terrestri, di patelle, lumache, chiocciole, lepri di mare ecc Sono spesso animali poc mobili sedentari a causa del peso della conchiglia e di organi locomotori interni. Se presente, la conchiglia singola ( univalvi ) conica o asimmetrica e avvolta a spiare, nella quale può ritrarsi il corpo. Il capo è munito di statocisti, occhi e tentacoli. 1-2 metanefridi, ctenidi o polmone. Vegetariani o carnivori e ermafroditi o gonocorici. Forma e funzione nei gasteropodi: ➔ torsione: durante lo sviluppo dei gasteropodi, nello stadio di veliger, la massa viscerale e il mantello ruotano di 90° a 180° sul piede. La conchiglia disposta verso l’alto e posteriormente consente una migliore distribuzione del peso. Dopo la torsione l’ano e la cavità del mantello diventano anteriori e si aprono sopra la bocca e il capo.