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Biologia Vegetale: Classificazione e Descrizione Alghe
Tipologia: Appunti
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Non sono un gruppo polifiletico = ruolo molto importante nell’alimentazione umana. Per non sacrificare tutte le terre emerse alla coltivazione per il mantenimento e sostentamento dell’uomo. Sicuramente la coltivazione delle alghe ha un impatto più basso che cercare, invece, di coltivare le terre emerse (= che comporta una forte perdita di biodiversità, erosione del suolo e problemi di autotrofizzazione). Le alghe hanno valori nutritivi molto importanti. Dieta ricca di alghe fa bene alla salute (caso del Gippone, dove i tumori avevano una minore incidenza sulle donne che consumavano sovente questo alimento. Dopo la seconda guerra mondiale c’è stato una notevole migrazione di donne giapponesi verso l’America, le quali dimostravano un tasso di mortalità pari alle cittadine americane. Quindi, gli studiosi di quegli anni pensavano che la differenza tra le donne giapponesi e quelle che “americane” fosse dovuta alla dieta a base di alghe). Alghe come produttori di bio factory = produttori di zuccheri e grassi da essere utilizzati nell’industria, uno dei prodotti finali può essere il biodiesel. Protisti = Organismi unicellulari fotosintetici autotrofi : organismi che utilizzano energia non immagazzinata in molecole organiche. Chemiolitotrofi: utilizzano energia immagazzinata in molecole inorganiche ossidabili); Fotoautotrofi: utilizzano energia luminosa (mentre Eterotrofi : Utilizzano solo molecole organiche per ricavare energia). Variabilità di forme da quelle tipo ameba, cellule singole con o senza gameti, colonie formate da più cellule aggregate con o senza flagelli, filamenti semplici o ramificati, lamine costituite da uno strato o due strati di cellule, insiemi cellulari, masse plurinucleate con o senza parete cellulare.
Protisti I: gruppi più ancestrali: euglenoidi, muffe mucillaginose, criptomonadi, alghe rosse, dinoflagellate, aptofite Protisti II: gruppi più recenti (muffe acquatiche, diatomee, crisofite, alghe brune e alghe verdi) Critarchs are a heterogeneous and polyphyletic group of organic-walled microfossils of unknown affinity, consisting of a central cavity enclosed by a wall of single or multiple layers, with a great variability of shapes and ornamentations. The wall is made by sporopollenine or a very similar compound and the size range is about 5 to 200 micrometers. Risalgono a 1,5 miliardi di anni fa. L’idea che la cellula eucariotica sia in realtà un insieme di microorganismi venne proposta per la prima volta negli anni 20 dal biologo americano Ivan Wallin. Nel 1970, Lynn Margulis enunciò la teoria secondo la quale le cellule eucariote si sarebbero evolute da una simbiosi di batteri primitivamente a vita libera (la teoria dei mitocondri e cloroplasti come endosimbiosi). Nel 1981, Margulis in un suo libro in cui ripropose l’origine della cellula eucariote come un insieme di entità interagenti unitesi insieme con un ordine specifico. Procarioti potrebbero essere entrati nella cellula ospite, forse come prede ingerite o come parassiti. Nel tempo, questi elementi e l’ospite potrebbero aver sviluppato una interazione di mutuo beneficio, evolvendo successivamente in una simbiosi obbligata. Cianobatteri = Appartengono al gruppo dei bacteria. Sono fotosintetici, posseggono clorofilla, carotenoidi e pigmenti accessori quali le ficobiline (la ficocianina un pigmento blu e la ficoeritrina un pigmento rosso). Nelle cellule dei cianobatteri sono presenti tanti strati di membrane, parallele tra loro e parallele alla membrana plasmatica, dette tilacoidi (per analogia con i tilacoidi dei cloroplasti dei vegetali superiori) dove avviene la fotosintesi. Il principale composto di riserva è il glicogeno, polimero del glucosio, simile all’amido. La teoria endosimbionte della Margulis si basava su evidenze morfologiche. La presenza di DNA e la presenza di ribosomi capaci di codificare le proteine in informazione genetica contenuta nell’organello simbionte, la presenza di due membrane. Tutt’ora ci sono esempi di simbiosi e il nostro pianeta potrebbe sperimentare nuove interazioni tra organismi. Ad esempio, un’alga può diventare simbionte di un organismo unicellulare e quindi, in sto caso, il frutto della simbiosi può avere 4 membrane. Alcune alghe possono diventare simbionti di organismi animali, ad esempio le zooxantelle vivono nei tentacoli del polipo di un corallo. Tallofite = piante primitive costituite da un tallo (corpo costituito da tessuti indifferenziati). Comprendono alghe e briofite. Cormofite = Piante evolute, dotate di un corpo, formato da radici, fusto e Organismi pluricellulari inferiori
Grande importanza dev’essere attribuita all’organizzazione COCCALE, in quanto da essa sarebbero derivate le forme di organizzazione che risultano diffuse tra le alghe macroscopiche. Nelle alghe esiste una grande variabilità morfologica, tuttavia è possibile distinguere alcuni gruppi caratterizzati dallo stesso livello di organizzazione (monadale, ameboide, capsale, coccale, sifonale, sifonocladale, tricale, pseudoparenchimatico, tissutale).
Nelle alghe i flagelli si presentano in un gran numero di forme: FLAGELLI A SFERZA o ACRONEMATICI (= Lisci e appuntiti) MASTIGONEMI PETTINATI O STICONEMATICI (= Con sottili estroflessioni laterali inserite da un solo lato) MASTIGONEMI PANTONEMATICI (=Con sottili estroflessioni laterali su due lati) Anche il numero di flagelli può cambiare. Identici (ISOCONTI) Di differente lunghezza (ETEROCONTI) Molti disposti a corona (STEFANOCONTI) Caratteristiche comuni alle divisioni di alghe: Sono tutte eucariotiche, sono organismi autotrofi, fanno fotosintesi, il corpo è costituito da un tallo, non presentano mai tessuti. Le alghe si riproducono mediante: ciclo aplonte, ciclo diplonde e ciclo aplodiplonte. Le specie che seguono questo ciclo sono rappresentate dalla sola generazione aploide (aplofito o gametofito). Lo Zigote è l’unica cellula diploide che, dividendosi per meiosi (meiosi zigotica), produce 4 meiospore che ripristinano la condizione aploide. Negli organismi unicellulari dopo varie divisioni cellulari per mitosi, si comportano da gameti che con la loro fusione generano zigoti diploidi. Per divisione meiotica ogni zigote produrrà 4 meiospore che formeranno altrettanto individui. Ciclo caratteristico nelle alghe verdi ed in alcuni fughi e protisti. Il ciclo diplonte è caratterizzato da una sola generazione diploide(diplofito) deriva dalla divisione per mitosi dello zigote. Al momento della riproduzione sessuale la meiosi permette la produzione di gameti (meiosi gametica). Se l’individuo è unicellulare si comporta da gametangio entro cui per meiosi vengono prodotti 4 gameti aploidi n. Questo tipo di ciclo
Si ha una generazione gametofitica indistinguibile morfologicamente dalla generazione sporofitica, se non che la generazione gametofitica produce gametangi e quella sporofitica sporangi. Ulva rigida o lattuga di mare, possiede un taglio foglioso di colore verde brillante e vive in acque poco profonde. Sopporta elevati livelli di inquinamento organico. I caratteri tassonomici per la classificazione sono i seguenti: Corredo di pigmenti Sostanze di riserva Ultrastruttura del plastidio Composizione della parete cellulare Non si considerano né i caratteri morfologici né le modalità di riproduzione. Bisogna quindi fare affidamento ad analisi: a) chimiche, b) citologiche e c) genetiche. DIVISIONI (O PHYLA) DELLE ALGHE: Dinoflagellati Alghe dorate e diatomee Euglenophyta RHODOPHYTA Alghe rosse (riescono a raggiungere i fondali marini, intorno ai 200 mt) PHAEOPHYTA Alghe brune CHLOROPHYTA Alghe verdi (raggiungono le zone di mare meno profonde) Per l’enorme varietà morfologica dei diversi gruppi di alghe la parete cellulare presenta una differente composizione. È generalmente formata da una porzione fibrillare (costituita da cellulosa, mannani e xilani) e da una porzione amorfa. Non vi è lignina. La sua consistenza può essere aumentata dalla presenza di deposizioni di CaCO3 e di silice. Cloroplasti: Nelle alghe la morfologia dei cloroplasti è estremamente varia. Oltre alla tipica forma ovoide, caratteristica anche delle piante vascolari, nelle alghe si conoscono cloroplasti stellati, nastriformi, reticolati o a coppa. Molto frequentemente il numero di cloroplasti per cellula è piuttosto basso e in taluni generi si arriva addirittura ad un solo cloroplasto per cellula. La MACCHIA OCULARE o STIGMA è presente in molte alghe unicellulari flagellate. Essa appare al microscopio ottico come una macchia rosso- arancione (contiene carotenoidi) situata nella parte anteriore della cellula. Lo STIGMA è normalmente contenuto nel cloroplasto tranne nelle Euglenophyta ed in alcune Dinophyta dove è presente nel citoplasma. Lo STIGMA ha la funzione di ombreggiare il vero organulo fotorecettore che percepisce la luce. Questo è un rigonfiamento cristallino alla base di uno dei due flagelli nelle Heterokontophyta e nelle Euglenophyta , mentre è un’area specializzata della membrana plasmatica al di sopra dello STIGMA nell’alga verde Chlamydomonas. Il pigmento fotorecettore è una FLAVOPROTEINA
che assorbe nel blu (420-490 mm) nelle Heterokontophyta mentre in Chlamydomonas è la RODOPSINA, il pigmento visivo degli animali. In molte alghe associato al cloroplasto si trova un corpo più o meno voluminoso, denominato PIRENOIDE, che risulta spesso visibile al microscopio ottico. Il pirenoide può avere una struttura omogenea minutamente granulosa, come nelle alghe brune, oppure essere percorso da sottili lamelle in evidente continuità con i tilacoidi (alghe verdi). Sempre nelle alghe verdi il pirenoide può essere suddiviso in bande o spicchi denominati PIRENOSOMI che si collocano tra le bande tilacoidali. Il PIRENOIDE contiene l’enzima Ribulosio-1,5-difosfato carbossilasi-ossidasi, meglio nota come RUBISCO, che catalizza la prima reazione di riduzione della CO2 nella fase oscura della fotosintesi. Esso inoltre è coinvolto nel processo di polimerizzazione degli zuccheri di riserva. Tilacoidi. Nelle Rhodophyta i tilacoidi restano isolati, disposti più o meno parallelamente tra di loro e avvolti da un tilacoide più grande che circonda tutto il plastidio. Lungo le membrane tilacoidali si trovano allineati i ficobilisomi. Nelle Pheophyta i cromatofori hanno i tilacoidi fra di loro uniti per tutta la loro lunghezza in bande di altezza limitata formate di norma da 3 o 4 tilacoidi. Nelle Chlorophyta più primitive si trovano ancora bande di tilacoidi, mentre in quelle più evolute vi sono ormai tipici GRANA e LAMELLE STROMATICHE , in modo analogo a quanto si osserva nella generalità delle piante superiori. Notevoli diversità esistono nella disposizione dei tilacoidi. Nelle Cryptophyta i tilacoidi sono associati a formare lamelle e contengono ficobiline nel loro lume. Nelle Euglenophyta i cromatofori hanno i tilacoidi fra di loro uniti per tutta la loro lunghezza in bande di altezza limitata formate di norma da 3 o 4 tilacoidi. Organuli cellulari peculiari delle alghe Alcuni organuli cellulari si rinvengono solo nella cellula algale: vacuoli contrattili, macchia oculare o stigma e pirenoide. Vacuoli contrattili = Molte specie unicellulari d’acqua dolce prive di pareti rigide, vivendo in un ambiente IPOTONICO rispetto al loro citoplasma, devono espellere in continuazione l’acqua in eccesso che penetra per osmosi nelle cellule. L’organulo adibito alla osmoregolazione è il VACUOLO CONTRATTILE. Questo organulo, che si forma per fusione di piccole vescicole, si riempie d’acqua che scarica all’esterno dopo essersi fuso con la membrana plasmatica. Dopo lo svuotamento i residui della membrana vacuolare vengono riciclati per la formazione di nuove vescicole. I pigmenti contenuti nei cromatofori sono di tre tipi ben distinti: clorofille, ficobiline e carotenoidi. In tutte le alghe è presente la Clorofilla a, ma a seconda del gruppo di alghe sono presenti altre clorofille (b, c, d). Le alghe rosse (e le Glaucophyta ) contengono particolari pigmenti accessori: le FICOBILINE. Le Ficobiline delle Glaucophyta sono identiche a quelle contenute nei Cianobacteria , mentre le ficobiline delle Rhodophyta sono differenti. I carotenoidi e le xantofille concorrono a rendere variegato il set di pigmenti di cui sono
Phaeophyceae (alghe brune)
Sostanza di riserva accumulata nel plastidio Parete cellulare pecto-cellulosica
Phylum Pyrrophyta (dinoflagellati)