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Bonomi - Linguistica dei media, Appunti di Linguistica

Materiale circa la linguistica dei media.

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 28/01/2016

angelica.eruli
angelica.eruli 🇮🇹

2 documenti

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Linguistica dei media 2015 - di A. Eruli
Linguistica dei media
!
Argomento del corso: Informazione e politica attraverso i media: tendenze linguistiche
UNITÀ DIDATTICA A: Introduzione alla disciplina. Lingua dei giornali
UNITÀ DIDATTICA B Informazione e politica nel web
UNITÀ DIDATTICA C Informazione e politica alla radio e alla televisione
Il corso mira nel suo complesso a delineare i caratteri linguistici dell’informazione e della politica
nei principali media.
Nell’unità didattica A, dopo una introduzione alla disciplina, si descriverà la lingua dei giornali dal
‘700 ad oggi; nell’unità didattica B si farà una panoramica della comunicazione informativo-politica
nella rete; nell’unità didattica C ci si concentrerà su radio e televisione.
Modulo/Unità didattica:!Unita' didattica A
Programma
1. I.Bonomi, S.Morgana (a c. di) Lingua italiana e mass media, Roma, Carocci, n.ed. (in uscita a
gennaio 2016), o prima ed. 2003, esclusi i capitoli 3, 5, 9 (Televisione, Quotidiani, Web)
oppure
L’italiano di oggi, a c. di M.Dardano e G.Frenguelli, Roma, Aracne, 2008
Da sostituire, per gli studenti chi non hanno mai sostenuto esami nel settore disciplinare L-FIL-
LET/12 con
I.Bonomi-A.Masini-S.Morgana-M.Piotti, Elementi di linguistica italiana, Roma, Carocci, nuova
edizione 2010
2. M.V. Dell’Anna, Lingua italiana e politica, Roma, Carocci, 2010
Modulo/Unità didattica:!Unita' didattica B
Programma
S.Spina, Openpolitica. Il discorso dei politici italiani nell’era di Twitter, Milano, Franco Angeli, 2012
oppure
M. Tavosanis, L’italiano del web, Roma, Carocci, 2011
Modulo/Unità didattica:!Unita' didattica C
Programma
E. Atzori, La parola alla radio. Il linguaggio dell’informazione radiofonica, Firenze, Cesati, 2002
oppure
G.Alfieri-I.Bonomi, Lingua italiana e televisione, Roma, Carocci, 2012 e E.Mauroni, Vengo dopo il
tg, Catania, Bonanno, 2010.
oppure
M. Loporcaro, Cattive notizie. La retorica senza lumi dei media italiani, Milano, Feltrinelli, seconda
ed. 2006
23.09.2015 (lezione 2)
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Linguistica dei media [email protected] Argomento del corso: Informazione e politica attraverso i media: tendenze linguistiche UNITÀ DIDATTICA A: Introduzione alla disciplina. Lingua dei giornali UNITÀ DIDATTICA B Informazione e politica nel web UNITÀ DIDATTICA C Informazione e politica alla radio e alla televisione Il corso mira nel suo complesso a delineare i caratteri linguistici dell’informazione e della politica nei principali media. Nell’unità didattica A, dopo una introduzione alla disciplina, si descriverà la lingua dei giornali dal ‘700 ad oggi; nell’unità didattica B si farà una panoramica della comunicazione informativo-politica nella rete; nell’unità didattica C ci si concentrerà su radio e televisione. Modulo/Unità didattica: Unita' didattica A Programma

  1. I.Bonomi, S.Morgana (a c. di) Lingua italiana e mass media, Roma, Carocci, n.ed. (in uscita a gennaio 2016), o prima ed. 2003, esclusi i capitoli 3, 5, 9 (Televisione, Quotidiani, Web) oppure L’italiano di oggi, a c. di M.Dardano e G.Frenguelli, Roma, Aracne, 2008 Da sostituire, per gli studenti chi non hanno mai sostenuto esami nel settore disciplinare L-FIL- LET/12 con I.Bonomi-A.Masini-S.Morgana-M.Piotti, Elementi di linguistica italiana, Roma, Carocci, nuova edizione 2010
  2. M.V. Dell’Anna, Lingua italiana e politica, Roma, Carocci, 2010 Modulo/Unità didattica: Unita' didattica B Programma S.Spina, Openpolitica. Il discorso dei politici italiani nell’era di Twitter, Milano, Franco Angeli, 2012 oppure M. Tavosanis, L’italiano del web, Roma, Carocci, 2011 Modulo/Unità didattica: Unita' didattica C Programma E. Atzori, La parola alla radio. Il linguaggio dell’informazione radiofonica, Firenze, Cesati, 2002 oppure G.Alfieri-I.Bonomi, Lingua italiana e televisione, Roma, Carocci, 2012 e E.Mauroni, Vengo dopo il tg, Catania, Bonanno, 2010. oppure M. Loporcaro, Cattive notizie. La retorica senza lumi dei media italiani, Milano, Feltrinelli, seconda ed. 2006 23.09.2015 (lezione 2)

IL 700

Percorso del linguaggio giornalistico a partire dal 700 dando delle linee generali su come si forma e si sviluppa il linguaggio dei giornali facendo per ogni periodo una breve introduzione di tipo storico - giornalistico. Perché partiamo dal secondo 700?

  • non è che prima di questo periodo non ci fossero dei fogli periodici (qualcosa che nel 500) ma sono proprio degli inizi molto embrionali sui quali non ha senso parlare di lingua. Dal 700 invece il giornalismo comincia a prendere na sua configurazione specialistica, ma d’altra parte bisogna dire che non nasce nel 700 un linguaggio giornalistico.
  • Fino all’800 esistono giornali ma la lingua che viene usata non è una lingua specifica; molti vicina a quella letteraria dalla quale man mano si emancipa e si rende autonoma.
  • I giornali sono fortemente condizionati da quelli francesi: le notizie vengono tratte in gran parte dalla stampa periodica francese e quindi questa mediazione ha naturalmente un forte condizionamento linguistico. Il francese e la Francia nel panorama europeo hanno un ruolo di assoluta preminenza e quindi l’influsso linguistico è preminente. C’è infatti una grande polemica nella questione della lingua italiana che era troppo inflienzata. Nel 770 ci sono due tipi di giornali: giornali letterari erano molto limitati nella loro struttura ed erano costituiti da rassegne su libri usciti. Nel corso del secolo acquistano una maturità diversa lasciando il posto ad una diversa configurazione e coscienza (nata grazie all’Illuminismo). giornali politici (gazzette) 1. Giornali letterari Ci sono alcuni centri in italia che sono particolarmente produttivi in ambito giornalistico ed editoriale:
  1. Venezia ai primi del 700 ha un giornale abbastanza importante “Il giornale dei letterati d’Italia”
  2. Firenze
  3. Milano a partire dalla seconda metà del secolo proprio perché era stata un centro dell’Illuminismo insieme a Napoli. Proprio qui si pubblica il giornale per poco tempo “Il caffè” Il caffè
  • si tratta di una testata che rientra nel genere dei giornali letterari e come tale si studia in parte, ma si occupa di tematiche molto più ampie della pura letteratura > economia, agricoltura, letteratura, diritto, lingua.
  • Accanto ai fondatori fratelli Pietro e Alessadro Verri e Cesare Beccaria, ci sono altre figure di letterati e uomini di cultura importanti che si interessano di settori differenti.
  • In tutti i campi il giornale si fa portavoce di un rinnovamento di idee, di mezzi, di sperimentazione nei vari campi.
  • Dura circa un paio di anni (1764-1765), ma il suo ruolo e la sua importanza è tale che lo studiamo ancora adesso.
  • La periodicità era limitata uscendo ogni 10 giorni con una certa irregolarità ma la sua finalità era quella di svecchiare la mentalità.

Accanto ai giornali letterari di cui il Caffè è un esempio, esistono delle testate che si occupano di scienza e sono specifiche delle diverse aree disciplinari; dedicate alla medicina, alla scienza naturale. Sono testate ben poco giornalistiche, dedicate agli specialisti. Sono nel secolo successivo nasceranno testate con argomento scientifico ma dedicato alla divulgazione.

3. Le gazzette

  • Le tiruature delle gazzette sono un po’ più alte, seppur rimanente estremamente basse. Siamo di fronte ad una pubblicazione periodica che aveva dei precedenti nel 600 (fogli formativi ed avvisi molto lontani dal giornale vero e proprio).
  • Nel 700 le gazzette cambiano un pochino struttura: si allargano gli argomenti, ma rimangono sostanzialmente una non ben amalgamata quantità di notizie, soprattutto ufficiali. Manca completamente il carattere di tempestività delle notizie.
  • Importante è il peso della censura che continuerà parecchio nel nostro paese.
  • Problema della diffusione delle notizie (trattavano delle vite dei reali) che escludeva la cronaca citata.
  • Le città che avevano un ruolo principale troviamo Venezia che ha un posizione principale: a. Venezia b. Milano torna ad essere anche in questo campo importantissima. La gazzetta di Milano è un giornale milanese, foglio informativo, al quale collabora Giuseppe Parini: illuminati lombardo, poeta, massimo poeta del 700, nell0ambito della linea illuministica educativa civile che rappresenta un elemento fondamentale del suo operato inserisce anche la attività giornalistica dal 1769. T4: Gazzetta di Milano, articolo di Parini. L’organizzazione delle notizie all’interno della gazzetta è figlia di una difficoltà di diffusione delle notizie. Si riporta il fatto che la regina di Russi (imperadrice è un fatto letterario) si sia fatta vaccinare contro il vaiolo. Sembra di leggere un trattato scientifico, non una gazzetta per il tono. “che servono a muover possentemente l’uomo”: spirito illuministico diece: forma letteraria niuno: nessuno giorni Fino al periodo rivoluzionario il panorama è sostanzialmente questo e le gazzette sono strutturate in questo modo. Con la Rivoluzione le cose cambiano per il numero di gazzette pubblicate che lievita e per il fatto che assumono il ruolo di organo di informazione politica. Tutti i giornali sono scritti da avvocati, medici ed altri professionisti che prestano la loro opera in questo nuovo canale di comunicazione perché i giornalisti professionisti nascono nel secondo 800. Chi scrive sulle gazzette sente forte il compito di informazione politica: accanto alla finalità di informare dei fatti, nasce anche la possibilità di commentarli per dare ai lettori una interpretazione critica. Fioriscono le gazzette, ma hanno spesso vita breve perché la possibilità di sopravvivere è problematica. Si fa strada un nuova preoccupazione in ambito linguistico: essere capiti; la volontà di arrivare ad un più ampio raggio di pubblico e fascia di persone è più forte ed in questa direzione si fa strada da parte di alcuni degli uomini di cultura che scrivono sulle gazzette l’idea di usare il dialetto. Posto

che all’epoca la lingua usata davvero non era tanto l’italiano (che era una lingua colta, letteraria e istituzionale), la volontà di aprire al dialetto i giornali viene esplicitata, in particolare a Napoli. Eleonora Pimentel Fonseca donna fortemente coinvolta nel processo di rinnovamento politico e culturale. Ci sono dichiarazioni verso l’uso del dialetto e la necessità di usare una lingua chiara per farsi capire. T5 Sian dunque i fogli patriottici scritti con semplicità…. La preoccupaizone di usare una lingua che vada diretta alla comprensione dei lettori e che non sia dominata dalla finalità estetica letteraria. Questa volontà è confermata studiando la lingua elle gazzette che è composita, mescolata, pasticciata MA un po’ di tentativo di essere più chiari emerge.

  • Prima di tutto possiamo dire che il carattere generalissimo sia delle gazzette, sia dei giornali, è la mancanza di omogeneità. Si tratta di una lingua composita, che alterna caratteri più antiquati ad altri di rinnovamento linguistico.
  • Tra gli elementi che compongono questa varietà, il francesismo è fondamentale. I giornali francesi erano anche una fonte di mediazione di notizie. Possiamo indicare queste componenti del linguaggio giornalistico
  1. lingua letteraria che è il fondo, la base della lingua giornalistica. Elemento letterario, colto, tradizionale.
  2. sopra il linguaggio letterario si innesta il francesismo che non riguarda solo il lessico, ma anche la costruzione della frase.
  3. neologismo. È automatico pensare che i giornali veicolino le parole nuove legate alle cose nuove che la società porta con sé.
  4. In posizione minoritaria c’è il tecnicismo ( = elementi che riguardano il linguaggio settoriale e tecnico che sarà stato più forte nei linguaggi scientifici) e il regionalismo. Il regionalismo non è così forte nel linguaggio giornalistico del 700 perché solo più tardi sarà più forte. I 4 punti vengono espressi nei livelli della lingua: a. Sintassi. nella tradizione della prosa letteraria italiana ha dominato una sintassi complessa, del periodo lunga ed articolato che proviene dal Decamerone che è stato il modello di sintassi nella tradizione. I giornali nei confronti di questo modello di lingua se ne discostano in buona parte, ma non completamente: esistono ancora delle parti in cui i giornali vanno verso un periodare lungo e complesso, ma esistono anche delle tendenze ad abbreviare il periodo, a non appesantire l’uso delle subordinate e l’ordine delle parole. L’ordine delle parole invertito era stato un elemento cardine della tradizione; in un lingua come l’italiano in cui non c’è una parte finale della parola che indichi la sua funzione (la desinenza - morfema - come in latino) perché ha perso le desinenze tranne nei verbi e si è sempre vantata della libertà di collocazione delle parole e che la hanno resa anche la più musicale. Il periodare tradizionale di impronta boccaccia presentava la complessità periodale e le inversioni del periodo > i giornali in parte se ne discostano usando periodi più brevi o con coordinate al posto delle subordinate, ma in parte ne restano condizionati (nota: l’inversione è ancora frequente nei giornali dell’800). Sono forti ancora i condizionamenti di un uso letterario della lingua nei giornali, come ancora adesso il peso della tradizione letteraria non rende i giornali liberi di comunicazione (> di fatto ancor adesso domina la funzione espressiva ed estetica).

funzione che colpisce e aiuta a trasmettere certi contenuti che chi scrive un discorso politico ha interesse che vengano colti. Es: durante il Fascismo il linguaggio dei giornali, seguendo le linee del linguaggio del regime, usa moltissimo le figure retoriche. Tra tutte ci sono alcune più funzionali alla persuasione e all’indottrinamento politico come per esempio quelle che creano un parallelismo, una ripetizione, un’insistenza. T3 Un arrivo si improssivo e inaspettato ha consolato, riscosso, elettrizzato : si tratta di un terna in climax ascendente. Sono molto presenti nelle gazzette del periodo rivoluzionario quando un certo afflato ideale politico è molto presente negli articoli. T4: Dove troveremo noi…? Dove con più tenera compassione…? Dove una più tranquilla fermezza…? Quale dolce spettacolo… quale gloriosa ricompensa … (Il Caffè) Un’altra figura retorica che crea parallelismo, cara alla persuasione, è la anafora (= costruzione per cui si susseguono frasi che cominciano nello stesso modo). b. livello grafico e fonologico Abbiamo visto nel passo del Parini “ imperadrice ” è un fenomeno fonologico letterario. Questi si ritrovano nei giornali del 700 in modo molto esteso e non sempre per vera scelta; in alcuni casi chi scrive la notizia vuole innalzare il proprio linguaggio rimanendo vicino al linguaggio letterario, mentre in altri è per una specie di inerzia che queste forme entrano nel linguaggio dei giornali (nel senso che erano forme letterarie che inconsapevolmente chi scriveva utilizzava). La storia della lingua italiana è di una lenta crescita ed acquisizione della modernità rispetto alle altre lingue europee arriverà a rendersi libera dal linguaggio letterario. c. Morfologia si trovano anche in questo campo dei cultismi. Es: nel condizionale una forma come “potria” (potrebbe) è una forma letteraria e poetica affiora nel giornalismo. Affiorano sia nella fonetica, sia nella morfologia dei r egionalismi. Es: errato uso delle consonanti doppie più forte nei dialetti meridionali. Al contrario l’utilizzo di una consonante invece della doppia è più tipico del nord. Es: condizionale di tipo settentrionale lombarda “ andressimo ” (andremmo): regionalismo morfologico nell’ambito dei verbi. La componente regionale si può manifestare in forme citate non è molto consistente. Accanto alla componente letteraria colta, le varianti regionali sono molto più rare. d. Lessico È il livello che presenta di più la compresenza di diverse componenti. Di solito è il livello di analisi più interessante nel linguaggio giornalistico e anche più facilmente identificabile. [Spesso la lingua di oggi privilegia la giusta apposizione delle frasi sacrificando il legame logico; Es: “ piove, prendi l’ombrello” al posto di “ poiché piove, prendi l’ombrello ”. La società di oggi tende a sacrificare i legami logici profondi e questo testimonia come vengano perse le

possibilità di una lingua]

Mescolanza di vecchio e nuovo, francesismi, regionalismi.

  • le voci letterarie che sono veramente dominanti sono accolte dai giornali a piene mani ( cerebro > cervello; inimico > nemico).
  • voci nuove della cultura del tempo come per esempio termini che hanno a che fare con la economia: esportazione , importazione , commercianti.
  • ambito scientifico che comprende la nuova terminologia astronomica (orbita ellittica), riguardo l’elettricità (elettricità, conduttori), agricoltura su nuove basi scientifiche racconta approfonditamente nel Caffè. Sono termini settoriali che entrano nel linguaggio comune e che quindi i giornali sentono il bisogno di utilizzare.
  • francesismi: tanti termini che provengono dal francese e che a quest’epoca riguardano il campo delle idee, filosofico ( civilizzare, analisi, dispotismo ), moda (f lanella, fishù ), arredamento e gastronomia ( champagne, bidè, comò ). A differenza di quello che succede oggi quando parole da lingue straniere rimangono nella forma della lingua di partenza, nel 700 e nell’800 si tende ad adattarle alla struttura della lingua di arrivo (es: champagne > schiampagna ; toilette > toiletta, toletta ), Le parole di origine straniera di possono chiamare stranierismi, forestierismi o prestiti; possono essere integrali (nella forma originaria come accade oggi), oppure adattati (vedi sopra).
  • anglicismi:^ entrano^ nella^ lingua^ italiana,^ ma^ in^ porzione^ inferiore^ a^ quelli^ dal^ francese. Riguardano principalmente l’area politica, dei trasporti ( si acuirà nell’800); alcune possono essere adattate (coalizione, opposizione, comitato) oppure integrali (bill, club) forme popolari: attenzione in linguistica ad usare il termine popolare perché fa riferimento al livello diastratico cioè usi linguistici che sono bassi nella scala sociale. In passato questi usi erano più frequenti di oggi in quanto c’è stato in generale un innalzamento del livello di alfabetizzazione. Bisogna stare attenti a non confondere il popolassimo con le forme più colloquiali (svolto diamesico o diafasico). Nel linguaggio giornalistico c’è una componente popolare ovvero l’utilizzo linguistico di livelli popolari più popolari affiora Es: lo vide a morire ( paragrafo forme popolari e dialettali) esempio di francesismi anche a livello sintattico e non solo lessicale, tratto da un gazzetta nel 1865 e mostra chiaramente come si tratti di una notizia tradotta. L’esercizio di traduzione compiuto dai giornalisti poteva essere grossolana. novelle > notizie di nettarsi (pulire) e aggrandirsi il porto colà rendersi > andare Questo mostra come l’influsso francese si mostra anche nella struttura della frase e non solo nel lessico.

L’

Deve essere decisamente diviso in prima metà e seconda metà e tenere come spartiacque l’Unità d’Italia. Contesto storico

  • Manca lo sport e l’economia > gli argomenti di cui trattano le gazzette sono pochi. C’è un po di pubblicità e piccola pubblicità (annunci privati che sono fortemente connotati da regionalismo per quanto riguarda la descrizione di arredamento della casa e dei negozi). Accanto alle gazzette (giornali di informazioni politiche) ci sono:
  1. riviste letterarie di grande importanza come Il conciliatore (romanticismo), La nuova antologia, La biblioteca italiana (classicismo); queste portano avanti delle linee di orientamento letterario e per questo scritte da letterati e scrittori, con stili personali ma tendenzialmente in modo legato alla lingua della tradizione letteraria.
  2. testate più aperte a contenuti diversi: accanto ad articoli e notizie di letteratura contengono anche notizie più varie di attualità. A Milano L’indicatore.
  3. Riviste per le donne: nascono in quest’epoca (prima metà dell’800) testate rivolte a lettrici che si occupano di moda, di spettacoli, di attualità; Il corriere delle dame (1804, Carolina Lattanzi) mette prima di tutto i modelli dei vestiti di provenienza francese, ma anche articoli di politica, di teatro e di opera, scritti con uno stile vivace che si può considerare l’inizio dello stile brillante dello stile giornalistico più recente. In queste riviste medie la lingua è più moderna in quanto accoglie più francesismi (perché si occupa di moda) e sono comunque riviste che cercano di allontanarsi dallo stereotipo tradizionale della scrittura giornalistica.
  4. Riviste medie che parlano di scoperte tecniche e che riguardano l’evoluzione della società attuale. SI preoccupano anche quello di essere chiari, semplici e comprensivi. T1 Dichiarazioni sulla lingua, La Moda, 1840 T2 L’ape delle cognizioni utili, 1833. È una rivista media che si propone di scrivere con brevità, precisione e chiarezza. T3 Il Politecnico Rivista scientifica media che desidera tramettere e veicolare contenuti di tipo scientifico, tecnico e settoriale ad un largo pubblico (che comunque era una minoranza ristretta a causa della vasta diffusione dell’analfabetismo). Importante che vogliano trasmettere dei contenuti anche ai non addetti ai lavori, mentre nel 700 erano solo rivolti a coloro che ne capissero. Milano è centro fondamentale sia per il giornalismo di moda (medio per le donne) sia per questo altro giornalismo divulgativo etnico-scientifico. Ci sono anche alcune testate che si dedicano esclusivamente alla cronaca di spettacoli teatrali e soprattutto operistici : Il corriere delle teatri, Il censore dei teatri. Non sono testate settoriali per gli addetti ai lavori, ma vogliono informare i cittadini su questo ambito. Il Politecnico è fatto da Carlo Cattaneo, grande figura di economista ed in parte scienziato dell’800, che manifesta la volontà di trasferire contenuti elevati e settoriali ad un pubblico più vasto. Sottotitolo: repertorio mensile di studi applicati alla prospettiva e coltura sociale. Appianare ai nostri concittadini con una raccolta periodica la più pronta cognizione di quella parte di vero che dalle ardue regioni della Scienza può facilmente condursi nel campo della Pratica, e crescere sussidio e conforto alla prosperità comune e alla convivenza civile.

emerge la Milano del risorgimento, progressista e che nell’ambito giornalistico viene fuori prepotentemente. martedì 29.09.2015 (lezione 4) Dal pdv linguistico ci si preoccupa anche che venga compresa anche la lingua del giornale + dal pdv della struttura sintattica si fanno degli sforzi verso un lingua più chiara e meno legata ai modelli letterari > rimane comunque forte la componente cultura di componente di derivazione letteraria nella fonomorfoligia e nella grafia.

- Almanacchi (ne parla anche Leopardi nelle Operette). Sono periodici estremamente irregolari, con periodicità occasionale, con la finalità di rivolgersi al popolo > categoria di giornale popolare: il tasso di analfabetismo era altissimo e l’Italia era ancora suddivisa in Stati e quindi anche le differenze tra le varie aree sono profondissime. Sebbene il popolo non leggesse, c’è comunque la volontà di arrivare alle classi basse delle campagna (nella comunità c’era sempre qualcuno che sapeva leggere e lo faceva agli altri). Gli A. hanno la presenza di consigli per la vita di campagna e domestica per andar verso il popolo e per questo usavano una lingua più semplice > rimane solo un intento perché la lingua rimane sempre quella di tipo letterario. testate politicizzate e ideologiche, scritte in una lingua ancora più elevata. Ci vorrà molto tempo prima che i politici si rivolgano con strumenti adeguati: anche negli anni ’70 l’Unità non usava un lingua facile e comprensibile, anzi era più difficile rispetto a quella dei quotidiani comuni. Lingua dei giornali nel primo ‘ Quello che prima di tutto bisogna dire delle diverse categorie del linguaggio giornalistico italiano preunitario è che c’è una sostanziale indifferenziazione nel senso che gli elementi che compongono il linguaggio sono le medesime: a. lingua letteraria b. influsso francese più o meno forte c. regionalismo abbastanza limitato. Non differisce molto da quello che è stato detto del 700: doppie sbagliate, forme nei verbi di tipo regionale; ma a differenza del 700 è introdotto il lessico dialettale o regionale in quanto, aumentando la varietà i giornali e gli argomenti trattati, ed essendo molto forte la componente della quotidianità, delle case e delle agricoltura, si deve ricorrere a parole che esistevano solo a livello regionale. Le carenze che la lingua nazionale presentava nella terminologia pratica erano notevolissime ed uno dei problemi più grandi dell’italiano dell’uso si trova a dover affrontare è quello della carenza di parole; questo viene dalla storia dell’italiano che è una storia letteraria e dotta che aveva escluso i termini pratici. Tra l’altro di argomenti pratici si scriveva poco rimanendo solo nel parlato. Es: cesare Beccaria o gli economisti del secondo 700 quando devono riferirsi a degli argomenti relativi alla economia, coltivazione e bachicoltura era lombarda (mancava una terminologia lombarda). Sono regionalismi obbligati nel senso che non esisteva un termine nazionale, non espressivo > è spinta da un carattere denotativo e non connotativo.

Giornale di giurisprudenza universale, Giornale di agricoltura, arti e commercio, L’eco della borsa, Annali universali di statistica. Gli annali sono delle pubblicazioni che anni per anno trattano contenuti che possono essere di storia o di economia con un taglio altamente specialistico. Al di là delle categorie dei periodici possono essere individuati dei generi cioè dei tipi di articolo (politica, letteratura, scienza e tecnologia, moda, pubblicità, cronaca, arti, varietà); a seconda dei contenuti sono stati suddivisi in generi. Ogni genere è suddiviso in sottogenere. la componente settoriale può avere gradazioni molto diverse all’interno dei diversi giornali dalla più specialistica all più divulgativa.

T2) Esempio della componente parlata (10 aprile) Ai 7 alle 2 del mattino manifestossi un

terribile incendio nell'ala sinistra del castello di Blankenberg abitato da un generale d'artiglieria e

da un battaglione di truppe. Il governatore, vice-governatore ed i membri della reggenza, ed i

capi della truppa mostrarono grandissimo zelo nel farlo estinguere; un magazzeno di polvere

ch'era nelle vicinanze fu felicemente votato, un gran muro arrestò per buona sorte i progressi del

fuoco *. Alle 5 ore, mentre ognuno occupavasi ad arrestare le fiamme, si vide nell'angolo, che

univa la parte incendiata al corpo principale del castello del fumo, portatisi colà si trovò in una

piccola camera isolata un ammasso di legna sottili con dei cenci accesi, il fuoco già prendeva le

soffitta, e un momento più tardi l'incendio era generale. Agli 8 si vide ancora del fumo negli

appart. ora abitati dal conte di Lilla, che sono nella parte del castello opposta a quella incendiata,

ivi si trovò un vaso di terra con de' carboni, e de' stracci consumati ed ivi pure il fuoco

cominciava a prendere le soffitta, felicemente tutto fu estinto. (Staffetta di Sciaffusa 1805)

  • manifestossi: enclisi pronomianale che nel gerundio è grammaticalizzata. Nelle forme finite del verbo non si usa più se non in casi rarissimi come Vendesi.
  • magazzeno: al posto di magazzino è una variante vocalica regionale. votato: vuotato
  • coordinazione per asindeto (senza congiunzione) [coordinazione con congiunzione (sindetica) e senza congiunzione (asindetica). La polisindetica è una congiunzione con più segni di interpunzione]
  • alle ore 5…generale: periodo fatto da una successione di proposizioni con soggetti diversi senza collegamenti migliori che non la semplice virgola. L’effetto è quello di un periodo scarsamente organizzato proprio perché si tratta di una struttura periodale poco controllata. Poco per volta questa è una tendenza che si va affermando.
  • la prima virgola non serve perché siamo di fronte ad una relativa limitativa; cattivo uso della punteggiatura che ha una valenza sintattica, logica importantissima > complemento essenziale per la struttura del periodo.
  • ivi.. estinto: periodo che mostra un’approssimazione nello strutturare le frasi tra loro > scrittura che risente della modalità parlata popolare dell’uso della lingua. Nella maggior parte degli articoli la componente letteraria è maggioritaria. T3) Lettera al Sig. Abate Giuseppe Pederzani (PL.30.rl) sezione della antologia dedicato alla letteratura (genere 30), al cui interno ci sono organizzati in

ordine cronologico i brani. PL (Poligrafo), SP (Spettatore): riviste letterarie di livello medio. Siamo nell’ambito della polemica tra classicismo e romanticismo.

  • costì : colui che scrive è un letterato toscano e quindi indica un luogo vicino a chi legge e lontano da chi scrive. Spesso questi articoli hanno una struttura per al quale chi scrive si rivolge polemicamente a chi ha scritto qualcosa prima > piglio polemico, dialogo tra addetti ai lavori che serpeggi nei giornali prevalentemente letterari.
  • poscia che : congiunzione letteraria
  • testé : da poco. Fin dalla prima frase ci sono forme letterarie soprattutto negli avverbi.
  • Ventura! : segno di espressività molto presente dove c’è polemica dove ci si esprime in modo vivace.
  • a pezza l’aspettazion : colto
  • i o ne ho dunque lor o: dativo
  • io credo essere cresciuto : costrutto latineggiante. Al posto della oggettiva esplicita si usa la costruzione latina con accusativo + infinito.
  • studiosi^ di^ nostra lingua: senza preposizione articolata con mancanza dell’articolo è tipico dell’italiano letterario. - altre guise, partirmi
  • però : perciò che nel linguaggio attuale è una apposizione non una conseguenza.
  • conceduto : participio passato forma antiquata.
  • conceduto poter : accusativo + infinito.
  • ma…provato : periodo costruito alla latina +^ eglino^ forma letteraria dalla quale Manzoni si distaccherà.
  • mondiglia : feccia lessicale.

questo esempio indica la forza della componente letteraria in un brano letterario. T4) Modo di fare il pane, BC (Biblioteca di campagna) brano di economia domestica, sottogenere del genere tecnico. Brano concreto e chiaro.

  • perdonsi : enclesi pronominale T5) Modo di purificare l’acqua Ci si rivolge direttamente al lettore dandogli del tu. T6) Modo di impedire che l’olio fisso s’irrigidisca (BC = Biblioteca di campagna). Breve esempio di indicazione pratica con qualche tecnicismo non spiegato. - ossigene
  • assorbisce : può sembrare un popolarismo, ma la forma dei verbi incoativi era incerta e quindi c’era un’alternanza con la forma con is e una senza.
  • mucillagine : tecnicismo che però andrebbe spiegato
  • ore 24:tipico costrutto dell’italiano burocratico
  • per lo che: costrutto abbastanza comune di cui rimane ancora oggi “per lo più e per lo meno”. merc 30.09. Si può parlare di una sostanziale indifferenziazione del linguaggio giornalistico nel suo complesso, le sue componenti fondamentali di questo linguaggio sono il fondo letterario, francesismo, regionalismo e nell’8’’ si inserisce anche il settorialismo.
  • soprabito è un adattamento
  • tull non è un adattamento completo né prestito integrale, ma solo una via di mezzo. Siccome nella lingua italiana ci sono parole che finiscono per L allora può essere in parte un adattamento.
  • l’ornamento il più ricco: adattamento sintattico dal francese.
  • sintassi e periodare monoproposizionale cioè fatto da una singola frase.
  • la fine del passo è completamente all’insegna della sintassi monoproposizionale. T4) Mode di Parigi, PL 60 07.04.
  • spencer: uno dei non molti anglicismi che si affiancano ai dominanti anglicismi. Nell’ambito del giornalismo della moda la componente letteraria è meno vistosa che non negli articoli di carattere letterario. Vediamo esempi di quella medierà linguistica, lingua comunicativa che sarebbe dovuta essere il normale codice del giornalismo. Cultismi
  • deggia : forma letteraria normale nella lingua della tradizione ; variante fonetica consonantica
  • dimanda : variante fonetica vocalica con la I al posto della O
  • avea :^ forma letteraria era sia per la III persona singolare e plurale e per la I > imperfetto di prima persona in A e non in O.La forma comune dell’italiano oggi è io volevo nel passato era in -a ed in Dante, Petrarca e Boccaccio la forma in -o non c’era perché è una forma fiorentina che nasce alla fine del ‘300 e poi si afferma nella letteratura con il passare del tempo. Manzoni a metà 800 cominci a scrivere romanzi solo con la forma in -a e poi nella correzione passa alla forma in -o adeguandosi alla lingua moderna. I giornali continuano ad avere anche la forma fino ai primi del ‘900. - avrebbono^ variante morfologica - aere, aita, alma, fidanza, gire, polve, pondo:^ varianti lessicale che i giornali, nonostante

il loro chiaro valore letterario lo inserisono.

Influenza del francese nella sintassi (Ariel) T

Tuttora continua il partito dell'opposizione a rinfacciare in una maniera piccante ai Ministri, che non

si doveano rigettare le proposizioni di pace fatte dalla Francia. Pitt crede appena necessario di

replicare a simili obbiezioni. Ciocch'egli rispose di rimarchevole nella sessione de' 17 del passato, è

quanto segue: Egli è per la sicurezza del mondo civilizzato che l'Inghilterra combatte. Dopochè la

forza dei principj giacobini si è concentrata, e per così dire realizzata (royalisée) in un sol uomo, il

loro effetto è ben più da temersi. L'unità d'azione riunita coll'unità di progetti, faciliterà al

giacobinismo tutti i delitti e renderà più possenti i suoi mezzi di distruzione. Egli è per salvare la

generazione attuale che bisogna combattere. Il Giacobinismo è un vizio radicale, di cui le persone

attaccate non guariscono giammai.. Quanto alla partenza delle truppe Russe, quest'oggetto non ci

deve punto inquietare: queste truppe non possono servire alla causa comune senza agire unitamente

coll'Imperadore? Mentre questo circonda la Francia d'un'armata numerosa, gli altri non possono

favorire la rivolta nell'interno della Francia? ma non mi si spetta di dirne d'avvantaggio su

quest'oggetto. (Il Corriere milanese 1800)

  • partito dell’opposizione a rinfacciare: inversione
  • ciocch’egli forma letteraria
  • Egli è per la sicurezza del mondo civilizzato:^ forma del francese che in italiano non esiste; serve

a spezzare l’informazione e suddividerla.

  • compare anche il termine francese tra parentesi
  • egli è per salvare la generazione attuale: altra costruzione francese
  • d’avvantaggio: francesismo

ci sono parecchi casi in questo caso di francesismi sia lessicali sia sintattici a documentare in modo particolare nelle gazzette l’influsso francese è vistoso nel giornalismo italiano. Le gazzette sono in particolare loro a tradurre dai giornali francesi dalle quali acquisivano le notizie. Nel lessico un elemento fondamentale del giornalismo è il neologismo ed in particolare pensando a

scoperte ed invenzioni he nella prima metà dell’800 sono rilevanti, l’ingresso di una terminologia tecnico scientifica che i giornali veicolano. In questo senso le testate tecnico scientifiche e della divulgazione scientifica hanno un ruolo importante nell’arricchire il lessico in questo ambito e erudire i lettori.

- Dopo 1861 -

Dato il radicato mutamento del giornalismo nell’Italia post unitaria, ci occuperemo solo dei giornali di informazione. I giornali di informazione politica si trasformano profondamente e diventano strumenti della nuova nazione, di unificazione linguistica soprattutto. L’Italia al momento della unificazione si trova di fronte a problemi enormi tra cui anche quello linguistico ovvero una carenza di una lingua nazionale di uso comune. La maggior parte delle persone usava il dialetto a livello parlato ed una letteraria nel caso della scrittura. Un paese unificato si ritrova a seguire delle strade completamente nuove e a potenziare quegli strumenti che sono alla base di una unificazione e diffusione della cultura > la scuola è uno strumento per consentire in teoria a tutti per venire in contatto con la lingua italiana, mentre in pratica la scuola dell’obbligo è assolutamente disattesa soprattutto in quel luoghi dove ci sarebbe stato più bisogno cioè nel sud Italia. Nel 1861 21.800.000 di cui analfabeti oltre il 78%. Nel 1871 26.800.000 (aumenta la popolazione per l’annessione del Veneto e del Lazio) con alfabeti del 63%.. le cifre delle diverse regioni vediamo situazioni molto diverse in quanto Lombardia e Piemonte hanno un livello sociale e di istruzione migliore delle altre. La scuola ha delle importanti tappe nella Legge casati e nella Legge coppino non riescono però ad imporre la effettiva frequentazione della scuola e quindi il potere unificante della scuola dal pdv linguistico stenta a farsi strada. La situazione linguistica e sociale dell’Italia post unitaria è fotografata e descritta in maniera lucida da Storia linguistica dell’Italia Unita, Tullio de Mauro di cui due anni fa è uscita una continuazione > si trovano gli elementi che hanno spinto verso la formazione della lingua unitaria. I fattori di unificazione linguistica :

  1. scuola
  2. burocrazia: potente spinta verso l’unificazione perché i cittadini italiani si trovavano a doversi confrontare con l’istituzione anche dal pdv comunicativo, quindi quando doveva fare una domanda di un documento di identità o il permesso di espatrio o altro andava fatto attraverso la burocrazia.
  3. giornalismo va collocato vicino alla burocrazia perché è stato sottolineato come i giornali abbiano contribuito molto insieme alla burocrazia a creare una sorta di lingua comune rivolta ai cittadini. Ovviamente va messo in relazione all’analfabetismo quindi si pone da subito in

si mantengono da sole > si hanno molti inviati che gira per il paese o all’estero e quindi naturalmente giova al giornale permettendo una trasmissione delle notizie più veloce e consente uno cambio anche linguistico. Nascono quindi in quest’epoca i giornalisti professionisti, mentre prima erano dei professionisti vari dagli avvocati ai medici. Hanno competenze tecniche di vario genere facendo venire meno l’approssimazione e la mancanza di professionalità che c’era prima, anche se manca una formazione legatoria.

  1. Un elemento molto importante che contribuisce alla crescita del giornalismo sono i nuovi mezzi di trasmissione delle notizie: telegrafo e successivamente il telefono. Servono prima di tutto affinché le notizie vengano trasmesse in tempi brevi (la mancanza di tempestività che era elemento vistoso nel giornalismo negativo), ma ha anche rilievi linguistici ( > dal telegrafo nasce la cosiddetta sintassi telegrafica cioè un modo di strutturare il periodo fatto a brevi segmenti che seguono la immediatezza della notizia). Il telegrafo viene usato pienamente dal 1876-
  2. aumento degli argomenti contenuti nel giornale. Nelle gazzette le notizie più rilevanti erano quelle estere legate ai regnanti + quelle interne messe insieme in un pastone con una scarsa funzionalità informativa + cronache di spettacoli e pochissima cronaca cittadina e poco altro >> la cronaca cittadina assume uno spazio formativo (la figura del cronista è importantissima nel giornalismo). Verso la fine ld secolo entrano nel giornale le notizie di sport, di economia che portano naturalmente un ampliamento del lessico e anzi, un afflusso significativo di anglicismi perché sono proprio gli sport e l’economia ad accogliere in larga parte questi lemmi. Non bisogna aspettarsi che gli articoli siano lunghi, ma sono trafiletti sia quelli sportivi che quelli di economia; poche righe di informazioni in cui la notizia viene data in maniera sintetica. Questo ha riflessi lessicali e sintattici perché la brevità dei trafiletti porta ad una sintassi non solo breve, ma spesso nominale. mar 6.10. 2015 Ruolo dei giornali nel processo lento della lingua unitaria accanto ad altri fattori di unificazione che hanno agito nella nuova nazione italiana. Il livello dell’alfabetismo era bassissimi:

1861: popolazione del Regno 21.800.000; gli analfabeti superavano il 78%,

1871 popolazione del Regno (per annessione Veneto Lazio) 26.800.000; gli analfabeti sono circa il

La lingua dei giornali si articola nella formazione di nuove grandi testate, la tecnologia prima del telegrafo e poi del telefono contribuiranno alla diffusione delle notizie e al loro cambiamento di forma, brevi articoli dedicati allo sport e alla economia che prima non c’erano. I due grandi nuclei della politica e della informazione formano il linguaggio giornalistico > prima la cronaca giornalistica era una sezione inesistente, mentre adesso è una parte corposa e acquista una sua specificità linguistica. Il linguaggio giornalistico è composto di due parti:

  1. Linguaggio burocratico : diretta acquisizione delle notizie da polizia ed ospedali, cioè delle istituzioni burocratiche centrali perché i verbali di polizia erano dati dai commissariati ai giornalisti i quali copiavano nei loro articoli la notizia così come era riportata sul verbale di polizia. A questo proposito Calvino parla di antilingua ovvero i caratteri della lingua della burocrazia sia un’antilingua nel senso poco comunicativa e chiara. Questa acquisizione incide

moltissimo e inserisce la componente burocratica nel linguaggio giornastico:

  • cognome prima del nome
  • aggettivo prima del nome
  • lessico: artificiale. sinonimi elevati tipicamente burocratici. Es: involare > rubare, invenire > trovare conferiscono un innalzamento che è contrario alla comunicazione.
  • Gradimento di certe perifrasi; Es: portarsi sul luogo > andare

complicano il linguaggio e passano nel linguaggio giornalistico. Fa il suo ingresso pesantemente il linguaggio burocratico che stenterà ad uscire dal linguaggio giornalistico facendolo solo in maniera significativa dopo gli anni ’60.

  1. Mescolanza e trascuratezza era tipica delle gazzette e rimane nella lingua della cronaca, mente quella della politica diventa più consapevole. T1: Linguaggio della cronaca, Secolo, 1871 Una bambina, certa Angela Gianoli dei Corpi Santi di Porta Romana, essendosi recata nel cortile dell’ortolano Colombo, un cane di costui, le si slanciò contro addentandola al braccio sinistro. (Secolo 1871)
  • sintassi traballante perché sembra che ci sia un cambio di pianificazione e struttura in seguito ad un anacoluto. Questo è tipico della lingua parlata in cui si comincia la frase in un modo per poi cambiarla a causa della spontaneità o la pressione di quello che dobbiamo dire creando una sconnessione sintattica. Siamo di fronte a questo costrutto ovvero un cambio di soggetto.
  • essendosi recata: gerundio. Nella lingua attuale dopo un gerundio si mantiene il medesimo soggetto. Allora esisteva ancora la costruzione del gerundio assoluto che rimane sciolto dal resto della frase, chiuso in se stesso e poi la frase va avanti.
  • virgole non funzionali T2: Linguaggio della cronaca, Nazione, 1898 Impossessatisi di questi oggetti quei malandrini insisterono perché quell’infelice denunziasse il luogo ove teneva riposto il denaro, e gli produssero diverse leggiere lesioni col coltello, tormentandolo pur anco col versargli dell’olio bollito sulle spalle! Proseguendo però il Manetti a dire che non aveva altri denari, i malfattori si allontanarono seco asportando gli oggetti involati.
  • linguaggio alto retaggio alto, letterari; seco involati.
  • burocratismi: produssero diverse lesioni.
  • denunziasse: oscillazione di tipo fonico e grafico non è un cultismo.
  • elementi di espressività: punto escalamativo per caricare la notizia in modo emotivo
  • alta presenza di modi impliciti: participio impossessatisi, gerundio addormentandolo. Il linguaggio giornalistico di quest’epoca in generale non solo nella cronaca, si avvale moltissimo dei modi impliciti, dei modi passati e presenti, dei gerundi e dei presenti perché sono delle modalità comunicative sintetiche che consento una condensazione di quello che si vuol dire in poche parole. Questo uso di participi e gerundi caratterizzano questa epoca.
  • proseguendo: gerundio assoluto T3 Linguaggio della cronaca, Tempo, 1880

Il Gubbian, al momento, non diede alcuna importanza all’incidente occorsogli. Il cagnetto due

giorni dopo moriva. Domenica decorsa, 23 maggio, il Gubbian, sorpreso da forte malessere, andò

a letto. Il male lo incalzava in modo orribile. Chiamato il medico, questi avvertiva,

comechévagamente, i primi sintomi dell’idrofobia. È terribile, ma, pur troppo, vero. L’altro ieri

quel giorvane, pieno di vita rigogliosa, cessava di vivere fra gli spasimi dell’idrofobia!! (Tempo