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Fedro: Schiavo Filosofo e Autore di Favole, Appunti di Latino

Fedro, probabilmente di origine tracia, arriva a roma come schiavo e viene riconosciuto dalla cultura di ottaviano augusto, che lo libera prima di morire. Gaio giulio fedro compone quindi cinque libri di favole, considerate il genere narrativo universale e popolare. Le innovazioni letterarie apportate da fedro al genere esopico greco sono la stesura in versi e un panorama più ampio di argomenti. Le favole di fedro, ambientate in un mondo pessimistico e malinconico, esprimono la protesta contro i soprusi e le umiliazioni subite dai deboli.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 16/06/2021

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Fedro
Nato tra il 20/15 a.C. proveniva probabilmente dalla Tracia, arrivato a Roma con l'identità di schiavo. Forse
lui è lo stesso Phaidros di cui ha parlato Cicerone, un uomo di grande cultura e anche filosofo. Grazie alla
sua cultura Ottaviano Augusto decise di averlo come schiavo, è proprio questo fatto che dimostra la grande
cultura di Fedro in quanto Ottaviano Augusto non si interessava di prendere schiavi qualunque; in un
secondo momento, prima della propria morte, Ottaviano lo rese persino un uomo libero.
Da uomo libero, cambia il suo nome in Gaio Giulio Fedro. Compose diverse operette divise in 5 libri. La
suddivisione in cinque libri non è sicura che sia stata fatta da Fedro stesso, perché non era usuale
suddividere i libri in numeri dispari, perciò tale suddivisione probabilmente è stata fatta dopo la sua morte,
oppure l’autore potrebbe essere stato afflitto da una morte improvvisa prima della conclusione.
Alla morte di Augusto prende il potere Tiberio, che stabilisce un regime dittatoriale. Tiberio nomina una serie
di prefetti (uomini di fedeltà) e fidandosi di questi, lascia Roma e si trasferisce a Capri.
Nel mentre, Seiano, uno dei fedeli di Tiberio, che si ritrova in una delle favole di Fedro, più nello specifico si
ritrova nella favola del lupo e l’agnello, decide di condannare a morte lo scrittore. Nello stesso momento però
Tiberio riceve a Capri una voce che diceva che Seiano volesse prendere il potere; di conseguenza,
l’imperatore torna a Roma, fa avvelenare Seiano, quindi Fedro riesce a scampare la morte.
Le favole
Ci sono pervenuti in maniera lacunosa cinque libri per un totale di 93 favole, tutte in senari giambici. Di
ciascun libro si è conservato il prologo e di alcuni anche l'epilogo. Fedro è stato il primo a trattare a Roma il
genere favolistico e di essere stato l'iniziatore della favola in versi e non più in prosa.
La favola è considerata il genere narrativo più universale e più popolare ed è una tipica forma di racconto
comune a molte culture. L’elemento accomunante di tutte le favole era l'intento morale. Il motivo per cui i
protagonisti delle favole furono gli animali era strettamente legato alla società, prevalentemente contadina e
pastorale, in cui il contatto con gli animali era una consuetudine quotidiana; era facile vedere fissati nelle
diverse specie animali caratteri propri dell'agire e dell'essere umani.
In Grecia il genere letterario della favola venne fatto risalire ad Esopo, fu il genere “esopico” il modello su cui
Fedro si basò, apportandovi però significativi cambiamenti, tra cui:
la stesura in versi anziché la prosa;
un panorama più ampio di argomenti.
Oltre alle innovazioni letterarie anche la morale di ognuna delle sue favole ha tratti di originalità e diventa
espressione della protesta contro i soprusi e le umiliazioni subite dai deboli. Mondo delineato dai suoi
racconti è quello di una società in cui non c'è speranza di cambiamento, in cui il debole resterà sempre tale e
subirà le prepotenze di chi sta sopra di lui. In questa visione pessimistica e malinconica della realtà, talvolta,
tuttavia, i deboli grazie all'intelligenza l'astuzia, riescono ad affermare i propri diritti.

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Fedro

Nato tra il 20 /15 a.C. proveniva probabilmente dalla Tracia, arrivato a Roma con l'identità di schiavo. Forse lui è lo stesso Phaidros di cui ha parlato Cicerone, un uomo di grande cultura e anche filosofo. Grazie alla sua cultura Ottaviano Augusto decise di averlo come schiavo, è proprio questo fatto che dimostra la grande cultura di Fedro in quanto Ottaviano Augusto non si interessava di prendere schiavi qualunque; in un secondo momento, prima della propria morte, Ottaviano lo rese persino un uomo libero. Da uomo libero, cambia il suo nome in Gaio Giulio Fedro. Compose diverse operette divise in 5 libri. La suddivisione in cinque libri non è sicura che sia stata fatta da Fedro stesso, perché non era usuale suddividere i libri in numeri dispari, perciò tale suddivisione probabilmente è stata fatta dopo la sua morte, oppure l’autore potrebbe essere stato afflitto da una morte improvvisa prima della conclusione. Alla morte di Augusto prende il potere Tiberio, che stabilisce un regime dittatoriale. Tiberio nomina una serie di prefetti (uomini di fedeltà) e fidandosi di questi, lascia Roma e si trasferisce a Capri. Nel mentre, Seiano, uno dei fedeli di Tiberio, che si ritrova in una delle favole di Fedro, più nello specifico si ritrova nella favola del lupo e l’agnello, decide di condannare a morte lo scrittore. Nello stesso momento però Tiberio riceve a Capri una voce che diceva che Seiano volesse prendere il potere; di conseguenza, l’imperatore torna a Roma, fa avvelenare Seiano, quindi Fedro riesce a scampare la morte.

Le favole

Ci sono pervenuti in maniera lacunosa cinque libri per un totale di 93 favole, tutte in senari giambici. Di ciascun libro si è conservato il prologo e di alcuni anche l'epilogo. Fedro è stato il primo a trattare a Roma il genere favolistico e di essere stato l'iniziatore della favola in versi e non più in prosa. La favola è considerata il genere narrativo più universale e più popolare ed è una tipica forma di racconto comune a molte culture. L’elemento accomunante di tutte le favole era l' intento morale. Il motivo per cui i protagonisti delle favole furono gli animali era strettamente legato alla società, prevalentemente contadina e pastorale, in cui il contatto con gli animali era una consuetudine quotidiana; era facile vedere fissati nelle diverse specie animali caratteri propri dell'agire e dell'essere umani. In Grecia il genere letterario della favola venne fatto risalire ad Esopo, fu il genere “esopico” il modello su cui Fedro si basò, apportandovi però significativi cambiamenti, tra cui:  la stesura in versi anziché la prosa;  un panorama più ampio di argomenti. Oltre alle innovazioni letterarie anche la morale di ognuna delle sue favole ha tratti di originalità e diventa espressione della protesta contro i soprusi e le umiliazioni subite dai deboli. Mondo delineato dai suoi racconti è quello di una società in cui non c'è speranza di cambiamento, in cui il debole resterà sempre tale e subirà le prepotenze di chi sta sopra di lui. In questa visione pessimistica e malinconica della realtà, talvolta, tuttavia, i deboli grazie all'intelligenza l'astuzia, riescono ad affermare i propri diritti.