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BUBBLE DEMOCRACY RIASSUNTO, Appunti di Scienza Politica

Vi lascio il riassunto perchè quì stanno racchiusi tutti i concetti fondamentali. Se leggete questi, leggere il libro non serve.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 08/05/2022

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BUBBLE DEMOCRACY RIASSUNTO ANDREA DALO’
Ognuno di noi ha iniziato a chiudersi in una bolla autoreferenziale. Anche la politica si è sviluppata
in quel modo. Alcuni processi ci stanno portando verso delle democrazie illiberali. I giovani stanno
sviluppando pensieri non democratici. Ci sono meccanismi di polarizzazione che hanno la loro
origine nel populismo o nello sciame dei siti web, incapaci di distinguere le vere news da quelle
fake. Post verità->parola che indica il meccanismo in base al quale rifiutiamo notizie a noi non
congeniali. I social media hanno posto fine della democrazia dei partiti, ma anche della democrazia
del pubblico generalista. Il popolo è frammentato in una miriade di bolle spesso polarizzate. Uno
dei fattori più rilevanti è la personalizzazione delle ricerche di Google. I cookies sono come il
grande fratello di Orwell. All’interno della bolla, ogni individuo è solo, il mondo costruito è ad hoc
per ciascuno di noi. Il rischio è che un mondo di bolle individuali non riesca più ad alimentare la
democrazia. Questo volume intende presentare la bubble democracy come un assetto alternativo
al parlamentarismo, alla democrazia dei partiti e del pubblico. Essa ha in comune con la
democrazia del pubblico il calo della fiducia nei partiti. Nella bubble democracy le identificazioni
sono deboli e volatili, spesso sfociano nelle proposte anti-sistemiche. Le campagne elettorali fanno
leva su temi specifici e cercano di distinguere tra un noi e un loro. I social hanno trasformato il
popolo da passivo a uno sciame emotivo e carico di risentimento, aiutando i partiti neopopulisti.
Dove è finita la verità?
Esempio libro Dick- l’importanza della propaganda e della deformazione della realtà
Cyberpunk-visione diversa della tecnologia, individui visti come attivi e non solo succubi dei
politici, ma questa corrente si esaurì e presto la commercializzazione entrò su internet. Dal 2008
iniziarono a tornare i populismi e la polarizzazione aumentò grazie alla fake news. Post verità->
pensiero che si ha dopo aver sentito la verità, che consiste nel reputare falso/manipolato o
irrilevante ciò che non si allinea al nostro pensiero. Gli inizi della post verità sono da ricercare nel
negazionismo scientifico o nelle critiche della seconda metà del 900 ai poteri forti o alla
soggettività della verità. Ora col web ogni persona pensa di avere ragione “da sola”
Sharp power- potere di penetrare nei paesi occidentali e diffondere un modello culturale
alternativo o quantomeno innescare polarizzazioni.
Politica inevitabilità vs politica eternità. Lippmann- importanza della manipolazione e della
distorsione
Palano vuole mettere la questione della post verità nel contesto di cambiamento dello scenario
comunicativo, le fake news vengono ricondotte a una modifica strutturale della percezione della
realtà.
Con l’avvento dei social le persone si formano in maniera diversa, spesso additando tali come
unica fonte di verità da cui prendere vere informazioni. La personalizzazione trasforma il pubblico
da comune a un insieme di bolle o segmenti autoreferenziali e polarizzati. Questo cambia tutto:
l’informazione, le relazioni tra i cittadini e la politica.
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BUBBLE DEMOCRACY RIASSUNTO ANDREA DALO’

Ognuno di noi ha iniziato a chiudersi in una bolla autoreferenziale. Anche la politica si è sviluppata in quel modo. Alcuni processi ci stanno portando verso delle democrazie illiberali. I giovani stanno sviluppando pensieri non democratici. Ci sono meccanismi di polarizzazione che hanno la loro origine nel populismo o nello sciame dei siti web, incapaci di distinguere le vere news da quelle fake. Post verità->parola che indica il meccanismo in base al quale rifiutiamo notizie a noi non congeniali. I social media hanno posto fine della democrazia dei partiti, ma anche della democrazia del pubblico generalista. Il popolo è frammentato in una miriade di bolle spesso polarizzate. Uno dei fattori più rilevanti è la personalizzazione delle ricerche di Google. I cookies sono come il grande fratello di Orwell. All’interno della bolla, ogni individuo è solo, il mondo costruito è ad hoc per ciascuno di noi. Il rischio è che un mondo di bolle individuali non riesca più ad alimentare la democrazia. Questo volume intende presentare la bubble democracy come un assetto alternativo al parlamentarismo, alla democrazia dei partiti e del pubblico. Essa ha in comune con la democrazia del pubblico il calo della fiducia nei partiti. Nella bubble democracy le identificazioni sono deboli e volatili, spesso sfociano nelle proposte anti-sistemiche. Le campagne elettorali fanno leva su temi specifici e cercano di distinguere tra un noi e un loro. I social hanno trasformato il popolo da passivo a uno sciame emotivo e carico di risentimento, aiutando i partiti neopopulisti.

Dove è finita la verità?

Esempio libro Dick- l’importanza della propaganda e della deformazione della realtà Cyberpunk-visione diversa della tecnologia, individui visti come attivi e non solo succubi dei politici, ma questa corrente si esaurì e presto la commercializzazione entrò su internet. Dal 2008 iniziarono a tornare i populismi e la polarizzazione aumentò grazie alla fake news. Post verità-> pensiero che si ha dopo aver sentito la verità, che consiste nel reputare falso/manipolato o irrilevante ciò che non si allinea al nostro pensiero. Gli inizi della post verità sono da ricercare nel negazionismo scientifico o nelle critiche della seconda metà del 900 ai poteri forti o alla soggettività della verità. Ora col web ogni persona pensa di avere ragione “da sola” Sharp power- potere di penetrare nei paesi occidentali e diffondere un modello culturale alternativo o quantomeno innescare polarizzazioni. Politica inevitabilità vs politica eternità. Lippmann- importanza della manipolazione e della distorsione Palano vuole mettere la questione della post verità nel contesto di cambiamento dello scenario comunicativo, le fake news vengono ricondotte a una modifica strutturale della percezione della realtà. Con l’avvento dei social le persone si formano in maniera diversa, spesso additando tali come unica fonte di verità da cui prendere vere informazioni. La personalizzazione trasforma il pubblico da comune a un insieme di bolle o segmenti autoreferenziali e polarizzati. Questo cambia tutto: l’informazione, le relazioni tra i cittadini e la politica.

La folla, la massa, il pubblico

Gli sciami digitali sono in preda alla manipolazione, per manipolare la folla non bisogna usare discorsi razionali ma slogan ripetuti continuamente. I sistemi di coordinamento del XXI secolo permettono agli sciami digitali di manifestarsi in carne d’ossa in qualsiasi punto e momento. Le Bon-> psicologia delle folle Zamjatin-> distopia, società ingranaggio, pessimista Folla: riunione di tante persone momentanea. Massa: gruppi stabilmente organizzati sotto a un’ideologia Tarde: non era della folla ma del pubblico-> forma di collettività di pensiero resa possibile dai mezzi di comunicazione, non dal contatto tra loro. Tre sequenze che scandiscono i mutamenti della comunicazione politica:

  1. Tra il 45 e gli anni 50: identificazioni robuste tra cittadini e partiti, centralità della carta stampata. La campagna politica è di importanza marginale perché le idee sono fisse.
  2. Anni 60-90: televisione, erosione identificazioni politiche: davanti al telespettatore appare il leader di ogni partito (e non solo del proprio). Inoltre la televisione vuole essere neutrale, imparziale. La campagna politica è molto importante.
  3. Dagli anni 90: maggiore competizione nell’informazione politica, polarizzazione della comunicazione, ingresso dei social media, frammentazione delle idee. In virtù di queste trasformazioni, il partito diventa “pigliatutto”, alleggerendo il bagaglio ideologico. Negli ultimi anni visto l’indebolimento dei legami con gli elettori, i partiti hanno iniziato a formare dei “cartelli” per aiutarsi a vicenda e minimizzare i rischi di sconfitta. Si sono insinuati nella PA per barricarsi dal loro indebolimento e per tenere ancora le redini del potere. Tutto questo processo è stato determinato dal cambiamento della comunicazione. King Vidor-> massa di persone per le strade, tutte omologate dalla società consumistica, tramite i mass media. Pasolini->grido di battaglia contro l’omologazione della società consumistica. Crouch-> i governi cadono nelle mani delle élite e iniziano i tralasciare i discorsi egualitari (postdemocrazia) Questo fa aumentare il disprezzo dei cittadini verso la politica, inoltre omogenizza le idee politiche dei cittadini. La democrazia del pubblico ha sostituito quella dei partiti. Manin: 3 idealtipi di governo rappresentativo dall’inizio del 900:
  4. Parlamentarismo: rapporto fiduciario personale, autonomia dei deputati
  5. Democrazia dei partiti: la scelta di eleggere un deputato era indipendente dalla sua persona ma veniva fatta solo in virtù del partito d’appartenenza. Il deputato aveva quindi autonomia nulla Degli studiosi dividono questo punto in modello mediterraneo (censura, polarizzazione, centralità tv), modello nordatlantico (stampa, basso intervento statale, no polarizzazione) e modello centro-settentrionale (polarizzazione giornalistica).

amico che la pensa come noi piuttosto di un esperto che dice il contrario (spesso argomentando molto meglio). La sfiducia si ripercuote anche sui politici, favorendo l’ascesa di partiti antisistema polarizzati che sfruttano la rabbia verso la vecchia classe dirigente. Anche l’elettore disilluso e disinteressato ora vota per i partiti populisti e polarizzati. I politici non cercano più di convincere con argomentazioni moderate, ma di mobilitare al voto puntando su temi identitari e radicali (la logica non è far convergere i moderati, ma sommare gli estremisti di ogni ambito). Nella bubble democracy inoltre, dopo un dibattito, le persone tendono ad abbracciare posizioni più estreme di quelle che avevano in precedenza. Paolo Gerbaudo-> partito piattaforma: nuova organizzazione del partito che usa i social per comunicare all’esterno e sviluppa piattaforme digitali rivolte alla comunicazione tra gli aderenti. Non necessita di un apparato burocratico pesante e la comunicazione è spesso aggressiva. Ma questa interpretazione non è del tutto empirica perché la partecipazione diretta cozza con la crescente tendenza alla personalizzazione dei leader.

EPILOGO

Palano inizia parlando di 1984 e della neolingua come strumento mirato all’assenza del pensiero grazie alla riduzione al minimo delle possibilità di scelta lessicale. Sartori paragona la neolingua alla televisione, la cui tragedia è far perdere il pensiero critico agli spettatori. Negli ultimi anni le nostre democrazie stanno subendo una torsione autoritaria (es. rifiuto regole democratiche, delegittimazione avversari politici, tolleranza della violenza, repressione e restrizione degli avversari). La causa è la polarizzazione. Oltre al mutamento dell’informazione, le cause d’ascesa del populismo sono da ricercare nella crisi economica, politica e culturale. Tutte e tre queste crisi hanno radici più profonde rispetto all’ultimo decennio. Questi processi sono destinati ad aumentare nel tempo, favorendo la polarizzazione. Le loro proposte demagogiche o il ricorso strumentale alle tradizioni possono essere considerate una minaccia per le istituzioni rappresentative liberali. In conclusione, la bubble democracy è un idealtipo e come tale non si incarica di descrivere la realtà, ma piuttosto di interpretarla. Per ora la tv è ancora molto importante e il concetto della bubble democracy riguarda perlopiù i giovani. Eppure, guardando l’ultimo decennio, i processi della bubble democracy sembrano sempre più evidenti.