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Vi lascio il riassunto perchè quì stanno racchiusi tutti i concetti fondamentali. Se leggete questi, leggere il libro non serve.
Tipologia: Appunti
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Ognuno di noi ha iniziato a chiudersi in una bolla autoreferenziale. Anche la politica si è sviluppata in quel modo. Alcuni processi ci stanno portando verso delle democrazie illiberali. I giovani stanno sviluppando pensieri non democratici. Ci sono meccanismi di polarizzazione che hanno la loro origine nel populismo o nello sciame dei siti web, incapaci di distinguere le vere news da quelle fake. Post verità->parola che indica il meccanismo in base al quale rifiutiamo notizie a noi non congeniali. I social media hanno posto fine della democrazia dei partiti, ma anche della democrazia del pubblico generalista. Il popolo è frammentato in una miriade di bolle spesso polarizzate. Uno dei fattori più rilevanti è la personalizzazione delle ricerche di Google. I cookies sono come il grande fratello di Orwell. All’interno della bolla, ogni individuo è solo, il mondo costruito è ad hoc per ciascuno di noi. Il rischio è che un mondo di bolle individuali non riesca più ad alimentare la democrazia. Questo volume intende presentare la bubble democracy come un assetto alternativo al parlamentarismo, alla democrazia dei partiti e del pubblico. Essa ha in comune con la democrazia del pubblico il calo della fiducia nei partiti. Nella bubble democracy le identificazioni sono deboli e volatili, spesso sfociano nelle proposte anti-sistemiche. Le campagne elettorali fanno leva su temi specifici e cercano di distinguere tra un noi e un loro. I social hanno trasformato il popolo da passivo a uno sciame emotivo e carico di risentimento, aiutando i partiti neopopulisti.
Esempio libro Dick- l’importanza della propaganda e della deformazione della realtà Cyberpunk-visione diversa della tecnologia, individui visti come attivi e non solo succubi dei politici, ma questa corrente si esaurì e presto la commercializzazione entrò su internet. Dal 2008 iniziarono a tornare i populismi e la polarizzazione aumentò grazie alla fake news. Post verità-> pensiero che si ha dopo aver sentito la verità, che consiste nel reputare falso/manipolato o irrilevante ciò che non si allinea al nostro pensiero. Gli inizi della post verità sono da ricercare nel negazionismo scientifico o nelle critiche della seconda metà del 900 ai poteri forti o alla soggettività della verità. Ora col web ogni persona pensa di avere ragione “da sola” Sharp power- potere di penetrare nei paesi occidentali e diffondere un modello culturale alternativo o quantomeno innescare polarizzazioni. Politica inevitabilità vs politica eternità. Lippmann- importanza della manipolazione e della distorsione Palano vuole mettere la questione della post verità nel contesto di cambiamento dello scenario comunicativo, le fake news vengono ricondotte a una modifica strutturale della percezione della realtà. Con l’avvento dei social le persone si formano in maniera diversa, spesso additando tali come unica fonte di verità da cui prendere vere informazioni. La personalizzazione trasforma il pubblico da comune a un insieme di bolle o segmenti autoreferenziali e polarizzati. Questo cambia tutto: l’informazione, le relazioni tra i cittadini e la politica.
Gli sciami digitali sono in preda alla manipolazione, per manipolare la folla non bisogna usare discorsi razionali ma slogan ripetuti continuamente. I sistemi di coordinamento del XXI secolo permettono agli sciami digitali di manifestarsi in carne d’ossa in qualsiasi punto e momento. Le Bon-> psicologia delle folle Zamjatin-> distopia, società ingranaggio, pessimista Folla: riunione di tante persone momentanea. Massa: gruppi stabilmente organizzati sotto a un’ideologia Tarde: non era della folla ma del pubblico-> forma di collettività di pensiero resa possibile dai mezzi di comunicazione, non dal contatto tra loro. Tre sequenze che scandiscono i mutamenti della comunicazione politica:
amico che la pensa come noi piuttosto di un esperto che dice il contrario (spesso argomentando molto meglio). La sfiducia si ripercuote anche sui politici, favorendo l’ascesa di partiti antisistema polarizzati che sfruttano la rabbia verso la vecchia classe dirigente. Anche l’elettore disilluso e disinteressato ora vota per i partiti populisti e polarizzati. I politici non cercano più di convincere con argomentazioni moderate, ma di mobilitare al voto puntando su temi identitari e radicali (la logica non è far convergere i moderati, ma sommare gli estremisti di ogni ambito). Nella bubble democracy inoltre, dopo un dibattito, le persone tendono ad abbracciare posizioni più estreme di quelle che avevano in precedenza. Paolo Gerbaudo-> partito piattaforma: nuova organizzazione del partito che usa i social per comunicare all’esterno e sviluppa piattaforme digitali rivolte alla comunicazione tra gli aderenti. Non necessita di un apparato burocratico pesante e la comunicazione è spesso aggressiva. Ma questa interpretazione non è del tutto empirica perché la partecipazione diretta cozza con la crescente tendenza alla personalizzazione dei leader.
Palano inizia parlando di 1984 e della neolingua come strumento mirato all’assenza del pensiero grazie alla riduzione al minimo delle possibilità di scelta lessicale. Sartori paragona la neolingua alla televisione, la cui tragedia è far perdere il pensiero critico agli spettatori. Negli ultimi anni le nostre democrazie stanno subendo una torsione autoritaria (es. rifiuto regole democratiche, delegittimazione avversari politici, tolleranza della violenza, repressione e restrizione degli avversari). La causa è la polarizzazione. Oltre al mutamento dell’informazione, le cause d’ascesa del populismo sono da ricercare nella crisi economica, politica e culturale. Tutte e tre queste crisi hanno radici più profonde rispetto all’ultimo decennio. Questi processi sono destinati ad aumentare nel tempo, favorendo la polarizzazione. Le loro proposte demagogiche o il ricorso strumentale alle tradizioni possono essere considerate una minaccia per le istituzioni rappresentative liberali. In conclusione, la bubble democracy è un idealtipo e come tale non si incarica di descrivere la realtà, ma piuttosto di interpretarla. Per ora la tv è ancora molto importante e il concetto della bubble democracy riguarda perlopiù i giovani. Eppure, guardando l’ultimo decennio, i processi della bubble democracy sembrano sempre più evidenti.