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Call center approfondimento, Appunti di Psicobiologia delle emozioni

Approfondimento sul call center

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 30/11/2024

simo_j
simo_j 🇮🇹

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Nei call center gli operatori possono utilizzare diverse frasi per gestire i clienti, alcuni
messaggi apparentemente epatici che hanno due obiettivi: sia rassicurare il cliente sia
protegger l’operatore stesso da un eccessivo coinvolgimento emotivo. Degli esempi
possono essere frasi come: mi rendo conto di quanto debba essere frustrante per te; se
vuole qualche minuto per calmarsi va bene, può richiamarmi…
Abbiamo detto quindi che gli operatori dei call center non devono solo mettere in atto
un importante lavoro emotivo che consiste prettamente nel gestire abusi e razzismo e
mantenere la propria dignità, ma anche un cospicuo lavoro estetico prettamente
finalizzato a presentarsi nella maniera corretta ai clienti e che prevede in questo caso
una vera e propria occidentalizzazione Degli operatori dei call center e la definizione
delle culture dei linguaggi e degli usi locali come arretrati e impropri.
Secondo Sanders, con un esempio un po’ estremo, un altro esempio di lavoratori che
va a eseguire lavoro emotivo e il lavoro estetico per avere successo nel loro ambiente
professionale è costituito da prostitute e prostituti. Infatti, essi vanno a creare
un’identità costruita ad hoc per l’ambiente di lavoro, utilizzata come meccanismo di
autoprotezione per gestire lo stress legato alla vinta del sesso e anche quello legato
allo sviluppo di un’immagine lavorativa che consenta di attrarre e mantenere la
clientela.
Le prostitute vanno “a vendere le loro emozioni”, ad esempio simulano vicinanza o
interesse esattamente come nei call center gli operatori vanno a mantenere un tono di
voce rassicurante ed amichevole, quindi il paragone sta nel fatto che in entrambi i
lavori ci deve essere una grande attenzione sul modo in cui i clienti li percepiscono,
però spesso ciò li porta a sacrificare l’’autenticità. Dunque c’è una sorta di vera e
propria mercificazione degli individui per soddisfare le aspettative dei clienti e quelle
lavorative.
(Quali sono i problemi dei servizi transnazionali e cosa cambia con piattaforme come
Fiverr, Freelancee etc.?
Tra i diversi problemi di servizi transnazionali uno può essere la gerarchia
completamente diversa che riguarda i clienti e gli operatori e che rende sempre più
difficile per gli operatori andare a mantenere la dignità anche dinanzi a dei
comportamenti razzisti o maleducati. Questa gerarchia diversa consiste nel fatto che
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Nei call center gli operatori possono utilizzare diverse frasi per gestire i clienti, alcuni messaggi apparentemente epatici che hanno due obiettivi: sia rassicurare il cliente sia protegger l’operatore stesso da un eccessivo coinvolgimento emotivo. Degli esempi possono essere frasi come: mi rendo conto di quanto debba essere frustrante per te; se vuole qualche minuto per calmarsi va bene, può richiamarmi… Abbiamo detto quindi che gli operatori dei call center non devono solo mettere in atto un importante lavoro emotivo che consiste prettamente nel gestire abusi e razzismo e mantenere la propria dignità, ma anche un cospicuo lavoro estetico prettamente finalizzato a presentarsi nella maniera corretta ai clienti e che prevede in questo caso una vera e propria occidentalizzazione Degli operatori dei call center e la definizione delle culture dei linguaggi e degli usi locali come arretrati e impropri. Secondo Sanders , con un esempio un po’ estremo, un altro esempio di lavoratori che va a eseguire lavoro emotivo e il lavoro estetico per avere successo nel loro ambiente professionale è costituito da prostitute e prostituti. Infatti, essi vanno a creare un’identità costruita ad hoc per l’ambiente di lavoro, utilizzata come meccanismo di autoprotezione per gestire lo stress legato alla vinta del sesso e anche quello legato allo sviluppo di un’immagine lavorativa che consenta di attrarre e mantenere la clientela. Le prostitute vanno “a vendere le loro emozioni”, ad esempio simulano vicinanza o interesse esattamente come nei call center gli operatori vanno a mantenere un tono di voce rassicurante ed amichevole, quindi il paragone sta nel fatto che in entrambi i lavori ci deve essere una grande attenzione sul modo in cui i clienti li percepiscono, però spesso ciò li porta a sacrificare l’’autenticità. Dunque c’è una sorta di vera e propria mercificazione degli individui per soddisfare le aspettative dei clienti e quelle lavorative. (Quali sono i problemi dei servizi transnazionali e cosa cambia con piattaforme come Fiverr, Freelancee etc.? Tra i diversi problemi di servizi transnazionali uno può essere la gerarchia completamente diversa che riguarda i clienti e gli operatori e che rende sempre più difficile per gli operatori andare a mantenere la dignità anche dinanzi a dei comportamenti razzisti o maleducati. Questa gerarchia diversa consiste nel fatto che

mentre i clienti sono in qualche modo protetti dall’anonimato e quindi sono liberi da qualsiasi tipo di responsabilità, gli operatori d’altro canto devono sono invece strettamente monitorati e sono anche facilmente identificabili. Quindi sanno di essere spesso ascoltati dai loro capi e da poter essere rintracciati dai clienti. Le piattaforme come Fiverr, Freelancee etc. Possono introdurre anche altre problematiche o comunque delle differenze, infatti esse permettono alle aziende di accedere a diversi talenti superando ad esempio i limiti geografici, ma possono introdurre questioni circa le diseguaglianze economiche o contratti brevi e poco regolamentati. Un altro problema importante riguarda l’isolamento sociale il senso di isolamento che il lavoratore digitali possono provare in ogni caso queste piattaforme stravolgono e rivoluzionano il mondo del lavoro, rendendolo molto più flessibile ma anche problematico.) LA SINDROME DELLA NOIA: IL BORE - OUT Il termine bore-out è stato coniato nel 2007 dai ricercatori Peter Werder e Philippe Rothlin. E’ costruito dal participio passato inglese “to be bored” (annoiarsi) e dal suffisso “out”. «Per analogia con il burnout, suggerisce che si tratta delle conseguenze negative della noia sul lavoro e della conseguente esperienza professionale dell’«annoiarsi a morte». C. Bourion, l'autore francese che ha reso popolare l'espressione, definisce il bore-out come “una grande sofferenza attribuibile alla mancanza di attività durante l'orario di lavoro”. In altri termini, il bore-out deriverebbe da una situazione paradossale: “Da un lato, il lavoratore affetto dalla sindrome beneficia di un contratto di lavoro e di uno stipendio; dall’altro non ha praticamente nulla da fare e i suoi pochi compiti sono pochissimi e/ o poco interessanti». Un modello importante è quello del Controllo delle richieste di lavoro di Karasek, che indaga la relazione tra le richieste lavorative e il livello di controllo percepito dal lavoratore sul luogo di lavoro. Tale modello spiega sia il burnout che il bore-out. Ci sono quindi due dimensioni fondamentali del modello: le richieste lavorative (job demands) che rappresentano anche la difficoltà del lavoro; ed il controllo lavorativo (job control) che si riferisce alla libertà che l’individuo ha nel gestire e svolgere il proprio lavoro.

Per evitare invece il bore-out sarebbe opportuno le richieste per il lavoratore in modo da rendere il lavoro stimolante e fornirgli al contempo una maggiore autonomia e controllo. Il bore-out può causare depressione, ansia e stress. (Più in generale, come è cambiato il rapporto con la noia dalla generazione Y dei Millennials a quella dei Centennials? I Millennials sono cresciuti sicuramente in un’era che si avviava verso la digitalizzazione, ma che non l’aveva ancora raggiunta del tutto e sono quindi stati esposti a meno stimoli digitali rispetto ai Centennials. Per quanto riguarda il loro rapporto con la noia nel lavoro, riescono a tollerarla maggiormente, proprio perché hanno sperimentato delle esperienze lavorative pre-digitali. I Centennials invece che sono cresciuti nella generazione della digitalizzazione e quindi con continui stimoli digitali riescono a tollerare molto meno la noia, perché sono abituati ad attese brevi nelle risposte anche a continui stimoli. Quando quindi sperimentano un’assenza, una mancanza di stimoli sul lavoro, vanno a tollerarla molto meno rispetto ai Millennials.)