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I Dieci Principi dell'Economia: La Gestione delle Scarse Risorse in Società, Sintesi del corso di Economia Politica

I principi fondamentali dell'economia, partendo dalla derivazione del termine 'economia' dal greco oikonomos, che significa 'chi si occupa della famiglia'. L'economia studia come le società gestiscono le risorse scarse, attraverso la distribuzione di mansioni, la gestione di costi e benefici, e l'interazione tra individui e imprese. 10 principi, tra cui il concetto di trade-off, l'efficienza e l'equità, e l'importanza della mano invisibile in un'economia di mercato.

Tipologia: Sintesi del corso

2011/2012

Caricato il 06/10/2012

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CAPITOLO 1.
I DIECI PRINCIPI DELL'ECONOMIA
La parola economia deriva dal greco OIKONOMOS, che signica chi si
occupa della famiglia.
Ogni famiglia deve distribuire risorse scarse tra i propri membri, tenendo
presenti le capacità, l'impegno e i desideri di ciascuno.
Come la famiglia, la società deve arontare molte decisioni.
I compiti della società consistono nell'attribuire le diverse mansioni ai
singoli individui e nel collocare i beni e i servizi prodotti.
La gestione delle risorse è fondamentale in quanto sono scarse. Ciò vuol
dire che la società dispone di risorse limitate e non può produrre tutti i
servizi e le risorse che i suoi membri vorrebbero.
L'economia studia i modi con cui la società gestisce le risorse scarse che
possiede.
In molte società moderne, le risorse non vengono gestite e distribuite da
una istituzione centralizzata, ma dall'azione combinata di milione di
individui e imprese.
Per questo gli economisti studiano le decisioni dei singoli individui, le loro
interazioni e analizzano le forze e le tendenze che inuenzano
l'economia.
Vi sono 10 principi dell'economia:
LE DECISIONI INDIVIDUALI
•.1 Gli individui devono scegliere tra alternative (TRADE-OFF): per
ottenere qualcosa, in genere bisogna rinunciare a qualcos'altro.
Prendere decisioni vuol dire scegliere fra alternative.
A livello sociale, gli individui devono arontare vari tipi di trade-o:
BURRO E CANNONI: più si spende per la difesa del paese da
eventuali aggressioni, meno si potrà investire per migliorare il
tenore di vita attraverso i consumi individuali.
SALVAGUARDIA DELL'AMBIENTE E LIVELLO DEL REDDITO: le
leggi che obbligano le imprese a contenere l'inquinamento,
fanno aumentare i costi di produzione e di conseguenza le
imprese realizzano protti inferiori, pagano salari più bassi
oppure aumentano i prezzi.
EFFICIENZA ED EQUITA': l'ecienza è quell'elemento, che date
le scarse risorse di cui si dispone, permette alla società di
ottenere il più alto risultato possibile. L'equità è ciò che
consente una giusta distribuzione dei beneci, che derivano
dall'uso delle risorse.
Questi due obiettivi sono spesso in contrasto tra loro.
1Il costo di qualcosa è ciò a cui si deve rinunciare per ottenerlo:
per prendere decisioni corrette gli individui devono confrontare i costi e i
beneci di comportamenti alternativi.
Il costo opportunità di un bene è ciò a cui si deve rinunciare per
ottenerlo, è il valore dei beneci a cui si rinuncia. Nel prendere qualunque
decisione, si deve sempre considerare il costo opportunità delle
alternative a disposizione.
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CAPITOLO 1.

I DIECI PRINCIPI DELL'ECONOMIA

  • La parola economia deriva dal greco OIKONOMOS, che significa chi si occupa della famiglia.
  • Ogni famiglia deve distribuire risorse scarse tra i propri membri, tenendo presenti le capacità, l'impegno e i desideri di ciascuno.
  • Come la famiglia, la società deve affrontare molte decisioni.
  • I compiti della società consistono nell'attribuire le diverse mansioni ai singoli individui e nel collocare i beni e i servizi prodotti.
  • La gestione delle risorse è fondamentale in quanto sono scarse. Ciò vuol dire che la società dispone di risorse limitate e non può produrre tutti i servizi e le risorse che i suoi membri vorrebbero.
  • L'economia studia i modi con cui la società gestisce le risorse scarse che possiede.
  • In molte società moderne, le risorse non vengono gestite e distribuite da una istituzione centralizzata, ma dall'azione combinata di milione di individui e imprese.
  • Per questo gli economisti studiano le decisioni dei singoli individui, le loro interazioni e analizzano le forze e le tendenze che influenzano l'economia.
  • Vi sono 10 principi dell'economia: LE DECISIONI INDIVIDUALI •.1 Gli individui devono scegliere tra alternative (TRADE-OFF): per ottenere qualcosa, in genere bisogna rinunciare a qualcos'altro. Prendere decisioni vuol dire scegliere fra alternative. A livello sociale, gli individui devono affrontare vari tipi di trade-off:
  • BURRO E CANNONI: più si spende per la difesa del paese da eventuali aggressioni, meno si potrà investire per migliorare il tenore di vita attraverso i consumi individuali.
  • SALVAGUARDIA DELL'AMBIENTE E LIVELLO DEL REDDITO: le leggi che obbligano le imprese a contenere l'inquinamento, fanno aumentare i costi di produzione e di conseguenza le imprese realizzano profitti inferiori, pagano salari più bassi oppure aumentano i prezzi.
  • EFFICIENZA ED EQUITA': l'efficienza è quell'elemento, che date le scarse risorse di cui si dispone, permette alla società di ottenere il più alto risultato possibile. L'equità è ciò che consente una giusta distribuzione dei benefici, che derivano dall'uso delle risorse. Questi due obiettivi sono spesso in contrasto tra loro.

1 Il costo di qualcosa è ciò a cui si deve rinunciare per ottenerlo: per prendere decisioni corrette gli individui devono confrontare i costi e i benefici di comportamenti alternativi. Il costo opportunità di un bene è ciò a cui si deve rinunciare per ottenerlo, è il valore dei benefici a cui si rinuncia. Nel prendere qualunque decisione, si deve sempre considerare il costo opportunità delle alternative a disposizione.

2 Gli individui razionali pensano al MARGINE: nella vita quotidiana non esistono solo gli estremi ma vi è una serie di misure intermedie. Queste variazioni sono dette

ad un piano d'azione predefinito. Il MARGINE è il limite, quindi le variazioni sono aggiustamenti al limite. Confrontando, poi, BENEFICI MARGINALI e COSTI MARGINALI ci si accorge di quale alternativa è più conveniente. Chi decide razionalmente intraprende un'azione solo se il beneficio marginale che ne trae è maggiore del costo marginale che sostiene.

1 Gli individui rispondono agli incentivi: se costi e benefici si modificano cambia anche il comportamento degli individui. Gli individui, quindi, rispondono agli incentivi. Per comprendere il funzionamento del sistema economico è fondamentale l'effetto che ha il prezzo sui compratori e sui venditori all'interno del mercato. I provvedimenti legislativi possono avere effetti non visibili nel momento in cui vengono approvati, per ciò bisogna tener conto anche degli effetti indiretti che si concretizzano attraverso gli incentivi. Se cambia il sistema degli incentivi, cambia anche il comportamento degli individui.

L'INTERAZIONE TRA INDIVIDUI 2 lo scambio può essere vantaggioso per tutti: tutte le famiglie traggono vantaggio dallo scambio. Lo scambio permette a ciascun individuo di specializzarsi in ciò che sa fare meglio. Attraverso gli scambi si può ottenere una maggiore varietà di beni e servizi a costi contenuti.

3 I mercati sono uno strumento efficace per organizzare l'attività economica: attualmente la maggior parte dei paesi ha abbandonato il sistema a economia pianificata, in favore di un' ECONOMIA DI MERCATO. Nell'economia di mercato, le decisioni dei pianificatori vengono sostituite dalle decisioni dei singoli individui e delle imprese. Le imprese decidono chi assumere e cosa produrre e gli individui a chi offrire la propria forza lavoro e cosa acquistare con il proprio reddito. Imprese e individui interagiscono nei mercati, basando le proprie decisioni sui prezzi e sull'interesse personale. In conclusione l'economia di mercato è, un sistema economico nel quale le risorse vengono distribuite in base alle decisioni decentrate di una molteplicità di individui e di imprese, che interagiscono nei mercati dei beni e dei servizi. Le economie di mercato sono organizzate efficacemente in modo da promovere il benessere economico generale. ADAM SMITH

Nel 1776, Adam Smith condusse un'indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni. Egli affermò che individui e imprese che interagiscono in un mercato sono guidati da una MANO INVISIBILE, che li conduce al miglior risultato possibile. I prezzi sono lo strumento con cui la mano invisibile gestisce l'attività economica. Il prezzo riflette il valore del bene per la società e il costo che la società deve sostenere per produrlo.

Se si impedisce ai prezzi si adeguarsi alla domanda e all'offerta, si ostacola la

modo da ottenere un dato medio per cittadino. Le differenze di reddito pro capite, portano ad una disuguaglianza della qualità della vita e del TENORE DI VITA. Il tenore di vita è la quantità di beni e di servizi che possono essere acquistati dalla popolazione di un paese. Tali disuguaglianze sono dovute a differenze di PRODUTTIVITA', ossia della quantità di beni e servizi prodotti da un individuo nell'unità di tempo. Il tasso di produttività di un paese determina il tasso di crescita del suo reddito medio. La produttività e il tenore di vita sono strettamente correlati. I provvedimenti legislativi devono tenere conto di entrambi i fattori. Per far aumentare velocemente il tenore di vita, è necessario stimolare la produttività e quindi garantire istruzione e benessere ai propri cittadini.

1 I prezzi aumentano quando lo stato stampa troppa moneta: quando lo stato stampa e mette in circolazione troppa moneta, i prezzi aumentano e il valore del denaro crolla, andando incontro all' INFLAZIONE, ossia ad una crescita generale dei prezzi in un sistema economico. Uno degli obiettivi della politica economica di tutto il mondo è quello di contenere la crescita del livello dei prezzi, in quanto un'inflazione molto elevata comporta molti costi al sistema economico.

1 Nel breve periodo i sistemi economici si confrontano con un trade-off tra inflazione e disoccupazione: un' altro problema causato dalla circolazione di troppa moneta è la disoccupazione. La curva di Phillips descrive il trade off tra inflazione e disoccupazione. Alcuni provvedimenti di politica economica spingono questi due fenomeni in direzioni opposte. Questo trade off è temporaneo, ma può durare diversi anni. La curva di Phillips è fondamentale per analizzare il CICLO ECONOMICO, costituito da oscillazioni periodiche di variabili economiche, come l'occupazione e il reddito. I responsabili della politica economica, possono sfruttare questo trade off temporaneo utilizzando diversi strumenti: facendo variare l'entità della spesa pubblica, l'ammontare delle imposte e la quantità di moneta. Inoltre i governanti possono variare la combinazione di inflazione e disoccupazione presente all'interno del sistema economico.