

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Riassunto del manuale di pensiero politico e questione femminile inizio parte 6 " Benjamin Constant"
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 2
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


Capitolo 6 Liberalismo e democrazia nel XIX secolo Benjamin Constant Benjamin Constant, pensatore vissuto tra due epoche, è un convinto seguace dell’idea di progresso del 700. Ha un legame culturale e affettivo con Madame de Steal, pensatrice che getterà le basi del pensiero liberale Constant elabora la teoria della monarchia liberale, teoria che ricalca il modello inglese, si tratta di una forma di liberalismo costituzionale che diventa poi dottrina giuridica. Elabora la teoria del progresso che è anche filosofia della storia, poiché la storia è segnata dal progresso, dalla perfettibilità del genere umano e dalla tendenza verso l’uguaglianza; il perfezionamento progressivo della specie umana è possibile grazie ai legami spirituali fra le generazioni umane, poiché gli uomini per il solo fatto che vivono e pensano, lasciano agli eredi un patrimonio spirituale. Le conoscenze umane formano una massa eterna alla quale ognuno porta il suo contributo. (cioè le insieme delle conoscenze che vengono accumulate durante gli anni… vengono tramante di generazione in generazione, con il passare del tempo, l’umanità ha accumulato conoscenze che sono poi state trasmesse agli eredi.) anche chi vive da solo lascia una traccia di verità. Alla base di questo progresso, Constant pone dati empirici. Tutte le impressioni infatti sono trasmesse dai sensi e sono riconducibili a due specie: ( l’uomo fa esperienza della realtà grazie ai sensi) Le prime sono le sensazioni vere, che sono veloci e passeggere, che non lasciano traccia in noi La seconda specie di impressioni, si formano attraverso il ricordo, sono collegate tra loro e si chiamano idee e si concentrano nella nostra parte pensante. Formano il mondo interiore, che possiamo concepire attraverso il pensiero, che è indipendente dal mondo esterno ( anche se ci isoliamo, il pensiero cresce di suo.). Sulla potenza spirituale dell’uomo, Constant fonda il principio della perfettibilità, il vero patrimonio dell’uomo è il patrimonio delle Idee. L’uomo è autonomia morale e produzione spirituale, è libero di scegliere ( libero agente) e la storia diventa il teatro delle vicende umane. La storia dell’umanità ha un senso e un ritmo che per Constant è scandidato da 4 rivoluzioni: 1)distruzione della teocrazia, 2) distruzione della schiavitù,3) distruzione del feudalesimo 4) soppressione della nobiltà intesa come privilegio ( 1789 rivoluzione francese). Queste 4 rivoluzioni dimostrano la legge del progresso. Nel 1819 Constant in una delle sue opere: la libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni , paragona la libertà degli antichi a quella dei moderni, a vantaggio di questi ultimi. Gli antichi esercitano la libertà in modo collettivo, l’assemblea pubblica decide tutto, le azioni private sono sorvegliate, all’indipendenza dell’individuo non è riservato nulla. Constant valorizza l’autonomia spirituale dei moderni, anche se il cittadino non può esercitare direttamente la sovranità, la delega, può agire indisturbato nel privato e libero di arricchirsi. Constatn però avverte un pericolo nella libertà dei moderni, essendo assorti nel godimento dell’indipendenza privata, tendono a rinunciare a partecipare al potere politico. Constant ritiene che c’è una differenza essenziale tra antichi e moderni. Tutte Le repubbliche antiche sono racchiuse entro stretti confini, sono in continua guerra tra loro, ogni popolo si minaccia tra loro. Tutti raggiungono la sicurezza, l’indipendenza attraverso la guerra. Il mondo moderno è l’esatto opposto. Gli Stati più piccoli sono più vasti di Sparta. La sua uniforme tendenza è inclina alla pace, e la guerra e il commercio sono solo due mezzi diversi per raggiungere lo stesso scopo: possedere ciò che si desidera. Il commercio è un tentativo di ottenere per via amichevole ciò che non si può conquistare con la violenza. Per Constant deve giungere un epoca dove il commercio sostituisce la guerra. È grazie al commercio, alla religione, ai progressi intellettuali e morali dell’uomo non ci sono più schiavi nelle nazioni europee, tutte le professioni devono essere esercitate e tutti i bisogni della società soddisfatti da
uomini liberi. In secondo luogo, l’abolizione della schiavitù ha tolto alla popolazione tutta la comodità dei lavori che era affidata a schiavi. In terzo luogo, il commercio non lascia nella vita dell’uomo momenti inattivi. Infine il commercio ispira agli uomini un amore per l’indipendenza individuale provvede ai loro bisogni, soddisfa i loro desideri. i moderni devono essere bene attaccati all’indipendenza individuali rispetto agli antichi. Constant afferma che l’indipendenza individuale è il primo bisogno dei moderni. Poiché la libertà dei moderni è diversa da quella degli antichi, ne segue che sono minacciate da un pericolo in modo diverso. Il pericolo della libertà antica è il fatto che gli uomini non tengono conto i diritti e godimenti individuali, invece, il pericolo della libertà moderna è che gli uomini assorbiti dal godimento dell’indipendenza privata rinuncia, con facilità, a partecipare al potere politico.