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Liberalismo e democrazia nel XIX°secolo: Benjamin Constant , Sintesi del corso di Comunicazione Politica

Riassunto di Comunicazione politica riguardante la figura di Benjamin Constant tratto dal libro "Storia delle dottrine politiche" di F.Taricone

Tipologia: Sintesi del corso

2015/2016

Caricato il 26/02/2016

edo_urbani
edo_urbani 🇮🇹

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Liberalismo e democrazia nel XIX secolo
Benjamin Constant (1767-1830)
1.Cenni teorici
Filosofo politico idealistico. Elaborò una teoria del progresso, una sorta di filosofia della storia,
piena di eventi ma con un denominatore in comune. La storia infatti è segnata dal progresso, dalla
perfettibilità del genere umano e dalla tendenza verso l'eguaglianza; il perfezionamento progressivo
della specie umano è reso possibile dai legami spirituali fra le generazioni umane. Le conoscenze
umane formano una massa eterna alla quale ognuno porta il suo contributo. Alla base di questo
progresso, Constant pone dati empirici(basati sull'esperienza). Tutte le impressioni sono trasmesse
dai sensi e riconducibili a due specie: le prime sono le sensazioni vere, passeggere e veloci, che non
lasciano nessuna traccia; le seconde si formano attraverso il ricordo di più sensazioni insieme. Esse
hanno una durata diversa e sono collegate fra loro. Questo tipo di sensazioni sono chiamate Idee,
che si riproducono e moltiplicano formando il cosiddetto mondo interiore che possiamo concepire
attraverso il pensiero.
Sulla potenza del pensiero spirituale, Constant fonda il principio della perfettibilità. Per Constant la
marcia della perfettibilità può essere sospesa da una causa materiale che però appena cessa, l'uomo
riprenderà il cammino.
La storia dell'umanità ha un tempo e un ritmo per Constant ed è scandita da quattro rivoluzioni:
distruzione della teocrazia; distruzione della schiavitù; distruzione del feudalesimo: soppressione,
nell'89, della nobiltà intesa come privilegio.
Nell'opera La libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni, Constant ritiene che la
concezione della libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni si risolva a tutto vantaggio dei
moderni. Per gli antichi infatti il concetto di libertà era inteso in modo collettivo. Come nella
democrazia ateniese, i cittadini potevano addirittura decidere sulla pace e sulla guerra, la massima
decisione di uno Stato, ma come cittadini privati erano limitati, niente era concesso all'indipendenza
individualerispetto alle opinioni, né rispetto all'occupazione, né soprattutto rispetto alla religione
(es.repubblica romana).
Constant invece valorizza l'autonomia spirituale dei moderni, anche se il cittadino moderno non può
esercitare la sovranità, la esercita mediante la delega. Il cittadino poteva agire indisturbato nel
proprio privato ed essere ricco di arricchirsi. Constant è infatti un assertore della libertà di
commercio.
Proprio lo sviluppo del commercio, ispiratore della libertà individuale, è fondamentale per
Constant, e fa si che gli uomini moderni siano interessati alle proprie attività. La funzione della
rappresentanza è fondamentale. I cittadini eleggono un numero di uomini che però vengono
sorvegliati dai cittadini che ne riservano il diritto di metterli da parte dopo un certo tempo. Constant
avverte però un solo pericolo: la possibilità che l'individuo rinunci a partecipare alla politica
essendo preso dal privato. La libertà, secondo Constant, è il mezzo più potente di perfezionamento a
disposizione della specie umana, intesa sia come indipendenza dallo stato che come partecipazione.
Il fine degli antichi era la suddivisione del potere sociale fra tutti i cittadini di una stessa patria: era
questo ciò che chiamavano libertà.

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Liberalismo e democrazia nel XIX secolo

Benjamin Constant (1767-1830)

1.Cenni teorici Filosofo politico idealistico. Elaborò una teoria del progresso, una sorta di filosofia della storia, piena di eventi ma con un denominatore in comune. La storia infatti è segnata dal progresso, dalla perfettibilità del genere umano e dalla tendenza verso l'eguaglianza; il perfezionamento progressivo della specie umano è reso possibile dai legami spirituali fra le generazioni umane. Le conoscenze umane formano una massa eterna alla quale ognuno porta il suo contributo. Alla base di questo progresso, Constant pone dati empirici(basati sull'esperienza). Tutte le impressioni sono trasmesse dai sensi e riconducibili a due specie: le prime sono le sensazioni vere, passeggere e veloci, che non lasciano nessuna traccia; le seconde si formano attraverso il ricordo di più sensazioni insieme. Esse hanno una durata diversa e sono collegate fra loro. Questo tipo di sensazioni sono chiamate Idee , che si riproducono e moltiplicano formando il cosiddetto mondo interiore che possiamo concepire attraverso il pensiero. Sulla potenza del pensiero spirituale, Constant fonda il principio della perfettibilità. Per Constant la marcia della perfettibilità può essere sospesa da una causa materiale che però appena cessa, l'uomo riprenderà il cammino. La storia dell'umanità ha un tempo e un ritmo per Constant ed è scandita da quattro rivoluzioni: distruzione della teocrazia; distruzione della schiavitù; distruzione del feudalesimo: soppressione, nell'89, della nobiltà intesa come privilegio. Nell'opera La libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni , Constant ritiene che la concezione della libertà degli antichi paragonata a quella dei moderni si risolva a tutto vantaggio dei moderni. Per gli antichi infatti il concetto di libertà era inteso in modo collettivo. Come nella democrazia ateniese, i cittadini potevano addirittura decidere sulla pace e sulla guerra, la massima decisione di uno Stato, ma come cittadini privati erano limitati, niente era concesso all'indipendenza individualerispetto alle opinioni, né rispetto all'occupazione, né soprattutto rispetto alla religione (es.repubblica romana). Constant invece valorizza l'autonomia spirituale dei moderni, anche se il cittadino moderno non può esercitare la sovranità, la esercita mediante la delega. Il cittadino poteva agire indisturbato nel proprio privato ed essere ricco di arricchirsi. Constant è infatti un assertore della libertà di commercio. Proprio lo sviluppo del commercio, ispiratore della libertà individuale, è fondamentale per Constant, e fa si che gli uomini moderni siano interessati alle proprie attività. La funzione della rappresentanza è fondamentale. I cittadini eleggono un numero di uomini che però vengono sorvegliati dai cittadini che ne riservano il diritto di metterli da parte dopo un certo tempo. Constant avverte però un solo pericolo: la possibilità che l'individuo rinunci a partecipare alla politica essendo preso dal privato. La libertà, secondo Constant, è il mezzo più potente di perfezionamento a disposizione della specie umana, intesa sia come indipendenza dallo stato che come partecipazione. Il fine degli antichi era la suddivisione del potere sociale fra tutti i cittadini di una stessa patria: era questo ciò che chiamavano libertà.