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capitolo circe libro, Appunti di Letteratura

capitolo sulla maga circe- odissea

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 20/01/2025

sofia-liburdi
sofia-liburdi 🇮🇹

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CAPITOLO 23
La lettera successiva che la Haynes affida a Penelope, è quella in cui la donna accorta di un
altra disavventura fondamentale nel viaggio di Odisseo: l’arrivo all’isola di Eea, dove lui ed i
suoi compagni rimarranno per circa un anno.
L’arrivo sull’isola è un momento importante nel viaggio, poiché fino a quel momento le tappe
erano state decise dal fato e Ulisse, approdava sulle diverse terre in modo casuale, per volontà
degli dei. Grazie alla maga, però, Ulisse riesce ad ottenere un tracciato del suo viaggio: Circe,
e Tiresia quando Ulisse discende negli Inferi, rivela all’eroe quelle che saranno per sommi capi
cosa dovrà ancora affrenare prima di tornare nella sua Itaca.
Penelope inizia questa epistola, sottolineando ancora una volta che un altro anno è passato
(tempo dell’attesa) e che le storie narrate su di lui dai poeti continuano e sono sempre più
diffcili da credere.
Penelope, poi, con la frase “no one sings of the courage required by those of us who where
left behind”, vuole finalmente, in un contesto metalgtterario, introdurre una nuova visione sugli
eroi di una guerra.
Sottolinea come le vicende racconta sono sempre riguardanti colori he sono partiti e hanno
combattuto, ma nessuno considera quanto sia difficile rimanere a casa ad attendere. La
donna, infatti per la prima volta confronta il tempo della sua attesa con il tempo che scorre per
Ulisse. Lui riesce in qualche modo a non sentire il peso del tempo che trascorre lontano da
casa, poiché è sempre costretto ad affrontare nuove disavventure alle quali deve sopravvivere;
mentre la donna è costretta ad aspettarlo solamente, cosa che lei descrive come l’esperienza
più crudele da lei vissuta.
In realtà anche Penelope, così come Ulisse riesce ad ingannare il tempo trascorso, con la sua
astuzia (tela), grazie alla quale riesce a tenere sotto controllo la situazione ad Itaca,
abbandonata dal suo re.
Il carattere eroico di coloro che attendono a casa non è mai reso esplicito nell’Odissea, viene
si descritta la sofferenza di Penelope, ma non viene offerta questa prospettiva.
L’aspetto eroico dell’attesa è un topus della letteratura moderna/ contemporanea, in cui viene
messa in scena la bipolarità degli eventi della guerra o di un ritorno in patria.
Dopo questa finestra sulla sua attuale situazione Penelope ricorda il nome dell’isola che lo
stava presumibilmente ospitando: Eea, l’isola della maga Circe. Fa qui una sorta di Ironia,
dicendo che i poeti hanno probabilmente terminato i giganti cannibali, ed hanno perciò
inventato una storia ancora più incredibile.
La donna passa, poi a descrivere l’accaduto offrendo una narrazione abbastanza fedele a
quella omerica.
LIBRO X: LA MAGA CIRCE
Dopo l’isola dei Ciclopi, Ulisse approda sull’isola di Eolo, dio dei venti, che in segno
della sua ospitalità offre all’eroe un’otre dandogli delle chiare istruzioni: se voleva
rivedere la sua terra non doveva aprirla. Passano così nove giorni, ma al decimo
quando ormai Itaca è vicinissima i compagni approfittano del sonno del loro
comandante e decidono di aprire l’otre, soprastando che Ulisse possa aver ricevuto dei
doni che non vuole dividere con loro. Scoppia così una tempesta violenta, che li riporta
in mare aperto. Ulisse torna da Eolo, che nonno accoglie per la seconda vota perché si
rende conto che l’uomo è probabilmente avverso agli dei, per qualche ragione. (Ulisse
ancora non sa del piano di Poseidone).
Ulisse riparte e c’è poi l’avventura dei Lestrigoni, che causerà la morte di diversi
compagni. É passato così il primo anno di viaggio e Ulisse approda sull’isola di Eea.
Questa è la prima volta in cui Ulisse dice esplicitamente dove si trova (v.150), ed
evidenzia fin da subito la pericolosità di Circe: Ulisse ed i suoi compagni saranno
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CAPITOLO 23 La lettera successiva che la Haynes affida a Penelope, è quella in cui la donna accorta di un altra disavventura fondamentale nel viaggio di Odisseo: l’arrivo all’isola di Eea, dove lui ed i suoi compagni rimarranno per circa un anno. L’arrivo sull’isola è un momento importante nel viaggio, poiché fino a quel momento le tappe erano state decise dal fato e Ulisse, approdava sulle diverse terre in modo casuale, per volontà degli dei. Grazie alla maga, però, Ulisse riesce ad ottenere un tracciato del suo viaggio: Circe, e Tiresia quando Ulisse discende negli Inferi, rivela all’eroe quelle che saranno per sommi capi cosa dovrà ancora affrenare prima di tornare nella sua Itaca. Penelope inizia questa epistola, sottolineando ancora una volta che un altro anno è passato (tempo dell’attesa) e che le storie narrate su di lui dai poeti continuano e sono sempre più diffcili da credere. Penelope, poi, con la frase “no one sings of the courage required by those of us who where left behind”, vuole finalmente, in un contesto metalgtterario, introdurre una nuova visione sugli eroi di una guerra. Sottolinea come le vicende racconta sono sempre riguardanti colori he sono partiti e hanno combattuto, ma nessuno considera quanto sia difficile rimanere a casa ad attendere. La donna, infatti per la prima volta confronta il tempo della sua attesa con il tempo che scorre per Ulisse. Lui riesce in qualche modo a non sentire il peso del tempo che trascorre lontano da casa, poiché è sempre costretto ad affrontare nuove disavventure alle quali deve sopravvivere; mentre la donna è costretta ad aspettarlo solamente, cosa che lei descrive come l’esperienza più crudele da lei vissuta. In realtà anche Penelope, così come Ulisse riesce ad ingannare il tempo trascorso, con la sua astuzia (tela), grazie alla quale riesce a tenere sotto controllo la situazione ad Itaca, abbandonata dal suo re. Il carattere eroico di coloro che attendono a casa non è mai reso esplicito nell’Odissea, viene si descritta la sofferenza di Penelope, ma non viene offerta questa prospettiva. L’aspetto eroico dell’attesa è un topus della letteratura moderna/ contemporanea, in cui viene messa in scena la bipolarità degli eventi della guerra o di un ritorno in patria. Dopo questa finestra sulla sua attuale situazione Penelope ricorda il nome dell’isola che lo stava presumibilmente ospitando: Eea, l’isola della maga Circe. Fa qui una sorta di Ironia, dicendo che i poeti hanno probabilmente terminato i giganti cannibali, ed hanno perciò inventato una storia ancora più incredibile. La donna passa, poi a descrivere l’accaduto offrendo una narrazione abbastanza fedele a quella omerica. LIBRO X: LA MAGA CIRCE Dopo l’isola dei Ciclopi, Ulisse approda sull’isola di Eolo, dio dei venti, che in segno della sua ospitalità offre all’eroe un’otre dandogli delle chiare istruzioni: se voleva rivedere la sua terra non doveva aprirla. Passano così nove giorni, ma al decimo quando ormai Itaca è vicinissima i compagni approfittano del sonno del loro comandante e decidono di aprire l’otre, soprastando che Ulisse possa aver ricevuto dei doni che non vuole dividere con loro. Scoppia così una tempesta violenta, che li riporta in mare aperto. Ulisse torna da Eolo, che nonno accoglie per la seconda vota perché si rende conto che l’uomo è probabilmente avverso agli dei, per qualche ragione. (Ulisse ancora non sa del piano di Poseidone). Ulisse riparte e c’è poi l’avventura dei Lestrigoni, che causerà la morte di diversi compagni. É passato così il primo anno di viaggio e Ulisse approda sull’isola di Eea. Questa è la prima volta in cui Ulisse dice esplicitamente dove si trova (v.150), ed evidenzia fin da subito la pericolosità di Circe: Ulisse ed i suoi compagni saranno

costretti ad affrontare una donna che li metterà in grande difficoltà con modalità totalmente nuove ed inaspettate. Si pone infatti, fin da subito il problema più grande dell’intero episodio: il ritorno a casa, che è seriamente compromesso dal comportamento della donna. La maga Circe riesce a trattenerli, grazie alla sua ospitalità, non obbligandoli: essi si sentono come nel conforto della loro casa e perciò sembrano dimenticare la loro terra. Ulisse stesso, è ancora più succube della donna, poiché essa riesce a sedurlo fino al punto di fargli dimenticare sua moglie. Tale è il potere di Circe. Il rischio più grande che Ulisse, in particolare, corre è quello dell’oblio, ovvero di dimenticare completamente la sua patria ed il suo ruolo da marito, padre e re. Ulisse viene presentato, quando approda sull’isola, come un uomo sempre più prudente segnato dagli eventi precedenti. Nel descrivere l’evento, lui dice che quella è la casa della maga, ma al momento del suo arrivo non ne era ancora a conoscenza, ed era perciò spinto dalla sua curiositas ad andare e scoprire da dove uscisse il fumo che vedeva. Decide però di non agire impulsivamente: divide i suoi compagni in due squadre (una guidata da lui, e l’altra da Euriloco) e tirano a sorte quella che dovrà andare ad esplorare l’isola. v205 i compagni, guidati da Euriloco raggiungo la casa di Circe, la quale mentre stava tessendo una tela, viene distratta dagli uomini e li invita immediatamente ad entrare. essi senza nessuna esitazione entrano, come se fossero le loro mogli ad invitarli nelle loro case. c’è poi un banchetto in loro onore, durante l quale Circe offre loro una bevanda che li trasforma in porci. La trasformazione è però, solo fisica, poiché la loro mente umana rimane intatta.**

**le metamorfosi di Ovidio, sono basate su questo concetto: tutti i personaggi

sono trasformati mantenendo la loro mente umana. L’aspetto tragico di una

metamorfosi è posto in scena per la prima volta da Omero, in questo episodio.**

Euriloco, l’unico ad essere rimasto fuori dal palazzo della maga, in preda al

panico torna da Ulisse, raccontandogli l’accaduto. Il re è quindi pronto a partire

da solo, per salvare i suoi compagni (V. 270).

Questa volta però l’astuzia di uno solo non basta per sconfiggere la donna, e c’è

perciò l’intervento di Ermes, il quale offre un’erba utile a resistere all’incantesimo

di Circe, seguita da una serie di istruzioni su come comportarsi. C’è quindi

un’ottica totalmente diversa rispetto all’episodio dei Ciclopi: in quel caso il solo

ingegno del grande Ulisse era stato capace di realizzare un piano per

sconfiggere Polifemo, ma in questo caso l’eroe ha necessità di un aiutante.

v300 Ulisse si dirige verso la casa della maga, segue le istruzioni di Ermes e

quando la donna vede che è riuscito ad aggirare la sua magia interroga l’uomo

sulla sua identità, capendo che si tratta di Ulisse poiché il suo arrivo gli era stato

premeditato da Ermes (come nel caso di Polifemo; entrambi però lo

riconoscono, nonostante l’annuncio di Ermes, dopo che l’eroe ha attuato i suoi

inganni).

Seguono poi una serie di venti che fanno tornare i compagni alla loro forma

umana (Ulisse prima di accettare l’invito nel letto della maga, le fa promettere

che ritrasformerà i compagni). Essi, insieme al loro re, ormai seduto

eroticamente dalla maga, rimangono sull’isola per circa un anno, alla fine del

quale Ulisse è sollecitato dai compagni a ricordarsi della sua Itaca. Decide

perciò di tornare, ma non senza comunicarlo a Circe che non si oppone e dice al

re di Itaca di dover prima passare per il regno di Ade.