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L'arrivo sull'isola di Eea e i primi giorni
Odisseo e i suoi compagni approdano sull’isola di Eea, dimora della dea Circe, sorella del re Aietes, entrambi figli del Sole e di Perse. Le navi si ormeggiano in un porto naturale guidate da una forza divina, e per due giorni e due no� gli uomini, esaus� e oppressi dai dolori subi� nei viaggi preceden�, rimangono sulla spiaggia senza agire.
Al terzo giorno, Odisseo decide di esplorare l’isola. Armato di lancia e spada, si arrampica su una cima scoscesa e da lì nota del fumo provenire da una fita foresta: è la dimora di Circe. Esita sul da farsi, ma opta per tornare alla nave e organizzare un’esplorazione colle�va. Durante il ritorno, un dio gli manda un cervo dalle corna alte: lo abbate con un colpo preciso alla schiena e lo trasporta con fa�ca fino alla nave, dove condivide il cibo con i compagni. Per il resto della giornata, gli uomini si rifocillano con abbondanza di carne e vino.
Divisione dei compagni e la sor�ta di Euriloco
All’alba del giorno seguente, Odisseo organizza una riunione per discutere il da farsi. I compagni si mostrano spaventa�, ricordando le recen� tragedie subite, tra cui l’atacco dei Lestrigoni e la crudeltà del Ciclope Polifemo. Per procedere con cautela, Odisseo divide gli uomini in due gruppi: uno guidato da lui stesso, l’altro da Euriloco. Il sorteggio stabilisce che sarà Euriloco a guidare ven�due uomini verso l’interno dell’isola.
Camminando, ques� trovano la casa di Circe, un edificio ben costruito in pietra, circondato da una vallata e popolato da animali selva�ci—lupi e leoni—che si comportano in modo sorprendentemente docile. Gli uomini, incer� ma atra� dal canto soave che proviene dall’interno, decidono di chiamare. Circe li invita a entrare, e tu� accetano tranne Euriloco, che sospeta un inganno.
La trasformazione in porci
Dentro la casa, Circe accoglie gli uomini con cortesia e offre loro una bevanda preparata con vino, miele, formaggio e farine, ma arricchita da filtri magici. Dopo che bevono, Circe li colpisce con la sua verga magica, trasformandoli in porci e rinchiudendoli in un porcile. Sebbene abbiano aspeto e voce di maiali, mantengono la loro mente umana e piangono la loro sorte. Circe fornisce loro cibo adeguato alla nuova forma: ghiande, leccio e corniolo.
Euriloco, scampato alla trappola, fugge terrorizzato e torna alla nave, dove racconta l’accaduto tra le lacrime.
L'intervento di Odisseo (vv. 307-347)
L'incontro con Ermes
Determinato a salvare i suoi uomini, Odisseo si incammina verso la casa di Circe. Durante il tragito, gli appare Ermes, il messaggero divino, soto forma di un giovane. Egli lo avverte del pericolo e gli consegna un an�doto, il moli , una pianta dai poteri straordinari, in grado di neutralizzare i filtri della maga. Inoltre, gli spiega come comportarsi: quando Circe cercherà di ammaliarlo, Odisseo dovrà minacciarla con la spada, imponendole di giurare che non userà altre insidie contro di lui.
L'inganno fallito di Circe e il giuramento
Giunto alla casa, Odisseo grida per annunciare il suo arrivo. Circe esce e lo invita a entrare. Lo fa accomodare su un seggio ornato e gli offre una coppa d’oro con la stessa mistura velenosa usata per i suoi compagni. Tutavia, l’an�doto di Ermes lo protegge. Quando la maga lo colpisce con la verga magica,
in�mandogli di unirsi ai porci, Odisseo estrae la spada e si scaglia contro di lei. Circe, spaventata, si inginocchia e implora pietà, riconoscendo Odisseo come l’uomo di cui le aveva parlato Ermes.
Per calmare Odisseo, Circe gli propone un’alleanza e lo invita a giacere con lei, ma l’eroe rifiuta fino a che non o�ene un giuramento solenne: la maga deve prometere di non nuocergli né con la magia né con l’inganno. Solo allora Odisseo acceta e si unisce a lei nel talamo.
La liberazione dei compagni (vv. 371-399)
Il bancheto e il dolore di Odisseo
Dopo l’unione con Odisseo, Circe prepara un bancheto, ma l’eroe, colmo di angoscia, rifiuta il cibo. La maga nota il suo turbamento e gli chiede il mo�vo. Odisseo rivela che non può mangiare mentre i suoi compagni sono prigionieri e trasforma� in maiali.
Il ritorno alla forma umana
Mosso da questa richiesta, Circe prende la sua verga magica e libera gli uomini. Li conduce fuori dal porcile e, con l’aiuto di un’altra pozione, elimina gli effe� del veleno. Le setole cadono dai loro corpi e gli uomini riprendono forma umana, ma appaiono più giovani e belli di prima. Riuni� con Odisseo, si abbracciano piangendo per la gioia. Anche Circe si commuove e dimostra pen�mento.