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Architettura e arte del Rococò: Juvarra, Vanvitelli e Canaletto, Dispense di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Il contesto storico-culturale del '700, con particolare attenzione al movimento illuminista e al rococò in architettura e arte. Vengono presentati i principali esponenti del periodo, tra cui Filippo Juvarra, Luigi Vanvitelli e Canaletto, analizzandone opere e stile. Juvarra è noto per la Basilica di Superga e la Palazzina di caccia di Stupinigi, mentre Vanvitelli per la Reggia di Caserta. Canaletto è invece un celebre pittore vedutista del rococò.

Tipologia: Dispense

2021/2022

Caricato il 08/05/2022

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Flavio Sciascia 4A
I caratteri del '700
Il 700 è il secolo della ragione, in cui si affermano i lumi che diedero origine all'illuminismo,
che è un movimento culturale e filosofico che vada i suoi ideali sul cercare di capire la realtà
mediante l'utilizzo della ragione. Dal punto di vista artistico possiamo considerare
l'illuminismo come l'opposto del Barocco, infatti ci sarà un ritorno alla luminosità con un
conseguente schiarimento dei colori. Un ruolo importante è svolto sempre dal
teatro tant'è che le architetture appaiono come scene, i temi pittorici sembrano
rappresentazioni teatrali e i personaggi attori. Possiamo dividere il 700 in due fasi; la prima
metà è quella che viene chiamata rococò, che deriva dalla parola francese roncaille con cui
si indicavano le conchiglie, ed è un periodo intermedio che rappresenta il passaggio tra
barocco e neoclassicismo. Il razionalismo in questo periodo porta ad esaminare il significato
dell'arte e la sua posizione in relazione agli altri campi dell'attività umana. Ciò porta a
togliere un fine ultimo all'arte infatti, fino ad adesso aveva il compito di rappresentare la
natura o aveva fini religiosi, adesso invece viene ritenuta espressione del sentimento.
ARCHITETTURA
Dal punto di vista dell'architettura, il rococò è caratterizzato dalla scomparsa nelle
decorazioni interne di divisioni architettoniche con architrave, fregi e cornici, che vengono
sostituiti con il pittoresco, il curioso e il capriccioso, realizzato in materiali plastici come il
legno scolpito e lo stucco. Pareti, soffitti, mobili e oggetti di metallo e porcellana si fondono in
un insieme omogeneo. Le tinte del rococò sono di color pastello molto più leggere dei colori
sgargianti del barocco. Tra gli esponenti più importanti dell'architettura della prima metà del
'700 troviamo Filippo Juvarra e Luigi Vanvitelli.
Filippo Juvarra
Juvarra, nato a Messina il 7 marzo 1678, è stato un architetto e scenografo italiano; lavorò
per molti anni come architetto per casa Savoia a Torino, ma inizialmente la sua formazione
in ambito artistico avvenne nella città siciliana di Messina sotto la guida del padre che era
argentiere. Proprio nella bottega del padre iniziò a creare piccole opere di oro e argento per
adornare le varie chiese di Messina, Sciacca e Modica. Successivamente si trasferì a Roma
dove studiò l'architettura dai trattati di Vitruvio e Andrea Pozzo. Successivamente tornò a
Messina dove si adoperò al completamento della chiesa di San Gregorio
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, che costituisce la
sua prima e vera opera architettonica
Man mano che il suo prestigio aumentava,
Filippo si trasferì a Torino dove per volere di
Vittorio Amedeo si impegnò nella costruzione
della Basilica di Superga, che doveva essere
usata come museo sabaudo e tempio votivo per
la vittoria contro i francesi del 1706. Infine,
un’altra importante opera architettonica del
Juvarra è la Palazzina di caccia, situata a
Stupinigi in Piemonte, la cui costruzione è
attestata intorno al 1729 ed è stata voluta dai
Savoia.
1 Nella foto, l’ormai distrutta chiesa di San Gregorio
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Flavio Sciascia 4A

I caratteri del '

Il 700 è il secolo della ragione, in cui si affermano i lumi che diedero origine all'illuminismo, che è un movimento culturale e filosofico che vada i suoi ideali sul cercare di capire la realtà mediante l'utilizzo della ragione. Dal punto di vista artistico possiamo considerare l'illuminismo come l'opposto del Barocco, infatti ci sarà un ritorno alla luminosità con un conseguente schiarimento dei colori. Un ruolo importante è svolto sempre dal teatro tant'è che le architetture appaiono come scene, i temi pittorici sembrano rappresentazioni teatrali e i personaggi attori. Possiamo dividere il 700 in due fasi; la prima metà è quella che viene chiamata rococò, che deriva dalla parola francese roncaille con cui si indicavano le conchiglie, ed è un periodo intermedio che rappresenta il passaggio tra barocco e neoclassicismo. Il razionalismo in questo periodo porta ad esaminare il significato dell'arte e la sua posizione in relazione agli altri campi dell'attività umana. Ciò porta a togliere un fine ultimo all'arte infatti, fino ad adesso aveva il compito di rappresentare la natura o aveva fini religiosi, adesso invece viene ritenuta espressione del sentimento.

ARCHITETTURA

Dal punto di vista dell'architettura, il rococò è caratterizzato dalla scomparsa nelle decorazioni interne di divisioni architettoniche con architrave, fregi e cornici, che vengono sostituiti con il pittoresco, il curioso e il capriccioso, realizzato in materiali plastici come il legno scolpito e lo stucco. Pareti, soffitti, mobili e oggetti di metallo e porcellana si fondono in un insieme omogeneo. Le tinte del rococò sono di color pastello molto più leggere dei colori sgargianti del barocco. Tra gli esponenti più importanti dell'architettura della prima metà del '700 troviamo Filippo Juvarra e Luigi Vanvitelli. Filippo Juvarra Juvarra, nato a Messina il 7 marzo 1678, è stato un architetto e scenografo italiano; lavorò per molti anni come architetto per casa Savoia a Torino, ma inizialmente la sua formazione in ambito artistico avvenne nella città siciliana di Messina sotto la guida del padre che era argentiere. Proprio nella bottega del padre iniziò a creare piccole opere di oro e argento per adornare le varie chiese di Messina, Sciacca e Modica. Successivamente si trasferì a Roma dove studiò l'architettura dai trattati di Vitruvio e Andrea Pozzo. Successivamente tornò a Messina dove si adoperò al completamento della chiesa di San Gregorio^1 , che costituisce la sua prima e vera opera architettonica Man mano che il suo prestigio aumentava, Filippo si trasferì a Torino dove per volere di Vittorio Amedeo si impegnò nella costruzione della Basilica di Superga, che doveva essere usata come museo sabaudo e tempio votivo per la vittoria contro i francesi del 1706. Infine, un’altra importante opera architettonica del Juvarra è la Palazzina di caccia, situata a Stupinigi in Piemonte, la cui costruzione è attestata intorno al 1729 ed è stata voluta dai Savoia.

(^1) Nella foto, l’ormai distrutta chiesa di San Gregorio

Basilica di Superga La basilica prende il nome dal colle su cui sorge, ovvero il colle Superga, e fu fatta costruire dal re Vittorio Amedeo II come ringraziamento alla Vergine Maria, dopo aver sconfitto i francesi. Nonostante il progetto del Juvarra risalga al 1715, la basilica fu inaugurata nel 1731 e le sue dimensioni sono impressionanti, si parla infatti di una lunghezza di 51 m e l'altezza della cupola risulta essere di 75 m. Queste caratteristiche, combinate all'altezza del colle (672 m), la rendono visibile anche da grandi distanze ed in primo luogo da Torino. La chiesa, a pianta centrale, è costruita intorno a un corpo cilindrico, preceduto, come il Pantheon a Roma, da un monumentale pronao dalle forme classiche. La zona centrale, coperta da una cupola che richiama quella di San Pietro in Vaticano, è affiancata da due ali simmetriche sormontate da due campanili, con un impianto che rimanda alla romana Sant'Agnese in Agone; essi hanno la funzione di fondere, in un insieme unitario, la struttura della chiesa e quella dell'attiguo convento. Dal punto di vista stilistico, l'edificio è caratterizzato da un solo ordine gigante, scandito da paraste e impreziosito, lungo tutto il perimetro, da un elemento decorativo a balconata.

Inoltre in questa basilica è presente anche una cripta in cui sono conservate le spoglie di alcuni membri di casa Savoia tra cui quelli di Vittorio Amedeo, Carlo Alberto e Vittorio Emanuele I.

Luigi Vanvitelli Vanvitelli, nato a Napoli il 12 maggio 1700 è considerato uno dei maggiori interpreti del periodo del rococò; eseguì un gran numero di opere che tutt’oggi ritroviamo nelle varie città italiane, tra cui la più famosa è la Reggia di Caserta. La sua infanzia si svolse a Roma, dove avvenne anche la formazione di Vanvitelli, sotto la guida del padre, che spesso gli passava i propri album da disegno, invogliandolo a continuare, e del nonno materno Andrea Lorenzani; intanto, Vanvitelli poté costruire anche la propria cultura figurativa, sostanziata da un erudito classicismo derivato dal contatto diretto con gli antichi monumenti della città eterna. Tuttavia il suo successo aumentò quando il suo talento nei disegni venne visto da Juvarra che lodandolo fece crescere il suo prestigio e lo avviò alla carriera da architetto. Reggia di Caserta La reggia di Caserta è una residenza reale, storicamente appartenuta ai Borbone delle Due Sicilie, voluta da Carlo di Borbone. Situata nell’omonima città, i lavori di costruzione su progetto di Vanvitelli si avviarono nel 1752 e finirono più di 90 anni dopo, nel 1845. Il palazzo ha una forma rettangolare ed è costituito da quattro corpi reciprocamente ortogonali e da due bracci interni che si intersecano a croce. La facciata posteriore, che dà sul giardino, è molto più mossa di quella anteriore perché presenta delle sporgenze nel corpo centrale e in quelli laterali, dei semipilastri che dividono le numerose finestre nonché dei colori differenti. La facciata esterna ha un andamento uniforme. La monotonia è interrotta dai tre grossi archi al piano terreno e delle sporgenze con alcune colonne. L’edificio ha un aspetto molto scenografico per cui esso deve essere visto nel suo insieme. Il vestibolo ha una forma ottagonale e costituisce il punto d’incontro delle varie direttrici. Il vestibolo superiore a cui si accede da un bello scalone è illuminato tramite quattro grandi finestre. L’aspetto teatrale e scenografico che ne deriva è immenso e dimostra tutte le conoscenze dell’arte barocca e del rococò dell’architetto. All’interno oltre alle belle e numerose sale, troviamo anche la cappella palatina, costruita imitando quella di Versailles. All’esterno troviamo anche un immenso parco che si tratta di un vasto complesso di giardino all’italiana, disegnato in modo razionale; dal colle ricoperto da boschi scende una cascata animata da bei gruppi di statue che rappresentano i temi della mitologia come si trattasse di un battello con sfondo di un teatro musicale.

PITTURA

Sotto il punto di vista pittorico ci sono vari cambiamenti rispetto al barocco; infatti, si abbandonano i temi solenni e il gusto celebrativo del Barocco a favore di uno stile più piacevole. I soggetti sono graziosi ed eleganti e suscitano il piacere e il divertimento dello spettatore; le scene principali sono scene di vita mondana, giochi e passatempi, corteggiamenti galanti spesso ambientati in campi. Queste opere esprimono il gusto di una società aristocratica amante del lusso, della bellezza e dell’armonia. è una pittura priva di toni drammatici, pertanto risulta essere anche visivamente più chiara, luminosa e brillante. Tra i vari esponenti della pittura del rococò troviamo pittori come Canaletto, Bellotto e Guardi che trattano più che altro temi come paesaggi o vedute di città; invece altri, come Tiepolo, trattano più che altro temi di pittura scenografica. Canaletto Giovanni Antonio Canal, detto Canaletto, nasce a Venezia l’ottobre del 1697 e fu uno dei più grandi esponenti della pittura rococò. Fu il padre ad inserirlo in questo mondo sin da piccolo, infatti insieme anche al fratello ricevevano commissioni per realizzare fondali di opere di Antonio Vivaldi. Successivamente anche Canaletto viaggiò a ROma dove entrò in contatto con pittori vedutisti da cui prese spunto e ispirazione. Tornato a Venezia ebbe anche qui contatti con vedutisti veneziani e iniziò ad ottenere importanti commissioni da vari committenti come Stefano Conti. Dopo aver viaggiato anche in Inghilterra e dopo aver realizzato numerose opere, Canaletto morirà a Venezia il 19 aprile 1768. Canal Grande verso est Questo dipinto, situato oggi nella Pinacoteca di Brera a Milano, si tratta di un olio su tela in cui viene mostrata una veduta del Canal Grande di Venezia. In particolare, osservando il dipinto notiamo che al centro in basso corre il Canal Grande sul quale Canaletto dipinse gondole e piccole imbarcazioni. A sinistra intravediamo invece la facciata laterale di un palazzo che si affaccia sul Canale. In corrispondenza dell’angolo in basso a destra, sono dipinte alcune figure umane. A sinistra, sulla riva opposta del canale si affacciano i grandi palazzi dei nobili veneziani. All’orizzonte troviamo invece gli alberi delle imbarcazioni lontane. La pittura che Canaletto ha usato è molto levigata e distesa in modo che definisca meglio la superficie delle architetture. Per quanto riguarda i colori, la parte superiore del dipinto, il cielo, è dipinta con un blu fresco. Le nuvole bianche contribuiscono, inoltre, a rendere questa parte più leggera perché riflettono la luce solare. La parte inferiore, invece, è occupata dalla veduta dalle architetture con una intonazione più scura e calda. Le imbarcazioni e i personaggi sono in leggero controluce. Spiccano le camicie bianche dei marinai. Tutto ciò va a creare un forte contrasto di luminosità tra la linea superiore che delimita la città e il cielo. Il sole, che costituisce la fonte luminosa di questo olio su tela, non si vede ed è al di fuori dell’inquadratura del dipinto. La luce, proviene dall’alto e verso il fondo. In questo modo le figure in posizione frontale risultano in controluce.