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Gaio valerio catullo, nativo di verona, vive a roma tra personalità di rilievo politico e letterario. La sua vita è segnata dall'incontro con clodia, nota come lesbia, e dalla produzione di 116 carmi. La vita di catullo, le sue opere e le tematiche principali del liber, tra cui l'amore per lesbia e la concezione nuova dell'amore in società romana.
Tipologia: Dispense
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Catullo amore per catullo, perché mito
perlopiù incentrati sull’amore per Lesbia;
stilistico e c’è un forte riferimento al mito: i cosiddetti carmina docta;
satirico o sentimentale, i cosiddetti “epigrammi”. Qualcuno attribuisce al poeta stesso la responsabilità dell'ordinamento della raccolta, altri ritengono sia opera di altri poeti che dopo la morte di Catullo avrebbero ordinato i carmi. Alcuni però ne devono essere rimasti esclusi, perché abbiamo per tradizione indiretta versi attribuiti a Catullo che non compaiono nei componimenti del Liber. Inoltre qualcuno ha voluto vedere una contrapposizione tra i componimenti brevi, che sono meno colti, affettivi e di linguaggio ordinario- quotidiano e i carmina docta, frutto di un’elaborazione più artificiosa e colta rispetto alla spontaneità degli altri. In realtà è tutto frutto di una scelta sottile e specifica, anche quando Catullo usa termini popolari-volgari lo fa come scelta consapevolissima, non lascia niente al caso: tutto è frutto del Labor Limae. C’è però una concezione della poesia che è cambiata, non è più impegnata ma disimpegnata, è un “Ludus”, è leggera, non si misura con i valori del mos maiorum ma si propone come un vero e proprio gioco.
fedelmente ricambiato si accompagna in Catullo alla consapevolezza di non aver mai mancato al foedus d’amore con Lesbia, alla certezza della propria innocenza. Un'altra forma d'amore descritta da Catullo è quella fraterna, che sfocia nel suo carme 101 (“Sulla tomba del fratello”), dedicato appunto al fratello prematuramente scomparso e che termina con un accorato addio, in cui viene esplicata l'impossibilità del poeta di intervenire, poiché le parole sono vane davanti ad una tale sofferenza. Oltre all'amore, vi sono numerosi altri temi affrontati in questa raccolta di carmi. Molti di essi sono dedicati ad amici scrittori (hanno come destinatari cerchie di uomini colti) e lasciano intravedere uno spicchio di vita quotidiana che il poeta conduceva a Roma, e soprattutto i rapporti con la cerchia dei neoterici. Venustas, lepos, iocunditas ovvero eleganza, grazia, piacevolezza sono i princìpi letterari e comportamentali ai quali un poeta neoterico doveva attenersi.
derivanti dalla lirica greca arcaica ed ellenistica. Il primo descrive il corteo festoso tradizionale, nel secondo ci sono due cori, uno di ragazzi, l’altro di ragazze e invocano Imeneo (divinità delle nozze).
l'etimologia del termine; in greco, infatti, ἐπύλλιον vuol dire "piccolo epos” (molto usato da Callimaco). Il carme 64 racconta del matrimonio tra Peleo e Teti e attraverso la descrizione di una coperta (ecfrasis) che gli sposi hanno sul letto nuziale, viene narrato anche il mito di Arianna e Dioniso. Abbandonata da Teseo alla desolata isola di Nasso, Arianna viene soccorsa da Dioniso. Catullo usando il mito di Arianna e Teseo, inserisce in esso le proprie passioni e emozioni.
Berenice di Callimaco - viene celebrato l’amore della regina d’Egitto Berenice per il marito Tolomeo III Evergete. Il componimento, ambientato nella corte dei Tolomei, è un omaggio a Callimaco, il poeta alessandrino iniziatore della nuova concezione di poesia che hanno i neoteroi. Ci sono poi il 67 e il 68.
con Archiloco e Saffo. La lingua catulliana combina il linguaggio letterario al sermo familiaris: il lessico e le caratteristiche del parlato sono rese raffinate impreziosite. Inoltre Catullo utilizza numerosi volgarismi (per rendere il tutto ancora più espressivo)