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Catullo: Amore, Miti e Poesia, Dispense di Lingue e letterature classiche

Gaio valerio catullo, nativo di verona, vive a roma tra personalità di rilievo politico e letterario. La sua vita è segnata dall'incontro con clodia, nota come lesbia, e dalla produzione di 116 carmi. La vita di catullo, le sue opere e le tematiche principali del liber, tra cui l'amore per lesbia e la concezione nuova dell'amore in società romana.

Tipologia: Dispense

2021/2022

Caricato il 03/05/2022

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fr4nceska2005 🇮🇹

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Catullo
amore per catullo, perché mito
Vita: Gaio Valerio Catullo nasce a Verona, città provinciale che apparteneva alla Gallia Cisalpina,
da una famiglia agiata che aveva addirittura ospitato Cesare e Metello Celere durante il
proconsolato in Gallia. La sua data di nascita è incerta ma la si colloca nell'84 a.C. e la sua
morte è collocata nel 54 a.C. A Roma Catullo frequenta personaggi di spicco dell'ambiente
politico e letterario. Un momento di svolta nella vita di Catullo è l’incontro con Clodia
(pseudonimo “Lesbia” in omaggio a Sao di Lesbo), moglie di Metello Celere e sorella del
tribuno Clodio Pulcro.#
Fonti: le notizie biografiche ci vengono soprattutto dai suoi carmi; sulle relazioni della famiglia
con Cesare ci informa Svetonio. Che Lesbia fosse uno pseudonimo per Clodia la sappiamo da
Apulieo; e sulla Clodia con cui abitualmente la si identifica molto ci dice Cicerone, che ne
traccia un ritratto nella Pro Caelio, l’orazione in difesa di Celio Rufo, ex amante della donna e da
lei tardi tratto in giudizio per veneficio.#
Opere: di Catullo abbiamo 116 carmi (raccolti in un liber, diviso su base metrica: #
-il gruppo primo (1-60) è costituito da componimenti di carattere leggero, le nugae, “bagattelle”,
perlopiù incentrati sull’amore per Lesbia;#
-il secondo gruppo (61-68) è costituito da una seria di carmi di maggiore estensione e impegno
stilistico e c’è un forte riferimento al mito: i cosiddetti carmina docta;#
-Il terzo gruppo (69-116) comprende carmi generalmente brevi in distici elegiaci di carattere
satirico o sentimentale, i cosiddetti “epigrammi”. #
Qualcuno attribuisce al poeta stesso la responsabilità dell'ordinamento della raccolta, altri
ritengono sia opera di altri poeti che dopo la morte di Catullo avrebbero ordinato i carmi. Alcuni
però ne devono essere rimasti esclusi, perché abbiamo per tradizione indiretta versi attribuiti a
Catullo che non compaiono nei componimenti del Liber. Inoltre qualcuno ha voluto vedere una
contrapposizione tra i componimenti brevi, che sono meno colti, aettivi e di linguaggio ordinario-
quotidiano e i carmina docta, frutto di un’elaborazione più artificiosa e colta rispetto alla
spontaneità degli altri. In realtà è tutto frutto di una scelta sottile e specifica, anche quando
Catullo usa termini popolari-volgari lo fa come scelta consapevolissima, non lascia niente al caso:
tutto è frutto del Labor Limae. C’è però una concezione della poesia che è cambiata, non è più
impegnata ma disimpegnata, è un “Ludus”, è leggera, non si misura con i valori del mos maiorum
ma si propone come un vero e proprio gioco.#
I temi principali del liber: una parte importante del Liber è costituita dai componimenti a
sfondo amoroso dedicati a Lesbia, dai quali si evince che la relazione ebbe un principio felice
ma che nel protrarsi del tempo, fu oscurata dai numerosi tradimenti della donna, alternando
momenti di gioia a momenti di infelicità per il poeta. La visione catulliana dell'amore è una
concezione totalmente nuova per la società romana tradizionalista, che considerava uciale
soltanto il legame consacrato, ovvero il matrimonio, e inferiori i rapporti extraconiugali. Per
Catullo, il rapporto con Lesbia, nonostante vada contro a quello che è il mos maiorum (“Vivere è
amare”, T11), è comunque fondato su un “patto” (foedus) che comporta lealtà, stima, rispetto
reciproco e fedeltà incondizionata, perciò non ha meno valore rispetto ad un matrimonio.
Nell'amore, come nell'amicizia, il foedus è un patto reciproco di valore religioso, che impone il
rispetto della fides, della fedeltà alla parola data. Lesbia non sarà fedele a Catullo, ed ecco che
nei suoi carmi per cui troviamo gioie, soerenze, tradimenti, abbandoni, rimpianti, speranze,
disinganni e così via.. #
Per Catullo odio e amore vengono così a convivere, in una coincidentia oppositorum (ossimoro)
che genera disorientamento, follia e disperazione. Catullo portò la poesia ad un nuovo livello,
fondendo i caratteri greco-ellenistici con l’amore ed inoltre ai dialoghi con l'amante, ricchi di
vezzeggiativi e locuzioni familiari, si alternano ombrosi soliloqui. La speranza di un amore
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Catullo amore per catullo, perché mito

  • Vita : Gaio Valerio Catullo nasce a Verona, città provinciale che apparteneva alla Gallia Cisalpina, da una famiglia agiata che aveva addirittura ospitato Cesare e Metello Celere durante il proconsolato in Gallia. La sua data di nascita è incerta ma la si colloca nell'84 a.C. e la sua morte è collocata nel 54 a.C. A Roma Catullo frequenta personaggi di spicco dell'ambiente politico e letterario. Un momento di svolta nella vita di Catullo è l’incontro con Clodia (pseudonimo “Lesbia” in omaggio a Saffo di Lesbo), moglie di Metello Celere e sorella del tribuno Clodio Pulcro.
  • (^) Fonti : le notizie biografiche ci vengono soprattutto dai suoi carmi; sulle relazioni della famiglia con Cesare ci informa Svetonio. Che Lesbia fosse uno pseudonimo per Clodia la sappiamo da Apulieo; e sulla Clodia con cui abitualmente la si identifica molto ci dice Cicerone, che ne traccia un ritratto nella Pro Caelio, l’orazione in difesa di Celio Rufo, ex amante della donna e da lei tardi tratto in giudizio per veneficio.
  • (^) Opere : di Catullo abbiamo 116 carmi (raccolti in un liber, diviso su base metrica:

- il gruppo primo (1-60) è costituito da componimenti di carattere leggero, le nugae, “bagattelle”,

perlopiù incentrati sull’amore per Lesbia;

- il secondo gruppo (61-68) è costituito da una seria di carmi di maggiore estensione e impegno

stilistico e c’è un forte riferimento al mito: i cosiddetti carmina docta;

- Il terzo gruppo (69-116) comprende carmi generalmente brevi in distici elegiaci di carattere

satirico o sentimentale, i cosiddetti “epigrammi”. Qualcuno attribuisce al poeta stesso la responsabilità dell'ordinamento della raccolta, altri ritengono sia opera di altri poeti che dopo la morte di Catullo avrebbero ordinato i carmi. Alcuni però ne devono essere rimasti esclusi, perché abbiamo per tradizione indiretta versi attribuiti a Catullo che non compaiono nei componimenti del Liber. Inoltre qualcuno ha voluto vedere una contrapposizione tra i componimenti brevi, che sono meno colti, affettivi e di linguaggio ordinario- quotidiano e i carmina docta, frutto di un’elaborazione più artificiosa e colta rispetto alla spontaneità degli altri. In realtà è tutto frutto di una scelta sottile e specifica, anche quando Catullo usa termini popolari-volgari lo fa come scelta consapevolissima, non lascia niente al caso: tutto è frutto del Labor Limae. C’è però una concezione della poesia che è cambiata, non è più impegnata ma disimpegnata, è un “Ludus”, è leggera, non si misura con i valori del mos maiorum ma si propone come un vero e proprio gioco.

  • (^) I temi principali del liber : una parte importante del Liber è costituita dai componimenti a sfondo amoroso dedicati a Lesbia, dai quali si evince che la relazione ebbe un principio felice ma che nel protrarsi del tempo, fu oscurata dai numerosi tradimenti della donna, alternando momenti di gioia a momenti di infelicità per il poeta. La visione catulliana dell'amore è una concezione totalmente nuova per la società romana tradizionalista, che considerava ufficiale soltanto il legame consacrato, ovvero il matrimonio, e inferiori i rapporti extraconiugali. Per Catullo, il rapporto con Lesbia, nonostante vada contro a quello che è il mos maiorum (“Vivere è amare”, T11), è comunque fondato su un “patto” ( foedus ) che comporta lealtà, stima, rispetto reciproco e fedeltà incondizionata, perciò non ha meno valore rispetto ad un matrimonio. Nell'amore, come nell'amicizia, il foedus è un patto reciproco di valore religioso, che impone il rispetto della fides , della fedeltà alla parola data. Lesbia non sarà fedele a Catullo, ed ecco che nei suoi carmi per cui troviamo gioie, sofferenze, tradimenti, abbandoni, rimpianti, speranze, disinganni e così via.. Per Catullo odio e amore vengono così a convivere, in una coincidentia oppositorum (ossimoro) che genera disorientamento, follia e disperazione. Catullo portò la poesia ad un nuovo livello, fondendo i caratteri greco-ellenistici con l’amore ed inoltre ai dialoghi con l'amante, ricchi di vezzeggiativi e locuzioni familiari, si alternano ombrosi soliloqui. La speranza di un amore

fedelmente ricambiato si accompagna in Catullo alla consapevolezza di non aver mai mancato al foedus d’amore con Lesbia, alla certezza della propria innocenza. Un'altra forma d'amore descritta da Catullo è quella fraterna, che sfocia nel suo carme 101 (“Sulla tomba del fratello”), dedicato appunto al fratello prematuramente scomparso e che termina con un accorato addio, in cui viene esplicata l'impossibilità del poeta di intervenire, poiché le parole sono vane davanti ad una tale sofferenza. Oltre all'amore, vi sono numerosi altri temi affrontati in questa raccolta di carmi. Molti di essi sono dedicati ad amici scrittori (hanno come destinatari cerchie di uomini colti) e lasciano intravedere uno spicchio di vita quotidiana che il poeta conduceva a Roma, e soprattutto i rapporti con la cerchia dei neoterici. Venustas, lepos, iocunditas ovvero eleganza, grazia, piacevolezza sono i princìpi letterari e comportamentali ai quali un poeta neoterico doveva attenersi.

  • I carmi brevi : i carmi brevi di Catullo, quali i polimetri (nugae) e gli epigrammi, sono quelli che meglio rappresentano le caratteristiche della rivoluzione neoterica (esaltazione della dimensione intima, dei sentimenti privati..). Sono caratterizzati dalla brevitas e hanno come oggetto le amicizie, gli odi, le passioni e così via. Sono un esempio di carmi brevi: “In morte del passer di Lesbia” e “Un invito a cena”. Da essi si può capire quanto la poesia di Catullo si percepisca come ingenua, spontanea e libera dai vincoli della morale, l’apparente spontaneità dei carmi è ricercata da Catullo ed ottenuta grazie alla doctrina, cioè alla conoscenza del mondo greco (ad esempio, per gli epigrammi si ispira al modello greco). Per altre caratteristiche leggi sopra (amore..). - I carmina docta : I carmina docta sono otto componimenti (61-68) che si distinguono per la maggiore lunghezza. Nei carmina docta è molto più evidente l'elaborazione linguistica e la dottrina.

- Carmi 61 e 62: sono epitalami ➞ componimenti prodotti in occasione di un matrimonio,

derivanti dalla lirica greca arcaica ed ellenistica. Il primo descrive il corteo festoso tradizionale, nel secondo ci sono due cori, uno di ragazzi, l’altro di ragazze e invocano Imeneo (divinità delle nozze).

- Carmi 63 e 64: sono degli epilli ➞ brevi componimenti a carattere epico, come suggerisce

l'etimologia del termine; in greco, infatti, ἐπύλλιον vuol dire "piccolo epos” (molto usato da Callimaco). Il carme 64 racconta del matrimonio tra Peleo e Teti e attraverso la descrizione di una coperta (ecfrasis) che gli sposi hanno sul letto nuziale, viene narrato anche il mito di Arianna e Dioniso. Abbandonata da Teseo alla desolata isola di Nasso, Arianna viene soccorsa da Dioniso. Catullo usando il mito di Arianna e Teseo, inserisce in esso le proprie passioni e emozioni.

- Il carme 65 è una dedica all’amico Ortensio Ortalo, il carme 66 è la traduzione della Chioma

Berenice di Callimaco - viene celebrato l’amore della regina d’Egitto Berenice per il marito Tolomeo III Evergete. Il componimento, ambientato nella corte dei Tolomei, è un omaggio a Callimaco, il poeta alessandrino iniziatore della nuova concezione di poesia che hanno i neoteroi. Ci sono poi il 67 e il 68.

- Lo stile di Catullo è influenzato sia dalla letteratura alessandrina sia dalla lirica greca arcaica

con Archiloco e Saffo. La lingua catulliana combina il linguaggio letterario al sermo familiaris: il lessico e le caratteristiche del parlato sono rese raffinate impreziosite. Inoltre Catullo utilizza numerosi volgarismi (per rendere il tutto ancora più espressivo)