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Appunti riguardanti la vita di Catullo e la sua produzione con particolare attenzione sul Liber, I carmi brevi, I carmina docta, la figura di Lesbia e la lingua o lo stile.
Tipologia: Appunti
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Catullo Catullo appartiene ad una nuova generazione di poeti che nasce nel I secolo a.C. Questa generazione vede un rinnovamento estetico e letterario e i poeti che la compongono vengono chiamati poetae novi o neoteroi. Questo cambiamento è un aspetto del generale fenomeno di ellenizzazione dei costumi romani, dovuto alle grandi conquiste del II sec. a.C. che avevano messo in contatto l’arcaica società romana con quella raffinata della Grecia. Questa ellenizzazione si esprime anche nel campo letterario. Si verifica quindi un lento indebolimento dei valori e delle forme della tradizione e l’emergere di esigenze nuove, dettate dall’affinarsi del gusto. I neoteroi prendono dalla cultura greca: il gusto per la contaminazione tra i generi, l’interesse per la sperimentazione metrica, la ricerca di un lessico e di uno stile sofisticati e infine il carattere disimpiegato della poesia. Il preludio della rivoluzione neoterica è la comparsa della nell’élite romana, intorno al II sec. a.C., di una poesia di tono leggero e dimensioni ridotte. Il carattere scherzoso di questi componimenti è implicito nel termine che li designa: nugae (bagatelle). Questa poesia è frutto dell’otium, la rivendicazione delle esigenze individuali accanto agli obblighi sociali si manifesta nell’interesse per i sentimenti privati, come l’amore. Inoltre la ricerca dell’elaborazione formale rivela un gusto educato dovuto al contatto con la cultura alessandrina. La differenza tra i preneoteroi e i neoteroi è ampia, infatti l’eleganza spesso manierata e l’artificioso sperimentalismo praticato sui modelli greci, lasciano il posto ad un tipo di poesia che concede all’otium e ai suoi piaceri il centro dell’esistenza. La poesia neoterica dunque segna il culmine di una tendenza sensibile della cultura latina: da una parte, il disinteresse crescente per la vita attiva spesa al servizio dello Stato, dall’altra, l’affermarsi dell’otium (tempo libero dedicato allo studio e alle lettere). Tale rinnovamento letterario ed etico si riflette nella diffusione nella Roma tardo-repubblicana dell’epicureismo, la filosofia che sostiene il rifiuto dell’attività politica. Per questo vi è una crisi del mos maiorum. Ci sono sicuramente dei punti di contatto tra l’epicureismo e i neoteroi, ma c’è anche una differenza importante: per gli epicurei l’eros è una malattia insidiosa, perché fonte di angoscia e dolore, mentre per i neoteroi l’amore è il sentimento centrale della vita. La cura scrupolosa è il tratto distintivo primario della nuova poesia callimachea, da Callimaco, il poeta ellenistico preso a modello. Le caratteristiche I carmi sono brevi e di argomenti leggeri: vita e sentimenti di tutti i giorni; Nugae, poesie disimpegnate, poesiole (non c’è un impegno politico e morale); Poesia come frutto dell’otium, che per i preneoteroi ha uno spazio limitato accanto ad attività proprie del civis, per i neoteroi invece è il centro dell’esistenza; Interesse per la dimensione privata e i sentimenti, in primis l’Amore; La raffinata elaborazione formale, molto elaborata; Catullo è legato alla rivoluzione neoterica, che, ricordiamolo, non si rivolge più all’epos o alla tragedia, ma alla lirica, alla poesia individuale, adatta a esprimere le vicende della vita politica. Date (a.C.) 84/87 (non sicuro) = nasce a Verona, nella Gallia Cisalpina da una famiglia agiata; Non sappiamo quando = si spostò a Roma dove conobbe personaggi di spicco nella vita politica e letteraria ed ebbe una relazione con Clodia, sorella di Clodio Pulcro e moglie di Cecilio Metello (console nel 60); 57 = va in Bitinia, insieme al governatore Gaio Memmio, in questa occasione visitò la tomba del fratello; 57/54 (non sicuro) = muore Tutte queste informazioni ci arrivano soprattutto dai suoi carmi, anche se la materia biografica è spesso sfuggente. Altre informazioni ci sono giunte grazie a Svetonio, Apuleio e Cicerone. Il Liber
Il Liber raccoglie 116 carmi di Catullo e si è soliti suddividerlo, su base metrica, così: Carmi 1-60, nugae, componimenti brevi e di carattere leggero, i metri sono vari; Carmi 60-68, carmina docta, carmi più lunghi e stilisticamente elaborati, i metri sono vari; Carmi 69-116, epigrammi, carmi generalmente brevi, il metro è il distico elegiaco; I carmi non sono disposti in ordine cronologico, ma in ordine metrico, si pensa quindi che non sia stato Catullo a ordinare i carmi, bensì altri, dopo la morte del poeta, probabilmente dei filologi. Dalla tradizione indiretta sappiamo di versi di Catullo che non compaiono nel Liber, questo ci porta a pensare che il libellus dedicato a Cornelio Nepote costituisse solo in parte il Liber. I carmi brevi Le nugae e gli epigrammi sono considerati carmi brevi, inoltre la loro estensione rivela la modestia dei contenuti: occasioni e avvenimenti della vita quotidiana, che favorisce la ricerca della perfezione formale. L’occasionalità dei temi da un’impressione di immediatezza che ha dato luogo a un equivoco, quello di una poesia ingenua e spontanea. In realtà è un’apparenza ricercata e ottenuta grazie a un ricco patrimonio di dottrina. Nello stile catulliano entrano precise risonanze letterarie dissimulate in una parvenza di slancio e di immediatezza. Dall’altra parte ci sono solide strutture formali che costituiscono l’ordito sul quale Catullo inscrive la sua poesia. Inoltre non dobbiamo dimenticarci che i destinatari dei carmi appartengono ad una cerchia raffinata e colta, che si aspetta un prodotto letterario che abbia uno stile e una fattura formale adeguati. Lo sfondo della poesia catulliana è costituito dall’ambiente letterario e mondano della capitale, di cui fa parte la cerchia dei neoteroi, che basano il loro codice etico ed estetico su: lepos, venustas e urbanitas. Lesbia In tutta la poesia di Catullo spicca la figura di Lesbia, incarnazione dell’eros e sicuramente protagonista indiscussa della poesia catulliana. Il suo pseudonimo, che rievoca Saffo, la poetessa di Lesbo, è sufficiente a creare attorno alla donna un alone idealizzante: oltre alla grazia e alla bellezza, colpiscono e affascinano anche l’intelligenza, la cultura e i modi raffinati. All’eros non è più riservato lo spazio marginale, come nella morale tradizionale, me esso diventa il centro dell’esistenza e il valore principale. Il totale coinvolgimento di Catullo nella propria vicenda amorosa lo induce a sottrarsi dal mos maiorum, non prende parte alle vicende politiche, ma si limita ad esprimere il suo disprezzo nei confronti di alcuni personaggi politici. Il rapporto con Lesbia nasce come adulterio e si configura nelle aspirazioni di Catullo. Le recriminazioni per il foedus d’amore violato da Lesbia sono spesso sulla bocca del poeta, che conferisce sacralità al concetto, basandosi sui due valori principali della società romana: fides, che garantisce il patto stipulato e pietas, che è una virtù propria di chi assolve ai suoi doveri. Vi è dunque un conflitto interiore nel poeta che si divide fra la componente sensuale e quella affettiva. La speranza di un amore ricambiato fedelmente di accompagna alla certezza di non aver mai mancato al foedus d’amore con Lesbia e quindi di essere innocente.