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cellula procariotica, Sintesi del corso di Biologia

riassunto su cellula procariotica

Tipologia: Sintesi del corso

2023/2024

Caricato il 16/05/2025

kessssy
kessssy 🇮🇹

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LA CELLULA PROCARIOTICA
La maggior parte delle cellule procariotiche possiede una parete
cellulare esterna alla membrana, che svolge funzione di
sostegno e protezione, prevenendo la rottura della cellula sotto
l’e9etto della pressione osmotica ( = tendenza dell'acqua a
entrare nella cellula per via della di9erenza di concentrazione di
soluti all'interno e all'esterno della cellula). Questa parete è
costituita da peptidoglicano, un polimero complesso di
amminozuccheri [principalmente N-acetilglucosamina (NAG) e
N-acetilmuramico (NAM)] legati a brevi catene di polipeptidi, a
formare un’unica molecola.
La parete di alcuni batteri può variare in spessore e
composizione a seconda del tipo di batterio. Nei batteri Gram-
positivi la parete è molto spessa e composta principalmente da
peptidoglicano, invece in quelli Gram-negativi, la parete è più
sottile e contiene una membrana esterna aggiuntiva, composta principalmente da lipidi e lipopolisaccaridi.
La di9erenza della struttura della parete cellulare è alla base della colorazione di Gram, un metodo utilizzato
appunto per classificare i batteri.
La membrana esterna nei batteri Gram-negativi funge
da barriera di permeabilità molto selettiva che si
oppone al passaggi di molecole idrofobiche e
idrofiliche al di sopra di certe dimensioni. Un
componente fondamentale di questa membrana
esterna è il lipopolisaccaride (LPS), che ha
un’importante funzione nell’interazione dell’agente
patogeno con il suo ospite. Il LPS può essere coinvolto
in vari processi, come nell’adesione (colonizzazione)
dell'ospite, nella resistenza alla fagocitosi da parte
delle cellule immunitarie e inoltre, se liberato nell’organismo di un ospite sensibile, può provocare numerosi
e9etti tossici, tra cui febbre, infiammazione e in alcuni casi anche shock settico ( = ENDOTOSSINA
BATTERICA).
Le cellule procariotiche hanno anche pili e fimbrie che svolgono ruoli fondamentali nell’interazione con
l’ospite e contribuiscono al trasferimento di informazioni genetiche tra cellule.
-Fimbrie: utilizzate principalmente per l’adesione a superfici, facilitando la colonizzazione e l’infezione
(= strutture di adesione)
-Pili: più lunghi e meno numerosi delle fimbrie, sono coinvolti nel processo di coniugazione batterica, che
permette il trasferimento di plasmidi (piccole molecole di DNA circolare) da una cellula batterica all’altra
( =trasferimento genetico)
Il materiale genetico, il DNA, è organizzato in un singolo cromosoma circolare, localizzato
nel nucleoide, una regione delle cellule non delimitato da membrana. A di9erenza delle
cellule eucariotiche, che hanno più cromosomi, i batteri possiedono generalmente un solo
cromosoma che contiene tutta l'informazione genetica necessaria per la
loro sopravvivenza e replicazione. In aggiunta al DNA principale, i batteri
possono contenere anche delle piccole molecole di DNA circolare, dette
plasmidi, che codificano per enzimi catabolici ( quindi hanno la capacità di metabolizzare
certi composti chimici), possono contenere geni che conferiscono resistenza agli
antibiotici e sono legati a meccanismi per lo scambio di materiale genetico tra organismi
( = coniugazione batterica).
Il peptidoglicano, componente della parete batterica, costituisce il bersaglio di molti antibiotici, i quali
agiscono impedendo la sintesi del peptidoglicano, a9inchè la cellula batterica diventi vulnerabile e si rompa
sotto l’azione della pressione osmotica. Anche i ribosomi, che sono responsabili della sintesi proteica, sono
un bersaglio fondamentale di molti antibiotici. Infatti gli antibiotici che inibiscono la sintesi proteica
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LA CELLULA PROCARIOTICA STRUTTURE SPECIALIZZATE
La maggior parte delle cellule
procariotiche ha una parete cellulare
esterna alla membrana, con funzione
di sostegno e protezione,
prevenendone l’esplosione per
pressione osmotica.
La parete cellulare e’ costituita da
peptidoglicano, polimero complesso
di aminozuccheri legati a brevi
polipeptidi, a formare ununica
molecola.
Pili/fimbrie: trasferimento di
informazioni genetiche tra cellule
N-acetylglucosamine (NAG)
N-acetylmuramic acid (NAM)
LA CELLULA PROCARIOTICA STRUTTURE SPECIALIZZATE
Pareti cellulari di batteri Gram-positivi e Gram-negativi
(colorazione di Gram, Hans Joachim Christian Gram)
LIPOPOLISACCARIDI
(LPS)
LA CELLULA PROCARIOTICA
In aggiunta al DNA principale i
batteri possono contenere piccole
molecole di DNA circolare, dette
plasmidi, che codificano per enzimi
catabolici, per la resistenza ad
antibiotici o legati a meccanismi per
lo scambio di materiale genetico tra
organismi.
Il materiale genetico, il DNA, e
organizzato in un singolo
cromosoma circolare, localizzato
nellarea nucleare o nucleoide, una
regione della cellula non delimitata
da membrana.
LA CELLULA PROCARIOTICA
In aggiunta al DNA principale i
batteri possono contenere piccole
molecole di DNA circolare, dette
plasmidi, che codificano per enzimi
catabolici, per la resistenza ad
antibiotici o legati a meccanismi per
lo scambio di materiale genetico tra
organismi.
Il materiale genetico, il DNA, e
organizzato in un singolo
cromosoma circolare, localizzato
nellarea nucleare o nucleoide, una
regione della cellula non delimitata
da membrana.
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Scarica cellula procariotica e più Sintesi del corso in PDF di Biologia solo su Docsity!

LA CELLULA PROCARIOTICA

La maggior parte delle cellule procariotiche possiede una parete cellulare esterna alla membrana, che svolge funzione di sostegno e protezione, prevenendo la rottura della cellula sotto l’e9etto della pressione osmotica ( = tendenza dell'acqua a entrare nella cellula per via della di9erenza di concentrazione di soluti all'interno e all'esterno della cellula). Questa parete è costituita da peptidoglicano, un polimero complesso di amminozuccheri [principalmente N-acetilglucosamina (NAG) e N-acetilmuramico (NAM)] legati a brevi catene di polipeptidi, a formare un’unica molecola. La parete di alcuni batteri può variare in spessore e composizione a seconda del tipo di batterio. Nei batteri Gram- positivi la parete è molto spessa e composta principalmente da peptidoglicano, invece in quelli Gram-negativi , la parete è più sottile e contiene una membrana esterna aggiuntiva, composta principalmente da lipidi e lipopolisaccaridi. La di9erenza della struttura della parete cellulare è alla base della colorazione di Gram, un metodo utilizzato appunto per classificare i batteri. La membrana esterna nei batteri Gram-negativi funge da barriera di permeabilità molto selettiva che si oppone al passaggi di molecole idrofobiche e idrofiliche al di sopra di certe dimensioni. Un componente fondamentale di questa membrana esterna è il lipopolisaccaride ( LPS ), che ha un’importante funzione nell’interazione dell’agente patogeno con il suo ospite. Il LPS può essere coinvolto in vari processi, come nell’adesione (colonizzazione) dell'ospite, nella resistenza alla fagocitosi da parte delle cellule immunitarie e inoltre, se liberato nell’organismo di un ospite sensibile, può provocare numerosi e9etti tossici, tra cui febbre, infiammazione e in alcuni casi anche shock settico ( = ENDOTOSSINA BATTERICA ). Le cellule procariotiche hanno anche pili e fimbrie che svolgono ruoli fondamentali nell’interazione con l’ospite e contribuiscono al trasferimento di informazioni genetiche tra cellule.

  • Fimbrie : utilizzate principalmente per l’adesione a superfici, facilitando la colonizzazione e l’infezione

(= strutture di adesione)

  • Pili : più lunghi e meno numerosi delle fimbrie, sono coinvolti nel processo di coniugazione batterica, che

permette il trasferimento di plasmidi (piccole molecole di DNA circolare) da una cellula batterica all’altra ( =trasferimento genetico ) Il materiale genetico, il DNA, è organizzato in un singolo cromosoma circolare, localizzato nel nucleoide , una regione delle cellule non delimitato da membrana. A di9erenza delle cellule eucariotiche, che hanno più cromosomi, i batteri possiedono generalmente un solo cromosoma che contiene tutta l'informazione genetica necessaria per la loro sopravvivenza e replicazione. In aggiunta al DNA principale, i batteri possono contenere anche delle piccole molecole di DNA circolare, dette plasmidi , che codificano per enzimi catabolici ( quindi hanno la capacità di metabolizzare certi composti chimici), possono contenere geni che conferiscono resistenza agli antibiotici e sono legati a meccanismi per lo scambio di materiale genetico tra organismi ( = coniugazione batterica). Il peptidoglicano, componente della parete batterica, costituisce il bersaglio di molti antibiotici, i quali agiscono impedendo la sintesi del peptidoglicano, a9inchè la cellula batterica diventi vulnerabile e si rompa sotto l’azione della pressione osmotica. Anche i ribosomi, che sono responsabili della sintesi proteica, sono un bersaglio fondamentale di molti antibiotici. Infatti gli antibiotici che inibiscono la sintesi proteica

LA CELLULA PROCARIOTICA – STRUTTURE SPECIALIZZATE

  • La maggior parte delle cellule

procariotiche ha una parete cellulare

esterna alla membrana, con funzione di sostegno e protezione, prevenendone l’esplosione per pressione osmotica.

  • La parete cellulare e’ costituita da

peptidoglicano , polimero complesso

di aminozuccheri legati a brevi polipeptidi, a formare un’unica molecola.

  • Pili/fimbrie: trasferimento di

informazioni genetiche tra cellule

N-acetylglucosamine (NAG) N-acetylmuramic acid (NAM) LA CELLULA PROCARIOTICA – STRUTTURE SPECIALIZZATE Pareti cellulari di batteri Gram-positivi e Gram-negativi (colorazione di Gram, Hans Joachim Christian Gram) LIPOPOLISACCARIDI (LPS) LA CELLULA PROCARIOTICA

  • In aggiunta al DNA principale i

batteri possono contenere piccole molecole di DNA circolare, dette plasmidi , che codificano per enzimi catabolici, per la resistenza ad antibiotici o legati a meccanismi per lo scambio di materiale genetico tra organismi.

  • Il materiale genetico, il DNA, e’

organizzato in un singolo cromosoma circolare, localizzato nell’area nucleare o nucleoide , una regione della cellula non delimitata da membrana. RIOTICA i a

agiscono legandosi ai ribosomi batterici, impedendo la produzione di proteine essenziali per la crescita e la replicazione del batterio (es. antibiotici come tetracicline e macrolidi bloccano il funzionamento dei ribosomi batterici senza influenzare quelli eucariotici, grazie alla loro di9erenza strutturale). In generale, gli antibiotici possono agire su sintesi proteica, sintesi di acidi nucleici, fosforilazione ossidativa e sintesi della parete cellulare (es. penicilline) VIRUS Lo studio dei virus è definito virologia e coloro che li studiano sono virologi. I virus sono parassiti intracellulari obbligati , il che significa che possono sopravvivere e replicarsi solo all’ interno delle cellule di un organismo ospite. I virus infettano ogni tipo di cellula, inclusi batteri, archea, protisti, piante, funghi e animali. I virus che infettano i batteri sono detti batteriofagi o fagi. Sono costituiti da core di acidi nucleici. Struttura: Le particelle virali, o virioni , sono costituite da una o più molecole di DNA o RNA rivestite da un involucro proteico detto capside. In alcuni virus il nucleocapisde (acido nucleico + capside) può essere avvolto da un rivestimento membranoso lipidico = envelope. In base alle caratteristiche morfologiche è possibile individuare:

  • virioni con capside icosaedrico
  • Virioni con capside elicoidale
  • Virioni dotati di envelope (es. HIV o influenza) Particella virionica: acido nucleico + capside Replicazione virale: I virus non possono riprodursi autonomamente e devono infettare una cellula ospite per potersi replicare. Infettano cellule batteriche, animali, vegetali. Il virus tipicamente si attacca alla superficie della cellula, successivamente l’acido nucleico virale entra nella cellula ospite per e9ettuare la sintesi dei componenti virali. I componenti vengono assemblati ed i virus sono rilasciati dalla cellula. Tappe del ciclo vitale virale:
  1. Adsorbimento (attacco alla cellula): i recettori cellulari si incontrano con gli antirecettori virali. La cellula partecipa passivamente al processo.
  2. Penetrazione : c’è bisogno di una partecipazione attiva della cellula, quindi la membrana cellulare e la membrana virale si fondono e il virus entra nella cellula ospite.
  3. Scapsidazione : il capside viene rimosso, liberando il genoma virale (DNA o RNA) nel citoplasma della cellula.
  4. Sintesi : il genoma avvia la sintesi proteica, quindi si riproduce.
  5. Assemblaggio : i nuovi componenti virali (genoma e proteine) vengono assemblati in nuove particelle virali.
  6. Liberazione : la progenie virale viene rilasciata dalla cellula, che spesso viene distrutta, per infettare altre cellule. ¾ Fosforilazione ossidativa VIRUS – TAPPE DELLA REPLICAZIONE Adsorbimento alla cellula ospite e penetrazione (^) Scapsidamento dell’acido nucleico virale. 3 - 4 Sintesi delle proteine regolatorie precoci Sintesi del RNA o DNA. Sintesi delle proteine strutturali tardive. Assemblaggio delle particelle virali. Rilascio dalla cellula. 1 2 3 4 5 6 VIRUS – TAPPE DELLA REPLICAZIONE

Questi virus possono alterare il normale controllo della crescita cellulare, portando alla trasformazione delle cellule in modo che crescano senza controllo, un processo noto come immortalizzazione cellulare Inoltre gli antibiotici non sono e9icaci contro i virus, poiché agiscono solo su batteri. I virus, infatti, non possiedono strutture cellulari proprie su cui agire con gli antibiotici. Per combattere le infezioni virali, ci sono due approcci principali:

  • Vaccini: Stimolano il sistema immunitario a riconoscere e combattere il virus.
  • Farmaci antivirali: I nterferiscono con la capacità del virus di replicarsi. Ad esempio, nei retrovirus come l'HIV, esistono farmaci che inibiscono la retrotrascrizione, il processo mediante il quale l'RNA virale viene trascritto in DNA nella cellula ospite d un enzima, la trascrittasi inversa. Le cellule eucariotiche fanno retrotrascrizione solo in casi particolari.