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Che cos’è l’informatica giuridica, Appunti di Informatica Giuridica

riassunto della prima parte del libro Mangiameli - informatica giuridica

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 16/03/2016

nasthasia
nasthasia 🇮🇹

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CHE COS’è L’INFORMATICA GIURIDICA
L’Informatica giuridica studia l’informatica oggetto del diritto E il diritto
oggetto dell’informatica.Si è soliti infatti distinguerla in due grandi aree:
A. Diritto dell’informatica: ovvero l’indagine intorno le questioni
giuridiche sollevate dalle nuove tecnologie e dalla cosiddetta società
dell’informazione;
Rientrano nel diritto dell’informatica:
Il valore giuridico del documento informativo
(gli sviluppi normativi della firma digitale delle firme
elettroniche);
La questione dei beni informatici immateriali dei regimi di
appropriabilità E trasmissione;
Trattamento dei dati personali e l’esigenza di tutela della
libertà e della dignità della persona;
B. Informatica del diritto: ovvero l’uso delle tecniche, dei metodi e
degli strumenti informatici come ausilio dell’attività giuridica
ampiamente intesa;
Rientrano nei settori dell’informatica del diritto:
La realizzazione di sistemi per conservare, condividere,
estrarre, elaborare e gestire l’informazione.
Fonti elettroniche di cognizione del diritto, Quindi tutte le fonti
del diritto.
Sistemi informatici giuridici, In grado di generare flussi di
informazione E di elaborare conoscenza.
Software per redigere documenti, cioè per verificare,
correggere e strutturare testi (legislativi, giudiziari,
contrattuali), E analizzano l’impatto che questi hanno nel
futuro.
Tecniche di acquisizione e verifica delle prove.
Applicazione per l’e-learning, ossia per l’insegnamento e per
l’apprendimento elettronico del diritto.
Modelli informatici del ragionamento giuridico e di sviluppo
automatico dei metodi per l’elaborazione delle strutture
giuridiche.
Sistemi di determinazione giuridica, E quindi sistemi per la
qualificazione dei casi concreti.
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CHE COS’è L’INFORMATICA GIURIDICA

L’Informatica giuridica studia l’informatica oggetto del diritto E il diritto oggetto dell’informatica.Si è soliti infatti distinguerla in due grandi aree:

A. Diritto dell’informatica: ovvero l’indagine intorno le questioni giuridiche sollevate dalle nuove tecnologie e dalla cosiddetta società dell’informazione; Rientrano nel diritto dell’informatica:

  • Il valore giuridico del documento informativo (gli sviluppi normativi della firma digitale delle firme elettroniche);
  • La questione dei beni informatici immateriali dei regimi di appropriabilità E trasmissione;
  • Trattamento dei dati personali e l’esigenza di tutela della libertà e della dignità della persona;

B. Informatica del diritto: ovvero l’uso delle tecniche, dei metodi e degli strumenti informatici come ausilio dell’attività giuridica ampiamente intesa; Rientrano nei settori dell’informatica del diritto:

  • La realizzazione di sistemi per conservare, condividere, estrarre, elaborare e gestire l’informazione.
  • Fonti elettroniche di cognizione del diritto, Quindi tutte le fonti del diritto.
  • Sistemi informatici giuridici, In grado di generare flussi di informazione E di elaborare conoscenza.
  • Software per redigere documenti, cioè per verificare, correggere e strutturare testi (legislativi, giudiziari, contrattuali), E analizzano l’impatto che questi hanno nel futuro.
  • Tecniche di acquisizione e verifica delle prove.
  • Applicazione per l’e-learning, ossia per l’insegnamento e per l’apprendimento elettronico del diritto.
  • Modelli informatici del ragionamento giuridico e di sviluppo automatico dei metodi per l’elaborazione delle strutture giuridiche.
  • Sistemi di determinazione giuridica, E quindi sistemi per la qualificazione dei casi concreti.
  • Verifiche deontologiche, Volte a studiare l’impatto delle nuove tecnologie dell’informazione E della comunicazione nella pratica del diritto.

Ulteriori sotto distinzioni relative al diritto dell’informatica oltre ad essere collegate ai vari rami del diritto, sono distinguibili a seconda che si tratti di:

✓ Diritti dell’informatica: sono regolamentazioni giuridiche di attività informatiche, Come ad esempio quelle riguardanti la pirateria informatica; ✓ Diritti con l’informatica: sono attività regolate dal diritto con una componente informatica, ad esempio un reato qualunque connesso con l’ausilio della posta elettronica, La rilevanza dell’informatica è minore, ma è importante che il giurista capisca in modo sufficiente il meccanismo informatico impiegato, se non altro per compiere correttamente le relative valutazioni processuali e probatorie.

Mentre per quanto riguarda le classificazioni relative all’informatica del diritto sono essenzialmente tre e distinte in base all’oggetto:

  1. Informatica giuridica documentale: E cioè l’attività di trattamento automatizzato delle fonti di conoscenza.

Una buona conoscenza delle fonti di informazione giuridica rappresenta il punto di partenza imprescindibile per ogni operatore del diritto, Ma oggi alla iperproduzione normativa con la conseguente stratificazione di norme va aggiunto il pluralismo delle fonti conseguenza del sempre più diffuso decentramento di produzione, cosicché il recupero della documentazione costringe il giurista a ricerche interminabili.

Con l’informatica giuridica documentale si studiano le modalità grazie alle quali la ricerca diventa via via più efficiente, Meglio

programma che si occupa dell’automazione di alcuni compiti ripetitivi nelle cancellerie dei tribunali, un supporto telematico alla trasmissione o alla ricezione di comunicazioni aventi o meno valore legale: tutto questo può racchiudersi sotto il nome di informatica giuridica gestionale.

L’insieme delle applicazioni finalizzate all’automatizzazione delle mansioni lavorative all’interno degli uffici, A seconda di questi deve essere distinta:

  • Informatica gestionale giudiziaria: quando le tecnologie informatiche vengono applicate a supporto degli uffici del giudice;
  • Informatica gestionale legale: con riferimento agli studi legali notarili;
  • Informatica gestionale amministrativa: l’informatizzazione degli uffici della pubblica amministrazione.

Chiaro è che attraverso l’informatica giuridica gestionale, si risponde all’esigenza comprensibile di affidare una sorta di delega tecnologica alla macchina, Per l’espletamento di mansioni prima svolte dall’uomo, Rendendolo libero di affrontare compiti più impegnativi, E questo a indiscussi vantaggi.

Un esempio in ambito penale, il progetto il registro generale delle notizie di reato, un sistema informatico risalente agli anni 80’, sostituito dal sistema informativo della cognizione penale.

In ambito civile È importante ricordare come si sia affermato il cosiddetto processo civile telematico, Grazie al sistema informatico civile e previa autenticazione mediante Smart card, È ora possibile compiere per via telematica tutta una serie di attività processuali che, Fino a pochi anni fa, potevano essere realizzate unicamente in forma cartacea, fra queste: ▲ La consultazione on-line e del fascicolo processuale; ▲ La comunicazione telematica con gli uffici giudiziari; ▲ Il pagamento del contributo unificato; ▲ la possibilità di ricevere le comunicazioni processuali, Come ad esempio le notificazioni, Con valore legale ha un indirizzo di posta elettronica certificata.

C. L’informatica giuridica decisionale: chiamata da alcuni anche meta- documentale, si occupa di informazione e di decisione ed è

l’applicazione dei principi dell’intelligenza artificiale E Dei sistemi esperti al diritto;

in altri termini studia le tecniche grazie alle quali migliorare l’informazione giuridica, così da estrarre gestire l’informazione pertinente, E le modalità mediante le quali affinare la stessa decisione giuridica. Per quanto riguarda entrambe le categorie, Informazione e decisione, sono significativi gli studi sull’intelligenza artificiale e d’altra parte, I tentativi di ottimizzazione dell’una, come dell’altra, sono tutt’uno con le sue applicazioni.

È a partire da alcune tecniche e alcuni paradigmi di intelligenza artificiale, che la ricerca ha avuto in tale ambito un rinnovato impulso, si pensi al: I. data Mining: una tecnica come in miniera serve ad estrarre da una pluralità di materiali ( Dati- informazione) quello effettivamente utile e prezioso ( informazione- conoscenza). II. La tecnica di clustering: Volta alla selezione e reclutamento di elementi omogenei in un insieme di dati, così da individuare tra i tanti quelli anomali. III. La tecnica di parsing: ovvero al processo di analisi del testo, fatto di una sequenza di segni, Ad esempio parole, per determinare la sua struttura grammaticale in relazione a una determinata grammatica formale.

Tutte queste tecniche favoriscono nel campo del diritto una serie di operazioni che altrimenti sarebbero particolarmente gravose e sono di supporto sia la gestione più efficace dell’informazione, Sia all’attività decisionale Vera e propria; possono anche soccorrere il giurista di vario modo: non solo nel momento in cui è necessario individuare le norme, E leggi desuete, Oppure nella compilazione di un dizionario giuridico, ma persino nella decisione del singolo caso secondo il diritto.

la rete potenzia il pensiero umano, E con esso svuota di contenuto qualsiasi schema gerarchico, Generatore come si usa dire di potere e controllo. Quindi se è vero che il cyberspazio con le sue connessioni, condivisioni E sinergie, produce delle dinamiche assolutamente diverse rispetto a quelle della società di sorveglianza moderna, Dove si necessitano gerarchie per gestire i flussi comunicativi E per coordinare.

Il cyberspazio produce delle dinamiche inedite, Che richiedono risposte giuridico-politiche adeguate.

La problematica della de- centralizzazione si inserisce in una nuova ed ulteriore dimensione: diversamente dalla metafora del grande fratello che ha come referente un potere coercitivo centrale, qui la sorveglianza prende forma in luoghi speciali, Ovvero in non luoghi informatici, All’interno dei quali le informazioni di continuo introdotte, Diventano la contingente misura di tutte le cose.

Si tratta di luoghi in cui i dati automaticamente assemblati vincolano tutti e tutto, Dove i risultati mutano involontariamente le entità, I significati delle vite su scala globale.

Inoltre, Se le linee di confine tra interno ed esterno sono problematiche, Se il centro e la periferia si riorganizzano di continuo E casualmente, la sorveglianza non può non diventare orizzontale, Così da trasformare tutti in potenziali sorveglianti di qualcosa di qualcuno.

In nonLuoghi informatici, non offrono riparo da chi ci osserva, Né un bastone attorno al quale organizzare una possibile linea di difesa, Perché tutto è legato alle reti, Alle banche dati, Alle autostrade informatiche, Con lo sviluppo delle nuove tecniche sono in molti a guardare e a sorvegliare.Con l’atto di guardare si svincola chi guarda dalla propria localizzazione, lo trasporta almeno spiritualmente nel cyberspazio, Dove la distanza non conta più, Anche se fisicamente, Non ci si è mossi.Dovunque siano e dovunque vadano, Essi possono collegarsi alla rete extraterritoriale che permette ai molti di guardare i pochi.Lo spazio virtuale seduce la gente perché guardi dalla sua postazione de- centralizzata, Perché si trasformi da sorvegliata

sorvegliante secondo criteri non gerarchici, perché ancora la Dataveglianza sia resa più forte diretta.

Si pensi poi che nei luoghi di lavoro la sorveglianza può essere potenziata grazie a dei sistemi informatici, E che il lavoratore può diventare trasparente viste le varie forme di pedinamento elettronico, È chiaro che da qualche parte c’è qualcuno che controlla sul serio E qualcun altro è realmente controllato.

Aldilà della questione, non deve essere sottolineata solo la capacità inimmaginabile dei sistemi informatici di correlare dati, Ma soprattutto quella di rinnovarsi nell’operare intrusioni sempre più sentire più ampie, Tanto che il diritto una volta statuito deve essere immediatamente rivisto, Perché ora il mutamento oltre che spettacolare oppure paradigmatico.

DE- territorializzazione E DE- centralizzazione, richiamano l’idea di ordine spontaneo, nella cyberspazio l’ordine può avere origine solo endogene e non esogene, Si auto- genera, E non è creato diretto dall’alto è dunque spontaneo.

Diversamente dall’ordine costruito, L’ordine formatosi spontaneamente può possedere qualsiasi grado di complessità, può essere fondato su relazioni puramente astratte, può anche non avere alcuna scopo.

Vuol dire che il potere di controllo esercitato su un ordine esteso e più complesso, è minore rispetta il grado di controllo che si può avere su un ordine deliberatamente costruito. Quanti aspetti dell’ordine spontaneo sfuggono al controllo E quando si interviene si provocano delle interferenze E degli ostacoli al gioco delle forze che producono l’ordinamento spontaneo medesimo.

Bisogna osservare anche che l’ordine spontaneo, in quanto astratto, Può continuare ad esistere anche quando mutano tutti gli elementi particolari che lo costituiscono. Tutto quello che si richiede per preservare l’ordine astratto è che sia mantenuta una certa struttura di relazioni, o che elementi di un certo tipo continuano a essere correlati in un certo modo.

Informazione e conoscenza: i sistemi

esperti

La rivoluzione informatica, Come abbiamo già detto, Ha dei propri connotati, Il primo fra tutti è il feedback particolare, Poiché ricordiamo che non giunge a noi da un nostro simile ma bensì da una macchina, che opera sostanziali trasformazioni sui messaggi umani.I sistemi esperti costituiscono il risultato della progressiva implementazione dei sistemi di intelligenza artificiale, sono software basati sulla conoscenza, Che tentano riprodurre il comportamento umano esperto in un determinato settore. Si tratta di sistemi in grado di eseguire compiti che possono essere svolti solo da persone dotate di notevoli competenze, Mediante i quali ci si propone di usare in modo intelligente le informazioni, Trasformando i dati in coscienza.

Ma per poter parlare davvero di sistema esperto bisogna che il programma usi conoscenze e tecniche il ragionamento che di solito richiederebbero l’aiuto di un esperto, E che contemporaneamente abbia la capacità di giustificare o motivare il perché di una particolare soluzione per un dato problema.

È evidente che un Sistema esperto deve essere caratterizzato sia da conoscenza specifica che da capacità di ragionamento. Caratteristiche che permettono di fare delle deduzioni E prendere delle decisioni nel suo dominio di conoscenza. QUESTO DIFFERENZA IL SISTEMA ESPERTO DA OGNI ALTRO SOFTWARE. Quindi un Sistema esperto non è semplicemente un programma basato su un algoritmo di risoluzione, In grado di simulare la dignità umana e rispondere ad un quesito.

È in ogni caso un sistema con tre componenti fondamentali:

  1. La base di conoscenza: una parte statica del sistema, ovvero il modulo che contiene le informazioni relative ad uno specifico dominio, Che sono necessarie per affrontare e risolvere i problemi che riguardano l’ambito;
  2. Il motore inferenziale: elemento dinamico, ossia la componente che, combinando E ordinario secondo un processo logico le informazioni contenute nella base di conoscenza, costruisce la soluzione del problema;
  3. L’interfaccia utente: consente all’utente di interagire con il motore inferenziale formulando delle domande e leggendo le relative risposte, grazie alla quale è possibile aggiornare la base di conoscenza con nuovi dati;

Dal punto di vista giuridico, un software di questo tipo si dimostra estremamente utile ogniqualvolta sia necessario individuare la disciplina che deve essere applicata.

Maggiori difficoltà emergono quando sia necessario operare una scelta fra diverse regole giuridiche tutte egualmente applicabili, E quando la soluzione richiede insostituibile capacità di giudizio dell’esperto umano. In questi casi si prospetta la cosiddetta “ESPLOSIONE COMBINATORIA”, Ovvero inferenza che conduce alla soluzione del problema pone come necessaria la scelta fra più assiomi E/O regole ciascuno è ugualmente applicabile.

Esplosione combinatoria può essere risolta grazie due tecniche:

♦ La ricerca cieca o esaustiva: non effettua alcuna discriminazione fra un percorso di ricerca all’altro, Esamina l’insieme degli Stati (E per stato di un sistema si intende la condizione, cioè l’insieme dei valori che assumono in un certo istante l le variabili di stato) in modo ordinato e non escludendo alcuna possibile configurazione del problema preso in esame;

la ricerca cieca, muove dal principio che la probabilità di successo sia uguale lungo ogni percorso, Quindi adotta due diverse procedure: la ricerca in profondità ( un iter che prevede il progressivo approfondimento dei livelli di ricerca fino ad arrivare alla soluzione/

3. SISTEMI PER IL RECUPERO DELL’INFORMAZIONE

GIURIDICA CONCETTUALE, che non adottano i segni del linguaggio comune, macché, sia per la richiesta dell’operatore (INPUT) sia per la risposta del programma (OUTPUT), Utilizzano delle categorie concettuali predefinite.

Se si sottolinea invece l’ambito della conoscenza giuridica, in luogo dello scopo, i sistemi esperti legali potrebbero essere così distinti:

  1. SISTEMI BASATI SULLE REGOLE; ovvero sistemi la cui base di conoscenza è costituita solo dalle norme vigenti;
  2. SISTEMI MISTI QUANTO ALLA CONOSCENZA DI BASE; programmi che considerano tanto le norme quanti precetti giurisdizionali;
  3. SISTEMI BASATI SUI CASI; vale a dire sistemi che utilizzano esclusivamente le decisioni giurisdizionali;

Aldilà delle possibili classificazioni, I sistemi esperti, E più in generale le applicazioni di intelligenza artificiale, rinviano sia a grandi questioni filosofiche del tipo “cosa significa avere una mente?”, Sia a modelli di teoria generale del diritto.

E i modelli teorico- giuridici essenzialmente richiamati sono:

♦ NORMATIVISTI: le applicazioni muovono così dall’assunto che l’ordinamento giuridico sia un insieme di norme, perché la norma sia uno schema di qualificazione generale astratto; ♦ DECISIONISTI: le applicazioni presuppongono che il concetto di diritto sia inteso non sotto l’angolo virtuale delle disposizioni prodotte dal legislatore, Ma sotto quello delle pronunce dei giudici, Che vengono perciò in rilievo come insieme di decisioni capaci di acquistare un carattere più o meno vincolante; ♦ ISTITUZIONALISTI: le applicazioni ipotizzano che l’essenza del diritto, visto il necessario CO- appartenersi di società e diritto, sia data dalla sintesi fra struttura sociale forma giuridica, accanto quindi alle regole e i casi rileva l’ampio contesto socio- istituzionale;

♦ SINCRETISTI: le applicazioni presumono che il diritto sia fenomeno particolarmente composito, Cosicché i modelli qui tratteggiati possono concorrere alla determinazione della conoscenza giuridica.