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Chiesa Orientale e Chiesa Ortodossa: Confronto e Differenze, Sintesi del corso di Teologia

Le differenze tra la chiesa orientale e la chiesa ortodossa, analizzando le loro origini, le loro dottrine, le loro tradizioni liturgiche e il loro rapporto con la chiesa cattolica. Una panoramica completa delle principali caratteristiche di entrambe le chiese, evidenziando le loro similitudini e le loro divergenze.

Tipologia: Sintesi del corso

2023/2024

Caricato il 03/04/2025

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Chiesa OrientaleChiesa Ortodossa da distinguere
IntroNei primi secoli del Cristianesimo, l’espressione chiesa orientale aveva soprattutto un significato storico-
geografico. Usata per indicare le chiese della Mesopotamia, della Persia e del Golfo Arabico.
In seguito, alla divisione dell’Impero romano passò a significare tutte le chiese locali e le comunità cristiane
situate nella parte orientale asiatica dell’Impero.
Col tempo, la distinzione e divisione storico-geografica ebbe i suoi riflessi nel campo organizzativo-liturgico-
litologico. Parallelamente, si forma una chiesa occidentale, legata a Roma.
Nel 1054 avviene la separazione giuridico-canonica.
Le due realtà separate vengono anche connotate dalla linguachiesa latina, chiesa greca.
La differenziazione assume anche un valore dogmatico.
Il primo millennio unitario: fa riferimento all’unità del primo millennio, ma un’unità da non pensare come
uniformità.
Oggi l’esteriore geografico va assunto in modo cauto a motivo della mobilità delle persone. Le chiese orientali
non sono solo a oriente di Roma, ma sono sparse di fatto in molti paesi del mondo.
Chiese cattoliche orientali: sono cattoliche, in comunione con Roma, ma hanno delle particolarità:
1. La diversità dei riti liturgici
2. La diversità delle discipline
Orientali: (oggettivo) – rispetto a Roma.
Non si parla di “Chiese orientali” al plurale per non relativizzare l’unità della fede e della Tradizione.
Panorama descrittivo delle Chiese Orientali (cost. P-19) Il raggruppamento e il divinamento possono avere vari criteri.
I Concili 7 concili ecumenici
1. Nicea (325) – Contro Ario – consustanzialità del Figlio col Padre
2. Costantinopoli (381) – Simbolo Niceno – consustanzialità della divinità dello Spirito Santo
3. Efeso (431) – Divina Maternità di Maria – Contro Nestorio
4. Calcedonia (451) – Due nature nell’unica persona di Cristo
5.2° Concilio di Costantinopoli – (537-555)
6.3° Concilio di Costantinopoli – (678-681) – Condanna della dottrina di una volontà in Cristo
(Monotelismo)
1. Secondo Concilio di Nicea – (787) – Significato e liceità del culto delle immagini
Come sono le chiese ortodosse? Risposta: Possiamo descrivere le chiese ortodosse con diversi criteri. Cosa
vuol dire le chiese pre-calcedonese?A seconda dell’accettazione e no, sono nate altre chiese.
Criteri per mappare le Chiese orientali e ortodosse
-Criterio dottrinale: divisioni nate da divergenze teologiche, spesso in seguito ai Concili (es. Calcedonia 451).
-Criterio liturgico: distingue i riti (bizantino, siro, copto, ecc.).
-Criterio storico-geografico-culturale: origini regionali, lingue liturgiche, tradizioni.
-Criterio patronimico o etnico-nazionale: legami con popoli o etnie (es. Chiesa ortodossa russa, serba...).
Almeno 2 cose sono importanti:
1) Avere presente l’insieme dei criteri!
2) Avere presente i criteri di mappatura. Riuscire a ragionare in maniera deduttiva induttiva. Collocare i vari
criteri in base alle chiese.
Perché studiare queste Chiese?
Antichità: legame con le origini apostoliche.
Metodo: stile diverso di vivere e trasmettere la fede.
Complementarietà: arricchiscono la teologia occidentale.
Appartenenza: sono parte della tradizione cristiana universale.
I. Criterio dottrinale
Intro – Una classificazione dottrinale non di fede.
Fondamentalmente tutte le chiese orientali professano la stessa fede, condividendo il Credo niceno-
costantinopolitano, ma talvolta usano una differente dottrina nell’interpretazione ed esposizione.
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Scarica Chiesa Orientale e Chiesa Ortodossa: Confronto e Differenze e più Sintesi del corso in PDF di Teologia solo su Docsity!

Chiesa OrientaleChiesa Ortodossa da distinguere Intro – Nei primi secoli del Cristianesimo, l’espressione chiesa orientale aveva soprattutto un significato storico- geografico. Usata per indicare le chiese della Mesopotamia, della Persia e del Golfo Arabico. In seguito, alla divisione dell’Impero romano passò a significare tutte le chiese locali e le comunità cristiane situate nella parte orientale asiatica dell’Impero. Col tempo, la distinzione e divisione storico-geografica ebbe i suoi riflessi nel campo organizzativo-liturgico- litologico. Parallelamente, si forma una chiesa occidentale , legata a Roma. Nel 1054 avviene la separazione giuridico-canonica. Le due realtà separate vengono anche connotate dalla linguachiesa latina , chiesa greca. La differenziazione assume anche un valore dogmatico. Il primo millennio unitario : fa riferimento all’unità del primo millennio, ma un’unità da non pensare come uniformità. Oggi l’esteriore geografico va assunto in modo cauto a motivo della mobilità delle persone. Le chiese orientali non sono solo a oriente di Roma, ma sono sparse di fatto in molti paesi del mondo. Chiese cattoliche orientali : sono cattoliche, in comunione con Roma, ma hanno delle particolarità:

  1. La diversità dei riti liturgici
  2. La diversità delle discipline Orientali: (oggettivo) – rispetto a Roma. Non si parla di “Chiese orientali” al plurale per non relativizzare l’unità della fede e della Tradizione. Panorama descrittivo delle Chiese Orientali (cost. P-19) Il raggruppamento e il divinamento possono avere vari criteri. I Concili7 concili ecumenici 1. Nicea (325) – Contro Ario – consustanzialità del Figlio col Padre 2. Costantinopoli (381) – Simbolo Niceno – consustanzialità della divinità dello Spirito Santo 3. Efeso (431) – Divina Maternità di Maria – Contro Nestorio 4. Calcedonia (451) – Due nature nell’unica persona di Cristo 5.2° Concilio di Costantinopoli – (537-555) 6.3° Concilio di Costantinopoli – (678-681) – Condanna della dottrina di una volontà in Cristo (Monotelismo)
  3. Secondo Concilio di Nicea – (787) – Significato e liceità del culto delle immagini Come sono le chiese ortodosse? Risposta: Possiamo descrivere le chiese ortodosse con diversi criteri. Cosa vuol dire le chiese pre-calcedonese?A seconda dell’accettazione e no, sono nate altre chiese. Criteri per mappare le Chiese orientali e ortodosse -Criterio dottrinale: divisioni nate da divergenze teologiche, spesso in seguito ai Concili (es. Calcedonia 451). -Criterio liturgico: distingue i riti (bizantino, siro, copto, ecc.). -Criterio storico-geografico-culturale: origini regionali, lingue liturgiche, tradizioni. -Criterio patronimico o etnico-nazionale: legami con popoli o etnie (es. Chiesa ortodossa russa, serba...). Almeno 2 cose sono importanti:
  1. Avere presente l’insieme dei criteri!
  2. Avere presente i criteri di mappatura. Riuscire a ragionare in maniera deduttiva induttiva. Collocare i vari criteri in base alle chiese. Perché studiare queste Chiese?  Antichità: legame con le origini apostoliche.  Metodo: stile diverso di vivere e trasmettere la fede.  Complementarietà: arricchiscono la teologia occidentale.  Appartenenza: sono parte della tradizione cristiana universale. I. Criterio dottrinale Intro – Una classificazione dottrinale non di fede. Fondamentalmente tutte le chiese orientali professano la stessa fede, condividendo il Credo niceno- costantinopolitano , ma talvolta usano una differente dottrina nell’interpretazione ed esposizione.

Da qui sono nati i contrasti e le divisioni in seguito ai primi due, tre e sette concili:  a) Chiese dei primi due concili → Chiese Assiro-Caldeeb) Chiese dei tre concili → Le sette chiesec) Chiese non calcedoniane o chiese pre-calcedoniane Oriental Orthodox Churches – Chiese antiche orientali Chiese dei sette concili ecumenici Accettano successivi 4 concili : I concili che specificano la questione cristologica451 – Calcedonia  553 – 2° Costantinopoli  681 – 3° Costantinopoli  787 – 2° Nicea A questo gruppo, che in realtà costituisce una sola e unica chiesa → Chiesa Ortodossa Il loro numero non è fisso o definitivo. Una suddivisione interna le distingue in chiese autocefale e chiese autonome. Chiese Autocefale e Autonome: Le chiese orientali sono costituite da varie chiese autocefale o autonome.Autocefala : la chiesa che ha raggiunto la piena indipendenza ( giuridica ) e non ammette l’ingerenza di un’altra chiesa nei propri affari interni. Significa piena indipendenza giuridica e amministrativa. Si eleggono da sole il patriarca o il capo. Basata su criteri nazionali o etnici (filetismo). Risolve tutti i problemi amministrativi e disciplinari all’interno della propria regione e nell’ambito della propria autorità. In particolare, ha il diritto di scegliersi, nominare e consacrare i propri vescovi , incluso il capo della chiesa ( Patriarca, Katholikos ). Che teologia c’è dietro? Che non sei in comunione se non con te stesso!  Chiese Autonome: Ha una certa indipendenza interna, ma dipende ancora da una Chiesa-madre per alcune decisioni (es. nomina vescovi), secondo l’ambito e le clausole fissate all’atto della concessione dell’autonomia. Esempio: La conferma dell’arcivescovo reggente la chiesa da parte del patriarca della chiesa madre. Di per sé, l’autonomia è il cammino normale verso l’autocefalia! Diversa ecclesiologia! La Chiesa totale è costituita da varie chiese! Per noi cattolici invece c’è un unità importante, a discapito della varie comunità! Chiese orientali cattoliche (Chiese uniate) Chiese di rito orientale, ma in comunione con Roma. Derivano storicamente dal fenomeno dell’uniatismo (riunificazione con Roma mantenendo il proprio rito). Riconoscono il primato del Papa. Sono governate da un proprio diritto: il Codice CCEO. Esempi: Chiesa greco-cattolica ucraina, melchita, maronita, siro-malabarese, siro-malankarese, armena cattolica...Queste chiese non appartengono al mondo ortodosso, ma al mondo orientale. Hanno avuto origine nelle rispettive chiese ortodosse, ma mantenendo il loro rito e le loro tradizioni e unendosi alla Chiesa Cattolica, sono di fede cattolica e interamente unite alla Chiesa Cattolica. Esempi:Chiesa Copta ( etiope, alessandrina )  Chiesa Melkita ( costantinopolitana )  Chiesa Siro-Antiochena ( antiochena )  Chiesa caldea caldea  Chiesa armena armena Tradizioni liturgiche delle Chiese Orientali Cattoliche

  1. Alessandrina
  2. Antiochena
  3. Armena
    1. Caldea
    2. Costantinopolitana

Dove si fa teologia? (Topologia teologica) Monastero – Università – Comunità *il prototipo dell’ortodosso è il monaco! Fonti = sono le stesse cattoliche (Credo, Bibbia, Padri della Chiesa). PANORAMA STORICO Patristico, bizantino, moderno, contemporaneo. I 4 periodi – almeno una figura rappresentativa di quel periodo e un opera I. Periodo Patristico (II - X ) Evagrio Pontico: Primo psichiatra gratuito. Opera: Trattato pratico. Evagrio dice: A parole cattive che tu senti e ti dici nella mente durante la tua giornata contrapponi una parola che ti guarisce (che può essere presa dalla Bibbia). Simeone Nuovo Teologo: Ha scritto molto sullo Spirito Santo. Giovanni Climaco (579-649) – la scala del paradiso. Autore di spiritualità. Cammino, ascesa, itinerario verso Dio. Giovanni Damasceno (676-749) – sottolineatura sulla questione delle immagini, questione iconoclasta. 2 punti forti : punto sulla rappresentazione e non rappresentazione su Dio (strada iconica – strada aniconica). Altro punto (più sottile) tra immagine e sacramento – valore delle immagini. Da una parte c’è il rischio dell’idolatria. L’immagine è idolo oppure è mediazione? Immagine è segno e strumento. nel 632 muore Maometto. Uno dei primi teologici che si confrontano con l’Islam è proprio Giovanni Damasceno ( La fede ortodossa – Controversia tra un Saraceno e un Cristiano ). !!!!!! domanda che può fare = chi è stato il primo ad occuparsi del confronto tra Islam e Cristianesimo? Risposta = Giovanni Damasceno****! II. Periodo Bizantino (1054 - 1453) b ) !!!!Gregorio Palamas: qualcuno lo definisce il Tommaso D’Acquino ortodosso. Libri: Omelia sulla trasfigurazione, sulla divinizzazione dell’uomo, Ricordarsi almeno 2 cose: tutto il tema della divinizzazione (Apotheosis), e declinazione che è connessa con la luce (uomo mistero di luce increata). In Palamas c’è un linguaggio energetico – potenza/energia di Dio. Grazia che ti trasforma. Opere: L’uomo: mistero di luce increata Tema della divinizzazione ( theosis ):  La deificazione è tutta connessa con la luce.  Perché la trasfigurazione è il mistero centrale dell’ortodossia ( esperienza fotonica ). Esicasmo ( Hesychasm ): Esichía → Preghiera del cuore. Respirazione c) Nicola Cabasilas: Scrisse un commento alla divina liturgia di Giovanni Crisostomo 1453Caduta di Costantinopoli  Si formano le prime diaspore :

  1. Venezia 2. Parigi-san Sergio 3. Russia

III. Periodo Moderno (1453 - 1850) 3 posti della teologia ortodossa odierna: Russia, Parigi (San Sergio), New York (Seminario). 1 a^ Diaspora = 1453 Costantinopoli  Filocalia ( Amore del bello ): Un’antologia pubblicata a Venezia nel 1782. o Parola identificativa del mondo ortodosso. o Autori: Nicodemo Aghiorita e Macario di Corinto. IV. Periodo Contemporaneo (1850 - )  Vladimir Solov’ëv (1853 - 1900) P-14 disegna: sulla bellezza nella natura, nell’arte, nell’uomo., Diviumanità. Mette insieme fonti diverse. Grande conoscitore della filosofia europea! Confronto con la cultura moderna. Conoscenza particolare dell’ebraismo e in particolare della Kabala. Lui fa esperienze di visione della Sophia. Viaggia molto! Ha scritto tantissimi libri: Lezioni sulla divina umanità (da ricordarsi) – 3 aspetti suggestivi : 1) filone estetico (sulla bellezza dell’arte, natura…)

  1. dialogo ecumenico interreligioso (alla fine diventa cattolico)
  2. ha scritto i dialoghi e racconto dell’anticristo. Dostoevskij prende spunto da Vladimir Soloviev.  Sergej Bulgakov (1871 - 1944): Il Paraclito , La sposa dell’Agnello Sophiologia / Sophianismo = discorso introdotto da Vladimir Soloviev, continua con Bulgakov. Teologia Sophianica. Sophia = idea biblica (Proverbi 8). Con la Sophia si recuperano 3 cose: un filone teologico rispetto ad altri, si recupera un aspetto cosmico (sapienza creatrice - nella visione cristiana la sophia è Cristo), la sophia rappresenta il femminile di Dio (filone contestato che però va a recuperare un significato profondo). *altra figura legata a Bulgakov e Soloviev è Florenski.

Antiochia di Siria = grande scuola, grande comunità cristiana di teologia. Primo luogo dove vengono chiamati cristiani. Centro di un patriarcato, 3° città dell’impero (dopo Roma e Alessandria). La lingua è quella aramaica e quella Siriaca. Hanno molti conventi e monasteri. Patrimonio = grande patrologia Siriaca (Afraate ed Efrem il Siro – da ricordarli). Approfondimento di temi cristologici – dopo l’invasione mussulmana (636 circa) c’è l’ingresso dell’arabo. La grande chiesa antica Siriaca/Siriana ha il suo periodo aureo nel primo millennio. Dopo sarà chiesa di minoranza all’interno di un mondo mussulmano.

- Non in comunione né con Roma né con Costantinopoli. Rifiutano uno o più Concili ecumenici del primo millennio (soprattutto Calcedonia). Si considerano ortodosse e apostoliche, orientali. Hanno conservato riti propri e forte identità teologica e liturgica. Non vanno confuse con le Chiese ortodosse "bizantine" (es. greca, russa, serba…). Esempi : Copta (Egitto) , Etiopica, Eritrea, Armena apostolica, Siro-ortodossa (giacobita), Siro-malankarese Assira dell’Est Siriaca-copta-armena-etiopica 3 cose: comunità di Bose dove ci sono diversi studiosi di Siriaco, hanno tradotto diversi testi. A Padova ci sono varie figure tra cui Paolo Bettiolo, specializzato (suoi allievi: Vittorio Berti). Filone biblico: studio delle versioni siriache della bibbia (Morrison che ha avuto diversi allievi). La teologia siriaca nasce nel contesto della Scuola di Antiochia, fiorita nel IV secolo in Siria, in un ambiente linguistico e culturale segnato dall’aramaico e dal siriaco, lingua che resterà veicolo privilegiato della riflessione teologica fino all’invasione araba del VII secolo. I principali centri di sviluppo furono Antiochia (terza città dell’Impero dopo Roma e Alessandria), ma anche Edessa, Nisibi e Seleucia-Ctesifonte. Questa regione conobbe una fioritura monastica e letteraria con una ricca produzione patristica. Nel 410 il Patriarcato di Antiochia si divise in ramo orientale e occidentale, dando origine a due traiettorie cristologiche distinte :  Orientale, legata alla tradizione nestoriana (Cristo diviso in due nature e due persone);  Occidentale, di tendenza monofisita (Cristo una sola natura, la divina). Tra le figure principali della patristica siriaca spiccano:  Afraate (270–345), detto il “Sapiente Persiano”, autore delle Dimostrazioni , trattati su vari temi cristiani.  Efrem il Siro (306–373), il più grande poeta e teologo siriaco, noto per la sua teologia in forma di inni, ricchi di simbolismo e profondità mistica. Dopo la conquista islamica del 636, l’uso dell’arabo si diffuse e la produzione teologica iniziò a declinare, fino a un’interruzione quasi totale nel XIII secolo, a causa dell’assorbimento sociale e culturale da parte dell’Islam e della perdita di vitalità ecclesiale. Caratteristiche della teologia siriaca: 1. Sostrato semitico e giudaico: il linguaggio e le immagini richiamano l’universo biblico e rabbinico. 2. Cristologia centrata sull’Incarnazione, come compimento della storia della salvezza. 3. Termini chiave: o Mdabronuta = economia, disposizione salvifica di Dio; o Raza = mistero, sacramento, segreto della fede. 4. Ricca pneumatologia: la teologia sullo Spirito Santo è profonda e viva. 5. Cinque tratti distintivi: o a) Biblica ed economica: fondata sul disegno salvifico narrato nella Bibbia. o b) Simbolica e tipologica: usa immagini, metafore, simboli per parlare di Dio. o c) Apofatica: Dio è mistero che supera ogni parola. o d) Apologetica: spesso difensiva e polemica, soprattutto in contesto di dialogo o conflitto. o e) Mistica: tende all’unione con Dio, attraverso contemplazione e poesia.

ETIOPIA – un altro mondo, ancora più isolato. Siamo nel deserto o sull’altipiano. Posto impervio. La chiesa etiope è antica, regina di Saba che va a trovare Salomone – è una delle raffigurazione più famose. Figura iconica. Lingua liturgica = lingua gheez. Gli etiopi sono molto nazionalisti – non vogliono essere chiamati africani. La letteratura etiopica è prevalentemente letteratura cristiana. Sam Yared – ecc… Periodo axumita – Caratterizzata da uno stile ospitale e assimilatore, la letteratura teologica etiopica ha saputo integrare influenze greche, arabe e copte, traducendo testi fondamentali in ge'ez, la lingua classica etiopica. Nel periodo axumita (IV–VII sec.), con capitale Axum, si colloca l’inizio della produzione teologica. Importanti testi sono le traduzioni della Bibbia, il Libro dei misteri del cielo e della terra e opere monastiche. In questo contesto emerge San Yared, il primo grande teologo e musicista, autore di raccolte liturgiche come Deggua e Zemmare. Nel periodo imperiale (VII–XIII sec. e oltre), si sviluppano molte opere ascetiche, mariologiche e agiografiche, come il Kebra Nagast (la “Gloria dei Re”) e il Mashafa Mestìr (Libro del Mistero), una sorta di summa teologica del XV secolo. L’imperatore Zar’a Ya’qob, figura centrale, compose l’ Arpa della lode , dedicata a Maria. Dal XVI secolo in poi, con l’arrivo dei missionari europei, si acuisce anche il confronto teologico, sia interno che verso l’Islam. Nascono testi polemici e apologetici, come La fede dei Padri e La porta della fede , con approfondimenti sulle questioni trinitarie e cristologiche. Due sono i grandi temi teologici ricorrenti:

  1. Cristologia: riflessione sull’unione e l’“unzione” delle due nature in Cristo.
  2. Osservanza sabbatica: il dibattito sul valore del sabato ebraico rispetto a quello cristiano. CHIESA COPTA- Copto vuol dire egiziano. Qui c’è la scuola di Alessandria – Origene, Clemente Alessandrino… Alessandria – prima scuola teologica del mondo (Didascaleion). Grande biblioteca di Alessandria distrutta. Nasce il monachesimo come scelta radicale (Antonio Abate, Pacomio sono egiziani). Questo secondo periodo è legato ad alcune figure, padri del deserto. 3 tipi: apoftegmi, vite, pleroforie. Dopo i 1500 iniziano i contatti con i missionari cattolici. Fioritura/rinascita nel 1900, anche con il monachesimo: Matta al-Maskin (tradotto dalla comunità di Bose). Importanza dei riti liturgici, vita monastica, corrente teologica sapienziale. La teologia copta, radicata nella tradizione della Chiesa d’Egitto, si sviluppa tra greco, copto e arabo, intrecciando spiritualità monastica, liturgia e devozione popolare. Nasce con la scuola teologica di Alessandria (II–V sec.) e maestri come Clemente, Origene e Cirillo. Dal V al X sec., fiorisce la teologia in copto, con i Padri del deserto (Antonio, Pacomio, Shenuda). Dal X sec. in poi, si afferma in arabo con opere enciclopediche e apologetiche (es. Storia dei Patriarchi , Lampada delle tenebre ). Dopo una fase polemica nel XVIII sec., il XX sec. segna una rinascita con il rinnovamento monastico e catechetico. Caratteri distintivi :  Biblica e patristica, fondata sulla Tradizione.  Liturgica: esprime la fede nei riti e negli inni.  Spirituale e morale: legata alla vita ascetica.  Usa l’iconografia come strumento teologico.  Ha due anime: monastica e sapienziale. È una teologia viva, integrata nella vita ecclesiale, capace di custodire l’antico e dialogare con il presente. CHIESA ARMENA (file/scheda a parte – teologia armena). 3 cose: Venezia (san Lazzaro), Padova (via altinate, Antonia Arslan), Alberto Perathoner. Chiesa armena – popolo, cultura e chiesa sono la stessa cosa! Sono tutti e 3 legati al cristianesimo! Dire ARMENIA vuol dire CRISTIANESIMO. Il 90 % delle cose scritte in armeno sono cristiane! Epoca d’oro, santi traduttori, popolo ospitale. Età d’argento – 450-570 / conquista araba e poi indipendenza /diaspora. Autore da ricordare assolutamente = Gregorio di Narek (951-1003) Dopo il 1000 c’è un lungo declino, guerre, instabilità.

Primato petrino= possiamo riconoscere 5 grandi stagioni:  1 periodo) oriente occidente-> 0/476 (caduta dell’impero romano),  2 periodo) lo scisma giuridico 1054.  3 periodo) 1453, caduta di Costantinopoli, in occidente invece c’è la riforma di Lutero 1517. In occidente il ruolo del papà inizia ad essere sempre più rafforzato.  4 periodo) 1870, data simbolica perché durante il Vaticano I viene prolungato l’editto sull’infallibilità del papa. L’autorità Apple aveva vissuto diversi momenti di indebolimento, nel 1500 per motivi religiosi, la riforma, poi con la nascita degli stati nazionali in mezzo a tutto il risorgimento il papa rimaneva un pò cosi. Nello stesso anno si dice che il papa è infallibile e perde lo stato. La questione romana finirà con i patti lateranensi.  5 periodo) Vaticano II, inizino dei rapporti ecumenici. Per quanto riguarda il vescovo di Roma possiamo intuire 4 stagioni: -il papa era un patriarca, uno dei 5. È vero che la sede dell’impero era a Roma quindi comunque tra i 5 cera una rilevanza diversa, però non era da solo. Ministero un po sotto assedio, all’epoca della riforma -Vi fu una maggiore concentrazione/assolutizzazione, quasi che nominando la chiesa si pensasse solo al papa. Anche una sorta di sacralizzazione, come se il papa fosse dio in terra. Ricollocazione, cioè dove si è recuperato il legame tra tutti i vescovi e il vescovo di Roma (CVII). Il papato non è un sacramento, è il vescovo di Roma che visto che è vescovo di Roma fa sia quello sia il ministero petrino. -Quinta fase da 2 sottolineature, una iniziata nel 1995, si cerca una forma diversa del ministero petrino. La seconda sottolineatura è più cattolica, le dimissioni del Papa ed il processo sinodale dicono 2 tendenze in atto. La prima è la forma del servizio, una persona fa un servizio e quando vede che non lo fa bene lo fa fare ad un altro. Si è separato il servizio dalla persona (servizio->ministero petrino, che viene fatto da una persona, e l’aspetto comunionale- sinodale, per cui il papa agisce sempre più insieme ad altri) Il rapporto con le chiese ortodosse: -Partendo dal “divorzio”, dal 1054 sempre di più l’autorità Romana si è sempre più rafforzato facendo poi un sacco di cose, che man mano che si andava avanti , primo:non sono state riconosciute e poi hanno creato degli ostacoli di differenziazione. -I dogmi e le canonizzazioni sono due delle autorità massime del papa, lui cambiava anche il calendario (nel 1005 ha accorciato di 13 giorni, gli ortodossi hanno ancora il calendario “vecchio”) Dottrina = sostanzialmente è uguale al cattolicesimo! Specifichiamo alcune cose: – ci sono 7 sacramenti. Ci sono solamente alcune differenze legate a qualche nome: la Cresima si chiama Myron (profumo-unzione). Altra differenza di nome: gli ortodossi parlano della liturgia dicendo divina liturgia. Se noi diciamo divina liturgia intendiamo tutte le celebrazione liturgiche mentre nel mondo ortodosso “divina liturgia” intende la messa. Loro non dicono “orari delle messe”! Loro dicono orario delle divine liturgie! Prassi = i 3 sacramenti dell’Iniziazione Cristiana vengono amministrati tutti e 3 assieme ai bambini! Queste cose hanno conseguenze importanti: il bambino ortodosso che partecipa alla prima comunione con i suoi amici cattolici di fatto lui ha già fatto la prima comunione! Il matrimonio è uguale sacramentalmente, dottrinalmente – cambia un po' il rito. ORDINE E MATRIMONIO – la dottrina è uguale MA ci sono PRASSI DIVERSE! MATRIMONIO – 3 differenze da precisare. Il ministro, la possibilità delle seconde e terze nozze, matrimoni misti.

  • Il ministro delle nozze ortodosse è il sacerdote! Mentre nel matrimonio cattolico sono gli sposi/nubendi. -La chiesa ortodossa ammette la possibilità di seconde e terze nozze. Casi: vedovanza, divorzio, annullamento, separazione. Le seconde nozze anche se benedette includono un rito di carattere penitenziale. Nelle terze nozze l’interessato deve avere più di 40 anni e non avere figli, e non si può prendere l’eucarestia per 5 anni… (poi ci sono altre cose).  Sacramentalmente e dottrinalmente uguale al matrimonio cattolico.  Differenze: -Ministro: è il sacerdote (non gli sposi). -Secondo e terzo matrimonio: ammessi con rito penitenziale.
  • Indissolubilità : Cattolici: ontologica (non si scioglie mai). Ortodossi: morale (non dovrebbe essere sciolto, ma può esserlo in certi casi). MATRIMONI MISTI  Chiamati “matrimoni misti” (non interconfessionali ).  Ortodossi: vietato sposarsi con non ortodossi → considerato scisma.  Cattolici: ammessi con alcune condizioni: o Il coniuge cattolico si impegna a educare i figli nella fede cattolica. o Il coniuge non cattolico deve essere informato e consenziente. o Diversi riti: rito matrimoniale, della Parola, e “rito per parte non battezzata”. ORDINE SACRO  Dottrina uguale, ma prassi diversa: o Possono diventare diaconi e presbiteri sia uomini celibi sia sposati. o Vescovi solo celibi, spesso scelti tra i monaci. o Chi è celibe può diventare sacerdote, ma chi è già sacerdote non può sposarsi. Nel caso dell’ORDINE ci sono 2 differenze: Possono ricevere il sacramento dell’ordine (diaconi e presbiteri) sia uomini CELIBI sia uomini SPOSATI. L’EPISCOPATO possono riceverlo solo MASCHI CELIBI. Quindi i preti non si sposano! Puoi diventare prete solo se prima sei sposato! Se diventi prete non puoi più sposarti! *molti vescovi vengono scelti tra i monaci. Non è così semplice diventare sacerdoti da sposati, comunque vengono fatte varie verifiche. La teologia trinitaria la questione del Filioque Possibili derive (squilibri teologici):
    1. Patricentrismo → può sfociare in monarchianesimo , modalismo o subordinazionismo.
    2. Cristocentrismo eccessivo → rischio di cristomonismo.
    3. Pneumatocentrismo isolato → squilibrio del mistero trinitario. Due prospettive teologiche a confronto 🔹 Orientale (greca) – Personalista  Punto di partenza: le tre Persone (ipostasi).  L’unità si afferma a partire dalla Trinità.  La natura è considerata contenuta nella Persona.  Il Padre è fonte e principio della Trinità (“ Monarchia del Padre ”).  Rischio: triteismo. 🔹 Occidentale (latina) – Essenzialista  Punto di partenza: l’unità dell’essenza.  Le tre Persone sono viste come relazioni sussistenti della natura.  Rischio: unitarismo impersonale.  Nessuna festa dedicata esclusivamente alla Trinità. Il mistero trinitario è celebrato costantemente in ogni liturgia. A Pentecoste si espone l’icona della Trinità (Ospitalità di Abramo) per contemplare la comunione delle Persone divine. 5 elementi fondamentali:

1995, documento del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani : Le tradizioni greca e latina riguardo alla processione dello Spirito Santo. Non è un documento ecumenico (perché non è scritto insieme) ma è un documento cattolico su questa questione! Punti chiave:

  1. Primato del Padre nella tradizione orientale.
  2. ci sono 2 contesti diversi (teologico e linguistico),
  3. riferimento a Costantinopoli e Calcedonia.
  4. Diversità di linguaggi e contesti.
  5. Sottolineatura: non confondere ekporeusis (origine dal Padre) con processio (relazione eterna nello Spirito). Cristologia nella tradizione orientale: tutte le principali divergenze storiche tra le Chiese si sono giocate sull’identità di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
  6. Le tre grandi famiglie cristologiche orientali :  Calcedonesi (melkiti): fedeli al Concilio di Calcedonia (451), confessano una sola Persona in due nature, divina e umana, senza confusione né separazione.  Monofisiti (giacobiti): affermano l’unica natura del Cristo incarnato, risultato dell’unione tra umano e divino (rifiutano Calcedonia).  Nestoriani: tendono a distinguere troppo le due nature, parlando quasi di due soggetti, divino e umano, uniti solo moralmente (rifiutano Efeso 431). L’appellativo “ortodossa” è stato tradizionalmente attribuito alla Chiesa bizantina, per la sua fedeltà alla retta fede cristologica secondo i sette Concili ecumenici. I Concili come tappe cristologiche Tutti i sette concili ecumenici antichi hanno un contenuto cristologico e mostrano un andamento pendolare tra:  l’affermazione della divinità (Efeso 431, Costantinopoli 553),  e quella dell’umanità di Cristo (Calcedonia 451, Costantinopoli 680, Nicea II 787). L’ultima grande affermazione cristologica è Nicea II, che condanna l’iconoclastia: l’immagine di Cristo può essere venerata proprio perché Cristo è realmente incarnato. Cristologia e liturgia Nella liturgia bizantina, Cristo è celebrato in icone e feste che esprimono il mistero della sua persona:  Il Pantocratore (Onnipotente), soprattutto nella cupola delle chiese.  Il Cristo trasfigurato, nella festa della Trasfigurazione.  Il Cristo cosmico, nelle celebrazioni del Natale e della Teofania.  Il Cristo glorioso, nella Pasqua. Stabilità della cristologia orientale Rispetto all’Occidente, dove la cristologia ha conosciuto molteplici sviluppi teologici, l’Oriente ha mantenuto una notevole continuità, sia dogmatica che liturgica. La cristologia è stata custodita nella tradizione e nella celebrazione, più che elaborata in nuove formulazioni. Sofiologia russa

La sofiologia è una corrente teologica russa nata con Soloviev, Florenskij e Bulgakov, che pone al centro Sofia, la Sapienza divina, come impronta di Dio nel creato e nell’umanità. Per Bulgakov, in Cristo si uniscono Sofia celeste e terrestre, manifestando l’unità tra divino e umano. Nikos Nissiotis propone una cristologia pneumatologica, che evidenzia il ruolo dello Spirito Santo nella vita di Gesù e della Chiesa, criticando riduzioni unilaterali della Trinità (cristomonismo e pneumatomonismo). Chiese miafisite Le Chiese miafisite (copta, etiopica, sira, armena, indiana) professano una sola natura composta in Cristo (mia physis), distinta dal monofisismo radicale. Riconoscono l’unità tra divino e umano in Cristo, secondo la linea di Cirillo di Alessandria, e non si considerano eretiche. Nel XX secolo, attraverso il dialogo ecumenico, si è giunti a una convergenza sostanziale nella fede, pur con formule teologiche diverse. C’è accordo su chi è Gesù (vero Dio e vero uomo) , qualche differenza su come (l’unione delle nature ) è l’unione, e unità su perché è venuto: la salvezza. Ecclesiologia ortodossa La Chiesa è percepita come un soggetto vivente, con forti tratti trinitari, teandrico-divino-umani, mistico- sacramentali ed eucaristici. Gli ortodossi criticano la Chiesa cattolica per un’eccessiva enfasi sul papato, sulla struttura gerarchica, sull’attivismo e sull’impegno sociopolitico, che vedono come sbilanciamenti rispetto al mistero della comunione. Punti centrali  La Chiesa è una comunione fraterna di Chiese locali, dove il primato è dato all’esperienza concreta delle singole comunità, non a un modello centralizzato.  Si valorizza il principio conciliare e la collegialità episcopale, con una forte coscienza dell’apostolicità.  Il primato romano è riconosciuto storicamente, ma non come autorità giurisdizionale suprema: è inteso come “primus inter pares”.  La Pentarchia (Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia, Gerusalemme) è il modello originario di organizzazione ecclesiale, da cui sono poi emersi altri patriarcati.  Il rapporto Chiesa-Stato, nel modello bizantino, era molto stretto: si tendeva a identificare l’impero cristiano con l’oikoumene (mondo abitato). Taxis e autorità: - L’ordinamento ecclesiastico rispecchia l’ordine divino, secondo la visione gerarchica di Dionigi lo Pseudo-Areopagita. -La Chiesa è vista come “cielo sulla terra”, con un sistema ordinato di ruoli e servizi che riflettono la realtà divina.  Si distinguono due triadi ecclesiologiche: o Sommo sacerdote, sacerdote, diacono. o Monaci, popolo santo, catecumeni. Primato e concilio  In Oriente, l’autorità risiede nei concili, non in una singola figura.  Il Patriarca di Costantinopoli è patriarca “ecumenico”, ma non ha autorità assoluta sulle altre Chiese ortodosse.  Dopo lo scisma, Mosca ha rivendicato il titolo di “Terza Roma”. Magistero e infallibilità  L’infallibilità personale (come quella del papa) non è accettata.  L’autorità nella fede ha tre possibili interpretazioni:

  1. Tradizionale: i vescovi riuniti in concilio.
  2. Slavofila: la comunità dei fedeli è garante della verità (sobornost’).
  3. Intermedia: l’equilibrio tra autorità conciliare e recezione comunitaria.