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cittadinanza digitale, Appunti di Diritto

cittadinanza digitale (cittadinanza maturità)

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 07/10/2020

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CITTADINANZA DIGITALE
Finora abbiamo immaginato l’utilizzo di internet in politica per raorzare la democrazia in termini di ‘potere
del like’ o di continui referendum. Questa visione è ormai tramontata."
Nel mondo digitale ci troviamo ad un bivio: possiamo utilizzare la tecnologia per raorzare la democrazia o
per ostacolarla. A Taiwan, ad esempio, la tecnologia è utilizzata per incrementare la discussione delle
opzioni prima di arrivare al voto. "
Prima di giungere a una decisione, chiunque può entrare nella piattaforma del governo, discutere, adattare
una legge che solo dopo verrà approvata. Altri esperimenti di democrazia digitale stanno coinvolgendo le
nazioni tecnologicamente avanzate come la Corea, mentre Smart City/Nation come Singapore o Dubai
avvolgono i cittadini -quasi inconsapevoli- in sistemi di controllo matematico che lasciano intravedere –a
noi- il rischio di una dittatura dell’algoritmo. "
Ma i domini non sono più solo fisici, della forza, delle Nazioni come la Russia, l’America, la Cina. Ci sono
anche domini digitali, delle aziende che raccolgono dati."
OBIETTIVO CITTADINANZA DIGITALE
La frequentazione dell’ambiente digitale influenza anche la vita oine. Il cittadino digitale deve disporre di
specifiche competenze per agire ecacemente a tutela della propria e altrui sicurezza. Le competenze della
sicurezza digitale hanno anche conseguenze rilevanti dal punto di vista economico. Il livello di sicurezza
digitale influenza la partecipazione dei consumatori e lo sviluppo dei servizi e dei mercati digitali."
Noi studenti, come cittadini della società della conoscenza siamo testimoni della progressiva integrazione
della dimensione digitale in ogni aspetto della nostra vita. "
Siamo più che un “semplice” cittadino: siamo cittadini digitali! Cittadini di un mondo connesso, disponiamo
di strumenti intelligenti che ci consentono di personalizzare e ottimizzare le nostre esperienze come utenti e
clienti. "
LA SICUREZZA ONLINE E IL CYBERBULLISMO
I RISCHI PER LA SICUREZZA IN RETE
La frequentazione degli ambienti digitali senza il possesso di adeguate competenze può determinare
situazioni di disagio e, a volte, di pericolo. I rischi più comuni ai quali siamo esposti sono: "
frodi; "
violazione della privacY;"
violazione del copyright;"
grooming (adescamento); "
sexting (invio di messaggi sessualmente espliciti anche con immagini); "
cyberbullismo."
IL GROOMING"
Esperti e psicologi che hanno studiato il fenomeno hanno individuato sei specifiche fasi del processo di
“adescamento” dei minori attraverso la Rete. "
I FASE › La selezione della vittima e il contatto iniziale "
II FASE › La creazione dell’amicizia Il groomer, mostrando interesse, cura, pazienza conquista la fiducia del
minore ."
III FASE › La creazione della relazione "
IV FASE › La valutazione del rischio. Il groomer ricerca informazioni sul rischio che il proprio tentativo di
adescamento sia scoperto ."
V FASE › L’eclusività. Il groomer convince il minore (la vittima) a mantenere il segreto sulla loro relazione. "
VI FASE › La fase sessuale Il groomer introduce conversazioni su tematiche sessuali."
IL CYBERBULLISMO
Il fenomemo del cyberbullismo è in costante espansione; esso consiste in atti di molestia sistematici che
vengono compiuti utilizzando gli strumenti elettronici (e-mail, telefono, blog, chat ecc.). Le modalità di
aggressione possono essere dierenti: "
Flaming › utilizzo di messaggi online violenti e volgari. "
Harassment › invio ripetuto di messaggi oensivi. Denigrazione › utilizzo del pettegolezzo per danneggiare
la reputazione di un soggetto utilizzando e-mail, messaggistica istantanea, gruppi su social network ecc. "
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CITTADINANZA DIGITALE

Finora abbiamo immaginato l’utilizzo di internet in politica per rafforzare la democrazia in termini di ‘potere del like’ o di continui referendum. Questa visione è ormai tramontata. Nel mondo digitale ci troviamo ad un bivio: possiamo utilizzare la tecnologia per rafforzare la democrazia o per ostacolarla. A Taiwan, ad esempio, la tecnologia è utilizzata per incrementare la discussione delle opzioni prima di arrivare al voto. Prima di giungere a una decisione, chiunque può entrare nella piattaforma del governo, discutere, adattare una legge che solo dopo verrà approvata. Altri esperimenti di democrazia digitale stanno coinvolgendo le nazioni tecnologicamente avanzate come la Corea, mentre Smart City/Nation come Singapore o Dubai avvolgono i cittadini -quasi inconsapevoli- in sistemi di controllo matematico che lasciano intravedere –a noi- il rischio di una dittatura dell’algoritmo. Ma i domini non sono più solo fisici, della forza, delle Nazioni come la Russia, l’America, la Cina. Ci sono anche domini digitali, delle aziende che raccolgono dati. OBIETTIVO CITTADINANZA DIGITALE La frequentazione dell’ambiente digitale influenza anche la vita offline. Il cittadino digitale deve disporre di specifiche competenze per agire efficacemente a tutela della propria e altrui sicurezza. Le competenze della sicurezza digitale hanno anche conseguenze rilevanti dal punto di vista economico. Il livello di sicurezza digitale influenza la partecipazione dei consumatori e lo sviluppo dei servizi e dei mercati digitali. Noi studenti, come cittadini della società della conoscenza siamo testimoni della progressiva integrazione della dimensione digitale in ogni aspetto della nostra vita. Siamo più che un “semplice” cittadino: siamo cittadini digitali! Cittadini di un mondo connesso, disponiamo di strumenti intelligenti che ci consentono di personalizzare e ottimizzare le nostre esperienze come utenti e clienti.

LA SICUREZZA ONLINE E IL CYBERBULLISMO

I RISCHI PER LA SICUREZZA IN RETE

La frequentazione degli ambienti digitali senza il possesso di adeguate competenze può determinare situazioni di disagio e, a volte, di pericolo. I rischi più comuni ai quali siamo esposti sono: ▪ frodi; ▪ violazione della privacY; ▪ violazione del copyright; ▪ grooming (adescamento); ▪ sexting (invio di messaggi sessualmente espliciti anche con immagini); ▪ cyberbullismo. IL GROOMING Esperti e psicologi che hanno studiato il fenomeno hanno individuato sei specifiche fasi del processo di “adescamento” dei minori attraverso la Rete. I FASE › La selezione della vittima e il contatto iniziale II FASE › La creazione dell’amicizia Il groomer, mostrando interesse, cura, pazienza conquista la fiducia del minore. III FASE › La creazione della relazione IV FASE › La valutazione del rischio. Il groomer ricerca informazioni sul rischio che il proprio tentativo di adescamento sia scoperto. V FASE › L’eclusività. Il groomer convince il minore (la vittima) a mantenere il segreto sulla loro relazione. VI FASE › La fase sessuale Il groomer introduce conversazioni su tematiche sessuali. IL CYBERBULLISMO Il fenomemo del cyberbullismo è in costante espansione; esso consiste in atti di molestia sistematici che vengono compiuti utilizzando gli strumenti elettronici (e-mail, telefono, blog, chat ecc.). Le modalità di aggressione possono essere differenti:

  • Flaming^ › utilizzo di messaggi online violenti e volgari.
  • Harassment^ › invio ripetuto di messaggi offensivi. Denigrazione › utilizzo del pettegolezzo per danneggiare la reputazione di un soggetto utilizzando e-mail, messaggistica istantanea, gruppi su social network ecc.
  • Impersonation^ › utilizzo di una falsa identità per inviare messaggi o pubblicare testi offensivi.
  • Trickery^ › pubblicazione o condivisione via mezzi elettronici di informazioni confidenziali ottenute carpendo con l’inganno la fiducia di un soggetto.
  • Esclusione ›^ esclusione deliberata di un soggetto da un gruppo online per provocare in esso un sentimento di emarginazione.
  • Cyberstalking ›^ azioni ripetute di molestia e denigrazione mirate a incutere paura. LE ISTITUZIONI CONTRO BULLISMO E CYBERBULLISMO Sui temi del bullismo e del cyberbullismo è alta l’attenzione delle istituzioni, che negli ultimi anni hanno prodotto documenti e stanziato fondi per sensibilizzare il mondo della scuola all’adozione di pratiche volte a limitare il fenomeno. Tra questi la Dichiarazione dei diritti e doveri in Internet, elaborata a luglio 2015. Tra le azioni di formazione digitale per gli studenti delle scuole secondarie, volte a promuovere la conoscenza dei diritti e dei doveri in Internet di cui ogni cittadino è titolare, vi è l’istituzione della Giornata nazionale contro il bullismo a scuola il 7 febbraio, in coincidenza con la Giornata europea della sicurezza in Rete (Safer Internet Day) indetta dalla Commissione europea. Sempre sui temi del bullismo e del cyberbullismo, infine, è in approvazione presso il Parlamento una proposta di legge che prevede: ▪ una puntuale definizione legislativa di bullismo e cyberbullismo; ▪ la possibilità per chi è vittima di cyberbullismo di chiedere al titolare del trattamento, al gestore del sito Internet o del social media di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in Rete; ▪ l’individuazione in ogni istituto di un referente per le iniziative contro il bullismo e il cyberbullismo; ▪ il rafforzamento dell’aggravante per gli atti persecutori online; ▪ in presenza di reati non procedibili d’ufficio, qualora non vi sia querela, la possibilità che il bullo venga ammonito dal Questore, che lo inviterà a non ripetere gli atti vessatori; ▪ l’istituzione presso la Presidenza del Consiglio di un tavolo tecnico con il compito di redigere un piano di azione integrato per contrastare e prevenire il bullismo e realizzare una banca dati per il monitoraggio del fenomeno. SICURI E CONNESSI In quale scenario si muovono i nuovi cittadini digitali? È un mondo connesso ed esposto a minacce e a rischi cibernetici. Per evitare rischi è meglio rimanere offline? Decidere di disertare la Rete e non abitare il digitale equivale a scegliere la via dell’esclusione sociale, culturale ed economica. Dunque spegnere smartphone, pc e tablet per essere sicuri non è un’opzione accettabile. La Rete è un ambiente ricco di stimoli in cui il soggetto allarga il campo d’esperienza cognitiva, affettiva e socio-relazionale. Piuttosto è fondamentale comprendere che la propria e l’altrui sicurezza in Rete non dipende solo dalla tecnologia adottata, ma anche dalla capacita di discernimento delle singole persone nel proprio relazionarsi online. Non vanno colpevolizzati o proibiti strumenti e tecnologie; occorre, invece, conoscere e praticare comportamenti corretti. IMPARARE AD AUTOVALUTARSI Ogni cittadino deve essere in grado di autovalutare la propria competenza digitale per poterla consolidare, mettendo in campo una vera e propria “strategia di formazione” per tutto l’arco della vita. Per essere sicuri online è indispensabile “prenderci cura” delle competenze digitali dell’area sicurezza. Il Quadro europeo delle competenze digitali per i cittadini offre una descrizione dettagliata di ben 21 competenze digitali.

L’IDENTITÀ DIGITALE E LA PRIVACY

LA PRIVACY AI TEMPI DI INTERNET

Ogni individuo è tutelato nel suo diritto alla privacy (cioè alla riservatezza), nel senso che la legge vieta di procurarsi indebitamente notizie o immagini relative alla vita privata altrui. Nel nostro Paese il d.lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali, noto come legge sulla privacy, modificato dalla l. n. 35/2012) tutela la riservatezza dei dati personali e stabilisce che tutte le informazioni relative alle persone possono essere utilizzate da altri solo con il consenso espresso dell’interessato. L’art. 7 stabilisce che il soggetto a cui si riferiscono i dati ha sempre la possibilità di accedere a tutte le informazioni relative alla sua persona detenute da terzi. L’interessato può verificare che tali dati