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Climi di classe e condizionamenti, Sintesi del corso di Pedagogia

Varie fasi della ricerca: obiettivo, ambito, campi di osservazione

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 10/04/2021

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vincenza-massaro 🇮🇹

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CLIMI DI CLASSE E CONDIZIONAMENTI COMUNICAZIONALI
CAPITOLO 1
LE RADICI DELLA SCELTA DEL CAMPO E DELLA METODOLOGIA: LA RICERCA
COME PROCESSO EVOLUTIVO
1.1 L’OBIETTIVO FINALE DELLA RICERCA
L’obiettivo finale della ricerca: è quello di far emergere alcuni dei possibili fattori di influenza sui
processi di inclusione scolastica di alunni e alunne
(appartenenti ad una subcultura prevalentemente orale) presente
in un contesto ad alto insuccesso scolastico, per comprendere se,
come e perché questi fattori influenzino il sistema di
socializzazione e il raggiungimento di esiti positivi.
Cosa si analizza: si vogliono analizzare i fattori che caratterizzano la vita quotidiana della classe
oggetto per costruire un’ipotesi di interpretazione fondata sui dati
È la base della costruzione di un modello capace sia di
-Fornire strumenti di decodifica funzionali alla definizione della situazione della
classe,
-Sia di orientare strategie relazionali per valorizzare la specificità comunicazionale
delle classi e favorire il benessere del clima scolastico
Area d’indagine: è l’ambito scolastico relativo alla scuola primaria sia per l’interesse scientifico
sia per le esigenze espresse dagli attori
1.2 LA SCELTA DELL’AMBITO DI INTERESSE DELLA RICERCA
Questo lavoro di ricerca nasce con l’obiettivo di focalizzarsi sull’analisi comunicazionale dei
fattori che influenzano la socializzazione e l’inclusione scolastica
Intesa come processo che, può influenzare gli esiti della carriera scolastica perché è basato
sull’interpretazione e il dialogo tra il sistema culturale di riferimento dell’alunno e il sistema
culturale di riferimento della scuola, teso a riconoscere, tenere in considerazione e valorizzare le
potenzialità e gli stili di apprendimento dell’alunno in relazione alla sua competenza
-logica e organica (funzione cognitiva), le caratteristiche assunte da ognuna di
-partecipazione (funzione affettiva) e queste funzioni sono influenzate dalle
-appartenenza (funzione relazionale) modalità con cui il processo educativo
scolastico si inserisce in quello di
socializzazione dell’alunno (interazione
tra alunno e contesto in modo involontario
e inconsapevole)
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CLIMI DI CLASSE E CONDIZIONAMENTI COMUNICAZIONALI CAPITOLO 1 LE RADICI DELLA SCELTA DEL CAMPO E DELLA METODOLOGIA: LA RICERCA COME PROCESSO EVOLUTIVO 1.1 L’OBIETTIVO FINALE DELLA RICERCA L’obiettivo finale della ricerca: è quello di far emergere alcuni dei possibili fattori di influenza sui processi di inclusione scolastica di alunni e alunne (appartenenti ad una subcultura prevalentemente orale) presente in un contesto ad alto insuccesso scolastico, per comprendere se, come e perché questi fattori influenzino il sistema di socializzazione e il raggiungimento di esiti positivi. Cosa si analizza: si vogliono analizzare i fattori che caratterizzano la vita quotidiana della classe oggetto per costruire un’ ipotesi di interpretazione fondata sui dati È la base della costruzione di un modello capace sia di

- Fornire strumenti di decodifica funzionali alla definizione della situazione della classe, - Sia di orientare strategie relazionali per valorizzare la specificità comunicazionale delle classi e favorire il benessere del clima scolastico Area d’indagine: è l’ambito scolastico relativo alla scuola primaria sia per l’interesse scientifico sia per le esigenze espresse dagli attori 1.2 LA SCELTA DELL’AMBITO DI INTERESSE DELLA RICERCA Questo lavoro di ricerca nasce con l’obiettivo di focalizzarsi sull’analisi comunicazionale dei fattori che influenzano la socializzazione e l’inclusione scolastica Intesa come processo che, può influenzare gli esiti della carriera scolastica perché è basato sull’interpretazione e il dialogo tra il sistema culturale di riferimento dell’alunno e il sistema culturale di riferimento della scuola, teso a riconoscere, tenere in considerazione e valorizzare le potenzialità e gli stili di apprendimento dell’alunno in relazione alla sua competenza - logica e organica (funzione cognitiva), le caratteristiche assunte da ognuna di - partecipazione (funzione affettiva) e queste funzioni sono influenzate dalle - appartenenza (funzione relazionale) modalità con cui il processo educativo scolastico si inserisce in quello di socializzazione dell’alunno (interazione tra alunno e contesto in modo involontario e inconsapevole)

L’attenzione a questo problema e la scelta della scuola come area di indagine dipende da 1.3 LE RAGIONI ALLA BASE DEL’INDIVIDUAZIONE DEL CAMPO DI OSSERVAZIONE: L’ANALISI DEI FENOMENI DOVE SI MANIFESTANO ALLO “STATO NASCENTE” 5) contesto scolastico e classe per avvicinarsi alla comprensione delle dinamiche che coinvolgono il rapporto fra processi di socializzazione e cambiamenti comunicazionali. La classe, infatti, è intesa come un sistema aperto e organizzato e costruisce i significati attraverso livelli normativi, tecnici, culturali ecc…, espressioni del modello sociale e culturale dominante e capacità riflessive.

  • Studio delle condizioni che riguardano la riproduzione dei sistemi sociali (classe) in processi interattivi si chiama “strutturazione di Giddens” Per l’analisi e l’osservazione la classe è prodotto in ri- modulazione dell’incontro fra istituzione scolastica e da cosa fanno i membri i questi conteti. La dimensione macro, legata ai modelli socio- educativi a livello istituzionale Dimensione micro: è legata alla vita quotidiana della scuola. 4)Confronto diretto con gli alunni la cui partecipazione attiva a scuola è fondamentale. Sono loro i costruttori di prospettive proprie, ortatori di una propria cultura che è influenzata 3) in terzo luogo, un aspetto considerato interessante dell’ambito scolastico è che coloro che si occupano di scuola e stanno già sviluppando pratiche e strategie che si pongono l’obiettivo di un rinnovamento dei modelli educativi non più efficaci. Tali pratiche però non sono sempre ancorate a una riflessione che pone le basi concettuali per una successiva formalizzazione e trasmissione di quanto fatto in classe. Questa apertura alla sperimentazione deve essere letta come possibilità di confronto tra chi conduce la ricerca e gli attori 2) la scuola è un’istituzione più influente di tutte Dalla crisi, dovuta a grandi linee al fallimento della “promessa” di mobilità sociale legata al
  • Grado di scolarizzazione raggiunto,
  • All’anticipazione delle funzioni di socializzazione secondaria ad opera dei nuovi media
  • E al sovraccarico della scuola dovuto alle carenze della socializzazione familiare, emerge con forza l’importanza della funzione di mediazione e coordinamento della scuola intesa come comunità d’apprendimento Proposta: la scuola come acquisizione critica, costruzione, di costruzione del senso delle esperienze familiari, scolastiche e neo- mediali e di una responsabilità civica per la partecipazione attiva di tutti alla società. 1) In primo luogo, vi è il legame tra ambito di osservazione e analisi scientifica con la precedente esperienza professionale. Durante tale attività, sono emersi una serie di punti problematici manifestati dagli operatori della scuola, riguardanti sensazioni di
  • Crescente difficoltà nella gestione dei gruppi classe e nella costruzione di modelli didattici efficaci.
  • Stanchezza da parte dei docenti verso la propria attività educativa nei confronti degli alunni
  • QUONDI nasce la volontà di capire perché accade questo e del perché vi è una crisi istituzionale
  • La proposta è la decodifica della situazione comunicazionale delle classi e di intervento socio-relazionale per favorire la comunicazione tra alunni e insegnanti

Tale situazione di trasformazione crea uno scarto che permette: La situazione di crisi potrebbe essere legata anche agli alunni desiderosi di rinnovamento. Lo stato nascente potrebbe generare un corto circuito che compromette la socializzazione. Tale situazione di disfunzionalità potrebbe portare a un burn out degli insegnanti e abbandono e dispersione scolastica da parte degli alunni. molti docenti, percependo l’inadeguatezza della propria proposta di insegnamento di fronte alle nuove istanze espresse o agite dai propri alunni, cominciano a divenire sempre più aperti alla sperimentazione di nuovi modelli socio-educativi sempre più necessari e attesi

4. In quarto luogo, per la definizione del campo di ricerca si tiene presente l’ipotesi della selezione differenziale: più si è marginati a causa della situazione socio- culturale di provenienza dell’alunno, più diminuiscono motivazione, risorse di potere e disponibilità materiali verso lo studio. La propensione familiare e pubblica a investire nell’istruzione è condizionata dall’origine dell’alunno, più l’origine dell’alunno subisce un processo di sottovalutazione più è lo sforzo per adeguarsi alla cultura scolastica. L’origine dei bambini genera una selezione negativa già dai primi anni di scuola. Infatti più si sale di grado e più i ragazzi con etnie diverse diminuiscono perché abbandonano prima, perché l’appartenenza sociale influisce sulla carriera e sulle scelte future. Le scuole primarie sono un ambito privilegiato perché non è ancora avvenuto l’allontanamento quindi si può risalire ai fattori che generano la selezione. Infatti la scuola primaria dovrebbe dare a tutti la possibilità di frequentare la scuola perché sono presenti le provenienze socio-culturali e si costituiscono le basi per le scelte future. Queste 4 condizioni guidano la prima fase di ricerca e assumono la funzione di: concetti sensibilizzanti che suggeriscono la direzione verso la quale guardare. Questo approccio conferisce un senso e una guida generale che utilizza in modo flessibile le conoscenze possedute per interpretare i dati senza formulare ipotesi eterodirette o rinchiudere in modo rigido entro schemi verbali, inibendo la possibilità di essere aperti ai dati. Da una parte, di mettere in discussione gli elementi tradizionalmente costitutivi del sistema in modo da aiutare a progettare un’azione educativa più efficace sia per prevenzione che per intervento. Con l’espressione stato nascente si indica un’esperienza collettiva che nasce da una fattura fra gli agenti sociali e l’ordine esistente. Da esso nascerebbe una sensazione di disagio e un desiderio di trasformazione e di rottura con le abitudini del passato. Esso ha origine solo all’interno di istituzioni mature. Esso inaugura un modo di rapportarsi agli altri che genera campi di solidarietà incredibilmente intensi e ha una potenzialità di rinnovamento dell’ordine sistemico molto più elevata di quella della vita quotidiana. Dall’altra, di mettere a fuoco la novità di fenomeni sociali emergenti che possono essere considerati come uno stato nascente, serve per sviluppi futuri anche a livello istituzionale

1.4 LA SCELTA DELLA METODOLOGIA E DEGLI STRUMENTI DI RIVELAZIONE:

LA RICERCA COME PROCESSO EVOLUTIVO

Dopo aver chiarito i criteri di scelta dell’ambito di interesse iniziale e del contesto da selezionare per la fase esplorativa della ricerca, si può passare alla scelta della metodologia e dell’individuazione delle tecniche e degli strumenti utilizzati. Il lavoro di ricerca fa riferimento alla tradizione interpretativa che ha le sue radici nella “sociologia comprendente” di Weber che si articola in interazionismo simbolico, etnometodologia, sociologia fenomenologica che hanno in comune il fatto di focalizzarsi sui singoli e le loro relazioni. Persona e società non vengono considerate come realtà che si contrappongono, ma nella prospettiva di un rapporto ciclico di reciprocità. A partire dall’assunto dell’interazionismo simbolico, che la realtà  è sempre il frutto dei continui scambi negoziali e simbolici fra le persone ed è la base della vita quotidiana per questo la prendiamo in considerazione nella nostra indagine per studiare la reazione con il contesto socio-culturale Fondamentale scegliamo la metodologia di ricerca della “Grounded Theory”: essa è indicata per l’analisi dei processi che sottendono i diversi fenomeni osservati e i fattori che li influenzano. L’insieme delle procedure che permettono la progressiva analisi e concettualizzazione dei dati è detta codifica  essa si articola in almeno 3 fasi (iniziale, focalizzata, teorica) Possiamo dire che la Grounded Theory è un metodo generale di analisi comparata Sua caratteristica peculiare è, in primo luogo di essere La ricerca è intesa come processo evolutivo che nasce dall’interesse personale e professionale per un’area di indagine nel quale delimitare un ambito di osservazione dal quale far emergere. La domanda “cosa accade in quei contesti dove è presente un alto tasso di insuccesso scolastico?” Il focus della ricerca viene individuato durante la fase di lavoro sul campo a partire dai dati rilevati e dalle situazioni con cui si entra in contatto È fondata sui dati, è frutto di un processo di scoperta e progressiva costruzione di categorie concettuali derivate dai dati empirici e non dedotte da astratti presupposti logici Una procedura sistemica attraverso la quale esplorare un processo sociale nella situazione naturale e cercando le regolarità che lo contraddistinguono

CAPITOLO 2

LO SFONDO DELLA RICERCA

Bisogna chiarire la relazione circolare fra educazione e mutamento comunicazionale che include fattori tecnologici, ideologici e socio-economici in relazione ai quali l’educazione potrà essere agente, condizione o effetto del cambiamento. Si fa riferimento alle analisi relative allo studio delle differenze socio-culturali, delle trasformazioni comunicazionali e della cultura emergente dei bambini in relazione al loro rapporto con la socializzazione. 2.1 LE DIFFERENZE SOCIO-CULTURALI E LA RIUSCITA SCOLASTICA Nella ricerca si utilizza un’ottica interazionista, per la quale i fenomeni educativi sono analizzati alla luce della dialettica quotidiana fra condizionamento familiare, socializzazione secondaria e capacità di rielaborazione personale.  Per far superare i confini del mondo dato per scontato, questo mondo interiorizzato durante l’infanzia inteso come l’unico possibile e di conseguenza i suoi significati e le modalità di organizzazione delle conoscenze e delle esperienze sono utilizzati come naturali e scontati; INFATTI Insegnanti e allievi sono inseriti in relazioni socio-culturali più ampie che si portano in classe e che influenzano il tipo di classe scolastica in cui entrano. Una volta entrati, insegnanti e allievi non possono negoziare liberamente le relazioni cui parteciperanno Le differenze socio-culturali influenzano la carriera scolastica in base al condizionamento che la provenienza ha su di uno, causando effetti di discriminazione e marginalizzazione. La scolarità di massa ha reso esplicito il fatto che a pari opportunità di accesso non corrispondono sempre pari opportunità di riuscita. Si parla di esperienze di disuguaglianza.

- Con il termine disuguaglianza si fa riferimento all’asimmetria di potere e di possibilità di accesso alle risorse materiali, simboliche e sociali che produce un trattamento differenziale in base alla posizione sociale occupata sia in senso positivo che negativo - Nell’ambito scolastico la disuguaglianza sembrerebbe agire per lo più nei termini di una disparità nelle possibilità di permanenza nel sistema scolastico e di ottenimento dei titoli di istruzione formale più alti a discapito della popolazione studentesca più fragile - Potrebbe portare alla dispersione scolastica (scuola secondaria inferiore e superiore) Un altro elemento di forte peso influenzale è il codice linguistico posseduto, che influenza le capacità conoscitive e sociali su cui si basa un esito scolastico positivo 7 Ogni codice è:

  • Costruito culturalmente perché gli ambienti influenzano i lessici
  • L’ingresso a scuola è più difficile per coloro che non si conformano alla forma linguistica riconosciuta, l’utilizzo di un codice ristretto e della specificità culturale diverrebbe discriminante
  • Si viene etichettati
  • Pregiudizio della scuola verso questi alunni di origine più

Bernstein sostiene che il problema centrale dei bambini inferiori è quello di apprendere come apprendere, e apprendere cosa apprendere Di fronte al livello più formale di trasmissione di conoscenze alcuni alunni cominciano a sentirsi in difficoltà e inadatti rispetto ai compiti. La diminuzione di attenzione e concentrazione si traducono spesso in atteggiamento impulsivi e irrequieti. Vengono compromesse anche la motivazione e la curiosità. QUINDI Il mancato successo scolastico sarebbe il risultato di un rapporto sociale asimmetrico, causa lingua questo accade perché la scuola utilizza i mezzi linguistici e simbolici per organizzare il pensiero e le conoscenze Alcune ricerche negli anni ’60 (Beilin, Gotkin, 1964) dimostrano, che per i bambini che provengono da contesti di fragilità sociale hanno difficoltà oltre che linguistiche, anche della modalità di scambio intellettuale e sociale tra genitori e figli, disordine dei ritmi e routine quotidiane, insufficienza degli stimoli culturali conformi a quelli della scuola L’errore degli insegnanti è quello di non rendersi conto che ognuno ha un capitale differente, ed è per questo che chi ha una posizione culturalmente superiore è vantaggiato rispetto ad un individuo che ha una posizione inferiore, perché l’insegnante tratta tutti uguali dando per scontato che tutti hanno le stesse conoscenze e competenze basi. Ulteriore fattore di influenza può esse anche l’effetto Pigmalione Ogni alunno arriva a scuola con il proprio bagaglio culturale, capitale culturale, ossia conoscenze, inclinazioni, capacità che costituisce un autentico habitus, cioè una precisa modalità di decodifica e comportamento Più è vicino alla cultura scolastica più ha possibilità di riuscire nella cultura scolastica con esito positivo Ogni alunno è influenzato anche dall’ethos, che è alla base della motivazione sia cognitiva, sia relazionale e comportamentale. Più è orientato all’ethos del mondo scolastico e all’inserimento in esso, più il percorso di scolarizzazione avrà successo E THOS + HABITUS EREDITA’ CULTURALE CHE E’ LA POSIZIONE DI PARTENZA Cioè gli alunni fanno ciò che gli insegnanti si aspettano da loro. L’insegnante metterebbe in atto un processo di etichettamento e stigmatizzazione che influenzerebbe il buon esito della carriera scolastica, in quanto l’alunno adeguerebbe la propria rappresentazione di sé e il proprio comportamento a quello che si aspetta il docente, concretizzando una vera e propria profezia che si autorealizza

I dati raccolti durante la fase di ricerca si basa su una definizione di infanzia considerata da Postan come un fenomeno sociale che si modifica e di evolve a seconda dell’ambiente socio-culturale Bisogna tenerli sotto controllo soprattutto nei bambini che non hanno ancora un’identità definita, né criteri di decodifica. Bisogna valutare bene i contesto in quanto il processo di socializzazione in questa età è delicato e influisce sui valori e sugli schemi di pensiero-azione interiorizzati. ARIES fu il primo a parlare del sentimento dell’infanzia notando come nel medioevo non vi era una rappresentazione di quest’età separata dalla maturità. Tale situazione si modifica quando si ampliò la qualità dei saperi e le esigenze comunicative, rendendo inadeguata quella orale. GUTEMBERG, con la sua invenzione nel ‘400 si definisce la soglia critica di cambiamento che segna lo scarto da una società orale a una società tipografica che porta come conseguenza sociale la comparsa dell’infanzia, che si legava alla diffusione dell’alfabetizzazione e per la prima volta l’infanzia viene separata dall’età adulta, dedicando uno spazio da colmare con la preparazione (scuola), che tramandava le competenze base per la decodifica di un testo scritto (leggere e scrivere…), e un processo più specifico. Il bambino deve essere educato e deve imparare. PERIODO RINASCIMENTO= comparsa dei primi libri di pediatra e sull’educazione, la rappresentazione della morte dei bambini sulle tombe, opere pittoresche dove i bambini non hanno più le sembianze di adulti in miniatura e l’introduzione di un abbigliamento dei bambini differente da quello degli adulti XIX- XX secolo= ottica puerocentrica basata sull’attivismo pedagogico Ultimi trent’anni= con la rapida diffusione del web, del televisore, i media che hanno contribuito alla trasformazione del concetto di infanzia. La sovrastimolazione mediale rende complessa l’organizzazione delle conoscenze e gestione del comportamento. La molteplicità dei messaggi rende difficile l’individuazione dei punti di riferimento stabili Le modalità di literacy sono necessarie per utilizzare un medium e trasformare una tecnologia in strumento di comunicazione che si adatta al contesto in cui è inserita. New literacy, espressione con cui si indicano le nuove competenze e abilità connesse alla decodifica e alla produzione dei messaggi neomediali Sono da intendersi anche culturalmente, perché investe la comunicazione, la relazione e i comportamenti. Le trasformazioni della parola orale alla scrittura, alla stampa e all’elettronica comportano mutamenti che si trasmettono attraverso un’organizzazione mentale indipendentemente dalla consapevolezza degli individui in cui si imprimono. Le persone rispondono in modo attivo all’evoluzione. La struttura del pensiero si modifica facendo cambiare o nascere nuovi orientamenti, concezioni e idee. Noi realizziamo le tecnologie e loro costruiscono noi e le epoche storiche Hanno una forte influenza sui processi di socializzazione perché definiscono gli standard dominanti di costruzione, organizzazione e trasmissione delle conoscenze, a partire dai quali ognuno gestisce i processi di pensiero e azione L’infanzia è un prodotto culturale frutto del contesto sociale. Si sarebbe evoluta in un processo ontogenico di nascita, sviluppo e scomparsa in relazione ai cambiamenti filogenetici del contesto sociale e soprattutto dei cambiamenti comunicazionali I MEDIA

2.3 LA CULTURA EMERGENTE DEI BAMBINI

Ogni sistema culturale si sviluppa sia a livello macro sa a livello micro in un contesto comunicazionale che ne costituisce: l’èpisteme Spazi di esercizio, i paradigmi teorici, le metacondizioni e i metacriteri di possibilità dei processi di produzione e riproduzione socio-culturale La figura dell’educatore/ adulto va in crisi, mentre prima l’accesso all’informazione era legata alla capacità alfabetica di saper trasmettere e farsi comprendere, ora è legata al saper utilizzare i media (i giovani più competenti) alfabetizzazione dei giovani avviene in modo autodidatto nel mondo dei pari.  Fra le conseguenze spicca quella della sparizione dell’infanzia : implica la sparizione della sua definizione storica. Simmetrica alla scomparsa dell’infanzia è quella di adultità: si modificheranno le concezioni di infanzia e adultità. Il venir meno di tale distanza dipende da:

1. Il bombardamento di stimoli di natura neomediale porterebbero i bambini a un contatto non mediato e precoce con molteplici messaggi Ad esempio i bambini a 3 anni sanno esprimere preferenze in merito ai prodotti pubblicizzati, a chiedere di vedere determinati video e programmi. In questo modo viene meno l’autocontrollo, le capacità di differire la gratificazione, un pensiero concettuale e logico-sequenziale, la preoccupazione per il futuro. Si affermerebbe una modalità di pensiero basta sul presente che non concettualizza e approfondisce. Gratificazione immediata che non si pensa alle conseguenze di un’azione. (atteggiamento assunto sempre più spesso dagli adulti) 2. Gli stimoli neomediali, non essendo decodificati, sono difficili da gestire Non c’è il filtro e la spiegazione perché i bambini vivono le esperienze in autonomia, senza il controllo e anche se fosse l’adulto non ha buona padronanza dello strumento. 3. I media stanno eliminando lo scarto conoscitivo in favore dell’adulto rispetto ai bambini I nuovi media non richiedono un’istruzione formale per essere utilizzati e l’accesso illimitato crea nei giovani l’illusione della conoscenza. Il bambino-ragazzo può arrivare a conoscere il retroscena dell’adulto, cioè i meccanismi alla base dei comportamenti degli adulti stessi, attraverso un ampio consumo mediale. Questo porta ad anticipare il comportamento degli adulti e può compromettere la relazione educativa perché il bambino lo interpreta come qualcosa di già sperimentato (anche se virtualmente) MEAD ritiene che l’accessibilità e la rapidità con cui ognuno entra in contatto con una pluralità di informazioni porti a un depotenziamento del ruolo dell’adulto e a una progressiva sfiducia dei bambini verso di loro. “non vi sono più anziani che ne sappiano più ei giovani” Scompare il gioco spontaneo e il linguaggio è più formale. La definizione di infanzia non è più adeguata a comprendere la cultura emergente dei bambini. È contingente ed è effetto e condizione delle trasformazioni comunicazionali. Rapida trasformazione a causa dei nuovi media che determinano nuovi paradigmi teorico-comportamentali, nuovi metodi di codifica e nuovi stili cognitivi

La pluralità degli stimoli, la velocità di trasmissione e la multidimensionalità e multisensorialità dei contenuti amplificano i pericoli e i rischi connessi a un sempre crescente senso di disorientamento che può compromettere, soprattutto nei più giovani, il buon esito dei processi di socializzazione questo Se usati senza conoscenza e meta competenza Esempio: non parallela capacità di contestualizzazione e utilizzo dell’esperienza virtuale TURKLE parla della figura del bricoleur colui che impara facendo, procede per tentativi ed errori per organizzare l’apprendimento DIVERSO Dall’ingegnereincarna una logica di tipo nomologico- sequenziale Il mondo dato per scontato non è frutto del processo di socializzazione primario o socializzazione ma anche degli elementi dell’ambiente extra-familiare RISCHI E PERICOLI DOVUTI AI MEDIA a causa di ciò gli insegnanti non riescono a produrre un clima in classe di benessere perché l’utenza è meno omogenea e l’habitus è debole LITERACY= subisce modifiche perché radicata nel contesto socio-culturale in cui si sviluppa. Si costituisce nell’interazione tra literacies necessarie a scuola e quelle dei bambini. A vi è una distanza fra la cultura scolastica e quella dei nativi digitali. Una determinata literacy implica particolari modi di pensare e comportamento sociale DEFINIZIONE DI CULTURA PER SCHEIN= è l’insieme di assunti fondamentali che un gruppo ha inventato, scoperto o sviluppato per affrontare i suoi problemi di adattamento esterno e di integrazione interna e che hanno funzionato bene da poter essere considerati validi da poter essere insegnati ai nuovi membri con il modo corretto di percepire, pensare e sentire in relazione a quei problemi Comportamento irrequieto e disattento Sono spinti sempre all’azione e non si dedicano alla riflessione, all’approfondimento e alla rielaborazione Perdita di contatto con le sensazioni e gli affetti, povertà emotiva, confondono le emozioni più profonde (come la paura, la tristezza eccc…) Porta a costruire un codice linguistico che non si adatta con la scuola Entrano in un circolo vizioso dove i giovani sembrano incapaci di desiderare qualcosa se richiede tempo e sforzo perché sono abituati a ricevere tutto nell’immediato e diminuisce l’autonomia Disturbi dell’ascoltare E nell’ascoltarsi Compromettono l’acquisizione e il consolidamento di competenze necessarie per la scuola

La cultura dei bambini secondo Corsaro: Cultura dei bambini Il processo di socializzazione si basa su meccanismi di adattamento e interiorizzazione, ma anche di reinterpretazione e ricostruzione personale dei significati sociali. Siamo dinanzi ad una polisemia culturale per la compresenza di differenti standard di formazione della conoscenza che potrebbe portare a difficoltà comunicazionali. È difficile in ambito scolastico gestire e integrare l’eterogeneità delle esperienze conoscitive degli alunni. Introduce il concetto di riproduzione interpretativa; con il quale sottolinea la natura partecipativa dei processi di produzione culturale dei bambini, definendo così uno spazio di autonomia che si muove all’interno del paradigma comunicazionale e delle influenze familiari. Più sono forti le competenze riflessive sviluppate dal bambino nel dare senso alla propria esperienze più è ampio lo spazio. Secondo lui i bambini sono produttori creativi di significati che elaborano a partire dalle loro esperienze. i bambini possono essere produttori di una loro propria cultura che dipende dalla natura delle relazioni che vivono Dà importanza alla capacità riflessiva dei bambini. Con tale concetto l’autore vuole indicare un prodotto collettivo generato dall’interazione fra sistemi di relazioni che connettono le strutture di socializzazione dei bambini e le specifiche dinamiche che essi agiscono fra pari e/o con gli adulti È frutto della loro autonomia creativa, dall’interazione fra i vincoli e le opportunità del contesto comunicazionale e la capacità di autonomia creativa dei bambini stessi. Questa prospettiva da un lato valorizza la singolarità dell’esperienza del bambino, dall’altro la mette in relazione con il suo contesto Sempre aperto e in continua ridefinizione per bilanciare la tensione alla trasformazione e stabilità da parte di società

- definire le variabili e le principali caratteristiche delle più comuni difficoltà di relazione e comunicazione che sembrano caratterizzare il rapporto educatore/educando e compromettere il buon esito del processo di socializzazione nei termini della mancata riuscita dell'inclusione scolastica; - andare incontro alle richieste di collaborazione da parte degli insegnanti; - costruire un modello di interazione a scopo preventivo al fine di favorire il processo formativo e contribuire a limitare il fenomeno della dispersione scolastica. L’obiettivo è quello di definire un modello di intervento per migliorare la situazione socio- relazionale delle classi e deve essere reso accessibile ai prof durante la didattica soprattutto per i più deboli 3.3 ANALISI DI SFONDO: LE CARATTERISTICHE DELL’AMBIENTE SOCIO- CULTURALE DI RIFERIMENTO Per rispondere alla domanda iniziale di ricerca, bisogna individuare le caratteristiche socio- culturali del plesso selezionato ma perché questo avvenga, durante l’intervista a 3 testimoni privilegiati selezionati da un insegnante. Bisognava risalire ad informazioni sul contesto di provenienza de degli alunni, conoscere le prospettive di interpretazione del contesto sociale in cui è inserita la scuola dal punto di vista degli alunni e attori che la vivono quotidianamente. INTERVISTA - Coniuga punti di vista etici dell’orientamento teorico-concettuale ed emico dell’intervistato - Contenuto ed ordine delle domande si variano a seconda della situazione - Ogni intervista segue un percorso unico e sviluppa contenuti diversi a seconda dell’intervistato - Ci si attiene alle linee guida - Le interviste hanno la durata di 1 ora, sono realizzate attraverso un colloquio diretto con l’intervistato e sono state registrate e, in seguito, trascritte su file - Atteggiamento collaborativo - L’intervistatrice deve problematizzare le affermazioni rilevate per evitare che le risposte siano narrazioni, influenzate anche da altri, facendo considerare i fenomeni da prospettive non abituali - Agli intervistati è chiesto di rispondere alle domande senza una riflessione eccessiva o preparazione precedente - Le domande riguardano le seguenti macro-aree di indagine: -il mondo scolastico dei bambini della scuola campione -il mondo familiare dei bambini della scuola campione il contesto di quartiere in cui si inserisce la scuola campione 3.4 L’ANALISI DELLE INTERVISTE Dalle analisi delle interviste risultano:

  1. Caratteristiche del contesto socio-culturale di sfondo della scuola La rappresentazione dominante del quartiere ha una serie di caratteristiche negative dovute a una situazione di degrado e disagio sociale, economico e culturale. C’è una sorta di confine fra il quartiere e la città circostante, come se i due contesti appartenessero a due mondi differenti. Distanza sia in termini cognitivi che relazionali, sfiducia verso l’esterno, confermata dall’atteggiamento dei genitori che tendono a non autorizzare lo spostamento dei figli in altre zone, ma anche dall’atteggiamento di difesa dalle intrusioni provenienti dall’esterno. Sono le stesse famiglie che delinquono a cercare di proteggere la loro zona dalle conseguenze di condotte criminali sia interne che esterne, in quanto nel quartiere c’è il degrado di spaccio e criminalità. C’è un rapporto osmotico, si influenzano tra loro, lontano da comunità dominante definita normale e cacciano dal quartiere chi si identifica con quest’ultima. Quartiere isola fra disagio socio-economico e senso di una nuova appartenenza
  2. Difficoltà della scuola Clima di sfiducia nella formazione e l’influenza positiva del bambino non è considerata dai genitori che non riconoscono l’autorità della maestra. La ricchezza è un criterio di giudizio per dare valore ad un impegno e a chi lo svolge e l’insegnante assume così minore credibilità. La scuola è percepita come alterità comunicazionale dipendente e non sostenuta dai genitori. Impotenza e inadeguatezza degli strumenti e l’insicurezza professionale potrebbe essere percepita dai bambini e dalle famiglie e contribuire da una parte ad alimentare il deficit di autorità del ruolo docente e dall’altra a far perdere di potere all’intervento scolastico. Il senso di disorientamento espresso, testimonia sia una perdita di punti di riferimento rispetto al ruolo dell’insegnante e alle competenze che questo dovrebbe utilizzare. Scuola come rilevatore agente. Fattore della crisi comunicazionale
  3. Caratteristiche della famiglia nelle comunità rom I ruoli di genere sono definiti in relazione alle loro funzioni esercitate al di fuori della famiglia. Maschio= funzioni esercitate al di fuori della famiglia, rispetto alla quale l’uomo ha compito di difesa e mantenimento materiale; riconoscimento sociale Femmina= la donna rom è abituata sin da bambina a percepirsi come moglie e madre, non può svolgere nessun ruolo esterno alla casa, neppure quello di alunna. Le ragazze rom cominciano ad esercitare il loro ruolo materno. La donna rom deve svolgere per intero i compiti di cura e gestione della casa, la donna più anziana è il punto di riferimento. La matrilinearità della famiglia rom 4. Atteggiamenti e comportamenti dei bambini della scuola Difficoltà di acquisizione di competenze cognitive di base.

Durante la ricerca sul campo i “fattori formali” assumono il ruolo di concetti sensibilizzanti che suggeriscono la direzione verso la quale guardare. Come campo è stata scelta la classe III (scuola primaria) composta da 17 alunni (9 maschi e 8 femmine), fra i quali vi è una portatrice di handicap grave, cui è assegnato un insegnante di sostegno. I motivi della scelta di questa scuola campione sono:

- Che è già trascorso un arco di tempo adeguato perché diventi routine e contribuisce alla definizione dell’esperienza scolastica - Si hanno altri 2 anni per sperimentare un nuovo metodo Strumento: focus group 4.1 OSSERVAZIONE IN CLASSE L’utilizzo dell’osservazione partecipante è importante perché il comportamento dei singoli è maggiormente comprensibile se osservato in una continuità temporale piuttosto che in un momento specifico. L’esperienza di osservazione a scuola permette di conoscere dall’interno le dinamiche relazionali, i comportamenti e gli atteggiamenti messi in atto dai bambini e dagli operatori scolastici. tale strumento permette di ridurre la distanza tra ricercatore e interlocutore, si cerca di innescare empatia che permette di comprendere i punti di vista, i processi logici, le motivazioni ecc… L’osservazione in classe ha cadenza bisettimanale per la durata di 5 mesi. Durante questa fase: - La ricercatrice cerca di creare un contatto con i bambini facendosi accettare nelle loro attività quotidiane in classe - L’accettazione è fondamentale perché permette ai bambini di riconoscerla come una figura quasi-familiare - L’atteggiamento della ricercatrice è in un primo tempo più attivo e partecipe in modo da dare ai bambini tutte le informazioni che chiedono - In seguito, la ricercatrice ha un atteggiamento più discreto, che le permette di osservare quanto accade in classe senza prendere direttamente parte all’attività - Viene chiarito il ruolo della ricercatrice, in quanto la sua presenza non avrebbe portato a nessun giudizio sul lavoro - Permette di creare con le insegnanti, che sono state informate, di mantenere o crear un rapporto di reciproca fiducia e stima L’istituzione scolastica, a causa della carenza di investimenti pubblici, non si mostra in grado di fornire alle insegnanti supporti adeguati neppure nei termini delle risorse materiali necessarie all’esercizio della loro attività. Nella scuola vi è la totale assenza del mediatore culturale e linguistico, fatto che rende molto difficile il contatto con quei bambini che non conoscono la lingua italiana. in ogni caso, i docenti, seppure in assenza di risorse economiche e materiali, si organizzano personalmente per non far mancare i materiali scolastici. Alcune caratteristiche della classe sono:

  1. Presenza di un nuovo senso di appartenenza interno come risultato di un processo di osmosi fra le caratteristiche culturali di diverse categorie marginali
  1. La capacità di decodifica delle dinamiche comportamentali degli alunni da parte dell’insegnante sia un fattore di influenza significativo sulla carriera scolastica degli alunni. Sembra che i bambini facciano sempre più fatica a interiorizzare i principi disciplinari dell’educazione scolastica perché sono sempre più abituati ad agire in base a un principio di piacere. Questo atteggiamento potrebbe radicarsi con maggior forza anche a causa di un intervento inefficace da parte dell’insegnante
  2. Doppia faccia dell’inadeguatezza cognitiva dei bambini nella decodifica dell’esterno Il comportamento indisciplinato non è frutto di un’inadeguatezza cognitiva, ma di una mancanza di motivazione che mette l’insegnante nella condizione di non ottenere dal bambino neppure il prerequisito minimo dell’apprendimento, cioè l’interesse, e l’alunno di non sentirsi in alcun modo partecipe di quanto accade in classe.
  3. L’alterità comunicazionale della scuola rispetto agli alunni I bambini sono abituati alle sovrastimolazioni, nei media riscontrano pca motivazione nella scuola
  4. Scuola come rilevatore/ acceleratore della crisi comunicazionale Perché gli insegnanti trasmettono le conoscenze non le costruiscono. I bambini non sono seguiti dai genitori
  5. Abitudini comunicazionali dei bambini adeguate al paradigma neomediale I bambini hanno errori in grammatica, nel lessico eccc perché a casa usano un codice ristretto. Buone capacità di memoria e manipolazione, se sono loro i protagonisti svolgono ottimi compiti e sono motivati
  6. Clima di classe influisce Ad esempio il laboratorio spettacolo dove solo il soggetto svolge il compito e il 1 obiettivo di questo lavoro di gruppo è quello di essere stimolante
  7. Nuova appartenenza, percezione di a-normalità del contesto sociale del quartiere da parte dell’esterno Video fumetto (vedere) Alcune attività: spiegazione frontale che può avvenire tramite slide, leggere la filastrocca, ognuno fa una vignetta e dopo verrà registrato una traccia audio. Con questo metodo si verificano le conoscenze e l’utilizzo del discorso diretto, la comprensione più immediata sono più coinvolti e motivati ad apprendere e approfondiscono ciò che devono dire. Ostacolo= ci vuole troppo tempo
  8. Scuola come rilevatore e crisi comunicazionali I bambini sono soggetti ad autoetichettamento
  9. Attività strumentali dove non partecipano le famiglie Sono attività ludiche che vedono i bambini protagonisti
  10. Doppia faccia Il bambino si fa influenzare dai genitori sul giudizio delle maestre.
  11. Processo di osmosi fra culture diverse, dove i bambini hanno legami forti per l’origine comune, si vedono simili e quindi non si marginano tra di loro. La ricchezza viene vista come simbolo di successo dove chi è bravo è perché è ricco sennò non lo è.