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Climi e BIOMI DEL Mondo e fauna e flora del luogo circostante
Tipologia: Appunti
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Il fattore determinante dei climi della terra è l’incidenza dei raggi solari sulla superficie terrestre. La perpendicolarità dei raggi sulla fascia tropicale spiega il perché questa in linea di massima è la più calda della Terra, viceversa l’incidenza dei raggi sempre più vicini alla posizione orizzontale nelle altre zone spiega la dispersione del calore a mano a mano che ci avviciniamo ai poli. Altri fattori intervengono poi in modo più o meno massiccio ad apportare modifiche e aggiustamenti significativi agli effetti puri della latitudine: marittimità, continentalità, correnti aeree, correnti marine , altitudine, esposizione. Si possono individuare all’interno delle 3 macro zone fredda, temperata torrida, alcune regioni in cui la combinazione dei fattori danno origine al fenomeno di ambienti e biomi ben differenziati. Ghiacci perenni Le calotte polari caratterizzano le latitudini estreme nei due emisferi (banchisa artica e continente antartico); esse racchiudono il 90% delle acque dolci della idrosfera; la distesa di ghiacci perenni, è però popolata da una fauna relativamente ricca (orsi polari a nord, pinguini a sud, e in entrambe le regioni foche, leoni marini che si nutrono di microorganismi, alghe e pesci di cui il mare è ricco). Le precipitazioni sono piuttosto scarse e la pur ampia escursione termica fa sì che temperature si mantengano sempre attorno allo 0., con picchi più bassi al sud, dovuti al fattore della continentalità Taiga È un bioma tipico dell'emisfero Boreale, infatti nell’emisfero australe la fascia di latitudine corrispondente è occupata dalla distesa delle acque; si stende a sud della tundra, nella zona di transizione tra le regioni fredde e quelle temperate ed è costituita da una fascia continua di foresta di conifere. Tundra Si estende nella zona artica libera dai ghiacci, si tratta di una bassa vegetazione di muschi e licheni: l’acqua contenuta nel sottosuolo rimane ghiacciata per tutto l’arco dell’anno impedendo alle piante lo sviluppo delle radici. Il mondo animale è molto più ricco di quello vegetale: roditori animali da pelliccia, renna, bue muschiato che in autunno si spostano nelle regioni della taiga Alta montagna È un ambiente determinato prevalentemente dal fattore altitudine, con inverni lunghi (o perenni) e nevosi, estati fresche e piovose. La vegetazione è simile a quella della tundra sfumando a mano a mano nell’ambiente delle nevi perenni. Lo si riscontra in corrispondenza dei grandi rilievi quali, generalmente, le montagne dell’orogenesi alpino-himalayana. Bosco di latifoglie Questo bioma (latifoglie= alberi a foglia larga, come quelli delle nostre colline e pianure) necessita di temperature non eccessivamente rigide e di abbondante umidità, infatti si riscontrano in aree geografiche temperate che godono di una relativa mitigazione del mare o di correnti umide); va considerato anche il fatto che vaste aree del bosco sono state nel
corso dei secoli trasformate dall’intervento umano che è ricorso spesso al disboscamento a fini agricoli (vedi brughiera delle isole britanniche). Prateria/steppa Si tratta dell’ambiente più tipico del clima continentale (con forti escursioni termiche annue, inverni molto rigidi ed estati molto calde, e per lo più scarse precipitazioni) caratterizzato dalla diffusione di piante erbacee a foglie dure, è spesso sfruttato per le colture o allevamenti bradi. Macchia mediterranea Il nome è chiaramente legato all’area geografica in cui il bioma si presenta in maniera più massiccia, e le sue caratteristiche dipendono da una scarsa escursione termica con inverni miti ed estati torride, oltre che una piovosità ridotta al periodo invernale. La vegetazione tipica è quella del lentisco, quercia da sughero, ginepro, corbezzolo, ginestra, rosmarino, oltre che le colture degli agrumi e dell’ulivo. Deserto È caratterizzato da vegetazione ridotta o assente a causa della scarsità di precipitazioni. Nei deserti vivono poche specie di vegetali, quali le piante grasse, e una esigua gamma di animali come insetti, rettili, piccoli roditori, a parte dromedari e cammelli. I deserti caldi si trovano a ridosso dei Tropici. La siccità è dovuta all’elevato grado di evaporazione. L’escursione termica annua è piuttosto elevata, ma si mantiene al di sopra dei 15°C. Essi presentano tre tipi diversi di paesaggio: la hammada, costituito da montagne di relativa altezza e di consistenza rocciosa, il serir, che corrisponde a una vasta distesa di ciottoli, l’erg che consiste nel paesaggio più comune al nostro immaginario, quello della vasta distesa sabbiosa. I deserti freddi si trovano alle medie latitudini, presentano un’elevata escursione termica e la siccità è tendenzialmente determinata dall’assenza di correnti umide. Savana Tra la foresta pluviale e il deserto si sviluppa la savana, caratterizzata dal susseguirsi di stagione delle piogge e stagioni aride si sviluppa in zone più o meno pianeggianti, caratterizzandosi per una vegetazione di tipo erbaceo con rari arbusti. Le caratteristiche vegetative e quelle relative alle precipitazioni variano gradualmente d’intensità quanto più ci avviciniamo agli ambienti della foresta o dei deserti. Essa è il regno dei grandi erbivori e relativi predatori. Foresta pluviale Nella fascia equatoriale, ma anche nelle regioni monsoniche (Asia, a ridosso del Tropico), si sviluppa la foresta pluviale (pluvia=pioggia) caratterizzata dalla fittissima vegetazione che crea una sorta di cupola superiore a immagazzinare l’umidità, fortissima in queste aree. Le temperature e il tasso di precipitazioni raggiungono livelli considerevoli per tutto l’anno, determinando addirittura l’assenza dell’avvicendamento stagionale. La fauna che la popola è in genere di piccola taglia, fatto salvo per la tigre e l’elefante indiano insediatisi negli spazi della giungla asiatica.