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Una introduzione generale ai biomi del mondo, con un focus particolare sulle condizioni climatiche e sulla vegetazione presente in ognuna di queste aree. Il testo copre i biomi tropicali, temperati, oceanici, polari e desertici, descrivendo le caratteristiche climatiche e biologiche di ciascuno.
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
Caricato il 28/07/2022
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Sulla Terra è possibile distinguere cinque fasce climatiche, in corrispondenza delle quali si sono sviluppati varie specie viventi che si sono adattate alle condizioni di vita di ciascuna fascia. L'insieme di una determinata area geografica e di tutti gli esseri viventi che ne fanno parte viene definito bioma. il clima è l'insieme delle condizioni atmosferiche che caratterizzano una regione nel corso dell’anno. In base ad esso si possono distinguere le cinque fasce climatiche:
Il clima continentale interessa le aree interne dei continenti ed è diffuso soprattutto ma non solo in America settentrionale. E’ caratterizzato da inverni molto rigidi, con temperature a lungo al di sotto dello zero e forti nevicate ed estati caldissime caratterizzate da forti rovesci. La flora è rappresentata da foreste di conifere, popolate da numerosi carnivori, ungulati e orsi, tutti animali dotati di folta pelliccia, e dalle foreste di latifoglie. Ci sono praterie e steppe Clima glaciale Il clima glaciale regna sulle calotte polari e in Groenlandia, è caratterizzato da gelo perenne e non offre possibilità di vita.
In geografia, il deserto è definito come un'area della superficie terrestre, quasi o del tutto disabitata, di alta pressione atmosferica da cui le masse d'aria si allontanano sospinte dai venti nella quale le precipitazioni difficilmente superano i 250 millimetri l'anno e il terreno è prevalentemente arido, con scarsa o nulla vegetazione. Sotto il profilo geomorfologico il deserto può comprendere montagne, altopiani o pianure ruvidi e aspri, occupando a volte bacini contornati da montagne. La superficie può essere rocciosa, ghiaiosa o sabbiosa: i paesaggi caratteristici con le dune e la sabbia spazzata dal vento sono solo uno dei tanti aspetti con cui può presentarsi un deserto. Alternativamente la parola "deserto" viene utilizzata per indicare un luogo non abitato da esseri umani e scarsamente abitato da altre specie viventi: anche in base a questa definizione, i deserti comprendono i luoghi dal clima rigido, come l'Antartide e la tundra o più in generale le Regioni polari. Un deserto è un ecosistema che riceve pochissima pioggia e di solito si pensa che possegga poca vita, ma questo dipende dal tipo di deserto; in molti la vita è abbondante, la vegetazione si è adattata al basso tasso di umidità e la fauna solitamente si nasconde durante il giorno, il che significa che un deserto è un ecosistema solitamente arido la sua più grande caratteristica. I deserti costituiscono una delle aree emerse più grandi del pianeta: la loro superficie totale è di 50 milioni di chilometri quadrati, circa un terzo della superficie della Terra. Rappresenta il 30 %
delle terre emerse, il 16 % è costituito da deserti caldi, il 14 % da deserti freddi. Gran parte dei deserti del mondo si trovano in zone caratterizzate da alta pressione costante, cioè una condizione che non favorisce la pioggia. Ii deserto si trova anche nel Nord e del Sud emisferi nei climi caldi. Solo in Asia centrale, questa area naturale si trova nella zona temperata, fino a 50 ° C. I più grandi deserti del mondo sono:
quindi alla luce la minima superficie evaporante. Sono privi di foglie. Le superfici sono generalmente spinose per scoraggiare gli animali assetati.
Esistono popolazioni nomadi come i Touareg, che vivono nel deserto in tribù formate da poche persone, all'incirca 30 o 40 membri. Essi si dedicano soprattutto alla pastorizia e all'agricoltura, sviluppata nelle oasi. Per roteggersi dagli intensi raggi del sole, i Tuareg devono coprirsi completamente lasciando liberi solo occhi e bocca. Usano indossare il caftano, una lunga veste coperta a sua volta da numerosi teli. Inoltre nel deserto vi sono presenti anche tribù di boscimani.
Il riscaldamento globale sta aumentando l’incidenza della siccità, che prosciuga i pozzi. L’aumento delle temperature potrebbe produrre un maggior numero di incendi boschivi ed alterare i paesaggi desertici, eliminando gli alberi e gli arbusti a crescita lenta e rimpiazzandoli con piante a crescita rapida. L’irrigazione usata in agricoltura potrebbe, a lungo termine, portare a un aumento dei livelli di salinità nel suolo, che diventerebbero troppo alti per essere tollerati dalla vegetazione. Gli animali da pascolo possono distruggere molte piante e animali desertici. Il cianuro di potassio usato per l’estrazione dell’oro potrebbe avvelenare la flora e la fauna selvatica. I fuoristrada, se usati in maniera irresponsabile, possono causare danni irreparabili all’habitat del deserto. La produzione di petrolio e gas potrebbe sconvolgere habitat sensibili. Scorie radioattive potrebbero essere smaltite nei deserti, che già sono stati utilizzati come aree per esperimenti nucleari
Un uso più efficiente delle risorse idriche esistenti e un più adeguato controllo della salinizzazione per intervenire con miglioramenti sulle aree aride. Trovare nuovi modi di rotazione delle colture al fine di proteggere il terreno fragile. Piantare alberi e arbusti in grado di fissare la sabbia. Piantare leguminose, che estraggono l’azoto dall’aria e lo fissano nel terreno, per ristabilire la fertilità del suolo. Usare i fuoristrada solo sulle
strade predisposte e sulle carreggiate. Scavare solchi artificiali nel suolo per trattenere le precipitazioni atmosferiche e i semi portati dal vento.