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Codice deontologico dell’assistente sociale.
Tipologia: Appunti
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Il Codice deontologico dell’assistente sociale rappresenta il punto di riferimento per ogni assistente sociale. Quest’ultimo ha valore di norma per ogni iscritto all’albo professionale. Il Codice deontologico della professione è costituito dai principi e dalle regole che gli Assistenti Sociali devono osservare nell’esercizio della professione e che orientano le loro scelte di comportamento nei diversi livelli di responsabilità in cui operano. Il Codice deontologico è, e deve essere, collegato ai cambiamenti sociali, all’evolversi della professione e delle sue conoscenze specifiche e allo sviluppo delle conoscenze scientifiche in generale. Per questo, anche in Italia, il Codice deontologico attuale è frutto di una storia. Le sue origini si possono individuare nella riflessione sulle basi etiche della professione già presente nel fondamentale Convegno di Tremezzo del 1946. Nel 1991 l’Associazione Nazionale degli Assistenti Sociali (ASSNAS) elabora per la prima volta il Codice Deontologico. In seguito alla legge 84\93 che ha istituito l’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali, il Codice è stato recepito e poi deliberato nel 1998 dall’Ordine stesso. Nel 2002 il Codice ha subito una prima revisione, legata soprattutto all’esigenza di adattarlo alle modifiche legislative introdotte con la Legge 328\2000 (legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. Il codice ha subito una seconda revisione nel 2009, dopo un importante lavoro di riflessione interno alla professione. Il 21 febbraio 2020 il CNOAS (Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali) ha approvato il nuovo Codice deontologico della professione, entrato in vigore il 1° giugno 2020. Le principali novità del nuovo Codice deontologico. Il nuovo Codice è più lungo: è formato da 86 articoli, rispetto ai 69 precedenti, distribuiti in 9 titoli, anziché 7; Nel Codice deontologico del 2009 non vi era un preambolo, mentre nel Codice deontologico 2020 si. Si sono sostituite le parole “utente\cliente” con PERSONA; Si specifica la condotta degli Assistenti Sociali nell’uso di INTERNET e dei SOCIAL NETWORK; Si ribadisce il RUOLO POLITICO della professione; La presenza di un intero titolo dedicato a precisare le responsabilità generali degli Assistenti Sociali; L’inserimento di indicazioni relative alle modalità per individuare e affrontare i DILEMMI ETICI. L’introduzione di norme deontologiche relative alla supervisione didattica nei confronti dei tirocinanti. L’ulteriore precisazione del rapporto degli Assistenti Sociali con l’Ordine Professionale. Il codice deontologico è un codice esigente -> L’attuale codice deontologico dell’assistente sociale non è di semplice applicazione, al contrario, esso è un codice esigente: infatti, alcuni articoli possono creare dilemmi etici. Il codice non risolve però dilemmi etici e deontologici proponendo soluzioni preconfezionate, sarebbe impossibile. Esso orienta il professionista a fare la scelta più giusta secondo lui, definisce che tipi di comportamento deve avere con le persone. Le soluzioni, infatti, vanno prese unendo empatia e ragione e questo presuppone un’enorme responsabilità: ogni assistente sociale accetta su di sé il peso morale delle decisioni e accetta la decisione di poter sbagliare.
Il codice deontologico italiano, quindi, (che si distingue da tutti gli altri codici deontologici esteri) è composto da 9 titoli, 86 articoli ed un preambolo (inserito grazie all’ultima revisione effettuata nel 2020). Cos’è un preambolo?? Il preambolo (o anche premessa) è quella parte introduttiva rispetto alla pubblicazione vera e propria, in questo caso rispetto ai vari titoli del codice deontologico. All’interno del preambolo vengono definiti gli obiettivi dell’assistente sociale e della professione. Inoltre, all’interno di quest’ultimo si sottolinea l’importanza della figura e del ruolo del professionista, è infatti scritto: “La professione dell’assistente sociale è fondamentale per garantire i diritti umani e lo sviluppo sociale… l’assistente sociale è consapevole che la professione è una risorsa da tutelare, che implica doveri e responsabilità.” Viene inoltre presentato il codice, che definisce i limiti del corretto esercizio professionale. Infatti, se si vuole esercitare la professione di assistente sociale, bisogna RISPETTARE le regole, i principi e i metodi presenti nel codice deontologico. Titolo I Definizioni generali e ambito di applicazione. 1.Il Codice Deontologico è costituito dai principi e dalle regole che l’assistente sociale iscritto all’albo professionale deve conoscere, osservare e contribuire a diffondere.
In questo titolo vengono enunciate le responsabilità che l’assistente sociale ha verso i colleghi e gli altri professionisti con cui entra in contatto (psicologi, forze dell’ordine…).
E’ l’ultimo titolo del codice deontologico del 2020, in questo titolo ci sono tutte le norme finali.