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Il codice Odifreddi: Noi non possiamo essere cristiani (e meno cattolici), Appunti di Linguistica

Una critica scorrevole al cristianesimo di Piergiorgio Odifreddi, che afferma che la religione è una 'religione per letterali cretini' e che i cristiani hanno fondato la civiltà moderna insegnando ai popoli a leggere e scrivere invece che a creare miti mediorientali e superstizioni medievali. Odifreddi si reca in escursione etimologica attraverso la Bibbia e la storia, mettendo in luce le origini greche dei termini cristiani e sottolineando la loro 'ignoranza'. un appunti, una raccolta di note e riflessioni sulle origini del cristianesimo e della lingua.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 23/06/2021

letizia_borelli
letizia_borelli 🇮🇹

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Il codice Odifreddi
ovvero la Rifondazione delle Scienze
È uscito il libro del Millennio. S'intitola Perché non possiamo essere cristiani (e
meno che mai cattolici), di Piergiorgio Odifreddi, Longanesi editore. Il libro, in
continua frenetica ristampa, contiene una Rivelazione esplosiva: «il cristianesimo è
una religione per letterali cretini... la fede cristiana pretende di continuare a
propinare all'uomo occidentale contemporaneo stantii miti mediorientali e infantili
superstizioni medioevali».
Sconcerto in Vaticano. Papa Ratzinger è preoccupato, mentre il mondo assiste
attonito allo smascheramento della più grande mistificazione della storia.
Cristianesimo «indegno dell'uomo»
I cristiani avrebbero fondato la civiltà moderna insegnando ai popoli a leggere e
a scrivere? Cretinate! Il monachesimo avrebbe attuato il salvataggio della civiltà
classica consegnandola alla modernità? Macché.
Per dimostrare che «il Cristianesimo è indegno della razionalità e
dell'intelligenza dell'uomo», il nostro Professore è costretto ad improvvisarsi esegeta
della Bibbia. Per nulla intimidito della immensa letteratura scientifica che si è
accumulata nei secoli, la ignora semplicemente come viziata in radice. Il Rifondatore
della Filologia ci fa edotti, tanto per cominciare, che Bibbia viene dal greco biblia
che vuol dire ‘libri’. Impressionante. Poi passa in rassegna tutto, dal Genesi al
Catechismo, passando per il Vangelo (dal greco eu angelion “buona novella”! Ma
vah!). Una teoria interminabile di personaggi, da quel poveretto di Francesco d'Assisi
a quel burino di Benedetto da Norcia, da quel cretino di Dante Alighieri a quel
credulone di Tommaso d'Aquino, milioni, miliardi di persone hanno perso il loro
tempo a pregare, immersi com'erano nell'ignoranza.
Veramente qualche perplessità rimane nel comune mortale, che scienziato non è:
come facevano, ad esempio, quei cretini di Galileo, Campanella, Bruno ecc., che
incapparono nei rigori della Chiesa, a credere in Dio? E, dopotutto, lo stesso
Aristotele non era credente?
Ad ogni modo, la lettura di queste pagine illuminate incute riverenza: è chiaro
che l'Autore è un essere superiore, uno Scienziato che sa di tutto, dalla fisica alla
biologia, dalla filosofia alla linguistica, dalla logica alla matematica, dalla storia alla
teologia, dalla genetica all'esegesi biblica, dal greco all'ebraico, dalla mitologia
all'archeologia, e via di seguito. Non arretra davanti a nessun settore scientifico-
disciplinare, che rifonda ab ovo.
Spregiudicato, versatile, brillante.
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Scarica Il codice Odifreddi: Noi non possiamo essere cristiani (e meno cattolici) e più Appunti in PDF di Linguistica solo su Docsity!

Il codice Odifreddi

ovvero la Rifondazione delle Scienze

È uscito il libro del Millennio. S'intitola Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) , di Piergiorgio Odifreddi, Longanesi editore. Il libro, in continua frenetica ristampa, contiene una Rivelazione esplosiva: « il cristianesimo è una religione per letterali cretini... la fede cristiana pretende di continuare a propinare all'uomo occidentale contemporaneo stantii miti mediorientali e infantili superstizioni medioevali ». Sconcerto in Vaticano. Papa Ratzinger è preoccupato, mentre il mondo assiste attonito allo smascheramento della più grande mistificazione della storia. Cristianesimo «indegno dell'uomo» I cristiani avrebbero fondato la civiltà moderna insegnando ai popoli a leggere e a scrivere? Cretinate! Il monachesimo avrebbe attuato il salvataggio della civiltà classica consegnandola alla modernità? Macché. Per dimostrare che «il Cristianesimo è indegno della razionalità e dell'intelligenza dell'uomo», il nostro Professore è costretto ad improvvisarsi esegeta della Bibbia. Per nulla intimidito della immensa letteratura scientifica che si è accumulata nei secoli, la ignora semplicemente come viziata in radice. Il Rifondatore della Filologia ci fa edotti, tanto per cominciare, che Bibbia viene dal greco biblia che vuol dire ‘libri’. Impressionante. Poi passa in rassegna tutto, dal Genesi al Catechismo , passando per il Vangelo (dal greco eu angelion “buona novella”! Ma vah!). Una teoria interminabile di personaggi, da quel poveretto di Francesco d'Assisi a quel burino di Benedetto da Norcia, da quel cretino di Dante Alighieri a quel credulone di Tommaso d'Aquino, milioni, miliardi di persone hanno perso il loro tempo a pregare, immersi com'erano nell'ignoranza. Veramente qualche perplessità rimane nel comune mortale, che scienziato non è: come facevano, ad esempio, quei cretini di Galileo, Campanella, Bruno ecc., che incapparono nei rigori della Chiesa, a credere in Dio? E, dopotutto, lo stesso Aristotele non era credente? Ad ogni modo, la lettura di queste pagine illuminate incute riverenza: è chiaro che l'Autore è un essere superiore, uno Scienziato che sa di tutto, dalla fisica alla biologia, dalla filosofia alla linguistica, dalla logica alla matematica, dalla storia alla teologia, dalla genetica all'esegesi biblica, dal greco all'ebraico, dalla mitologia all'archeologia, e via di seguito. Non arretra davanti a nessun settore scientifico- disciplinare, che rifonda ab ovo. Spregiudicato, versatile, brillante.

Incute timore la vastità del suo sapere; una girandola spumeggiante di autori, teorie, aneddoti, etimologie sconcertanti, tutto volto a mettere in luce per il volgo ignorante e allocco (circa «la metà del genere umano» secondo i suoi calcoli) le palmari verità che lui scoprì precocemente, già da ragazzo sui banchi dell'Istituto Tecnico. Ma anche l'altra metà del genere umano avrà tutto da imparare, mentre preti e cardinali avranno pane per i loro denti. Una rivoluzione, a confronto della quale Copernico fa ridere i polli: per tremila anni e più l'umanità si è lasciata turlupinare dai preti. Oramai l'Odifreddi-pensiero circola vittorioso e salutare per tutto il pianeta: il blog è alla portata di tutti. Basta un rapido cabotaggio nella Rete per vedere che il mondo è diviso tra chi è pro (laici sensati) e chi è contro (integralisti insensati). Poi ci sono le case editrici che fiutano l'affare e fanno ressa per accaparrarselo. Dopo duemila anni di inganni e di violenze qualcuno doveva pur sobbarcarsi la fatica di processare la storia e sbugiardare la Chiesa. E chi poteva farlo se non Lui, Premio Peano della Mathesis? Finalmente Ratzinger ha il fatto suo. Ebraismo e Cristianesimo sono smascherati e distrutti, «Mosè, Cristo e il papa sono nudi» (dal risvolto di copertina). Bertrand Russel non fu che un precursore, un mosè, umbra di Colui che doveva venire: Piergiorgio Odifreddi. Avevamo bisogno di questa Rivelazione. Una Summa per il terzo millennio. L'etimologia e la verità Non essendo io tuttologo, anzi facendo fatica a studiare la mia materia, non posso che rimanere soggiogato dalla vastità dei saperi che il Nostro mostra di dominare con tanta disinvoltura. Poiché però il suo verbo rivoluzionario si pronuncia anche su temi che mi affaticano da una vita, come la natura, le funzioni e la storia delle lingue, vorrei esprimere il mio stupore nell'apprendere che Aristotele era per l'isomorfismo tra lingua e mondo. Tanti studiosi sono ancora convinti che per Aristotele il segno linguistico è convenzionale ( katà sunthéken ); qualcuno li dovrà avvertire che hanno sbagliato tutto. Ecco una frase albo signanda lapillo : «la conoscenza del mondo è riducibile alla conoscenza del linguaggio, e quindi il sapere è riducibile alla linguistica». Io veramente sapevo che cercare la verità stando dietro alle parole è come inseguire gli uccelli. Lo disse Aristotele nella Metafisica, io non c'entro. Il nostro Professore di Tuttologia si avventura poi impavido nelle sabbie mobili dell'etimologia. Qualunque mortale ne rimarrebbe impantanato. Apprendiamo così che christos significa “unto”, laicismo viene da laikos ‘popolare’ (per cui «i comuni cittadini devono farsi carico della difesa della laicità»)...! Ignorante come sono, e subornato dai preti, ho sempre creduto che parole come laico riassumessero in maniera eccellente ciò che è avvenuto nella cultura occidentale in questi ultimi duemila anni: che laos ‘popolo’ non fosse il popolo dei No-Global, ma il popolo di Dio , cioè la Chiesa; giacché, se la lingua è il precipitato delle culture

Qui, stranamente, il Pianigiani ci azzecca, o quasi, allorché pensa che una “persona semplice ed innocente”, ovvero una persona “assorta nella contemplazione delle cose celesti” possa essere scambiato – tout court – per un cristiano. Ma il nostro Esegeta, omettendo la prima parte della frase, che contiene il referente, il topic, della predicazione, ci lascia intendere lucciole per lanterne. In definitiva l'etimologia insegna che non i cristiani sono da considerare cretini , ma i cretini sono da considerare cristiani , cioè esseri umani (in questo senso possiamo dire che Odifreddi è un cristiano a pieno titolo). Come vanno altrimenti definiti questi infelici? Handicappati non sta bene; oggi li chiamiamo con laica ipocrisia “diversamente abili”. La pietà popolare, deviata dall'influsso di quel «sedicente cristo» che era Gesù, li definì cristiani. Il buon Pianigiani, evocando le parole evangeliche “Beati i poveri di spirito...” gli offre poi il destro per svelare al mondo la “stupidità” delle Beatitudini. I soliti malevoli diranno che è operazione sporca, se non addirittura cialtronesca; io dico che è geniale. La stessa origine del nome Europa , su cui si sono profusi fiumi di studi e che è rimasta tuttora – a quanto mi constava – oscura, non ha misteri per il nostro Professore, che sciorina una graziosa interpretazione etimologica: Europei dal greco eurys ops “faccia larga”; il tutto per argomentare argutamente che «siamo anche letteralmente dei “faccioni”, ma questo non ci basta per dedurre che allora abbiamo tutti un'espressione cretina e dunque come Europei non possiamo non dirci Cristiani...»! Non c'è che dire. Un pozzo di scienza. La linguistica di Odifreddi Ma la vera inapprezzabile perla è quella di pagina 95: «Un minimo di linguistica basta a smascherare l'anacronismo della fede in Dio Padre»! Come? Siccome il latino deus , il greco theos e il sanscrito dyaus derivano da un'unica radice che significa ‘cielo luminoso’ (e qui con mezza riga il Nuovo Filologo distrugge le fatiche di 200 anni di indoeuropeistica), e siccome i cristiani pregano il dio che sta nei cieli, questa è la prova provata che essi adorano Giove. L'etimologia non scherza! Così nessuno osi pensare che il monstrum grammaticale di pagina 37 ( sarkos heteros ), possa attestare ignoranza elementare del greco: è certo un deplorevole refuso. Quel che conta è la schiacciante argomentazione odifreddiana che la sodomia non è affatto contro natura, dato che la praticherebbeo pure topi e balene. Uno studente di linguistica del I anno che sostenesse la parentela etimologica di latino deus e greco theos sarebbe bocciato con ignominia. Ma Lui, Premio Galilei dei Rotary italiani, è al di sopra del bene e del male. Lui la Linguistica la crea (stavolta a portare fuori strada il nostro Etimologo è il Pianigiani, che cita un abbaglio del grande Ascoli).

Odifreddi, dunque, è geniale. Chi avrebbe pensato di cavalcare l'anticlericalismo estremo per sfondare nella grande palude dell'editoria? Crepino i malpensanti, che se la prendono con chi ha messo in rete il Pianigiani. Odifreddi ha studiato in Unione Sovietica e, of course , negli States. I malevoli (e gli invidiosi) parleranno di sicumera, di infantile euforia per le magnifiche sorti e progressive della scienza e della morale, evocheranno la “boria dei dotti” di vichiana memoria, diranno che in questo profluvio di scritti manca qualcosa, manca l'anima. Ma il nostro Copernico continuerà impavido la sua battaglia, dacché l'anima non esiste, e comunque non può trovar posto in un corpo ingombrato da tanta Ragione. Immaginiamo per un attimo (è fanta-storia) che la flotta di Mehmet Alì abbia avuto la meglio nelle acque di Lepanto nel 1571. Oggi a Cuneo si parlerebbe arabo. E il Nostro si vedrebbe costretto ad appuntare i suoi strali contro Maometto e l'Islam. A proposito, perché la sua destrutturazione si limita a Gesù e Budda e non se la prende con Allah? La battaglia altamente intellettuale di Odifreddi fa il paio con quella di un partitino internazionalista com'è il Radicale, che si batte strenuamente per liberare la donna in Italia. Ma perché, internazionalisti e libertari, non vanno a liberare la donna in Arabia Saudita? Strana democrazia l'Italia, fondata sulla dittatura di minoranze sparute ma combattive e sugli umori di chi confeziona i palinsesti televisivi. Paese postmoderno, dove ogni intolleranza è bandita, ad eccezione di quella contro i cattolici. Paese democratico, dove le maggioranze silenziose non contano un fico secco. Il teorema Odifreddi Perché Odifreddi è così smaccatamente falso e irritante? Ma perché solo così si buca lo schermo e si fa il colpaccio. Un anticlericalismo moderato passerebbe inosservato. Penso alla legittima soddisfazione della mamma, specie dopo l'accredito delle prime tranches dei diritti d'autore: ma quanto è intelligente questo figlio mio! Il fatto è che sparare a zero rende. Codice da Vinci docet. Inutilmente quei talebani del Vaticano protestano: la colpa non è di Odifreddi, ma della lobby mass- mediale massonica che gonfia il "caso" del grande genio matematico; la colpa è degli imbonitori radiotelevisivi che hanno decretato il pensionamento delle barbose agenzie educative tradizionali, la Chiesa e la Scuola, e hanno portato in cattedra maîtres à penser nuovi di zecca, come Platinette, Busi, Sgarbi, Luxuria, i nuovi educatori dei giovani e bla bla bla. Quel che conta è che la Rivoluzione è in atto: la corona di spine del Galileo s'è salvata, per ora, dalla Spada di Allah, ma nulla può contro l'Etimologia di Odifreddi. Ora, il libro di Dan Brown è un romanzo; il Libro di Odifreddi è invece la quintessenza delle Scienze, e le scienze sono tutte ancelle della Matematica, il nuovo Dio. Infatti, all'umanità che soffre le vertigini dopo la liquidazione del vecchio Jahvè, Egli risponde tranquillizzante in una intervista: «la Matematica è dio». Compie così