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Combustibili teoria e formule, Sbobinature di Tecnologia Dei Materiali E Chimica Applicata

Tecnologie di chimica applicata, secondo anno, ingegneria chimica

Tipologia: Sbobinature

2025/2026

In vendita dal 01/02/2026

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Esame tecnologia di chimica applicata
Combustibili
Un combustibile è una sostanza che, in opportune condizioni, reagisce con un comburente (di
solito O₂) sviluppando calore.
Dal punto di vista chimico, la combustione è sempre:
una reazione di ossidazione
il combustibile è la sostanza ossidabile
il comburente è la sostanza ossidante
Combustibile + O2 → Prodotti ossidati + calore.
Combustibile chimico ≠ combustibile industriale, non tutte le sostanze ossidabili
sono combustibili industriali. Per essere usato tecnicamente, un combustibile deve avere:
costo contenuto
facilità di estrazione o preparazione
velocità di combustione adeguata
assenza (o contenimento) di prodotti tossici
Per questo idrogeno, carbone, metano , magnesio, sodio no (troppo reattivi / pericolosi /
costosi).
La combustione non è istantanea, ma avviene in fasi:
1. Miscelazione: combustibile + aria devono essere ben distribuiti
2. Pre-combustione (400–600 °C): si formano radicali liberi molto reattivi
3. Combustione vera e propria: reazioni rapide di ossidazione
4. Post-fiamma: raffreddamento dei fumi e ricombinazione finale
Termodinamica della combustione: ΔU e ΔH
Combustione a volume costante, sistema chiuso (es. bomba calorimetrica), non c’è lavoro di
espansione 𝑄!= Δ𝑈
Combustione a pressione costante, sistema aperto (forni, motori, caldaie) 𝑄"= Δ𝐻
Relazione fondamentale Δ𝐻 Δ𝑈 = 𝑝(𝑉
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oppure, per gas ideali:Δ𝐻 Δ𝑈 = 𝑅(𝑛%&'( 𝑛&)*+)𝑇
questa formula spiega perché il potere calorifico cambia tra:
volume costante
pressione costante
Entalpia di combustione (legge di Hess): è la variazione do entalpia associata alla combustione
completa, di una mole di sostanza, un reagente e prodotti allo stato standard.
Per una reazione di combustione: Δ𝐻,'-.
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Esame tecnologia di chimica applicata

Combustibili

Un combustibile è una sostanza che, in opportune condizioni, reagisce con un comburente (di solito O₂) sviluppando calore. Dal punto di vista chimico , la combustione è sempre:

  • una reazione di ossidazione
  • il combustibile è la sostanza ossidabile
  • il comburente è la sostanza ossidante Combustibile + O 2 → Prodotti ossidati + calore. Combustibile chimico ≠ combustibile industriale, non tutte le sostanze ossidabili sono combustibili industriali. Per essere usato tecnicamente , un combustibile deve avere:
  • costo contenuto
  • facilità di estrazione o preparazione
  • velocità di combustione adeguata
  • assenza (o contenimento) di prodotti tossici Per questo idrogeno, carbone, metano sì, magnesio, sodio no (troppo reattivi / pericolosi / costosi). La combustione non è istantanea, ma avviene in fasi:
  1. Miscelazione : combustibile + aria devono essere ben distribuiti
  2. Pre-combustione (400–600 °C) : si formano radicali liberi molto reattivi
  3. Combustione vera e propria : reazioni rapide di ossidazione
  4. Post-fiamma : raffreddamento dei fumi e ricombinazione finale Termodinamica della combustione: ΔU e ΔH Combustione a volume costante, sistema chiuso (es. bomba calorimetrica) , non c’è lavoro di espansione 𝑄! = Δ𝑈 Combustione a pressione costante, sistema aperto (forni, motori, caldaie) 𝑄" = Δ𝐻 Relazione fondamentale Δ𝐻 − Δ𝑈 = 𝑝(𝑉# − 𝑉$) oppure, per gas ideali:Δ𝐻 − Δ𝑈 = 𝑅(𝑛%&'( − 𝑛&)*+)𝑇 questa formula spiega perché il potere calorifico cambia tra:
  • volume costante
  • pressione costante Entalpia di combustione (legge di Hess): è la variazione do entalpia associata alla combustione completa, di una mole di sostanza, un reagente e prodotti allo stato standard. Per una reazione di combustione: Δ𝐻,'-.^ ∘^ = ∑𝜈 0 Δ𝐻 1 ∘,^ %&'('330− ∑𝜈 4 Δ𝐻 1 ∘, &)*+)
  • si usano entalpie standard di formazione
  • riferimento: 25°C, 1 atm L’ossigeno O₂ ha: Δ𝐻 1 ∘^ = 0 ΔH < 0 → reazione esotermica (energia ceduta) ΔH > 0 → reazione endotermica (energia assorbita) Esempio fondamentale: C + O# → CO#Δ𝐻 = − 393 , 3 kJ Vuol dire che bruciando 1 mole di carbonio (12 g) si liberano 393,3 kJ. L’entalpia dipende dallo stato fisico , soprattutto dell’acqua:
  • H₂O liquida → più calore recuperabile
  • H₂O vapore → parte del calore serve a vaporizzare l’acqua Per vaporizzare 1 kg di acqua servono circa 2500 kJ. Una reazione di combustione può essere: Completa: quando l’O 2 è sufficiente, prodotti CO 2 e H 2 O (è la combustione desiderata). Si ha quando tutti gli elementi ossidabili del combustibile vengono trasformati nei loro prodotti più ossidati:
  • C → CO₂
  • H → H₂O
  • S → SO₂
  • N → N₂ Incompleta: quando l’O 2 è insufficiente, prodotti CO, fuliggine, idrocarburi composti (è pericolosa e inefficiente).
  • Reazioni esotermiche → sviluppano calore, tutte le combustioni
  • Reazioni endotermiche → assorbono calore, non combustioni (es. decomposizioni) Per la valutazione e l'utilizzazione di un combustibile sono importanti il potere calorifico , il quantitativo di aria necessario alla combustione, il volume e la composizione dei fumi , la temperatura teorica di combustione, i limiti di infiammabilità.

Come si misura il potere calorifico? Non si misura direttamente, ma si ricava da un aumento di temperatura Due metodi:

  1. Bomba calorimetrica di Mahler (per combustibili solidi e liquidi): è un calorimetro a volume costante in cui il combustibile brucia in ossigeno puro, all’interno di un recipiente metallico chiuso (la “bomba”) Come funziona:
  1. Si pesa una quantità nota di combustibile
  2. Si mette nella bomba con O₂ in eccesso
  3. La bomba è immersa in acqua
  4. Si innesca la combustione elettricamente
  5. Si misura l’aumento di temperatura dell’acqua Dal ΔT dell’acqua si risale al calore sviluppato. Cosa si ottiene: POTERE CALORIFICO SUPERIORE (Qs) Perché: l’acqua formata condensa , quindi si recupera anche il calore di condensazione. Si lavora a Volume costante.
  1. Calorimetro di Junkers (per combustibili gassosi): è un calorimetro a pressione costante usato per i gas combustibili. Come funziona:
  1. Il gas combustibile entra e viene miscelato con aria, entrambi sono saturi di vapore acqueo
  2. I fumi passano in uno scambiatore
  3. Riscaldano una corrente d’acqua
  4. Si misura: o portata dell’acqua o aumento di temperatura Cosa si può misurare Dipende da come si fa lavorare l’apparecchio :
  • se l’acqua dei fumi condensaQs
  • se non condensaQi In pratica:
  • Junkers può misurare sia Qs sia Qi
  • è lo strumento più realistico per i gas Riassunto schematico Combustibile Strumento Cosa misura Solidi Bomba di Mahler Qs Liquidi Bomba di Mahler Qs Gassosi Calorimetro di Junkers Qs o Qi E il potere calorifico inferiore (Qi)? Qi NON si misura quasi mai direttamente. Di solito si ottiene: per calcolo a partire da Qs o sottraendo il calore di vaporizzazione dell’acqua

Passo 3 – Converti O₂ in aria 𝑉aria = 𝑉 (^6)! × 4 , 8 Esempio fondamentale: metano (CH₄) Reazione di combustione CH 7 + 2 O# → CO# + 2 H#O 1 mole (o 1 Nm³) di CH₄ richiede 2 moli (o 2 Nm³) di O₂ Calcolo aria teorica 𝑉aria = 2 × 4 , 8 = 9 , 6 Nm³ R isultato : per bruciare 1 Nm³ di CH₄ servono 9,6 Nm³ di aria teorica Questo esempio va saputo fare a memoria. Qui non lavori direttamente in Nm³ , ma:

  • parti dalla massa
  • passi dalle moli
  • poi ai volumi di gas Regola base A condizioni normali: 1 mole di gas = 22 , 4 litri Esempio: alcol etilico (CH₃CH₂OH) Reazione : CH 8 CH#OH + 3 O# → 2 CO# + 3 H#O 1 mole di alcol richiede 3 moli di O₂
  • PM alcol = 46 g/mol
  • 3 moli O₂ → 3 × 22 , 4 = 67 , 2 L di O₂
  • aria = 67 , 2 × 4 , 8 Poi si fa la proporzione per 1 kg. Azoto: l’ N₂ non reagisce , entra con l’aria , esce tutto nei fumi Questo sarà fondamentale :
  • nel calcolo dei fumi
  • nella temperatura di combustione
  • nelle perdite al camino Riassunto
  • Aria teorica = aria minima stechiometrica
  • Serve per combustione completa
  • Si calcola:
    1. dalla reazione
    2. dall’O₂ richiesto
    3. usando il fattore 4,
  • L’azoto non reagisce , ma finisce nei fumi Volume e composizione dei fumi: i fumi sono tutti i prodotti gassosi della combustione , escluse eventuali particelle solide (ceneri, polveri). Nei fumi troviamo: gas formati dalla combustione , gas inermi trascinati dall’aria (soprattutto N₂ ) Fumi umidi: contengono:
  • CO₂
  • H₂O (vapore)
  • N₂
  • eventuali altri gas (SO₂, O₂ in eccesso, ecc.) Fumi anidri: fumi dopo la condensazione dell’acqua :
  • H₂O eliminata
  • restano CO₂, N₂, O₂, SO₂… Principio base del calcolo dei fumi Il volume dei fumi si calcola:
  1. dalla reazione di combustione
  2. ricordando che l’azoto accompagna sempre l’ossigeno
  3. sommando tutti i volumi gassosi prodotti Caso: metano (CH₄) Reazione: CH 7 + 2 O# → CO# + 2 H#O Gas prodotti dalla reazione per 1 Nm³ di CH₄ :
  • CO₂ = 1 Nm³
  • H₂O = 2 Nm³ Azoto trascinato dall’aria
  • O₂ usato = 2 Nm³
  • N₂ associato = 2 x 3,8 = 7, 6 Nm³ Volume totale dei fumi (umidi)

Riassunto secco

  • I fumi sono i prodotti gassosi della combustione
  • Possono essere umidi o anidri
  • Il volume si calcola dalla reazione stechiometrica
  • L’N₂ dell’aria va sempre contato
  • La composizione si esprime in % in volume Temperatura teorica di combustione: temperatura massima che si raggiungerebbe se tutto il calore sviluppato dalla combustione venisse utilizzato solo per riscaldare i fumi , senza alcuna perdita. È quindi:
  • ideale
  • non reale
  • limite superiore Nella realtà:
  • parte del calore si perde per: o irraggiamento o conduzione o fumi caldi al camino
  • spesso c’è aria in eccesso quindi la temperatura reale è sempre più bassa. Il concetto è questo: calore sviluppato dal combustibile = calore necessario a riscaldare i fumi In formula concettuale: 𝑄 0 = ∑(𝑉 0 ⋅ 𝐶%, 0 (𝑇)), dove:
  • 𝑄 0 = potere calorifico inferiore
  • 𝑉 0 = volume del gas 𝑖 nei fumi
  • 𝐶% = calore sensibile del gas
  • 𝑇 = temperatura cercata Il calore sensibile di un gas è: la quantità di calore (kJ) necessaria per portare 1 Nm³ di quel gas da 0 °C alla temperatura considerata NON si calcola con formule: si legge da tabelle Metodo generale di calcolo Passo 1 – Usa il Qi Sempre potere calorifico inferiore , non il superiore.

Passo 2 – Calcola volume e composizione dei fumi Passo 3 – Scegli due temperature di prova Ad esempio:

  • 1700 °C
  • 1800 °C Passo 4 – Dalla tabella leggi i calori sensibili Per ogni gas:
  • CO₂
  • N₂
  • H₂O (se fumi umidi) Calcola il calore assorbito dai fumi: 𝑄 = ∑(𝑉 0 ⋅ 𝐶<, 0 ) Passo 6 – Interpolazione Trovi la temperatura a cui: 𝑄fumi = 𝑄 0 Esempio Dati
  • gas: 40% CO – 60% N₂
  • 𝑄 0 = 5050 kJ/Nm³ Reazione: CO + $

O# → CO#

Volumi dei fumi

  • CO₂ = 0,4 Nm³
  • N₂: o dall’aria → 0 , 2 × 3 , 8 = 0 , 76 o dal combustibile → 0, 6 Totale 1,36 Nm³ Calori sensibili (da tabella) A:
  • 1700 °C o CO₂ → 4047 kJ/Nm³ o N₂ → 2484 kJ/Nm³
  • 1800 °C o CO₂ → 4316 o N₂ → 2647
  • Aria in eccesso → T più bassa Perdite al camino: è la frazione di calore che viene persa perché i fumi vengono scaricati a temperatura superiore a quella ambiente. È una perdita energetica reale. Come si valuta , si confronta:
  • il potere calorifico inferiore Qi
  • con il calore sensibile dei fumi all’uscita In pratica: 𝑄perso = ∑(𝑉 0 ⋅ 𝐶<, 0 (𝑇uscita)) Più:
  • fumi caldi
  • molti fumimaggiore perdita Come si riducono le perdite al camino
  • riducendo l’ aria in eccesso
  • recuperando calore (scambiatori)
  • abbassando la T dei fumi in uscita Temperatura di accensione (o ignizione): è la temperatura minima alla quale la miscela combustibile–comburente deve essere portata affinché la combustione si inneschi. Non è la temperatura di combustione! Valori tipici (da ricordare)
  • H₂ → ~572 °C
  • CH₄ → ~632 °C
  • benzina → 300–400 °C Da cosa dipende
  • natura del combustibile
  • tipo di comburente
  • pressione
  • modalità di riscaldamento
  • superficie di contatto Limiti di infiammabilità: le percentuali minima e massima di combustibile in aria entro cui la combustione può innescarsi e propagarsi. Una miscela brucia solo se :
  • il combustibile non è troppo poco
  • né troppo abbondante Esempi
  • H₂ → 4% – 75%
  • CH₄ → 5% – 15% Campo molto più ampio = combustibile più pericoloso. Effetto della temperatura
  • aumentando la temperatura
  • il campo di infiammabilità si allarga Potenziale termico (Pt): la quantità di calore sviluppata dalla combustione di 1 Nm³ di miscela stechiometrica di combustibile + aria teorica , con acqua allo stato di vapore. È un parametro tipico dei carburanti. Formula del potenziale termico Combustibili gassosi 𝑃𝑡 = > !aria teorica?$ , dove:
  • 𝑄𝑖 = potere calorifico inferiore
  • 𝑉aria teorica = aria necessaria per 1 Nm³ di combustibile
  • +1 = volume del combustibile stesso Esempio: metano
  • 𝑄𝑖 = 35. 750 kJ/Nm³
  • 𝑉aria teorica = 9 , 6
  • 𝑃𝑡 = 8@.;@ B,:?$ = 3. 373 kJ/Nm³ Conclusione: Maggiore Pt → maggiore potenza del motore Combustibili liquidi Per i liquidi: 𝑃𝑡 = >0?>" !aria teorica?!# dove:
  • 𝑄C = calore di vaporizzazione
  • 𝑉, = volume del combustibile vaporizzato Riassunto
  • Perdite al camino → calore nei fumi caldi
  • Temperatura di accensione → innesco

Per questo esistono gasoli invernali con punto di scorrimento più basso. Con il termine residui si indica la quantità di sostanze non volatili che rimangono dopo la combustione o la vaporizzazione di un combustibile. I residui derivano da:

  • composti pesanti
  • impurità
  • prodotti di decomposizione termica Effetti negativi: un combustibile con alto contenuto di residui:
  • forma depositi carboniosi
  • sporca ugelli e camere di combustione
  • riduce l’efficienza
  • aumenta l’usura del motore Nei carburanti moderni il contenuto di residui deve essere minimo. Il numero di ottano è il parametro più importante per le benzine : misura la resistenza alla detonazione , cioè la capacità di una benzina di: bruciare in modo regolare senza autoaccendersi violentemente La detonazione è una combustione anomala , troppo rapida e violenta, che provoca:
  • colpi metallici (“battito in testa”)
  • perdite di rendimento
  • danni al motore Il numero di ottano è definito come:
  • la percentuale in volume di isottano in una miscela con:
  • n-eptano che detona come la benzina in esame. Per convenzione:
  • isottano = 100
  • n-eptano = 0 Più alto è il numero di ottano, maggiore è la qualità antidetonante della benzina. Il potere antidetonante è il significato fisico del numero di ottano. Indica la capacità del carburante di:
  • resistere all’autoaccensione
  • garantire una combustione progressiva e controllata

Le benzine con elevato potere antidetonante:

  • permettono motori più performanti
  • consentono rapporti di compressione più elevati
  • migliorano il rendimento Il numero di cetano è l’equivalente del numero di ottano, ma per i motori Diesel. Il numero di cetano misura: la facilità di accensione spontanea del gasolio Qui il concetto è opposto rispetto alle benzine. Nei motori Diesel
  • il carburante deve autoaccendersi
  • un ritardo di accensione troppo lungo è dannoso Interpretazione
  • alto numero di cetano → accensione rapida e regolare
  • basso numero di cetano → ritardi, rumorosità, vibrazioni Nei Diesel non vogliamo resistere all’accensione , ma favorirla. Il punto di anilina è un parametro meno intuitivo, ma molto importante dal punto di vista chimico. È la temperatura minima alla quale un combustibile è completamente miscibile con l’anilina. Questo parametro fornisce informazioni sulla composizione del combustibile :
  • basso punto di anilina → alto contenuto di idrocarburi aromatici
  • alto punto di anilina → prevalenza di paraffine Perché è importante Gli aromatici:
  • migliorano il numero di ottano
  • ma aumentano l’aggressività chimica
  • e l’impatto ambientale Il punto di anilina è quindi un indice indiretto della qualità e della natura chimica del combustibile. Ogni parametro ha senso solo se collegato all’uso :
  • volatilità → accensione e combustione
  • punto di scorrimento → funzionamento a freddo
  • residui → pulizia e durata
  • numero di ottano → benzine
  • potere antidetonante → qualità della combustione
  • numero di cetano → Diesel
  • punto di anilina → natura chimica

Dal punto di vista chimico contiene:

  • carbonio
  • idrogeno
  • ossigeno in percentuali tali da renderlo combustibile, ma presenta un’elevata umidità e una percentuale significativa di ossigeno già combinato. Questo comporta che:
  • il potere calorifico inferiore del legno sia relativamente basso
  • gran parte dell’energia venga spesa per evaporare l’acqua contenuta Il legno secco ha un Qs intorno a 4200 kcal/kg, ma il Qi del legno stagionato scende spesso a 2500– 3000 kcal/kg. La torba rappresenta il primo stadio del processo di trasformazione dei tessuti vegetali in carbone. Si forma in ambienti paludosi, dove la decomposizione della materia organica avviene in condizioni di scarso ossigeno. È un combustibile povero:
  • elevata umidità
  • basso tenore di carbonio
  • basso potere calorifico Ha un uso limitato ed è oggi quasi esclusivamente di interesse storico o locale. Lignite, litantrace, antracite: la carbogenesi: questi combustibili sono il risultato del processo di carbogenesi , cioè la trasformazione progressiva dei residui vegetali sotto l’effetto di:
  • pressione
  • temperatura
  • tempo
  • attività batterica Con l’aumentare del grado di trasformazione:
  • diminuiscono ossigeno e idrogeno
  • aumenta il contenuto di carbonio
  • aumenta il potere calorifico Lignite È un carbone giovane, con elevata umidità, ricca di volatili, facile accensione e basso potere calorifico. Litantrace È il carbone più utilizzato industrialmente. Ha buon contenuto di carbonio, potere calorifico elevato e discreta facilità di combustione.

Antracite È il carbone più “maturo”: altissimo contenuto di carbonio, pochissime sostanze volatili, difficoltà di accensione ma altissimo potere calorifico. Artificiali: Il coke si ottiene per distillazione secca del carbone (assenza di aria). Durante questo processo vengono eliminate le sostanze volatili e si ottiene un solido:

  • molto ricco di carbonio
  • poroso
  • resistente meccanicamente Il coke è fondamentale in metallurgia , in particolare negli altoforni, perché:
  • funge da combustibile
  • funge da riducente
  • mantiene la struttura porosa del letto di carica Combustibili liquidi : sono costituiti quasi interamente dai derivati del petrolio. Utilizzati principalmente in motori, nella produzione di energia, impianti industriali. Parametri importanti
  • Volatilità : capacità di vaporizzare
  • Punto di scorrimento : temperatura sotto cui il combustibile non fluisce
  • Residui : tendenza a lasciare depositi
  • Punto di anilina : misura della natura aromatica del combustibile o punto basso → molti aromatici o punto alto → paraffine Il petrolio è un combustibile naturale liquido costituito da una miscela complessa di idrocarburi , accompagnati da:
  • composti solforati
  • composti azotati
  • composti ossigenati
  • metalli (Ni, V, Fe) Il petrolio non è utilizzabile direttamente : deve essere raffinato. Nel petrolio sono presenti diverse classi di composti:
  • Paraffine (alcani) : saturi, catene lineari (bruciano facilmente, ma detonano) o ramificate (resistono alla detonazione)
  • Olefine (alcheni) : insaturi, con doppi legami, presenti nelle benzine da cracking
  • Aromatici : benzene e derivati, alto numero di ottano
  • Aliciclici (naftenici) : ciclici saturi