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La distribuzione internazionale delle risorse e le teorie del commercio internazionale, incluso il concetto di scambio di vantaggi comparati di ricardo, le critiche alla sua formulazione e la moderna teoria del commercio internazionale di heckscher-ohlin. Viene inoltre discusso l'influenza del commercio internazionale sullo sviluppo economico.
Tipologia: Appunti
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Il commercio internazionale è costituito dall’insieme degli scambi di beni e servizi fra soggetti che appartengono a stati diversi. Il commercio interno , rispetto a quello internazionale si differenzia per una maggiore mobilità di lavoro e capitali (i fattori si trasferiscono da un settore all’altro, attratti dai maggiori rendimenti offerti, dunque le occupazioni si trasferiscono dove i salari sono più elevati); nel commercio internazionale invece la mobilità del lavoro e del capitale è più basse (limitati spostamenti dei lavoratori per motivi di attaccamento anche se ultimamente c’è una crescita delle multinazionali e di manodopera verso i paesi sviluppati). Le importazioni sono l’insieme dei beni e servizi acquistati da un paese dal resto del mondo Le esportazioni sono l’insieme dei beni e servizi prodotti da un paese e venduti al resto del mondo Il commercio internazionale è spiegato dal fatto che le risorse naturali e le capacità produttive sono distribuite in modo disuguale nelle diverse realtà geografiche, dunque tra i paesi si instaura un rapporto di scambio. Il commercio internazionale consente a un paese di ottenere dal resto del mondo i beni di cui non dispone al suo interno, fornendo in cambio i beni di cui è maggiormente dotato (specializzazione a livello internazionale); inoltre si verifica l’interdipendenza economica. Le economie sono legate l’una con l’altra dunque ogni scelta influenza varie parti Il commercio internazionale è notevolmente aumentato dalla fine della seconda guerra mondiale al 1975; dal 1975 al 1982 in seguito alle varie crisi c’è stata una diminuzione della crescita; in seguito c’è stata una ripresa grazie agli accordi di cooperazione; globalizzazione dei mercati LA TEORIA DEI VANTAGGI COMPARATI I costi sono più bassi per i beni la cui produzione è favorita da un maggior numero di risorse disponibili; la libertà di commercio assicura un guadagno a tutti i paesi che entrano nel mercato internazionale Ricardo, teoria dei vantaggi comparati:
Teoria di Heckscher-Ohlin : i costi di produzione dipendono dai prezzi dei fattori impiegati nella produzione, dunque il commercio internazionale dipende dalla quantità dei fattori produttivi presenti nei vari paesi. Ogni paese esporta i beni che vengono prodotti utilizzando più intensamente il fattore produttivo più abbondante mentre importa i beni che vengono prodotti utilizzando più intensamente il fattore produttivo più scarso. Questa teoria tuttavia non prende in considerazione il progresso tecnico Teoria del ciclo del prodotto: verifica gli effetti del progresso tecnico sulle esportazioni di un paese, in cui ogni prodotto attraversa 3 fasi: fase iniziale in cui il prodotto è all’avanguardia in quanto prodotto con metodi innovativi; fase di sviluppo in cui avviene una standardizzazione e una produzione a larga scala; fase di maturazione in cui le innovazioni sono limitate (cambiamento di forma del prodotto). I paesi più avanzati che investono nella ricerca scientifica e tecnologica si specializzano in prodotti nuovi, ma il diffondersi delle conoscenze tecniche viene a meno il gap tecnologico e qui c’è una concorrenza di prezzo. I paesi tecnologicamente avanzati esportano prodotti nuovi, i prodotti entrano nella fase di sviluppo dei paesi industrializzati e nella fase di maturità vengono esportati dai paesi sottosviluppati COMMERCIO INTERNAZIONALE E SVILUPPO ECONOMICO Il commercio internazionale ha effetti positivi per lo sviluppo economico , oltre a quelli citati da Ricardo, questo tipo di commercio è un mezzo di integrazione economica e sociale per i popoli , permettendo di espandere il processo di sviluppo economico anche ai paesi sottosviluppati, inoltre comporta vari vantaggi: la specializzazione del lavoro e la creazione di economie di scala, l’introduzione di innovazioni e la riduzione dei costi di produzione. L’interdipendenza fra paesi può essere: finanziaria se riguarda i flussi internazionali di moneta o commerciale se riguarda lo scambio internazionale di beni e servizi. La quantità di beni esportati in cambio di una determinata quantità di beni importati prende il nome di rapporto di scambio. I servizi scambiati internazionalmente riguardano il turismo, i trasporti. L’economia mondiale è caratterizzata dalla crescente integrazione dei vari paesi che sono tutti interdipendenti ed in cui ogni singolo evento che si verifica in un paese ha effetti negli altri paesi. Tutti i paesi del mondo sono in rapporti di stretta interdipendenza, ciascuno dipende dagli altri e riduce l’autonomia dei singoli governi. I rapporti di interdipendenza sono studiati dalla teoria dei sistemi LIBERO SCAMBIO E PROTEZIONISMO Il liberismo riconosce la piena libertà agli operatori di importare ed esportare, non sottoponendo restrizioni al commercio internazionale; il protezionismo al contrario è una politica commerciale di sostegno ai produttori nazionali che si realizza attraverso restrizioni all’entrata di prodotti stranieri La scuola classica riteneva dannoso il protezionismo in quanto: penalizza i consumatori che pagano più cari i prodotti che si potrebbero ottenere dall’estero a minor prezzo ed impedisce la concorrenza fra imprese Il protezionismo diventa necessario: protezione dell’industria nascente , il paese meno sviluppato protegge l’industria nascente fino a quando è in grado di affrontare la resistenza internazionale difesa della piena occupazione , per raggiungere il massimo numero di lavoratori occupati