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Distribuzione Internazionale delle Risorse: Teorie del Commercio Internazionale, Appunti di Economia aziendale e geo-politica

La distribuzione internazionale delle risorse e le teorie del commercio internazionale, incluso il concetto di scambio di vantaggi comparati di ricardo, le critiche alla sua formulazione e la moderna teoria del commercio internazionale di heckscher-ohlin. Viene inoltre discusso l'influenza del commercio internazionale sullo sviluppo economico.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 05/10/2022

francesco.morocutti
francesco.morocutti 🇮🇹

4.8

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DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE DELLE RISORSE
Il commercio internazionale è costituito dall’insieme degli scambi di beni e servizi fra soggetti che
appartengono a stati diversi. Il commercio interno, rispetto a quello internazionale si differenzia per una
maggiore mobilità di lavoro e capitali (i fattori si trasferiscono da un settore all’altro, attratti dai maggiori
rendimenti offerti, dunque le occupazioni si trasferiscono dove i salari sono più elevati); nel commercio
internazionale invece la mobilità del lavoro e del capitale è più basse (limitati spostamenti dei lavoratori per
motivi di attaccamento anche se ultimamente c’è una crescita delle multinazionali e di manodopera verso i
paesi sviluppati).
Le importazioni sono l’insieme dei beni e servizi acquistati da un paese dal resto del mondo
Le esportazioni sono l’insieme dei beni e servizi prodotti da un paese e venduti al resto del mondo
Il commercio internazionale è spiegato dal fatto che le risorse naturali e le capacità produttive sono
distribuite in modo disuguale nelle diverse realtà geografiche, dunque tra i paesi si instaura un rapporto di
scambio.
Il commercio internazionale consente a un paese di ottenere dal resto del mondo i beni di cui non dispone
al suo interno, fornendo in cambio i beni di cui è maggiormente dotato (specializzazione a livello
internazionale); inoltre si verifica l’interdipendenza economica. Le economie sono legate l’una con l’altra
dunque ogni scelta influenza varie parti
Il commercio internazionale è notevolmente aumentato dalla fine della seconda guerra mondiale al 1975;
dal 1975 al 1982 in seguito alle varie crisi c’è stata una diminuzione della crescita; in seguito c’è stata una
ripresa grazie agli accordi di cooperazione; globalizzazione dei mercati
LA TEORIA DEI VANTAGGI COMPARATI
I costi sono più bassi per i beni la cui produzione è favorita da un maggior numero di risorse disponibili; la
libertà di commercio assicura un guadagno a tutti i paesi che entrano nel mercato internazionale
Ricardo, teoria dei vantaggi comparati:
1) nel mercato interno i fattori produttivi sono facilmente trasferibili, mentre in quello internazionale no
2) costo beni è misurato in base al tempo di lavoro necessario per produrli
3) costi di trasporto nulli
Secondo la teoria dei vantaggi comparati, lo scambio di prodotti fra diversi paesi conviene quando c’è una
differenza tra i costi comparati di produzione. Questa teoria sta alla base del liberismo , in cui le barriere
commerciali sono nocive all’economia
CRITICHE ALLA FORMULAZIONE RICARDIANA
1) Costanza costi di produzione : nei costi di produzione ci sono variazioni, non costanza
2) Mobilità dei fattori produttivi : i fattori produttivi al giorno d’oggi si trasferiscono sul meracto
internazionale
3) Insufficienza teoria valore-lavoro : il valore dei beni non dipende solo dal costo del lavoro
4) Sottovalutazione aspetti storici e politici : i paesi più poveri avrebbero un ulteriore sottosviluppo
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DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE DELLE RISORSE

Il commercio internazionale è costituito dall’insieme degli scambi di beni e servizi fra soggetti che appartengono a stati diversi. Il commercio interno , rispetto a quello internazionale si differenzia per una maggiore mobilità di lavoro e capitali (i fattori si trasferiscono da un settore all’altro, attratti dai maggiori rendimenti offerti, dunque le occupazioni si trasferiscono dove i salari sono più elevati); nel commercio internazionale invece la mobilità del lavoro e del capitale è più basse (limitati spostamenti dei lavoratori per motivi di attaccamento anche se ultimamente c’è una crescita delle multinazionali e di manodopera verso i paesi sviluppati). Le importazioni sono l’insieme dei beni e servizi acquistati da un paese dal resto del mondo Le esportazioni sono l’insieme dei beni e servizi prodotti da un paese e venduti al resto del mondo Il commercio internazionale è spiegato dal fatto che le risorse naturali e le capacità produttive sono distribuite in modo disuguale nelle diverse realtà geografiche, dunque tra i paesi si instaura un rapporto di scambio. Il commercio internazionale consente a un paese di ottenere dal resto del mondo i beni di cui non dispone al suo interno, fornendo in cambio i beni di cui è maggiormente dotato (specializzazione a livello internazionale); inoltre si verifica l’interdipendenza economica. Le economie sono legate l’una con l’altra dunque ogni scelta influenza varie parti Il commercio internazionale è notevolmente aumentato dalla fine della seconda guerra mondiale al 1975; dal 1975 al 1982 in seguito alle varie crisi c’è stata una diminuzione della crescita; in seguito c’è stata una ripresa grazie agli accordi di cooperazione; globalizzazione dei mercati LA TEORIA DEI VANTAGGI COMPARATI I costi sono più bassi per i beni la cui produzione è favorita da un maggior numero di risorse disponibili; la libertà di commercio assicura un guadagno a tutti i paesi che entrano nel mercato internazionale Ricardo, teoria dei vantaggi comparati:

  1. nel mercato interno i fattori produttivi sono facilmente trasferibili, mentre in quello internazionale no
  2. costo beni è misurato in base al tempo di lavoro necessario per produrli
  3. costi di trasporto nulli Secondo la teoria dei vantaggi comparati , lo scambio di prodotti fra diversi paesi conviene quando c’è una differenza tra i costi comparati di produzione. Questa teoria sta alla base del liberismo , in cui le barriere commerciali sono nocive all’economia CRITICHE ALLA FORMULAZIONE RICARDIANA
  4. Costanza costi di produzione : nei costi di produzione ci sono variazioni, non costanza
  5. Mobilità dei fattori produttivi : i fattori produttivi al giorno d’oggi si trasferiscono sul meracto internazionale
  6. Insufficienza teoria valore-lavoro : il valore dei beni non dipende solo dal costo del lavoro
  7. Sottovalutazione aspetti storici e politici : i paesi più poveri avrebbero un ulteriore sottosviluppo

LA MODERNA TEORIA DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE

Teoria di Heckscher-Ohlin : i costi di produzione dipendono dai prezzi dei fattori impiegati nella produzione, dunque il commercio internazionale dipende dalla quantità dei fattori produttivi presenti nei vari paesi. Ogni paese esporta i beni che vengono prodotti utilizzando più intensamente il fattore produttivo più abbondante mentre importa i beni che vengono prodotti utilizzando più intensamente il fattore produttivo più scarso. Questa teoria tuttavia non prende in considerazione il progresso tecnico Teoria del ciclo del prodotto: verifica gli effetti del progresso tecnico sulle esportazioni di un paese, in cui ogni prodotto attraversa 3 fasi: fase iniziale in cui il prodotto è all’avanguardia in quanto prodotto con metodi innovativi; fase di sviluppo in cui avviene una standardizzazione e una produzione a larga scala; fase di maturazione in cui le innovazioni sono limitate (cambiamento di forma del prodotto). I paesi più avanzati che investono nella ricerca scientifica e tecnologica si specializzano in prodotti nuovi, ma il diffondersi delle conoscenze tecniche viene a meno il gap tecnologico e qui c’è una concorrenza di prezzo. I paesi tecnologicamente avanzati esportano prodotti nuovi, i prodotti entrano nella fase di sviluppo dei paesi industrializzati e nella fase di maturità vengono esportati dai paesi sottosviluppati COMMERCIO INTERNAZIONALE E SVILUPPO ECONOMICO Il commercio internazionale ha effetti positivi per lo sviluppo economico , oltre a quelli citati da Ricardo, questo tipo di commercio è un mezzo di integrazione economica e sociale per i popoli , permettendo di espandere il processo di sviluppo economico anche ai paesi sottosviluppati, inoltre comporta vari vantaggi: la specializzazione del lavoro e la creazione di economie di scala, l’introduzione di innovazioni e la riduzione dei costi di produzione. L’interdipendenza fra paesi può essere: finanziaria se riguarda i flussi internazionali di moneta o commerciale se riguarda lo scambio internazionale di beni e servizi. La quantità di beni esportati in cambio di una determinata quantità di beni importati prende il nome di rapporto di scambio. I servizi scambiati internazionalmente riguardano il turismo, i trasporti. L’economia mondiale è caratterizzata dalla crescente integrazione dei vari paesi che sono tutti interdipendenti ed in cui ogni singolo evento che si verifica in un paese ha effetti negli altri paesi. Tutti i paesi del mondo sono in rapporti di stretta interdipendenza, ciascuno dipende dagli altri e riduce l’autonomia dei singoli governi. I rapporti di interdipendenza sono studiati dalla teoria dei sistemi LIBERO SCAMBIO E PROTEZIONISMO Il liberismo riconosce la piena libertà agli operatori di importare ed esportare, non sottoponendo restrizioni al commercio internazionale; il protezionismo al contrario è una politica commerciale di sostegno ai produttori nazionali che si realizza attraverso restrizioni all’entrata di prodotti stranieri La scuola classica riteneva dannoso il protezionismo in quanto: penalizza i consumatori che pagano più cari i prodotti che si potrebbero ottenere dall’estero a minor prezzo ed impedisce la concorrenza fra imprese Il protezionismo diventa necessario: protezione dell’industria nascente , il paese meno sviluppato protegge l’industria nascente fino a quando è in grado di affrontare la resistenza internazionale difesa della piena occupazione , per raggiungere il massimo numero di lavoratori occupati