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Scambio Internazionale: Protezionismo, Libero Scambio e Organizzazioni Internazionali, Appunti di Diritto ed economia politica

commercio internazionale, le basi, fonti e soggetti

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 10/06/2023

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sofia-armenise 🇮🇹

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Lo scambio internazionale
Lo scambio avviene all'interno di uno Stato e tra diversi Stati; si parla di scambio internazionale o commercio
internazionale, quando ogni paese importa ed esporta le merci. Gli scambi che avvengono all'interno di un paese
costituiscono il commercio interno, mentre gli scambi che avvengono tra individui diversi costituiscono il commercio
internazionale. In alcuni paesi risulta più conveniente la produzione di certi beni e questo può indurre ogni paese a
specializzarsi nella produzione che per essa è più conveniente, facendo nascere l'esigenza dello scambio
internazionale.
Il protezionismo è una politica economica che, opposta al libero scambio, tende a
proteggere le attività produttive nazionali mediante interventi economici statali anche
ostacolando o impedendo la concorrenza di stati esteri.
Il libero scambio è un sistema di commercio internazionale nel quale merci e servizi
possono circolare attraverso i confini nazionali senza barriere doganali. In assenza di
vincoli doganali, le quantità, i prezzi dei beni e i servizi commerciali dipendono dalla
domanda e dall'offerta, ossia dalle forze di mercato. Più paesi che adottano tali accordi,
formano un'area di libero scambio, all'interno della quale i commerci possono circolare
liberamente.
-Strumenti del protezionismo
Gli strumenti del protezionismo sono:
1) DAZI DOGANALI: sono tributi che colpiscono le merci straniere che entrano nel
territorio nazionale. Essi si dividono in:
> Dazi di transito: essi colpiscono le merci straniere che transitano per il paese;
> Dazi di consumo o interni: essi colpiscono la circolazione di un bene all'interno di
un paese;
> Dazi specifici: essi sono commisurati alla quantità della merce importata;
> Dazi ad valorem: essi sono commisurati ad una percentuale del valore della merce
importata;
> Dazi fiscali: essi hanno lo scopo di fornire delle entrate finanziarie allo stato;
> Dazi protettivi: essi hanno lo scopo di scoraggiare l'ingresso delle merci straniere
nel Paese.
2) I CONTIGENTI: consistono nel determinare la quantità massima di un prodotto
estero che può essere importa; inoltre occorre trovare un sistema per suddividere la
quantità di merce ammessa all'importazione tra tutti gli operatori che desiderano
importare, e di solito si introduce un sistema di licenza di importazione.
3) SUSSIDI: i sussidi o premi all'industria nazionale consistono nel pagare somme di
denaro, oppure concedere sgravi tributi o degli oneri sociali alle imprese.
4) BARRIERE NON TARRIFARIE cioè barriere, ostacoli e commerci però diverse dalle tariffe, hanno avuto un forte
sviluppo a partire dalla metà degli anni 70 del 900, essi vengono usati da diversi paesi che intendono diminuire i
loro dazi i loro contingenti imposti dai trattati internazionali, ma diminuendo essi hanno introdotto diverse
barriere non tariffarie. Esempi di barriere non tariffarie sono le restrizioni volontarie dell'esportazione e i
regolamenti sanitari
Altri strumenti di politica commerciali
La politica di un paese volta a regolare gli scambi di merci con gli altri paesi, prende il nome di politica commerciale.
Gli strumenti sono:
1) IL DUMPING : riguardante le grande imprese nazionali, le quali vendono i loro
prodotti sui mercati stranieri ad un prezzo inferiore del costo di produzione, e
recuperano la perdita vendendoli all'interno del paese ad un prezzo più alto; per
poter fare questo bisogna che lo stato imponga un dazio, in modo da impedire che i
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Lo scambio internazionale

Lo scambio avviene all'interno di uno Stato e tra diversi Stati; si parla di scambio internazionale o commercio internazionale, quando ogni paese importa ed esporta le merci. Gli scambi che avvengono all'interno di un paese costituiscono il commercio interno, mentre gli scambi che avvengono tra individui diversi costituiscono il commercio internazionale. In alcuni paesi risulta più conveniente la produzione di certi beni e questo può indurre ogni paese a specializzarsi nella produzione che per essa è più conveniente, facendo nascere l'esigenza dello scambio internazionale.

Il protezionismo è una politica economica che, opposta al libero scambio, tende a

proteggere le attività produttive nazionali mediante interventi economici statali anche ostacolando o impedendo la concorrenza di stati esteri.

Il libero scambio è un sistema di commercio internazionale nel quale merci e servizi

possono circolare attraverso i confini nazionali senza barriere doganali. In assenza di vincoli doganali, le quantità, i prezzi dei beni e i servizi commerciali dipendono dalla domanda e dall'offerta, ossia dalle forze di mercato. Più paesi che adottano tali accordi, formano un'area di libero scambio, all'interno della quale i commerci possono circolare liberamente.

- Strumenti del protezionismo Gli strumenti del protezionismo sono:

  1. DAZI DOGANALI: sono tributi che colpiscono le merci straniere che entrano nel territorio nazionale. Essi si dividono in:

Dazi di transito: essi colpiscono le merci straniere che transitano per il paese; Dazi di consumo o interni: essi colpiscono la circolazione di un bene all'interno di un paese; Dazi specifici: essi sono commisurati alla quantità della merce importata; Dazi ad valorem: essi sono commisurati ad una percentuale del valore della merce importata; Dazi fiscali: essi hanno lo scopo di fornire delle entrate finanziarie allo stato; Dazi protettivi: essi hanno lo scopo di scoraggiare l'ingresso delle merci straniere nel Paese.

  1. I CONTIGENTI: consistono nel determinare la quantità massima di un prodotto estero che può essere importa; inoltre occorre trovare un sistema per suddividere la quantità di merce ammessa all'importazione tra tutti gli operatori che desiderano importare, e di solito si introduce un sistema di licenza di importazione.
  2. SUSSIDI: i sussidi o premi all'industria nazionale consistono nel pagare somme di denaro, oppure concedere sgravi tributi o degli oneri sociali alle imprese.
  3. BARRIERE NON TARRIFARIE cioè barriere, ostacoli e commerci però diverse dalle tariffe, hanno avuto un forte sviluppo a partire dalla metà degli anni 70 del 900, essi vengono usati da diversi paesi che intendono diminuire i loro dazi i loro contingenti imposti dai trattati internazionali, ma diminuendo essi hanno introdotto diverse barriere non tariffarie. Esempi di barriere non tariffarie sono le restrizioni volontarie dell'esportazione e i regolamenti sanitari

Altri strumenti di politica commerciali

La politica di un paese volta a regolare gli scambi di merci con gli altri paesi, prende il nome di politica commerciale. Gli strumenti sono: 1) IL DUMPING : riguardante le grande imprese nazionali, le quali vendono i loro prodotti sui mercati stranieri ad un prezzo inferiore del costo di produzione, e recuperano la perdita vendendoli all'interno del paese ad un prezzo più alto; per poter fare questo bisogna che lo stato imponga un dazio, in modo da impedire che i

prodotti esportati a basso prezzo rientrino nel territorio nazionale. 2) TARIFFA DAZIARIA : è costituita dall'elenco di tutte le merci che lo Stato colpisce con un dazio al loro ingresso, con l'indicazione delle aliquote del dazio per ogni merce; può essere generale o convenzionale. 3) CLAUSOLA DELLA NAZIONE PIU' FAVORITA: essa è una clausola che viene spesso inserita nei trattati di commercio. Per effetto di essa, ogni riduzione della tariffa generale si estende da un paese all'altro. Le organizzazioni Negli ultimi 50 anni il nostro paese ha aderito a diverse organizzazioni, tra le quali la CEE, oggi UE, e l'UNCTAD e il WTO.

La CEE: la comunità economica europea, oggi unione europea, è stata costituita nel 1957 e ha comportato

l'abolizione graduale dei dazi nei confronti degli altri paesi e l'adozione di una tariffa doganale unica di tutti i paesi della CEE.

L'UNCTAD: conferenza nelle Nazioni Unite sul commercio e sullo sviluppo, nasce dall'impegno dell'ONU per lo

sviluppo e per il funzionamento corretto delle regole del commercio mondiale; è stata costituita a Ginevra nel 1964 per occuparsi soprattutto dei paesi poveri. Essa conta 193 paesi membri.

IL WTO: world trade organization, è un organismo internazionale nato nel 1995 con sede a Ginevra. Esso ha lo scopo

di sovrintendere agli scambi di merce e di servizi tra i 154 paesi aderenti. Esso definisce norme comuni e un sistema di procedure per l'inoltro di ricorsi e la composizione delle controversie