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Il Commercio Internazionale e la Globalizzazione Economica: Libero Scambio e Protezionismo, Sintesi del corso di Diritto

Sulla importanza del commercio internazionale nella globalizzazione economica, con un focus sui modelli contrapposti di libero scambio e protezionismo. Esplora la storia del commercio mondiale, le fonti del diritto commerciale internazionale e i principali accordi commerciali. una panoramica utile per chi vuole comprendere le basi teoriche e pratiche del commercio internazionale.

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 24/10/2021

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imtheuser93 🇮🇹

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Il commercio internazionale e la globalizzazione
economica
Nell'esercizio della sua attività ogni stato instaura dei rapporti giuridici con gli altri stati e con imprese e con
soggetti che appartengono ad altri stati. L'attività economica consiste nella produzione nello scambio di
beni e servizi diretti a modificare i bisogni degli esseri umani non soltanto esclusivamente all'interno del
territorio di un singolo paese ma dà luogo relazioni tra operatori economici appartenenti a stati diversi.
il commercio internazionale ha come oggetto lo scambio di beni e servizi tra operatori economici e stati
diversi.
questi scambi hanno una notevole importanza per l'economia di un paese e nel corso dei secoli la politica
commerciale adottata da diversi paesi ha seguito due modelli contrapposti
1.libero scambio: ovvero la libertà degli scambi con l'estero
2.protezionismo: misure dirette a limitare la libertà degli scambi con l'estero per proteggere le imprese
nazionali dalla concorrenza delle imprese estere.
il commercio mondiale è un fenomeno che è sempre esistito anche nelle società più antiche ma oggi giorno
prende il nome di globalizzazione economica.
la globalizzazione indica il processo crescente di internalizzazione delle imprese, i fattori che hanno favorito
la globalizzazione sono:
1. il processo tecnologico, chi ha diminuito la distanza in senso fisico tra i mercati e ha ridotto le
barriere naturali rappresentati dai costi dei trasporti e delle comunicazioni
2. il progresso sociale, consentito il superamento delle barriere culturali
3. politiche di integrazione, hanno eliminato o ridotto le barriere politiche al commercio
internazionale
4. politiche di liberalizzazione, hanno favorito la concorrenza delle imprese e hanno soppresso le
barriere economiche
questo processo di integrazione di liberalizzazione degli scambi e iniziato nel 1870 cresciuto nel corso del
tempo, ovviamente durante la prima e la Seconda guerra mondiale rimase nulla. dal 1914 il 1950 si è
verificata una notevole riduzione del commercio internazionale dovuta al protezionismo e ai fattori politici
ed economici. all'inizio degli anni 50 il processo di integrazione dell'economie nazionali è ripartito con forza
e ho avuto un'altra accelerazione all'inizio degli anni 80 fino ai giorni nostri.
la globalizzazione ha prodotto un aumento dei seguenti fattori
- integrazione dei sistemi economici nazionali
- interdipendenza dei mercati internazionali reali e anche finanziari
- flussi di informazioni e conoscenze
diritto commerciale internazionale: disciplinato dal diritto commerciale internazionale, la caratteristica
principale che contraddistingue il commercio nazionale con quello internazionale è, dal punto di vista
giuridico, una mancanza di un’autorità in grado di imporre norme generali vincolanti per tutti gli operatori
economici e garantirne il rispetto anche l'uso con della forza.
fonti del diritto commerciale internazionale: sono gli atti che producono le norme giuridiche diretta
disciplinare i rapporti commerciali tra imprese e soggetti di paesi diversi.
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Il commercio internazionale e la globalizzazione

economica

Nell'esercizio della sua attività ogni stato instaura dei rapporti giuridici con gli altri stati e con imprese e con soggetti che appartengono ad altri stati. L'attività economica consiste nella produzione nello scambio di beni e servizi diretti a modificare i bisogni degli esseri umani non soltanto esclusivamente all'interno del territorio di un singolo paese ma dà luogo relazioni tra operatori economici appartenenti a stati diversi. il commercio internazionale ha come oggetto lo scambio di beni e servizi tra operatori economici e stati diversi. questi scambi hanno una notevole importanza per l'economia di un paese e nel corso dei secoli la politica commerciale adottata da diversi paesi ha seguito due modelli contrapposti 1.libero scambio: ovvero la libertà degli scambi con l'estero 2.protezionismo: misure dirette a limitare la libertà degli scambi con l'estero per proteggere le imprese nazionali dalla concorrenza delle imprese estere. il commercio mondiale è un fenomeno che è sempre esistito anche nelle società più antiche ma oggi giorno prende il nome di globalizzazione economica. la globalizzazione indica il processo crescente di internalizzazione delle imprese, i fattori che hanno favorito la globalizzazione sono:

  1. il processo tecnologico, chi ha diminuito la distanza in senso fisico tra i mercati e ha ridotto le barriere naturali rappresentati dai costi dei trasporti e delle comunicazioni
  2. il progresso sociale, consentito il superamento delle barriere culturali
  3. politiche di integrazione, hanno eliminato o ridotto le barriere politiche al commercio internazionale
  4. politiche di liberalizzazione, hanno favorito la concorrenza delle imprese e hanno soppresso le barriere economiche questo processo di integrazione di liberalizzazione degli scambi e iniziato nel 1870 cresciuto nel corso del tempo, ovviamente durante la prima e la Seconda guerra mondiale rimase nulla. dal 1914 il 1950 si è verificata una notevole riduzione del commercio internazionale dovuta al protezionismo e ai fattori politici ed economici. all'inizio degli anni 50 il processo di integrazione dell'economie nazionali è ripartito con forza e ho avuto un'altra accelerazione all'inizio degli anni 80 fino ai giorni nostri. la globalizzazione ha prodotto un aumento dei seguenti fattori
  • integrazione dei sistemi economici nazionali
  • interdipendenza dei mercati internazionali reali e anche finanziari
  • flussi di informazioni e conoscenze diritto commerciale internazionale: disciplinato dal diritto commerciale internazionale, la caratteristica principale che contraddistingue il commercio nazionale con quello internazionale è, dal punto di vista giuridico, una mancanza di un’autorità in grado di imporre norme generali vincolanti per tutti gli operatori economici e garantirne il rispetto anche l'uso con della forza. fonti del diritto commerciale internazionale: sono gli atti che producono le norme giuridiche diretta disciplinare i rapporti commerciali tra imprese e soggetti di paesi diversi.

le fonti del commercio Internazionale sono:

1. fonti nazionali, sono fonti che in ogni stato contengono le norme per regolamentare i rapporti giuridici che coinvolgono soggetti stranieri o che si svolgono all'estero. nel nostro paese la principale fonte nazionale e la legge numero 218 che, successivamente ha modificato la legge numero 16 e le seguenti disposizioni preliminari al Codice civile. le norme del diritto internazionale privato non disciplinano direttamente le situazioni che presentano elementi di estraneità rispetto all’ordinamento nazionale ma si limitano a stabilire il criterio di collegamento ovvero indicare qual è l'ordinamento giuridico le cui norme sostanziali devono regolamentare tali situazioni. 2. Convenzioni internazionali sono i trattati internazionali cioè gli accordi che disciplinano le relazioni tra due o più stati, nell'ambito commerciale più importanti sono -convenzione di Ginevra: regola il contratto di trasporto internazionale stradale di merci

  • convenzione di New York: riconoscimento ed esecuzione dei Lodi arbitrali stranieri convenzione di bruxells: competenza giurisdizionale il riconoscimento delle sentenze civili e commerciali, pronunciato da uno degli Stati membri dell'unione europea -convenzione di Roma: sulla legge applicabili alle obbligazioni contrattuali all'interno dell'unione europea, in seguito sostituito dal cosiddetto regolamento Roma primo -convenzione di Vienna: disciplina la vendita internazionale delle merci questi trattati stabiliscono una serie di norme uniformi applicabile all'interno degli stati che vi aderiscono contengono norme derogabili dalla volontà delle parti interessati che possono disciplinare diversamente i loro rapporti.
  1. Fondi comunitarie , contengono una serie di norme che disciplinano diversi aspetti degli scambi commerciali tra gli Stati membri dell'unione europea. Il diritto comunitario in materia politica commerciale allo scopo di realizzare un mercato unico e di attuare la libertà di circolazione all'interno dell'unione europea. Un settore del diritto comunitario di particolare importanza per le imprese riguarda le norme in materia di concorrenza che tutelano le imprese europee dati di concorrenza sleale da parte di altre imprese e vietano: -le intese restrittive della concorrenza ovvero gli accordi o le pratiche concordate tra imprese -l'abuso di una posizione dominante nel mercato comune o in una sola parte sostanziale. 4. fonti interstatali, sono fonti derivanti da organismi internazionali e sovranazionali costituita da più stati rientrano nelle fonti in esame i principi stabiliti nell'ambito dell'organizzazione mondiale del commercio (OMC O WTO world trade organisation) che ha preso il posto nel 1994 del GATT Omc: Aderiscono attualmente 160 paesi che rappresentano quasi il 97% del commercio internazionale di beni e servizi, disciplina i rapporti commerciali tra gli Stati e si basa sui seguenti principi generali
  • clausola della nazione più favorita: i benefici le agevolazioni concesse le importazioni o esportazioni provenienti da e/o destinate a uno Stato membro dell'organizzazione si estendono automaticamente anche i prodotti di tutti gli altri Stati membri
  • clausola del trattamento nazionale: i prodotti stranieri importati all'interno di uno Stato membro non possono essere sottoposti a una disciplina giuridica più sfavorevole rispetto a quella prevista per i prodotti nazionali dello stesso tipo
  • divieto di restrizioni quantitative: Gli Stati membri possono imporre soltanto dazi doganali o altre forme di tributi sull importazione e/o esportazione di prodotti e non possono creare o mantenere divieti e restrizioni di diversa natura.
  • principi incoterms: sono termini e regole standard internazionali che le imprese possono utilizzare per la stesura dei contratti internazionali di esportazione e importazione di merci. elaborati dalla Camera di Commercio.

Gli ostacoli e gli incentivi

all’internalizzazione delle imprese.

Nello svolgimento di un’attività internazionale l'impresa può trovarsi davanti a ostacoli i rischi di varia natura che è bene conoscere. Le barriere all'ingresso di un mercato estero che possono impedire o frenare il processo di internalizzazione delle imprese si distinguono in: 1)barriere formali distinti a sua volta in barriere tariffarie e non tariffarie 1a. barriere tariffarie : Le barriere tariffarie sono costituite dai dazi doganali: tributi che devono essere pagati sul valore sulla quantità di prodotti che vengono importati all'interno di un determinato paese. Da un lato realizza una penalizzazione per le imprese straniere, dato che il dazio rappresenta un costo aggiuntivo di produzione mentre dall’altro costituisce una misura di protezione delle imprese nazionali perché non devono affrontare l'onere costitutivo del dazio e possono avere un margine di profitto maggiori o essere più competitive. I dazi doganali aumentano il gettito fiscale dello Stato che impone. In quanto costituiscono un'entrata finanziaria che concorre a diminuire il disavanzo del bilancio il ricorso all aumento delle imposte interne e dell indebitamento pubblico. a. effetto dei dazi: l'esistenza di dazi in un paese straniero costituisce un ostacolo all’internalizzazione degli scambi in quanto l'impresa italiana che vuole esportare i propri prodotti all’alternativa tra -assorbire integralmente il dazio come costo di produzione senza aumentare il prezzo finale del prodotto -scaricare integralmente il dato sui clienti EO utenti e aumentare sulla stessa misura il prezzo di vendita del prodotto -assorbire una parte più o meno evolute del dazio e scaricare la parte rimanente sul mercato In modo più sintetico una impresa esportatrice può scegliere su chi far gravare dal punto di vista economico il dazio che deve essere pagato uno stato estero al momento dell’importazione all'interno del suo territorio.

  • modalità di aggiornamento dei dazi : Un’impresa esportatrice può cercare di eludere il pagamento del dazio, il cui presupposto è costituito dall' importazione di beni e servizi all'interno di uno stato estero il cui ammontare di regola è determinato in proporzione al valore delle merci mediante una diversa organizzazione della produzione delle sue fasi. un’impresa italiana può decidere di
  1. realizzare nel paese estero soltanto l'assemblaggio finale dei prodotti cioè spedire all'estero i prodotti smontati e provvedere poi in loco al montaggio dei diversi componenti
  2. far produrre nel paese estero alcune parti dei propri prodotti di regola i componenti meno avanzati dal punto di vista tecnologico e produttivo 3.produrre nel paese estero l'intero prodotto mediante la conclusione di un accordo commerciale con un’impresa straniera oppure mediante un investimento diretto all'estero. queste decisioni portano alcuni vantaggi in termini fiscali ma anche alcuni costi rischi che devono essere valutati attentamente dal punto di vista economico giuridico. 1b) barriere non tariffarie: Si tratta di misure di varia natura che possono essere adottate da uno strato lo scopo di limitare le importazioni all'estero e garantire una protezione delle imprese nazionali della concorrenza delle imprese straniere. Sono: -I contingentamenti delle importazioni: consistono in limitazione la quantità massima dei prodotti di un determinato tipo che possono essere importati nel corso di un anno con una conseguente

determinazione a priori della quota di mercato disponibili per le imprese straniere e della quota riservato in modo esclusivo alle imprese nazionali -accordi negoziali sulle importazioni ovvero restrizioni volontarie delle esportazioni che producono di fatto effetto uguali ai contingentamenti in quanto uno più paesi Esportatori si impegnano limitare le loro esportazioni verso un paese importatore -commodity agreement: Accordi commerciali diretti a stabilizzare nel lungo periodo i prezzi di alcuni prodotti attraverso la fissazione di limiti alla commercializzazione diretta evitare squilibri templari tra domanda e offerta sul mercato. -Barriere legali e amministrative: che possono incontrare le imprese straniere in un mercato estero e sono

  1. intervento diretto dello Stato nella attività economica con conseguente riduzione dello spazio lasciato all iniziativa economica delle imprese straniere
  2. esistenza di norme tecniche o a tutela dei consumatori
  3. obbligo di rispettare particolari adempimenti amministrativi per esportare operare direttamente in un mercato estero. 2)barriere non formali: Situazioni che ostacolano di fatto l'accesso di un'impresa il mercato internazionale, possono rappresentare una limitazione all'internalizzazione delle imprese:
  • differenze giuridiche : esistenza di sistemi di norme giuridiche diverse da stato a stato che possono rivelarsi ostacoli difficili da superare.se non si conoscono in anticipo. Il processo di armonizzazione delle leggi commerciali dei paesi esteri è lento ma le imprese possono fare riferimento ai trattati internazionali che vengono i paesi aderenti al rispetto delle norme condivise, anche.se quest'ultima non coprono l'intero panorama delle situazioni contrattuali e sono molti casi in cui gli effetti degli accordi presi non sono scontrati. in assenza di regole previste dai trattati internazionali valgono le leggi dei singoli paesi. _Possono essere divisi in paesi che adottano il common law e il civil law
  • Civil law:_ sono i più numerosi e comprendono l'Italia e la maggior parte dei paesi europei gran parte dell'asia del Sud America e dell’Africa. Fondano tutto il sistema giuridico sulla fonte legislativa ovvero su norme generali e astratte, il giudice ha il compito subordinato di applicare la legge con una corretta interpretazione.
  • Common law: Comprendere i paesi di tradizione anglosassone come la Gran Bretagna e Stati Uniti Canada e Australia. basati sul principio giurisprudenziale ovvero che il giudice deve uniformarsi alle sentenze pronunciate in casi simili.
  • Normativa fiscale : Altra differenza giuridica molto importante in termini di costi redditività dell'investimento, sia per quanto riguarda il ricarico delle imposte dirette sul prezzo finale di vendita sia per quanto riguarda l'incidenza delle imposte dirette sono utili dell’impresa. - Distanza fisica: la distanza fisica (ovvero la distanza in senso geografico tra luogo di produzione e luogo di commercializzazione tre luogo dove l'impresa ha la sede principale luogo dove vengono create società affiliate collegate) può incidere ancora sulle scelte di commercializzazione o di locazione delle imprese. un'impresa può preferire esportare e investire in un mercato fisicamente più vicino rispetto al mercato più distante.
  • contesto culturale sociale : può costituire un ostacolo all’internalizzazione di un'impresa che deve confrontarsi con una lingua diversa e deve considerare una serie di variabili culturali che possono essere molto diverse tra quelle nazioni.
  • ambiente politico : i fattori principali che possono incentivare disincentivare le esportazioni gli accordi commerciali e gli investimenti diretti dall’impresa in un paese estero sono: 1a. il quadro politico o istituzionale per quanto riguarda la stabilità dell’esecutivo, i rapporti tra governo centrale enti locali, l'efficienza dell'apparato amministrativo, la corruzione pubblica eccetera 2a. le politiche economiche