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Il documento è un compendio di Diritto processuale penale del corso tenuto dal Prof. Gialuz, manuale Tonini integrato con le lezioni.
Tipologia: Dispense
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Cosa si intende per procedimento? Il procedimento ingloba le indagini preliminari (supervisionate dal GIP), l’udienza preliminare ed il dibattimento. Le sole fasi dell’udienza preliminare e del dibattimento costituiscono il processo. Affinché sia possibile passare dalla fase delle indagini a quella del processo è necessario esercitare l’azione penale. Per fare ciò il PM è tenuto ad individuare, durante le indagini preliminari, delle prove a sostegno dell’accusa. PRINCIPI 3 orientamenti che influenzano il sistema processuale italiano:
contraddittorio in senso debole art 111.2: la decisione viene assunta sentite le parti contraddittorio in senso forte art 111.3 si distingue in senso soggettivo o oggettivo: in senso oggettivo è quando si instaura al momento della assunzione della prova, prova che si è formata
in contraddittorio; in senso soggettivo è quando il contradditorio trova vita nel momento in cui l’imputato/indagato controbatte ad accuse fatte da altri. Il comma 4 funge da norma che conferma e rafforza il contraddittorio in senso forte soggettivo, poiché afferma che “l’imputato non può essere condannato sulla base di dichiarazioni rese da chi si è sottratto al contraddittorio”. Comma 2 dell’articolo 111 riconosce poi: PARITA’ DELLE PARTI (le parti sono titolari degli stessi diritti anche in termini di mezzi di prova), IMPARZIALITA’ DEL GIUDICE, RAGIONEVOLE DURATA. Il contraddittorio può subire delle eccezioni: gli elementi raccolti dal PM sono finalizzati all’esercizio dell’azione penale e quindi non hanno utilità in corso di processo, SALVO nei casi di eccezione al contraddittorio. Quali sono i casi in cui è possibile utilizzare gli elementi probatori ottenuti senza esercizio del contraddittorio?
quando, invece, la competenza è di più organi giudiziari territorialmente distinti prevale quello del luogo in cui è stato commesso il fatto più grave; se, invece, vi è parità di gravità allora è competente quello del primo fatto commesso. Questa è una disciplina che deroga alla regola generale della competenza per materia e per territorio. Tuttavia, non trova sempre applicazione - > nell’ipotesi in cui i soggetti concorrenti siano un minore ed un maggiore non si ha comunione poiché il minore sarà giudicato dal tribunale per i minorenni. L’articolo 17 dispone le ipotesi in cui si ha riunione dei procedimenti: Art. 17. Riunione di processi.
x Art 25 della costituzione, riconoscimento del giudice naturale precostituito per legge Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge [ cfr. art. 102 ]. Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge [ cfr. art. 13 c.2 ]. Il giudice naturale è quello individuato sulla base di criteri previsti dal legislatore; vige la riserva di legge nella disciplina processual penalistica. Cosa si intende per giudice precostituito? Vige la regola del “tempus regit actum”: questa regola prevede che la competenza viene individuata in base alle regole vigenti al momento della commissione del fatto di reato. Pertanto, le norme vigenti in tale momento cristallizzano la competenza - > dunque, NO retroattività delle modifiche in materia di competenza. x Conflitto di competenza Bisogna distinguere tra conflitto positivo e negativo:
Le ipotesi di incompatibilità sono indicate dall’ articolo 34
Polizia giudiziaria Organo che opera mediante le direttive del PM. Si distingue in:
La norma elenca gli avvisi che devono essere fatti all’indagato, a pena di inutilizzabilità delle dichiarazioni. La lettera b riconosce la facoltà di non rispondere, salvo, però, l’obbligo di dare le generalità e di non mentire su di esse. L’ omissione degli avvisi rende inutilizzabili le dichiarazioni; inoltre, alla lettera c, prevede che se l’indagato renderà dichiarazioni su fatti che concernono la responsabilità di altri, assumerà, l’ufficio di testimone, salvo incompatibilità. Art 65 interrogatorio nel merito
Ordinanza Risolve singole questioni o una singola richiesta (es. il giudice decide mediante ordinanza sull’ammissione delle prove). È adottata a seguito di contraddittorio - > questo la distingue dal decreto Il giudice decide mediante decreto senza sentire le parti, senza attivare il contraddittorio (es. il giudice decide con decreto sulla richiesta di archiviazione fatta dal PM) Art 129 IMMEDIATA DECLARATORIA DI CAUSE DI NON PUNIBILTA’ CHE IL GIUDICE DICHIARA CON SENTENZA
Le richieste sono ogni tipo di domanda che viene rivolta al giudice al fine di ottenere una decisione; il giudice è tenuto a provvedere entro 15 gg. (es. richiesta da parte del PM di disporre una misura cautelare). Le memorie sono gli atti che accompagnano le richieste e illustrano meglio gli elementi di diritto e di fatto addotti. PROCEDIMENTO IN CAMERA DI CONSIGLIO È quel procedimento che si svolge a porte chiuse: è un procedimento che è caratterizzato da
Î Lettera a) riguarda il giudice: è una norma che sanziona la violazione delle prescrizioni concernenti la capacità del giudice e il numero di giudici che devono formare il collegio (es. giudice senza laurea in giurisprudenza); Î Lettera b) riguarda il PM: sono sanzionate con nullità di atti adottati in violazione delle norme che riguardano l’iniziativa del PM nell’esercizio dell’azione penale o la sua partecipazione al procedimento; Î Lettera c) riguarda le altre parti: viene sanzionato con nullità la violazione delle norme che riguardano l’intervento, l’assistenza, la rappresentanza dell’imputato o delle altre parti; oppure, la loro citazione in giudizio. Questa classificazione va integrata con un’altra distinzione che riguarda, invece, il regime giuridico: nullità assoluta, nullità intermedia e nullità relativa. Î Nullità assoluta:
es. dichiarazioni autoindizianti - Inutilizzabilità speciali: sono le ipotesi di inutilizzabilità espressamente previste dal legislatore (es. art 271 intercettazioni svolte fuori dai casi consentiti). L’inutilizzabilità viene in rilievo solo quando si ha violazione della legge processuale: l’articolo 1 91 fa riferimento al termine “legge”, ma per legge si intende solo quella procedurale ( se si ha violazione della normativa sostanziale, e non anche di quella processuale, opera l’illeceità). Art 220 stabilisce che non sono ammesse perizie per stabilire l’abitualità del reato, la tendenza a delinquere o elementi inerenti alla persona del reo o il suo essere recidivo. Regime dell’inutilizzabilità L’inutilizzabilità può essere sollevata d’ufficio dal giudice o su richiesta della parte, in ogni stato e grado del giudizio. L’inutilizzabilità è insanabile - > questo è un limite al libero convincimento del giudice.
È inutilizzabile anche la prova incostituzionale, ossia quella adottata in violazione dei principi e delle norme costituzionali. Principio di non sostituibilità Art 189 prevede una disciplina per le prove atipiche, ossia per quelle prove non disciplinate dalla legge. La prova atipica non può essere una prova che sradica il modello ma può essere una prova che introduce elementi atipici all’interno di una prova tipica. Es. ricognizione - > l’individuazione del colpevole, normalmente svolta dall’umano che è tenuto a confrontare più soggetti e individuarne eventualmente il reo, può essere svolta da un cane. Inutilizzabilità derivata L’elemento di ricerca della prova non inficia gli atti successivi - > lo dice la Cassazione nel 2019 rispetto ad una ipotesi di perquisizione inutilizzabile, affermando che il sequestro compiuto successivamente non è colpito da inutilizzabilità. Salvo nei casi di estensione dell’inutilizzabilità sono tassativi e vengono indicati dal legislatore - > es. 191 comma 2 bis delitto di tortura. Atto inesistente È un atto così viziato, privo addirittura della parvenza giuridica, che lo rende inesistente. L’inesistenza non è neppure contemplata dal codice. Es. PA che adotta una sentenza - > carenza di potere. Il vizio di inesistenza è talmente grande che può essere sollevato anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza. Questa previsione deroga 2 principi: